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Akihabara: guida completa ai negozi otaku di Tokyo

Akihabara: guida completa ai negozi otaku di Tokyo

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Tempo di lettura: 26 minuti

Ci sono quartieri che un appassionato di manga e action figure riconosce ancora prima di uscire dalla stazione: le insegne che si arrampicano sui palazzi, l’odore di plastica nuova che esce dai negozi, il ronzio delle sale giochi in sottofondo. Akihabara è uno di quelli. Ci ho messo piede la prima volta nel 2005, al mio primo viaggio in Giappone, e ci torno ancora oggi con la stessa curiosità.

Vale la visita anche se non sei un otaku: pochi quartieri al mondo hanno costruito un’identità così coerente, palazzo dopo palazzo, attorno a un’unica ossessione condivisa. Ma se i manga e gli anime ti stanno davvero a cuore, mettici almeno mezza giornata, sapendo già che non basterà. Qui i negozi si sviluppano in verticale, su 5, 7, 10 piani, e quello che cerchi potrebbe essere al quarto piano di un palazzo che dall’esterno non promette nulla. Io una mappa mentale del quartiere me la sono costruita in vent’anni di visite. Questa guida è il tentativo di dartela già pronta.

14 giorni in Giappone: l'itinerario che consiglio

Ho girato il Giappone da solo per anni, poi ho cominciato a portarci gli altri. Questo PDF è quello che consiglierei a un amico che parte per la prima volta: la sequenza giusta, i posti che non trovi negli altri itinerari, i numeri reali.

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Informazioni pratiche Akihabara

Come arrivareJR Yamanote Line, Keihin-Tohoku Line o Chuo-Sobu Line → staz. Akihabara, uscita Electric Town. Oppure Metro Hibiya, staz. Akihabara.
Orari negoziLa maggior parte: 10:00–21:00. Mandarake Complex e Complex 2: 12:00–20:00. Yodobashi Akiba: 9:30–22:00. AmiAmi Figure Tower: 10:00–21:00. Gachapon Kaikan: 11:00–20:00. Silk Hat arcade: 10:00–24:00.
DomenicaLa Chuo Dori è zona pedonale: 13:00–18:00 (apr–set) e 13:00–17:00 (ott–mar). Annullato in caso di pioggia. Controllare prima il mercatino domenicale Mandarake sull'account X del negozio.
BudgetIngresso gratuito ovunque. Quanto spendi dipende solo da te, da 0 a cifre che è meglio non ricordare.
Tax freeSì, nella maggior parte dei negozi grandi con passaporto non giapponese.
Voto⭐⭐⭐⭐⭐ vale la visita, qualunque sia il tuo interesse per la cultura otaku.

Le origini di Akihabara

Il nome Akihabara non viene dai manga. Viene da un incendio. Nel 1869 un grande incendio distrusse quasi completamente il quartiere: i sopravvissuti costruirono un piccolo santuario dedicato alla divinità del fuoco, che chiamarono Akiba. Da lì, il nome del quartiere: letteralmente «campo delle foglie autunnali». Il santuario esiste ancora, spostato nel quartiere di Taito, ma la divinità protettrice del fuoco è rimasta nel nome.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, attorno alla stazione si sviluppò un mercato nero di componenti elettrici, principalmente radio, che andavano a ruba. Il governo americano di MacArthur voleva sgomberare i venditori ambulanti. I commercianti si organizzarono e protestarono finché il governo di Tokyo non gli offrì un posto fisso: così nacque il Tokyo Radio Department Store nel 1950, costruito sotto la ferrovia sopraelevata. Quella struttura esiste ancora oggi: è il Radio Center, e ci torneremo dopo.

Negli anni Ottanta l’elettronica lasciò spazio ai computer, poi ai videogiochi, poi agli anime: una progressione che ho visto raccontata decine di volte nei documentari giapponesi, ma che si capisce fino in fondo solo camminandoci dentro. Oggi Akihabara è qualcosa che non ha un equivalente in Europa: circa 1 km² interamente dedicato alla cultura pop, con oltre 1.000 negozi dentro un’area che si attraversa a piedi in venti minuti.

esterno storico dell'area della stazione Akihabara, ex Tokyo Radio Department Store

La logica verticale di Akihabara

La prima cosa che capisci appena esci dall’uscita Electric Town è che qui lo sviluppo è verticale. Non si cammina solo lungo la strada. Si sale. I negozi più interessanti spesso non sono al piano terra, quasi sempre occupato dai grandi marchi. Il raro, il vintage, il cercato è sopra.

La struttura base: la Chuo Dori è la strada principale, quella con le insegne luminose. Ai lati ci sono i grandi negozi su più piani. Nelle stradine laterali, e soprattutto sotto la ferrovia sopraelevata (la zona chiamata gaado shita), trovi i negozi di nicchia, i vecchi commercianti, la Akihabara più autentica.

Un avvertimento pratico: porta una borsa capiente. E decidi prima quanto sei disposto a spendere, perché una volta dentro certi piani è facile perdere la cognizione del tempo e del portafoglio

I negozi imperdibili

Radio Kaikan: il punto di partenza

Esci dall’uscita Electric Town e ti trovi davanti al Radio Kaikan: un palazzo di 10 piani che ospita oltre 30 negozi. È il posto giusto da cui partire perché copre un po’ tutto, dai gashapon alle action figure, dalle carte collezionabili ai modellini, dai manga alle statuette in resina.

La struttura è un labirinto. Ogni piano ha uno o due negozi, ognuno con la sua specializzazione. Ci sono i Kaiyodo, che oltre alle figure anime producono anche modelli di animali e dinosauri di precisione quasi museale (alcuni realizzati in collaborazione con musei di scienze naturali giapponesi), i K-Books per doujinshi e manga, sezioni dedicate a serie specifiche. Il palazzo fu abbattuto nel 2011 e ricostruito. Quello che vedi oggi è nuovo, ma il contenuto è lo stesso da decenni.

Un dettaglio che chi arriva per la prima volta non conosce: molte action figure sono chiuse in teche strette, con un numero scritto sotto ciascuna. Ti annoti il numero su un foglietto, lo consegni al commesso, e sarà lui a tirarla fuori e a emettere lo scontrino. Sembra macchinoso la prima volta. Dopo un paio di piani ci hai preso la mano. Consiglio: prenditi due ore solo per il Radio Kaikan. Scegli un paio di piani e scavaci dentro.

Animate: per chi cerca il nuovo

A pochi passi dal Radio Kaikan trovi Animate: 8 piani di merchandise anime e manga, concentrato sulle serie correnti e recenti. Se sei arrivato con una lista di personaggi da cercare (quelli delle serie degli ultimi anni), questo è il tuo posto. È una catena: lavora sulle serie commerciali che vanno adesso. Non trovi il vintage. Trovi il nuovo e lo trovi facilmente.

ingresso esterno del Radio Kaikan, Akihabara

Kotobukiya: le figure del produttore

l flagship store di Kotobukiya è uno dei pochi negozi ad Akihabara dove compri direttamente dal produttore. Kotobukiya è uno dei grandi marchi giapponesi delle figure di alta gamma: le linee Bishoujo (personaggi femminili in stile americano riadattato da artisti giapponesi), ARTFX, Frame Arms Girl, più collaborazioni con Marvel, DC e vari franchise occidentali.

La differenza rispetto agli altri negozi è che qui trovi il catalogo completo della marca, inclusi i pezzi in preordine e alcune esclusive, senza dover scorrere le pagine dei siti online per capire cosa esiste. Se segui le figure Kotobukiya da un po’, sai già che i pezzi migliori si preordinano con mesi di anticipo: qui almeno vedi il catalogo intero senza dover incrociare dieci schede prodotto diverse.

Akihabara Gachapon Kaikan: 500 capsule in un palazzo

Se hai mai visto una macchinetta gachapon e hai pensato “ma quante ce ne sono in Giappone?”, l’Akihabara Gachapon Kaikan è la risposta: un intero piano terra stipato all’inverosimile, con oltre 500 macchine incastrate ovunque.

Non è solo una curiosità turistica. Il gachapon in Giappone è un mercato serio: ci sono linee di figure di qualità altissima (i Kitan Club, per esempio, con i loro animali in scala millimetrica), collaborazioni con artisti, edizioni limitate che finiscono in poche settimane. Io stesso ho perso il conto di quante monete da 500 yen ho infilato in quelle macchine solo per un Kitan Club che alla fine non è nemmeno uscito nel colore che volevo. Fa parte del gioco. Porta monetine da 100 e 500 yen: le macchine costano tra 200 e 500 yen a estrazione. Orario: 11:00–20:00 dal lunedì al giovedì, 11:00–22:00 venerdì e sabato, 11:00–19:00 la domenica e nei festivi.

Gamers: il meno famoso, ma per intenditori

Di fronte alla stazione c’è Gamers: l’insegna è quella di sempre, il contenuto meno noto ai turisti ma molto frequentato dai giapponesi. Videogiochi, CD di sigle anime, gadget, articoli di cancelleria a tema. Se cerchi soundtrack di anime o musica J-pop, è la tappa giusta. Spesso ci trovi roba introvabile sugli store digitali occidentali.

AmiAmi Figure Tower: otto piani di figure

A luglio 2024 ha aperto in Chuo Dori l’AmiAmi Figure Tower: 8 piani interamente dedicati alle figure, a circa due minuti a piedi dall’uscita Electric Town. Il punto interessante del negozio è che sull’usato i prezzi sono spesso migliori di quelli online.

La struttura è organizzata per genere, non per nuovo o usato: 1° piano figure di ultima uscita e mini figure, 2° piano anime e videogiochi generalisti, 3° piano figure snodabili, 4° piano robot e tokusatsu, dal 5° al 7° piano bishoujo divise per categoria, 8° piano spazio eventi (firmacopie, presentazioni a tema). Non c’è una sezione per adulti separata. Orario: 10:00–21:00 tutti i giorni. Se hai già esplorato il Radio Kaikan e vuoi andare più a fondo sulle figure, questo è il secondo posto da visitare.

Tamashii Nations Store Tokyo: il flagship di Bandai Spirits

Al posto dell’ex Gundam Café, a un minuto a piedi dall’uscita Electric Town, si trova il Tamashii Nations Store Tokyo: il flagship ufficiale di Bandai Spirits. Aperto tutti i giorni 10:00–20:00, ingresso gratuito.

Il negozio è diviso in tre zone: Event Zone (esposizioni temporanee a rotazione), New Item Zone (preordini e novità), Shop Zone (vendita diretta). Le linee che ci trovi (S.H.Figuarts, Metal Build, Chogokin, Robot Damashii) includono pezzi esclusivi che non trovi altrove. Se sei fan di Gundam, Mazinga, Dragon Ball o Cavalieri dello Zodiaco, è una tappa obbligata.

Le insegne di Akihabara

I negozi per chi ama l’usato

Mandarake Complex: il monolito nero

Cammini lungo la Chuo Dori e a un certo punto appare. Se Akihabara fosse un romanzo d’avventura, il Mandarake sarebbe la balena bianca: la tappa che tutti raccontano, quella per cui vale la pena arrivare fin qui anche solo per guardarla da fuori. Un edificio completamente nero, senza insegne vistose, con solo scritto まんだらけ (Mandarake) in bianco. Dentro ci sono 8 piani di usato: manga rari, action figure vintage, cosplay, doujinshi, sketch originali di mangaka, giocattoli anni Settanta e Ottanta. Orario: 12:00–20:00. Apre tardi per una ragione precisa.

La mattina i collezionisti portano quello che vogliono vendere, e il personale cataloga e prezza. Quando le porte aprono alle 12, sui piani c’è già roba nuova. Se passi nel pomeriggio, probabilmente i pezzi migliori sono già andati. Alcuni piani vendono sketch originali di mangaka: pagine autentiche, alcune di artisti famosi. I prezzi sui pezzi rari sono fuori mercato. Ma guardare non costa niente, e ti fa capire quanto vale questo mercato.

Mandarake Complex 2: il palazzo bianco di fronte

Ad agosto 2025 Mandarake ha aperto un secondo edificio: il Mandarake Complex 2, palazzo bianco sul lato opposto della strada rispetto al monolito nero. Stesso orario: 12:00–20:00.

La specializzazione è diversa: carte collezionabili e trading card games, modellini, treni in scala, media (DVD, Blu-ray, CD). Se il Complex originale è il posto per manga e figure vintage, il Complex 2 è il posto per chi colleziona card game o cerca media giapponesi fuori catalogo.

Importante da sapere: come in molti negozi Mandarake, alcuni piani sono per soli maggiorenni e possono includere riviste, DVD o foto con soggetti minorenni in costume da bagno. È materiale legale in Giappone, ma alla sensibilità occidentale può risultare fuori luogo o disturbante. Questi piani sono sempre separati e segnalati chiaramente: se preferisci evitarli, basta saltarli.

Mandarake CoCoo: sotto la sopraelevata, specialista in sofubi

C’è un terzo Mandarake che la maggior parte dei turisti non trova: il Mandarake CoCoo, aperto a dicembre 2019 sotto la ferrovia sopraelevata, nella direzione di Okachimachi.

CoCoo si specializza in sofubi (soft vinyl figure): le statuette in vinile morbido che rappresentano il filone più old-school del collezionismo giapponese. Figure di mostri anni Sessanta, kaiju, eroi tokusatsu, personaggi di serie animate vintage. Non è roba da appassionati generici. È un posto per collezionisti seri. Ma se lo cerchi, trovi cose che non esistono da nessun’altra parte.

Surugaya: il magazzino di tutto

Se il Mandarake è il tempio del collezionismo old-school, Surugaya è il supermercato dell’usato per i nativi digitali. È una delle catene di seconda mano più grandi del Giappone: manga, anime, videogiochi, CD, DVD, Blu-ray, gadget, card game, tutto usato, tutto catalogato, prezzi in genere competitivi.

Il negozio di Akihabara ha più piani e un buon ricambio settimanale. Utile soprattutto per videogiochi e CD di colonne sonore anime, dove la differenza tra “buono” e “graffiato” si vede solo dal vivo. Se non trovi qualcosa al Mandarake, è il secondo posto da controllare.

Lashinbang: usato per appassionati di serie specifiche

Meno conosciuto di Mandarake e Surugaya, Lashinbang è una catena di usato specializzata in merchandise anime e doujinshi, con una selezione spesso più focalizzata sulle serie degli ultimi cinque anni rispetto al Mandarake, che tende al vintage.

Se stai cercando merchandise di serie recenti a prezzi inferiori al nuovo, Lashinbang merita un giro. Più negozi nel quartiere, ognuno con una specializzazione leggermente diversa. Alcuni piani hanno una buona selezione di CD di sigle anime e idol.

Super Potato: per chi è cresciuto con i videogiochi

Se sei cresciuto negli anni Ottanta o Novanta con una console in mano, mettere piede qui è un vero tuffo al cuore: quasi impossibile uscirne a mani vuote. Il negozio occupa tre piani (dal 3° al 5°) interamente dedicati ai retrogames: Super Nintendo, Mega Drive, Sega Saturn, Neo Geo, PC Engine, console e cartucce che non si trovano più. I prezzi sono alti rispetto ai rigattieri occidentali, ma il catalogo è imparagonabile.

All’ultimo piano c’è una sala giochi vintage con coin-op anni Ottanta. Puoi giocare. È il tipo di posto che sorprende anche chi pensa di conoscere già tutto il retrogaming giapponese. L’ho scoperto solo alla terza visita ad Akihabara. Me ne sono pentito.

Yodobashi Akiba: il gigante che non ti aspetti

Uscita Central della stazione JR, lato est. Ti trovi davanti al Yodobashi Akiba: 9 piani, con elettronica dal primo al sesto, moda e accessori al settimo e una trentina di ristoranti all’ottavo. Il nono piano è quello più insolito, con un campo pratica golf e una batting cage. Orario: 9:30–22:00.

La maggior parte dei turisti lo ignora perché è sull’altro lato dei binari rispetto alla Chuo Dori. Errore. Se devi comprare qualcosa di tecnologico (macchina fotografica, drone, hard disk, obiettivi, cavi, adattatori), questo è il posto con il prezzo più competitivo e la scelta più ampia di Tokyo. Tax free con passaporto non giapponese. Al terzo piano c’è una sezione fotografica che fa capire come mai i giapponesi continuano a essere tra i migliori al mondo nel settore.

esterno di Yodobashi Akiba, Akihabara

I maid café: cosa sono, come funzionano, se vale la pena

Le insegne dei maid café ad Akihabara le vedi dappertutto. Le ragazze in uniforme da cameriera che distribuiscono volantini fuori dalla stazione le incontri ogni volta che ci passi. Vale la pena entrarci? Dipende da cosa ti aspetti.

I maid café sono locali dove le cameriere (le maid, appunto) trattano i clienti come «padroni di casa». Si ordina, si chiacchiera, a volte ci sono mini-spettacoli o sessioni fotografiche con le maid. Non è un locale a luci rosse. È qualcosa di più vicino al karaoke come esperienza sociale: un format di intrattenimento giapponese che non ha equivalenti esatti in occidente.

@home cafe: il pioniere

Il @home cafe ha aperto ad agosto 2004 ed è il maid café più storico di Akihabara. Ha oltre 400 maid in organico, comprese alcune formate in inglese per i turisti. Si trova al 3°–7° piano del Mitsuwa Building e al Don Quijote di Akihabara.

Ingresso gratuito. Consumazione minima: circa ¥770 per adulti, ¥660 studenti universitari, ¥550 studenti superiori (verifica sul sito ufficiale prima di andare, i prezzi vengono aggiornati periodicamente). Orario: 11:00–22:00 nei feriali, 10:00–22:00 nei weekend.

Maidreamin: la catena più grande

Se stai cercando l’esperienza più strutturata, Maidreamin è la catena più grande di Akihabara. La caratteristica è il Fun Live Show: ogni due ore circa, le maid si esibiscono in canzoni e balli, e il pubblico partecipa con il wotagei (i movimenti sincronizzati dei fan). Costo: circa ¥880 l’ora più consumazioni.

Budget realistico per due: ¥5.000–7.000, a seconda di quanto restate e cosa ordinate.

Regole da sapere prima di entrare in qualsiasi maid café:

●      Non toccare le maid, neanche se ti sembra consentito

●      Niente foto senza permesso esplicito

●      Non fare domande personali (età, indirizzo, nome reale)

Rispettare il personaggio: l’esperienza funziona solo se ci entri dentro

Prenota qui la tua esperienza in un Maid Cafè

Maid ad Akihabara

Le sale giochi: cosa è cambiato nel 2025

Ad agosto 2025 ha chiuso il GiGO Building 1: il palazzo rosso iconico, trentatré anni di storia. Per chi è cresciuto con le sale giochi giapponesi, è stata una notizia triste.

A novembre 2025, nello stesso palazzo, ha aperto Silk Hat Akihabara (gestione Matahari Entertainment): 9 piani, 1.650 m², aperto 10:00–24:00. Il claim è «We love Akihabara – Since 1992 to be continued»: un omaggio esplicito alla storia del posto.

La caratteristica principale è il piano interrato: 58 cabinati di Gundam Extreme vs 2 Infinite Boost, la maggiore concentrazione di questo gioco in tutto il Giappone. I piani 1–4 sono dedicati alle UFO catcher. Il GiGO Building 3 è ancora aperto, con un piano dedicato ai giochi Sega retro.

I vicoli: la vera Akihabara nascosta

Radio Center: dove il tempo si è fermato

Sotto la ferrovia sopraelevata, nel sottopassaggio chiamato gaado shita, c’è il Akihabara Radio Center: una serie di microscopici box commerciali costruiti nel 1950. Semiconduttori, resistenze, LED, trasformatori, componenti radio, condensatori in vasetti di plastica etichettati a mano. Se non hai conoscenze di elettronica entri e non capisci nulla. Se le hai, potresti costruire quasi un computer con 150 euro. È l’unico posto di Akihabara dove il tempo si è davvero fermato agli anni Cinquanta. Orario: 10:00–20:00.

Popondetta: il paradiso dei treni in scala

Nascosto in una stradina parallela alla Chuo Dori, Popondetta è il negozio di modellismo ferroviario più specializzato di Akihabara, e per i collezionisti di treni in scala N è un posto di pellegrinaggio. Locomotive, vagoni, scenografie, binari, diorami: tutto quello che serve per costruire un plastico ferroviario, nuovo e usato.

Il modellismo ferroviario in Giappone ha una tradizione e un mercato che non ha equivalenti in Europa. I modelli riprodotti sono spesso treni reali della rete JR e delle linee private. Vuol dire che alcune locomotive che vedi sui piani le ritrovi in servizio attivo a Tokyo. La prima volta che ci sono entrato ne sono uscito con un set completo di binari e il modellino dello Shinkansen 500 Nozomi. Non colleziono treni. Ma capisco benissimo chi lo fa.

Le stradine laterali: negozi senza insegne in inglese

Se ti allontani dalla Chuo Dori e prendi le stradine parallele, trovi una Akihabara diversa: negozi piccoli, specializzati su singoli franchise o categorie molto specifiche, senza nessuna indicazione in inglese. Qui comprano i collezionisti giapponesi, non i turisti. Se stai cercando qualcosa di specifico e non l’hai trovato nei negozi principali, vale la pena perdersi mezz’ora. Porta una lista scritta in giapponese di quello che cerchi, ti porebbe essere d’aiuto.

akihabara vicoli laterali

Kanda Myojin: il santuario degli otaku

A cinque minuti a piedi dalla Chuo Dori c’è il Kanda Myojin: uno dei santuari shintoisti più antichi di Tokyo, costruito nel 730 d.C., ricostruito più volte a causa di incendi e terremoti (l’attuale struttura in cemento risale al 1934).

Dentro il Kanda Myojin sono custoditi tre kami principali. Uno di loro è Taira no Masakado, guerriero del X secolo che fu il primo a ribellarsi contro il governo centrale di Kyoto. Venne sconfitto e decapitato nel 940 d.C. La leggenda dice che la sua testa decapitata prese il volo verso est e si posò proprio nell’area che oggi chiamiamo Tokyo. Una storia da guerriero del X secolo che finisce, mille anni dopo, a benedire smartphone e action figure. Non c’è logica, ma questo è il Giapponelo che non ti aspetti.

Questo santuario millenario è diventato il luogo dove gli otaku portano i loro gadget per farli benedire. Smartphone, console, laptop: il personale benedice i dispositivi elettronici su richiesta. Vedrai ema (le tavolette votive di legno) dipinte con personaggi di anime accanto alle preghiere tradizionali. Non è strano. È un sentire genuino ad Akihabara

Leggi la guida completa al Kanda Myojin

Domenica ad Akihabara: zona pedonale e eventi Mandarake a UDX

La domenica la Chuo Dori viene chiusa al traffico: 13:00–18:00 da aprile a settembre, 13:00–17:00 da ottobre a marzo. La strada principale diventa pedonale: cosplayer, venditori ambulanti con rarità su teloni per terra, gruppi da tutto il mondo.

La domenica è anche il giorno in cui più spesso capita il mercatino di scambio e vendita organizzato da Mandarake: non davanti all’edificio nero, ma nello spazio eventi di Akihabara UDX, all’Akiba Square al 2° piano (che ha anche una parte esterna, comoda quando il tempo lo permette). Non è un appuntamento fisso ogni domenica: sono eventi a data specifica, come il mercatino di scambio adesivi che Mandarake organizza periodicamente. Controlla l’account X di Mandarake o il calendario eventi di Akihabara UDX prima di partire. Quando c’è, è uno dei momenti migliori per trovare qualcosa di inaspettato a prezzi bassi.

È anche l’occasione migliore per capire il livello di passione che muove questo quartiere. Un ragazzo seduto su un marciapiede che smonta e rimonta una action figure. Due persone che contrattano serissime su una cartolina rara. Un signore anziano in abito formale con in mano una scatola di Gunpla. Non è un posto strano. È un posto che ha deciso cosa vuole essere e lo fa con coerenza totale.

Akihabara e Steins;Gate: un pellegrinaggio anime

Se hai visto Steins;Gate (o il suo prequel/sequel), sai che l’anime è ambientato interamente ad Akihabara. Il Radio Kaikan compare fin dalla prima puntata: è lì che Okabe e Mayuri assistono alla conferenza del dottor Nakabachi, l’evento che fa partire tutta la trama sui viaggi nel tempo. Il laboratorio del protagonista invece è altrove, in un edificio di fantasia ispirato alle vie a nord della stazione, ma per i fan riconoscere il Radio Kaikan dal vivo resta comunque un momento particolare.

I fan vengono qui per il «pellegrinaggio dei luoghi» (seichi junrei): identificare le location reali usate come riferimento per l’animazione. Ci sono mappe cartacee vendute nei negozi con tutti i punti corrispondenti. Non serve aver visto l’anime per trovare curioso questo tipo di passione, ma se l’hai visto il quartiere acquista un livello in più.

Gli eventi annuali: il calendario da tenere d’occhio

Akihabara non è solo un quartiere da visitare. È anche un distretto dove si concentrano eventi che attirano collezionisti da tutto il Giappone e dall’estero. Se puoi scegliere le date del viaggio, questi vale la pena tenerli presenti.

Kanda Matsuri: il festival del santuario (maggio)

Il Kanda Matsuri è uno dei tre grandi festival di Tokyo. La versione completa (la Honmatsuri) si tiene solo negli anni dispari (prossima: maggio 2027): processioni di mikoshi attraverso il quartiere, carri decorati, cortei storici in costume feudale. Negli anni pari (come il 2026) si tiene la Kagematsuri, versione ridotta a carattere ceremoniale.

Tamashii Nation: la fiera di Bandai Spirits (novembre)

A novembre si tiene il Tamashii Nation all’Akihabara UDX e al Bellesalle. L’edizione 2025 era 14–16 novembre. Per i collezionisti di figure Bandai è l’evento dell’anno: anteprime esclusive, pezzi da esposizione, prototipi, incontri con i designer. Verificate date e biglietti sul sito ufficiale nei mesi precedenti.

Comiket: il mercato del doujinshi (agosto e dicembre)

Il Comiket non si tiene ad Akihabara (sede: Tokyo Big Sight a Odaiba) ma l’impatto sul quartiere è diretto e immediato. Ogni edizione porta oltre 250.000 visitatori a Tokyo in due giorni; una parte significativa passa per Akihabara prima o dopo. Edizione estiva in agosto, invernale a fine dicembre.

Akihabara Cho Dojin Festival Plus (aprile)

Ad aprile si tiene il Akihabara Cho Dojin Festival Plus all’UDX Gallery, organizzato da Melonbooks. Fiera doujinshi di dimensioni più contenute rispetto al Comiket, ma con il vantaggio di essere nel cuore del quartiere. Adatta a chi vuole scoprire artisti indipendenti senza la logistica di Odaiba.

Vent’anni dopo, perché ci si torna ancora

Sono passati vent’anni dal mio primo viaggio in Giappone, e Akihabara resta il posto che visito con più curiosità di tutti. Cambia in fretta: negozi storici chiudono, come il GiGO Building 1 dopo trentatré anni di attività, e ne aprono altri che nel giro di pochi mesi diventano un punto di riferimento, come l’AmiAmi Figure Tower o il Tamashii Nations Store. Chi c’è stato dieci anni fa e pensa di conoscerlo si sbaglia: va ricontrollato negozio per negozio a ogni viaggio. Quello che invece resta identico è il livello di dettaglio con cui questo quartiere prende sul serio ogni singola nicchia, dai sofubi vintage ai treni in scala N. È per quello che ci si torna, non per rivedere le stesse cose me scoprirne di nuove e perchè Akiba è la casa di chi ha una grande passione.

Il consiglio di Simone

Akihabara funziona meglio se sai cosa cerchi. Arrivaci con una lista, anche approssimativa: «voglio action figure di questa serie», «voglio retrogames Super Nintendo», «voglio manga rari anni Ottanta». Senza una direzione, si rischia di girare per tre ore senza acquistare niente e uscire sopraffatti.

La domenica è la scelta migliore per l’atmosfera: zona pedonale, cosplay, e a volte un evento Mandarake ad Akihabara UDX (se coincide con la tua visita). Arriva entro le 13. Prima visita Yodobashi (uscita Central) se hai necessità tecnologiche, poi attraversa i binari e entra nel vivo della Chuo Dori.

Tra i nuovi arrivati, l’AmiAmi Figure Tower (luglio 2024) è già un riferimento per figure a prezzi migliori dell’online. Il Tamashii Nations Store merita anche solo la visita: i pezzi esclusivi che ci trovi non si trovano da nessun’altra parte. Per treni in scala o sofubi vintage, Popondetta e Mandarake CoCoo sono le due tappe che la maggior parte dei turisti non considera mai.

Se il collezionismo di action figure ti interessa oltre Akihabara, ne parlo più a fondo nel mio libroManeggiare con cura. Guida al collezionismo di Action Figure“” e sul mio canale YouTube Omotenashi Anime.

Vuoi vedere Akihabara con qualcuno che conosce il quartiere palmo a palmo? Rudy organizza guide private a Tokyo: mezze giornate o giornate intere, in italiano. E se Akihabara è solo una delle tappe e non sai come costruire il resto, una consulenza itinerario è il modo più veloce per risolvere il puzzle.

Mappa di Akihabara

Domande frequenti su Akihabara

Quanto tempo serve per visitare Akihabara?

Dipende da quanto ti interessa la cultura otaku. Mezza giornata (3–4 ore) per una visita generale dei negozi principali. Una giornata intera se sei un collezionista serio o vuoi vedere anche il Kanda Myojin, i vicoli e magari un maid café. Non cercare di “finire” Akihabara. È un posto in cui si torna più volte.

Vale la pena visitarla anche se non mi interessa il mondo anime/manga?

Sì. L’esperienza urbanistica è unica anche se non compri nulla. Aggiungici il Kanda Myojin (storia millenaria + ema con personaggi anime) e il Radio Center sotto la sopraelevata (dove il tempo si è fermato al 1950) e hai già un pomeriggio interessante.

Qual è il momento migliore della settimana?

La domenica, senza dubbio. La Chuo Dori è pedonale nel pomeriggio, c’è più atmosfera, più gente in cosplay, e a volte c’è un evento di scambio o vendita Mandarake ad Akihabara UDX. Controlla prima se è prevista pioggia: la zona pedonale viene annullata con brutto tempo. Se invece vuoi il Mandarake all’apertura con meno folla, martedì o mercoledì sono ideali.

I prezzi sono buoni rispetto all'online?

Per l’usato e il vintage, sì: spesso trovi cose che non esistono online o che online costano molto di più. Per il nuovo, i prezzi sono simili ai negozi giapponesi online. Il tax free (10% di sconto con passaporto straniero) aiuta su acquisti grandi, soprattutto da Yodobashi.

Qual è la differenza tra Mandarake, Surugaya e Lashinbang?

Mandarake è il top per vintage, manga rari, sketch originali e figure anni Settanta-Ottanta. Surugaya è più ampio e generalista, ottimo per videogiochi e media. Lashinbang è più focalizzato sulle serie recenti e ha buona selezione di CD anime e idol. Se cerchi qualcosa di specifico e non lo trovi in uno, vai nell’altro.

Il Gachapon Kaikan vale la pena anche se non sono un collezionista?

Sì, anche solo per l’esperienza visiva: 500 macchine in un palazzo è qualcosa che non si dimentica facilmente. Porta 500–1.000 yen in monetine se vuoi tentare qualche estrazione. Le macchine costano tra 200 e 500 yen e i risultati sono casuali, ma alcune linee hanno figure di qualità sorprendente per il prezzo.

Vale la pena entrare in un maid café?

Dipende da cosa ti aspetti. Se entri pensando di capire un pezzo della cultura pop giapponese, e non aspettandoti roba da locale notturno, è un’esperienza curiosa. Budget realistico per due: ¥5.000–7.000.

Cosa sono i doujinshi?

I doujinshi  sono pubblicazioni autoprodotte, fumetti, romanzi, illustrazioni, create da artisti indipendenti, spesso fan di serie esistenti. Il mercato è enorme: il Comiket vende oltre un milione di volumi per edizione. Nei negozi di Akihabara trovi doujinshi di ogni genere. I piani adulti sono separati e con accesso riservato ai maggiorenni.

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Nagoya vale il viaggio? Prima di rispondere, ti dico una cosa. In giapponese esiste il termine Nagoya tobashi, che significa letteralmente “saltare Nagoya”. Concerti, tour nazionali, eventi: fanno Tokyo, Osaka, Fukuoka e saltano Nagoya. Nonostante sia la terza città per popolazione. È diventato un modo di dire riconosciuto anche dai giapponesi stessi.

Il motivo è semplice: Nagoya è il cuore industriale del Giappone. Toyota ha sede qui, e tutta la prefettura di Aichi gira attorno alla manifattura e alla produzione. La città si è costruita con quella logica: efficiente, pragmatica, poco orientata al turismo. Poi i bombardamenti del 1945 hanno fatto il resto, distruggendo gran parte del centro storico, castello incluso. Kyoto fu risparmiata apposta. Nagoya no. Quel tessuto urbano antico che rende altre città giapponesi così dense di storia qui manca quasi del tutto.

Detto questo, c’è qualcosa che vale. L’Atsuta Jingu è uno dei santuari shintoisti più importanti del Giappone. E la posizione è strategica: Inuyama, Gifu e il Ghibli Park sono tutti a meno di un’ora. Nagoya da sola, in onestà, non la metterei in cima alle città da visitare. Ma come base per i dintorni  può avere un senso.

Se ti interessa la vita notturna, il quartiere da conoscere è Nishiki 3-chome. I giapponesi stessi lo paragonano a Kabukicho: neon, bar, cabaret, club, gente che esce tardi. Non è pericoloso, è semplicemente il posto in cui Nagoya si sfoga dopo il lavoro.

Sempre a Nishiki, dentro il palazzo Exit Nishiki, c’è una yokocho ispirata al Golden Gai: 70 metri di locali uno accanto all’altro, atmosfera retrò costruita a tavolino nel 2020. Non è storica come quella di Tokyo, ma se vuoi finire la serata saltando da un bar all’altro senza percorrere chilometri, ha senso. 

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14 giorni in Giappone: l'itinerario che consiglio

Ho girato il Giappone da solo per anni, poi ho cominciato a portarci gli altri. Questo PDF è quello che consiglierei a un amico che parte per la prima volta: la sequenza giusta, i posti che non trovi negli altri itinerari, i numeri reali.

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Informazioni pratiche Nagoya

Come arrivareShinkansen da Tokyo: 1h 40min (circa 11.000 yen con Nozomi). Da Kyoto: 35 min. Pullman notturno da Tokyo: circa 4.000-6.000 yen. Aeroporto internazionale: Centrair (NGO), collegato con Meitetsu in 28 min.
Trasporti in cittàMetro Nagoya (8 linee). Biglietto singolo da 210 yen. Giornaliero: 760 yen. La maggior parte delle attrazioni è raggiungibile in metro.
Castello di NagoyaIngresso: 500 yen. Orari: 9:00-16:30 (ultimo ingresso 16:00). Chiuso il 29 dicembre-1 gennaio. La torre principale è chiusa per restauro strutturale dal 2018 — verifica sul sito ufficiale prima di andare.
Atsuta JinguIngresso gratuito. Aperto dalle 5:00 alle 19:30. Il tesoro (Homotsukan): 300 yen, aperto 9:00-16:30, chiuso il 3° venerdì del mese.
Quanto si spendePasto medio 800-1.500 yen. Specialità locale: hitsumabushi (anguilla) da 3.000 yen in su. Dormire: da 4.000 yen (ostello) a 15.000+ (hotel centrale).
Stagione miglioreMarzo-aprile (sakura) e ottobre-novembre (momiji). Estate molto calda e umida.
Quanto tempo serve1 giorno per il centro. 2 giorni se includi Inuyama o Gifu.
Voto⭐⭐

L’Atsuta Jingu: il motivo per cui sono andato a Nagoya

La prima volta che ho messo Nagoya nell’itinerario non era per il castello. Era per questo santuario.

L’Atsuta Jingu custodisce la Kusanagi-no-Tsurugi, la Spada che Taglia l’Erba. Uno dei tre tesori imperiali del Giappone, insieme allo specchio e al gioiello. La leggenda dice che fu trovata nel corpo di un serpente a otto teste ucciso dal dio Susanoo, fratello della dea del sole Amaterasu. Poi finì nelle mani del principe Yamato Takeru, che durante una campagna militare fu attirato in una pianura e circondato dal fuoco. Con la spada tagliò l’erba intorno a sé e si salvò. Ecco il nome: la spada che taglia l’erba. Morì solo più avanti, durante il viaggio di ritorno, e fu la moglie a consacrare la spada qui ad Atsuta.

La spada non si vede. Non è esposta, non è visitabile. Sta nel santuario più interno, inaccessibile al pubblico. Ma questo non cambia l’importanza del luogo.

Il santuario è immerso in un bosco urbano di circa 6 ettari nel mezzo della città. Ci sono cedri altissimi, ghiaia bianca, torii in pietra. È uno di quei posti in cui si sente davvero qualcosa, anche se non sei per nulla credente. Ci sono venuto da solo, e ogni volta mi sono ritrovato a stare fermo in silenzio per qualche minuto, in ascolto di quello che luoghi come questo trasmettono.

Il Tesoro (Homotsukan) vicino all’ingresso principale raccoglie oltre 4.000 oggetti dedicati al santuario nel corso dei secoli: spade, armature, ceramiche. Non è grandissimo, ma se ti interessa la storia militare giapponese vale i 300 yen del biglietto.

Atsuta Jingu nagoya cosa vedere giappone

Il castello ricostruito di Nagoya

Il Castello di Nagoya è uno dei più famosi del Giappone. Lo è per ragioni storiche legittime: fu costruito da Tokugawa Ieyasu nel 1612 come residenza per il figlio e simbolo del potere shogunale. Ospitava gli Shachi, i mitici delfini dorati sul tetto, diventati simbolo della città.

Detto questo: la struttura che vedi oggi è una ricostruzione in cemento armato degli anni Cinquanta. L’originale fu distrutto dai bombardamenti del 1945.

Sono entrato. Dentro c’è un ascensore e una scala a chiocciola che porta ai piani. Ogni piano è un museo con vetrine e pannelli. L’ultimo piano ha la vista panoramica sulla città. Non è brutto, ma non è un castello. È un edificio a forma di castello con dentro un museo.

Se vuoi vedere un castello originale, quello non toccato dai bombardamenti e non ricostruito, stai leggendo l’articolo sbagliato per farlo. Devi andare a Inuyama, che è a trenta minuti di treno da Nagoya. Quello sì è autentico.

La torre principale è chiusa per restauro strutturale dal 2018 e i lavori procedono lentamente. Prima di andare, controlla sul sito ufficiale se è tornata accessibile.

Il Honmaru Goten, il palazzo che stava ai piedi del donjon, è stato distrutto anche lui nel 1945. Ma la ricostruzione, iniziata nel 2009 e completata nel 2018, è in legno, fatta con tecniche e materiali tradizionali, basata sulle fotografie e i disegni originali sopravvissuti. È un lavoro diverso da quello della torre in cemento: qui hanno cercato di restituire l’edificio com’era davvero, non solo la sua forma. Stanze in legno, tatami, fusuma dipinti dalla scuola Kano. Quello vale la visita più della torre.

Castello di Nagoya, cosa vedere Giappone

Sakae, Oasis 21 e la Mirai Tower

Il centro di Nagoya si chiama Sakae. È il quartiere dei grandi magazzini, dei ristoranti, dei locali. Di giorno è una zona commerciale come tante. Di sera cambia.

Il punto di riferimento visivo è Oasis 21, una struttura che fatico a descrivere a chi non l’ha mai vista. È un centro commerciale con un tetto di vetro ovale riempito d’acqua, sospeso nel vuoto a circa dieci metri d’altezza. Di notte si illumina. Sotto ci sono negozi, ristoranti e il terminal dei pullman urbani. Sopra, sulla passerella in vetro, puoi camminare con l’acqua sotto i piedi e la città intorno.

L’ho trovato visivamente interessante, e nei miei giri a Nagoya ci sono tornato la sera apposta. Costruito per l’Expo del 2005, è uno di quegli edifici che sembrano pensati per fare effetto, e l’effetto lo fanno davvero!

Accanto c’è la Mirai Tower (ex Nagoya TV Tower), l’antenna televisiva con piattaforma panoramica. Se hai già visto la Tokyo Tower o la Tsutenkaku di Osaka, non aspettarti nulla di diverso. Se invece è la prima torre panoramica che vedi in Giappone, sappi che la vista sul viale alberato di Hisaya-Odori Park che si estende verso il castello è gradevole.

Il parco stesso, Hisaya-Odori, è un viale largo quasi due chilometri che collega Sakae al castello. Ci passano in bici, ci portano a spasso i cani, ci organizzano mercatini stagionali. Non è il parco più bello del Giappone, ma come passeggiata tra una tappa e l’altra ci sta.

Il quartiere Osu: il tempio, le sale giochi e il mercatino dell’antiquariato

A dieci minuti di metro da Sakae c’è Osu, un quartiere completamente diverso. Meno patinato, più disordinato, più vivo.

Al centro c’è il Tempio Osu Kannon, un tempio buddhista dedicato alla dea della misericordia Kannon. La struttura attuale è una ricostruzione del 1970 (l’originale era stato bruciato), ma il tempio esiste dal 1333 ed è stato spostato qui da Ieyasu Tokugawa nel 1612, lo stesso anno in cui costruì il castello. Dentro conserva circa 15.000 testi classici giapponesi e cinesi, tra cui la copia più antica del Kojiki, le cronache mitologiche del Giappone. Non si vedono, ma sapere che ci sono cambia un po’ il modo in cui guardi l’edificio.

Il 18 e il 28 di ogni mese, nel piazzale del tempio si tiene il mercatino dell’antiquariato. Dalle 9:00 alle 16:00, circa 70-80 bancarelle con kimono vintage, ceramiche, oggetti militari, giocattoli degli anni Sessanta, riviste. Arriva presto se ci vai: i pezzi migliori si trovano la mattina.

Tutto intorno al tempio si sviluppa un labirinto di gallerie commerciali coperte con oltre 1.200 negozi. Abbigliamento vintage, elettronica di seconda mano, sale giochi, negozietti di cibo da strada. Non è Akihabara, è più misto e meno orientato ai turisti. Se ti piace girare senza meta con la possibilità di trovare qualcosa di insolito, Osu è il posto di Nagoya che ricorderai di più.

Sakae Nagoya cosa vedere giappone

Musei da visitare

Nagoya è una città industriale e i musei si sentono. Ce ne sono diversi, ma non tutti giustificano il tempo.

Museo Commemorativo Toyota dell’Industria e della Tecnologia

Se sei appassionato di storia industriale o di ingegneria, il Toyota Commemorative Museum merita. È allestito nell’ex stabilimento di telai Toyota (sì, prima delle auto c’erano i telai tessili) e racconta il passaggio dalla manifattura tessile alla produzione automobilistica. Macchine originali in funzione, robot, la prima auto Toyota. Ci vuole mezza giornata. Ingresso 1.000 yen, chiuso il lunedì. Fermata: Sako (Meitetsu), 2 minuti a piedi.

Museo delle Scienze di Nagoya

Si riconosce da lontano per l’enorme sfera argentata che sporge dal tetto: ospita il planetario più grande al mondo con un diametro di 35 metri. Il museo è strutturato in tre sezioni (scienza e tecnologia, biologia, astronomia) e ha molte installazioni interattive. Adatto a chi viaggia con bambini. Ingresso museo: 800 yen. Il planetario si prenota separatamente. Fermata: Fushimi (metro), 5 minuti a piedi.

Museo d’Arte Tokugawa

Il Museo Tokugawa ospita la collezione della famiglia Owari Tokugawa, il ramo della famiglia shogunale con sede a Nagoya. Armature, spade, rotoli dipinti, oggetti cerimoniali del periodo Edo. Il pezzo più celebre è il rotolo illustrato del Genji Monogatari, considerato uno dei romanzi più antichi della storia della letteratura mondiale. Il rotolo originale è esposto solo a novembre. Ingresso 1.400 yen. Fermata: Otachibana (metro Meijo), 10 minuti a piedi.

Dintorni di Nagoya

Inuyama

La seconda volta che sono stato a Nagoya era estate, e ci sono finito quasi per caso. Avevo una sola notte pianificata lì, ma era un weekend di festa e i posti nelle città vicine erano esauriti. Così ho allungato il soggiorno e ho usato Nagoya come punto di appoggio per i dintorni.

La tappa migliore è Inuyama. Ci si arriva in circa trenta minuti con la Meitetsu, la linea ferroviaria privata che parte da Nagoya. Costa poco, parte spesso.

Il Castello di Inuyama è uno dei dodici castelli originali del Giappone, cioè uno di quelli che non sono stati ricostruiti. Risale al 1537. La struttura in legno è piccola, le scale ripide, le stanze basse. Non c’è ascensore. Dall’ultimo piano, con travi di legno vere, si vede il fiume Kiso sotto e le montagne intorno.

È la differenza che si sente tra entrare in un edificio storico e visitare una replica. Dopo il castello di Nagoya, Inuyama fa capire cosa si perde.

Il borgo ai piedi del castello, con qualche ristorante e negozietto di artigianato, è piacevole. Non perderci troppo tempo, ma una passeggiata veloce prima o dopo il castello ci sta. Se ti organizzi bene, Inuyama si fa in mezza giornata da Nagoya, con tutto il tempo per tornare in serata.

Ho un articolo dedicato a Inuyama con tutti i dettagli pratici.

Gifu

A venti minuti di treno c’è Gifu, con il suo castello e il fiume Nagara dove ancora oggi si pratica l’ukai, la pesca tradizionale con i cormorani ammaestrati. Una tecnica che esiste da più di 1.300 anni e si vede solo qui e in pochissimi altri posti. Ho un articolo dedicato, se vuoi approfondire prima di decidere se aggiungerla all’itinerario.

Ghibli Park

Il Ghibli Park si trova a Nagakute, prefettura di Aichi, dentro il parco dell’ex Expo 2005. Da Nagoya ci si arriva in circa 40 minuti: metro linea Higashiyama fino a Fujigaoka, poi il Linimo, il treno a levitazione magnetica che arriva diretto all’ingresso del parco.

Non è un parco divertimenti nel senso classico: non ci sono giostre né montagne russe. È un posto pensato per camminare, esplorare e riconoscere i luoghi dei film. Ci sono cinque aree tematiche: la Ghibli’s Grand Warehouse (la principale, al chiuso, con mostre ed un cinema), la Collina della Giovinezza, la Foresta di Dondoko con la casa di Satsuki e Mei di Totoro, il Villaggio di Mononoke e la Valle delle Streghe (aperta nel 2024, con il castello di Howl). Le aree non sono collegate tra loro: sono sparse nel parco e ci si cammina in mezzo al verde.

La cosa più importante: i biglietti si prenotano online con mesi di anticipo. Vanno in vendita il giorno 10 di ogni mese, alle 14:00 ora giapponese, per le date di due mesi dopo. Se organizzi il viaggio apposta per il Ghibli Park, segna quella data sul calendario e sii pronto: i weekend e i giorni festivi finiscono in pochi minuti. Il parco è chiuso il giovedì (o il giorno successivo se giovedì è festa nazionale) e intorno a capodanno. Costo: dai 1.000 yen per un singolo pass area fino a circa 7.800 yen per il pass premium che copre tutte le aree nei weekend. Verifica i prezzi aggiornati su ghibli-park.jp prima di prenotare.

Cosa mangiare a Nagoya

Nagoya ha una cucina locale con una identità precisa. Viene chiamata Nagoya meshi, letteralmente “il mangiare di Nagoya”. Non è solo marketing: ci sono piatti che trovi quasi esclusivamente qui.

Hitsumabushi

L’anguilla alla griglia servita su riso. È il piatto simbolo della città. Si mangia in tre modi diversi: prima dal cestino direttamente, poi con condimenti (wasabi, erba cipollina, nori), infine versandoci sopra il brodo per farne una specie di zuppa. Sono rimasto scettico fino all’ultimo giro con il brodo. Amo l’anguilla ma non ero sicuro che mi piacesse così…invece è ottima.

Costa dai 3.000 yen in su. Non è economico, ma è un’esperienza culinaria genuina.

Miso katsu

Cotoletta di maiale fritta servita con salsa di miso rosso (hatcho miso). Il miso di Nagoya è più scuro e deciso di quello standard. Va provato almeno una volta. La catena Yabaton è la più famosa, ha diversi punti in città.

Tebasaki

Ali di pollo marinate e fritte, croccanti, con una glassa di salsa di soia e miso. Buone da birra, più che da pasto completo.

Hitsumabushi nagoya cosa magiare giappone

Vale la pena fermarsi a Nagoya?

Due giorni a Nagoya sono tanti, uno è sufficiente se hai Atsuta Jingu e Inuyama in programma. La città in sé non mi ha convinto come destinazione autonoma. Non ha la densità di attrazioni di Kyoto né l’energia di Tokyo o Osaka.

Ma come tappa di transito ha senso. Sulla linea shinkansen tra Tokyo e Kyoto, una notte a Nagoya con una mattina ad Atsuta e un pomeriggio a Inuyama è un modo intelligente di spezzare il viaggio senza avere la sensazione di perdere tempo.

Osu e Oasis 21 di sera aggiungono qualcosa se ti piace girare un posto senza una meta precisa. Il castello, se ci tieni, entra nell’elenco. Ma sappi già cosa stai per vedere e non rimarrai deluso come invece è successo a me.

Il consiglio di Rudy

Mettici una notte, non di più. Fai Atsuta Jingu la mattina presto, quando c’è pochissima gente e la luce tra i cedri vale da sola il viaggio. Il pomeriggio vai a Inuyama. La sera torna a Sakae o gironzola a Osu. Se stai costruendo l’itinerario e non sai come incastrare questa zona col resto del viaggio, scrivimi: è esattamente il tipo di cosa che si risolve in una consulenza.

Mappa di Nagoya

Domande frequenti su Nagoya

Vale la pena fermarsi a Nagoya o è meglio saltarla?

Se hai più di dieci giorni in Giappone, una notte a Nagoya con Atsuta Jingu e Inuyama vale. Se hai meno tempo, puoi passarci direttamente in treno senza fermarti.

Il castello di Nagoya è originale?

No. È una ricostruzione in cemento armato del 1959. L’originale del 1612 fu distrutto dai bombardamenti americani nel 1945. La torre è anche chiusa per restauro strutturale dal 2018. Il Honmaru Goten, il palazzo ricostruito in legno con tecniche tradizionali, vale più della torre.

Quanto tempo ci vuole per visitare l'Atsuta Jingu?

Un’ora e mezza, due ore se visiti anche il Tesoro. Meglio la mattina presto, prima delle 9:00, quando il santuario è quasi deserto.

Inuyama si può fare in giornata da Nagoya?

Sì, comodamente. La Meitetsu impiega circa trenta minuti. Mezza giornata è sufficiente per il castello e i dintorni. In un giorno intero puoi aggiungere il parco Meiji Mura, un museo all’aperto con edifici dell’era Meiji.

Quando si tiene il mercatino dell'antiquariato a Osu Kannon?

Il 18 e il 28 di ogni mese, dalle 9:00 alle 16:00 nel piazzale del tempio. Circa 70-80 bancarelle con kimono vintage, ceramiche, oggetti da collezione. Arriva al mattino, i pezzi migliori vanno presto

Qual è la specialità da mangiare assolutamente a Nagoya?

L’hitsumabushi, l’anguilla su riso mangiata in tre modi. Costa intorno ai 3.000-4.000 yen ma è autentico. Il miso katsu (cotoletta con salsa di miso rosso) è l’alternativa più economica e molto buona.

Come si arriva a Nagoya da Tokyo?

Shinkansen Nozomi: 1 ora e 40 minuti, circa 11.000 yen. Se hai il Japan Rail Pass, usa il Hikari (leggermente più lento, coperto dal pass). Il Nozomi non è incluso nel JR Pass standard.

C'è qualcosa da vedere vicino a Nagoya oltre a Inuyama?

Gifu, a venti minuti di treno, ha un castello e il fiume Nagara dove si pratica ancora la pesca tradizionale con i cormorani (ukai). Kuwana e Mie per chi è interessato ai santuari di Ise. Nagoya è ben collegata in tutte le direzioni.

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Monte Fuji: cosa vedere, come salirlo e quando andare

Monte Fuji: cosa vedere, come salirlo e quando andare

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Tempo di lettura: 13 minuti

Il Monte Fuji si vede meglio in inverno, da lontano, con la neve sulla vetta. In estate, da vicino, quasi certamente non lo vedrai. E se decidi di scalarlo, adesso ci sono regole precise, una tassa obbligatoria e un numero chiuso giornaliero. Bisogna sapere tutto questo prima di prenotare il viaggio.

La stagione di scalata va da luglio a settembre. Il lago Kawaguchiko è la base migliore per le foto e per chi non sale, ed è raggiungibile da Tokyo in due ore. La Chureito Pagoda con il Fuji sullo sfondo è una delle immagini più cercate del Giappone. E il Fuji, 3.776 metri, l’ho scalato in agosto nel 2017. Non è quello che sembra dalle foto su Instagram. Ma val la pena farlo almeno una volta.

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14 giorni in Giappone: l'itinerario che consiglio

Ho girato il Giappone da solo per anni, poi ho cominciato a portarci gli altri. Questo PDF è quello che consiglierei a un amico che parte per la prima volta: la sequenza giusta, i posti che non trovi negli altri itinerari, i numeri reali.

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Informazioni pratiche sul Monte Fuji

Altezza3.776 metri — la cima più alta del Giappone
Da Tokyo (Kawaguchiko)Bus da Shinjuku: ~2h, ¥2.200 · Fuji Excursion diretto: ~2h, ¥4.130 · Treno con cambio Otsuki: ~2h30, ¥3.200-3.400
Stagione di scalata1 luglio – 10 settembre (Yoshida dal 1 luglio, altri sentieri dal 10 luglio)
Tassa scalata 2025¥4.000 obbligatori (sentiero Yoshida) · Donazione facoltativa ¥1.000 · Verifica su fujisan-climb.jp per stagione 2026
Limite giornaliero4.000 scalatori/giorno — solo sentiero Yoshida
Orari cancelliAccesso libero 3:00-14:00 · Chiuso 14:00-3:00 (tranne chi ha prenotazione rifugio)
Stagione migliore per VEDERE il FujiNovembre-aprile: cielo limpido, neve in vetta. Estate: nuvole quasi certe
Kawaguchiko — muoversiBus pass 1 giorno ¥1.500, 2 giorni ¥2.000 (linee Red, Green, Blue da Kawaguchiko Station)
Voto⭐⭐⭐⭐

Monte Fuji in estate: perché probabilmente non lo vedrai

Se vai in estate (luglio, agosto, inizio settembre), il Monte Fuji quasi certamente non lo vedrai. Non come te l’aspetti. Ci sono stato in agosto, dalla finivia di Kawaguchiko, con mezzo Giappone in coda. La montagna non si vedeva. Nemmeno un accenno. Nuvole basse, umidità alta, zero. Lo dico subito così non ci resti male dopo aver fatto due ore di bus da Tokyo.

La stagione migliore per vedere il Fuji è l’inverno, tra novembre e aprile. Il cielo è limpido, la neve è sulla vetta, la sagoma è quella delle cartoline. L’ironia è che la stagione migliore per salirlo è l’estate, l’unica in cui i sentieri sono aperti. Sono due cose quasi in contraddizione, e bisogna scegliere cosa si vuole fare.

Io di solito consiglio così: se vuoi vedere il Fuji come simbolo del Giappone, vai in autunno o inverno con base a Kawaguchiko. Se vuoi salirlo, organizzati per luglio-settembre con tutto quello che serve. Metti in conto che la vista dalla cima dipende dalle nuvole, non dipende da te.

Monte Fuji coperto dalle nuvole

Kawaguchiko, la base migliore per chi non sale

Il lago Kawaguchiko è il più accessibile dei cinque laghi ai piedi del Fuji e il punto di partenza per quasi tutto. Due ore di bus da Shinjuku, trovi diverse attrazioni concentrate in unico luogo e ryokan con onsen che guardano verso la montagna. È uno di quei posti che danno il meglio se ci dormi almeno una notte: la mattina presto, con il lago fermo e il Fuji che emerge nel silenzio, è un’altra cosa rispetto a quello che vedi arrivando con il bus delle 11.

Come arrivare a Kawaguchiko da Tokyo

L’opzione più semplice è il bus diretto da Shinjuku (o Tokyo Station): circa 2 ore, ¥2.200 a tratta, acquistabile online su Japan Bus Online. Nessun cambio, si arriva dritti a Kawaguchiko Station. Il JR Pass non è valido.

In treno: Fuji Excursion Limited Express diretto da Shinjuku, circa 2 ore, ¥4.130. Oppure JR Chuo Line fino a Otsuki (coperta da JR Pass), poi Fujikyu Railway fino a Kawaguchiko: totale ~2h30, ¥3.200-3.400. Il tratto Otsuki-Kawaguchiko non è coperto da JR Pass: supplemento ¥1.170-1.770. Siediti a sinistra in arrivo: il Fuji si vede dalla finestra.

Una volta a Kawaguchiko, il bus pass giornaliero (¥1.500/giorno, ¥2.000 per due giorni) copre le tre linee turistiche (Red, Green, Blue) che girano intorno al lago. Disponibile all’ufficio informazioni davanti alla stazione.

Chureito Pagoda: la foto più cercata del Giappone

La Chureito Pagoda  è una pagoda a cinque piani arroccata su una collina con il Fuji esattamente sullo sfondo, una delle composizioni fotografiche più riconoscibili al mondo. In primavera ci sono i sakura davanti alla pagoda. In inverno il Fuji è innevato. In estate è coperto di nuvole.

Per arrivarci: treno Fujikyu Line da Kawaguchiko a Shimoyoshida Station (10 minuti, ¥260), poi 10 minuti a piedi fino all’Arakurayama Sengen Park e 400 scalini fino alla pagoda. Ingresso al parco: gratuito. Arriva entro le 8, prima che le nuvole si alzino e i turisti arrivino. Un avviso onesto: in primavera e nei weekend autunnali la fila per la foto “giusta” (quella con la pagoda centrata e il Fuji sullo sfondo) può essere lunga. Molto lunga. Decine di minuti in coda su uno spiazzo stretto, con treppiedi e ombrellini in ogni direzione. Se non hai la foto della Chureito come obiettivo principale del viaggio, potrebbe non valere lo sforzo. Il Fuji lo vedi benissimo anche dal lago, senza scalini e soppratutto senza fila.

Oishi Park e il riflesso nel lago

Il Parco Oishi è sulla sponda nord di Kawaguchiko, il punto migliore per il Fuji riflesso nell’acqua nelle giornate limpide. In autunno c’è il Momiji Tunnel: un viale di aceri rossi con il Fuji sullo sfondo. In primavera lavanda e sakura. Ingresso gratuito. Bus Red Line, fermata Kawaguchiko Herb Hall.

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Combinare Kawaguchiko con Hakone nello stesso itinerario è possibile ma richiede pianificazione precisa. Se non sai come incastrarle (o quale delle due scegliere), è una di quelle decisioni che in mezz’ora di consulenza si risolve.

Chureito Pagoda con Monte Fuji innevato sullo sfondo

Scalare il Monte Fuji: tutto quello che devi sapere

La mia scalata: agosto 2017, sentiero Yoshida

Ci sono andato in agosto del 2017, che non è il mese che consiglio. Ma all’epoca non lo sapevo ancora abbastanza bene da consigliarlo agli altri, quindi lo dico da chi l’ha vissuto: agosto è rumoroso, umido, e le file sul sentiero sono vere file, ferme, con la torcia puntata sulla schiena di chi sta davanti.

Bus da Shinjuku alle 7.45 — il primo utile. Alle 10 ero alla quinta stazione del sentiero Yoshida. Ho mangiato un ramen, mi sono guardato intorno un po’, e alle 11 ho iniziato a salire. Alle 15 ero all’ottava stazione, rifugio prenotato, gambe ancora decenti. Ho dormito qualche ora nel pomeriggio, poi ripartito al buio. A mezzanotte e mezza ho iniziato l’ascesa finale. Il sentiero di notte è una fila di puntini luminosi che salgono verso il nero. Sembra quasi ordinato, visto dall’alto. Non lo è.

Verso i 3.000 metri ha iniziato a piovere. Poi, più in alto, la pioggia si è trasformata in qualcosa di mezzo tra grandine e ghiaccio, quel tipo di precipitazione che non ha un nome preciso ma che ti entra dappertutto. In agosto. Sul Fuji. Nessuno lo dice nelle guide: il Fuji d’estate è comunque in quota, e la quota fa quello che vuole.

Sono arrivato in cima all’alba. Alle 5.20 ero in cima. La luce che cambiava. Prima grigia, poi arancione sul bordo dell’orizzonte, poi il sole che usciva dal mare di nuvole sotto di noi. La vista era spettacolare. Non è un’esagerazione. Dall’alto, con le nuvole che coprono tutto il Giappone e solo la vetta fuori, si capisce perché milioni di persone abbiano scalato questa montagna per secoli. Il Fuji non è bello da salire. È bello essere in cima.

Scendere è peggio di salire. Il terreno vulcanico (pomice e lapilli) è instabile, scivola, e le ginocchia lo sentono dopo un’ora. Conta le ore di discesa quanto quelle di salita. L’avrei rifatto? Probabilmente no: una volta basta, e lo dicono quasi tutti. Ma sono contento di averlo fatto. 

Le nuove regole 2025

Dal 2025 le regole sono cambiate in modo sostanziale, principalmente per il sentiero Yoshida, il più frequentato:

Tassa obbligatoria: ¥4.000 per persona, in aggiunta alla donazione facoltativa di ¥1.000 già esistente.

Numero chiuso: 4.000 scalatori al giorno. Prenotazione online obbligatoria almeno il giorno prima entro mezzanotte. Sito ufficiale: fujisan-climb.jp.

Orari cancelli: accesso consentito solo dalle 3:00 alle 14:00. Dalle 14:00 alle 3:00 il cancello è chiuso, tranne per chi ha prenotazione confermata in un rifugio sul sentiero.

Il motivo degli orari è bloccare il Bullet Climbing: salire di notte senza attrezzatura, arrivare in vetta all’alba, ridiscendere subito. Pratica diffusa, pericolosa, che richiedeva sistematicamente l’elicottero di soccorso. Le autorità vogliono che chi sale ci dorma su, letteralmente. Io l’ho fatto, e ha senso.

I quattro sentieri

Yoshida Trail (nord): il più facile e attrezzato: rifugi, bagni, servizi. Il più frequentato. Discesa su sentiero separato. Quello che ho fatto io.

Fujinomiya Trail (sud): il più corto ma il più ripido. Ascesa e discesa sullo stesso percorso. Meno caotico dello Yoshida.

Subashiri Trail (est): più silenzioso, si fonde con lo Yoshida vicino alla vetta. Bella vegetazione nella parte bassa.

Gotemba Trail (sud-est): il più lungo e il più solitario. Pochi rifugi. Solo per chi vuole evitare la folla a tutti i costi e sa quello che fa.

Cosa portare

Scarponi veri (non sneakers), abbigliamento a strati (in vetta fa freddo anche d’agosto, 0-5°C sono normali), guanti, torcia frontale, bastoncini, acqua e cibo a sufficienza per l’intera salita. Borsa per i rifiuti: sul Fuji non ci sono cestini.

Consiglio pratico: arriva alla quinta stazione e aspetta almeno due ore prima di iniziare. L’acclimatazione riduce drasticamente il rischio di mal di montagna. Non è perdere tempo. È la differenza tra chi arriva in vetta e chi torna a metà strada con la testa che pulsa.

Questo è il video che racconta la mia avventura per arrivare in cima al Monte Fuji.

Hakone o Kawaguchiko: quale scegliere

È la domanda che mi fanno più spesso. La risposta dipende da cosa cerchi.

Hakone è più vicina a Tokyo (meno di 90 minuti), ha gli onsen migliori dell’area, e si fa comodamente in giornata o con una notte. Il Fuji lo vedi dal lago Ashi (quando si vede). Struttura turistica più matura: treni, ropeway, musei.

Kawaguchiko è più a nord, due ore da Tokyo, ma ti dà una visuale diversa del Fuji, frontale, più ampia. È la base obbligata se vuoi scalare. Ha meno onsen di qualità rispetto a Hakone, ma il paesaggio intorno al lago è più aperto.

Se hai una sola notte: Hakone. Se vuoi vedere il Fuji al meglio e hai almeno due notti: Kawaguchiko. Se vuoi fare entrambe: è fattibile ma richiede un itinerario preciso.

Il consiglio di Rudy

Non andare al Fuji in estate se il tuo obiettivo è fotografarlo. Le uniche foto che funzionano le ho fatte tra novembre e marzo. Novembre in particolare: i momiji ancora in giro, il Fuji innevato, il cielo limpido. Kawaguchiko di mattina presto, prima delle 8, è un posto che non dimentichi facilmente.

Se invece vuoi scalarlo: scegli luglio, non agosto. Agosto è il mese di punta, le file sono reali e il limite di 4.000 persone al giorno si raggiunge spesso. Prenota il rifugio con settimane di anticipo, porta scarponi veri, e metti in conto che potrebbe piovere, o peggio, anche in piena estate. L’ho vissuto.

Domande frequenti sul Monte Fuji

Si vede il Fuji da Tokyo?

Sì, nelle giornate limpide in inverno e primavera. Il punto più affidabile e gratuito è il Tokyo Metropolitan Government Building a Shinjuku, osservatori al 45° piano. Il Bunkyo Civic Center era ottimo ma è chiuso per ristrutturazione fino a dicembre 2026. La mattina presto, prima che si formino le nuvole. D’estate: dimentica.

Vale la pena scalare il Monte Fuji?

Dipende da cosa cerchi. L’esperienza è intensa (mentalmente più che fisicamente) e l’alba dalla vetta, quando c’è, è straordinaria. Ma la vetta è spoglia, vulcanica, senza niente di tradizionalmente ‘bello’. La maggior parte delle persone lo scala una volta. E spesso una volta basta. Non è il posto più bello del Giappone. È il posto più iconico.

Posso scalare il Fuji senza prenotare?

Sul sentiero Yoshida tecnicamente sì, ma rischii di trovare il limite già raggiunto. Non si può prenotare per lo stesso giorno: devi farlo almeno il giorno prima entro mezzanotte su fujisan-climb.jp. Per gli altri sentieri le restrizioni sono meno rigide, ma le regole cambiano ogni stagione.

Il Japan Rail Pass copre il tragitto per Kawaguchiko?

In parte. Il JR Pass copre il tratto Shinjuku-Otsuki sulla linea JR Chuo. Da Otsuki a Kawaguchiko sulla Fujikyu Railway non è coperto: supplemento ¥1.170 o ¥1.770 per i limited express. Il bus da Shinjuku è spesso più conveniente: ¥2.200, nessun cambio.

Quanti giorni servono per Kawaguchiko?

Un giorno è il minimo per una visita in giornata da Tokyo. Due notti ti permettono di fare la Chureito Pagoda la mattina, il lago nel pomeriggio, e l’alba sul lago il giorno dopo. Se vuoi scalare, aggiungi un giorno dedicato solo alla salita.

Qual è il momento migliore per fotografare il Fuji?

La mattina presto, tra le 6 e le 8, prima che si formino le nuvole. In autunno e inverno il Fuji è quasi sempre visibile al mattino. A Kawaguchiko: sponda nord del lago (Parco Oishi) o dalla funivia. Per la Chureito Pagoda: alba o prima mattina.

Ci sono ryokan con vista sul Fuji?

Sì, diversi. Prenota con largo anticipo, soprattutto in autunno e primavera. Cerca sulla sponda nord di Kawaguchiko. Molti offrono onsen con vista. Verifica sempre la politica sui tatuaggi prima di prenotare, varia da struttura a struttura per cui chiedi al momento della prenotazione.

È possibile vedere il Fuji da Hakone?

Sì, dal lago Ashi e dalla ropeway. Ma la visibilità dipende dal meteo esattamente come a Kawaguchiko. Non esiste una posizione che garantisce la vista: c’è solo la stagione giusta (novembre-aprile) e l’ora giusta (mattina presto).

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Castello di Himeji: cosa vedere e come visitarlo

Castello di Himeji: cosa vedere e come visitarlo

Home » Giappone

Tempo di lettura: 14 minuti

Il castello di Himeji è il più bello del Giappone. Non è una copia, non è una ricostruzione: è l’originale, sopravvissuto ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale mentre quasi tutto il resto veniva raso al suolo. Vale la pena venire fin qui già solo per vederlo da fuori.

Ma c’è una cosa che devi sapere prima di comprare il biglietto, che da marzo 2026 è passato da 1.000 a 2.500 yen: dentro il mastio non c’è quasi niente. Piani di legno, scale ripidissime, qualche pannello informativo. Non aspettarti un museo. La bellezza di Himeji è tutta nell’architettura, nei recinti, nel bianco delle mura.

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14 giorni in Giappone: l'itinerario che consiglio

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Informazioni pratiche sul Castello di Himeji

Come arrivareDa Osaka: JR Kyoto/Kobe Line ~1 ora, poi 20 min a piedi dalla stazione. Da Kobe: ~30 min. Da Kyoto: ~1h15.
Biglietto (adulti)2.500 yen non residenti . 1.000 yen residenti di Himeji. Gratuito under 18.
Combinato con Kokoen2.600 yen (solo 100 yen in più per aggiungere il giardino)
Orari9:00–17:00 (ult. ingresso 16:00) da settembre a fine marzo. 9:00–18:00 (ult. ingresso 17:00) da aprile ad agosto. Chiuso 26–27 dicembre.
Stagione migliorePrimavera (sakura, fine marzo–inizio aprile) o autunno (momiji, novembre)
Voto Rudy⭐⭐⭐

Come arrivare al castello di Himeji

Da Osaka è semplice: JR Kobe Line fino a Himeji, poco più di un’ora. Se hai il JR Pass puoi prendere anche lo Shinkansen, ma il risparmio di tempo è minimo e i treni rapidi servono benissimo la tratta. Da Kobe bastano trenta minuti. Da Kyoto conta un’ora e un quarto con il treno diretto.

Dalla stazione di Himeji, il castello si vede già dall’uscita nord. C’è un lungo viale rettilineo, l’Otemae-dori, che porta direttamente ai cancelli: venti minuti a piedi, tutto piano. È uno di quei tragitti in cui senti che stai arrivando da qualche parte.

La storia del castello di Himeji

Il castello che vedi oggi non è quello originale, nel senso che l’edificio esiste dal 1333, ma è stato smontato e ricostruito più volte. La prima fortezza fu eretta da Akamatsu Norimura durante il caos che accompagnò la caduta dello shogunato di Kamakura. Poi arrivò Toyotomi Hideyoshi.

Era il 1581. Hideyoshi, all’epoca ancora generale di Nobunaga Oda, prese il controllo di Himeji e la usò come base per la sua campagna militare verso l’ovest del Giappone. Da qui partivano le sue truppe per conquistare le province della regione di Chugoku. Passò tre anni in questo castello mentre pianificava l’unificazione del paese. Era un posto strategico: il Sanyo-do, la strada che collegava Kyoto con Kyushu, passava qui sotto.

Il capitolo più importante arriva dopo la battaglia di Sekigahara (1600). Tokugawa Ieyasu vince, ridisegna il Giappone, distribuisce i castelli come premi fedeltà. Himeji va al genero Ikeda Terumasa. Tra il 1601 e il 1609, Ikeda smonta quasi tutto quello che c’era e costruisce il complesso che esiste ancora oggi: 83 edifici, recinti sovrapposti, un sistema di cancelli e cortili progettati per rallentare e disorientare qualunque nemico che volesse attaccare.

Non è mai stato conquistato. Non da eserciti, non dalla modernizzazione forzata dell’era Meiji, quando molti castelli furono abbattuti come simboli del passato feudale, non dai bombardamenti americani. Nella notte tra il 3 e il 4 luglio 1945 Himeji fu colpita duramente: la città bruciò. Il castello no. Si dice che una bomba incendiaria cadde sull’ultimo piano del mastio senza esplodere. Di questo non c’è un vera certezza, poco importa il risultato è che il castello è lì e intatto.

Nel 1993 è diventato Patrimonio dell’Umanità UNESCO. È uno dei dodici castelli giapponesi originali ancora in piedi, cioè non ricostruiti. Quando sei dentro e tocchi le travi di legno scuro, stai toccando qualcosa che ha quattro secoli.

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Dentro il castello di Himeji

Il mastio (tenshu): cosa aspettarsi e cosa no

Il mastio principale ha sette piani. Non è vuoto in senso assoluto: ogni piano ha qualche pannello informativo, qualche armatura appesa, qualche strumento da guerra. Ma è essenzialmente un edificio storico conservato, non un museo allestito. Se arrivi aspettandoti sale tematiche, ricostruzioni storiche o contenuti interattivi, resti deluso.

Le scale sono quasi verticali, di legno scuro, strette. Si sale con le mani sulle ringhiere. Non è difficile, ma non è nemmeno una passeggiata, soprattutto in discesa. La vista dall’ultimo piano vale la salita: sotto di te i recinti del castello, le tegole grigie, la città di Himeji che si allarga in pianura. Con cielo limpido, si vede lontano.

Già al terzo piano, però, hai capito cosa ti aspetta in quelli dopo. A parte l’ultimo tutti i piani si somigliano.

Le scarpe nella sacca…adesso firmata

Prima di entrare nel mastio ci si toglie le scarpe(mi raccomando, no a piedi nudi e no buchi sui calzini). Fino a febbraio 2026 ti davano un sacchetto di plastica anonimo per portartele con te durante la salita. Da marzo 2026, insieme al raddoppio del prezzo, il sacchetto anonimo è stato sostituito con una shoulder bag originale con il logo del castello. Te la danno all’ingresso e te la tieni. È il “souvenir” incluso nel biglietto forse per far digerire meglio l’aumento di prezzo!

I recinti del castello e il pozzo di Okiku

Prima ancora di arrivare al mastio, si cammina tra i recinti del castello. Cancelli sovrapposti, torri laterali, mura che si moltiplicano. Il sistema difensivo di Himeji è intricato di proposito: anche chi riusciva a sfondare il primo cancello trovava un labirinto di cortili e corridoi. Forse per questo il castello non è mai stato conquistato.

Nel cortile interno, vicino all’ingresso al mastio, c’è un pozzo piccolo, circondato da bambù. Si chiama Okiku-no-ido, il pozzo di Okiku.

La storia è questa: Okiku era una serva del castello, accusata falsamente dal suo padrone di aver rotto uno dei dieci preziosi piatti della famiglia. Lui la gettò nel pozzo. Da allora, di notte, si sente uscire dal pozzo la voce di una donna che conta i piatti: uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto, nove… e poi urla, perché il decimo manca sempre.

La storia di Okiku è una delle leggende di fantasmi più famose del Giappone, raccontata in teatro, nelle stampe, nei film horror. Il pozzo è lì, piccolo, ti puoi avvicinare ma in piena luce del sole non sentirai voci, o forse si…

castello himeji cosa vedere giappone

Il giardino Kokoen

Appena fuori dai cancelli del castello c’è il giardino Kokoen. Il biglietto combinato con il castello costa 2.600 yen, solo 100 in più rispetto al solo ingresso al castello. Difficile dire di no.

Il giardino è composto da nove aree in stile giapponese tradizionale diverse tra loro, costruite nel 1992 sull’area dove un tempo sorgevano le case dei samurai al servizio del castello. C’è una piccola casa da tè, laghetti, bambù, un percorso che si fa in meno di un’ora senza fretta.

In primavera i ciliegi sul laghetto interno sono belli davvero. In estate o in inverno puoi saltarlo: non è imperdibile fuori stagione.

laghetto del giardino Kokoen con sakura, Himeji
t

Visita Himeji con una guida in italiano

Se vuoi capire cosa stai guardando mentre cammini tra i recinti: la strategia difensiva, la storia del castello, la leggenda di Okiku raccontata sul posto — una guida privata in italiano cambia completamente la visita. Ho una rete di guide locali nel Kansai. Scrivimi.

Il Monte Shosha e il tempio Engyo-ji

Se hai una giornata intera a Himeji, vale la pena aggiungere il Monte Shosha. Ci si arriva con un bus e poi una funicolare. In cima c’è il tempio Engyo-ji, fondato nel 966, è uno di quei posti che senti ancora non turistici nonostante sia patrimonio culturale importante.

Gli edifici principali sono nascosti nel bosco, collegati da sentieri di pietra. Se hai visto il film L’Ultimo Samurai, alcune scene sono state girate qui. Rivederlo dopo averci messo piede è un déjà vu immediato.

La funicolare andata e ritorno costa circa 1.000 yen, l’ingresso al tempio altri 1.000 yen. Non è economicissimo. Ma il silenzio lassù si paga volentieri.

tempio Engyo-ji sul Monte Shosha, Himeji, Hyogo

Quando andare a Himeji

La risposta ovvia è la primavera, per i sakura. Il viale Otemae-dori si riempie di ciliegi fioriti, il castello bianco sullo sfondo. È la cartolina. C’è anche la coda, ma in questo caso vale.

L’autunno è la seconda opzione: i momiji colorano il Monte Shosha e i giardini intorno al castello. Meno affollato della primavera.

L’estate è calda e umida, più affollata del necessario. L’inverno è tranquillo, i colori sono freddi ma il bianco del castello contro un cielo grigio ha la sua bellezza.

Cosa mangiare a Himeji: Himeji Oden e Anago

Himeji ha due specialità locali che vale la pena cercare: l’Himeji Oden e l’anago (anguilla di mare) del Mare Interno di Seto. Non sono piatti che trovi identici altrove in Giappone, e sono entrambi abbastanza economici da provare anche in una visita di mezza giornata.

Himeji Oden: Jigoro Kohiro

L’oden esiste in tutto il Giappone, ma a Himeji si mangia con la salsa di soia allo zenzero invece della senape gialla. La tradizione viene dalla storica produzione locale di zenzero e salsa di soia nella zona: abbastanza caratteristica da essere un marchio registrato. È un piatto da sera: brodo caldo, ravanello daikon, konjac, uova, polpette di pesce.

Jigoro Kohiro è uno dei punti di riferimento in città per l’Himeji Oden. L’atmosfera è quella di un izakaya classico, con bancone e qualche tavolo.

Anago: Sumiyaki Anago Yamayoshi

L’anago è l’anguilla di mare, diversa dall’unagi d’acqua dolce che si trova ovunque in Giappone. Ha un sapore meno grasso, una consistenza più delicata. Himeji è uno dei posti migliori per mangiarla perché il Mare Interno di Seto è uno dei principali ambienti di pesca dell’anago in Giappone.

Yamayoshi è il posto più citato in città. Si trova in una via commerciale a tre minuti dalla stazione. La vetrina a vetro permette di vedere la griglia a carbone dall’esterno. Il piatto principale è l’anago meshi: anago alla griglia su riso cotto con la salsa della casa, con zenzero nel condimento. Il weekend si fa fila.

Himeji Oden con salsa di soia allo zenzero, specialità di Himeji
t

Stai costruendo un itinerario nel Kansai?

Incastrare Himeji con Osaka, Kyoto e le altre tappe del Kansai non è complicato, ma ci sono scelte da fare su tempistiche, ordine delle tappe e stagione. In mezz’ora di consulenza si risolve. Scrivimi.

Himeji: ne vale la pena?

Himeji regge l’aspettativa solo se sai cosa ti aspetta. Il castello è davvero straordinario da fuori, ed è giusto vederlo: è tra i pochi in Giappone che non è una ricostruzione e si vede. Ma il prezzo adesso non è più trascurabile, 2.500 yen non sono quattro soldi, e il raddoppio in pochi anni fa inevitabilmente riflettere su cosa si paga.

Il mastio delude chi si aspettava qualcosa di più. I recinti, il giardino, il Monte Shosha compensano, ma richiedono tempo. Se hai solo mezza giornata, castello e Kokoen bastano. Se hai una giornata intera, aggiungi Engyo-ji e apprezzerai a pieno cosa ha da offrire Himeji.

Himeji non è una tappa imprescindibile come Kyoto o Tokyo. Ma se stai già nel Kansai, non c’è motivo di saltarla.

Il consiglio di Rudy

La visita ideale è mezza giornata, la mattina presto. Il castello apre alle 9: se arrivi tra le 9 e le 9:30 trovi ancora poca gente, soprattutto nei piani alti del mastio. Giri il castello e i recinti in due ore, aggiungi Kokoen se è primavera. Nel pomeriggio sei libero di tornare verso Osaka o continuare verso Kyoto.

Non prenotare Himeji per un’intera giornata se non hai in programma di visitare anche il Monte Shosha. Se sei in Giappone con il mio tour primaverile, Himeji è una delle tappe.

Domande frequenti su Himeji

Vale la pena andare a Himeji in giornata da Osaka?

Sì, è l’opzione più comoda. Mezza giornata basta per il castello e il giardino Kokoen. Rientri a Osaka nel pomeriggio senza fretta.

Quanto tempo ci vuole per visitare il castello?

Tra ingresso, salita al mastio e giro dei recinti: due ore, due e mezza. Aggiungi Kokoen e sei sulle tre ore totali.

Il prezzo del biglietto è davvero raddoppiato?

Sì. Da marzo 2026 il biglietto è 2.500 yen per adulti non residenti (era 1.000 yen, prima dell’aumento). L’obiettivo dichiarato dal comune di Himeji è finanziare i lavori di rafforzamento antisismico delle mura del castello.

C'è qualcosa da vedere dentro il mastio?

Qualcosa sì: pannelli informativi, armature, qualche attrezzo storico. Ma è un edificio conservato, non un museo allestito. I piani si assomigliano. La cosa più bella è la vista dall’ultimo piano.

Conviene il biglietto combinato con il giardino Kokoen?

In primavera e autunno sì: costa solo 100 yen in più rispetto al solo castello. In estate o inverno dipende da quanto hai voglia di camminare un altro po’.

Come ci si arriva da Kyoto?

JR treno rapido da Kyoto: circa un’ora e dieci, un’ora e un quarto. Puoi usare il JR Pass. Dallo Shinkansen la tratta è ancora più rapida, ma la differenza non è enorme.

Cosa si vede al Monte Shosha oltre al tempio?

Il tempio Engyo-ji è la cosa principale. Gli edifici sono nascosti nel bosco, collegati da sentieri di pietra. Alcune scene de L’Ultimo Samurai sono state girate qui. Conta circa mezza giornata tra bus, funicolare e giro del tempio

Il castello è accessibile a chi ha difficoltà motorie?

I recinti e i cortili esterni sono percorribili. Il mastio, con le sue scale di legno quasi verticali, non è adatto a chi ha problemi di mobilità o di ginocchia. Il giardino Kokoen è sostanzialmente pianeggiante.

Mappa di Himeji

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Fushimi Inari Taisha: la guida vera ai torii rossi di Kyoto

Fushimi Inari Taisha: la guida vera ai torii rossi di Kyoto

Home » Giappone

Tempo di lettura: 12 minuti

Vale la pena? Sì. Ma dove ti fermi, conta.

La folla c’è. Non ti racconto storie. Nel Senbon Torii nei weekend è piena di gente, le foto con i torii vuoti sono quasi impossibili nelle ore centrali. Una scena di Memorie di una geisha ha reso iconici quei tunnel arancioni, poi i social hanno fatto il resto. Ma esiste un soluzione: salire. La grande maggioranza dei turisti percorre il primo tratto, scatta la foto e torna indietro. Continua oltre e dopo quaranta minuti di cammino il santuario cambia completamente: meno persone, più silenzio, un’atmosfera da posto di culto vero. È per questo che quando accompagno i miei tour arrivo sempre in cima.

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14 giorni in Giappone: l'itinerario che consiglio

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Informazioni pratiche su Osaka

Indirizzo68 Fukakusa Yabunouchicho, Fushimi Ward, Kyoto
Come arrivareJR Nara Line da Kyoto Station → stazione JR Inari (5 min, ~150 yen). Solo treni locali: i rapidi non fermano.
AlternativaLinea Keihan → stazione Fushimi Inari (5 min a piedi). Non coperta dal JR Pass.
OrariAperto 24 ore su 24, tutto l'anno
IngressoGratuito
Durata consigliata30-40 min (Senbon Torii) · 2-3 ore (salita completa)
Stagione miglioreAutunno (ottobre-novembre) · Primavera (marzo-aprile)
Orario migliorePrima delle 8:00 o dopo le 16:30
Da evitareDomeniche e festivi, fascia 9:00-16:00
Voto⭐⭐⭐⭐

Come arrivare da Kyoto

È uno dei posti più facili da raggiungere di tutto il Kansai. Dalla stazione centrale di Kyoto prendi la JR Nara Line (treni ogni 10-15 minuti) e in 5 minuti sei a destinazione. La stazione si chiama JR Inari, circa 150 yen (verifica su jrwest.co.jp prima di andare).

Attenzione: i treni rapidi saltano la stazione JR Inari. Prendi sempre un locale.

Esci dalla stazione e il primo torii arancione è già davanti a te. Non puoi sbagliare.

Se alloggi nella parte est di Kyoto puoi usare la linea Keihan fino alla stazione Fushimi Inari, a 5 minuti a piedi dal santuario, ma questa linea non è coperta dal Japan Rail Pass.

Combinazione consigliata: Fushimi Inari si abbina bene a Nara nello stesso giorno, sulla stessa linea JR. Fai Fushimi Inari presto al mattino, poi prosegui verso Nara. Se stai costruendo l’itinerario del Kansai e non sai come incastrare le tappe, è esattamente il tipo di cosa che si risolve in mezz’ora di consulenza.

stazione JR Inari con torii dell'ingresso principale visibile sullo sfondo

La storia del Fushimi Inari-taisha

Era il 711 quando vennero costruiti sul monte i primi edifici dedicati al culto di Inari. Il santuario crebbe nei secoli successivi di pari passo con la diffusione della divinità in tutto il Giappone: pellegrinaggi, festival, donazioni. Poi nel 1468 gli edifici vennero incendiati durante la guerra tra clan rivali che rese Kyoto un cumulo di macerie. Ci vollero trent’anni per ricostruire tutto. Nel 1499 l’attuale edificio principale divenne la nuova casa di Inari e di altre quattro divinità minori.

Quello in cui cammini oggi è sostanzialmente il santuario del 1499, con le trasformazioni accumulate in cinque secoli di donazioni.

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La divinità del riso, e di tutto il resto

Inari nasce come divinità del riso e dell’agricoltura. Poi il culto si diffonde in tutto il Giappone e ogni zona ci aggiunge qualcosa. Per i signori feudali diventa protettrice dei forgiatori di spade e dei guerrieri. Sulle coste del Pacifico proteggeva i pescatori. A Edo (quella che oggi è Tokyo), pregare Inari serviva a evitare gli incendi. Diventa la divinità degli attori e delle prostitute. Quella che realizza qualsiasi desiderio, carnale o meno.

 Hai mal di denti? Prega Inari. Vuoi rimanere incinta? Prega Inari. Vuoi diventare ricco? Prega Inari.

Quando le monete sostituiscono il riso come misura della ricchezza, ad Inari viene aggiunta un’altra specialità: la prosperità negli affari. Prima i mercanti, oggi industriali e operatori finanziari. Va a capire i giapponesi.

E se il desiderio si realizza, si dona a Inari un torii.

Il tunnel di torii: cosa sono davvero

Ognuno è stato donato da una persona, una famiglia, un’azienda. Sul montante laterale di ogni torii, incisi in caratteri giapponesi, ci sono il nome del donatore e la data della donazione. Se guardi mentre cammini trovi nomi di famiglie, nomi di aziende giapponesi conosciute, date che risalgono a decenni fa.

 L’usanza è iniziata nel periodo Edo. Oggi si contano più di 10.000 torii lungo i sentieri del Monte Inari, di cui circa 800 formano i tunnel del tratto basso.

 Come si dona un torii: vai all’ufficio del santuario e scegli la dimensione. I prezzi vanno da circa 400.000 yen per i più piccoli a oltre un milione per i grandi (verifica i prezzi aggiornati sul sito del santuario prima di andare: cambiano). Una volta scelto e pagato, sul torii vengono incisi il tuo nome e la data. Poi viene installato sul percorso e lì rimane per 10-15 anni, prima di essere sostituito. Il calendario di nuove donazioni e sostituzioni non si ferma mai. 

iscrizione incisa sul montante di un torii, nome donatore e data, Fushimi Inari

Cosa trovi sul percorso

Fushimi Inari non è un tempio da visitare in 20 minuti. È un percorso che sale sul Monte Inari per circa 4 chilometri, attraverso boschi di cedri, santuari secondari e migliaia di torii. In cima si arriva a 233 metri.

Il Senbon Torii: i primi 20 minuti

È la parte che hai visto su Instagram. I torii si susseguono fitti, arancione dopo arancione, la luce che filtra tra i portali. È bello davvero. Ed è anche pieno di gente, soprattutto nella fascia 9-16. 

Una cosa che non si capisce dai social: i torii sono in realtà due file parallele. Una per salire, una per scendere. Lo spazio c’è. Non è una corsia unica come sembra nelle foto compresse.

La Yotsutsuji: dove la maggior parte si ferma

Dopo circa 40 minuti di salita si arriva all’incrocio di Yotsutsuji. Il bosco si apre e c’è la vista panoramica su Kyoto. La maggior parte di chi ha resistito fin qui si ferma in questo punto. 

C’è un piccolo ristoro. Le gambe iniziano a protestare. La tentazione di scendere è forte.

Resisti.

La cima: dove il silenzio torna

Oltre la Yotsutsuji la gente diminuisce in modo netto. Il sentiero continua tra torii più radi, lanterne di pietra, piccoli santuari con le loro offerte. L’arancione dei torii si alterna al grigio del muschio e al verde scuro dei cedri.

In cima si trova Ichinomie, la vetta del Monte Inari a 233 metri. Nessun panorama aperto ad aspettarti. Solo pietre votive con i nomi delle famiglie che le hanno donate. Un tempo lì c’era un santuario. Ma è in questa parte alta che Fushimi Inari smette di sembrare un set fotografico e torna a essere quello che è: un posto di culto attivo, frequentato da persone che ci vengono per ragioni che non hanno niente a che fare con i social.

E la foto perfetta (quella con i torii vuoti) si fa qui. Più sali, meno gente incontri. È questo il motivo per cui con i miei tour faccio sempre la salita completa. 

Ho girato un video proprio dentro i tunnel. Se vuoi capire l’atmosfera prima di andarci, guardalo qui sotto.

Le volpi di Inari

Camminando sul sentiero trovi decine di statue di volpi in pietra. Sono i messaggeri di Inari. Secondo alcune tradizioni, Inari stesso può assumere la forma di una volpe bianca. Le statue sono sempre in coppia, maschio e femmina, e tengono in bocca o sotto le zampe oggetti simbolici: chiavi, pergamene, piante di riso, cuccioli. 

La kitsune, la volpe, è una delle figure più radicate nel folklore giapponese. La maschera da volpe si indossa durante i festival religiosi da secoli. Poi è diventata un’icona pop attraverso manga e anime, dove compare sia in versione benevola che oscura. Se arrivi al Fushimi Inari e non compri almeno una maschera da volpe nei negozi lungo il percorso, stai sbagliando qualcosa.

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Quando andare: orario e stagione

L’orario giusto

Le due finestre che funzionano sono l’alba (arrivo prima delle 8) e il tardo pomeriggio verso il tramonto, dopo le 16:30. In entrambi i casi la luce è bella e la folla è nettamente inferiore.

 Il tramonto è la versione più suggestiva. Quando il sole scende le ombre si allungano tra i torii, le lanterne di pietra lungo il sentiero si illuminano e l’atmosfera cambia completamente. Attraversare i tunnel immerso nei suoni del bosco senza le voci dei turisti è un’esperienza diversa rispetto al pomeriggio. Se vai oltre la Yotsutsuji di sera porta una torcia: i tratti più in alto non sono illuminati. 

Il santuario non chiude mai. Si può visitare di notte: buio quasi totale nella parte alta, lanterne accese in basso, silenzio.

La stagione migliore

Autunno (ottobre-novembre): il foliage si inserisce tra i torii arancioni creando un contrasto che non trovi altrove. È la stagione più bella ed è anche la più affollata nei weekend.

Primavera (marzo-aprile): i fiori di ciliegio nella parte bassa contrastano con il rosso arancio dei torii. Meno ovvio dell’autunno, altrettanto bello.

Estate: umida e calda, il sentiero in salita sotto l’afa non è piacevole. Se vai in estate, alba obbligatoria.

Inverno: tranquillo, poca gente. Con la neve i torii diventano qualcosa che quasi nessuno ha fotografato. Freddo, ma vale.

Il distretto del sakè di Fushimi

Se hai ancora tempo dopo la salita, il quartiere di Fushimi ha qualcosa da offrire anche fuori dal santuario. A poca distanza si trova il distretto dei produttori di sakè: magazzini storici, canali tranquilli, cantine che lavorano da secoli grazie all’acqua pura della zona. È uno dei sakè più apprezzati del Giappone.

Non è una tappa da inserire per forza in un’agenda già piena. Ma se sei già lì e vuoi allungare la giornata senza prendere un altro treno, vale la passeggiata.

Scopri il distretto del sakè di Fushimi →

Perché ci torno ancora

Fushimi Inari è uno di quei posti che rischia di deluderti se ci arrivi con le aspettative sbagliate. La foto dei torii che hai visto online è reale, ma è anche quella che vedono centinaia di migliaia di persone al giorno, tutte ferme nello stesso punto.

Gli ho dato quattro stelle su cinque, non cinque, per questo: il primo tratto è bello ma è anche un percorso da turismo di massa, e quella parte non si può eliminare. Ma la parte alta esiste, è accessibile, e basta avere voglia di camminare per trovarsi in un posto completamente diverso, a dieci minuti dagli stessi torii affollati. È questa la cosa che mi convince ancora a portarci i miei tour, ogni volta.

Il consiglio di Rudy

Vai presto o al tramonto. Non c’è un’altra opzione sensata. E vai in cima: non fermarti alla Yotsutsuji anche se le gambe protestano. La parte alta è quella che vale.

Se sei in autunno, considera di tornare al tramonto quando le lanterne di pietra si illuminano. È la versione di Fushimi Inari che pochi vedono. Nei tour autunnali è una tappa fissa, salita completa inclusa.

Mappa di Fushimi

Domande frequenti su Fushimi Inari

Vale la pena visitare Fushimi Inari?

Sì, ma vai presto o al tramonto. Il problema non è il posto. È la folla di turisti.

Quanto tempo ci vuole per visitare Fushimi Inari?

30-40 minuti se ti fermi al Senbon Torii. Circa 2-3 ore se fai la salita completa fino alla cima.

Si paga l'ingresso?

No. Il santuario è gratuito e aperto 24 ore su 24, tutto l’anno.

Come si arriva a Fushimi Inari da Kyoto?

JR Nara Line da Kyoto Station fino a JR Inari, 5 minuti, circa 150 yen. Prendi un treno locale: i rapidi non fermano.

A che ora è meglio andare?

Prima delle 8:00 al mattino o dopo le 16:30 verso il tramonto. Evita la fascia 9-16 nei weekend e nei giorni festivi.

Vale la pena salire fino in cima?

Sì. Oltre la Yotsutsuji la folla sparisce quasi del tutto. L’atmosfera nella parte alta è completamente diversa rispetto al tratto basso.

Si può visitare di notte?

Sì, non chiude mai. Le lanterne di pietra sono accese nel tratto basso. Per la parte alta ti serve una torcia.

Posso combinare Fushimi Inari e Nara nello stesso giorno?

È una delle combinazioni più classiche del Kansai. Fai Fushimi Inari al mattino presto, poi prendi la stessa JR Nara Line e continua verso Nara. Funziona bene.

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Osaka: cosa vedere quartiere per quartiere

Osaka: cosa vedere quartiere per quartiere

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Tempo di lettura: 23 minuti

Osaka vale il viaggio? Sì, senza esitazione. È la città più “onesta” del Giappone: non cerca di impressionarti con la perfezione — quello lo fa Kyoto — ti porta direttamente in un vicolo a mangiare qualcosa di fritto con persone che ridono ad alta voce. È una tappa fissa del mio itinerario classico da anni. E quasi sempre quella che i miei gruppi ricordano di più. Non per i templi. Per il cibo, per l’atmosfera, per quella sensazione di essere in una città vera che non si preoccupa di piacerti a tutti i costi.

Due giorni sono il minimo. Con tre puoi vedere le cose principali senza fretta. Dotonbori, Shinsekai, il Castello di Hideyoshi, Kuromon, Sumiyoshi Taisha. E se hai un giorno in più, Minoh in autunno con i momiji è uno dei panorami più belli che abbia visto in Giappone.

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14 giorni in Giappone: l'itinerario che consiglio

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Informazioni pratiche su Osaka

Come arrivareShinkansen da Tokyo: ~2h30, ¥13.620 con Nozomi (coperto da JR Pass). Da Kyoto: 15 min shinkansen o 30 min treno JR kaisoku (¥570). Aeroporto Kansai (KIX): 75 min con Haruka Express (¥3.690)
Budget giornaliero¥6.000-¥12.000 (cibo + trasporti + 1-2 attrazioni a pagamento)
Attrazioni gratuiteCastello esterno e parco, Dotonbori, Shinsekai, Kuromon, Amerikamura, Sumiyoshi Taisha, Minoh
Stagione migliorePrimavera (sakura al castello, marzo-aprile) · Autunno (momiji a Minoh, novembre)
Da evitareLuglio-agosto: caldo umido, 35°C con umidità alta
Voto Rudy⭐⭐⭐⭐

Osaka non è Kyoto, e va benissimo così

La prima cosa da sapere su Osaka è questa: è completamente diversa da Kyoto, che quasi certamente visiterai nello stesso viaggio. Kyoto è raccolta, silenziosa, esteticamente quasi ossessiva. Osaka è rumorosa, un po’ sporca, e l’unica cosa che prende davvero sul serio è il cibo.

C’è un’espressione a Osaka: kuidaore,  che significa letteralmente «rovinarsi mangiando». Non è un modo di dire. È una filosofia di vita. Gli osaka-jin sono famosi in tutto il Giappone per essere più spontanei, più spiritosi (non a caso i comici più famosi vengono da qui), e più disposti a fare la fila davanti a una bancarella di takoyaki che davanti a un tempio.

Da veneziano che capisce la mentalità dei mercanti, mi trovo sempre a mio agio qui. Osaka è stata per secoli il centro commerciale del Giappone. Non la capitale politica, non la sede imperiale. Il posto dove si facevano i soldi. Questa identità è rimasta.

→ Osaka cosa mangiare

La storia che pochi raccontano

Prima di essere la città del neon e dei takoyaki, Osaka si chiamava Naniwa ed è stata una delle prime capitali del Giappone nell’era Asuka, nel VI-VII secolo d.C. Ma il momento che ha definito la città moderna è più tardi, più violento, e legato a un uomo solo: Toyotomi Hideyoshi.

Hideyoshi era il figlio di un contadino diventato il signore più potente del Giappone nel XVI secolo. Uno dei tre “unificatori” del paese. Scelse Osaka per costruire il suo castello, il più grande e sfarzoso mai visto fino ad allora. Per lui doveva diventare il centro del Giappone unificato.

Non andò così. Nel 1615, vent’anni dopo la sua morte, Tokugawa Ieyasu assediò il castello e sconfisse il figlio di Hideyoshi, Hideyori. Fu la fine del clan Toyotomi e l’inizio di due secoli e mezzo di shogunato con sede a Edo, l’attuale Tokyo. Da allora Osaka è rimasta città mercantile e i suoi abitanti lo ricordano con un orgoglio strano, quasi come se preferissero così.

Dotonbori, il quartiere più famoso

Dotonbori è il posto che si trova sul 90% delle foto di Osaka che trovate su Instagram. Il canale, le insegne al neon, il famoso Glico running man illuminato. Di giorno è piuttosto normale. Di sera diventa qualcosa di diverso. Non elegante, non sofisticato. Ma con un’energia difficile da ignorare.

Il canale prende il nome da Taro Doton, un mercante del XVII secolo che investì tutti i suoi risparmi per scavarlo. Morì nel 1615, durante l’assedio del Castello di Osaka, prima di vedere l’opera finita. I successori completarono il lavoro in suo nome. Da allora è rimasto il cuore commerciale della città anche  se oggi con meno merci e molti più turisti.

Lungo il Dotonbori trovi le due cose per cui Osaka è famosa: cibo di strada e insegne esagerate. Il granchio gigante del ristorante Kani Doraku che agita le chele, il pesce palla gonfiato sopra alle friggitorie, i takoyaki fumanti ovunque.

Il takoyaki lo mangi qui, non nei ristoranti. Cerca una bancarella con la fila di persone del posto. Le versioni turistiche ci sono, si riconoscono dal menu in cinque lingue e dal prezzo doppio. Sono buone lo stesso ma non le migliori che puoi mangiare!

Non perderti il Dotonbori di sera. La mattina è un posto come un altro. La notte, con tutte le insegne accese sui riflessi del canale, è l’immagine di Osaka che ti ricorderai.

→ Dove mangiare a Dotonbori

Dotonbori Osaka cosa vedere Giappone

Shinsekai, il quartiere retrò che non ti aspetti

Shinsekai (che significa «nuovo mondo») è il quartiere più strano di Osaka. È stato costruito nel 1912 come area di intrattenimento moderna, ispirata a Parigi nella parte nord e a Coney Island in quella sud. Due immaginari opposti. Poi è rimasto indietro nel tempo mentre il resto della città andava avanti. È diventato una zona difficile. E negli ultimi vent’anni si è reinventato come meta turistica mantenendo un’estetica che in nessun altro posto del Giappone trovi.

Al centro c’è la Torre Tsutenkaku, costruita nel 1956 (la prima versione era del 1912, abbattuta durante la guerra). Alta 103 metri. Non impressionante come struttura, ma è il simbolo del quartiere. L’osservatorio costa ¥1.000 (verifica sul sito ufficiale) e ti dà una vista discreta su Osaka.

Quello che si mangia qui è il kushikatsu: ingredienti vari (carne, verdure, formaggi, gamberetti) impanati e fritti su uno spiedino, intinti in una salsa densa. C’è una regola ferrea ovunque a Shinsekai: non intingere due volte lo stesso spiedino nella salsa comune. La prima volta che me l’hanno spiegata ho pensato fosse una leggenda urbana. Non lo è. Ogni locale ha il cartello scritto ovunque!

Shinsekai Osaka cosa vedere Giappone

Il Castello di Osaka: bello fuori, deludente dentro

Il Castello di Osaka è visivamente uno dei più belli del Giappone. Il fossato, le mura di pietra massiccia, le torri bianche e verdi che emergono sopra gli alberi. La stagione della fioritura è il momento più fotogenico: con i ciliegi in fiore davanti alle mura, è difficile fare una brutta foto. Il parco ha circa 600 alberi di ciliegio. In primavera è uno dei posti più affollati di Osaka. Vale comunque.

L’interno è un altro discorso. È un museo moderno, con ascensore, pannelli esplicativi e fotografie sulla storia di Hideyoshi e dell’assedio del 1615. Non è da evitare se sei interessato al periodo Sengoku. Ma se hai già visto altri castelli giapponesi con interni originali, potresti saltare la torre e concentrarti sul parco e sui fossati.

Ingresso al parco: gratuito. Ingresso al Castello: ¥600 adulti (verifica su osaka-info.jp prima di andare). Chiuso 28 dicembre – 1 gennaio.

Castello di Osaka cosa vedere Giappone

Kuromon: la cucina di Osaka

Il Mercato di Kuromon esiste dal 1822. Per secoli ha rifornito di pesce, carne e verdure i ristoratori di Osaka, tanto che lo chiamano “la cucina di Osaka”. Da qualche anno è diventato anche una meta per turisti, con degustazioni e cibo da passeggio. I venditori storici vivono questo con sentimenti misti: da un lato vorebbero salvaguardare la tradizione dall’altro i maggiori incassi li fanno felici. Quale sia il futuro di Kuromon non lo so. Il cibo, però, rimane buono.

Entra la mattina, verso le 9-10. Le bancarelle di pesce fresco sono già operative. Molti venditori offrono ostriche, ricci di mare, granchi e capesante direttamente al banco. Non è economico — una capesante arrostita sul momento costa ¥500-700 — ma è fresco. L’ingresso è libero ed è coperto, quindi uno dei posti migliori dove andare anche quando piove.

Mercato Kuromon a Osaka cosa vedere Giappone

Amerikamura: giovani, streetwear e Osaka alternativa

Amerikamura prende il nome dagli anni ’70, quando i commercianti locali iniziarono a importare jeans e oggetti usati dagli Stati Uniti. Da allora è rimasto il polo della controcultura giovanile osaka-style: negozi vintage, streetwear, musica, cibo di strada.

Al centro c’è il Triangle Park: una piccola piazza con un murales, qualche panchina, skaters. Non impressionante di per sé. Ma il contesto intorno con i negozi di streetwear, i ramen bar, le bancarelle di takoyaki con code di ragazzi locali è vivace in un modo che non sembra costruito per i turisti. È il tardo pomeriggio il momento giusto per passarci.

Amerikamura a Osaka cosa vedere in Giappone

Nipponbashi: la Electric Town versione Osaka

Nipponbashi è l’Akihabara di Osaka, ma più piccola ed economica. Negozi di elettronica, figure da collezionare, videogame, manga, cosplay. Per un appassionato è una giornata intera. Ci sono i grandi nomi come Super Potato per il retrogaming e Volks per le figure, ma anche decine di negozietti specializzati in singole serie o singoli decenni di anime.

Il confronto con Akihabara regge fino a un certo punto. Nipponbashi è meno turistica, meno performativa. Per questo, in certi modi, più interessante.

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Se vuoi una giornata tra Nipponbashi e Amerikamura con qualcuno che conosce entrambi i quartieri dall’interno, è esattamente il tipo di giornata che organizzo con le guide private a Osaka. Scrivi per sapere le disponibilità.

Cosa vedere a Nipponbashi a Osacka

Acquario Kaiyukan, uno dei migliori al mondo

Il Kaiyukan è uno dei migliori acquari al mondo. Lo dico senza esagerare, perché di solito sono scettico su questo tipo di classifiche. La vasca principale ospita uno squalo balena, il pesce più grande del mondo, che puoi osservare da più livelli mentre nuota intorno a te. La struttura è organizzata con un percorso a spirale che scende dai piani superiori verso il basso, passando accanto alla vasca centrale.

Biglietto adulti: ¥2.700 (verifica su kaiyukan.com, i prezzi cambiano per stagione). Ci vogliono almeno due ore per vederlo con calma. Si trova sulla costa di Tempozan, vicino al porto. Non lo combinerei con Universal Studios Japan nella stessa giornata: sono in direzioni diverse e richiedono entrambi mezza giornata piena.

Acquario di Osaka cosa vedere Giappone

Sumiyoshi Taisha, il santuario più antico

Sumiyoshi Taisha è uno dei santuari shintoisti più antichi del Giappone. La tradizione lo data al III secolo d.C., prima che il buddismo arrivasse dall’Asia continentale. Questo lo rende diverso da quasi tutti gli altri santuari che visiterai: l’architettura è in stile sumiyoshi-zukuri, puramente giapponese, senza le influenze continentali che si vedono nella maggior parte dei templi famosi.

Le divinità custodite sono i tre Sumiyoshi Sanjin, protettori del mare e della navigazione. La leggenda vuole che siano apparsi in sogno all’imperatrice Jingū nel IV secolo, promettendo protezione per le campagne verso la Corea. Che ci si creda o no, è un posto che ancora oggi viene vissuto davvero, è comune vedere matrimoni shintoisti, cerimonie, famiglie che vengono a pregare. Non è un’attrazione per turisti. È un santuario.

Il ponte arcuato Taiko-bashi all’ingresso è il simbolo del santuario. Ripidissimo. Qualcuno lo attraversa in ginocchio come atto di fede.

Il Santuario è un po’ fuori dal centro — 15 minuti di treno da Namba — ma è uno di quei posti che danno l’impressione autentica di un luogo religioso ancora vivo. Vale sicuramente il viaggio.

Sumiyoshi cosa vedere a Osaka

Umeda, il lato nord di Osaka e lo Sky Building

Se Dotonbori e Shinsekai sono il sud di Osaka, Umeda è il nord. La stazione centrale, lo shopping, i grattacieli. È qui che arrivano i treni da Kyoto e Tokyo.

La cosa da vedere è lo Umeda Sky Building: due torri collegate in cima da un osservatorio all’aperto chiamato «Floating Garden», a 173 metri. Non ha vetri tra te e la città. Di notte, con le luci di Osaka estese verso l’orizzonte, è particolarmente bello. Biglietto: ¥1.500 adulti (verifica su kuchu-teien.com).

Umeda cosa vedere a Osaka

Minoh, il segreto autunnale di Osaka

Questo non lo trovi sulle di solito sulle guide. Minoh è un parco naturale a 30 minuti di treno dal centro di Osaka. C’è un sentiero di 2,8 km lungo un torrente che porta a una cascata di 33 metri. In autunno, a novembre, i momiji — gli aceri giapponesi — diventano rossi e arancioni, e il sentiero si trasforma in uno dei percorsi più belli che abbia camminato in Giappone.

Quasi nessun turista italiano conosce Minoh. I giapponesi invece sì: in piena stagione dei momiji il sentiero è affollato, soprattutto nel weekend. Meglio giovedì o venerdì mattina. La specialità locale è il momiji tempura: foglie di acero fritte in pastella. Le ho mangiate con un po’ di scetticismo… ma non si sa mai.

Come arrivare a Minoh

Treno Hankyu Takarazuka Line da Umeda fino a Minoo: 28 minuti, ¥270. Ingresso al parco: gratuito.

Minoh cosa vedere a Osaka

Katsuoji, il tempio dei daruma nascosto nel bosco

A venti minuti di autobus dalla cascata di Minoh c’è Katsuoji. Lo conoscono pochi turisti stranieri, ma i giapponesi sì. È il «tempio del re vittorioso», il nome viene dall’imperatore Seiwa, che nel IX secolo guarì da una malattia grave dopo che i monaci pregarono per lui. Da allora ci vengono studenti prima degli esami, atleti prima delle gare, candidati politici prima delle elezioni.

Quello che ti colpisce appena entri sono i daruma: centinaia di pupazzi rossi disseminati ovunque nel bosco, tra le radici degli alberi, sui ponti, negli angoli dei padiglioni. Non è decorazione: è una pratica religiosa. Si compra un daruma, si disegna l’occhio sinistro esprimendo un desiderio, lo si lascia al tempio. Se il desiderio si avvera, si torna e si disegna l’occhio destro. In autunno, con i momiji sullo sfondo, è uno dei posti visivamente più forti nei dintorni di Osaka. Qui vale comunque una mezza giornata, combinata con la cascata di Minoh.

Orari: 8:00-17:00 (fino alle 18:00 il sabato). Ingresso: ¥500 adulti (verifica su katsuoji.or.jp). Bus da Minoo stazione ogni ora — ultimo bus di ritorno verso le 17:00: verificalo prima di partire.

Katsuoji cosa vedere a Osaka

Il consiglio di Rudy

Osaka va fatta per almeno due giorni, meglio tre. Primo giorno: Castello al mattino (parco e foto, saltando l’interno se non ti interessa Hideyoshi), Kuromon per pranzo, Dotonbori nel pomeriggio e sera. Secondo giorno: Shinsekai a pranzo per il kushikatsu, Amerikamura o Nipponbashi nel pomeriggio, Sumiyoshi Taisha se riesci ad arrivarci. Terzo giorno: Kaiyukan la mattina, Umeda Sky Building di sera. Minoh lo aggiungi se sei in autunno e hai un pomeriggio libero.

La stagione migliore è la primavera (marzo-aprile) per i sakura al castello. Oppure l’autunno (novembre) per i momiji a Minoh. L’estate è tecnicamente possibile. 35°C con umidità alta — anche i giapponesi non la amano.

Se stai costruendo un itinerario che combina Osaka, Kyoto e Nara e non sai come bilanciare i giorni, è esattamente il tipo di domanda che si risolve in mezz’ora di consulenza. Tre città vicine, stili completamente diversi. C’è un metodo per incastrarle.

Katsuoji, il tempio dei daruma nascosto nel bosco

A venti minuti di autobus dalla cascata di Minoh c’è Katsuoji. Lo conosco pochi turisti stranieri, ma i giapponesi sì. È il «tempio del re vittorioso», il nome viene dall’imperatore Seiwa, che nel IX secolo guarì da una malattia grave dopo che i monaci pregarono per lui. Da allora ci vengono studenti prima degli esami, atleti prima delle gare, candidati politici prima delle elezioni.

Quello che ti colpisce appena entri sono i daruma: centinaia di pupazzi rossi disseminati ovunque nel bosco, tra le radici degli alberi, sui ponti, negli angoli dei padiglioni. Non è decorazione: è una pratica religiosa. Si compra un daruma, si disegna l’occhio sinistro esprimendo un desiderio, lo si lascia al tempio. Se il desiderio si avvera, si torna e si disegna l’occhio destro. In autunno, con i momiji sullo sfondo, è uno dei posti visivamente più forti nei dintorni di Osaka. Qui vale comunque una mezza giornata, combinata con la cascata di Minoh.

Orari: 8:00-17:00 (fino alle 18:00 il sabato). Ingresso: ¥500 adulti (verifica su katsuoji.or.jp). Bus da Minoo stazione ogni ora, ultimo bus di ritorno verso le 17:00: verificalo prima di partire.

Katsuoji cosa vedere a Osaka

Tennoji, il quartiere che molti saltano e non dovrebbero

A cinque minuti a piedi da Shinsekai c’è Tennoji, e quasi tutti passano da un quartiere all’altro senza accorgersene. È un errore, perché Tennoji ha due cose che valgono una deviazione.

La prima è l’Abeno Harukas: con i suoi 300 metri è il grattacielo più alto del Giappone. L’osservatorio si chiama Harukas 300, si trova ai piani 58-60, e offre una vista a 360° su Osaka, Kyoto, e nelle giornate limpide anche sul mare. Costa ¥2.000 adulti (verifica su abenoharukas.jp). Personalmente lo preferisco all’Umeda Sky Building per due motivi: si arriva in ascensore in 60 secondi e non stai all’aperto in inverno.

La seconda è il Parco Tennoji con il giardino botanico, un’oasi verde nel mezzo della città, con laghetti, alberi centenari e un ritmo completamente diverso da Dotonbori. Non è una tappa spettacolare. È il posto dove i pensionati di Osaka vanno a passeggiare e già per questo vale la pena andarci.

Nello stesso parco c’è lo Zoo di Tennoji, uno dei più antichi del Giappone (1915). Biglietto: ¥500 adulti. Non è uno zoo di livello internazionale, ma con bambini al seguito diventa automaticamente una tappa.

Tennoji cosa vedere a Osaka

Parco Expo 70: la cosa più strana e più bella nei dintorni di Osaka

Nel 1970 il Giappone organizzò l’Esposizione Universale a Suita, a nord di Osaka. Era la prima Expo mai tenuta in Asia. Il Giappone aveva ricostruito tutto nel giro di 25 anni dalla fine della guerra, aveva organizzato le Olimpiadi di Tokyo nel 1964, e adesso voleva mostrare al mondo chi era diventato. Settantasette milioni di visitatori in sei mesi.

Di quell’Expo è rimasta in piedi una cosa sola. E per fortuna è la cosa giusta: la Torre del Sole, progettata dall’artista e filosofo Tarō Okamoto. Alta 70 metri, con tre facce che rappresentano il passato, il presente e il futuro. Nessuno stile architettonico riconoscibile: non è modernista, non è tradizionale giapponese, non è niente che si possa catalogare facilmente. Okamoto la descrisse come «arte che esplode». Guardandola capisci cosa intendeva.

L’interno della torre è stato restaurato e riaperto al pubblico nel 2018 dopo decenni di chiusura. All’interno c’è l’Albero della Vita: una struttura alta 41 metri ricoperta di 183 creature — pesci preistorici, rettili, uccelli — che rappresentano l’evoluzione della vita sulla Terra. È bizzarro nel significato migliore del termine. Prenotazione online obbligatoria, biglietto ¥720 adulti solo torre (parco compreso: ¥260 extra — verifica su expo70.or.jp).

Il parco intorno ha quasi due chilometri quadrati di prati, laghetti e boschi. In primavera ci sono i sakura, in autunno i momiji. È uno dei parchi più grandi dell’area di Osaka ed è quasi sempre tranquillo, i turisti stranieri sono rari, mentre i giapponesi lo conoscono bene: è nel loro immaginario collettivo come simbolo di quell’epoca.

Come arrivare all’Expo 70

Metro Osaka Monorail dalla stazione di Senri-Chuo o Hotarugaike fino a Bampaku-Kinen-Koen: circa 30-40 minuti dal centro di Osaka. Alternativa: treno JR Kyoto Line fino a Ibaraki, poi bus. Il parco è aperto tutti i giorni tranne il mercoledì.

Universal Studios Japan: non è Giappone, ma vale lo stesso

Universal Studios Japan è il parco a tema più visitato di Osaka e uno dei più frequentati al mondo. Detto questo: non è Giappone. È Universal Studios. Stessa roba che trovi a Los Angeles o Singapore, con in più il Super Nintendo World, che invece è genuinamente qualcosa che non esiste altrove.

Il Super Nintendo World è la zona dedicata all’universo di Mario, Zelda e compagnia. Scenografie iperdettagliate, attrazioni interattive con i Koopa Troopa, cibo a tema. Per un appassionato di videogiochi è un posto difficile da descrivere senza sembrare entusiasti in modo imbarazzante. Lo sono stato. Non me ne vergogno.

Poi c’è il Wizarding World of Harry Potter: il castello di Hogwarts, Hogsmeade, le birre al burro. Imperdibile per ogni fan. Io non lo sono quindi non mi ha entusiasmato.

Vale una giornata intera? Sì, se i parchi a tema ti piacciono. Non ha senso andarci per mezza giornata, le file sono lunghe e il parco è grande. Il mio consiglio: compra il biglietto Express Pass per le attrazioni principali (costa di più, ma ti risparmia 2-3 ore di coda). Biglietto base: ¥10.400-¥12.700 adulti a seconda del periodo, verifica su usj.co.jp. Prenota sempre online prima.

Il parco è a nord-ovest del centro, stazione JR Nishikujo o Universal City sulla JR Yumesaki Line. 15 minuti da Osaka Station. Non combinarlo con il Kaiyukan nella stessa giornata — sono in direzioni opposte e richiedono entrambi mezza giornata piena. Quello che ho detto anche prima, lo ripeto perché è un errore che vedo spesso.

Universal studio japan cosa vedere a Osaka
Foto di Basil the Bat Lord - Own work, CC BY-SA 4.0, Link

Mappa di Osaka

Domande frequenti su Osaka

Quanti giorni servono per vedere Osaka?

Minimo 2, meglio 3. Con due giorni vedi le cose principali (Castello, Dotonbori, Shinsekai, Kuromon) senza fretta eccessiva. Il terzo giorno ti dà respiro per i posti meno ovvi: Sumiyoshi Taisha, Kaiyukan, Umeda Sky Building, Minoh in autunno.

È meglio dormire a Osaka o a Kyoto?

Dipende dai gusti. Osaka è più economica per l’alloggio, ha più vita notturna, e collegare Kyoto e Nara in day trip è facile (15-45 minuti di treno). Se preferisci un’atmosfera più tranquilla, Kyoto è meglio come base. Se vuoi mangiare bene, fare tardi e spendere meno, Osaka.

Vale la pena il Japan Rail Pass per visitare Osaka?

Solo se il tuo itinerario include anche Tokyo e altre destinazioni lontane. Per chi si muove solo nella zona Osaka-Kyoto-Nara, il JR Pass spesso non conviene. Ho scritto una guida completa al Japan Rail Pass con tutti i calcoli del caso.

Qual è il quartiere migliore dove dormire?

Namba o Shinsaibashi per essere a piedi da Dotonbori, Kuromon e Shinsekai. Umeda per chi preferisce la parte nord e arriva spesso in treno da Kyoto. Mi sistemo sempre a Namba: arrivi ovunque in 10-15 minuti con la metro.

Il cibo di Osaka è davvero diverso da quello di Tokyo?

Sì, e non solo per le specialità (takoyaki, okonomiyaki, kushikatsu). Il dashi usato a Osaka è più delicato, la cucina in generale è meno salata. Se hai mangiato a Tokyo e pensi di conoscere la cucina giapponese, Osaka ti farà riconsiderare.

Posso fare Osaka in giornata da Kyoto?

Tecnicamente sì, sono 15 minuti di shinkansen. Ma Osaka merita più di una giornata. Se lo fai in giornata, concentrati su una sola zona: o Namba-Dotonbori, o Umeda-nord. Cercare di vedere tutto in un giorno significa non vedere niente bene.

L'acquario Kaiyukan vale il prezzo?

Sì, senza dubbi. ¥2.700 per un acquario che ha uno squalo balena e vasche di dimensioni rare. Ci vogliono 2-3 ore per vederlo con calma. Se sei in viaggio con bambini è quasi obbligatorio.

Quando è il periodo peggiore per andare a Osaka?

Luglio e agosto: caldo umido insopportabile, 35°C con umidità alta. Anche la Golden Week (fine aprile-inizio maggio) è sovraffollata, ma almeno il clima è buono. Evita il Ferragosto giapponese se puoi.

Fare un viaggio in Giappone è il tuo sogno? Partecipa ai viaggi di gruppo organizzati da noi.

Se stai organizzando un viaggio "fai da te" in Giappone ma vuoi per qualche giorno una guida che parli italiano che ti faccia scoprire i lati nascosti del Paese del Sol Levante, usa il  nostro servizio di guide turistiche.

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