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Takarazuka: guida a cosa vedere

Takarazuka: guida a cosa vedere

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Tempo di lettura: 6 minuti

Takarazuka è una città che fa parte del conurbato di Osaka, dalla stazione centrale la si raggiunge in mezz’ora di treno. Takarazuka è famosa perché qui è nata la compagnia teatrale che ne ha preso il nome: Takarazuka Revue, e per essere il luogo dove Osamu Tezuka, il “Dio dei Manga”, ha trascorso una parte nella sua vita.

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Cosa vedere a Takarazuka

Museo dei manga di Osamu Tezuka

Il museo dedicato a Osamu Tezuka, è strutturato in tre piani dagli ambienti che riproducono lo stile “arrotondato” delle architetture di Tezuka. Sono esposti oggetti personali, foto, disegni e tavole originali. Il museo non è molto grande, ma è comunque interessante, soprattutto se siete fan di Osamu Tezuka o avete con voi dei bambini.

Takarazuka Revue

Takarazuka Revue è una compagnia che mette in scena musical, la sua particolarità è essere composta da sole donne che interpretano sia i ruoli femminile che maschili. La potremmo definire come le versione pop-femminista del teatro Kabuki, dove gli attori sono solo uomini. A differenza di questo le sue origini sono più recenti e meno nobili, la compagnia è stata fondata nel 1914 per pubblicizzare il punto di arrivo di una linea ferroviaria, nel 1924 con una sempre più crescente popolarità gli viene assegnato l’attuale teatro.

Lo stile è ispirato a Broadway e infatti la compagnia mette in scena diverse opere occidentali,  il vero successo arriva negli anni ‘70 con l’adattamento del manga “La Rosa di Versailles”, che non è alto che il nome originale di Lady Oscar! Da allora è stato un successo continuo che ha portato all’apertura di un teatro a Tokyo, la pubblicazione di riviste e pesino ad avere un canale televisivo. Tutto questo è celebrato dalle statue lungo la via che porta al teatro. Gli spettacoli sono spesso ispirati anche a film e manga e se volete assistervi bisogna acquistare con largo anticipo i biglietti che potete trovare sul sito ufficiale (non preoccupatevi, stranamente è in inglese!).

Tempio Kiyoshi Kojin Seicho-ji

Il Kiyoshi Kojin Seicho-ji è un tempio buddhista molto affascinate che si trova in una vasta area boschiva ed è formato da diversi edifici. Il Kiyoshi Kojin Seicho-ji è un esempio del periodo in cui buddismo e shintoismo si fusero assieme, infatti al suo interno viene anche celebrato Kojin, la divinità shintoista del fuoco e del focolare. Nonostante sia stato distrutto e ricostruito più volte nei secoli gli edifici sopravvissuti non sono stati “modernizzati” come spesso accade ma mantengono il loro aspetto originale

La cosa che più mi ha affascinato è l’ Hibashi Nosho, la “sala delle pinze da braci”, dove sono accatastate migliaia di pinze di varie dimensioni che secondo la tradizione sono degli amuleti, se si sta vivendo un periodo particolarmente sfortunato le si possono portare a casa e restituirle quando la sfortuna è passata. Se siete a Takarazuka vi consiglio di andare al Kiyoshi Kojin Seicho-ji, raramente è visitato da turisti, ci sono molte cose da vedere ed è immerso nella natura. Per raggiungerlo scendete alla stazione Hankyu Kiyoshikojin in modo da percorrere la via pedonale che porta al tempio, ci si impiega 20 minuti ed è un po’ in salita ma troverete di sicuro molti posti dove fermarvi, la strada è costellata di ristoranti e negozi che vendono di tutto!

Ingresso: Gratis

Orari: Lun – Ven 8.00 – 17.00, Sab – Dom 6.00 – 18.00

Takarazuka raramente viene visitata se non per il Museo dedicato a Osamu Tezuka, ma se siete ad Osaka, e per una mezza giornata volete allontanarvi dal caos di Dotonbori e dei luoghi più turistici potreste considerare di aggiungerla al vostro itinerario, di sicuro non resterete delusi…

 

Mappa di Takarazuka

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Museo dei Manga di Osamu Tezuka a Osaka

Museo dei Manga di Osamu Tezuka a Osaka

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Tempo di lettura: 4 minuti

Osamu Tezuka è il “Dio dei Manga“. Ha creato il primo manga, ha fondato la Mushi Production che produsse il primo anime televisivo e a lui si devono gli “occhioni” che ancora oggi caratterizzano molti personaggi di manga e anime.  Nella sua vita disegnò più di 700 manga, alcuni famosi anche da noi grazie alle trasposizioni animate che arrivarono in Italia negli anni ’80 come: “Kimba, il leone bianco”, “Astro Boy”, “La principessa Zaffiro”, “I bon bon magici di Lilly”.

Osamu Tezuka abitò fino ai 24 anni a Takarazuka e qui, in questa città a meno di un’ora da Osaka, nel 1994 è stato aperto il Tezuka Osamu Manga Museum. Il museo è un viaggio nel “mondo” di Osamu Tezuka, che attraverso i suoi personaggi, le sue opere e i suoi oggetti, ripercorre la sua vita e cerca di trasmettere il suo messaggio di amore per la natura e il rispetto per la vita.

Il museo si riconosce dalla grande statua  di una fenice nell’inconfondibile stile di Tezuka posta all’entrata. Se dall’esterno l’edificio non pare nulla di così particolare bastano pochi passi dopo aver superato l’ingresso per capire di essere nel “mondo” di Osamu Tezuka. Si è accolti dal suo sorridente faccione in stile manga riprodotto su un mosaico del pavimento e dalla  statua di Astro Boy. Circondati da pareti che riproducono il castello della Principessa Zaffiro e sul soffitto una bellissima vetrata con i personaggi più iconici.

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Cosa vedere al Museo di Osamu Tezuka

Il museo è strutturato in tre piani:

  • Al primo piano in 40 capsule di vetro, che riproducono fedelmente quelle presenti nel manga “La Fenice”,  sono esposti oggetti personali, foto, appunti, disegni, pubblicazioni  che raccontano la vita del Maestro. Inoltre nello stesso piano sono esposte varie riproduzioni dei personaggi più famosi.
  • Al secondo piano si trova una libreria, dove leggere i manga di Osamu Tezuka, un negozio di souvenir, un caffè e una esposizione di disegni e tavole originali.
  • Al piano sotterraneo c’è una riproduzione dello studio di Tezuka e una zona in cui si tengono laboratori in cui disegnare al computer dei personaggi e animarli. Tutti i piani hanno un’architettura che riproduce lo stile un po’ retrò di Osamu Tezuka, fatto di linee curve e colori accesi ma è in questo piano,  tra valvole, indicatori di pressione, tubi, manovelle e vecchi calcolatori, dove la sensazione di essere in un suo manga è più forte.

Il museo ospita ogni anno tre mostre temporanee in cui vengono selezionate ed esposte tavole e opere di Osamu Tezuka scelte tra le 150.000 tavole che ha disegnato durante la sua vita. Inoltre uno spazio viene dedicato a mostre di altri autori.

Perché visitare il museo di Osamu Tezuka?

Il museo nonostante la sua importanza non è molto grande e lo si visita in un’ora (al massimo due se si partecipa al laboratorio), per cui i motivi per visitarlo sono due, o perché si è fan o perché si è curiosi. Se lo visitate, come ho fatto io, per curiosità e non volete uscire delusi, entrate nel “mondo” di Osamu Tezuka con gli occhi di un bambino lasciandovi coinvolgere e stupire dalla sua creatività e dalla forza del suo messaggio. Un messaggio semplice, universale, ma attuale oggi più che mai!

Orari
9.30 – 17.00 (ultimo ingresso 16.30)

Chiusura:  mercoledì

Biglietti

 Adulti: 700 yen

Studenti: 300 yen

Bambini: 100 yen 

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Sumiyoshi: il grande santuario di Osaka

Sumiyoshi: il grande santuario di Osaka

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Tempo di lettura: 3 minuti

Osaka è una città famosa per essere molto vivace e divertente e i quartieri di Dotonbori e Shinsekai rappresentano al meglio questa sua caratteristica. Ma ad Osaka c’è un luogo “magico” dove il silenzio e la spiritualità regnano: il santuario Sumiyoshi. Sumiyoshi è uno dei santuari più antichi, risale al 211 d.c, ed è il primo di più di 2000 santuari Sumiyoshi sparsi in tutto il Giappone. Il Santuario è dedicato ai Kami (divinità shintoiste) della navigazione, della guerra e della poesia.

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Il santuario è stato costruito prima dell’arrivo del buddismo in Giappone e delle influenze cinesi che questo ha portato, per cui il Sumiyoshi ha uno stile architettonico “originale” che prende il nome da esso: Sumiyoshi-zukuri. Lo stile Sumiyoshi-zukuri è riconoscibile dai tetti dritti la cui sommità termina con due travi che formano una “V” seguiti da cinque orizzontali.

Il Sumiyoshi è immerso in un grande parco ed ospita diversi edifici ,  per arrivare all’entrata principale del santuario bisogna oltrepassare il ponte Sorihashi, uno spettacolare ponte ad arco che specchiandosi sullo stagno forma una ellisse perfetta. Il ponte dalle 21 viene illuminato così da rendere l’atmosfera ancora più affascinate tanto che viene considerato uno dei 100 paesaggi notturni più belli di Kansai.

Il santuario è un luogo sacro e non un’attrazione turistica. Ancora oggi è meta di pellegrinaggio di marinai, atleti di arti marziali e poeti che vengono a pregare le divinità, ed è il santuario più visitato durante il capodanno.  Il modo migliore per visitarlo è farlo nel silenzio e prendendosi tutto il tempo per poter vivere appieno la sacralità  di questo luogo “magico” dove i suoni e rumori della città che lo circonda non si sentono.

Ingresso: Libero Orari: 6.00 – 17.00 

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Tottori: il deserto giapponese

Tottori: il deserto giapponese

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Tempo di lettura: 4 minuti

Quando ho deciso di visitare Tottori è stato per vedere le famose dune di sabbia che ricoprono più di 16 chilometri di costa. Non avrei mai immaginato di ritrovarmi in un “deserto” di dune alte fino a 50 metri con tanto di dromedari. Certo i dromedari non sono originari del Giappone, ma sono una geniale idea per attrarre quei turisti giapponesi che vogliono provare l’esperienza di montarli e farsi foto come in un vero deserto. Nonostante il tentativo di far apparire le dune di Tottori come un deserto, le dune sono comunque un fenomeno naturale creato in migliaia di anni dalla sabbia proveniente dal fiume Sendaigawa e spinta dalle correnti oceaniche lungo la costa dove il forte vento continua a modellarle e spostarle.

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Cosa vedere a Tottori

La dune di sabbia

Il punto con le migliori dune è a 10 chilometri dal centro di Tottori, in corrispondenza sono state create varie attrazioni, tra cui un museo di “sculture di sabbia” e una seggiovia(!) che collega un grande parcheggio alle dune. La zona è molto bella da esplorare liberamente, dalla cima delle dune osservate il panorama e poi scendete verso il mare per ammirare le dune dal basso e passeggiare lungo la spiaggia. Le dune sono gigantesche e per ritornare dovrete fare un po’ di fatica per scalarle ma scendere, soprattutto di corsa è troppo divertente!

    Kannon-in

    Il tempio buddista più famoso di Tottori è il Kannon-in, conosciuto principalmente per il giardino in stile Roji al suo interno. Il giardino ha un grande stagno con delle isole che rappresentano una tartaruga e una gru, i simboli giapponesi della salute e della longevità. Lo stagno è circondato da alti alberi e da prati e lo si può ammirare dal tempio bevendo un tè matcha e mangiando un dolce tipico inclusi nel biglietto d’ingresso. Ingresso: 600 yen Orari: 9.00-17.00  

    Rovine del castello

    Il castello di Tottori risaliva al 1532 e fu il centro politico del clan Ikeda che governò la zona durante il periodo Edo.  Nel periodo Meiji fu raso al suolo, come  tanti altri castelli, durante il percorso di modernizzazione del Giappone. Rimangono solo delle rovine del castello, come le mura  e una porta, il tutto arroccato sul fianco di una montagna da cui godere della vista sulla città, ed è questo l’unico motivo per visitarle.

    Le dune sono un paesaggio unico in tutto il Giappone ma sono anche l’unico vero motivo per visitare Tottori, per cui aggiungetelo come tappa nel vostro itinerario solo se siete nelle vicinanze e soggiornateci solamente se volete utilizzarlo come base per visitare i dintorni, altrimenti fermatevi un paio d’ ore e poi continuate il vostro viaggio!

    Mappa di Tottori

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    Hagi: la città castello del clan Mori

    Hagi: la città castello del clan Mori

    Home » Giappone » Pagina 24

    Tempo di lettura: 9 minuti

    Hagi è una città che si affaccia sul Mar del Giappone che durante il periodo Edo è stata la capitale del dominio del clan Mori. Questo Clan, che è stato uno dei più potenti dell’epoca dominando la zona per 250 anni,  ha fatto di Hagi la sua città-castello, ancora oggi ben conservata.  Hagi è una città tranquilla dove il silenzio domina sulle strade del quartiere storico, qui raramente si incontrano turisti e passeggiando tra antiche dimore di samurai e mercanti si “respira” un’atmosfera unica, avvolgente, quasi meditativa.

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    Cosa vedere a Hagi

    La città castello

    L’ Hagi del Clan Mori è sopravvissuta fino ad oggi nella forma del quartiere e nella disposizione delle strade, alcune ancora delimitate da mura bianche risalenti al periodo Edo. Inoltre a testimonianza di quell’epoca ci sono ancora residenze di samurai e ville di mercanti perfettamente conservate di cui alcune visitabili:

      • .Residenza Kikuya, appartenuta a una famiglia di mercanti molto importante di Hagi, l’edificio ha 350 anni ed essendo il più ben conservato  consiglio di visitarlo. Ingresso : 600 yen Orari: 830-1730
      • Residenza Kubota, è un edificio di 200 anni appartenuto all’omonima famiglia che commerciava in kimono e sakè, durante la visita si ha l’occasione di vedere oggetti risalenti al periodo Edo (1603-1867)  e Meiji (1868-1912) . Ingresso 100 yen. Orari: 9.00-17.00
      • Residenza Kido Tayoshi, è la casa di un politico, da cui prende il nome, che ebbe un ruolo fondamentale nel gettare le fondamenta del cambiamento che avvenne in Giappone con la “Restaurazione Meiji”. La casa ha 250 anni ed ospita un piccolo ma interessante giardino. Ingresso 100 yen Orari: 9.00-17.00

      Le rovine del castello di Hagi

      Il castello costruito nel 1604 dal clan Mori fu la sede della loro dimora per i 250 anni da cui  governarono sulla regione per poi essere distrutto quando il loro dominio finì.  Del castello rimangono i fossati, le mura e il cancello principale, recentemente restaurato, che fanno parte del parco Shizuki. Questo parco è un luogo tranquillo (un po’ come tutta Hagi) in cui rilassarsi o fare un passeggiata, dove troverete anche un santuario e una casa da tè. Nonostante il ruolo così importante che ha avuto in passato, oggi quel che rimane del castello è abbastanza trascurabile.  Ingresso: 210 yen Orari: 8.30-18.30 (l’orario varia in base alle stagioni)

      L’idrovia di Aiba

      Aiba era un canale navigabile usato per portare riso e legna alle abitazioni che lo costeggiavano. Oggi il canale non viene più utilizzato ma nel quartiere ci sono  delle residenze visitabili in cui vedere come si aveva accesso al canale direttamente dalle case. Le residenze visitabili sono:

      • Residenza Yukawa dove si può vedere come veniva usato l’accesso al canale per lavare frutta e verdura o come nel bagno dove da un’apertura sul pavimento si poteva immergersi per lavarsi. Ingresso 100 yen Orari: 9.00-17.00
      • Residenza Katsuro Taro, la casa dove visse da giovane un primo ministro giapponese (tre mandati: 1901, 1908, 1912) , da cui prende il nome, che ha diverse stanze visitabili e un giardino con ruscello. Ingresso 100 yen Orari: 9.00-17.00

      Il Tempio Tokoji

      Il Tokoji è un tempio zen immerso in un bosco, gli edifici che lo compongono sono ancora tutti in legno e ben conservati tra cui due grandi portali. Il buddismo zen praticato qui è quello della scuola Obaku e lo si riconosce anche dall’architettura degli edifici, dove si vede molto l’influenza cinese che li rende più appariscenti rispetto allo stile più semplice giapponese.  La cosa che rende imperdibile la visita al Tokoji è il cimitero che si trova dietro gli edifici, qui sono sepolti i signori del clan Mori, ma non tutti, solo i successori “dispari” del primo signore. Il cimitero è uno dei più solenni che ho visto, immerso nel silenzio del bosco,  file di lanterne di pietra che conducono alle sepolture, come a trasmettere l’importanza delle tombe che si sta visitando.  Ingresso 300 yen Orari: 8.30-17.00

      Il Tempio Daishoin

      Il Daishion è il tempio della famiglia Mori, lo costruì nel 1656, ed è un tempio Zen della scuola Rinzai che ospita un piccolo giardino zen. La cosa più interessante anche in questo caso è il cimitero immerso nel bosco dietro l’edificio principale. Nel cimitero sono sepolti il primo signore del clan Mori e tutti i successori “pari”.  Anche qui file di lanterne in pietra conducono alle tombe per  immergere il visitatore nell’ aura spirituale che pervade il luogo.  Ingresso 200 yen Orari: 8.00-17.00 (l’orario può variare in base alle stagioni)

      Monte Kasayama

      Il monte Kasayama è alto 112 metri  e si trova a 6 chilometri dal centro di Hagi, in cima c’è un osservatorio da cui ammirare il panorama sul Mar del Giappone. Vicino all’ osservatorio si trova un cratere profondo 30 metri in cui si può scendere. Ai piedi del monte c’è lo stagno Myojinke dove nuotano carpe koi e razze (unico luogo in cui le ho viste!), se lo visitate in estate non fermatevi allo stagno ma  seguendo il sentiero inoltratevi nel bosco così da assistere a un fenomeno naturale incredibile: il kazaana.  Kazaana, letteralmente “fori d’aria” sono delle aperture nel terreno dai cui, in estate, fuori esce dell’aria fresca che abbassa la temperatura di 13 gradi. Il fenomeno si crea quando in inverno l’aria fresca si incanala in questi fori che conducono a grotte sotterranee dove la temperatura è più alta per poi fuoriuscire d’estate quando le temperature si invertono creando un effetto “aria condizionata”. La zona è l’ideale per fare picnic o solo per trovare refrigerio dalla calura estiva.

      Spiaggia Kikugahama

      Hagi ha una spiaggia di sabbia molto bella e come spesso accade poco frequentata,  quasi sicuramente a fare il bagno sarete solo voi, ma non fatevi intimidire da questo, dopotutto i giapponesi non amano molto prendere il sole!

      Ceramica Hagiyaki

      La ceramica di Hagi è tra le più famose del Giappone fin dal periodo Edo quando era rinomata per le tazze usate nella cerimonia del tè. Questo per la sua particolarità di cambiare colore nel tempo assorbendo particelle di tè, per via della porosità della ceramica Hagiyaki . In città si trovano diversi negozi che vendono ceramiche come tazze e ciotole  e ci sono diversi musei dedicati:

      • Museo Yoshika Taibi, ospita una vasta collezione di ceramiche tra cui quelle realizzate dal maestro vasaio da cui prende il nome. Ingresso: 500 yen Orario: 9.00-17.00
      • Museo Hagi Uragami, espone oltre a ceramiche anche ukiyo-e e opere d’arte moderne.  Ingresso: 300 yen Orario: 9.00-17.00
      • Museo della ceramica Hagiyaki, anche se si trova al secondo piano di un negozio di souvenir, ospita preziose ceramiche del 1600.  Ingresso: 500 yen Orario: 9.00-17.00

      Noleggia una bici!

      Il modo migliore per visitare Hagi se non si ha un auto è la bici, perché come spesso accade nelle zone poco turistiche non ci sono molti mezzi pubblici. La bici è comunque il modo che preferisco per visitare perché ti fa immergere ancora di più nella realtà locale. La salita al monte Kasayama, anche se non si è allenati, non è impossibile, è solo un po’ impegnativa. La bici l’ho noleggiata nella guest house dove soggiornavo…

      Hagi nonostante sia poco visitata dai turisti ha molto da offrire, è una città in cui si può scoprire il Giappone più “genuino”, non ancora intaccato dal turismo di massa, e dove apprezzare la forza dei silenzi giapponesi..Buon viaggio!

      Mappa di Hagi

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      Shinsekai: la guida al “Nuovo Mondo” di Osaka

      Shinsekai: la guida al “Nuovo Mondo” di Osaka

      Home » Giappone » Pagina 24

      Tempo di lettura: 10 minuti

      Meno conosciuto di Namba, Dotonbori, Nipponbashi e Umeda, ma sempre più presente nei tour di chi visita Osaka, Shinsekai è un quartiere popolare ed emblematico della città. Viene fondato nel 1912, nella zona sud di Osaka all’interno del distretto di Naniwa, prendendo come modello le città di New York e Parigi, il nome significa infatti letteralmente “nuovo mondo”.

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      Il progetto era quello di creare un quartiere moderno e pieno di attrazioni (un po’ come Odaiba a Tokyo), la Torre Tsutenkaku che domina il quartiere é un chiaro riferimento alla Torre Eiffel e il parco dei divertimenti (rapidamente chiuso 10 anni dopo) una copia di quello a Coney Island, c’era addirittura una teleferica che collegava la torre al parco. Durante la seconda guerra mondiale Shinsekai viene semi distrutto dai bombardamenti e quindi lasciato all’abbandono.

      La parziale e promiscua ristrutturazione lo rende negli anni a seguire sempre più frequentato da senzatetto, molti dei quali rifugiatisi nel quartiere per sfuggire dai problemi delle loro città natale. Da questo momento cominciano a svilupparsi molte attività illecite come traffico di droga e prostituzione (spesso gestite dalla Yakuza, la mafia giapponese) e il quartiere viene etichettato come degradato e pericoloso.

      Fu dopo il 2000 che questo posto comincia a ritornare di “moda”, grazie alla curiosità dei turisti stranieri e alle frequenti esibizioni di Idol nelle sale da spettacolo della zona. Shinsekai, a detta di molti, mantiene la sua nomea di quartiere malfamato, ma solo per gli standard giapponesi, perché se è vero che troverete in giro qualche senzatetto e prostituta, si mantiene distante anni luce per quanto riguarda la pericolosità rispetto alle grandi città del mondo. Oltretutto le attività della Yakuza sono quasi sparite già dopo gli anni 90… Tralasciando le dicerie, Shinsekai resta sicuramente il mio quartiere preferito a Osaka, colorato, suggestivo, ed essendo popolare, molto vivo!

      La sua modernità “non all’ avanguardia” (concedetemi il termine) gli da un tocco vintage che personalmente trovo molto affascinante e divertente. Troverete molti riferimenti a anime d’ epoca (primo fra tutti Kinnikuman di cui il duo di disegnatori Yodetamago è nativo proprio del quartiere) e le sale giochi retrò, dove spendere qualche yen per una partita a Ghosts’n goblins, R-Type o Street fighter 2, sono molte. Oltretutto la sua presunta fama lo rende fortunatamente ancora poco frequentato dal turismo di massa, cosa di cui purtroppo soffre molto l’incredibile Dotonbori.

      14 giorni in Giappone: l'itinerario che consiglio

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      Cosa mangiare a Shinsekai

      Dal punto di vista culinario il quartiere offre molto. Come dappertutto a Osaka potremmo infatti trovare svariati ristoranti che propongono i principali piatti della cucina giapponese, tipo sushi, ramen o tempura, e anche molti ristoranti specializzati in Fugu (il piatto a base di pesce palla velenoso). Ma la specialità del quartiere, molto più presente che in tutto il resto della città, è il Kushikatsu (o Kushiage): gli spiedini fritti. Questo economico e delizioso piatto è composto da uno spiedino di bambù su cui viene infilzato un ingrediente di varia natura, come manzo, maiale e pollo, solo per citare i principali, che viene poi impanato in uovo e panko. Una volta fritto il boccone viene intinto nella salsa Otafuku, una salsa dolce/salata che ben si abbina alla frittura.

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      Importante sapere che lo spiedino va intinto una sola volta nella salsa visto che quest’ultima si trova in un recipiente messo a disposizione anche ai clienti successivi. La tecnica per umettare di salsa il secondo eventuale pezzo di boccone rimasto, consiste nell’utilizzare una foglia di verza, sempre fornita, come pennellino.

      Il piatto non è sicuramente tra i più nobili del paese, ma è da considerarsi alla stregua del quartiere, quindi molto popolare. Questi spiedini oltre ad essere deliziosi e molto “uno tira l’altro” hanno un prezzo medio di 130 yen l’uno e scendono che è un piacere con la birra ghiacciata, venduta a basso prezzo nei ristoranti del posto per incentivare il consumo di spiedini.

      Dove assaggiare la specialità di Shinsekai

      Kushikatsu Daruma

      L ’insegna di Kushikatsu numero 1 del Giappone

      Yokozuna

      Dove provare l’ebrezza di un pasto da lottatore di sumo

      Kushikatsu Murafuji

      60 minuti di tempo e 1000 Yen per mangiare tutti gli spiedini che vuoi (e puoi)

      Leggi anche: Cosa vedere a Osaka

      Cosa vedere a Shinsekai

      La torre Tsutenkaku

      Il simbolo dello Shinsekai, la potrete vedere anche dal treno Haruka che dall’aeroporto del Kansai vi porta in centro ad Osaka. Dall’alto dei suoi 103 metri sovrasta il quartiere e di sera viene illuminata da luci di svariati colori. Ci si può accedere dal sottosuolo e dopo aver preso un ascensore, per la modica cifra di 700 Yen, potrete visitare la parte alta che oltre ad uno spettacolare panorama su Osaka, presenta un piccolo museo del manga Kinnikuman, alcuni shop dedicati al famoso snack “Pocky” e una sorprendente saletta panoramica allestita come una discoteca anni 70!!!

      Spa World

      Semplicemente il più grande complesso termale del pianeta! I primi due piani sono allestiti in modo da ricordare terme occidentali e orientali alternate ogni mese e divise (ovviamente ci si accede nudi) tra uomini e donne. Il piano superiore invece offre divertimento con scivoli e piscine ed essendo misto ci si accede in costume.

      Prezzo : 2400 Yen per 3 ore 2700 Yen tutto il giorno ( i prezzi aumentano di poco il week end e durante le vacanze).

      Janjan Yokocho

      È la via commerciale del quartiere, stretta e molto caratteristica è costellata da piccoli ristorantini tipici in cui poter mangiare a prezzi molto convenienti. Attenzione però, essendo tipici spesso non forniscono il menu in inglese…

      Zoo di Tennoji

      Gli amanti di questo genere di posti potranno passare qualche ora ad osservare svariate specie di animali provenienti da tutto il mondo.

      Tempio Isshinji

      Luogo interessante e poco frequentato dai turisti stranieri, questo tempio buddista, contraddistinto dal portale d’entrata protetto dalle statue dei due “re benevoli”, offre oltre alle strutture tipiche di un tempio anche un piccolo cimitero tradizionale.

      Tempio Shitenno-ji

      Un tempio buddista, uno dei più amati dai giapponesi e sicuramente il più importante a Osaka. Al suo interno si svolgono annualmente molte celebrazioni importanti quali il Doya Doya e il Shitennoji Wasso. Inoltre il 21 di ogni mese potrete trovare all’interno un inconsueto mercatino dell’usato. Ingresso 300 Yen

      Tower Knife Osaka

      Menzione particolare per questo negozio che se siete appassionati di coltelleria non potrà non stupirvi. Io da grande fan ci faccio un salto ogni volta che passo ad Osaka! Il personale gentilissimo e super attento alle richieste, parla giapponese, inglese e (in qualche caso) francese. Qualità delle lame pazzesca e scelta molto ampia. Aggiungeteci la possibilità di farvi incidere dei caratteri a vostra scelta sulla lama o quella di partecipare (su prenotazione) a un corso su come affilare i coltelli con la tecnica giapponese e otterrete senza dubbio la miglior coltelleria della città!

      Chi è Billiken?

      La mascotte del quartiere si chiama Billiken e rappresenta un elfo grassoccio con le orecchie a punta e un ciuffo di capelli in testa. Nato dall’idea di una illustratrice americana nel 1908, riscuote un discreto successo negli Stati Uniti e ne viene prodotto un cortometraggio. Prima della seconda guerra mondiale, quando i film di animazione americani venivano importati in Giappone, il personaggio, considerato di buon auspicio, viene addirittura venerato in alcuni templi del Kansai e una sua statua di legno diventa simbolo del famoso parco di divertimenti dello Shinsekai, (persa poi durante la guerra). In seguito, una replica della statua viene installata in cima alla torre Tsutenkaku dove grazie alla credenza popolare che se gli si da una grattata ai piedi (il personaggio ha le braccia corte e non può farlo da solo) ti porterà fortuna, diventa rapidamente la mascotte del quartiere. Gironzolando per le stradine dello Shinsekai le sue rappresentazioni sono innumerevoli e i negozi di souvenir offrono molto materiale a lui dedicato.

      Nella speranza che questo particolare quartiere possa preservarsi dal turismo di massa vi consiglio caldamente una visita! Matane minna san!

      Mappa di Shinsekai

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