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Osaka vale il viaggio? Sì, senza esitazione. È la città più “onesta” del Giappone: non cerca di impressionarti con la perfezione — quello lo fa Kyoto — ti porta direttamente in un vicolo a mangiare qualcosa di fritto con persone che ridono ad alta voce. È una tappa fissa del mio itinerario classico da anni. E quasi sempre quella che i miei gruppi ricordano di più. Non per i templi. Per il cibo, per l’atmosfera, per quella sensazione di essere in una città vera che si preoccupa di nutrirti prima che di piacerti.
Due giorni sono il minimo. Con tre puoi vedere le cose principali senza fretta. Dotonbori, Shinsekai, il Castello di Hideyoshi, Kuromon, Sumiyoshi Taisha. E se hai un giorno in più, Minoh in autunno con i momiji è uno dei panorami più belli che abbia visto in Giappone.
Informazioni pratiche su Osaka
| Come arrivare | Shinkansen da Tokyo: ~2h30, ¥13.620 con Nozomi (coperto da JR Pass). Da Kyoto: 15 min shinkansen o 30 min treno JR kaisoku (¥570). Aeroporto Kansai (KIX): 75 min con Haruka Express (¥3.690) |
| Budget giornaliero | ¥6.000-¥12.000 (cibo + trasporti + 1-2 attrazioni a pagamento) |
| Attrazioni gratuite | Castello esterno e parco, Dotonbori, Shinsekai, Kuromon, Amerikamura, Sumiyoshi Taisha, Minoh |
| Stagione migliore | Primavera (sakura al castello, marzo-aprile) · Autunno (momiji a Minoh, novembre) |
| Da evitare | Luglio-agosto: caldo umido, 35°C con umidità alta |
| Voto Rudy | ⭐⭐⭐⭐ |
Osaka non è Kyoto, e va benissimo così
La prima cosa da sapere su Osaka è questa: è completamente diversa da Kyoto, che quasi certamente visiterai nello stesso viaggio. Kyoto è raccolta, silenziosa, esteticamente quasi ossessiva. Osaka è rumorosa, diretta, e l’unica cosa che prende davvero sul serio è il cibo.
C’è un’espressione a Osaka: kuidaore, che significa letteralmente «rovinarsi mangiando». Non è un modo di dire. È una filosofia di vita. Gli osaka-jin sono famosi in tutto il Giappone per essere più spontanei, più umoristici, e più disposti a fare la fila davanti a una bancarella di takoyaki che davanti a un tempio.
Da veneziano che capisce la mentalità dei mercanti, mi trovo sempre a mio agio qui. Osaka è stata per secoli il centro commerciale del Giappone. Non la capitale politica, non la sede imperiale. Il posto dove si facevano i soldi. Questa identità è rimasta.
La storia che pochi raccontano
Prima di essere la città del neon e dei takoyaki, Osaka si chiamava Naniwa ed è stata una delle prime capitali del Giappone nell’era Asuka, nel VI-VII secolo d.C. Ma il momento che ha definito la città moderna è più tardi, più violento, e legato a un uomo solo: Toyotomi Hideyoshi.
Hideyoshi era il figlio di un contadino diventato il signore più potente del Giappone nel XVI secolo. Uno dei tre “unificatori” del paese. Scelse Osaka per costruire il suo castello, il più grande e sfarzoso mai visto fino ad allora. Per lui doveva diventare il centro del Giappone unificato.
Non andò così. Nel 1615, vent’anni dopo la sua morte, Tokugawa Ieyasu assediò il castello e sconfisse il figlio di Hideyoshi, Hideyori. Fu la fine del clan Toyotomi e l’inizio di due secoli e mezzo di shogunato con sede a Edo, l’attuale Tokyo. Da allora Osaka è rimasta città mercantile e i suoi abitanti lo ricordano con un orgoglio strano, quasi come se preferissero così.
Dotonbori, il quartiere più famoso
Dotonbori è il posto che si trova sul 90% delle foto di Osaka che trovate su Instagram. Il canale, le insegne al neon, il famoso Glico running man illuminato. Di giorno è piuttosto normale. Di sera diventa qualcosa di diverso. Non elegante, non sofisticato. Ma con un’energia difficile da ignorare.
Il canale prende il nome da Taro Doton, un mercante del XVII secolo che investì tutti i suoi risparmi per scavarlo. Morì nel 1615, durante l’assedio del Castello di Osaka, prima di vedere l’opera finita. I successori completarono il lavoro in suo nome. Da allora è rimasto il cuore commerciale della città anche se oggi con meno merci e molti più turisti.
Lungo il Dotonbori trovi le due cose per cui Osaka è famosa: cibo di strada e insegne esagerate. Il granchio gigante del ristorante Kani Doraku che agita le chele, il pesce palla gonfiato sopra alle friggitorie, i takoyaki fumanti ovunque.
Il takoyaki lo mangi qui, non nei ristoranti. Cerca una bancarella con la fila di persone del posto. Le versioni turistiche ci sono, si riconoscono dal menu in cinque lingue e dal prezzo doppio. Sono buone lo stesso ma non le migliori che puoi mangare!
Non perderti il Dotonbori di sera. La mattina è un posto come un altro. La notte, con tutte le insegne accese sui riflessi del canale, è l’immagine di Osaka che ti ricorderai.
Shinsekai, il quartiere retrò che non ti aspetti
Shinsekai (che significa «nuovo mondo») è il quartiere più strano di Osaka. È stato costruito nel 1912 come area di intrattenimento moderna, ispirata a Parigi nella parte nord e a Coney Island in quella sud. Due immaginari opposti. Poi è rimasto indietro nel tempo mentre il resto della città andava avanti. È diventato una zona difficile. E negli ultimi vent’anni si è reinventato come meta turistica mantenendo un’estetica che in nessun altro posto del Giappone trovi.
Al centro c’è la Torre Tsutenkaku, costruita nel 1956 (la prima versione era del 1912, abbattuta durante la guerra). Alta 103 metri. Non impressionante come struttura, ma è il simbolo del quartiere. L’osservatorio costa ¥1.000 (verifica sul sito ufficiale) e ti dà una vista discreta su Osaka.
Quello che si mangia qui è il kushikatsu: ingredienti vari (carne, verdure, formaggi, gamberetti) impanati e fritti su uno spiedino, intinti in una salsa densa. C’è una regola ferrea ovunque a Shinsekai: non intingere due volte lo stesso spiedino nella salsa comune. La prima volta che me l’hanno spiegata ho pensato fosse una leggenda urbana. Non lo è. Ogni locale ha il cartello scritto ovunque!
Il Castello di Osaka: bello fuori, deludente dentro
Il Castello di Osaka è visivamente uno dei più belli del Giappone. Il fossato, le mura di pietra massiccia, le torri bianche e verdi che emergono sopra gli alberi. La stagione della fioritura è il momento più fotogenico: con i ciliegi in fiore davanti alle mura, è difficile fare una brutta foto. Il parco ha circa 600 alberi di ciliegio. In primavera è uno dei posti più affollati di Osaka. Vale comunque.
L’interno è un altro discorso. È un museo moderno, con ascensore, pannelli esplicativi e fotografie sulla storia di Hideyoshi e dell’assedio del 1615. Non è da evitare se sei interessato al periodo Sengoku. Ma se hai già visto altri castelli giapponesi con interni originali, potresti saltare la torre e concentrarti sul parco e sui fossati.
Ingresso al parco: gratuito. Ingresso alla Castello: ¥600 adulti (verifica su osaka-info.jp prima di andare). Chiuso 28 dicembre – 1 gennaio.
Kuromon: la cucina di Osaka
Il Mercato di Kuromon esiste dal 1822. Per secoli ha rifornito di pesce, carne e verdure i ristoratori di Osaka, tanto che lo chiamano “la cucina di Osaka”. Da qualche anno è diventato anche una meta per turisti, con degustazioni e cibo da passeggio. I venditori storici vivono questo con sentimenti misti: da un lato vorebbbero salvaguardare la tradizione dall’altro i maggiori incassi li fanno felici. Quale sia il futuro di Kuromon Il cibo rimane buono.
Entra la mattina, verso le 9-10. Le bancarelle di pesce fresco sono già operative. Molti venditori offrono ostriche, ricci di mare, granchi e capesante direttamente al banco. Non è economico — una capesante arrostita sul momento costa ¥500-700 — ma è fresco. L’ingresso è libero ed è coperto, quindi uno dei posti migliori dove andare anche quando piove.
Amerikamura: giovani, streetwear e Osaka alternativa
Amerikamura prende il nome dagli anni ’70, quando i commercianti locali iniziarono a importare jeans e oggetti usati dagli Stati Uniti. Da allora è rimasto il polo della controcultura giovanile osaka-style: negozi vintage, streetwear, musica, cibo di strada.
Al centro c’è il Triangle Park: una piccola piazza con un murales, qualche panchina, skaters. Non impressionante di per sé. Ma il contesto intorno con i negozi di streetwear, i ramen bar, le bancarelle di takoyaki con code di ragazzi locali è vivace in un modo che non sembra costruito per i turisti. È il tardo pomeriggio il momento giusto per passarci.
Nipponbashi: la Electric Town versione Osaka
Nipponbashi è l’Akihabara di Osaka, ma più piccola e economica. Negozi di elettronica, figure da collezionare, videogame, manga, cosplay. Per un appassionato è una giornata intera. Ci sono i grandi nomi come Super Potato per il retrogaming e Volks per le figure, ma anche decine di negozietti specializzati in singole serie o singoli decenni di anime.
Il confronto con Akihabara regge fino a un certo punto. Nipponbashi è meno turistica, meno performativa. Per questo, in certi modi, più interessante.
Se vuoi una giornata tra Nipponbashi e Amerikamura con qualcuno che conosce entrambi i quartieri dall’interno, è esattamente il tipo di giornata che organizzo con le guide private a Osaka. Scrivi per sapere le disponibilità.
Acquario Kaiyukan, uno dei migliori al mondo
Il Kaiyukan è uno dei migliori acquari al mondo. Lo dico senza esagerare, perché di solito sono scettico su questo tipo di classifiche. La vasca principale ospita uno squalo balena, il pesce più grande del mondo, che puoi osservare da più livelli mentre nuota intorno a te. La struttura è organizzata con un percorso a spirale che scende dai piani superiori verso il basso, passando accanto alla vasca centrale.
Biglietto adulti: ¥2.700 (verifica su kaiyukan.com, i prezzi cambiano per stagione). Ci vogliono almeno due ore per vederlo con calma. Si trova sulla costa di Tempozan, vicino al porto. Non lo combinerei con Universal Studios Japan nella stessa giornata: sono in direzioni diverse e richiedono entrambi mezza giornata piena.
Sumiyoshi Taisha, il santuario più antico
Sumiyoshi Taisha è uno dei santuari shintoisti più antichi del Giappone. La tradizione lo data al III secolo d.C., prima che il buddismo arrivasse dall’Asia continentale. Questo lo rende diverso da quasi tutti gli altri santuari che visiterai: l’architettura è in stile sumiyoshi-zukuri, puramente giapponese, senza le influenze continentali che si vedono nella maggior parte dei templi famosi.
Le divinità custodite sono i tre Sumiyoshi Sanjin, protettori del mare e della navigazione. La leggenda vuole che siano apparsi in sogno all’imperatrice Jingū nel IV secolo, promettendo protezione per le campagne verso la Korea. Che ci si creda o no, è un posto che ancora oggi viene vissuto davvero, è comune vedere matrimoni shintoisti, cerimonie, famiglie che vengono a pregare. Non è un’attrazione per turisti. È un santuario.
Il ponte arcuato Taiko-bashi all’ingresso è il simbolo del santuario. Ripidissimo. Qualcuno lo attraversa in ginocchio come atto di fede.
Il Sanuario è un po’ fuori dal centro — 15 minuti di treno da Namba — ma è uno di quei posti che danno l’impressione autentica di un luogo religioso ancora vivo. Vale sicuramente il viaggio.
Umeda, il lato nord di Osaka e lo Sky Building
Se Dotonbori e Shinsekai sono il sud di Osaka, Umeda è il nord. La stazione centrale, lo shopping, i grattacieli. È qui che arrivano i treni da Kyoto e Tokyo.
La cosa da vedere è lo Umeda Sky Building: due torri collegate in cima da un osservatorio all’aperto chiamato «Floating Garden», a 173 metri. Non ha vetri tra te e la città. Di notte, con le luci di Osaka estese verso l’orizzonte, è particolarmente bello. Biglietto: ¥1.500 adulti (verifica su kuchu-teien.com).
Minoh, il segreto autunnale di Osaka
Questo non lo trovi sulle disolito sulle guide. Minoh è un parco naturale a 30 minuti di treno dal centro di Osaka. C’è un sentiero di 2,8 km lungo un torrente che porta a una cascata di 33 metri. In autunno, a novembre, i momiji — gli aceri giapponesi — diventano rossi e arancioni, e il sentiero si trasforma in uno dei percorsi più belli che abbia camminato in Giappone.
Quasi nessun turista italiano conosce Minoh. I giapponesi invece sì: in piena stagione dei momiji il sentiero è affollato, soprattutto nel weekend. Meglio giovedì o venerdì mattina. La specialità locale è il momiji tempura: foglie di acero fritte in pastella. Le ho mangiate con un po’ di scetticismo… ma non si sa mai.
Come arrivare a Minoh
Treno Hankyu Takarazuka Line da Umeda fino a Minoo: 28 minuti, ¥270. Ingresso al parco: gratuito.
Katsuoji, il tempio dei daruma nascosto nel bosco
A venti minuti di autobus dalla cascata di Minoh c’è Katsuoji. Lo conosco pochi turisti stranieri, ma i giapponesi sì. È il «tempio del re vittorioso», il nome viene dall’imperatore Seiwa, che nel IX secolo guarì da una malattia grave dopo che i monaci pregarono per lui. Da allora ci vengono studenti prima degli esami, atleti prima delle gare, candidati politici prima delle elezioni.
Quello che ti colpisce appena entri sono i daruma: centinaia di pupazzi rossi disseminati ovunque nel bosco, tra le radici degli alberi, sui ponti, negli angoli dei padiglioni. Non è decorazione: è una pratica religiosa. Si compra un daruma, si disegna l’occhio sinistro esprimendo un desiderio, lo si lascia al tempio. Se il desiderio si avvera, si torna e si disegna l’occhio destro. In autunno, con i momiji sullo sfondo, è uno dei posti visivamente più forti nei dintorni di Osaka. Qui vale comunque una mezza giornata, combinata con la cascata di Minoh.
Orari: 8:00-17:00 (fino alle 18:00 il sabato). Ingresso: ¥500 adulti (verifica su katsuoji.or.jp). Bus da Minoo stazione ogni ora — ultimo bus di ritorno verso le 17:00: verificalo prima di partire.
Il consiglio di Rudy
Osaka va fatta per almeno due giorni, meglio tre. Primo giorno: Castello al mattino (parco e foto, saltando l’interno se non ti interessa Hideyoshi), Kuromon per pranzo, Dotonbori nel pomeriggio e sera. Secondo giorno: Shinsekai a pranzo per il kushikatsu, Amerikamura o Nipponbashi nel pomeriggio, Sumiyoshi Taisha se riesci ad arrivarci. Terzo giorno: Kaiyukan la mattina, Umeda Sky Building di sera. Minoh lo aggiungi se sei in autunno e hai un pomeriggio libero.
La stagione migliore è la primavera (marzo-aprile) per i sakura al castello. Oppure l’autunno (novembre) per i momiji a Minoh. L’estate è tecnicamente possibile. 35°C con umidità alta — anche i giapponesi non la amano.
Se stai costruendo un itinerario che combina Osaka, Kyoto e Nara e non sai come bilanciare i giorni, è esattamente il tipo di domanda che si risolve in mezz’ora di consulenza. Tre città vicine, stili completamente diversi. C’è un metodo per incastrarle.
Katsuoji, il tempio dei daruma nascosto nel bosco
A venti minuti di autobus dalla cascata di Minoh c’è Katsuoji. Lo conosco pochi turisti stranieri, ma i giapponesi sì. È il «tempio del re vittorioso», il nome viene dall’imperatore Seiwa, che nel IX secolo guarì da una malattia grave dopo che i monaci pregarono per lui. Da allora ci vengono studenti prima degli esami, atleti prima delle gare, candidati politici prima delle elezioni.
Quello che ti colpisce appena entri sono i daruma: centinaia di pupazzi rossi disseminati ovunque nel bosco, tra le radici degli alberi, sui ponti, negli angoli dei padiglioni. Non è decorazione: è una pratica religiosa. Si compra un daruma, si disegna l’occhio sinistro esprimendo un desiderio, lo si lascia al tempio. Se il desiderio si avvera, si torna e si disegna l’occhio destro. In autunno, con i momiji sullo sfondo, è uno dei posti visivamente più forti nei dintorni di Osaka. Qui vale comunque una mezza giornata, combinata con la cascata di Minoh.
Orari: 8:00-17:00 (fino alle 18:00 il sabato). Ingresso: ¥500 adulti (verifica su katsuoji.or.jp). Bus da Minoo stazione ogni ora, ultimo bus di ritorno verso le 17:00: verificalo prima di partire.
Tennoji, il quartiere che molti saltano e non dovrebbero
A cinque minuti a piedi da Shinsekai c’è Tennoji, e quasi tutti passano da un quartiere all’altro senza accorgersene. È un errore, perché Tennoji ha due cose che valgono una deviazione.
La prima è l’Abeno Harukas: con i suoi 300 metri è il grattacielo più alto del Giappone. L’osservatorio si chiama Harukas 300, si trova ai piani 58-60, e offre una vista a 360° su Osaka, Kyoto, e nelle giornate limpide anche sul mare. Costa ¥2.000 adulti (verifica su abenoharukas.jp). Personalmente lo preferisco all’Umeda Sky Building per due motivi: si arriva in ascensore in 60 secondi e non stai all’aperto in inverno.
La seconda è il Parco Tennoji con il giardino botanico, un’oasi verde nel mezzo della città, con laghetti, alberi centenari e un ritmo completamente diverso da Dotonbori. Non è una tappa spettacolare. È il posto dove i pensionati di Osaka vanno a passeggiare e già per questo vale la pena andarci.
Nello stesso parco c’è lo Zoo di Tennoji (, uno dei più antichi del Giappone (1915). Biglietto: ¥500 adulti. Non è uno zoo di livello internazionale, ma con bambini al seguito diventa automaticamente una tappa.
Parco Expo 70: la cosa più strana e più bella nei dintorni di Osaka
Nel 1970 il Giappone organizzò l’Esposizione Universale a Suita, a nord di Osaka. Era la prima Expo mai tenuta in Asia. Il Giappone aveva ricostruito tutto nel giro di 25 anni dalla fine della guerra, aveva organizzato le Olimpiadi di Tokyo nel 1964, e adesso voleva mostrare al mondo chi era diventato. Settantasette milioni di visitatori in sei mesi.
Di quell’Expo è rimasta in piedi una cosa sola. E per fortuna è la cosa giusta: la Torre del Sole, progettata dall’artista e filosofo Tarō Okamoto. Alta 70 metri, con tre facce che rappresentano il passato, il presente e il futuro. Nessuno stile architettonico riconoscibile: non è modernista, non è tradizionale giapponese, non è niente che si possa catalogare facilmente. Okamoto la descrisse come «arte che esplode». Guardandola capisci cosa intendeva.
L’interno della torre è stato restaurato e riaperto al pubblico nel 2018 dopo decenni di chiusura. All’interno c’è l’ Albero della Vita: una struttura alta 41 metri ricoperta di 183 creature — pesci preistorici, rettili, uccelli — che rappresentano l’evoluzione della vita sulla Terra. È bizzarro nel significato migliore del termine. Prenotazione online obbligatoria, biglietto ¥720 adulti solo torre (parco compreso: ¥260 extra — verifica su expo70.or.jp).
Il parco intorno ha quasi due chilometri quadrati di prati, laghetti e boschi. In primavera ci sono i sakura, in autunno i momiji. È uno dei parchi più grandi dell’area di Osaka ed è quasi sempre tranquillo, i turisti stranieri sono rari a differenza dei giapponesi lo conoscono bene: è nel loro immaginario collettivo come simbolo di quell’epoca.
Come arrivare all’Expo 70
Metro Osaka Monorail dalla stazione di Senri-Chuo o Hotarugaike fino a Bampaku-Kinen-Koen: circa 30-40 minuti dal centro di Osaka. Alternativa: treno JR Kyoto Line fino a Ibaraki, poi bus. Il parco è aperto tutti i giorni tranne il mercoledì.
Universal Studios Japan: non è Giappone, ma vale lo stesso
Universal Studios Japan è il parco a tema più visitato di Osaka e uno dei più frequentati al mondo. Detto questo: non è Giappone. È Universal Studios. Stessa roba che trovi a Los Angeles o Singapore, con in più il Super Nintendo World, che invece è genuinamente qualcosa che non esiste altrove.
Il Super Nintendo World è la zona dedicata all’universo di Mario, Zelda e compagnia. Scenografie iperdettagliate, attrazioni interattive con i Koopa Troopa, cibo a tema. Per un appassionato di videogiochi è un posto difficile da descrivere senza sembrare entusiasti in modo imbarazzante. Lo sono stato. Non me ne vergogno.
Poi c’è il Wizarding World of Harry Potter: il castello di Hogwarts, Hogsmeade, le birre al burro. Imperdibile per ogni fan. Io non lo sono per cui non mi ha entusiasmato.
Vale una giornata intera? Sì, se i parchi a tema ti piacciono. Non ha senso andarci per mezza giornata, le file sono lunghe e il parco è grande. Il mio consiglio: compra il biglietto Express Pass per le attrazioni principali (costa di più, ma ti risparmia 2-3 ore di coda). Biglietto base: ¥10.400-¥12.700 adulti a seconda del periodo, verifica su usj.co.jp. Prenota sempre online prima.
Il parco è a nord-ovest del centro, stazione JR Nishikujo o Universal City sulla JR Yumesaki Line. 15 minuti da Osaka Station. Non combinarlo con il Kaiyukan nella stessa giornata — sono in direzioni opposte e richiedono entrambi mezza giornata piena. Quello che ho detto anche prima, lo ripeto perché è un errore che vedo spesso.
Domande frequenti su Osaka
Quanti giorni servono per vedere Osaka?
Minimo 2, meglio 3. Con due giorni vedi le cose principali (Castello, Dotonbori, Shinsekai, Kuromon) senza fretta eccessiva. Il terzo giorno ti dà respiro per i posti meno ovvi: Sumiyoshi Taisha, Kaiyukan, Umeda Sky Building, Minoh in autunno.
È meglio dormire a Osaka o a Kyoto?
Dipende dai gusti. Osaka è più economica per l’alloggio, ha più vita notturna, e collegare Kyoto e Nara in day trip è facile (15-45 minuti di treno). Se preferisci un’atmosfera più tranquilla, Kyoto è meglio come base. Se vuoi mangiare bene, fare tardi e spendere meno, Osaka.
Vale la pena il Japan Rail Pass per visitare Osaka?
Solo se il tuo itinerario include anche Tokyo e altre destinazioni lontane. Per chi si muove solo nella zona Osaka-Kyoto-Nara, il JR Pass spesso non conviene. Ho scritto una guida completa al Japan Rail Pass con tutti i calcoli del caso.
Qual è il quartiere migliore dove dormire?
Namba o Shinsaibashi per essere a piedi da Dotonbori, Kuromon e Shinsekai. Umeda per chi preferisce la parte nord e arriva spesso in treno da Kyoto. Mi sistemo sempre a Namba: arrivi ovunque in 10-15 minuti con la metro.
Il cibo di Osaka è davvero diverso da quello di Tokyo?
Sì, e non solo per le specialità (takoyaki, okonomiyaki, kushikatsu). Il dashi usato a Osaka è più delicato, la cucina in generale è meno salata. Se hai mangiato a Tokyo e pensi di conoscere la cucina giapponese, Osaka ti farà riconsiderare.
Posso fare Osaka in giornata da Kyoto?
Tecnicamente sì, sono 15 minuti di shinkansen. Ma Osaka merita più di una giornata. Se lo fai in giornata, concentrati su una sola zona: o Namba-Dotonbori, o Umeda-nord. Cercare di vedere tutto in un giorno significa non vedere niente bene.
L'acquario Kaiyukan vale il prezzo?
Sì, senza dubbi. ¥2.700 per un acquario che ha uno squalo balena e vasche di dimensioni rare. Ci vogliono 2-3 ore per vederlo con calma. Se sei in viaggio con bambini è quasi obbligatorio.
Quando è il periodo peggiore per andare a Osaka?
Luglio e agosto: caldo umido insopportabile, 35°C con umidità alta. Anche la Golden Week (fine aprile-inizio maggio) è sovraffollata, ma almeno il clima è buono. Evita il Ferragosto giapponese se puoi.
Mappa di Osaka
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