La storia di Momotaro, il ragazzo nato da una pesca, che in compagnia di una scimmia, un cane e un fagiano combatte gli Oni, i demoni, è conosciuta fin dal periodo Edo. L’origine della leggenda deriva probabilmente da quella più antica, che racconta dello scontro tra il principe Kibitsuhiko e il demone Ura, che ebbe luogo nel regno di Kibi (corrisponde oggi alla prefettura di Okayama). La pianura di Kibi, centro del regno, si trova vicino a Okayama ed è attraversata da una pista ciclabile di 17 chilometri dove, oltre a essere circondati da uno splendido paesaggio di risaie, si possono visitare luoghi storici come templi, santuari e antichi tumuli, alcuni dei quali legati alla figura di Kibitsuhiko.
Il percorso ciclabile inizia dalla stazione di Bizen-Ichinomiya e finisce a quella di Soja, ma può essere compiuto anche in senso inverso. La bicicletta può essere noleggiata vicino le stazioni e lasciata in quella d’arrivo.
Ho girato il Giappone da solo per anni, poi ho cominciato a portarci gli altri. Questo PDF è quello che consiglierei a un amico che parte per la prima volta: la sequenza giusta, i posti che non trovi negli altri itinerari, i numeri reali.
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Cosa vedere a Kibiji
Dalla stazione di Okayama prendete il treno “KIBI LINE” e scendete alla fermata Bizen-Ichinomiya. Noleggiate la bicicletta nel negozio vicino alla stazione e iniziate a pedalare per seguire le orme di Momotaro.
Santuario Kibitsuhiko
Il santuario è la dimora della versione divinizzata di Kibitsuhiko e, secondo la leggenda, qui si trovava la sua casa. Il Santuario è stato fondato nel 1697 ma gli edifici attuali risalgono al 1936 quando sono stati ricostruiti, dopo che un incendio gli aveva distrutti. Una statua di Momotaro vi attende nel parcheggio e, se volete essere protetti contro la sfortuna, al tempio vendono ciondoli a forma di pesca. La cosa più affascinante del santuario è un cedro di 1000 anni diventato il suo simbolo.
Santuario Kibitsu
Questo è il luogo dove Kibitsuhiko ha combattuto il demone Ura. Kibitsuhiko con una freccia trafisse un occhio a Ura, il quale per fuggire si trasformò in un uccello. Ed è qui che sorge il santuario più importante della pianura di Kibi. Sono due le cose che lo rendono interessante. La prima è che l’edificio principale è l’unico esistente costruito nello stile architettonico Kibitsu-zukuri, la seconda è il corridoio in legno lungo 360 metri, che inizia dal retro del santuario e conduce giù dalla collina.
Santuario Koikui
Il piccolo santuario Koikui è poco interessante, ma situato dove continuò l’epica battaglia tra Kibitsuhiko e Ura. Kibitsuhiko si trasformò in falco e si mise all’inseguimento di Ura, che per sfuggirgli da uccello si trasformò in carpa e si gettò nel fiume, che diventò rosso per il sangue che fuoriusciva dall’occhio ferito. Kibitsuhiko non si perse d’animo e diventato un cormorano catturò finalmente Ura. Da questa storia nasce il nome del santuario che significa: “delle carpe mangiate”.
Tsukuriyama
Questo luogo non è legato alla leggenda ma è comunque interessante, in quanto si trova il tumulo più grande della pianura e uno tra i più grandi del Giappone. Risale probabilmente al quinto secolo e non si ha la certezza di chi vi sia sepolto. Lo si nota subito, si presenta come una verde collina che emerge tra le risaie. Una scalinata porta sulla cima dove si trova un piccolo santuario. Nella zona ci sono diversi tumuli di differenti dimensioni, e alcuni anche lungo il percorso ciclabile, ma secondo me questo è quello più interessante e che va visitato.
Tempio Bitchu Kokubunji
Pedalando vedrete all’orizzonte una pagoda molto alta: quella è l’ultima tappa. La pagoda ha 5 piani, è alta circa 34 metri ed è stata l’ultima a essere costruita in Giappone nel 1821. Accanto si trova il tempio buddhista Bitchu Kokubunji, fondato nel 741 per poi essere distrutto e abbandonato per lungo tempo, fino a quando non è stato ricostruito nello stesso periodo della pagoda.
Altri pochi chilometri vi separano dalla stazione di Soja, dove lascerete la bicicletta. Io ho fatto il percorso in estate e il caldo e il sole cocente l’ha reso particolarmente impegnativo, ma nelle altre stagioni posso assicurarvi che sarà un’esperienza indimenticabile. Aldilà dei luoghi storici e leggendari, quello che più mi ha colpito, è stata la possibilità di vedere il Giappone rurale. Piccoli villaggi, risaie, e vecchi contadini dai cappelli tradizionali chini a raccogliere i prodotti della terra. Questo è proprio il Giappone che non ti aspetti….
Mappa di Kibiji
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