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Shimokitazawa è quel posto dove scendi alla stazione e dopo tre minuti ti fai fregare dalla frase più pericolosa del viaggio: “entro solo a dare un’occhiata”. Certo. Poi ti ritrovi con una giacca anni ’90 sotto braccio, una borsa piena di cose “utilissime” e l’idea geniale di ripassarci anche domani.
La cosa bella è che non stiamo parlando di una zona enorme: Shimokita (come viene chiamata da chi la frequenta) è densa, piena di vicoli, negozi al secondo piano, insegne piccole e posti che se non guardi bene non li vedi. Si arriva facilmente: da Shinjuku sono circa 10 minuti di Odakyu Line, da Shibuya pochi minuti con la Keio Inokashira.
Prima di organizzarti per lo shopping compulsivo: una cosa va detta. Shimokitazawa si “sveglia” tardi. Se arrivi troppo presto rischi di trovarti ancora molti negozi chiusi. Meglio andarci per pranzo o nel pomeriggio e poi starci fino a sera.
Un po’ di storia di Shimokitazawa
Shimokitazawa esiste da prima che diventasse “Shimokita”: la stazione nasce nel 1927 con la Odakyu Line e poi, qualche anno dopo, arriva anche la linea Keio Inokashira. Ed è lì che cambia tutto, perché quel punto diventa uno snodo comodissimo tra Shinjuku e Shibuya, perfetto per viverci, ma anche per far nascere negozi e attività attorno ai binari.
Dopo la guerra, la zona diventa ancora più importante: alcune parti dell’area di Shimokitazawa non vengono distrutte dai bonbordamenti, e nel dopoguerra diventa uno dei punti dove la gente si muove per trovare cibo e oggetti per le necessità quotidiane. Questo ha lasciato un’eredità chiara: negozi piccoli, tante attività indipendenti, e quella sensazione da quartiere vissuto.
Poi, negli anni, Shimokitazawa si costruisce una seconda identità: teatri e live house, cultura alternativa, negozi di abbigliamento usato, dischi, librerie… Non a caso ancora oggi l’area è piena di locali e teatri, oltre ai classici negozi indipendenti.
I cambiamenti più recenti hanno creato una Shimokita con due volti: da una parte vicoli e vintage, dall’altra spazi più nuovi e ordinati. Nel 2013 la linea Odakyu viene portata sottoterra: spariscono i passaggi a livello e, dove prima c’erano binari e barriere, si libera spazio per i progetti di riqualificazione.
E infatti tra il 2020 e il 2022 aprono i luoghi che oggi sono comodi anche solo per fare pausa e ricaricarsi prima di tornare a fare shopping: Bonus Track, Reload e MIKAN SHIMOKITA sotto i binari della Inokashira.
Shopping a Shimokitazawa
Shimokitazawa è uno dei posti migliori a Tokyo per il second hand e il vintage, ma qui vale una regola semplice: non tutto è affare. Nei negozi più curati paghi la selezione (e ci sta), in quelli più “da rovisto” paghi il tempo che ci metti a trovare il pezzo giusto.
Il trucco più furbo è fare così: primo giro veloce per capire prezzi e stile, poi torni dove avevi visto davvero qualcosa. Se compri nel primo negozio perché hai paura di perderlo, di solito finisci per trovarti lo stesso capo (o uno migliore) dieci minuti dopo.
E un’altra cosa: molti negozi stanno al 2° o 3° piano. Se guardi solo le vetrine a livello strada, ti perdi mezza Shimokitazawa.
2nd STREET: quando vuoi andare sul sicuro
Se vuoi un negozio grande, chiaro e senza casino, 2nd STREET è perfetta. È quella tappa che ti salva quando vuoi comprare qualcosa di buono senza passare un’ora a rovistare. Se invece stai cercando capo “strano” o la scoperta casuale particolare, qui rischi di essere troppo nell’ ordinato e nell’ordinario.
New York Joe Exchange: un icona
È uno di quei posti che hanno un’energia precisa: entri per curiosità e inizi a perdere il senso del tempo. Qui conviene guardare con calma, perché spesso la roba interessante non è quella davanti. Se ti piace lo streetwear con vibe anni ’90/2000, è una tappa imperdibile. Un consiglio banale ma utile: cerca il capo, non il brand e se ti piace come ti sta, compralo!
Chicago: il vintage accessibile
È un nome classico della zona: ottimo quando vuoi vintage ma senza farti un’ora a rovistare. Qui la dritta è sempre e una sola: prova. Vestibilità vintage e taglie giapponesi possono ingannare. Se ti basi solo sul cartellino e pensi “è della mia taglia lo prendo” potresti trovarti con un capo che non ti va bene.
Flamingo: il vintage ricercato
Qui di solito trovi una selezione più curata, quindi meno roba molto usata e più probabilità di uscire con qualcosa che indosserai davvero. Non è sicuramente il posto dove fare affari assurdi, è più il negozio dove fare l’acquisto giusto.
BIG TIME: se ti piace rovistare sul serio
BIG TIME è secondo me il negozio adatto ai veri fissati con i vestiti vintage. Tanta roba, tante varianti e tanto tempo per cercare. L’errore tipico è farlo come primissima tappa con il rischio che poi finisci la voglia e la pazienza così da vedere il resto del quartiere con superficialità.
Stick Out: l’affare a prezzo fisso…
È famoso per la formula del prezzo uguale per capo. È il posto dove entri dicendo “vedo un attimo” e ne esci con tre cose perché “tanto costa poco”. Meglio darsi un limite di tempo. Dieci minuti, quindici massimo. Se non trovi nulla, esci e non hai rimpianti. Se trovi, bene: prendi e vai via prima che il negozio ti fagociti.
Shimokita Garage Department e Toyo Department Store
Questa è la parte di Shimokitazawa che mi piace di più: una serie di micro-negozi, dove trovi accessori, cose handmade, oggetti e roba che non stavi cercando e proprio per questo ti porti a casa. È perfetto quando vuoi portarti via qualcosa di Shimokita che non sia la solita maglietta.
Tokyo Retro a.m.a.store: il Giappone nostalgico
Qui trovi oggetti e arredamento in stile Showa, quell’estetica giapponese anni 70-80 che ti fa venire voglia di comprare tutto. Solo che prima di innamorarti di una cosa voluminosa, chiediti dove la metti in valigia e quanto ti costa nel caso spedirla!
Village Vanguard: la catena di negozi insolita
Se vuoi un regalo strano o un souvenir che non sia “la solita roba”, Village Vanguard è sempre un colpo sicuro. È un mix di cultura pop, oggetti assurdi, cose utili (forse), cose inutili (sicuro), e quell’energia da “Tokyo che non si prende troppo sul serio”. È uno di quei posti che o ami o odi. Io di solito lo amo!
Reload: la Shimokita nuova e ordinata
Quando hai bisogno di respirare, Reload è perfetta: più nuova, più curata, più da “mi siedo un attimo e poi riparto”. Qui lo shopping tende a essere più sul lifestyle edesign, spesso più selezionato, ed è anche il punto ideale per fare una pausa caffè.
Bonus Track: il cortile delle micro-botteghe
Bonus Track è uno di quei posti che ci vai per curiosare, fare un acquisto diverso, prendere fiato e rimettere insieme le borse. Se Shimokitazawa ti sta iniziando a saturare, qui resetti un po’ e poi riprendi con lo shopping.
Shimokitazawa Flea Market
Shimokitazawa ospita ogni mese un mercatino dell’usato dove oltre a rovistare roba tra le varie bancarelle puoi viverti appieno l’atmosfera del quartiere. Sul profilo instagram ufficiale puoi trovare le date in cui viene organizzato.
Cosa mangiare a Shimokitazawa
Shimokitazawa è famosa soprattutto per il curry. Non il solo il classico curry giapponese, ma curry fatto in mille modi diversi, spesso molto speziato, spesso con verdure e combinazioni che ti fanno dire “non pensavo ma è buono davvero!”. Un consiglio, se non vuoi fare la classica coda giapponese, evita l’ora di pranzo. O mangi un po’ prima, o un po’ dopo.
Rojiura Curry Samurai
È uno dei nomi classici della zona, molto amato per curry ricchi e spesso pieni di verdure. Qui l’unico errore, se non si è abituati, è esagerare col piccante e rovinarsi il pranzo.
Magic Spice
Se vuoi un versione più particolare, Magic Spice è famoso per la soup curry e per un ambiente decisamente… colorato. Anche qui: perfetto se vuoi qualcosa di diverso dal solito, e se ti piace sperimentare col livello di piccantezza.
Pannya
Qui ci vieni per un motivo preciso: il katsu completamente nero. A vederlo pensi “ok, è carbonizzato”, e invece è l’effetto dei panko al nero di seppia. La crosta resta croccante, il tonkatsu è bello asciutto e il curry sotto punta più sul gusto che sul piccante esagerato. Se vuoi un piatto che è Shimokitazawa al 100%, strano al punto giusto, ma con un senso, questo è uno dei ristoranti che più consiglio.
Curry Spice Gelateria Kalpasi
Questa è una delle cose più Shimokitazawa possibili: curry e gelato nello stesso posto. Se hai voglia di provare qualcosa che racconta proprio la creatività in cucina del quartiere, è una tappa perfetta.
Bear Pond Espresso
So benissimo che gli italiani sono difficili con il caffè e che spesso in Giappone non lo bevono volentieri, ma l’espresso di questa caffetteria ti potrebbe far ricredere!
Ogawa Coffee Laboratory
Se ti piace l’idea di vedere il caffè trattato con una cura quasi da laboratorio, questo posto è perfetto per una pausa caffè diversa: più minimale ma con più attenzione ai dettagli. E sta benissimo quando vuoi staccare un attimo dallo shopping.
Shiro-Hige’s Cream Puff Factory
Non è in mezzo alla confusione del centro di Shimokitazawa, ma è abbastanza vicino da diventare una deviazione perfetta se ami lo Studio Ghibli. I bignè a forma di Totoro sono un’idea geniale e assicuro che dopo averli provati consiglierai questo posto a chiunque ami anche solo lontanamente lo Studio Ghibli.
Cosa fare la sera a Shimokitazawa
Shimokitazawa è uno dei quartieri di Tokyo dove la cultura delle live house è parte del DNA: locali piccoli, palchi vicini, concerti frequenti. E se ti piacciono anime e manga legati alla musica, come il recente Bocchi the Rock!, alcuni locali ti sembreranno familiari perché l’estetica delle live house di Shimokita è esattamente quella che molte storie usano come sfondo.
Shelter
Un classico per chi cerca live house vere, sotterranee, ravvicinate. Se ti interessa vedere una band senza filtri, questo è il tipo di posto dove finisci a due metri dal palco anche quando non era nei piani.
CLUB Que
Altro nome che torna sempre quando si parla di live a Shimokitazawa. Controlla prima sul loro sito chi suona quel giorno, perché trovi di tutto e puoi beccare la serata perfetta (o quella totalmente fuori dal tuo mondo musicale).
440 Four Forty
Se non vuoi la serata “spinta”, 440 è una buona alternativa: spesso più tranquillo, più rilassato, ma comunque dentro alla scena di Shimokita.
Mother
Shimokitazawa è piena di bar piccoli, ma Mother ha quella vibe un po’ fuori dal tempo che piace a chi cerca posti con personalità. Qui funziona la regola più semplice: entra, guarda com’è dentro e decidi se restare. A Shimokita spesso va così.
B&B
Non è “locale” nel senso classico, ma è un posto bellissimo per chiudere la serata in modo alternativo tra libri, birra e atmosfera calma. È una Shimokitazawa forse più silenziosa, ma sempre con grande personalità.
Come vivere Shimokitazawa al meglio
Shimokitazawa è uno di quei quartieri non pensato per i turisti, che non stupisce per qualcosa in particolare ma che per la sua atmosfera ti lascia un ricordo “speciale”. Se ti piace lo shopping, qui ti diverti davvero, ma solo se lo prendi con calma e con un minimo di strategia: un giro per capire, poi torni dove vale. Se invece sei più da cibo e serata, il curry e le live house sono un combo perfetta.
Il consiglio finale è banalissimo ma voglio comunque dartelo: non cercare “il posto perfetto”. A Shimokitazawa funziona proprio l’opposto, scegli quello che ti ispira, fai due deviazioni in più, guarda i piani alti e lascia spazio all’imprevisto e all’improvvisazione. È così che Shimokitazawa diventa Shimokita, e non solo “un quartiere carino dove hai comprato una giacca”.
Mappa di Shimokitazawa
FAQ su Shimokitazawa
Quanto tempo serve per Shimokitazawa?
Mezza giornata è l’ideale. In meno tempo rischi di fare due negozi e andartene convinto che “sì, carina ma pensavo meglio”.
Shimokitazawa vale la pena se ho poco tempo a Tokyo?
Sì, se ti interessa shopping o atmosfera “indie”. Se invece vuoi solo monumenti e panorami, ci sono quartieri più adatti.
Quando conviene andarci?
Pomeriggio e sera è la soluzione migliore: trovi più negozi aperti e poi puoi chiudere con curry o live. La mattina presto è spesso troppo “spenta”.
È un quartiere economico per il vintage?
Può esserlo, ma non è automatico: ci sono negozi super curati e quindi più cari. Se vuoi spendere meno, devi rovistare e girare più di un posto.
Cosa mangio di tipico a Shimokitazawa?
Qui il “tipico” è più da scena urbana: curry (anche molto particolare) e caffè fatti bene. Il soup curry è una delle cose più divertenti da provare in zona.
Qual è il posto “strano ma giusto” da provare?
PANNYA per il katsu nero al nero di seppia: non è il classico curry e proprio per questo vale la prova.
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