Giappone cosa vedere Tour Viaggi
Narai: l’antica città postale sulla Nakasendo

Narai: l’antica città postale sulla Nakasendo

Home » Cosa vedere » Nakasendo

Tempo di lettura: 5 minuti

I samurai, mercanti e monaci erranti che percorrevano la Nakasendo, l’antica via postale che collegava Kyoto a Tokyo, sapevano che arrivati a Narai erano a metà del loro viaggio. Narai come Tsumago e Magome era una Juku, una città postale dove i viaggiatori trovavano riparo e ristoro , della valle del Kiso. Chiamata anche “Narai dalle mille case” per la sua estensione e la sua importanza, la città ancora oggi mantiene inalterato il suo aspetto di Juku. Il tratto di circa un chilometro di Nakasendo che attraversa Narai è costellata di edifici perfettamente restaurati, alcuni trasformati in negozi d’artigianato, ristoranti e ryokan.

Giappone tour viaggio di gruppo

Cosa vedere a Narai

Residenze Storiche

Sono due residenze i luoghi d’interesse di Narai più importanti, la prima appartenuta al mercante di pettini Nakamura è stata costruita nel 1830 e da allora non è mai stata modificata. All’interno sono esposti vari oggetti tra cui i bellissimi pettini che venivano commercializzati da Nakamura inoltre si ha la possibilità di vedere come si viveva 190 anni fa. La residenza Nakamura ha avuto anche un ruolo fondamentale nella conservazione di Narai perché, quando negli anni 60 il museo a cielo aperto di Kawasaki fece un’offerta per spostarla al suo interno, i cittadini si opposero e questa presa di coscienza dell’importanza della città postale diede via al processo di salvaguardia di Narai. La seconda residenza è Kamidonya Shiryokan, appartenuta alla famiglia di mercanti che durante il periodo Edo noleggiava cavalli e guide per chi percorreva la Nakasendo. La residenza fungeva anche da ufficio e al suo interno si possono vedere più di 400 oggetti tra documenti, ceramiche, lacche e strumenti usati nella vita comune di quel tempo. Entrambe le residenze sono perfettamente conservate e adibite a museo.

Narai cosa vedere Giappone

Daiho-ji

Curioso è il tempio Daiho-ji in cui è custodita una statua senza testa. Si racconta che la statua rappresentava la Vergine Maria, la quale durante il periodo Edo quando la religione cristiana era fuori legge in Giappone fu scoperta e decapitata da degli ufficiali dello Shogun Tokugawa (consiglio la visione del film “Silence” di Martin Scorsese per capire meglio la storia dei cristiani in Giappone).

Santuario Shizume

Se oggi è abbastanza semplice percorre la Nakasendo, durante il periodo Edo non era così, molti viandanti morivano durante il viaggio e nel cimitero del Santuario Shizume ne sono sepolti circa 200. Il santuario era anche il luogo dove i viaggiatori si fermavano a pregare per ringraziare di essere arrivati vivi fino a Narai o per richiedere protezione durante il viaggio che dovevano intraprendere.

Nakansendo Narai guida Giappone

Kosatsuba

Se come me arrivate a Narai da Yahubra percorrendo a piedi la Nakasendo alle porte della città troverete una costruzione chiamata Kosatsuba, che era una sorta di bacheca in cui venivano appese delle tavolette con le leggi e gli ordini emanati dallo Shogun Tokygawa che i viaggiatori dovevano rispettare.

Ponte Kiso Ohashi

Non sarà antico ma il Ponte Kiso Ohashi che attraversa il fiume Narai costruito nel 1991 è con i suoi 33 metri di lunghezza uno dei ponti in legno più lunghi del Giappone. Però antichi erano gli alberi utilizzati per la costruzione, sono stati usati cipressi di più di 300 anni…il ponte sarà anche un’affascinante opera ingegneristica ma avrei preferito che gli alberi non fossero abbattuti.

Narai cosa vedere Giappone
Foto By Qurren (talk) - Own work, CC BY-SA 3.0, Link

Perchè visitare Narai

Narai assomiglia molto a una Tsumago con molti meno turisti e questo potrebbe essere un valore aggiunto per renderla ancora più affascinante, ma rispetto a quest’ultima Narai permette il traffico lungo la via principale, e se è vero che ho incrociato pochi mezzi che l’attraversavano, questo rovina quella “magia” che ti fa sembrare di essere ancora al tempo dei samurai. Ma al di là di questo Narai resta una di quelle mete alternative che consiglio di visitare a chi vuole vedere come era una città postale durante il periodo Edo.

Mappa di Narai

Fare un viaggio in Giappone è il tuo sogno? Partecipa ai viaggi di gruppo organizzati da noi.

Se stai organizzando un viaggio "fai da te" in Giappone ma vuoi per qualche giorno una guida che parli italiano che ti faccia scoprire i lati nascosti del Paese del Sol Levante, usa il  nostro servizio di guide turistiche.

Scopri come partecipare a un corso di cucina giapponese in Giappone ospite di una famiglia giapponese.

Nakasendo: la guida all’antica via postale del Giappone

Nakasendo: la guida all’antica via postale del Giappone

Home » Cosa vedere » Nakasendo

Tempo di lettura: 5 minuti

Quando immagino il Giappone del passato vedo un samurai senza padrone che solitario cammina lungo un sentiero circondato da foreste. Fino a quando all’orizzonte si intravedono contadini piegati sulle risaie. Finalmente c’è un villaggio e una locanda dove il samurai può mangiare, bere saké e passare la notte al coperto. Per poi ripartire il giorno dopo per il suo viaggio…

Non immaginate il mio stupore quando ho scoperto che alcuni dei sentieri percorsi dai samurai esistono ancora e sono percorribili. Fanno parte di quella che è chiamata Nakasendo. Una via che tra il 1600 e la fine del 1800 collegava l’antica capitale Kyoto a Edo, come veniva chiamata allora Tokyo. Lungo la Nakasendo, all’incirca ogni 10 chilometri, sorgevano 69 Juku, le città postali, dove samurai, mercanti, monaci erranti e signori locali potevano fermarsi e trovare vitto, alloggio ma anche “intrattenimento”. Durante il mio primo viaggio in Giappone ho voluto visitare il tratto più famoso, quello che collega Magome e Tsumago. È stata una delle esperienze più belle di quel viaggio, per cui mi ero ripromesso che avrei percorso ancora la Nakasendo. Anni e viaggi dopo ho deciso di percorre di nuovo l’antica via postale, delle 69 juku e dei 530 chilometri di sentieri lastricati in pietra che collegavano la vecchia capitale con quella futura resta ben poco, la parte più preservata è quella che attraversa la valle del Kiso nelle le Alpi giapponesi. Per cui decido di percorrere a piedi e in solitaria 4 tratti della Nakasendo che sembrano essere i più preservati e naturalistici. 4 giorni per 4 zone in cui seguirò le orme del mio immaginario samurai attraversando anche io foreste, risaie e fermandomi in qualche juku.

[dipl_table_of_contents title=”Indice” title_background=”RGBA(255,255,255,0)” content_custom_padding=”5px|5px|5px|5px|true|true” admin_label=”DP Table of Contents” _builder_version=”4.27.4″ _module_preset=”default” title_font=”|600|||||||” title_text_color=”gcid-primary-color” number_text_color=”RGBA(255,255,255,0)” border_width_all=”0px” global_module=”263652″ locked=”off” global_colors_info=”{%22gcid-primary-color%22:%91%22title_text_color%22%93}” theme_builder_area=”post_content”][/dipl_table_of_contents]
Giappone tour viaggio di gruppo

Il racconto del mio cammino di 4 giorni

Nakasendo Magome Tsumago guida Giappone

1° Giorno: da Magome a Tsumago

Raggiungo al mattino Magome in bus dalla vicina stazione di Nakatsugawa. La “mia” Nakasendo inizia da questa città postale, che assieme a Tsumago è la più visitata dai turisti perché le meglio conservate, e il sentiero che le collega lo si percorre in 3 ore e non è particolarmente difficile. Continua…

Nakasendo Tsumago Nagiso Nogiri guida Giappone

2° Giorno: da Tsumago a Nojiri

Ore 7 mi sveglio con la faccia congelata ma tutto sommato ho dormito al caldo. Nella stanza comune il fuoco è acceso e la mia colazione tradizionale è già pronta. Non è molto diversa dalla cena: riso, salmone grigliato, funghi, radici di montagna e l’immancabile zuppa di miso.  Continua…

Nakansendo Narai guida Giappone

3° Giorno: da Yabuhara a Narai

La ryokan mi stupisce con un strana colazione: riso, verdure fresche, mini wurstel, un “non identificato salume” con sopra un uovo in camicia e tre fette quasi trasparenti di mela…Dalla stazione prendo il treno che mi porta a Yabuhara dove inizia il tratto di Nakasendo di oggi.   Continua…

Nakasendo Karuizawa Sakamoto guida Giappone

4° Giorno: da Karuizawa a Sakamoto

La scelta di percorrere questo tratto della Nakasendo è dettato dal fatto che è l’ultimo prima della pianura del Kanto, in cui si trovava Edo. Del suo passato di città postale a Karuizawa non c’è nulla, alla fine dell’800 i missionari occidentali la scelsero per via della sua altitudine    Continua…

Consigli per organizzare il cammino

Se hai intenzione di percorrere anche tu la Nakasendo, considera che dei tratti che ho percorso i migliori sono: Magome – Tsumago e Yabuhara a Narai. È vero che sono i più brevi ma sono anche quelli con le città postali meglio conservate e i sentieri naturalistici più affascinanti.

Il periodo migliore è a metà novembre quando le foglie degli aceri giapponesi diventano delle mille sfumature di arancione e rosso, il momiji è uno spettacolo eccezionale, emozionante, di una bellezza che per me supera anche quelle della fioritura dei ciliegi in primavera.

Un minimo di preparazione fisica è necessaria, come scarpe e bacchette da trekking. Indossa abbigliamento tecnico perché in autunno e primavera le temperature possono variare molto e in estate ci sono frequenti piogge. L’inverno giapponese è rigido e in queste zone nevica molto per cui lo sconsiglio.

Qui sotto trovi una mappa in cui ho cercato di ricostruire tutto il mio percorso e i luoghi di interesse, non è stato facile e mi ci è voluto molto tempo, forse ci sono anche delle imprecisioni, ma spero ti possa essere d’aiuto a non perderti come è successo a me… Buon cammino!

Mappa della Nakasendo

Fare un viaggio in Giappone è il tuo sogno? Partecipa ai viaggi di gruppo organizzati da noi.

Se stai organizzando un viaggio "fai da te" in Giappone ma vuoi per qualche giorno una guida che parli italiano che ti faccia scoprire i lati nascosti del Paese del Sol Levante, usa il  nostro servizio di guide turistiche.

Scopri come partecipare a un corso di cucina giapponese in Giappone ospite di una famiglia giapponese.

Nakasendo: da Yabuhara a Narai

Nakasendo: da Yabuhara a Narai

Home » Cosa vedere » Nakasendo

Tempo di lettura: 5 minuti

3° Giorno: Da Yabuhara a Narai (6 km – 3 ore)

La ryokan mi stupisce con un strana colazione: riso, verdure fresche, mini wurstel, un “non identificato salume” con sopra un uovo in camicia e tre fette quasi trasparenti di mela…

Giappone tour viaggio di gruppo
Nakasendo colazione tradizionale ryokan

Colazione a Kiso-Fukushima

Dalla stazione prendo il treno che mi porta a Yabuhara dove inizia il tratto di Nakasendo di oggi. Yabuhara era la 35° juku della Nakasendo ma come Nojiri e Midoro gli edifici che raccontano il suo passato di città postale sono veramente pochi, la maggior parte è stata sostituita da moderni edifici per cui attraverso Yabuhara fermandomi a visitare solo il tempio Gokuraji e il vicino Santuario di Yabuhara, entrambi sono poco interessanti ma ho apprezzato la tranquillità che dona il bosco in cui sono immersi. Proseguo su un breve tratto cittadino che sale fino all’entrata del sentiero che porta al Passo Torii, il punto più alto della Nakasendo.

Nakasendo guida al Passo Torri verso Narai

Entrata sentiero per il Passo Torii

Il primo tratto è ancora lastricato in pietra come un tempo era tutta la Nakasendo, ma dopo poco torna a essere un “normale” sentiero e cammino su un tappeto di foglie cadute mentre sale sempre di più fino a quando la foresta dirada e appare una scala con in cima Torii in pietra. Superato mi trovo di fronte a un piccolo santuario che custodisce diverse statue da cui si può ammirare un bellissimo panorama su Yabuhara alle cui spalle si erge il monte Ontake(3067 m), il vulcano più alto del Giappone dopo il monte Fuji. Ontake era un monte sacro e un tempo i viaggiatori si fermavano qui al Santuario Toriitoge Mitake per pregarlo prima di continuare il cammino.

Nakasendo Santuario Toriitoge Mitake guida Giappone

Santuario Toriitoge Mitake

Anch’io come i viandanti dopo aver ammirato il monte proseguo per la mia strada, da qui inizia la discesa, lungo il sentiero incrocio l’ippocastano sacro. Secondo la leggenda nella sua cavità una coppia che non poteva avere figli trovò un bambino abbandonato. Da allora chi non riesce ad avere un bambino usa la sua corteccia per fare un infuso “benedetto”.

Nakasendo guida al Passo Torri verso Narai

Ippocastano Sacro

La foresta si fa più fitta e buia, quasi spettrale al pensiero che qui furono uccisi in una imboscata 500 samurai del Clan Takeda che guidati dal loro Damyo cercarono di invadere la valle del Kiso. Il sentiero a un certo punto torna ad essere lastricato e sbuca su una stradina asfaltata che conduce a Narai, la città postale meta di oggi.

Alle porte della città c’è il Kosatsuba, che era una sorta di bacheca di legno in cui venivano appese delle tavolette con le leggi e gli ordini emanati dallo Shogun Tokygawa, che i viaggiatori dovevano rispettare. Superato mi ritrovo in una città postale perfettamente restaurata che non ha nulla da invidiare alla più turistica Tsumago, se non fosse per qualche auto che purtroppo attraversa la Nakasendo mi sembrerebbe di essere stato catapultato di nuovo nel periodo Edo. Il tratto che ho percorso oggi per quanto breve è stato è stato il più affascinante sia dal punto di vista storico che naturalistico.

Leggi la mia guida a cosa vedere a Narai

Narai cosa vedere Giappone

Narai

Dopo aver visitato Narai vado alla stazione per prendere il treno che in tre ore mi porterà alla prossima tappa Karuizawa, una delle città più esclusive del Giappone, dove mi sono dovuto accontentare di un semplice hotel visti i prezzi delle sistemazioni tradizionali.

Fare un viaggio in Giappone è il tuo sogno? Partecipa ai viaggi di gruppo organizzati da noi.

Se stai organizzando un viaggio "fai da te" in Giappone ma vuoi per qualche giorno una guida che parli italiano che ti faccia scoprire i lati nascosti del Paese del Sol Levante, usa il  nostro servizio di guide turistiche.

Scopri come partecipare a un corso di cucina giapponese in Giappone ospite di una famiglia giapponese.

Nakasendo: da Tsumago a Nojiri

Nakasendo: da Tsumago a Nojiri

Home » Cosa vedere » Nakasendo

Tempo di lettura: 7 minuti

2° Giorno: Da Tsumago a Nagiso (4 km – 60/75 minuti)

Ore 7 mi sveglio con la faccia congelata ma tutto sommato ho dormito al caldo. Nella stanza comune il fuoco è acceso e la mia colazione tradizionale è già pronta. Non è molto diversa dalla cena: riso, salmone grigliato, funghi, radici di montagna e l’immancabile zuppa di miso. Solo i tre pezzi di frutta mi ricordano che sto facendo colazione. Ma tutto questo mi da la giusta energia per la lunga camminata che dovrò affrontare oggi.

Giappone tour viaggio di gruppo
Tsumago colazione tradizionale minshuku ryokan

Colazione in Minshuku

Mi lascio alle spalle una deserta Tsumago ed inizio un tratto asfaltato in salita che, superato gli ultimi campi coltivati, si immerge nella foresta e qui la Nakasendo torna al suo aspetto antico: un sentiero lastricato di pietre circondato da fitti alberi. Purtroppo quando incrocia la deviazione per le rovine del castello di Tsumago la via postale si unisce di nuovo a una strada asfaltata, che per quanto stretta e per niente trafficata, perde un po’ del suo fascino. 

Superato il passo inizio a scendere verso la città di Nagiso e la foresta cambia aspetto. Diventa prima di bambù, poi di cipressi e infine sparisce per lasciare spazio ai primi edifici e ai campi coltivati. A un certo punto incrocio un cumulo di terra con in cima una pietra, questa è una delle poche pietre miliari Kamikubo rimaste ed è la 78° da Tokyo. La tappa successiva è un piccolo tempio che custodisce la statua di Kabuto Kannon. Tutti i signori feudali in viaggio verso Tokyo si fermavano a rendere omaggio alla dea e anch’io non posso essere da meno. Il tempio è piccolo ma è reso suggestivo dal rosso delle foglie degli aceri che lo circondano. È il luogo ideale per riposarsi così mi fermo qualche minuto.

Nakasendo nagiso Kabuto Kannon giappone

Kabuto Kannon

Non risale al periodo Edo ma poco più avanti devio per fermarmi al SL Park dove è esposta una delle locomotive a vapore che tra gli anni 60 e 70 attraversavano la valle del Kiso. È ben conservata per cui vale la pena darci un’occhiata.

Da Nagiso a Nojiri (10 km – 3/3,5 ore)/ via Yogawa (16 km – 5 ore)

Ritornato indietro proseguo sulla Nakasendo ma purtroppo in questo tratto l’antica via postale è scomparsa sotto l’asfalto e così si è costretti quasi sempre a camminare lungo strade cittadine in cui non sono rimaste case tradizionali. Ma questo non mi dispiace perché è comunque un modo per vedere come si vive fuori dalle grandi metropoli, è un Giappone diverso, meno frenetico, di abitazioni immerse nel silenzio dove si incrociano pochissime persone e che, se non fosse per i giardini curati, sembrerebbero abbandonate. Queste zone mi danno sempre una sensazione di pace.

Il primo luogo d’interesse lo incontro dopo 2 chilometri ed è Il Tokakuji. Un antico tempio zen che si distingue per lo splendido portale in legno.

Nakasendo nagiso Tokakuji

Tokakuji

Proseguendo per la Nakasendo “stradale” si attraversa una zona di case recenti dai giardini ben curati fino a quando non si sale una breve scalinata che porta a quella che era la città postale di Midono. Se nel periodo Edo a Midono c’erano 32 locande ed era simile a Tsumago, oggi sono sopravvissuti solo pochi edifici che nel tempo sono stati modificati e modernizzati per cui hanno perso molto del loro fascino antico.

Una volta lasciata Nagiso arrivo al bivio dove devo decidere se continuare sulla Nakasendo o prendere la via montana chiamata Yogawa.

Un chilometro più avanti la vecchia Nakasendo si unisce a quella nuova, una trafficata strada che attraversa la valle del Kiso. Dovrei percorrerne un tratto lungo 3 chilometri fino a quando l’antica via postale non devia dalla strada principale e attraversa stradine più tranquille fino alla tappa finale di oggi: la stazione di Nojiri.

Anche se più lunga e faticosa al bivio decido di seguire le indicazioni per “Yogawa Road”.

Nakasendo Yogawa Road Giappone

Yogawa Road

Capitava spesso che la Nakasendo venisse bloccata da frane ed esondazioni del fiume Kiso per cui è stata creata una via alternativa per raggiungere Noriji. La strada Yogawa che va in direzione delle montagne mi permette di allontanarmi dalla città e dalla strade trafficate. La strada per circa 7 chilometri attraversa piccoli villaggi montani e campi coltivati lungo la quale incrocio poche auto così da godermi il paesaggio che mi circonda in pace e tranquillità. Approfitto per riprendere fiato fermandomi al piccolo tempio Amida-do che custodisce vari monumenti commemorativi di cui il più antico risale al 1692.

Nakasendo Yogawa Road Giappone

Amida-do

Percorro gli ultimi chilometri di strada fino all’inizio del sentiero che si immerge in una fitta foresta e sale fino a superare il passo Nenoue-Touge, questo è il tratto più faticoso e impegnativo della Yogawa. Arrivo alla fine del sentiero stremato ma non posso fermarmi a riposare, mancano 5 chilometri alla stazione di Nojiri e ho ancora poche ore prima del tramonto. A passo veloce percorro la vecchia strada di montagna, per fortuna in discesa, che arriva a Nojiri. Anche in questo caso della vecchia città postale rimangono pochi edifici che hanno poco del loro aspetto originale. Arrivato alla stazione posso finalmente riposarmi mentre aspetto il treno per Kiso-Fukushima dove ho prenotato una stanza in una ryokan abbastanza economica, ma che include cena e colazione. Questa è una scelta che consiglio sempre in zone rurali come questa perché ci sono pochi ristoranti che spesso chiudono molto presto e dopo la camminata di oggi non avrei avuto energie per uscire a cercare un posto aperto per mangiare. Immancabile per cena riso, funghi, verdure in salamoia, zuppa di miso ma al posto del “solito” pesce… tonkatsu. Buono ma un po’ poco, così abbondo con le ciotole di riso.

Nakasendo Kiso-Fukushima cena giapponese

cena a Kiso-Fukushima

Fare un viaggio in Giappone è il tuo sogno? Partecipa ai viaggi di gruppo organizzati da noi.

Se stai organizzando un viaggio "fai da te" in Giappone ma vuoi per qualche giorno una guida che parli italiano che ti faccia scoprire i lati nascosti del Paese del Sol Levante, usa il  nostro servizio di guide turistiche.

Scopri come partecipare a un corso di cucina giapponese in Giappone ospite di una famiglia giapponese.

Nakasendo: da Karuizawa a Sakamoto

Nakasendo: da Karuizawa a Sakamoto

Home » Cosa vedere » Nakasendo

Tempo di lettura: 7 minuti

4° Giorno: Da Karuizawa a Sakamoto (9 km – 6 ore)

La scelta di percorrere questo tratto della Nakasendo è dettato dal fatto che è l’ultimo prima della pianura del Kanto, in cui si trovava Edo. Del suo passato di città postale a Karuizawa non c’è nulla, alla fine dell’800 i missionari occidentali la scelsero per via della sua altitudine come luogo dove fuggire dal caldo estivo di Tokyo iniziando a sostituire gli edifici tradizionali con quelli in stile occidentale. La completa trasformazione avvenne però nel dopoguerra con l’apertura della linea ferroviaria che la collegava a Tokyo e con la costruzione di esclusivi club di golf che attirarono l’elite giapponese che vedeva nel saper giocare una dimostrazione di successo. Quando negli anni ‘50 si diffuse la notizia che l’allora principe Akihito aveva conosciuto la sua futura moglie sui campi da tennis di Karuizawa, rese famosa la città tra tutta la popolazione nipponica e i più ricchi costruirono qui la loro lussuose seconde case.

Giappone tour viaggio di gruppo
Nakansendo Karuizawa guida Giappone

Outlet a Karuizawa

Svegliarmi in un hotel mi riporta alla mia routine normale di quando sono a Tokyo che prevede la colazione al Konbini con caffè caldo e bignè. Esco per dirigermi al vicino 7 eleven e un freddo pungente mi avvolge. Le nuvole grigie preannunciano che la giornata non sarà delle migliori. Attraverso la città verso quello che dovrebbe essere l’inizio del sentiero che sale fino al passo Usui per poi scendere fino a Sakamoto, quella che mi circonda ha poco del Giappone ma più di una località montana occidentale con negozi per ricchi. Non ci sono edifici tradizionali del periodo Edo, ma chiese cattoliche che testimoniano il recente passato di luogo per missionari. Con passo veloce arrivo a quello che, secondo le poche informazioni che ho trovato, è il punto in cui inizia l’antica via postale. C’è un un sentiero ma non ci sono i cartelli che ho sempre trovato nei giorni precedenti, decido comunque di inoltrarmi nella foresta. Dopo poche centinaia di metri il sentiero è scomparso sotto un tappeto di foglie secche e come se non bastasse inizia a piovere.

Nakasendo Karuizawa guida Giappone

Il sentiero scomparso…

Mi rendo conto che il rischio di perdersi è alto, per cui torno sui miei passi ma non ritrovo più il sentiero. Mi sono perso. Fortunatamente sono immerso nel silenzio e in lontananza si sente il rumore di auto che passano, che mi indicano la direzione da seguire per tornare al punto di partenza. Risbucato sulla strada mi assale il dubbio che quello non sia il sentiero, ma ho già perso un paio di ore e anche se ha smesso di piovere il tempo è troppo incerto per cercare il vero ingresso. Decido così di percorrere una strada alternativa che mi indica Google Maps, ma dopo 3 chilometri mi trovo di fronte a una sbarra con un cartello che indica “Strada chiusa”. Dove mi ha portato Maps?

Nakasendo Karuizawa guida Giappone

Dove mi ha portato Maps?

A questo punto non ho scelta, deluso ritorno alla stazione di Karuizawa e prendo un bus per la stazione di Yokokawa vicino a Sakamoto. Ho poi scoperto che il sentiero iniziava qualche chilometro più a nord rispetto la mia posizione e che dopo una salita impegnativa ma breve iniziava una discesa lunga e ripida su rocce insidiose, uno dei tratti più difficili di tutta la Nakasendo. Viste le condizioni meteorologiche anche se non ho completato tutto il percorso che mi ero prefissato è stato meglio così…

Il bus si ferma alla stazione Yokokawa, dove scendo. Qui termina la linea Shinetsu ma fino al 1997 in questo punto passavano i treni che raggiungevano Karuizawa attraverso 18 ponti e 26 tunnel scavati nella montagna. Dopo l’apertura delle nuova linea Shinkansen e la chiusura della vecchia linea questa è stata trasformata in un percorso pedonale. Ho ancora del tempo prima dell’ultimo treno per Tokyo per cui decido di percorrere un tratto dell’ “Apt Road Walking Trail”.

Nakasendo Sakamoto guida Giappone

Apt Road Walking Trail

Inizia da quello che un tempo era il deposito dei treni e che ora è un parco a tema ferroviario in cui sono esposti i treni che percorrevano la linea e si possono anche visitare all’interno, una vera mecca per gli appassionati di treni. Io non lo sono per cui preferisco guardarlo dall’esterno e proseguire, lungo il percorso la natura è rigogliosa e le foglie sono di un rosso acceso, l’unico edificio che incontro è una grande costruzione in mattoni rossi al cui interno un tempo si trovavano i motori elettrici che alimentavano la linea ferroviaria e oggi è diventato un punto d’interesse. Attraverso vari tunnel fino a quando non incrocio un cartello che indica “Nakasendo” e un sentiero che si inoltra nella montagna. Se tutto fosse andato bene sarei arrivato qui…

Nakasendo Sakamoto guida Giappone

Uno dei tunel da attraversare

Non ci penso troppo e proseguo fino a quando si vede il lago Usui, la vista è spettacolare, il contrasto del rosso delle foglie con il verde delle acque del lago è quasi irreale. Raggiungo infine il ponte Mengane che con i suoi 91 metri di lunghezza e 31 di altezza è il ponte ad arco in mattoni più grande del Giappone. Da qui ammiro il panorama della pianura del kanto e ripenso a questi 4 giorni di cammino.

Nakasendo Sakamoto guida Giappone

Lago Usui

Arrivare alla fine e percorrere l’antica via postale è stata l’ennesima sfida con me stesso vinta, non tutto è andato come previsto e non tutti i tratti erano all’altezza delle mie aspettative, ma in certi momenti mi sono sentito anche io come un samurai solitario che attraversa foreste e montagne e che stanco si ferma per la notte in qualche locanda di una città postale. Questa sensazione è quella che mi porto dentro di questa indimenticabile esperienza e di quello che è stata la “mia” Nakasendo.

Fare un viaggio in Giappone è il tuo sogno? Partecipa ai viaggi di gruppo organizzati da noi.

Se stai organizzando un viaggio "fai da te" in Giappone ma vuoi per qualche giorno una guida che parli italiano che ti faccia scoprire i lati nascosti del Paese del Sol Levante, usa il  nostro servizio di guide turistiche.

Scopri come partecipare a un corso di cucina giapponese in Giappone ospite di una famiglia giapponese.

Nakasendo: da Magome a Tsumago

Nakasendo: da Magome a Tsumago

Home » Cosa vedere » Nakasendo

Tempo di lettura: 4 minuti

1° Giorno: Da Magome a Tsumago (10 km – 4 ore)

Raggiungo al mattino Magome in bus dalla vicina stazione di Nakatsugawa. La “mia” Nakasendo inizia da questa città postale, che assieme a Tsumago è la più visitata dai turisti perché le meglio conservate, e il sentiero che le collega lo si percorre in 3 ore e non è particolarmente difficile. È un lunedì di fine novembre, Magome è in pieno momiji, la parola giapponese che indica quando le foglie d’acero diventano rosse, e i visitatori sono pochi. Questo rende più affascinante camminare lungo il tratto di Nakasendo che attraversa il paese costellato da edifici ben conservati. Dopo qualche chilometro la via postale lascia Magome e attraversa prima campi coltivati, dove incrocio una scimmia intenta a rubare qualche frutto da un orto, e poi la foresta.

Giappone tour viaggio di gruppo

Magome

Il sentiero sale fino al passo per poi scendere, questa è una zona di orsi per cui lungo il sentiero ci sono delle campane da suonare in caso di avvistamento, il suono dovrebbe spaventare l’animale, ma per fortuna non ho dovuto provare se funziona veramente.

Sentiero

Percorsi 8 chilometri arrivo a Tsumago, la città sembra essersi fermata al tempo dei samurai, edifici perfettamente restaurati, non ci sono auto e tutti i segni del progresso sono ben nascosti..

Dopo aver mangiato udon in brodo con funghi e radici di montagna visito Tsumago fino a oltre il tramonto quando i turisti se ne sono andati con l’ultimo bus delle 17.41 e ora l’atmosfera all’imbrunire è ancora più magica. 

Tsumago cosa vedere in Giappone

Tsumago

Trascorro la notte a in una minshuku, una locanda tradizionale gestita da 200 anni dalla stessa famiglia. Riscaldato dal fuoco acceso nel braciere della stanza comune mangio una classica cena giapponese a base di pesce, riso, verdure in salamoia, zuppa di miso e frutti delle montagna come funghi e radici. Nel mentre il padrone di casa con un inglese stentato, peggio del mio, racconta di quando il nonno andava a caccia di orsi e prima di congedarsi ci canta anche delle canzoni tipiche della valle del Kiso. Gli edifici tradizionali giapponesi sono fatti in legno e non hanno termosifoni, nella mia stanza l’unica fonte di calore è una stufa a cherosene. L’odore che emana non mi dà molta fiducia. La spengo. Mi infilo nel futon già disteso sul tatami, ma fa troppo freddo per cui prendo una coperta pesante dall’armadio a muro da mettere sopra il futon. Così mi addormento pensando a come facevano in inverno a scaldarsi i viandanti quando si fermavano in una locanda come questa…mah…forse il saké aiutava…

cena in minshuku

Fare un viaggio in Giappone è il tuo sogno? Partecipa ai viaggi di gruppo organizzati da noi.

Se stai organizzando un viaggio "fai da te" in Giappone ma vuoi per qualche giorno una guida che parli italiano che ti faccia scoprire i lati nascosti del Paese del Sol Levante, usa il  nostro servizio di guide turistiche.

Scopri come partecipare a un corso di cucina giapponese in Giappone ospite di una famiglia giapponese.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Riceverai notizie, articoli, itinerari e curiosità sul Giappone.

Saprai in anteprima i nostri prossimi tour di gruppo in Giappone

Trattamento dati personali

Grazie per esserti iscritto! Rudy