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Dove mangiare in Giappone: 17 ristoranti tipici da provare

Dove mangiare in Giappone: 17 ristoranti tipici da provare

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Tempo di lettura: 11 minuti

Scegliere dove mangiare in Giappone significa fare un viaggio nel viaggio alla scoperta dell’affascinante mondo dei ristoranti giapponesi, dove la gastronomia si mescola con la cultura in un turbinio di sapori, profumi e tradizioni. In questo viaggio culinario attraverso il Giappone, vi condurrò alla scoperta di 17 tipologie di ristoranti uniche, ciascuna con la propria identità e specialità irresistibili.

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Dove mangiare in Giappone

Ristoranti di Fascia Economica

Ramen-ya

Immergetevi nel cuore fumante di un autentico ramen-ya, dove i noodles gorgoglianti e il brodo aromatico vi avvolgeranno in un abbraccio di comfort. Assaggiate il Tonkotsu Ramen, arricchito con brodo di maiale e guarnito con carne di maiale a fette, cipollotti e alga nori. Per un’esperienza ancora più autentica, visitate un ramen-ya locale frequentato dai residenti del quartiere per assaporare il vero spirito del ramen giapponese. I prezzi variano da 700 a 1200 yen a persona

Giappone dove mangiare ramen

Gyoza-ya

Sfornate la perfezione avvolgente dei gyoza al gyoza-ya. Assaporate il Gyoza, ravioli ripieni di maiale macinato e verdure, dorati e serviti con una salsa di soia aromatica e aceto di riso. Visitate un gyoza-ya famoso per la sua maestria nella preparazione degli gyoza, con una selezione di ripieni e una tecnica di cottura che garantisce una croccantezza perfetta e un ripieno succoso. I prezzi variano da 500 a 1000 yen a persona.

Giappone dove mangiare gyoza

Kare-ya

Riscaldati con il comfort avvolgente di un curry giapponese al kare-ya. Gustate il Katsu Kare, un curry cremoso arricchito con tonkatsu croccante, fette di cipolla e carote tenere, servito su un letto di riso bianco aromatico. Provatene diverse varianti di curry, da quelli piccanti a quelli dolci, per trovare il vostro preferito. I prezzi variano da 800 a 1500 yen a persona.

Giappone dove mangiare curry

Udon-ya

Soddisfate la vostra fame con la sostanza appagante degli udon-ya, dove noodles spessi vi avvolgono in un abbraccio caloroso. Provate l’Udon Niku, una ciotola fumante di udon con fettine di manzo tenere e cipollotti croccanti. Molti udon-ya offrono una vasta selezione di condimenti e accompagnamenti, permettendovi di personalizzare il vostro piatto secondo i vostri gusti. I prezzi variano da 800 a 1500 yen a persona.

Giappone dove mangiare ristorante udon

Ristoranti di Fascia Media

Yakitori-ya

Alla ricerca di un sapore arrostito e succulento? I yakitori-ya sono il vostro rifugio. Assaporate il Tsukune, polpette di pollo insaporite con spezie e cottura sulla griglia fino a ottenere una doratura perfetta. Oltre ai classici spiedini di pollo, molti yakitori-ya offrono una vasta selezione di spiedini di frattaglie e verdure, permettendovi di esplorare sapori autentici e insoliti. I prezzi variano da 1000 a 2000 yen a persona.

Giappone dove mangiare yakitori

Family Restaurant 

Portate tutta la famiglia in un family restaurant per un pasto soddisfacente e conveniente. Gustate il Hamburg Steak, una gustosa polpetta di carne impanata, servita con salsa gravy e contorni a vostra scelta. I family restaurant sono perfetti per chi cerca un pasto rapido e familiare, con un’ampia selezione di piatti che accontentano tutti i gusti. I prezzi variano da 1000 a 2000 yen a persona.

Giappone dove mangiare family restaurant

Kaiten-zushi

Esplorate il mondo rotante del kaiten-zushi, dove il sushi viaggia su un nastro trasportatore tentatore. Assaggiate il Gunkan Maki, barchette di alga nori riempite di tartare di tonno cremoso e uova di pesce volante. Molti kaitenzushi offrono anche opzioni di sushi fresco fatto su ordinazione, garantendo una varietà di sapori e una freschezza ineguagliabile. I prezzi variano da 1000 a 2000 yen a persona.

Giappone dove mangiare ristorante Kaitenzushi

Soba-ya

Godetevi la semplicità elegante dei soba-ya, dove i noodles di grano saraceno si trasformano in un piacere leggero e nutriente. Assaporate i Zaru Soba, soba freddi serviti con un brodo rinfrescante e cipollotti freschi. Visitate un soba-ya storico nelle montagne per un’esperienza autentica, dove i soba sono fatti a mano con farina di grano saraceno macinata al momento. I prezzi variano da 1000 a 2000 yen a persona.

Giappone dove mangiare ristorante soba

Okonomiyaki-ya

Alla ricerca di un comfort food giapponese? Gli okonomiyaki-ya sono la risposta. Gustate l’Okonomiyaki, una specie di frittata farcita con una varietà di ingredienti a vostra scelta, dal maiale al kimchi, cotto sulla piastra e finemente condito con maionese giapponese e salsa okonomiyaki. Visitate uno degli okonomiyaki-ya di Hiroshima per provare la variante locale fatta con i noodles e guarnita con una salsa più dolce. I prezzi variano da 1000 a 2000 yen a persona.

Giappone dove mangiare ristorante okonomiyaki

Kushiage-ya

Fate un tuffo nel mondo della frittura giapponese al kushiage-ya. Assaggiate il Camembert Kushiage, morbidi bocconcini di formaggio camembert impanati e fritti fino a ottenere una crosta dorata e croccante. Esplorate il menu del kushiage-ya per una varietà di ingredienti, dal pesce al formaggio, per una vera festa per il palato. I prezzi variano da 1500 a 2500 yen a persona.

Giappone dove mangiare ristorante Kushiage-ya

Tempura-ya

Immergetevi nella leggera croccantezza della tempura, un capolavoro di frittura giapponese. Deliziatevi con i Tempura Moriawase, un assortimento di gamberi, verdure e pesce immersi in una pastella aerea e croccante. Visitate un tempura-ya tradizionale dove i cuochi esperti preparano al momento ogni tempura, assicurando una croccantezza perfetta e una freschezza ineguagliabile degli ingredienti. I prezzi variano da 1500 a 3000 yen a persona.

Giappone dove mangiare ristorante tempura

Izakaya

Esplorate l’atmosfera vibrante di un izakaya, dove la birra ghiacciata e le piccole porzioni invitano alle chiacchere e alla condivisione dei piatti. Gustate lo Yakitori, spiedini di pollo alla griglia spennellati con una salsa teriyaki appena caramellata. Provatene diversi piatti e bevande per assaporare appieno la varietà dell’offerta dell’izakaya, dalla tempura alle zuppe e agli stuzzichini di pesce. I prezzi variano da 1500 a 3000 yen a persona.

Giappone dove mangiare ristorante izakaya

Yakiniku-ya

Accendete il vostro spirito culinario con una grigliata selvaggia al yakiniku-ya. Assaggiate il Karubi, sottili fettine di manzo marinate in una salsa segreta e grigliate al momento, sprigionando un profumo irresistibile. Molti yakiniku-ya offrono una varietà di tagli di carne, dallo stracotto alla lingua di manzo, permettendovi di esplorare i sapori diversi del barbecue giapponese. Alcuni yakiniku-ya hanno la formula “all can you eat” con limite di durata, di solito 90-120 minuti. I prezzi variano da 2000 a 5000 yen a persona.

Giappone dove mangiare ristorante Yakiniku

Ristoranti di Fascia Alta

Shabu-shabu e Sukiyaki

Condividete il piacere della cottura al tavolo con lo shabu-shabu e lo sukiyaki. Una volta scelto la tipologia di carne possibilmente manzo Wagyu, finemente affettata, immergetela nel brodo caldo saporito o quello delicato. Per assaporarla al meglio non cucinatela troppo. Visitate un ristorante specializzato in shabu-shabu o sukiyaki con carne pregiata per un’esperienza di qualità.  Alcuni ristoranti hanno la formula “all can you eat” su carne di qualità più bassa con limite di durata, di solito 90-120 minuti.  I prezzi variano da 3000 a 8000 yen a persona.

Giappone dove mangiare ristorante shabu shabu

Sushi-ya

In un sushi-ya, ogni piatto è la manifestazione della continua ricerca di perfezione tipica della cultura giapponese. Provate il Nigiri di Otoro, una fettina di prelibato tonno grasso crudo posata su una piccola polpetta di riso delicatamente condito con aceto di riso e cotto alla perfezione. Per un’esperienza unica, cercate un sushi-ya che offra “omakase”, affidandovi al sushi chef per creare una selezione personalizzata dei migliori piatti del giorno. I prezzi variano da 3000 a 10000 yen a persona.

Giappone dove mangiare ristorante sushi

Kaiseki-ryori

Per un’esperienza culinaria senza eguali, immergetevi nella perfezione raffinata del kaiseki-ryori. Gustate il Sakizuke, un assortimento di antipasti artistici che preparano il palato per il viaggio culinario che vi attende. Ristoranti kaiseki-ryori spesso offrono menu fissi stagionali, permettendovi di assaporare ingredienti freschi e piatti tradizionali preparati con maestria e attenzione ai dettagli. I prezzi variano da 5000 a 20000 yen a persona.

Giappone dove mangiare ristorante Kaiseki-ryori

Ryotei

Per un’esperienza culinaria di classe superiore, concedetevi un pasto al ryotei, tipici ristoranti di lusso giapponesi a gestione familiare. Gustate il Sashimi Moriawase, un assortimento di pesce crudo freschissimo, affettato con maestria e servito con una grazia senza tempo. Prenotate con anticipo per assicurarvi un tavolo in uno dei migliori ryotei del Giappone, dove il servizio impeccabile e la cucina raffinata vi lasceranno un ricordo indelebile. I prezzi variano da 10000 a 50000 yen a persona.

Giappone dove mangiare ristorante Ryotei

Conclusione

Se vi state chiedendo come trovare queste tipologie di ristoranti, semplice quando siete in Giappone aprite Google Maps, scrivete il tipo e fate una ricerca nei dintorni della vostra posizione. Sicuramente vi usciranno molti risultati, leggete le recensioni, guardate le foto e scegliete quello che più vi attrae e senza pensarci troppo poi andateci.  Assaggiate, esplorate e lasciate che i sapori del Giappone rendano indimenticabile il vostro viaggio

Itadakimasu!

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Corsi di cucina giapponese in Giappone

Corsi di cucina giapponese in Giappone

Home » Cucina giapponese

Tempo di lettura: 4 minuti

Durante un viaggio in Giappone una delle cose che più colpisce della cucina giapponese è la grande varietà di piatti. Per esperienza posso affermare con certezza che è impossibile dopo un primo assaggio della cucina giapponese non trasformare il proprio tour anche in un viaggio alla scoperta di tutti i piatti della tradizione culinaria nipponica. Ma oltre a mangiare non ti piacerebbe anche imparare a cucinare? 

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Come imparare a cucinare giapponese in Giappone

Grazie ai servizi offerti da airKitchen  è possibile partecipare a dei mini corsi di cucina giapponese. I corsi si svolgono direttamente nelle case di famiglie di giapponesi che ti ospitano nella loro cucina e ti insegnano le ricette che preparano tutti i giorni.  Ovviamente dopo aver preparato il piatto lo si mangia!

Come partecipare ai corsi di cucina in Giappone

airKitchen ti permette di cercare i corsi di cucina disponibili per ogni città del Giappone e la scelta è talmente vasta che non è facile scegliere…  Ogni corso di cucina giapponese è ben descritto ed è chiara la durata, il prezzo, il menu e come i svolgerà l’esperienza, inoltre c’è la presentazione del giapponese che vi ospiterà. Una volta deciso il corso a cui volete prendere parte basterà scegliere il giorno in cui partecipare,  prenotare e attendere la conferma del vostro ospite.

Perchè partecipare a un corso di cucina in Giappone

Che tu sia un cuoco provetto o come me alle prime armi, i corsi di cucina di airKitchen sono facili e cosa più importante sono una esperienza genuina! Perché oltre a imparare a cucinare qualche piatto si ha la possibilità di entrare in contatto con giapponesi che parlano inglese e di entrare nello loro case e nelle loro cucine. Condividere con loro alcune ore e conoscere meglio la cultura e le tradizioni, non solo culinarie, di questo straordinario paese. In alcuni casi si ha anche la possibilità di andare a fare la spesa al mercato. La cosa che più mi ha colpito è che i corsi di cucina  di ariKitchen non sono costosi per quello che offrone ed è per questo  li consiglio.

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Donburi: la tazza dai mille gusti

Donburi: la tazza dai mille gusti

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Tempo di lettura: 6 minuti

Esistono alcuni piatti giapponesi che spesso sormontati dalla fama del sushi del Ramen e della Tempura, passano inosservati, sono diffusissimi, molto consumati, ma solitamente non compresi nell’immagine classica che un’occidentale ha del Giappone e della sua cucina. La semplicità di queste preparazioni è inversamente proporzionale alla loro succulenza e questo purtroppo gli fa perdere un po’ di prestigio.

Oggi parleremo dei Donburi, una di queste particolari categorie di piatti che merita assolutamente di essere conosciuta e assaggiata. Il Donburi è un piatto basico della gastronomia giapponese. Il suo nome riflette questa semplicità visto che la parola “Donburi” spesso abbreviata in “Don”, significa letteralmente “grande tazza”.

Il principio è semplice : una tazza di riso bianco (gohan) guarnita con i più svariati ingredienti, principalmente verdura, uova, pesce, crostacei o carne.

Un piatto popolare e comune nel paese del sol levante, dove si sa il riso è sacro, quindi paradossalmente molto più “giapponese” di molte altre pietanze più blasonate e di origine straniera. Il concetto del Donburi è simile a quello della nostro piatto nazionale, la pasta, dove un cereale (o una preparazione a base di cereali nel caso della pasta), viene guarnita da ingredienti di varia natura e consumata quotidianamente. E come per la pasta, ne esistono diverse versioni, delle quali alcune sono sicuramente più conosciute e diffuse, andiamo a vedere i principali:

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Guida ai tipi di Donburi

Unagidon (Unadon)

Una tazza di riso con sopra dell’Unagi Kabayaki, ovvero l’anguilla d’acqua dolce grigliata. Sembra essere il primo Donburi servito, viene infatti creato durante l’epoca Edo per potersi sfamare durante le lunghe ore di spettacoli teatrali in maniera veloce e discreta.

Katsudon

Specialità della zona centro-sud del Giappone (Okayama ne prepara svariate versioni) consiste in una tazza di riso sormontata da una cotoletta di maiale impanato (Tonkatsu), spesso accompagnato da omelette cremosa e cipolla.

Curioso sapere che questo piatto viene consumato a come un rituale prima di un’importante esame, il suo nome ricorda infatti la parola “vincere” in giapponese.

Oyakodon

Il nome di questo Domburi risulta un po’ cinico, visto che significa letteralmente “tazza di genitori con i figli”. L’accompagnamento del riso sono infatti pollo e uova

Tamagodon

Donburi estremamente economico preparato principalmente con riso, uovo strapazzato e cipolla.

Gyudon

Sicuramente uno dei Domburi più diffusi, tanto che ne esistono alcune catene estremamente famose ed economiche, tra tutte Yoshinoya, Matsuya, Nakau e Sukiya.

La ricetta originale consiste in una tazza di riso cosparsa di fettine di manzo saltato con cipolle e salsa dolce , guarnita poi, a seconda della versione, con vari ingredienti.

Butadon

Variante del Gyudon ma con la carne di maiale, divenuto famoso in Giappone durante il periodo della “mucca pazza”.

Kaisendon

Nome derivato da “Kaisen” ovvero “frutti di mare freschi” è il mio Donburi preferito e anche uno dei pochi ad essere servito freddo. Il Gohan in questa preparazione è ricoperto di fettine di pesce, crostacei e molluschi principalmente crudi. Piatto da degustare prevalentemente nelle zone di mare, soprattutto in Hokkaido (per molti il suo luogo d’origine), dove la freschezza del pesce e i suoi costi più contenuti lo rendono un vero Must!

Da non confondere con il “Chirashizushi” dove il riso è condito con aceto e non neutro. Inoltre da sapere che se un Kaisendon è guarnito con un solo ingrediente marino, prenderà il nome di quest’ultimo ad esempio Unidon (riccio di mare), Ikuradon (uova di salmone), Ebidon (gamberi) ecc.

Tekkadon

Variante del Kaisendon più famosa che comprende solamente fettine di tonno crudo sopra il riso.

Tendon

Ovvero la ciotola di riso con Tempura, unico tra i vari Donburi conosciuti a poter essere totalmente vegetariano. Anche di questo piatto ne esistono alcune catene famose come ad esempio Tendon Tenya.

Da sapere inoltre che la popolarità del Donburi è data anche dal fatto che essendo di facile esecuzione e volendo molto economico, è spesso preparato anche in casa dai giapponesi con gli ingredienti che più preferiscono senza seguire alcuna ricetta. Questa pratica prende il nome di “pâsonaru-don”

Spero che questo semplice articolo su uno dei piatti più vari e deliziosi del sol levante vi abbia incuriosito abbastanza da farne una scorpacciata nel vostro prossimo viaggio in Giappone, mi raccomando quindi: assaggiate, assaggiate, assaggiate!

ITADAKIMASU!!!!!

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Street food giapponese: i 12 cibi da strada da provare

Street food giapponese: i 12 cibi da strada da provare

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Tempo di lettura: 8 minuti

Lo street food, ovvero il cibo da strada che spesso caratterizza il luogo in cui ci troviamo, sembra essere la nuova tendenza del momento. Queste pietanze preparate all’ aperto, economiche e da consumare in piedi, sono ultimamente sempre più diffuse anche in Europa. Nei paesi del sud America, dell’oriente e dell’Asia fanno invece parte della tradizione da molti anni e permettono spesso al turista di assaggiare quella che è la cucina tipica del posto. Ovviamente con i tempi moderni (e con l’aumentare dell’interesse a riguardo) le specialità da strada sono in alcuni casi state modificate per essere più appetibili alla massa e in qualche caso create apposta per soddisfare i gusti diversi del turista. Questo comporta il fatto che l’offerta di questo settore della gastronomia si amplifica e diversifica continuamente, soddisfacendo sia i palati più tradizionali, sia quelli in cerca di nuovi sapori. Personalmente ritengo il cibo da strada fantastico, una specie di “ritorno alle origini moderno” che permette ad ogni viaggio (soprattutto in Asia), di assaggiare prelibatezze sempre diverse.

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Ovviamente il Giappone, che come tutti i paesi asiatici dà molta importanza al cibo, ha un suo street food caratteristico e famoso, e anche se non al livello (almeno culturale) di quello della maggior parte dei paesi del sud est asiatico e della Cina, permette di assaggiare una moltitudine di pietanze davvero incredibili!

Il fatto di essere un paese “avanzato” rispetto ai paesi del sud est asiatico, quasi “occidentale” in certi casi, fa si che le leggi imposte sulle norme igieniche sanitarie stiano facendo sparire piano piano tutti i famosi Yatai, ovvero i chioschi ambulanti dediti appunto proprio alla preparazione del cibo da strada.

Purtroppo ormai lo street food giapponese si può trovare quasi solamente durante i famosi matsuri (festival giapponesi) o in occasioni celebrative (oppure in qualche quartiere di alcune città come Fukuoka nel Kyushu).

Ma quali sono quindi queste famose specialità cosi deliziose ed economiche?

La classifica del cibo da strada preferito dai giapponesi

12. Karaage (Circa 300 Yen 8 pezzi)

Ovvero bocconcini di pollo pastellati e fritti. Il profumo di frittura inconfondibile richiama gli avventori e la consistenza croccante unita al sapore intenso ne fanno uno dei piatti più consumati durante le feste.

11. Baby Kasutera (circa 500 Yen per 20 pezzi)

Meno frequenti, ma molto apprezzati, questi bocconcini di simil pan di Spagna (tipici di Nagasaki) sono uno degli street food preferiti dai giapponesi durante i Matsuri.

10. Banana al cioccolato (Circa 200 Yen) 

Dessert molto più occidentale che giapponese, ma sempre più in voga tra i giovani del posto. Una semplice banana sbucciata, infilzata in uno spiedino e immersa nel cioccolato fuso per poi essere cosparsa da vari ingredienti dolci (scaglie di zucchero, canditi ecc) che ne rendono l’aspetto molto invitante.

9. Taiyaki (circa 120 Yen)

Il famosissimo “dolcetto” farcito di marmellata di fagioli azuki (Anko). Preparato con una pastella simile a quella dei waffle su una piastra che gli conferisce la tipica forma di orata (Tai-yaki=Orata grigliata).

8. Yakitori (Circa 100 Yen)

Non c’è molto da dire su questi ormai famosissimi spiedini di pollo alla griglia. Li potrete trovare ovunque (principalmente negli Izakaya) e sono un comune e apprezzatissimo street food. Originariamente venivano preparati solo con le parti del pollo (Yaki-tori=pollo-grigliato), ma attualmente vengono declinati in moltissime versioni e con gli ingredienti più disparati, ma sempre e comunque cotti sulla carbonella.

7. Patata al vapore con il burro (circa 300 Yen)

Una patata sbucciata e cotta al vapore fino a renderla soffice al quale si aggiunge un ingrediente occidentale, il burro, che la rende vellutata e deliziosa (e ne aumenta notevolmente il prezzo). 

6. Kakigori, la granita giapponese (Circa 300 Yen)

Grande classico estivo dello street food nipponico. Il ghiaccio tritato finissimo, viene cosparso con gli sciroppi più disparati, dai più “naturali” (fragola, matcha ecc) ai più “chimici” (blue hawaii, bubble gum ecc). Ne esistono due versioni, quella del Kansai, più comune, con lo sciroppo versato sul ghiaccio e quella del Kanto dove lo sciroppo è alla base e si mette il ghiaccio sopra.

5. Mais dolce grigliato (circa 400 Yen)

Io ho un debole per questa pietanza! Il dolce del mais e il leggero aroma della salsa di soia spennellata sopra che caramellizza durante la cottura, ne rendono il sapore inconfondibile e delizioso!

4. Calamaro alla piastra (Circa 500 Yen)

Questo famosissimo piatto, chiamato anche “poppo” per via dello scoppiettio che emette quando viene grigliato, è sicuramente uno dei simboli delle bancarelle dei Matsuri. Viene rappresentato in tutti gli anime e manga che raffigurano questi eventi e non esiste una festa senza uno stand che propone questo delizioso cibo da strada.

3. Okonomiyaki (Circa 500 Yen)

Chi non conosce l’Okonomiyaki vuol dire che non è mai stato in Giappone!! È sicuramente assieme al Sushi e al Ramen una delle pietanze più famose all’estero e sicuramente immancabile durante un Matsuri.  Gli ingredienti cambiano a seconda di chi lo prepara (Okonomi-Yaki=ciò che vuoi-grigliato), ma parte da una base di uova, farina verza sminuzzata, a cui si aggiungono pancetta o frutti di mare (o entrambi) e che infine viene cosparsa di salsa Otafuku, Katsuobushi, Kewpie e sansho. Ne esistono principalmente due versioni: quella di Osaka, sopra descritta e quella di Hiroshima che agli ingredienti sopracitati aggiunge anche i soba. Quest’ultima versione viene anche chiamata modanyaki.

2. Takoyaki (Circa 350 Yen per sei pezzi)

Altro emblema della cucina da strada giapponese. Se vedete durante un Matsuri uno stand contraddistinto da un’insegna con un polipo fiondatevici subito, è uno stand di Takoyaki! All’inizio verrete ipnotizzati dai movimenti fulminei con cui il cuoco gira le sfere sulla piastra, poi rimarrete ustionati dal primo boccone che grazie al suo estremo calore interno miete vittime tra gli ignari e infine sarete conquistati dalla sua cremosità e dal suo succulento sapore, tanto da volerne subito un’altra porzione! Preparata con una base di pastella da crêpe, del polipo bollito e dell’erba cipollina, questa pietanza è da assaggiare assolutamente!

1. Yakisoba (Circa 400 Yen)

Ed eccoci arrivati al posto più alto del podio, la pietanza da strada giapponese per antonomasia, sua maestà lo yakisoba. Sempre presente, abbondante, economico, delizioso, il cui sfrigolio attira l’attenzione di tutti i presenti e il quale profumo richiama orde di affamati avventori, questo piatto è sicuramente il numero uno (nonché il mio preferito) tra tutti i cibi da strada. Nella loro semplicità, questi noodels alla piastra con verza, salsa Otafuku e pochi altri ingredienti rappresentano senza ombra di dubbio quello che deve essere un vero street food. Fatevi un favore, assaggiatelo almeno una volta durante un Matsuri, non ve lo scorderete.

Durante un viaggio in Giappone la possibilità di assaggiare differenti pietanze sarà sempre presente, la quantità di ottimi ristoranti (anche sotto forma di catene) a prezzi spesso modici è alta, e potrete soddisfare il vostro appetito a seconda dei vostri gusti molto facilmente. Consiglio però, se ne avete la possibilità, magari proprio durante un Matsuri estivo, di provare le specialità “di strada” in una delle tipiche bancarelle, diventerà molto probabilmente uno dei vostri più bei ricordi del viaggio.  ITADAKIMASU!!!!!

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Shojin ryori: la cucina dei monaci buddhisti

Shojin ryori: la cucina dei monaci buddhisti

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Tempo di lettura: 4 minuti

La cucina giapponese, negli ultimi anni divenuta molto famosa grazie ai suoi piatti emblematici e alle tecniche utilizzate spesso sofisticate e dal risultato molto coreografico, possiede uno stile a parte, che non mette in primo piano la tecnica e il raffinamento bensì l’armonia e il rispetto degli ingredienti che vengono utilizzati. Questa cucina è detta Shojin, la cucina dei templi Zen.

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La storia della cucina Shojin ryori

Portata nel XIII secolo dai monaci cinesi in Giappone, questo stile di cucina essenzialmente vegana è consumata da religiosi e credenti nelle zone dell’Asia influenzate dal buddismo cinese. Il suo nome tradotto significa “cucina della devozione” e si basa sul principio buddista che vieta di prendere la vita, infatti oltre a agli animali, in questa dieta sono escluse le piante/radice come patate, cipolle e carote visto che consumarle significherebbe portare la pianta alla morte.

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Le caratteristiche della Shojin ryori

Come la cucina kaiseki, predilige il rispetto delle stagioni e l’utilizzo dei prodotti locali per poter vivere in equilibrio con la natura, ma anche di evitare a tutti i costi gli sprechi, utilizzando per le varie preparazioni parti vegetali come foglie, bucce e radici, generalmente scartate.

Per evitare il disequilibrio dei sensi sono inoltre esclusi ingredienti dall’odore pungente o troppo aromatico, come lo scalogno, l’aglio, le spezie, e ovviamente l’alcool.

Tutte queste restrizioni, non impediscono comunque alla Shojin Ryori di essere bella e ricca di ingredienti e sapori.

I piatti nella cucina Shojin Ryori

In un tempio o in un ristorante che serve questa cucina Zen, assaggeremo spesso del tempura di verdure quali il loto, la zucca o i semi di ginko. Molta importanza ha il tofu in tutte le sue declinazioni (fritto, fresco, in zuppe) e lo yuba, ovvero la fine pellicola che si forma sulla superficie del latte di soia quando lo si riscalda. Piccoli fiori e foglie fanno inoltre da decoro a questi graziosi e salutari piatti. Zuppa di miso e riso bianco sono ovviamente presenti per accompagnare il tutto.

Attualmente in molti posti, l’esperienza Shojin per certi versi è molto simile a quella Kaiseki. Si tratta infatti di un pasto tradizionale giapponese che combina una moltitudine di piccoli piatti eseguiti con differenti modi di cottura per un’esperienza gustativa completa. I due concetti di cucina si combinano a meraviglia visto che la Shojin ryori ricerca l’armonia con la natura negli ingredienti scelti, l’arte del Kaiseki si basa sull’armonia tra i gusti, la consistenza e l’aspetto del cibo, con l’unica differenza che un pasto Kaiseki non deve per forza essere vegano.

Per seguire questa linea che si basa sull’armonia, le varie pietanze sono servite quasi tutte in tazze o piatti di forma rotonda per dare a chi mangia una rappresentazione “cosmica”  del mondo.

Una cucina centenaria che sta pian piano, grazie alle moderne tipologie di alimentazione, ritornando in primo piano e che offre oltre che bellezza e piacere del palato anche indiscutibili effetti benefici per l’organismo.

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Wagashi: i dolci tradizionali giapponesi

Wagashi: i dolci tradizionali giapponesi

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Tempo di lettura: 11 minuti

Il Giappone, impero degli dei, ma anche paradiso dei manga e dei video giochi, ha questa particolarità di cambiare in permanenza restando sempre però se stesso.

Il fatto di essere un isola crea una “distanza” tra i suoi abitanti e il resto del mondo e sviluppa la curiosità dei suoi artigiani, che sempre informati su quello che succede oltre mare, evolvono la loro arte, rimanendo però legati fermamente alle proprie tradizioni.

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Infatti, se è vero che esistono poche cose di origine prettamente giapponese, è anche vero che la maggior parte di cose, dopo essere state adattate al gusto del popolo nipponico, acquistano sensibilità e carattere a loro propria, diventando spesso simboli di questo paese.

Ed è per questo che mentre i giapponesi consumano i wagashi, vere e proprie opere d’arte data la loro fabbricazione che si è evoluta con l’avanzare dei secoli, conservano lo stesso sentimento di rispetto e venerazione della natura che aveva ispirato i loro antenati nella creazione di questa antica pasticceria.

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I wagashi sono dei dolci tradizionali giapponesi preparati principalmente con farina di riso (o grano), zucchero di canna e fagioli azuki. Altri ingredienti si aggiungono poi per le diverse ricette, rimanendo comunque sempre naturali.

Le 4 tappe che hanno segnato la storia della pasticceria nipponica

Anche se la maggior parte dei wagashi consumati attualmente sono fabbricati dall’epoca Edo, la loro storia è molto più antica…

1- La prima tappa è l’epoca Jômon (dal X secolo a.C. al III secolo a.C.), quando per via dell’assenza di agricoltura le persone vivevano ancora di raccolta nei boschi e di caccia.

Le occasioni di sfamarsi erano rare, si cercavano dunque il più possibile ingredienti calorici, e visto che lo zucchero non esisteva ancora, era nella frutta e specialmente nelle castagne che i giapponesi riuscivano a trovare la dose di glucidi per sopravvivere. Per gli abitanti dell’arcipelago i primi dolci erano quindi composti esclusivamente da prodotti vegetali.

In seguito per conservare meglio le castagne le fecero essiccare e le ridussero in farina. Scoprirono inoltre che erano più buone se accompagnate da uno sciroppo zuccherato ottenuto dal succo d’uva. Un nuovo tipo d’arte gastronomica cominciava a prendere forma……

2- La seconda tappa fu una vera e propria evoluzione, che avvenne durante l’epoca Nara, quando gli ambasciatori giapponesi, tornati dai viaggi in Cina, portarono all’imperatore numerose pasticcerie. Molto più che semplici frutti, erano composte da farina, pasta di soia e fagioli. L’utilizzazione di questi ingredienti modellabili permettevano agli uomini di dare la forma voluta alla preparazione.

Ispirati dalla natura e dalla poesia, i dolci cominciarono a prendere le forme più originali e piacevoli alla vista, come fiori, frutti, foglie e addirittura alberi.

Anche se sempre più frequenti e formate da ingredienti banali (ma al tempo costosi), queste pasticcerie erano considerate un lusso e venivano utilizzate solamente durante le cerimonie religiose.

Nasce inoltre il termine wagashi dove  “wa”, letteralmente pace e armonia, il termine scelto dai giapponesi per rappresentare il proprio paese, permetteva di differenziare i dolci nipponici da quelli d’oltre oceano.

3- La terza tappa fu l’importazione delle piante di té da parte del monaco Zen Eisai nel 1191. La bevanda aveva un aroma leggermente amaro e doveva essere accompagnata da qualcosa che ne bilanciasse il gusto. I pasticceri si applicarono allora per creare nuove ricette di wagashi sempre più dolci che potessero accompagnare il té durante la famosa cerimonia. Dato che questa pratica era fortemente influenzata dal buddismo zen, tutto doveva essere in sintonia con la natura, dalle ciotole ai vari strumenti passando ovviamente per i wagashi che cominciarono a prendere forme sempre più minute e naturali dai colori che rispettassero le stagioni.

4- La quarta e ultima tappa avvenne nel XVI secolo ancora una volta grazie dagli stranieri. Furono i portoghesi infatti che, portando zucchero e uova con il commercio, permisero ai pasticcieri giapponesi di far evolvere la produzione di wagashi. L’unificazione del Giappone realizzata nel 1603 dallo Shogun Tokugawa, permise a questi dolci di diffondersi e di uscire dalla ristretta cerchia delle cerimonie religiose. Si creò una concorrenza tra la pasticceria di Tokyo (all’epoca Edo) e Kyoto che portò gli artigiani a creare i wagashi più svariati e dai colori accesi, ovvero quelli che si consumano ai giorni nostri.

Purtroppo però l’apertura forzata del Giappone attuata dagli americani, all’inizio dell’era Meji decretò un’invasione della pasticceria europea nel suolo nipponico togliendo molta notorietà ai wagashi, ed è proprio per questo che i dolci giapponesi inventati dopo questo periodo non vengono considerati tali.

Fortunatamente alcune città come ad esempio Kyoto, famosa per sapersi rinnovare mantenendo forti le tradizioni, continuano grazie ai propri maestri artigiani, a preparare i wagashi proprio come prima del periodo Meji.

I vari tipi di wagashi

Da sottolineare il fatto che esistono quattro sottocategorie di wagashi:

  • Nama-gashi: che comprendono i dolci composti da farina di riso glutinoso, anko, e kanten (agar agar).
  • Hi-gashi: ovvero la forma secca dei wagashi.
  • Namban-gashi: i dolci portati dai portoghesi nel XVI secolo e diventati parte del quotidiano giapponese.
  • Zatsu-gashi: dolci semplici ed economici consumati quotidianamente da tutti. 

Ecco di seguito una carrellata dei più famosi

 

Nama-gashi

Mochi: Il Nama-gashi per eccellenza, formato da di riso glutinoso messo a bagno in acqua, e in seguito schiacciato e pestato sino all’ottenimento di una massa gommosa che viene divisa in piccole sfere. È spesso consumato in questa forma ma anche usato come base per altri dolci.

Daifuku: Si tratta di un piccolo mochi, farcito di un ripieno dolce, spesso anko, ma anche di piccoli frutti come la fragola.

Kushi-Dango: Ce ne sono di vario tipo, dolci salati e aromatizzati in vari modi. Sono palline di farina di riso e di riso glutinoso spesso infilzate in uno spiedino.

Yubeshi: Dolce di riso glutinoso, zucchero e soia, dalle varie forme e aromatizzato alla frutta, spesso allo Yozu.

Manju: Simile al Daifuku, ma l’impasto è formato da farina di riso e di grano saraceno. Durante il Momiji prendono la forma di foglie d’acero.

Nerikiri: Massa modellabile creata a partire da farina di riso glutinoso, zucchero e fagioli che viene colorata e alla quale vengono date le forme di fiori e frutti. È una preparazione molto artistica tipica di Kyoto.

Mizu-yokan: Tipica del periodo estivo, questa gelatina è formata da fagioli azuki, zucchero e kanten.

Kuzu-zakura: palline di anko (marmellata di fagioli azuki) ricoperte di gelatina.

Monaka: una specie di sandwich dove due cialde croccanti di mochi cotte al forno, vengono farcite con marmellata di fagioli, castagne o sesamo (e danno anche il nome ad un personaggio di Dragon ball super).

Hi-gashi

Sembei: Hi-gashi simili ai crackers ma preparati con farina di riso (e danno anche il nome al famoso professore di Dr Slump e Arale).

Rakugan: “biscottini” di farina di riso e zucchero. Accompagnano spesso il té verde durante la cerimonia.

Namban-gashi

Kasutera: Il più famoso dei Namban-gashi. Conosciuto anche come “Castella” è un dolce simile al pan di Spagna.

Kompeito: Caramelline colorate, fatte di zucchero e farina di mais.

Boro: Simile dalla forma agli amaretti, composto da farina, zucchero e uova.

Zatsu-gashi

Dorayaki: Famosissimo dolcetto (mangiato spesso dai protagonisti dell’anime Doraemon) formato da due dischi di impasto cotto di Kasutera e farcito con marmellata di azuki (nelle versioni più moderne anche nutella e custard). Se vi piacciono i Doraiaki non perdetevi il film “Le ricette della signora Toku“.

Tai-yaki: Dolce a forma di Orata (Tai) preparato con una normale pastella da pancake e farcito con vari ingredienti (anko, nutella, custard ma anche formaggio), cotto poi in una speciale piastra che gli darà l’insolito aspetto.

Ama-natto: Vari tipi di fagioli bolliti e ricoperti da una glassa di zucchero.

Daigaku-imo: Patate dolci arrostite con sciroppo e grani di sesamo, tipiche dello street food giapponese.

In molti, a dire il vero, essendo abituati alla golosissima pasticceria europea fatta di creme, cioccolato e impasti morbidi o croccanti, restano al primo acchito piuttosto delusi dai wagashi. È come al solito una questione di gusti, in questo caso per poter apprezzare dei dolci cosi particolari e diversi dai nostri bisogna provare ad abituarsi a gusto e consistenza, provandoli varie volte e pensando a come pian piano con l’evoluzione del Giappone sono stati creati.

 In ogni caso ITADAKIMASU!!!!!

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