“Ma è vero che in Giappone i cervi ti salutano con un inchino?” è la domanda che mi fanno più spesso. La risposta è: sì, a Nara, vicino a Kyoto. Ma Nara non è solo la città dei cervi. È stata la prima capitale stabile del Giappone, dal 710 al 784, e i suoi templi contano tra i più importanti del paese. Con mezza giornata vedi i grandi nomi: Todaiji, il parco dei cervi, Kasuga Taisha. Con una giornata intera scopri anche Naramachi e il Nigatsudo, la parte di Nara che quasi nessuna guida racconta.
Ho girato il Giappone da solo per anni, poi ho cominciato a portarci gli altri. Questo PDF è quello che consiglierei a un amico che parte per la prima volta: la sequenza giusta, i posti che non trovi negli altri itinerari, i numeri reali.
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Informazioni pratiche su Nara
| Come arrivare da Kyoto | JR Nara Line (rapido Miyakoji): 45 min, ¥720. Kintetsu Kyoto Line: 45-50 min, ¥760 (limited express 35 min, ¥1.280) |
| Come arrivare da Osaka | Kintetsu Namba Line (limited express): 35 min, ¥680. JR Yamatoji Line da Osaka Station: 50 min, ¥800 |
| Ingresso Parco di Nara | Gratuito, sempre aperto |
| Todaiji (Daibutsuden) | ¥800 adulti, ¥400 bambini 6-12 anni. Orari: 7:30-17:30 (apr-ott), 8:00-17:00 (nov-mar) |
| Kasuga Taisha | Ingresso esterno gratuito. Santuario interno ¥700. Museo ¥700. Orari: 6:00-18:00 (apr-set), 6:30-17:00 (ott-mar) |
| Naramachi (case storiche) | Koshi-no-Ie e Nigiwai-no-Ie: gratuite. Imanishike Shoin: a pagamento, verifica orari sul posto |
| Budget indicativo | Mezza giornata: ¥2.500-3.000 a persona. Giornata intera con Naramachi: ¥4.000-5.000 |
| Stagione migliore | Primavera (sakura ad aprile) o autunno (momiji a novembre). I cervi si vedono tutto l'anno |
| Quanto tempo serve | Mezza giornata per il centro (Todaiji, parco, Kasuga Taisha). Giornata intera con Naramachi e Nigatsudo |
| Voto | ⭐⭐⭐⭐ |
Un po’ di storia, prima di partire
Nara è stata, dal 710 al 784, la prima capitale stabile del Giappone. Questo periodo viene chiamato nella storia giapponese “periodo Nara”. L’influsso cinese fu fondamentale: la città venne progettata prendendo a modello la capitale cinese dell’epoca, con una struttura a griglia attraversata da quattro grandi strade. Anche a livello religioso l’influenza fu enorme. Il buddismo, arrivato dalla Cina, diventò la fede dominante e Nara si trasformò in uno dei luoghi buddisti più importanti del Giappone, meta di pellegrinaggi da tutto il paese.
Oggi, a più di mille anni di distanza, alcuni templi testimoniano ancora la magnificenza che aveva Nara in quel periodo. Ed è per questo che la città resta una delle mete più visitate del Giappone.
Il Parco dei cervi
La maggior parte dei luoghi d’interesse di Nara si trova nel Parco di Nara, ma nulla attrae l’attenzione dei turisti come i cervi che si muovono liberi al suo interno. E non si parla di qualche cervo: sono circa 1.500. Analizzando i loro geni si è scoperto che probabilmente sono qui dal 768, anno della fondazione del santuario Kasuga, dove risiede la divinità Takemikazuchi, che secondo la leggenda appare spesso in sella a un cervo bianco.
I cervi erano considerati così sacri che chi osava ucciderli veniva condannato a morte. È anche per questo che hanno potuto proliferare indisturbati per oltre mille anni.
Tempio Todaiji
Il principale luogo d’interesse di Nara è il Todaiji, un tempio buddista al cui interno si trova una delle statue in bronzo del Buddha più grandi che puoi vedere in Giappone.
Il Todaiji fu fondato nel 752 grazie alle donazioni di riso, legno e stoffa fatte da 2.600.000 persone, di cui 350.000 si offrirono come manodopera per costruire gli edifici del complesso. Tra tutti, la Sala del Grande Buddha aveva dimensioni colossali, con due pagode ai lati alte 100 metri, poi distrutte da un terremoto. Il tutto rappresentava alla perfezione il potere che il tempio e il buddismo avevano in quell’epoca, a Nara e in tutto il Giappone.
Distrutta e ricostruita due volte, la Sala del Grande Buddha che vedi oggi risale al 1709. Nonostante sia stata fino a 25 anni fa l’edificio in legno più grande al mondo, è comunque un terzo più piccolo rispetto all’originale
Nigatsudo
Una volta uscito dalla Sala del Grande Buddha, la maggior parte dei turisti si allontana velocemente dall’area del Todaiji. Non fare questo errore. All’uscita, gira a sinistra: vedrai una collina con una scalinata. Saliteci e troverai uno dei luoghi che preferisco di Nara: il Nigatsudo.
Per arrivarci troverai prima la grande campana del Todaiji e poi una suggestiva scalinata circondata da muri in pietra. Quando vedi un tempio con una terrazza sul fianco della collina, quello è il Nigatsudo. Affronta l’ultima ripida scalinata per ammirare Nara dall’alto. Il Nigatsudo assomiglia un po’ a un Kiyomizu-dera in miniatura.
In sé il tempio non è molto diverso da tanti altri, ma ha una bella atmosfera, non ci sono molti turisti, la vista è spettacolare e c’è il tè gratis. Hai letto bene: è l’unico tempio in tutto il Giappone che ho visitato, e ne ho visitati davvero molti, che offre il tè ai visitatori.
Proseguendo oltre la terrazza c’è una sala che serviva ad accogliere fedeli e pellegrini in visita, dove potevano riposare e riprendere le forze. Ancora oggi si mantiene la tradizione. Prendi un bicchiere e serviti un po’ di tè caldo. L’unica regola è che dopo aver bevuto tu lavi bene il bicchiere, per lasciarlo pulito al prossimo visitatore. Anche questa è una di quelle piccole cose che fanno del Giappone un luogo che ti fa sentire sempre accolto.
Kofukuji
Se arrivi in treno a Nara e raggiungi il parco a piedi, passerai per il tempio Kofukuji. Portato da Kyoto a Nara nel 710, quando questa diventò capitale del Giappone, il Kofukuji era il tempio buddista di famiglia del potente clan Fujiwara, che al suo apice contava oltre 150 edifici al suo interno.
Tra guerre e incendi molti edifici sono stati distrutti, ma alcuni sono stati ricostruiti più volte, così che oggi possano ancora testimoniare l’importanza che il Kofukuji aveva.
Kasuga Taisha
Oltre il parco dei cervi, immerso in una foresta primordiale, si trova il santuario più importante di Nara: il Kasuga Taisha. La sua origine nasce da una leggenda: si racconta che la divinità Takemikazuchi, a dorso di un cervo bianco, salì in cima al Monte Mikasa e ne fece la sua dimora. Nel 768 il capo del clan Fujiwara fece costruire ai piedi del monte il Kasuga Taisha, dedicato a Takemikazuchi e ad altre tre divinità.
L’architettura del santuario è molto particolare: gli edifici hanno pareti bianche incorniciate tra colonne e travi rosso vermiglio. I tetti, spessi e ricoperti di corteccia, sono decorati con travi che sembrano formare una “X”. Questo stile ha preso il nome di Kasuga-zukuri, ripreso poi in molti altri santuari del Giappone
Naramachi: il quartiere che quasi nessuno visita
Naramachi è una zona di Nara che molti turisti non conoscono. Spesso non viene nemmeno pubblicizzata dall’ufficio turistico cittadino. Dopotutto, bastano cervi e templi ad attrarre milioni di visitatori ogni anno.
Nel periodo Edo era il quartiere dei mercanti di Nara, dove si trovavano magazzini e residenze. Molti aspetti di quell’epoca sono rimasti intatti, comprese le strade strette costellate di machiya, le tradizionali case a schiera in legno con il negozio sulla strada e l’abitazione sul retro. Alcune di queste si possono visitare:
- Koshi-no-Ie: una machiya completamente visitabile, con il negozio sulla parte davanti e l’abitazione sul retro
- Nigiwai-no-Ie: una casa di commercianti costruita nel 1917, con un giardino interno dove cogliere alcuni aspetti della vita di un tempo
- Imanishike Shoin: la residenza di un alto sacerdote del Kofukuji, con un bel giardino e una sala da tè. È di proprietà della famiglia Imanishi, che da 130 anni produce sakè e ha un negozio dove fare una degustazione
Prima di Naramachi, l’area faceva parte del tempio Gangoji, uno dei più grandi di Nara. Della grandezza di un tempo rimane ben poco, solo un paio di edifici abbastanza trascurabili. Se l’entrata fosse gratuita lo consiglierei per completezza, ma con un ingresso a pagamento ti consiglio di vederlo da fuori e proseguire nella tua visita di Nara.
Negli ultimi anni a Naramachi hanno aperto alcuni ristoranti e caffè, e questo ha fatto aumentare i visitatori. Ma resta una zona tranquilla e poco turistica, dove si respira l’atmosfera giapponese che preferisco: quella fatta di silenzi e tradizione.
Cosa mangiare a Nara
Nara ha una cucina meno conosciuta di Kyoto o Osaka, ma ha le sue specialità, e vale la pena cercarle invece di accontentarsi del primo ramen vicino alla stazione.
Kakinoha-zushi è il piatto simbolo: sushi di sgombro o salmone, pressato a mano e avvolto in una foglia di cachi. La foglia non è decorativa: ha proprietà antibatteriche, ed è così che centinaia di anni fa il pesce arrivava fresco fino a Nara, città lontana dal mare. Si mangia freddo, anche come spuntino da passeggio nel parco.
Chagayu è l’altra specialità, ed è collegata direttamente a quello che hai appena visitato: è la zuppa di riso al tè verde tostato che i monaci del Todaiji mangiano da oltre 1.200 anni, prima delle cerimonie. Delicata, quasi neutra: o la trovi confortante o la trovi insipida, sta a te scoprirlo.
Narazuke sono verdure (di solito shirouri, un tipo di melone) messe sotto sale nei residui di lavorazione del sakè per mesi o anni. Il sapore è forte, quasi alcolico. Si mangiano come contorno, in piccole quantità.
Per provare kakinoha-zushi e chagayu insieme, vado da Hiraso (柿の葉ずし 平宗), proprio a Naramachi: locale storico, aperto dal 1861. Orario 10:00-21:00, chiuso il lunedì (aperto nei festivi, chiuso il giorno successivo). Fascia di prezzo 1.000-3.000 yen a persona. È a 10 minuti a piedi dalla stazione Kintetsu Nara, quindi si combina bene con la visita a Naramachi che hai appena fatto.
Come inserire Nara nel tuo itinerario
Nara sta bene incastrata tra Kyoto e Osaka: è a 45 minuti dalla prima e 35-50 dalla seconda, quindi qualunque delle due usi come base funziona. Il punto è un altro: quanti giorni dare a ciascuna. Chi ha 10-14 giorni in Giappone spesso arriva a Kansai con solo 3-4 giorni totali da dividere tra Kyoto, Osaka e Nara, e finisce per trattare Nara come un ripiego da mezza giornata anche quando meriterebbe di più.
Se il tuo itinerario tocca anche Fushimi Inari, la combinazione più naturale è: Fushimi Inari la mattina presto (prima delle 8, quando c’è poca gente), poi la stessa linea JR Nara ti porta dritto a Nara nel primo pomeriggio. Ti porta via l’intera giornata: se vuoi fare bene entrambe le cose, mettile in conto come una tappa unica, non due mezze giornate separate.
Vale la pena fermarsi più di mezza giornata?
Negli itinerari, di solito a Nara viene dedicata una mezza giornata come gita in giornata da Kyoto. Anche io, la prima volta, ho seguito il solito percorso: Kofukuji, parco dei cervi, Todaiji, Kasuga Taisha, e via verso la destinazione successiva.
Qualche anno dopo sono tornato a Nara per restarci qualche giorno, e mi sono accorto di quanto avevo tralasciato la prima volta. Mi sono reso conto che anche io, come molti turisti, avevo più foto di cervi che di qualsiasi altra cosa.
Capisco che non tutti hanno il tempo di soggiornare a Nara. Ma se ce l’hai, vale la pena. Una mezza giornata ti regala i grandi nomi: Todaiji, parco dei cervi, Kasuga Taisha. Una giornata intera ti regala Nara per davvero, con Naramachi e il Nigatsudo che quasi nessuno racconta.
Il consiglio di Rudy
Il consiglio che mi sento di dare è di uscire dai percorsi prestabiliti e perderti un po’ nel parco, nella foresta primordiale e nei vicoli di Naramachi. È così che scopri la vera anima della prima capitale del Giappone, non solo la versione da cartolina con i cervi.
Nara è una delle tappe fisse di tutti i miei tour di gruppo: la vedo sempre con occhi diversi ogni volta che ci torno, e ogni gruppo trova qualcosa di nuovo da notare. Se invece organizzi da solo e non sai come incastrare Nara con Kyoto e Osaka nei giorni giusti, è una delle domande più comuni che risolvo in consulenza.
Mappa di Nara
Domande frequenti su Nara
Quanti giorni servono per vedere Nara?
Mezza giornata basta per i grandi nomi: Todaiji, parco dei cervi, Kasuga Taisha. Se hai anche una giornata intera, aggiungi Naramachi e il Nigatsudo, che quasi nessuno visita.
I cervi di Nara sono pericolosi?
No, ma non sono animali domestici. Alcuni scalciano o mordono se hai in mano cibo e non glielo dai. Compra i biscotti (shika senbei) dai venditori ufficiali e tienili ben visibili, nel caso ti senti assalita lasciali cadere e allontanti.
Si paga per entrare nel Parco di Nara?
No, il parco è gratuito e sempre aperto. Paghi solo per entrare negli edifici specifici: Todaiji, il santuario interno di Kasuga Taisha, alcuni musei.
Quanto costa entrare al Todaiji?
800 yen per adulti, 400 yen per bambini dai 6 ai 12 anni. Il biglietto dà accesso alla Sala del Grande Buddha (Daibutsuden).
Come si arriva a Nara da Kyoto e da Osaka?
Da Kyoto: JR Nara Line, 45 minuti, 720 yne (coperta dal Japan Rail Pass). Da Osaka: Kintetsu Namba Line, 35 minuti, 680 yen, oppure JR Yamatoji Line da Osaka Station in 50 minuti.
Posso vedere Nara e Fushimi Inari nello stesso giorno?
È una delle combinazioni più classiche. Fai Fushimi Inari al mattino presto, poi prendi la JR Nara Line e continua verso Nara. Funziona bene, ma ti porta via l’intera giornata.
Qual è il periodo migliore per visitare Nara?
Primavera, per i sakura ad aprile, o autunno, per i momiji a novembre. I cervi si vedono tutto l’anno, quindi su quello non c’è un periodo sbagliato.
Vale la pena visitare Naramachi?
Sì, se hai più di mezza giornata. È la parte di Nara che quasi nessun turista italiano vede: vicoli tranquilli, case machiya del periodo Edo, una sakeria che produce da 130 anni. Se hai fretta, salta pure. Ma è quello che distingue chi visita Nara da chi la scopre davvero.
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