Nagoya: cosa vedere (e cosa saltare)
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Nagoya vale il viaggio? Prima di rispondere, ti dico una cosa. In giapponese esiste il termine Nagoya tobashi, che significa letteralmente “saltare Nagoya”. Concerti, tour nazionali, eventi: fanno Tokyo, Osaka, Fukuoka e saltano Nagoya. Nonostante sia la terza città per popolazione. È diventato un modo di dire riconosciuto anche dai giapponesi stessi.
Il motivo è semplice: Nagoya è il cuore industriale del Giappone. Toyota ha sede qui, e tutta la prefettura di Aichi gira attorno alla manifattura e alla produzione. La città si è costruita con quella logica: efficiente, pragmatica, poco orientata al turismo. Poi i bombardamenti del 1945 hanno fatto il resto, distruggendo gran parte del centro storico, castello incluso. Kyoto fu risparmiata apposta. Nagoya no. Quel tessuto urbano antico che rende altre città giapponesi così dense di storia qui manca quasi del tutto.
Detto questo, c’è qualcosa che vale. L’Atsuta Jingu è uno dei santuari shintoisti più importanti del Giappone. E la posizione è strategica: Inuyama, Gifu e il Ghibli Park sono tutti a meno di un’ora. Nagoya da sola, in onestà, non la metterei in cima alle città da visitare. Ma come base per i dintorni può avere un senso.
Se ti interessa la vita notturna, il quartiere da conoscere è Nishiki 3-chome. I giapponesi stessi lo paragonano a Kabukicho: neon, bar, cabaret, club, gente che esce tardi. Non è pericoloso, è semplicemente il posto in cui Nagoya si sfoga dopo il lavoro.
Sempre a Nishiki, dentro il palazzo Exit Nishiki, c’è una yokocho ispirata al Golden Gai: 70 metri di locali uno accanto all’altro, atmosfera retrò costruita a tavolino nel 2020. Non è storica come quella di Tokyo, ma se vuoi finire la serata saltando da un bar all’altro senza percorrere chilometri, ha senso.
Ho girato il Giappone da solo per anni, poi ho cominciato a portarci gli altri. Questo PDF è quello che consiglierei a un amico che parte per la prima volta: la sequenza giusta, i posti che non trovi negli altri itinerari, i numeri reali.
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Informazioni pratiche Nagoya
| Come arrivare | Shinkansen da Tokyo: 1h 40min (circa 11.000 yen con Nozomi). Da Kyoto: 35 min. Pullman notturno da Tokyo: circa 4.000-6.000 yen. Aeroporto internazionale: Centrair (NGO), collegato con Meitetsu in 28 min. |
| Trasporti in città | Metro Nagoya (8 linee). Biglietto singolo da 210 yen. Giornaliero: 760 yen. La maggior parte delle attrazioni è raggiungibile in metro. |
| Castello di Nagoya | Ingresso: 500 yen. Orari: 9:00-16:30 (ultimo ingresso 16:00). Chiuso il 29 dicembre-1 gennaio. La torre principale è chiusa per restauro strutturale dal 2018 — verifica sul sito ufficiale prima di andare. |
| Atsuta Jingu | Ingresso gratuito. Aperto dalle 5:00 alle 19:30. Il tesoro (Homotsukan): 300 yen, aperto 9:00-16:30, chiuso il 3° venerdì del mese. |
| Quanto si spende | Pasto medio 800-1.500 yen. Specialità locale: hitsumabushi (anguilla) da 3.000 yen in su. Dormire: da 4.000 yen (ostello) a 15.000+ (hotel centrale). |
| Stagione migliore | Marzo-aprile (sakura) e ottobre-novembre (momiji). Estate molto calda e umida. |
| Quanto tempo serve | 1 giorno per il centro. 2 giorni se includi Inuyama o Gifu. |
| Voto | ⭐⭐ |
L’Atsuta Jingu: il motivo per cui sono andato a Nagoya
La prima volta che ho messo Nagoya nell’itinerario non era per il castello. Era per questo santuario.
L’Atsuta Jingu custodisce la Kusanagi-no-Tsurugi, la Spada che Taglia l’Erba. Uno dei tre tesori imperiali del Giappone, insieme allo specchio e al gioiello. La leggenda dice che fu trovata nel corpo di un serpente a otto teste ucciso dal dio Susanoo, fratello della dea del sole Amaterasu. Poi finì nelle mani del principe Yamato Takeru, che durante una campagna militare fu attirato in una pianura e circondato dal fuoco. Con la spada tagliò l’erba intorno a sé e si salvò. Ecco il nome: la spada che taglia l’erba. Morì solo più avanti, durante il viaggio di ritorno, e fu la moglie a consacrare la spada qui ad Atsuta.
La spada non si vede. Non è esposta, non è visitabile. Sta nel santuario più interno, inaccessibile al pubblico. Ma questo non cambia l’importanza del luogo.
Il santuario è immerso in un bosco urbano di circa 6 ettari nel mezzo della città. Ci sono cedri altissimi, ghiaia bianca, torii in pietra. È uno di quei posti in cui si sente davvero qualcosa, anche se non sei per nulla credente. Ci sono venuto da solo, e ogni volta mi sono ritrovato a stare fermo in silenzio per qualche minuto, in ascolto di quello che luoghi come questo trasmettono.
Il Tesoro (Homotsukan) vicino all’ingresso principale raccoglie oltre 4.000 oggetti dedicati al santuario nel corso dei secoli: spade, armature, ceramiche. Non è grandissimo, ma se ti interessa la storia militare giapponese vale i 300 yen del biglietto.
Il castello ricostruito di Nagoya
Il Castello di Nagoya è uno dei più famosi del Giappone. Lo è per ragioni storiche legittime: fu costruito da Tokugawa Ieyasu nel 1612 come residenza per il figlio e simbolo del potere shogunale. Ospitava gli Shachi, i mitici delfini dorati sul tetto, diventati simbolo della città.
Detto questo: la struttura che vedi oggi è una ricostruzione in cemento armato degli anni Cinquanta. L’originale fu distrutto dai bombardamenti del 1945.
Sono entrato. Dentro c’è un ascensore e una scala a chiocciola che porta ai piani. Ogni piano è un museo con vetrine e pannelli. L’ultimo piano ha la vista panoramica sulla città. Non è brutto, ma non è un castello. È un edificio a forma di castello con dentro un museo.
Se vuoi vedere un castello originale, quello non toccato dai bombardamenti e non ricostruito, stai leggendo l’articolo sbagliato per farlo. Devi andare a Inuyama, che è a trenta minuti di treno da Nagoya. Quello sì è autentico.
La torre principale è chiusa per restauro strutturale dal 2018 e i lavori procedono lentamente. Prima di andare, controlla sul sito ufficiale se è tornata accessibile.
Il Honmaru Goten, il palazzo che stava ai piedi del donjon, è stato distrutto anche lui nel 1945. Ma la ricostruzione, iniziata nel 2009 e completata nel 2018, è in legno, fatta con tecniche e materiali tradizionali, basata sulle fotografie e i disegni originali sopravvissuti. È un lavoro diverso da quello della torre in cemento: qui hanno cercato di restituire l’edificio com’era davvero, non solo la sua forma. Stanze in legno, tatami, fusuma dipinti dalla scuola Kano. Quello vale la visita più della torre.
Sakae, Oasis 21 e la Mirai Tower
Il centro di Nagoya si chiama Sakae. È il quartiere dei grandi magazzini, dei ristoranti, dei locali. Di giorno è una zona commerciale come tante. Di sera cambia.
Il punto di riferimento visivo è Oasis 21, una struttura che fatico a descrivere a chi non l’ha mai vista. È un centro commerciale con un tetto di vetro ovale riempito d’acqua, sospeso nel vuoto a circa dieci metri d’altezza. Di notte si illumina. Sotto ci sono negozi, ristoranti e il terminal dei pullman urbani. Sopra, sulla passerella in vetro, puoi camminare con l’acqua sotto i piedi e la città intorno.
L’ho trovato visivamente interessante, e nei miei giri a Nagoya ci sono tornato la sera apposta. Costruito per l’Expo del 2005, è uno di quegli edifici che sembrano pensati per fare effetto, e l’effetto lo fanno davvero!
Accanto c’è la Mirai Tower (ex Nagoya TV Tower), l’antenna televisiva con piattaforma panoramica. Se hai già visto la Tokyo Tower o la Tsutenkaku di Osaka, non aspettarti nulla di diverso. Se invece è la prima torre panoramica che vedi in Giappone, sappi che la vista sul viale alberato di Hisaya-Odori Park che si estende verso il castello è gradevole.
Il parco stesso, Hisaya-Odori, è un viale largo quasi due chilometri che collega Sakae al castello. Ci passano in bici, ci portano a spasso i cani, ci organizzano mercatini stagionali. Non è il parco più bello del Giappone, ma come passeggiata tra una tappa e l’altra ci sta.
Il quartiere Osu: il tempio, le sale giochi e il mercatino dell’antiquariato
A dieci minuti di metro da Sakae c’è Osu, un quartiere completamente diverso. Meno patinato, più disordinato, più vivo.
Al centro c’è il Tempio Osu Kannon, un tempio buddhista dedicato alla dea della misericordia Kannon. La struttura attuale è una ricostruzione del 1970 (l’originale era stato bruciato), ma il tempio esiste dal 1333 ed è stato spostato qui da Ieyasu Tokugawa nel 1612, lo stesso anno in cui costruì il castello. Dentro conserva circa 15.000 testi classici giapponesi e cinesi, tra cui la copia più antica del Kojiki, le cronache mitologiche del Giappone. Non si vedono, ma sapere che ci sono cambia un po’ il modo in cui guardi l’edificio.
Il 18 e il 28 di ogni mese, nel piazzale del tempio si tiene il mercatino dell’antiquariato. Dalle 9:00 alle 16:00, circa 70-80 bancarelle con kimono vintage, ceramiche, oggetti militari, giocattoli degli anni Sessanta, riviste. Arriva presto se ci vai: i pezzi migliori si trovano la mattina.
Tutto intorno al tempio si sviluppa un labirinto di gallerie commerciali coperte con oltre 1.200 negozi. Abbigliamento vintage, elettronica di seconda mano, sale giochi, negozietti di cibo da strada. Non è Akihabara, è più misto e meno orientato ai turisti. Se ti piace girare senza meta con la possibilità di trovare qualcosa di insolito, Osu è il posto di Nagoya che ricorderai di più.
Musei da visitare
Nagoya è una città industriale e i musei si sentono. Ce ne sono diversi, ma non tutti giustificano il tempo.
Museo Commemorativo Toyota dell’Industria e della Tecnologia
Se sei appassionato di storia industriale o di ingegneria, il Toyota Commemorative Museum merita. È allestito nell’ex stabilimento di telai Toyota (sì, prima delle auto c’erano i telai tessili) e racconta il passaggio dalla manifattura tessile alla produzione automobilistica. Macchine originali in funzione, robot, la prima auto Toyota. Ci vuole mezza giornata. Ingresso 1.000 yen, chiuso il lunedì. Fermata: Sako (Meitetsu), 2 minuti a piedi.
Museo delle Scienze di Nagoya
Si riconosce da lontano per l’enorme sfera argentata che sporge dal tetto: ospita il planetario più grande al mondo con un diametro di 35 metri. Il museo è strutturato in tre sezioni (scienza e tecnologia, biologia, astronomia) e ha molte installazioni interattive. Adatto a chi viaggia con bambini. Ingresso museo: 800 yen. Il planetario si prenota separatamente. Fermata: Fushimi (metro), 5 minuti a piedi.
Museo d’Arte Tokugawa
Il Museo Tokugawa ospita la collezione della famiglia Owari Tokugawa, il ramo della famiglia shogunale con sede a Nagoya. Armature, spade, rotoli dipinti, oggetti cerimoniali del periodo Edo. Il pezzo più celebre è il rotolo illustrato del Genji Monogatari, considerato uno dei romanzi più antichi della storia della letteratura mondiale. Il rotolo originale è esposto solo a novembre. Ingresso 1.400 yen. Fermata: Otachibana (metro Meijo), 10 minuti a piedi.
Dintorni di Nagoya
Inuyama
La seconda volta che sono stato a Nagoya era estate, e ci sono finito quasi per caso. Avevo una sola notte pianificata lì, ma era un weekend di festa e i posti nelle città vicine erano esauriti. Così ho allungato il soggiorno e ho usato Nagoya come punto di appoggio per i dintorni.
La tappa migliore è Inuyama. Ci si arriva in circa trenta minuti con la Meitetsu, la linea ferroviaria privata che parte da Nagoya. Costa poco, parte spesso.
Il Castello di Inuyama è uno dei dodici castelli originali del Giappone, cioè uno di quelli che non sono stati ricostruiti. Risale al 1537. La struttura in legno è piccola, le scale ripide, le stanze basse. Non c’è ascensore. Dall’ultimo piano, con travi di legno vere, si vede il fiume Kiso sotto e le montagne intorno.
È la differenza che si sente tra entrare in un edificio storico e visitare una replica. Dopo il castello di Nagoya, Inuyama fa capire cosa si perde.
Il borgo ai piedi del castello, con qualche ristorante e negozietto di artigianato, è piacevole. Non perderci troppo tempo, ma una passeggiata veloce prima o dopo il castello ci sta. Se ti organizzi bene, Inuyama si fa in mezza giornata da Nagoya, con tutto il tempo per tornare in serata.
Ho un articolo dedicato a Inuyama con tutti i dettagli pratici.
Gifu
A venti minuti di treno c’è Gifu, con il suo castello e il fiume Nagara dove ancora oggi si pratica l’ukai, la pesca tradizionale con i cormorani ammaestrati. Una tecnica che esiste da più di 1.300 anni e si vede solo qui e in pochissimi altri posti. Ho un articolo dedicato, se vuoi approfondire prima di decidere se aggiungerla all’itinerario.
Ghibli Park
Il Ghibli Park si trova a Nagakute, prefettura di Aichi, dentro il parco dell’ex Expo 2005. Da Nagoya ci si arriva in circa 40 minuti: metro linea Higashiyama fino a Fujigaoka, poi il Linimo, il treno a levitazione magnetica che arriva diretto all’ingresso del parco.
Non è un parco divertimenti nel senso classico: non ci sono giostre né montagne russe. È un posto pensato per camminare, esplorare e riconoscere i luoghi dei film. Ci sono cinque aree tematiche: la Ghibli’s Grand Warehouse (la principale, al chiuso, con mostre ed un cinema), la Collina della Giovinezza, la Foresta di Dondoko con la casa di Satsuki e Mei di Totoro, il Villaggio di Mononoke e la Valle delle Streghe (aperta nel 2024, con il castello di Howl). Le aree non sono collegate tra loro: sono sparse nel parco e ci si cammina in mezzo al verde.
La cosa più importante: i biglietti si prenotano online con mesi di anticipo. Vanno in vendita il giorno 10 di ogni mese, alle 14:00 ora giapponese, per le date di due mesi dopo. Se organizzi il viaggio apposta per il Ghibli Park, segna quella data sul calendario e sii pronto: i weekend e i giorni festivi finiscono in pochi minuti. Il parco è chiuso il giovedì (o il giorno successivo se giovedì è festa nazionale) e intorno a capodanno. Costo: dai 1.000 yen per un singolo pass area fino a circa 7.800 yen per il pass premium che copre tutte le aree nei weekend. Verifica i prezzi aggiornati su ghibli-park.jp prima di prenotare.
Cosa mangiare a Nagoya
Nagoya ha una cucina locale con una identità precisa. Viene chiamata Nagoya meshi, letteralmente “il mangiare di Nagoya”. Non è solo marketing: ci sono piatti che trovi quasi esclusivamente qui.
Hitsumabushi
L’anguilla alla griglia servita su riso. È il piatto simbolo della città. Si mangia in tre modi diversi: prima dal cestino direttamente, poi con condimenti (wasabi, erba cipollina, nori), infine versandoci sopra il brodo per farne una specie di zuppa. Sono rimasto scettico fino all’ultimo giro con il brodo. Amo l’anguilla ma non ero sicuro che mi piacesse così…invece è ottima.
Costa dai 3.000 yen in su. Non è economico, ma è un’esperienza culinaria genuina.
Miso katsu
Cotoletta di maiale fritta servita con salsa di miso rosso (hatcho miso). Il miso di Nagoya è più scuro e deciso di quello standard. Va provato almeno una volta. La catena Yabaton è la più famosa, ha diversi punti in città.
Tebasaki
Ali di pollo marinate e fritte, croccanti, con una glassa di salsa di soia e miso. Buone da birra, più che da pasto completo.
Vale la pena fermarsi a Nagoya?
Due giorni a Nagoya sono tanti, uno è sufficiente se hai Atsuta Jingu e Inuyama in programma. La città in sé non mi ha convinto come destinazione autonoma. Non ha la densità di attrazioni di Kyoto né l’energia di Tokyo o Osaka.
Ma come tappa di transito ha senso. Sulla linea shinkansen tra Tokyo e Kyoto, una notte a Nagoya con una mattina ad Atsuta e un pomeriggio a Inuyama è un modo intelligente di spezzare il viaggio senza avere la sensazione di perdere tempo.
Osu e Oasis 21 di sera aggiungono qualcosa se ti piace girare un posto senza una meta precisa. Il castello, se ci tieni, entra nell’elenco. Ma sappi già cosa stai per vedere e non rimarrai deluso come invece è successo a me.
Il consiglio di Rudy
Mettici una notte, non di più. Fai Atsuta Jingu la mattina presto, quando c’è pochissima gente e la luce tra i cedri vale da sola il viaggio. Il pomeriggio vai a Inuyama. La sera torna a Sakae o gironzola a Osu. Se stai costruendo l’itinerario e non sai come incastrare questa zona col resto del viaggio, scrivimi: è esattamente il tipo di cosa che si risolve in una consulenza.
Mappa di Nagoya
Domande frequenti su Nagoya
Vale la pena fermarsi a Nagoya o è meglio saltarla?
Se hai più di dieci giorni in Giappone, una notte a Nagoya con Atsuta Jingu e Inuyama vale. Se hai meno tempo, puoi passarci direttamente in treno senza fermarti.
Il castello di Nagoya è originale?
No. È una ricostruzione in cemento armato del 1959. L’originale del 1612 fu distrutto dai bombardamenti americani nel 1945. La torre è anche chiusa per restauro strutturale dal 2018. Il Honmaru Goten, il palazzo ricostruito in legno con tecniche tradizionali, vale più della torre.
Quanto tempo ci vuole per visitare l'Atsuta Jingu?
Un’ora e mezza, due ore se visiti anche il Tesoro. Meglio la mattina presto, prima delle 9:00, quando il santuario è quasi deserto.
Inuyama si può fare in giornata da Nagoya?
Sì, comodamente. La Meitetsu impiega circa trenta minuti. Mezza giornata è sufficiente per il castello e i dintorni. In un giorno intero puoi aggiungere il parco Meiji Mura, un museo all’aperto con edifici dell’era Meiji.
Quando si tiene il mercatino dell'antiquariato a Osu Kannon?
Il 18 e il 28 di ogni mese, dalle 9:00 alle 16:00 nel piazzale del tempio. Circa 70-80 bancarelle con kimono vintage, ceramiche, oggetti da collezione. Arriva al mattino, i pezzi migliori vanno presto
Qual è la specialità da mangiare assolutamente a Nagoya?
L’hitsumabushi, l’anguilla su riso mangiata in tre modi. Costa intorno ai 3.000-4.000 yen ma è autentico. Il miso katsu (cotoletta con salsa di miso rosso) è l’alternativa più economica e molto buona.
Come si arriva a Nagoya da Tokyo?
Shinkansen Nozomi: 1 ora e 40 minuti, circa 11.000 yen. Se hai il Japan Rail Pass, usa il Hikari (leggermente più lento, coperto dal pass). Il Nozomi non è incluso nel JR Pass standard.
C'è qualcosa da vedere vicino a Nagoya oltre a Inuyama?
Gifu, a venti minuti di treno, ha un castello e il fiume Nagara dove si pratica ancora la pesca tradizionale con i cormorani (ukai). Kuwana e Mie per chi è interessato ai santuari di Ise. Nagoya è ben collegata in tutte le direzioni.
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