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Home » Prima di partire » Tax Free in Giappone: Come risparmiare 10% sullo shopping

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Tutti gli stranieri che sono in viaggio nel Paese del Sol Levante possono aderire al programma tax free, una manna per tutti noi che attendiamo di spendere i nostri yen nei negozi di Tokyo. Ogni turista ha diritto ad avere uno sconto dell’10 % su quello che compra dei negozi convenzionati, in pratica non paga l’IVA.

Come funzione il Tax Free

I negozi che aderiscono a questo sistema sono circa 29.000 in Giappone quindi si trovano praticamente dappertutto. Per usufruire di questo sconto è necessario al momento dell’acquisto esibire il passaporto con il quale siete entrati nel paese .

Nel caso paghiate in contanti non ci sono problemi ma se lo fate con la carta di credito, questa deve obbligatoriamente essere della stessa persona che presenta il passaporto.  Pertanto non potete pagare con la carta di vostro padre o compagna o amico di viaggio ed esibire il vostro documento. In secondo luogo la carta deve essere nominale. Pertanto le postepay normali (quelle gialle per intendersi) mi sono spesso state rifiutate invece nessun problema con la PostePay Evolution.

Per poter usufruire del tax free dovete superate un minimo di spesa  (di norma 5500 yen). Fino a qualche tempi fa vi veniva applicato sul passaporto un fogliettino debitamente compilato con attaccato lo scontrino.  Questa cosa è stata finalmente superata dalla registrazione digitale dell’applicazione del tax-free sul vostro acquisto.

14 giorni in Giappone: l'itinerario che consiglio

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Come avviene il rimborso

Quello che interessa principalmente voi lettori e soggetti dall’acquisto facile come me, è la modalità di rimborso.

Sono essenzialmente tre:

  • nella stragrande maggioranza dei negozi e delle catene il rimborso dell’10% viene fatto al momento dell’acquisto quando pagate alla cassa.
  • Discorso invece diverso per quanto riguarda la catena Mandarake. Lo sconto viene effettuato in un secondo momento rispetto al pagamento. Ad esempio nel negozio di Akihabara se avete fatto un acquisto al piano ottavo, quello adibito alla action figure, o al settimo piano, specializzato in vintage nipponico, pagate subito alla cassa del piano in questione. Poi vi dovete recare al primo piano (ricordate che il piano terra in Giappone non esiste quindi in pratica scendete fino a livello stradale che per loro equivale a 1) e trovate una receptionist che vi accoglierà. Consegnerete a lei lo scontrino che vi hanno rilasciato poco prima e lei vi rifonderà direttamente in contanti la cifra relativa all’10% di IVA. Questa è una modalità molto comoda perché può anche capitare di essere a corto di contanti e pertanto di pagare i vostri acquisti direttamente con carte di credito e venire poi ripagati in contanti senza avere una commissione. Utile per avere un po’ di denaro liquido a portata di mano magari per le piccole spese, ma deleterio perché innesca un circolo vizioso nel quale con i soldi freschi in mano vi verrà voglia di fare altri acquisti e investirli subito in negozio.

  • Alcuni negozi usano l’app Pie VAT.  Il suo funzionamento è abbastanza intuitivo, una volta installata al primo avvio vi viene richiesto di inserire i vostri dati anagrafici, numero del passaporto e la carta di credito. Questa è fondamentale per ricevere l’accredito del rimborso. Quando vi troverete alla cassa del negozio il commesso vi farà pagare l’importo incluso di tasse e oltre allo classico scontino ve ne consegnerà un altro con un codice che va inserito con nell’app con il pulsante “+”. Una volta fatto vi comparirà nell’app il nome del negozio con l’importo del rimborso, e qui veniamo alle note dolenti, non vi verrà tolto il 10% ma 8,5%, probabilmente la differenza è la commissione del servizio offerta dall’app.  L’ultimo passaggio è avviare il rimborso che vi ritroverete qualche giorno accreditato. So che sembra un po’ complicato, ma per gli standard giapponesi è già un grande passo in avanti.

Stilare un elenco di negozi è assolutamente inutile, in quanto in una città come Tokyo con 30 milioni di persone dove i cambiamenti sono all’ordine del giorno ciò che scrivo oggi ha una validità nel tempo limitata, ma diciamo che sono praticamente la maggior parte degli esercizi commerciali più noti.

Cosa fare alla dogana giapponese

La risposta per fortuna è semplice : non dovete fare nulla. Le formalità doganali sono all’ ingresso e salvo casi rari che non ci riguardano non lo sono all’ uscita. Pertanto se avete la valigia piena delle vostre amate action figure o di regali per i vostri amici , e se su questi avete ottenuto il tax refund, semplicemente quando siete in aeroporto superati i normali controlli del bagaglio e del passaporto potete proseguite senza problemi verso il vostro volo.

Cosa fare al rientro in Italia

Adesso arriviamo alle note dolenti. In teoria (perché parliamoci chiaramente quasi nessuno lo fa) al rientro in patria tutti tiriamo dritto senza minimamente badare alla zona “NOTHING TO DECLARE”. In realtà la legge parla chiaro. Citiamo dalla carta del viaggiatore:

Difficilmente con tutto quello che sarete tentati di acquistare durante il vostro viaggio in Giappone non supererete l’importo stabilito dalla legge per cui “dovreste” dichiararlo al vostro rientro e in questo caso viene tassata la merce secondo la categoria merceologica di appartenenza. Ad esempio se comprate action figure o cd o modellismo, facendo una lunga ricerca sul sito dell’Agenzia delle dogane si vede che l’IVA da pagare sarebbe del 22% e quindi un vero e proprio salasso. 

Ora siete finalmente dei viaggiatori informati e sapete come affrontare ogni acquisto nel meraviglioso paese del Sol Levante! Nella speranza che l’articolo vi sia stato utile, come sempre vi auguriamo un buon viaggio e non esitate a scriverci per ogni richiesta.

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