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Castello di Himeji: cosa vedere e come visitarlo

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Articolo aggiornato al 2026

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Tempo di lettura: 14 minuti

Il castello di Himeji è il più bello del Giappone. Non è una copia, non è una ricostruzione: è l’originale, sopravvissuto ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale mentre quasi tutto il resto veniva raso al suolo. Vale la pena venire fin qui già solo per vederlo da fuori.

Ma c’è una cosa che devi sapere prima di comprare il biglietto, che da marzo 2026 è passato da 1.000 a 2.500 yen: dentro il mastio non c’è quasi niente. Piani di legno, scale ripidissime, qualche pannello informativo. Non aspettarti un museo. La bellezza di Himeji è tutta nell’architettura, nei recinti, nel bianco delle mura.

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Informazioni pratiche sul Castello di Himeji

Come arrivareDa Osaka: JR Kyoto/Kobe Line ~1 ora, poi 20 min a piedi dalla stazione. Da Kobe: ~30 min. Da Kyoto: ~1h15.
Biglietto (adulti)2.500 yen non residenti . 1.000 yen residenti di Himeji. Gratuito under 18.
Combinato con Kokoen2.600 yen (solo 100 yen in più per aggiungere il giardino)
Orari9:00–17:00 (ult. ingresso 16:00) da settembre a fine marzo. 9:00–18:00 (ult. ingresso 17:00) da aprile ad agosto. Chiuso 26–27 dicembre.
Stagione migliorePrimavera (sakura, fine marzo–inizio aprile) o autunno (momiji, novembre)
Voto Rudy⭐⭐⭐

Come arrivare al castello di Himeji

Da Osaka è semplice: JR Kobe Line fino a Himeji, poco più di un’ora. Se hai il JR Pass puoi prendere anche lo Shinkansen, ma il risparmio di tempo è minimo e i treni rapidi servono benissimo la tratta. Da Kobe bastano trenta minuti. Da Kyoto conta un’ora e un quarto con il treno diretto.

Dalla stazione di Himeji, il castello si vede già dall’uscita nord. C’è un lungo viale rettilineo, l’Otemae-dori, che porta direttamente ai cancelli: venti minuti a piedi, tutto piano. È uno di quei tragitti in cui senti che stai arrivando da qualche parte.

La storia del castello di Himeji

Il castello che vedi oggi non è quello originale, nel senso che l’edificio esiste dal 1333, ma è stato smontato e ricostruito più volte. La prima fortezza fu eretta da Akamatsu Norimura durante il caos che accompagnò la caduta dello shogunato di Kamakura. Poi arrivò Toyotomi Hideyoshi.

Era il 1581. Hideyoshi, all’epoca ancora generale di Nobunaga Oda, prese il controllo di Himeji e la usò come base per la sua campagna militare verso l’ovest del Giappone. Da qui partivano le sue truppe per conquistare le province della regione di Chugoku. Passò tre anni in questo castello mentre pianificava l’unificazione del paese. Era un posto strategico: il Sanyo-do, la strada che collegava Kyoto con Kyushu, passava qui sotto.

Il capitolo più importante arriva dopo la battaglia di Sekigahara (1600). Tokugawa Ieyasu vince, ridisegna il Giappone, distribuisce i castelli come premi fedeltà. Himeji va al genero Ikeda Terumasa. Tra il 1601 e il 1609, Ikeda smonta quasi tutto quello che c’era e costruisce il complesso che esiste ancora oggi: 83 edifici, recinti sovrapposti, un sistema di cancelli e cortili progettati per rallentare e disorientare qualunque nemico che volesse attaccare.

Non è mai stato conquistato. Non da eserciti, non dalla modernizzazione forzata dell’era Meiji, quando molti castelli furono abbattuti come simboli del passato feudale, non dai bombardamenti americani. Nella notte tra il 3 e il 4 luglio 1945 Himeji fu colpita duramente: la città bruciò. Il castello no. Si dice che una bomba incendiaria cadde sull’ultimo piano del mastio senza esplodere. Di questo non c’è un vera certezza, poco importa il risultato è che il castello è lì e intatto.

Nel 1993 è diventato Patrimonio dell’Umanità UNESCO. È uno dei dodici castelli giapponesi originali ancora in piedi, cioè non ricostruiti. Quando sei dentro e tocchi le travi di legno scuro, stai toccando qualcosa che ha quattro secoli.

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Dentro il castello di Himeji

Il mastio (tenshu): cosa aspettarsi e cosa no

Il mastio principale ha sette piani. Non è vuoto in senso assoluto: ogni piano ha qualche pannello informativo, qualche armatura appesa, qualche strumento da guerra. Ma è essenzialmente un edificio storico conservato, non un museo allestito. Se arrivi aspettandoti sale tematiche, ricostruzioni storiche o contenuti interattivi, resti deluso.

Le scale sono quasi verticali, di legno scuro, strette. Si sale con le mani sulle ringhiere. Non è difficile, ma non è nemmeno una passeggiata, soprattutto in discesa. La vista dall’ultimo piano vale la salita: sotto di te i recinti del castello, le tegole grigie, la città di Himeji che si allarga in pianura. Con cielo limpido, si vede lontano.

Già al terzo piano, però, hai capito cosa ti aspetta in quelli dopo. A parte l’ultimo tutti i piani si somigliano.

Le scarpe nella sacca…adesso firmata

Prima di entrare nel mastio ci si toglie le scarpe(mi raccomando, no a piedi nudi e no buchi sui calzini). Fino a febbraio 2026 ti davano un sacchetto di plastica anonimo per portartele con te durante la salita. Da marzo 2026, insieme al raddoppio del prezzo, il sacchetto anonimo è stato sostituito con una shoulder bag originale con il logo del castello. Te la danno all’ingresso e te la tieni. È il “souvenir” incluso nel biglietto forse per far digerire meglio l’aumento di prezzo!

I recinti del castello e il pozzo di Okiku

Prima ancora di arrivare al mastio, si cammina tra i recinti del castello. Cancelli sovrapposti, torri laterali, mura che si moltiplicano. Il sistema difensivo di Himeji è intricato di proposito: anche chi riusciva a sfondare il primo cancello trovava un labirinto di cortili e corridoi. Forse per questo il castello non è mai stato conquistato.

Nel cortile interno, vicino all’ingresso al mastio, c’è un pozzo piccolo, circondato da bambù. Si chiama Okiku-no-ido, il pozzo di Okiku.

La storia è questa: Okiku era una serva del castello, accusata falsamente dal suo padrone di aver rotto uno dei dieci preziosi piatti della famiglia. Lui la gettò nel pozzo. Da allora, di notte, si sente uscire dal pozzo la voce di una donna che conta i piatti: uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto, nove… e poi urla, perché il decimo manca sempre.

La storia di Okiku è una delle leggende di fantasmi più famose del Giappone, raccontata in teatro, nelle stampe, nei film horror. Il pozzo è lì, piccolo, ti puoi avvicinare ma in piena luce del sole non sentirai voci, o forse si…

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Il giardino Kokoen

Appena fuori dai cancelli del castello c’è il giardino Kokoen. Il biglietto combinato con il castello costa 2.600 yen, solo 100 in più rispetto al solo ingresso al castello. Difficile dire di no.

Il giardino è composto da nove aree in stile giapponese tradizionale diverse tra loro, costruite nel 1992 sull’area dove un tempo sorgevano le case dei samurai al servizio del castello. C’è una piccola casa da tè, laghetti, bambù, un percorso che si fa in meno di un’ora senza fretta.

In primavera i ciliegi sul laghetto interno sono belli davvero. In estate o in inverno puoi saltarlo: non è imperdibile fuori stagione.

laghetto del giardino Kokoen con sakura, Himeji
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Visita Himeji con una guida in italiano

Se vuoi capire cosa stai guardando mentre cammini tra i recinti: la strategia difensiva, la storia del castello, la leggenda di Okiku raccontata sul posto — una guida privata in italiano cambia completamente la visita. Ho una rete di guide locali nel Kansai. Scrivimi.

Il Monte Shosha e il tempio Engyo-ji

Se hai una giornata intera a Himeji, vale la pena aggiungere il Monte Shosha. Ci si arriva con un bus e poi una funicolare. In cima c’è il tempio Engyo-ji, fondato nel 966, è uno di quei posti che senti ancora non turistici nonostante sia patrimonio culturale importante.

Gli edifici principali sono nascosti nel bosco, collegati da sentieri di pietra. Se hai visto il film L’Ultimo Samurai, alcune scene sono state girate qui. Rivederlo dopo averci messo piede è un déjà vu immediato.

La funicolare andata e ritorno costa circa 1.000 yen, l’ingresso al tempio altri 1.000 yen. Non è economicissimo. Ma il silenzio lassù si paga volentieri.

tempio Engyo-ji sul Monte Shosha, Himeji, Hyogo

Quando andare a Himeji

La risposta ovvia è la primavera, per i sakura. Il viale Otemae-dori si riempie di ciliegi fioriti, il castello bianco sullo sfondo. È la cartolina. C’è anche la coda, ma in questo caso vale.

L’autunno è la seconda opzione: i momiji colorano il Monte Shosha e i giardini intorno al castello. Meno affollato della primavera.

L’estate è calda e umida, più affollata del necessario. L’inverno è tranquillo, i colori sono freddi ma il bianco del castello contro un cielo grigio ha la sua bellezza.

Cosa mangiare a Himeji: Himeji Oden e Anago

Himeji ha due specialità locali che vale la pena cercare: l’Himeji Oden e l’anago (anguilla di mare) del Mare Interno di Seto. Non sono piatti che trovi identici altrove in Giappone, e sono entrambi abbastanza economici da provare anche in una visita di mezza giornata.

Himeji Oden: Jigoro Kohiro

L’oden esiste in tutto il Giappone, ma a Himeji si mangia con la salsa di soia allo zenzero invece della senape gialla. La tradizione viene dalla storica produzione locale di zenzero e salsa di soia nella zona: abbastanza caratteristica da essere un marchio registrato. È un piatto da sera: brodo caldo, ravanello daikon, konjac, uova, polpette di pesce.

Jigoro Kohiro è uno dei punti di riferimento in città per l’Himeji Oden. L’atmosfera è quella di un izakaya classico, con bancone e qualche tavolo.

Anago: Sumiyaki Anago Yamayoshi

L’anago è l’anguilla di mare, diversa dall’unagi d’acqua dolce che si trova ovunque in Giappone. Ha un sapore meno grasso, una consistenza più delicata. Himeji è uno dei posti migliori per mangiarla perché il Mare Interno di Seto è uno dei principali ambienti di pesca dell’anago in Giappone.

Yamayoshi è il posto più citato in città. Si trova in una via commerciale a tre minuti dalla stazione. La vetrina a vetro permette di vedere la griglia a carbone dall’esterno. Il piatto principale è l’anago meshi: anago alla griglia su riso cotto con la salsa della casa, con zenzero nel condimento. Il weekend si fa fila.

Himeji Oden con salsa di soia allo zenzero, specialità di Himeji
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Himeji: ne vale la pena?

Himeji regge l’aspettativa solo se sai cosa ti aspetta. Il castello è davvero straordinario da fuori, ed è giusto vederlo: è tra i pochi in Giappone che non è una ricostruzione e si vede. Ma il prezzo adesso non è più trascurabile, 2.500 yen non sono quattro soldi, e il raddoppio in pochi anni fa inevitabilmente riflettere su cosa si paga.

Il mastio delude chi si aspettava qualcosa di più. I recinti, il giardino, il Monte Shosha compensano, ma richiedono tempo. Se hai solo mezza giornata, castello e Kokoen bastano. Se hai una giornata intera, aggiungi Engyo-ji e apprezzerai a pieno cosa ha da offrire Himeji.

Himeji non è una tappa imprescindibile come Kyoto o Tokyo. Ma se stai già nel Kansai, non c’è motivo di saltarla.

Il consiglio di Rudy

La visita ideale è mezza giornata, la mattina presto. Il castello apre alle 9: se arrivi tra le 9 e le 9:30 trovi ancora poca gente, soprattutto nei piani alti del mastio. Giri il castello e i recinti in due ore, aggiungi Kokoen se è primavera. Nel pomeriggio sei libero di tornare verso Osaka o continuare verso Kyoto.

Non prenotare Himeji per un’intera giornata se non hai in programma di visitare anche il Monte Shosha. Se sei in Giappone con il mio tour primaverile, Himeji è una delle tappe.

Domande frequenti su Himeji

Vale la pena andare a Himeji in giornata da Osaka?

Sì, è l’opzione più comoda. Mezza giornata basta per il castello e il giardino Kokoen. Rientri a Osaka nel pomeriggio senza fretta.

Quanto tempo ci vuole per visitare il castello?

Tra ingresso, salita al mastio e giro dei recinti: due ore, due e mezza. Aggiungi Kokoen e sei sulle tre ore totali.

Il prezzo del biglietto è davvero raddoppiato?

Sì. Da marzo 2026 il biglietto è 2.500 yen per adulti non residenti (era 1.000 yen, prima dell’aumento). L’obiettivo dichiarato dal comune di Himeji è finanziare i lavori di rafforzamento antisismico delle mura del castello.

C'è qualcosa da vedere dentro il mastio?

Qualcosa sì: pannelli informativi, armature, qualche attrezzo storico. Ma è un edificio conservato, non un museo allestito. I piani si assomigliano. La cosa più bella è la vista dall’ultimo piano.

Conviene il biglietto combinato con il giardino Kokoen?

In primavera e autunno sì: costa solo 100 yen in più rispetto al solo castello. In estate o inverno dipende da quanto hai voglia di camminare un altro po’.

Come ci si arriva da Kyoto?

JR treno rapido da Kyoto: circa un’ora e dieci, un’ora e un quarto. Puoi usare il JR Pass. Dallo Shinkansen la tratta è ancora più rapida, ma la differenza non è enorme.

Cosa si vede al Monte Shosha oltre al tempio?

Il tempio Engyo-ji è la cosa principale. Gli edifici sono nascosti nel bosco, collegati da sentieri di pietra. Alcune scene de L’Ultimo Samurai sono state girate qui. Conta circa mezza giornata tra bus, funicolare e giro del tempio

Il castello è accessibile a chi ha difficoltà motorie?

I recinti e i cortili esterni sono percorribili. Il mastio, con le sue scale di legno quasi verticali, non è adatto a chi ha problemi di mobilità o di ginocchia. Il giardino Kokoen è sostanzialmente pianeggiante.

Mappa di Himeji

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Rudy Vianello

Rudy Vianello

Videomaker e fondatore di sonoinviaggio.com. Ha lasciato il lavoro a 41 anni per viaggiare in Giappone in solitaria. Dal 2018 organizza tour di gruppo in Giappone. I suoi video sono stati trasmessi ne Il Mondo Insieme di Licia Colò su Tv2000. Tra i primi italiani a visitare Namie, la città fantasma vicino a Fukushima.

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