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Yokohama è una città che sorprende sempre. A 30 minuti di treno da Tokyo, sembra quasi un mondo a parte: più rilassata, affacciata sul mare, con quartieri che mescolano influenze straniere, modernità e angoli tradizionali. È stata una delle prime città del Giappone ad aprirsi al commercio internazionale nel 1859, e questo spirito cosmopolita lo si respira ancora passeggiando tra le sue strade.
Visitare Yokohama in un giorno è possibile, ma attenzione: è una città che rischia di farti venire voglia di tornare (o almeno è così per me)!
Cosa vedere a Yokohama
Minato Mirai e Landmark Tower
Minato Mirai 21 è il cuore moderno di Yokohama, un quartiere che fino a pochi decenni fa era fatto solo di moli e cantieri navali. Oggi, invece, è diventato il “porto del futuro”, con grattacieli che si riflettono nell’acqua, centri commerciali immensi e passeggiate sul mare dove la città si mostra nella sua versione più internazionale.
Il simbolo indiscusso di quest’area è la Landmark Tower, che con i suoi 296 metri è stata per anni l’edificio più alto del Giappone. Salire fino allo Sky Garden al 69° piano è un’esperienza imperdibile: gli ascensori ultraveloci impiegano appena 40 secondi per catapultarti in cima, e da lassù si apre una vista che spazia dalla baia di Yokohama al Monte Fuji, se la giornata è limpida. Al calare della sera le luci della città creano un paesaggio urbano tra i più suggestivi del Paese, tanto che questa zona viene spesso scelta come location per dorama e film romantici. Anche se conme di sera, il quando è tutto è illuminato, sembra di essere dentro a Blade Runner o Cyberpunk 2077!
Proprio accanto alla torre si trova un’attrazione che rende la zona ancora più scenografica: la Yokohama Air Cabin, una funivia urbana unica in Giappone. In pochi minuti collega la stazione di Sakuragichō con i Red Brick Warehouse, sorvolando la baia e i palazzi di Minato Mirai. Prendere la cabinovia al tramonto o di sera è un’esperienza spettacolare, con la città che si illumina sotto di te e la ruota panoramica Cosmo Clock 21 che domina l’orizzonte.
Nei dintorni non mancano altri luoghi da visitare: il complesso commerciale Queen’s Square, ideale per shopping e pause caffè, e il tranquillo Rinkō Park, perfetto per passeggiare al tramonto con vista sul porto. Poco distante trovi anche la Nippon Maru, la storica nave scuola trasformata in museo, e il centro congressi Pacifico Yokohama, con la sua architettura a forma di vela che ormai è parte dello skyline.
Cosmo World e il Cosmo Clock 21
Proprio accanto a Minato Mirai si trova uno dei luoghi più iconici e fotografati di Yokohama: il Cosmo World, un parco divertimenti urbano che sembra incastrato tra grattacieli e centri commerciali. Non è un parco immenso come quelli di Tokyo, ma ha il fascino unico di trovarsi nel cuore della città, affacciato sulla baia.
Il simbolo indiscusso è la ruota panoramica Cosmo Clock 21: inaugurata nel 1989, con i suoi 112 metri è stata per anni la più grande del mondo. La particolarità? Non è solo una ruota panoramica, ma anche un gigantesco orologio digitale che scandisce le ore con le sue luci colorate. Vederla illuminarsi di notte, riflessa sull’acqua, è uno degli spettacoli più romantici e suggestivi di Yokohama.
Salire a bordo è un’esperienza che vale la pena, soprattutto al tramonto o la sera: in circa 15 minuti di giro la città si apre intorno a te, con Minato Mirai da un lato e il mare dall’altro. Ogni cabina può ospitare quattro persone, e alcune sono completamente trasparenti — non proprio l’ideale se soffri di vertigini, ma perfette per chi cerca un pizzico di brivido in più.
Oltre alla ruota panoramica, Cosmo World ha attrazioni per tutte le età: montagne russe che si tuffano in un finto laghetto, sale giochi in perfetto stile giapponese e aree dedicate ai bambini. L’ingresso al parco è gratuito e si paga solo per le giostre: questo lo rende un posto ideale anche per chi vuole solo fare una passeggiata, scattare qualche foto e respirare l’atmosfera da “città futuristica sul mare”.
Per un tocco in più, puoi concludere la serata con una passeggiata verso il vicino Yamashita Park, ammirando lo skyline illuminato: Cosmo Clock 21 sarà sempre lì, a ricordarti che sei nel cuore pulsante della Yokohama moderna.
Chinatown
Entrare a Chinatown a Yokohama è come varcare una porta che ti porta in un altro paese. Fondata nel 1859, quando la città si aprì al commercio internazionale, questa comunità è cresciuta fino a diventare la più grande Chinatown del Giappone e una delle più animate al mondo.
Le sue strade sono un tripudio di colori: lanterne rosse che si accendono al tramonto, insegne luminose, templi decorati con draghi e fenici. Passeggiando non si smette mai di stupirsi, e spesso ci si trova a guardare in alto tanto quanto in basso, perché ogni dettaglio, dai tetti dorati alle bancarelle fumanti, racconta una cultura diversa ma allo stesso tempo comune a quella giapponese.
Il cuore spirituale del quartiere è il tempio Kanteibyo, dedicato al dio della prosperità Guan Yu. Con le sue decorazioni intricate e i colori sgargianti, è un luogo che unisce religiosità e spettacolo. Non è raro vedere turisti e giapponesi accendere incensi o fermarsi qualche minuto in preghiera.
Ma il vero protagonista di Chinatown è il cibo. Qui potresti passare un’intera giornata solo a mangiare, seguendo i profumi che escono dalle cucine. Tra gli Street food consiglio di provare:
- i bao al vapore ripieni di carne o anko, soffici e caldi, perfetti da addentare mentre cammini
- i celebri yaki shoronpo, ravioli croccanti con all’interno un brodo bollente, ma attenzione al primo morso, potresti scottarti!
- i panda-man, panini dolci a forma di panda, che conquistano soprattutto i più piccoli
- gli egg tart in stile cantonese, fragranti e appena sfornati, ideali come dolce conclusione
Chinatown è anche il luogo perfetto per lasciarsi andare: non serve avere una lista precisa, basta seguire il flusso, entrare in una via laterale, farsi guidare dai profumi e concedersi qualche assaggio qua e là. È un quartiere che stimola tutti i sensi, e che di sera, con le lanterne accese, diventa ancora più affascinante.
Giardino Sankeien
Se Minato Mirai rappresenta la Yokohama del futuro, il Giardino Sankeien è la sua finestra sul passato. Questo grande giardino tradizionale giapponese si trova un po’ fuori dal centro, in una zona più tranquilla della città, e vale assolutamente la deviazione.
Fu creato all’inizio del Novecento da Hara Sankei, un ricco commerciante di seta che trasformò la sua passione per l’arte e l’architettura in un progetto unico: non solo piantò alberi e scavò stagni, ma trasferì qui interi edifici storici provenienti da Kyoto, Kamakura e altre città, salvandoli dall’abbandono. Così il suo giardino divenne un luogo dove natura e architettura si fondono, raccontando secoli di storia giapponese in un solo colpo d’occhio.
Passeggiando tra i sentieri si rimane incantati dalla pagoda a tre piani del tempio di Tomyoji, che spunta elegante tra gli alberi e regala prospettive da cartolina, soprattutto al tramonto. Ma il Sankeien è soprattutto un giardino che muta con le stagioni: in primavera i ciliegi si specchiano negli stagni e tingono il paesaggio di rosa, d’estate le ninfee e i fiori di loto sbocciano come piccoli gioielli sull’acqua, in autunno gli aceri incendiano i viali con i loro colori intensi e in inverno la neve copre di silenzio tetti e ponticelli, trasformando l’intero parco in un luogo quasi meditativo.
Non mancano le case da tè, dove ci si può fermare a sorseggiare un matcha accompagnato da wagashi, i dolcetti tradizionali giapponesi, osservando in silenzio le carpe koi che nuotano nello stagno. È uno di quei posti che riescono a farti dimenticare di essere a pochi chilometri da una delle città più moderne del Giappone.
Cup Noodles Museum
Tra i musei più curiosi di Yokohama c’è il Cup Noodles Museum, dedicato a uno dei simboli del Giappone moderno: il ramen istantaneo. L’idea di questo spazio nasce per raccontare la vita e le invenzioni di Momofuku Andō, l’uomo che nel 1958 creò il primo ramen istantaneo e che, qualche anno dopo, rivoluzionò il mondo con i famosi cup noodles.
Il museo non è una semplice esposizione di confezioni colorate. È pensato per essere interattivo e divertente: qui si può scoprire come sono nati i noodles istantanei, ripercorrere la storia del loro successo mondiale e soprattutto cimentarsi in attività pratiche. La più amata è il laboratorio dove ognuno può creare il proprio cup noodle personalizzato: si sceglie il tipo di zuppa, gli ingredienti, il disegno del bicchiere e alla fine si porta a casa un souvenir unico e… commestibile.
Il percorso si completa con installazioni multimediali, mostre che spiegano come il ramen istantaneo abbia influenzato le abitudini alimentari del Giappone e perfino un’area dedicata al “ramen nello spazio”, perché Andō progettò una versione pensata per essere mangiata dagli astronauti.
È un luogo che piace a tutti, dai bambini agli adulti, perché riesce a trasformare un gesto quotidiano come aprire un cup noodle in una storia fatta di creatività, innovazione e un pizzico di ironia. Visitandolo si capisce bene come un’idea nata da un piccolo laboratorio possa diventare un fenomeno globale, capace di raccontare un pezzo della modernità giapponese.
Shin-Yokohama Ramen Museum
Se il Cup Noodles Museum racconta l’invenzione del ramen istantaneo, il Shin-Yokohama Ramen Museum celebra invece il ramen tradizionale, quello vero, che da semplice piatto popolare è diventato una delle cucine più amate al mondo.
Aperto nel 1994, è un museo che sembra più un parco a tema. Appena si entra si trovano pannelli e mostre che raccontano la storia del ramen, le sue origini cinesi e la sua diffusione in Giappone, con tutte le varianti regionali. Ma la vera magia si scopre scendendo al piano sotterraneo: qui si apre una perfetta ricostruzione della Tokyo degli anni ’50, con stradine, lanterne e insegne che sembrano uscite da un film in bianco e nero.
In questo scenario nostalgico si trovano diversi piccoli ristoranti, ognuno specializzato in un tipo di ramen proveniente da varie parti del Giappone: dal tonkotsu di Kyūshū al miso di Hokkaidō, fino a versioni più particolari che raramente si trovano fuori dalle loro regioni d’origine. La cosa bella, e che consiglio di scegliere, è che si possono ordinare anche porzioni ridotte, le cosiddette mini bowl, così da assaggiarne più di uno nello stesso giro.
L’atmosfera è vivace, tra il profumo del brodo che invade le vie e i visitatori che si spostano di locale in locale come in un piccolo matsuri gastronomico. È un’esperienza che va oltre il semplice “mangiare ramen”: qui si respira la cultura giapponese del dopoguerra, quando questo piatto divenne un simbolo di rinascita e di vita quotidiana.
Il consiglio è di arrivare nel tardo pomeriggio e rimanere per cena: così ci si può godere con calma sia la parte museale sia l’esperienza del ramen, chiudendo la giornata di visita a Yokohama con un viaggio nel tempo e nei sapori del Giappone.
Yamashita Park e Red Brick Warehouse
Se vuoi respirare l’anima marittima di Yokohama, non c’è posto migliore di Yamashita Park, un lungo giardino affacciato sulla baia che corre parallelo alla passeggiata costiera. Aperto nel 1930, il parco nacque come simbolo di rinascita dopo il grande terremoto del Kanto del 1923, quando le macerie della città vennero usate per bonificare l’area e creare un nuovo spazio verde per i cittadini.
Oggi è uno dei luoghi più amati per una passeggiata lenta, soprattutto al tramonto, quando la luce dorata si riflette sull’acqua e gli edifici moderni di Minato Mirai si accendono in lontananza. È anche un posto molto vissuto dai giapponesi: qui si incontrano famiglie in gita, coppie che si fermano a guardare le navi passare e artisti di strada che animano i vialetti. Non è raro imbattersi in eventi stagionali, mercatini o spettacoli all’aperto.
Poco distante dal parco si trovano i celebri Red Brick Warehouse, due ex magazzini portuali costruiti agli inizi del ’900 e oggi riconvertiti in uno dei centri culturali e commerciali più vivaci della città. Le strutture in mattoni rossi, sopravvissute a incendi e terremoti, conservano un fascino industriale che si sposa perfettamente con la modernità del quartiere circostante. All’interno ospitano boutique di design, negozi artigianali, ristoranti e spazi espositivi: un luogo dove fare shopping diverso dal solito e magari fermarsi a cena con vista sulla baia.
Durante l’inverno, nella piazza davanti ai magazzini, viene allestita una pista di pattinaggio sul ghiaccio e mercatini natalizi che attirano tantissimi visitatori. In estate, invece, qui si svolgono festival musicali e birrerie all’aperto che trasformano l’area in un punto di ritrovo per giovani e turisti.
Se vuoi concederti un momento speciale, ti consiglio di arrivare ai Red Brick nel tardo pomeriggio: da qui si gode una delle vedute più suggestive dello skyline di Yokohama, con la Landmark Tower e il Cosmo Clock che si accendono all’orizzonte, mentre la baia si tinge di luci e riflessi.
Anpanman Museum
Se stai viaggiando con bambini piccoli, l’Anpanman Children’s Museum è una piccola “magia” che vale la pena sperimentare. Anche se non conosci Anpanman (personaggio amatissimo in Giappone) e non capisci la lingua, l’atmosfera colorata, le scenografie interattive e il movimento continuo di bambini rendono comunque l’esperienza piacevole e coinvolgente.
È vicino a Minato Mirai, quindi logisticamente comodo, e al mattino i bambini hanno più energie per godersi giochi e spettacoli. Dopo due ore (che bastano per esplorare il museo e fare una pausa merenda a tema), puoi proseguire a piedi verso la Landmark Tower e il resto di Minato Mirai.
In alternativa, se vuoi un ritmo più rilassato, puoi inserirlo nel pomeriggio, dopo aver visitato Minato Mirai e la Landmark Tower. In questo modo i bambini trovano un po’ di svago dopo le attrazioni “da grandi”, e tu puoi approfittarne per una pausa nei negozi o al caffè del museo.
Considera che i piccoli si stancano presto: difficilmente ci passerai più di due ore. Per questo l’ideale è combinarlo con attività vicine, senza lunghi spostamenti.
Se invece sei senza bambini, puoi tranquillamente saltarlo e dedicare quel tempo in più al Sankeien Garden o a Chinatown, che hanno molto più da offrire a un pubblico adulto.
Cosa mangiare a Yokohama
Yokohama è una città che si racconta anche a tavola, con piatti che uniscono tradizione locale e influenze esterne.
Uno dei simboli gastronomici nati qui è l’iekei ramen, dal brodo denso e saporito. Per provarlo nella sua versione originale l’indirizzo da segnare è Yoshimuraya (vicino alla stazione di Yokohama), il locale storico che ha dato il via a questo stile.
Più delicato ma altrettanto tipico è il sanmamen, un ramen servito con verdure saltate sopra il brodo. Un buon posto per assaggiarlo è vicino a Chinatown dove c’è Gyokusentei, un ristorante storico che propone il sanmamen nella sua forma più autentica, perfetto per una pausa tra una visita e l’altra..
Se vuoi un salto nella storia, Yokohama è stata la porta d’ingresso della carne bovina in Giappone e qui nasce il gyū-nabe, considerato l’antenato del sukiyaki. Il luogo migliore dove provarlo oggi è Janomeya, un ristorante storico che da oltre un secolo prepara gyū-nabe con carne di altissima qualità. L’atmosfera richiama quella delle taverne di una volta, ma con un tocco elegante, e la posizione a Isezakichō lo rende facilmente raggiungibile dopo una passeggiata a Minato Mirai o una visita a Chinatown.
Per un’esperienza più legata all’anima internazionale della città, Chinatown rimane il cuore pulsante della gastronomia cinese in Giappone. Oltre allo street food da provare lungo le vie, ci sono ristoranti che meritano una sosta più lunga: Manchinro, elegante e tradizionale, conosciuto per la cucina cantonese; Jūkeihanten Shinkan, con un menu vario e piatti ben curati; e Yokohama Daihanten, che conserva un’atmosfera un po’ rétro ed è perfetto per chi cerca un pranzo abbondante in stile cinese.
Per gli amanti dei dolci, due tappe imperdibili: la Pompadour Motomachi Honten, catena di panetterie nata proprio a Yokohama nel 1969, dove trovare pane dolce e salato di qualità, e il Yokohama Pudding, un budino cremoso venduto in graziosi vasetti di vetro, disponibile in negozi come Yokohama Pudding 96 Fukupun.
Se ti viene fame nella zona di Minato Mirai, offre tante opzioni: dai pancake soffici e famosi del Bills Yokohama nei Red Brick Warehouse, alla birra artigianale di Antenna America, fino ai piatti eleganti di shabu-shabu e sukiyaki al Seryna Yokohama. E se vuoi semplicemente sorseggiare qualcosa con la città ai tuoi piedi, il bar panoramico dello Sky Garden è la scelta giusta.
Mangiare a Yokohama significa viaggiare con il palato: dal ramen robusto delle taverne popolari al pudding delicato che racconta l’anima dolce della città. Un percorso che unisce passato e presente, proprio come fa Yokohama in ogni suo angolo.
Conclusione
Yokohama non è una semplice gita fuori porta da Tokyo, ma una città con una personalità tutta sua. Qui il Giappone si mostra diverso: più rilassato, con il respiro del mare e il fascino di un passato fatto di commerci e aperture al mondo. È il luogo dove puoi salire su un grattacielo e poco dopo perderti tra lanterne cinesi, dove un giardino antico convive con musei dedicati al ramen e con ruote panoramiche illuminate che segnano l’orizzonte.
È anche una città che si assaggia: dal ramen nato qui e diventato famoso in tutto il Paese, al budino che addolcisce una passeggiata sul porto, fino allo street food che rende Chinatown un’esperienza di viaggio a sé.
Visitare Yokohama significa lasciarsi sorprendere, scoprire una città che non vive all’ombra di Tokyo ma che brilla di luce propria. E quando alla sera ti ritroverai sul lungomare di Yamashita Park, con lo skyline illuminato alle spalle e il profumo del mare davanti, capirai che questa città non è stata solo una parentesi, ma una tappa che resterà nei tuoi ricordi più autentici del Giappone.
Mappa di Yokohama
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