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Il Rokuon-ji, conosciuto da tutti come Kinkakuji, il tempio del padiglione d’oro, è sicuramente uno dei luoghi da visitare più famosi di Kyoto. Non a caso è presente in tutti i miei tour del Giappone, ma per quanto bello il Kinkakuji può anche deludere, per cui è meglio sapere cosa si andrà a vedere.
La storia del Kinkakuji inizia nel 1397 quando fu costruita la residenza per lo shogun Ashikaga Yoshimitsu. Yoshimitsu viene ricordato come lo shogun che ha unificato il Giappone dopo 50 anni di divisione e conflitti tra le corti del nord e quelle del sud. Nella residenza trascorse gli ultimi anni della sua vita e alla sua morte nel 1408 la residenza fu trasformata in un tempio Zen dal figlio Yoshimochi perchè queste erano le volontà del padre.
Cosa vedere al Kinkakuji
Il Tempio brucia!
Chi visita per la prima volta il Kinkakuji ha sicuramente pensato “è così bello che sembra nuovo!”. Non lo sembra, lo è. Quello attuale è stato costruito nel 1955. Cinque anni prima un giovane monaco con problemi psichiatrici appiccò un fuoco che distrusse completamente il tempio. Ma non era la prima volta, negli anni successivi alla sua costruzione fu distrutto ben due volte da degli incendi scoppiati durante i conflitti per la successione al titolo di shogun.
Oggi il tempio viene protetto e curato con restauri e sistemazioni frequenti, ultima quella del tetto avvenuta approfittando della chiusura del Giappone al turismo a causa della pandemia.
Un tempio a tre stili!
In un primo momento quello che colpisce del Kinkakuji sono le foglie d’oro che ricoprono le pareti ma se lo si osserva meglio ci si accorge che ogni piano ha uno stile differente:
- Il piano terra ha uno stile che si rifà ai palazzi del periodo Heian (794-1185) con le travi di legno scuro che contrastano con il bianco delle pareti intonacate.
- Il primo piano si rifà allo stile delle case dei samurai solo ricoperta di foglie d’oro.
- Il secondo piano ha lo stile cinese di una sala Zen, tutto è ricoperto di foglie d’oro, anche la fenice in cima.
Cosa c’è dentro il Kinkakuji
Non è possibile entrare nel padiglione d’oro ma si può osservare solo da lontano. Se lo si guarda bene dal lato dello stagno e se le pareti scorrevoli sono aperte, si può intravedere al piano terra una statua del Buddha e una dello shogun Yoshimitsu. Invece l’interno degli altri due piani non è mai visibile. Il primo ospita la statua della dea Kannon circondata da quelle dei Quattro Re Celesti. Il secondo ha le pareti interne ricoperte di foglie d’oro. Dopo aver visto il Kinkakuji si rimane sempre con un po’ di curiosità su quello che c’è all’interno, ma è pur sempre un luogo sacro e non solo un’attrazione turistica.
Una via obbligata
Per vedere il Kinkakuji bisogna pagare un biglietto e una volta entrati si ha solo la possibilità di proseguire attraverso un percorso prestabilito. La prima tappa è uno spiazzo da dove si può osservare lo stagno e il padiglione sullo sfondo. Questo è il punto da cui viene scattata la “famosa” foto che tutti vogliono fare e che trovi all’inizio dell’articolo. Il problema è proprio questo. Tutti la vogliono scattare. Tra selfie, foto di gruppo e da pubblicare sui social, durante i periodi di alta stagione, lo spiazzo è così pieno che bisogna lottare per fare una foto. Intanto “addetti al traffico” con megafono invitano a non sostare troppo a lungo e cercano inutilmente di evitare che si formino code e ingorghi.
Scattate le vostre foto, proseguite costeggiando lo stagno e passando vicino a un edificio in legno che era la residenza del capo sacerdote e le cui porte scorrevoli sono finemente decorate. Purtroppo non sono visibili le decorazioni, l’edificio è chiuso al pubblico e visibile solo a distanza. Il percorso si avvicina al retro del tempio, in modo da vederlo da vicino e poi attraversa un bellissimo giardino che mantiene lo stesso aspetto di quando ci passeggiava lo shogun Yoshimitsu. A un certo punto si incrociano delle statue di Buddha circondate da monete, se si vuole avere fortuna bisogna centrare il cerchio in pietra ai loro piedi.
Verso l’uscita c’è la Sekkatei, una sala da tè costruita durante il periodo Edo e il Fudodo, un tempio al cui interno si trova la statua di Fudo-Myo uno dei Cinque Re della Saggezza, che purtroppo non è visibile. Essendo un luogo molto turistico non poteva mancare una sala da tè e un negozio dove acquistare amuleti e souvenir prima di andarsene dal Kinkakuji.
In conclusione posso affermare che il Kinkakuji è un luogo che non può mancare quando si visita Kyoto. Questo però l’ha anche reso negli ultimi anni estremamente affollato soprattutto in primavera, rendendo la sua vista più “un dovere che un piacere”. Ma ora che lo sapete potete organizzare al meglio la visita. Cercate di evitare i fine settimana e andate alle 9 del mattino all’apertura quando i gruppi non sono ancora arrivati. Così potrete godere al meglio del Kinkakuji e avrete il tempo di coglierne la magia!
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