Narai: l’antica città postale sulla Nakasendo
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I samurai, mercanti e monaci erranti che percorrevano la Nakasendo, l’antica via postale che collegava Kyoto a Tokyo, sapevano che arrivati a Narai erano a metà del loro viaggio. Narai come Tsumago e Magome era una Juku, una città postale dove i viaggiatori trovavano riparo e ristoro , della valle del Kiso. Chiamata anche “Narai dalle mille case” per la sua estensione e la sua importanza, la città ancora oggi mantiene inalterato il suo aspetto di Juku. Il tratto di circa un chilometro di Nakasendo che attraversa Narai è costellata di edifici perfettamente restaurati, alcuni trasformati in negozi d’artigianato, ristoranti e ryokan.
Cosa vedere a Narai
Residenze Storiche
Sono due residenze i luoghi d’interesse di Narai più importanti, la prima appartenuta al mercante di pettini Nakamura è stata costruita nel 1830 e da allora non è mai stata modificata. All’interno sono esposti vari oggetti tra cui i bellissimi pettini che venivano commercializzati da Nakamura inoltre si ha la possibilità di vedere come si viveva 190 anni fa. La residenza Nakamura ha avuto anche un ruolo fondamentale nella conservazione di Narai perché, quando negli anni 60 il museo a cielo aperto di Kawasaki fece un’offerta per spostarla al suo interno, i cittadini si opposero e questa presa di coscienza dell’importanza della città postale diede via al processo di salvaguardia di Narai. La seconda residenza è Kamidonya Shiryokan, appartenuta alla famiglia di mercanti che durante il periodo Edo noleggiava cavalli e guide per chi percorreva la Nakasendo. La residenza fungeva anche da ufficio e al suo interno si possono vedere più di 400 oggetti tra documenti, ceramiche, lacche e strumenti usati nella vita comune di quel tempo. Entrambe le residenze sono perfettamente conservate e adibite a museo.
Daiho-ji
Curioso è il tempio Daiho-ji in cui è custodita una statua senza testa. Si racconta che la statua rappresentava la Vergine Maria, la quale durante il periodo Edo quando la religione cristiana era fuori legge in Giappone fu scoperta e decapitata da degli ufficiali dello Shogun Tokugawa (consiglio la visione del film “Silence” di Martin Scorsese per capire meglio la storia dei cristiani in Giappone).
Santuario Shizume
Se oggi è abbastanza semplice percorre la Nakasendo, durante il periodo Edo non era così, molti viandanti morivano durante il viaggio e nel cimitero del Santuario Shizume ne sono sepolti circa 200. Il santuario era anche il luogo dove i viaggiatori si fermavano a pregare per ringraziare di essere arrivati vivi fino a Narai o per richiedere protezione durante il viaggio che dovevano intraprendere.
Kosatsuba
Se come me arrivate a Narai da Yahubra percorrendo a piedi la Nakasendo alle porte della città troverete una costruzione chiamata Kosatsuba, che era una sorta di bacheca in cui venivano appese delle tavolette con le leggi e gli ordini emanati dallo Shogun Tokygawa che i viaggiatori dovevano rispettare.
Ponte Kiso Ohashi
Non sarà antico ma il Ponte Kiso Ohashi che attraversa il fiume Narai costruito nel 1991 è con i suoi 33 metri di lunghezza uno dei ponti in legno più lunghi del Giappone. Però antichi erano gli alberi utilizzati per la costruzione, sono stati usati cipressi di più di 300 anni…il ponte sarà anche un’affascinante opera ingegneristica ma avrei preferito che gli alberi non fossero abbattuti.
Perchè visitare Narai
Narai assomiglia molto a una Tsumago con molti meno turisti e questo potrebbe essere un valore aggiunto per renderla ancora più affascinante, ma rispetto a quest’ultima Narai permette il traffico lungo la via principale, e se è vero che ho incrociato pochi mezzi che l’attraversavano, questo rovina quella “magia” che ti fa sembrare di essere ancora al tempo dei samurai. Ma al di là di questo Narai resta una di quelle mete alternative che consiglio di visitare a chi vuole vedere come era una città postale durante il periodo Edo.
Mappa di Narai
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