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Wagyu in Giappone: dove mangiarlo, quanto costa e come risparmiare

Wagyu in Giappone: dove mangiarlo, quanto costa e come risparmiare

Home » Cucina giapponese

Tempo di lettura: 20 minuti

Vale la pena mangiare wagyu in Giappone? Sì, ma con una condizione: devi sapere cosa stai ordinando. Altrimenti rischi di spendere 10.000 yen, mangiare qualcosa di buonissimo, e non capire cosa lo rende diverso da una bistecca normale. Ho fatto quel pranzo a Takayama: Hida beef A5, cottura alla brace, poco più di 3.500 yen. Era una delle cose migliori che abbia mangiato in Giappone. Ma lo capivo solo perché avevo letto prima cosa stavo per mangiare. Questa guida serve a farti arrivare al tavolo già preparato.

14 giorni in Giappone: l'itinerario che consiglio

Ho girato il Giappone da solo per anni, poi ho cominciato a portarci gli altri. Questo PDF è quello che consiglierei a un amico che parte per la prima volta: la sequenza giusta, i posti che non trovi negli altri itinerari, i numeri reali.

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Informazioni pratiche sulla carne Wagyu

Dove mangiarloKobe, Takayama, Tokyo: ogni zona ha la sua varietà locale
Grado consigliatoA5 è il massimo. A4 è già ottimo. Al di sotto è wagyu "normale", ottimo ma diverso
Pranzo vs cenaStesso ristorante, quasi la stessa carne: il pranzo costa 30-40% in meno.
Budget pranzo¥3.000–5.000 per un piatto di wagyu A5 in un ristorante decente
Budget cena¥5.000–15.000+ a seconda del ristorante e del taglio
PrenotazioneConsigliata nei posti di un certo livello
Voto⭐⭐⭐⭐⭐

Il mio pranzo a Takayama: Hida beef A5 alla brace per 3.500 yen

Non ero andato a Takayama con l’obiettivo di mangiare wagyu. Ci sono andato per i vicoli del centro storico, i sake brewery, l’architettura Edo. Il wagyu è venuto di conseguenza, ed è stato il momento migliore della giornata.

Il ristorante si chiama Matsuki Ushi , tre minuti a piedi dalla stazione JR Takayama, uscita est. Specializzato in Hida beef A5, la varietà wagyu della prefettura di Gifu, cotta alla brace di carbone. Avevo letto che a pranzo i prezzi erano diversi rispetto alla sera. Ho prenotato per mezzogiorno.

Ho speso circa 3.500–4.000 yen per un set pranzo con bistecca, riso, miso e insalata. La stessa cosa la sera costa probabilmente il doppio. Lo dico perchè è semplicemente come funziona in Giappone: il pranzo è il momento in cui i ristoranti buoni diventano accessibili. Tienilo a mente quando vuoi scegli un particolare ristorante.

La cottura alla brace giapponese, sumibiyaki, cambia il profilo aromatico della carne. Non è una griglia qualunque. Il carbone aggiunge qualcosa che una piastra non dà: un sottofondo affumicato leggero che non copre la grassezza del wagyu, la completa. Me ne sono accorto subito, anche senza essere un esperto.

: bistecca Hida beef A5 cottura alla brace, Matsuki Ushi Takayama

La cosa che nessuno ti dice: A4 e A5 non li distingui se non sai cosa cercare

Questa è la parte che mi interessa spiegare davvero, perché è quella che fa la differenza tra un’esperienza memorabile e una cena costosa di cui non capisci il punto. 

Il wagyu A5 ha un livello di marmorizzazione del grasso (la distribuzione di grasso dentro il muscolo) tra 8 e 12 su una scala di 12. A4 è tra 5 e 7. La differenza è reale, misurata, certificata. Ma quando arrivi al tavolo e la mangi, quella differenza la percepisci solo se sai cosa stai cercando.

Il wagyu A5 si scioglie in bocca in modo diverso da qualsiasi altra carne. La grassezza è intensa ma non pesante, è quasi dolce. Il problema è che se non l’hai mai mangiata, o se arrivi al tavolo senza sapere cosa aspettarti, potresti semplicemente pensare: “è buona, è molto tenera”  e non capire perché stavi pagando il triplo di una bistecca normale. 

Lo stesso vale per i tagli: un filetto A5 e un controfiletto A5 dello stesso animale, dello stesso grado, hanno sapori completamente diversi. Il filetto è più delicato, il controfiletto è più grasso e intenso. Scegliere uno o l’altro non è una questione di prezzo: è una questione di preferenza personale. E se non te lo spiega nessuno, ordini a caso. 

Il mio consiglio concreto: leggi prima questa guida, arriva al ristorante sapendo cosa cercare, ordina il taglio che ti sembra più adatto a te. Poi goditi ogni boccone. 

Se vuoi evitare completamente il problema e avere qualcuno che ti porta nei posti giusti spiegandoti tutto prima di sedere, è uno dei momenti in cui una guida privata italiana fa davvero la differenza. Non per orientarsi fisicamente, ma per capire cosa si sta mangiando e perché.

LA PAROLA ALLO CHEF di Alberto Comelato

LA PAROLA ALLO CHEF di Alberto Comelato

Cuoco professionista, appassionato di cucina giapponese da oltre dieci anni. La sezione che segue è sua.

Wagyu e Kobe: la differenza che conta

Per Kobe si intende uno specifico tipo di manzo wagyu, la razza di manzo giapponese nero (manzo Tajima) — che per avere questa denominazione e di conseguenza il sigillo imperiale e il famoso timbro del crisantemo deve possedere dieci requisiti ben precisi: 

  1. Deve essere di razza “manzo giapponese nero”.
  2. Deve essere nato e allevato nella prefettura di Hyogo.
  3. Deve essere femmina che non ha mai partorito o maschio castrato.
  4. Il peso della carcassa deve essere compreso tra 260 e 470 kg per i maschi e tra 230 e 470 per le femmine.
  5. Deve essere di età compresa tra i 28 e i 60 mesi.
  6. L’allevatore deve far parte dell’associazione di Kobe e seguirne i metodi di allevamento.
  7. Sia gli acquirenti che i venditori devono far parte dell’associazione ufficiale di Kobe.
  8. Deve essere venduto nell’area di Hyogo.
  9. La quantità di carne utilizzabile deve essere di grado A o B.
  10. Il rapporto di marmorizzazione deve essere compreso tra il 6° e il 12° livello.

 Possiamo quindi considerare il Kobe come una sorta di DOCG del wagyu: lo differenzia per la qualità organolettica superiore alla media e di conseguenza per il prezzo nettamente più elevato.

Come si classifica il wagyu

Il wagyu giapponese viene classificato secondo due scale combinate.

Scala della resa:

A — resa superiore alla media (72% o più di carne utilizzabile)

B — nella media (69–72%)

C — sotto la media (sotto 69%)

Scala della qualità (1–5), che si rifà a tre parametri:

Grado 1: Scarso — marmorizzazione 1

Grado 2: Sotto la media — marmorizzazione 2

Grado 3: Nella media— marmorizzazione 3-4

Grado 4: Buono — marmorizzazione 5-7

Grado 5: Eccellente — marmorizzazione 8-12

Per una razza Tajima essere classificata A/B 4 richiede una marmorizzazione tra 3 e 5. Per il Kobe il livello minimo è 6-7. Per ambire al livello A/B 5 serve una marmorizzazione tra 8 e 12. 

Gli altri parametri misurati per la qualità sono il grado di colore del grasso (scala 1–7) e il grado di colore della carne (scala 1–7). Il livello qualitativo massimo del wagyu, quello che qualsiasi essere umano dovrebbe assaggiare almeno una volta nella vita è A5.

I migliori wagyu del Giappone

Manzo di Kobe — Prefettura di Hyogo

Il manzo di Kobe della prefettura di Hyogo è il marchio più famoso di carne wagyu giapponese al mondo. Proviene dalla sottospecie di Japanese Black chiamata manzo Tajima. In Giappone è uno dei primi tre marchi di wagyu. 

Manzo di Ohmi — Prefettura di Shiga

La seconda delle tre marche di wagyu più famose del Giappone. Il manzo Ohmi proviene dalla prefettura di Shiga ed è la varietà più antica della razza giapponese nera, allevata anche più a lungo del manzo Kobe. È nota per la consistenza fine della sua marmorizzazione, che conferisce alle carni un sapore dolce particolarmente apprezzato. 

Manzo di Matsusaka — Prefettura di Mie

Il terzo dei primi tre marchi. A causa della posizione relativamente remota, questa carne non è molto famosa al di fuori del Giappone — anche se negli ultimi anni con il boom della carne di manzo giapponese si sta espandendo. Per alcuni è considerata superiore addirittura al manzo Kobe. 

Manzo di Hida — Prefettura di Gifu

Un gradino sotto ai tre campioni c’è il manzo Hida della prefettura di Gifu, sempre derivante dal manzo Tajima. La caratteristica di questo wagyu è di avere le fibre muscolari più sottili e una marmorizzazione che appare su tutti i tagli, anche quelli comunemente più magri, rendendola estremamente tenera e succosa. È la varietà che ho mangiato a Takayama. 

Meno famosi, ma di qualità comunque superiore: Miyazaki beef (secondo produttore di Japanese Black del Giappone), Yonezawa beef (prefettura di Yamagata), Hitachi beef (Ibaraki), Kazusa beef (Chiba), Iwate beef (Japanese Shorthorn, carne più povera di grassi ma incredibilmente tenera) e Akaushi beef (Kumamoto, dalla razza Japanese Brown). 

La leggenda vuole che il manzo Kobe venga massaggiato mentre ascolta musica classica e beve birra. Ovviamente non è vero, questa idea viene da un vecchio film comico degli anni ’70 che per ironizzare su questi pregiatissimi bovini li rappresentava in modo esagerato.

Come si mangia il wagyu

I giapponesi sono abili maestri nella preparazione di questa pregiata carne e comunemente la preparano in cinque modi, tutti diversi tra loro. 

Bistecca alla plancha

Il modo più classico e, a mio avviso, il migliore per apprezzare al meglio questa carne. Basta poco: un po’ di sale marino, dell’aglio fritto, pepe macinato e il gioco è fatto. 

Yakiniku

Metodo di cottura molto conviviale: piccoli bocconi di carne grigliata direttamente al tavolo sulla brace. Consigliatissimo a chi vuole fare una bella mangiata, è anche il modo più accessibile in termini di prezzo. 

Sukiyaki

Preparazione di tipo nabemono. Le fettine sottilissime di carne vengono velocemente bollite in una miscela di shoyu, mirin e zucchero, dentro una pentola di terracotta (nabe), e successivamente immerse nell’uovo sbattuto. Il contrasto tra la dolcezza del brodo e la grassezza del wagyu è qualcosa che non ha equivalenti in cucina europea. 

Shabu shabu

Simile come procedimento al sukiyaki, ma in questo caso la carne viene bollita in un brodo dashi insieme ad altri ingredienti come verdure, funghi e noodles. Più delicato, mette maggiormente in primo piano il sapore della carne. 

Nigiri-zushi

Se siete in Giappone, fatevi un regalo: concedetevi almeno una volta il sapore incredibile di questo ingrediente unico al mondo. Il wagyu su nigiri — leggermente scottato con la fiamma o servito crudo nei posti migliori, è una delle esperienze più semplici e complete che questa carne possa offrire. 

Dove mangiare wagyu in Giappone: tre città, tre esperienze diverse

Takayam: Hida beef, l’esperienza più autentica

Per me Takayama rimane il posto migliore dove mangiare wagyu per la prima volta. Non perché il Hida beef sia oggettivamente superiore al Kobe, è diverso, ma perché il contesto aiuta. Sei in una città di montagna, lontano dai circuiti turistici di massa, in un ristorante dove la carne viene da produttori locali. C’è un filo che collega quello che hai nel piatto al territorio che stai visitando. 

Il ristorante che ho provato è Matsuki Ushi, aperto tutti i giorni. Pranzo 11:00–14:00, cena 17:30–23:00. Prenotazioni solo telefono, non accettano prenotazioni online. 

Kobe: il più famoso, il più costoso

Se vuoi mangiare il Kobe beef nella sua città di origine, considera che i prezzi sono i più alti del Giappone su questa carne. Un pasto con Kobe certificato (timbro del crisantemo) parte da ¥10.000–15.000 a persona nei posti seri. Non è una cifra assurda, è il prezzo del disciplinare più rigido del Giappone. 

Il consiglio anche qui: pranzo al posto della cena. Molti ristoranti di Kobe propongono set pranzo con Kobe certificato a ¥5.000–8.000 — la metà del prezzo serale. L’angolo logistico: Kobe è a 20 minuti da Osaka in treno, integrabile facilmente in un itinerario di più città. 

Se stai costruendo un itinerario e non sai come incastrare Kobe con Kyoto, Osaka e Tokyo senza perdere giorni, è esattamente il tipo di problema che si risolve in mezz’ora di consulenza. Non serve un esperto per prenotare un treno — serve qualcuno che conosce i ritmi del Giappone e ti dice dove vale la pena fermarsi e dove no. 

Tokyo: da yakiniku al Kobe certificato di lusso

Tokyo ha ristoranti yakiniku specializzati in wagyu di ogni tipo, da ¥3.000 a ¥20.000 e oltre. Non ha la narrazione territoriale di Takayama o Kobe, ma ha la varietà, puoi trovare Hida, Kobe, Matsusaka, Miyazaki nello stesso quartiere. Il distretto di Ginza ha la concentrazione più alta di ristoranti specializzati in Kobe beef certificato. Per un pasto di qualità senza arrivare ai livelli estremi, aspettati ¥5.000–8.000.

IL CONSIGLIO DI SIMONE: Bifteck Kawamura Ginza

IL CONSIGLIO DI SIMONE: Bifteck Kawamura Ginza

“Sono andato al Kawamura Ginza nel 2018, quando era ancora nella vecchia sede. Ho speso circa 300 euro, una cifra che al momento sembrava enorme, e che in retrospettiva considero ancora giustificata. 

Il Kawamura lavora esclusivamente con Kobe beef certificato, e si vede. Il servizio è da ristorante stellato: il cuoco prepara la carne davanti a te, al banco, e spiega ogni passaggio. Non è un posto dove si va di fretta. Non è un posto dove si guarda il telefono. È un rituale. 

Cosa ho preso: un course menu con Kobe Sirloin Prime, zuppa di coda, verdure grigliate, pane, dessert e caffè. La carne arrivava già temperata e veniva cotta a una velocità che sembrava sbagliata, pochissimi minuti, rosa al centro. Quella grassezza del wagyu A5 che si scioglie in bocca di cui parlano tutti: è vera. Non è marketing. 

Il confronto con i prezzi attuali: quello che ho pagato nel 2018 corrisponde oggi a un Prime course con bevande, facilmente ¥35.000–40.000+ a persona. I prezzi sono saliti. Se è una cifra che ti fa esitare, considera il menu pranzo, il Kobe Sirloin Special Choice a pranzo parte da ¥19.800, meno della metà di un course completo serale. Stessa carne, stessa cucina, atmosfera leggermente meno formale. Vale.” 

Dove si trova: Ginza Museum Building 10°-11° piano, 6-5-6 Ginza, Chuo-ku, Tokyo

Piccole porzioni, grande conto e il wagyu da strada non è quello che pensi

Una cosa che nessuno ti dice abbastanza chiaramente: il wagyu A5 si mangia in piccole porzioni per scelta. 100 grammi di sirloin A5 è un’esperienza completa. La grassezza intensa, la marmorizzazione elevata dopo un po’ può saturare il palato. Non è come mangiare una bistecca normale da 300 grammi. Non è pensato per quello. 

Se arrivi al tavolo aspettandoti un piatto abbondante e hai ancora fame dopo, il problema non è il ristorante. È che stai confrontando due cose diverse. Detto questo, con un course menu da ¥20.000+ è più che lecito aspettarsi di alzarsi sazi e se non succede, non stupirti di ritrovarti mezz’ora dopo davanti a un konbini a guardare gli onigiri. È successo. Non solo a me.

porzione wagyu A5 sirloin 100g su piatto, Giappone

Il dubbio sul wagyu da street food

Nelle zone turistiche, Asakusa, Arashiyama, i vicoli di Nara, il centro di Takayama stesso, nell’ultimo anno la concentrazione di bancarelle e localini che vendono “wagyu” in ogni forma è aumentata notevolmente. Nigiri da ¥600, crocchette da ¥500, hamburger da ¥1.200, spiedini da ¥800. Tutto con la parola wagyu in bella evidenza. 

La domanda che mi faccio ogni volta è legittima: ma è davvero wagyu? 

La risposta è: dipende da cosa intendi. In Giappone il termine “wagyu” indica legalmente solo le quattro razze bovine giapponesi purosangue allevate in Giappone. Non può essere wagyu d’importazione — il wagyu australiano o americano esiste ma è incroci con Angus, tecnicamente non è wagyu nel senso giapponese del termine. Su questo fronte il sistema di classificazione giapponese è piuttosto rigido. 

Il problema è un altro: wagyu non significa A5. Significa qualsiasi animale delle quattro razze giapponesi, a qualsiasi grado. Un wagyu C1 — resa bassa, marmorizzazione minima — è legalmente wagyu. Una crocchetta da ¥500 fatta con ritagli di wagyu di grado basso non mente sul cartello, ma è lontana anni luce dall’esperienza che stai cercando. 

Matematicamente: il wagyu A5 al dettaglio costa ¥8.000–15.000 al chilo. Un nigiri da ¥600 con una fettina da 15 grammi non può contenere wagyu A5 e rimanere in piedi economicamente. Non è possibile. O il grado è basso, o è una miscela, o i grammi sono pochissimi e il tutto è costruito per sembrare più di quello che è. 

Questo non vuol dire che siano truffe nel senso legale. in Giappone le norme sull’etichettatura alimentare sono severe e i controlli esistono. Ma il wagyu da street food e il wagyu che mangi da Matsuki Ushi a Takayama o al Kawamura a Ginza sono prodotti con lo stesso nome e quasi nulla in comune. Se vuoi l’esperienza vera, siediti a un tavolo, leggi il menu, verifica il grado dichiarato. Se invece vuoi uno spuntino gustoso e non ti importa del resto, la crocchetta di wagyu turistico è buona lo stesso. Basta non confondere le due cose. 

Quello che mi porto a casa

Mangiare wagyu in Giappone è un’esperienza che vale, ma solo se arrivi preparato. Non è come scoprire una cucina nuova dove ti basta assaggiare per capire: qui la comprensione viene prima del boccone. Se sai che stai mangiando un A5 Hida beef, che la marmorizzazione è il risultato di anni di selezione genetica, che la cottura alla brace non è un dettaglio ma una scelta precisa, allora il sapore diventa un’altra cosa. 

Tornerei a Takayama solo per quel pranzo? Probabilmente sì. Costa poco, è facilmente combinabile con una visita al centro storico, e la qualità è fuori scala rispetto al prezzo. Il trucco del pranzo non è “un segreto che nessuno ti dice”, è scritto sul sito di ogni ristorante giapponese. Bisogna solo sapere dove guardare.

Il consiglio di Rudy

Mangia wagyu a pranzo, non a cena.

È la stessa carne, lo stesso ristorante, lo stesso grado A5, ma il menu pranzo costa il 30-40% in meno. A Takayama con Matsuki Ushi ho speso 3.500–4.000 yen per un set pranzo di Hida beef A5. Stesso ristorante la sera: facilmente il doppio. 

Prima di sederti, leggi la sezione di Alberto qui sopra, almeno la parte sulle scale di classificazione. Capire la differenza tra A4 e A5, e sapere che stai cercando la sensazione di scioglimento in bocca, cambia completamente come percepisci quello che mangi. 

Se organizzo un tour autunnale o primaverile con tappa a Takayama, questo ristorante è in lista. Non è un posto da turisti frettolosi, è un posto da persone che sanno perché ci sono andate.

Domande frequenti sulla Wagyu

Wagyu e Kobe sono la stessa cosa?

No. Kobe è un tipo specifico di wagyu con un disciplinare rigidissimo. Non tutto il wagyu è Kobe, la maggior parte non lo è. Tutta la carne Kobe è wagyu, ma non il contrario.

Vale la pena spendere per un A5 rispetto a un A4?

Dipende da quanto sei allenato a percepire la differenza. A4 è già wagyu di qualità alta, con marmorizzazione intensa. A5 aggiunge scioglimento in bocca e dolcezza del grasso in modo più marcato. Se è la prima volta, un A4 in un buon ristorante ti dà già un’esperienza completa, e costa meno.

Qual è il trucco per mangiare wagyu di qualità senza spendere una fortuna?

Pranzo. I menu pranzo nei ristoranti specializzati in wagyu costano il 30-40% meno della cena, con la stessa carne e spesso lo stesso ristorante. A Takayama ho pagato circa 3.500 yen per un set pranzo con Hida beef A5 alla brace. La sera lo stesso posto costa il doppio.

Qual è la differenza tra yakiniku e sukiyaki?

Yakiniku è cottura alla griglia al tavolo — tu cuoci la carne. Sukiyaki è cottura in brodo dolce (shoyu e mirin) e si mangia con l’uovo sbattuto. Shabu shabu è simile ma con brodo dashi leggero. Per capire il wagyu in purezza, la bistecca alla plancha o lo yakiniku sono i più diretti.

Come faccio a sapere se il wagyu che mi servono è autentico?

Il Kobe beef certificato ha un timbro ufficiale (il crisantemo) e il numero di tracciabilità dell’animale. Per gli altri wagyu regionali (Hida, Matsusaka, ecc.) il certificato di origine viene mostrato nei ristoranti seri. Se non c’è niente di scritto, chiedi, i ristoranti giapponesi che servono wagyu autentico sono sempre in grado di mostrare la provenienza.

Posso trovare wagyu di qualità anche fuori da Kobe?

Posso trovare wagyu di qualità anche fuori da Kobe?

Sì. Tokyo ha ristoranti yakiniku specializzati su ogni varietà di wagyu. Osaka e Kyoto hanno buona offerta, soprattutto nei quartieri gastronomici. Anche Nagoya, che è vicina alla prefettura di Gifu (Hida beef), ha buone opzioni. La differenza è il contesto, nelle prefetture dove è allevata la carne che mangi è territoriale, nelle città è “solo” un ottimo ristorante con carne wagyu.

L'acquario Kaiyukan vale il prezzo?

Sì, senza dubbi. ¥2.700 per un acquario che ha uno squalo balena e vasche di dimensioni rare. Ci vogliono 2-3 ore per vederlo con calma. Se sei in viaggio con bambini è quasi obbligatorio.

Quando è il periodo peggiore per andare a Osaka?

Luglio e agosto: caldo umido insopportabile, 35°C con umidità alta. Anche la Golden Week (fine aprile-inizio maggio) è sovraffollata, ma almeno il clima è buono. Evita il Ferragosto giapponese se puoi.

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Dove mangiare in Giappone: 17 ristoranti tipici da provare

Dove mangiare in Giappone: 17 ristoranti tipici da provare

Home » Cucina giapponese

Tempo di lettura: 11 minuti

Scegliere dove mangiare in Giappone significa fare un viaggio nel viaggio alla scoperta dell’affascinante mondo dei ristoranti giapponesi, dove la gastronomia si mescola con la cultura in un turbinio di sapori, profumi e tradizioni. In questo viaggio culinario attraverso il Giappone, vi condurrò alla scoperta di 17 tipologie di ristoranti uniche, ciascuna con la propria identità e specialità irresistibili.

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14 giorni in Giappone: l'itinerario che consiglio

Ho girato il Giappone da solo per anni, poi ho cominciato a portarci gli altri. Questo PDF è quello che consiglierei a un amico che parte per la prima volta: la sequenza giusta, i posti che non trovi negli altri itinerari, i numeri reali.

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Dove mangiare in Giappone

Ristoranti di Fascia Economica

Ramen-ya

Immergetevi nel cuore fumante di un autentico ramen-ya, dove i noodles gorgoglianti e il brodo aromatico vi avvolgeranno in un abbraccio di comfort. Assaggiate il Tonkotsu Ramen, arricchito con brodo di maiale e guarnito con carne di maiale a fette, cipollotti e alga nori. Per un’esperienza ancora più autentica, visitate un ramen-ya locale frequentato dai residenti del quartiere per assaporare il vero spirito del ramen giapponese. I prezzi variano da 700 a 1200 yen a persona

Giappone dove mangiare ramen

Gyoza-ya

Sfornate la perfezione avvolgente dei gyoza al gyoza-ya. Assaporate il Gyoza, ravioli ripieni di maiale macinato e verdure, dorati e serviti con una salsa di soia aromatica e aceto di riso. Visitate un gyoza-ya famoso per la sua maestria nella preparazione degli gyoza, con una selezione di ripieni e una tecnica di cottura che garantisce una croccantezza perfetta e un ripieno succoso. I prezzi variano da 500 a 1000 yen a persona.

Giappone dove mangiare gyoza

Kare-ya

Riscaldati con il comfort avvolgente di un curry giapponese al kare-ya. Gustate il Katsu Kare, un curry cremoso arricchito con tonkatsu croccante, fette di cipolla e carote tenere, servito su un letto di riso bianco aromatico. Provatene diverse varianti di curry, da quelli piccanti a quelli dolci, per trovare il vostro preferito. I prezzi variano da 800 a 1500 yen a persona.

Giappone dove mangiare curry

Udon-ya

Soddisfate la vostra fame con la sostanza appagante degli udon-ya, dove noodles spessi vi avvolgono in un abbraccio caloroso. Provate l’Udon Niku, una ciotola fumante di udon con fettine di manzo tenere e cipollotti croccanti. Molti udon-ya offrono una vasta selezione di condimenti e accompagnamenti, permettendovi di personalizzare il vostro piatto secondo i vostri gusti. I prezzi variano da 800 a 1500 yen a persona.

Giappone dove mangiare ristorante udon

Ristoranti di Fascia Media

Yakitori-ya

Alla ricerca di un sapore arrostito e succulento? I yakitori-ya sono il vostro rifugio. Assaporate il Tsukune, polpette di pollo insaporite con spezie e cottura sulla griglia fino a ottenere una doratura perfetta. Oltre ai classici spiedini di pollo, molti yakitori-ya offrono una vasta selezione di spiedini di frattaglie e verdure, permettendovi di esplorare sapori autentici e insoliti. I prezzi variano da 1000 a 2000 yen a persona.

Giappone dove mangiare yakitori

Family Restaurant 

Portate tutta la famiglia in un family restaurant per un pasto soddisfacente e conveniente. Gustate il Hamburg Steak, una gustosa polpetta di carne impanata, servita con salsa gravy e contorni a vostra scelta. I family restaurant sono perfetti per chi cerca un pasto rapido e familiare, con un’ampia selezione di piatti che accontentano tutti i gusti. I prezzi variano da 1000 a 2000 yen a persona.

Giappone dove mangiare family restaurant

Kaiten-zushi

Esplorate il mondo rotante del kaiten-zushi, dove il sushi viaggia su un nastro trasportatore tentatore. Assaggiate il Gunkan Maki, barchette di alga nori riempite di tartare di tonno cremoso e uova di pesce volante. Molti kaitenzushi offrono anche opzioni di sushi fresco fatto su ordinazione, garantendo una varietà di sapori e una freschezza ineguagliabile. I prezzi variano da 1000 a 2000 yen a persona.

Giappone dove mangiare ristorante Kaitenzushi

Soba-ya

Godetevi la semplicità elegante dei soba-ya, dove i noodles di grano saraceno si trasformano in un piacere leggero e nutriente. Assaporate i Zaru Soba, soba freddi serviti con un brodo rinfrescante e cipollotti freschi. Visitate un soba-ya storico nelle montagne per un’esperienza autentica, dove i soba sono fatti a mano con farina di grano saraceno macinata al momento. I prezzi variano da 1000 a 2000 yen a persona.

Giappone dove mangiare ristorante soba

Okonomiyaki-ya

Alla ricerca di un comfort food giapponese? Gli okonomiyaki-ya sono la risposta. Gustate l’Okonomiyaki, una specie di frittata farcita con una varietà di ingredienti a vostra scelta, dal maiale al kimchi, cotto sulla piastra e finemente condito con maionese giapponese e salsa okonomiyaki. Visitate uno degli okonomiyaki-ya di Hiroshima per provare la variante locale fatta con i noodles e guarnita con una salsa più dolce. I prezzi variano da 1000 a 2000 yen a persona.

Giappone dove mangiare ristorante okonomiyaki

Kushiage-ya

Fate un tuffo nel mondo della frittura giapponese al kushiage-ya. Assaggiate il Camembert Kushiage, morbidi bocconcini di formaggio camembert impanati e fritti fino a ottenere una crosta dorata e croccante. Esplorate il menu del kushiage-ya per una varietà di ingredienti, dal pesce al formaggio, per una vera festa per il palato. I prezzi variano da 1500 a 2500 yen a persona.

Giappone dove mangiare ristorante Kushiage-ya

Tempura-ya

Immergetevi nella leggera croccantezza della tempura, un capolavoro di frittura giapponese. Deliziatevi con i Tempura Moriawase, un assortimento di gamberi, verdure e pesce immersi in una pastella aerea e croccante. Visitate un tempura-ya tradizionale dove i cuochi esperti preparano al momento ogni tempura, assicurando una croccantezza perfetta e una freschezza ineguagliabile degli ingredienti. I prezzi variano da 1500 a 3000 yen a persona.

Giappone dove mangiare ristorante tempura

Izakaya

Esplorate l’atmosfera vibrante di un izakaya, dove la birra ghiacciata e le piccole porzioni invitano alle chiacchere e alla condivisione dei piatti. Gustate lo Yakitori, spiedini di pollo alla griglia spennellati con una salsa teriyaki appena caramellata. Provatene diversi piatti e bevande per assaporare appieno la varietà dell’offerta dell’izakaya, dalla tempura alle zuppe e agli stuzzichini di pesce. I prezzi variano da 1500 a 3000 yen a persona.

Giappone dove mangiare ristorante izakaya

Yakiniku-ya

Accendete il vostro spirito culinario con una grigliata selvaggia al yakiniku-ya. Assaggiate il Karubi, sottili fettine di manzo marinate in una salsa segreta e grigliate al momento, sprigionando un profumo irresistibile. Molti yakiniku-ya offrono una varietà di tagli di carne, dallo stracotto alla lingua di manzo, permettendovi di esplorare i sapori diversi del barbecue giapponese. Alcuni yakiniku-ya hanno la formula “all can you eat” con limite di durata, di solito 90-120 minuti. I prezzi variano da 2000 a 5000 yen a persona.

Giappone dove mangiare ristorante Yakiniku

Ristoranti di Fascia Alta

Shabu-shabu e Sukiyaki

Condividete il piacere della cottura al tavolo con lo shabu-shabu e lo sukiyaki. Una volta scelto la tipologia di carne possibilmente manzo Wagyu, finemente affettata, immergetela nel brodo caldo saporito o quello delicato. Per assaporarla al meglio non cucinatela troppo. Visitate un ristorante specializzato in shabu-shabu o sukiyaki con carne pregiata per un’esperienza di qualità.  Alcuni ristoranti hanno la formula “all can you eat” su carne di qualità più bassa con limite di durata, di solito 90-120 minuti.  I prezzi variano da 3000 a 8000 yen a persona.

Giappone dove mangiare ristorante shabu shabu

Sushi-ya

In un sushi-ya, ogni piatto è la manifestazione della continua ricerca di perfezione tipica della cultura giapponese. Provate il Nigiri di Otoro, una fettina di prelibato tonno grasso crudo posata su una piccola polpetta di riso delicatamente condito con aceto di riso e cotto alla perfezione. Per un’esperienza unica, cercate un sushi-ya che offra “omakase”, affidandovi al sushi chef per creare una selezione personalizzata dei migliori piatti del giorno. I prezzi variano da 3000 a 10000 yen a persona.

Giappone dove mangiare ristorante sushi

Kaiseki-ryori

Per un’esperienza culinaria senza eguali, immergetevi nella perfezione raffinata del kaiseki-ryori. Gustate il Sakizuke, un assortimento di antipasti artistici che preparano il palato per il viaggio culinario che vi attende. Ristoranti kaiseki-ryori spesso offrono menu fissi stagionali, permettendovi di assaporare ingredienti freschi e piatti tradizionali preparati con maestria e attenzione ai dettagli. I prezzi variano da 5000 a 20000 yen a persona.

Giappone dove mangiare ristorante Kaiseki-ryori

Ryotei

Per un’esperienza culinaria di classe superiore, concedetevi un pasto al ryotei, tipici ristoranti di lusso giapponesi a gestione familiare. Gustate il Sashimi Moriawase, un assortimento di pesce crudo freschissimo, affettato con maestria e servito con una grazia senza tempo. Prenotate con anticipo per assicurarvi un tavolo in uno dei migliori ryotei del Giappone, dove il servizio impeccabile e la cucina raffinata vi lasceranno un ricordo indelebile. I prezzi variano da 10000 a 50000 yen a persona.

Giappone dove mangiare ristorante Ryotei

Conclusione

Se vi state chiedendo come trovare queste tipologie di ristoranti, semplice quando siete in Giappone aprite Google Maps, scrivete il tipo e fate una ricerca nei dintorni della vostra posizione. Sicuramente vi usciranno molti risultati, leggete le recensioni, guardate le foto e scegliete quello che più vi attrae e senza pensarci troppo poi andateci.  Assaggiate, esplorate e lasciate che i sapori del Giappone rendano indimenticabile il vostro viaggio

Itadakimasu!

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Scopri come partecipare a un corso di cucina giapponese in Giappone ospite di una famiglia giapponese.

Corsi di cucina giapponese in Giappone

Corsi di cucina giapponese in Giappone

Home » Cucina giapponese

Tempo di lettura: 4 minuti

Durante un viaggio in Giappone una delle cose che più colpisce della cucina giapponese è la grande varietà di piatti. Per esperienza posso affermare con certezza che è impossibile dopo un primo assaggio della cucina giapponese non trasformare il proprio tour anche in un viaggio alla scoperta di tutti i piatti della tradizione culinaria nipponica. Ma oltre a mangiare non ti piacerebbe anche imparare a cucinare? 

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Come imparare a cucinare giapponese in Giappone

Grazie ai servizi offerti da airKitchen  è possibile partecipare a dei mini corsi di cucina giapponese. I corsi si svolgono direttamente nelle case di famiglie di giapponesi che ti ospitano nella loro cucina e ti insegnano le ricette che preparano tutti i giorni.  Ovviamente dopo aver preparato il piatto lo si mangia!

Come partecipare ai corsi di cucina in Giappone

airKitchen ti permette di cercare i corsi di cucina disponibili per ogni città del Giappone e la scelta è talmente vasta che non è facile scegliere…  Ogni corso di cucina giapponese è ben descritto ed è chiara la durata, il prezzo, il menu e come i svolgerà l’esperienza, inoltre c’è la presentazione del giapponese che vi ospiterà. Una volta deciso il corso a cui volete prendere parte basterà scegliere il giorno in cui partecipare,  prenotare e attendere la conferma del vostro ospite.

Perchè partecipare a un corso di cucina in Giappone

Che tu sia un cuoco provetto o come me alle prime armi, i corsi di cucina di airKitchen sono facili e cosa più importante sono una esperienza genuina! Perché oltre a imparare a cucinare qualche piatto si ha la possibilità di entrare in contatto con giapponesi che parlano inglese e di entrare nello loro case e nelle loro cucine. Condividere con loro alcune ore e conoscere meglio la cultura e le tradizioni, non solo culinarie, di questo straordinario paese. In alcuni casi si ha anche la possibilità di andare a fare la spesa al mercato. La cosa che più mi ha colpito è che i corsi di cucina  di ariKitchen non sono costosi per quello che offrone ed è per questo  li consiglio.

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Donburi: la tazza dai mille gusti

Donburi: la tazza dai mille gusti

Home » Cucina giapponese

Tempo di lettura: 6 minuti

Esistono alcuni piatti giapponesi che spesso sormontati dalla fama del sushi del Ramen e della Tempura, passano inosservati, sono diffusissimi, molto consumati, ma solitamente non compresi nell’immagine classica che un’occidentale ha del Giappone e della sua cucina. La semplicità di queste preparazioni è inversamente proporzionale alla loro succulenza e questo purtroppo gli fa perdere un po’ di prestigio.

Oggi parleremo dei Donburi, una di queste particolari categorie di piatti che merita assolutamente di essere conosciuta e assaggiata. Il Donburi è un piatto basico della gastronomia giapponese. Il suo nome riflette questa semplicità visto che la parola “Donburi” spesso abbreviata in “Don”, significa letteralmente “grande tazza”.

Il principio è semplice : una tazza di riso bianco (gohan) guarnita con i più svariati ingredienti, principalmente verdura, uova, pesce, crostacei o carne.

Un piatto popolare e comune nel paese del sol levante, dove si sa il riso è sacro, quindi paradossalmente molto più “giapponese” di molte altre pietanze più blasonate e di origine straniera. Il concetto del Donburi è simile a quello della nostro piatto nazionale, la pasta, dove un cereale (o una preparazione a base di cereali nel caso della pasta), viene guarnita da ingredienti di varia natura e consumata quotidianamente. E come per la pasta, ne esistono diverse versioni, delle quali alcune sono sicuramente più conosciute e diffuse, andiamo a vedere i principali:

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Guida ai tipi di Donburi

Unagidon (Unadon)

Una tazza di riso con sopra dell’Unagi Kabayaki, ovvero l’anguilla d’acqua dolce grigliata. Sembra essere il primo Donburi servito, viene infatti creato durante l’epoca Edo per potersi sfamare durante le lunghe ore di spettacoli teatrali in maniera veloce e discreta.

Katsudon

Specialità della zona centro-sud del Giappone (Okayama ne prepara svariate versioni) consiste in una tazza di riso sormontata da una cotoletta di maiale impanato (Tonkatsu), spesso accompagnato da omelette cremosa e cipolla.

Curioso sapere che questo piatto viene consumato a come un rituale prima di un’importante esame, il suo nome ricorda infatti la parola “vincere” in giapponese.

Oyakodon

Il nome di questo Domburi risulta un po’ cinico, visto che significa letteralmente “tazza di genitori con i figli”. L’accompagnamento del riso sono infatti pollo e uova

Tamagodon

Donburi estremamente economico preparato principalmente con riso, uovo strapazzato e cipolla.

Gyudon

Sicuramente uno dei Domburi più diffusi, tanto che ne esistono alcune catene estremamente famose ed economiche, tra tutte Yoshinoya, Matsuya, Nakau e Sukiya.

La ricetta originale consiste in una tazza di riso cosparsa di fettine di manzo saltato con cipolle e salsa dolce , guarnita poi, a seconda della versione, con vari ingredienti.

Butadon

Variante del Gyudon ma con la carne di maiale, divenuto famoso in Giappone durante il periodo della “mucca pazza”.

Kaisendon

Nome derivato da “Kaisen” ovvero “frutti di mare freschi” è il mio Donburi preferito e anche uno dei pochi ad essere servito freddo. Il Gohan in questa preparazione è ricoperto di fettine di pesce, crostacei e molluschi principalmente crudi. Piatto da degustare prevalentemente nelle zone di mare, soprattutto in Hokkaido (per molti il suo luogo d’origine), dove la freschezza del pesce e i suoi costi più contenuti lo rendono un vero Must!

Da non confondere con il “Chirashizushi” dove il riso è condito con aceto e non neutro. Inoltre da sapere che se un Kaisendon è guarnito con un solo ingrediente marino, prenderà il nome di quest’ultimo ad esempio Unidon (riccio di mare), Ikuradon (uova di salmone), Ebidon (gamberi) ecc.

Tekkadon

Variante del Kaisendon più famosa che comprende solamente fettine di tonno crudo sopra il riso.

Tendon

Ovvero la ciotola di riso con Tempura, unico tra i vari Donburi conosciuti a poter essere totalmente vegetariano. Anche di questo piatto ne esistono alcune catene famose come ad esempio Tendon Tenya.

Da sapere inoltre che la popolarità del Donburi è data anche dal fatto che essendo di facile esecuzione e volendo molto economico, è spesso preparato anche in casa dai giapponesi con gli ingredienti che più preferiscono senza seguire alcuna ricetta. Questa pratica prende il nome di “pâsonaru-don”

Spero che questo semplice articolo su uno dei piatti più vari e deliziosi del sol levante vi abbia incuriosito abbastanza da farne una scorpacciata nel vostro prossimo viaggio in Giappone, mi raccomando quindi: assaggiate, assaggiate, assaggiate!

ITADAKIMASU!!!!!

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Street food giapponese: i 12 cibi da strada da provare

Street food giapponese: i 12 cibi da strada da provare

Home » Cucina giapponese

Tempo di lettura: 8 minuti

Lo street food, ovvero il cibo da strada che spesso caratterizza il luogo in cui ci troviamo, sembra essere la nuova tendenza del momento. Queste pietanze preparate all’ aperto, economiche e da consumare in piedi, sono ultimamente sempre più diffuse anche in Europa. Nei paesi del sud America, dell’oriente e dell’Asia fanno invece parte della tradizione da molti anni e permettono spesso al turista di assaggiare quella che è la cucina tipica del posto. Ovviamente con i tempi moderni (e con l’aumentare dell’interesse a riguardo) le specialità da strada sono in alcuni casi state modificate per essere più appetibili alla massa e in qualche caso create apposta per soddisfare i gusti diversi del turista. Questo comporta il fatto che l’offerta di questo settore della gastronomia si amplifica e diversifica continuamente, soddisfacendo sia i palati più tradizionali, sia quelli in cerca di nuovi sapori. Personalmente ritengo il cibo da strada fantastico, una specie di “ritorno alle origini moderno” che permette ad ogni viaggio (soprattutto in Asia), di assaggiare prelibatezze sempre diverse.

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Ovviamente il Giappone, che come tutti i paesi asiatici dà molta importanza al cibo, ha un suo street food caratteristico e famoso, e anche se non al livello (almeno culturale) di quello della maggior parte dei paesi del sud est asiatico e della Cina, permette di assaggiare una moltitudine di pietanze davvero incredibili!

Il fatto di essere un paese “avanzato” rispetto ai paesi del sud est asiatico, quasi “occidentale” in certi casi, fa si che le leggi imposte sulle norme igieniche sanitarie stiano facendo sparire piano piano tutti i famosi Yatai, ovvero i chioschi ambulanti dediti appunto proprio alla preparazione del cibo da strada.

Purtroppo ormai lo street food giapponese si può trovare quasi solamente durante i famosi matsuri (festival giapponesi) o in occasioni celebrative (oppure in qualche quartiere di alcune città come Fukuoka nel Kyushu).

Ma quali sono quindi queste famose specialità cosi deliziose ed economiche?

La classifica del cibo da strada preferito dai giapponesi

12. Karaage (Circa 300 Yen 8 pezzi)

Ovvero bocconcini di pollo pastellati e fritti. Il profumo di frittura inconfondibile richiama gli avventori e la consistenza croccante unita al sapore intenso ne fanno uno dei piatti più consumati durante le feste.

11. Baby Kasutera (circa 500 Yen per 20 pezzi)

Meno frequenti, ma molto apprezzati, questi bocconcini di simil pan di Spagna (tipici di Nagasaki) sono uno degli street food preferiti dai giapponesi durante i Matsuri.

10. Banana al cioccolato (Circa 200 Yen) 

Dessert molto più occidentale che giapponese, ma sempre più in voga tra i giovani del posto. Una semplice banana sbucciata, infilzata in uno spiedino e immersa nel cioccolato fuso per poi essere cosparsa da vari ingredienti dolci (scaglie di zucchero, canditi ecc) che ne rendono l’aspetto molto invitante.

9. Taiyaki (circa 120 Yen)

Il famosissimo “dolcetto” farcito di marmellata di fagioli azuki (Anko). Preparato con una pastella simile a quella dei waffle su una piastra che gli conferisce la tipica forma di orata (Tai-yaki=Orata grigliata).

8. Yakitori (Circa 100 Yen)

Non c’è molto da dire su questi ormai famosissimi spiedini di pollo alla griglia. Li potrete trovare ovunque (principalmente negli Izakaya) e sono un comune e apprezzatissimo street food. Originariamente venivano preparati solo con le parti del pollo (Yaki-tori=pollo-grigliato), ma attualmente vengono declinati in moltissime versioni e con gli ingredienti più disparati, ma sempre e comunque cotti sulla carbonella.

7. Patata al vapore con il burro (circa 300 Yen)

Una patata sbucciata e cotta al vapore fino a renderla soffice al quale si aggiunge un ingrediente occidentale, il burro, che la rende vellutata e deliziosa (e ne aumenta notevolmente il prezzo). 

6. Kakigori, la granita giapponese (Circa 300 Yen)

Grande classico estivo dello street food nipponico. Il ghiaccio tritato finissimo, viene cosparso con gli sciroppi più disparati, dai più “naturali” (fragola, matcha ecc) ai più “chimici” (blue hawaii, bubble gum ecc). Ne esistono due versioni, quella del Kansai, più comune, con lo sciroppo versato sul ghiaccio e quella del Kanto dove lo sciroppo è alla base e si mette il ghiaccio sopra.

5. Mais dolce grigliato (circa 400 Yen)

Io ho un debole per questa pietanza! Il dolce del mais e il leggero aroma della salsa di soia spennellata sopra che caramellizza durante la cottura, ne rendono il sapore inconfondibile e delizioso!

4. Calamaro alla piastra (Circa 500 Yen)

Questo famosissimo piatto, chiamato anche “poppo” per via dello scoppiettio che emette quando viene grigliato, è sicuramente uno dei simboli delle bancarelle dei Matsuri. Viene rappresentato in tutti gli anime e manga che raffigurano questi eventi e non esiste una festa senza uno stand che propone questo delizioso cibo da strada.

3. Okonomiyaki (Circa 500 Yen)

Chi non conosce l’Okonomiyaki vuol dire che non è mai stato in Giappone!! È sicuramente assieme al Sushi e al Ramen una delle pietanze più famose all’estero e sicuramente immancabile durante un Matsuri.  Gli ingredienti cambiano a seconda di chi lo prepara (Okonomi-Yaki=ciò che vuoi-grigliato), ma parte da una base di uova, farina verza sminuzzata, a cui si aggiungono pancetta o frutti di mare (o entrambi) e che infine viene cosparsa di salsa Otafuku, Katsuobushi, Kewpie e sansho. Ne esistono principalmente due versioni: quella di Osaka, sopra descritta e quella di Hiroshima che agli ingredienti sopracitati aggiunge anche i soba. Quest’ultima versione viene anche chiamata modanyaki.

2. Takoyaki (Circa 350 Yen per sei pezzi)

Altro emblema della cucina da strada giapponese. Se vedete durante un Matsuri uno stand contraddistinto da un’insegna con un polipo fiondatevici subito, è uno stand di Takoyaki! All’inizio verrete ipnotizzati dai movimenti fulminei con cui il cuoco gira le sfere sulla piastra, poi rimarrete ustionati dal primo boccone che grazie al suo estremo calore interno miete vittime tra gli ignari e infine sarete conquistati dalla sua cremosità e dal suo succulento sapore, tanto da volerne subito un’altra porzione! Preparata con una base di pastella da crêpe, del polipo bollito e dell’erba cipollina, questa pietanza è da assaggiare assolutamente!

1. Yakisoba (Circa 400 Yen)

Ed eccoci arrivati al posto più alto del podio, la pietanza da strada giapponese per antonomasia, sua maestà lo yakisoba. Sempre presente, abbondante, economico, delizioso, il cui sfrigolio attira l’attenzione di tutti i presenti e il quale profumo richiama orde di affamati avventori, questo piatto è sicuramente il numero uno (nonché il mio preferito) tra tutti i cibi da strada. Nella loro semplicità, questi noodels alla piastra con verza, salsa Otafuku e pochi altri ingredienti rappresentano senza ombra di dubbio quello che deve essere un vero street food. Fatevi un favore, assaggiatelo almeno una volta durante un Matsuri, non ve lo scorderete.

Durante un viaggio in Giappone la possibilità di assaggiare differenti pietanze sarà sempre presente, la quantità di ottimi ristoranti (anche sotto forma di catene) a prezzi spesso modici è alta, e potrete soddisfare il vostro appetito a seconda dei vostri gusti molto facilmente. Consiglio però, se ne avete la possibilità, magari proprio durante un Matsuri estivo, di provare le specialità “di strada” in una delle tipiche bancarelle, diventerà molto probabilmente uno dei vostri più bei ricordi del viaggio.  ITADAKIMASU!!!!!

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Shojin ryori: la cucina dei monaci buddhisti

Shojin ryori: la cucina dei monaci buddhisti

Home » Cucina giapponese

Tempo di lettura: 4 minuti

La cucina giapponese, negli ultimi anni divenuta molto famosa grazie ai suoi piatti emblematici e alle tecniche utilizzate spesso sofisticate e dal risultato molto coreografico, possiede uno stile a parte, che non mette in primo piano la tecnica e il raffinamento bensì l’armonia e il rispetto degli ingredienti che vengono utilizzati. Questa cucina è detta Shojin, la cucina dei templi Zen.

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La storia della cucina Shojin ryori

Portata nel XIII secolo dai monaci cinesi in Giappone, questo stile di cucina essenzialmente vegana è consumata da religiosi e credenti nelle zone dell’Asia influenzate dal buddismo cinese. Il suo nome tradotto significa “cucina della devozione” e si basa sul principio buddista che vieta di prendere la vita, infatti oltre a agli animali, in questa dieta sono escluse le piante/radice come patate, cipolle e carote visto che consumarle significherebbe portare la pianta alla morte.

14 giorni in Giappone: l'itinerario che consiglio

Ho girato il Giappone da solo per anni, poi ho cominciato a portarci gli altri. Questo PDF è quello che consiglierei a un amico che parte per la prima volta: la sequenza giusta, i posti che non trovi negli altri itinerari, i numeri reali.

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Le caratteristiche della Shojin ryori

Come la cucina kaiseki, predilige il rispetto delle stagioni e l’utilizzo dei prodotti locali per poter vivere in equilibrio con la natura, ma anche di evitare a tutti i costi gli sprechi, utilizzando per le varie preparazioni parti vegetali come foglie, bucce e radici, generalmente scartate.

Per evitare il disequilibrio dei sensi sono inoltre esclusi ingredienti dall’odore pungente o troppo aromatico, come lo scalogno, l’aglio, le spezie, e ovviamente l’alcool.

Tutte queste restrizioni, non impediscono comunque alla Shojin Ryori di essere bella e ricca di ingredienti e sapori.

I piatti nella cucina Shojin Ryori

In un tempio o in un ristorante che serve questa cucina Zen, assaggeremo spesso del tempura di verdure quali il loto, la zucca o i semi di ginko. Molta importanza ha il tofu in tutte le sue declinazioni (fritto, fresco, in zuppe) e lo yuba, ovvero la fine pellicola che si forma sulla superficie del latte di soia quando lo si riscalda. Piccoli fiori e foglie fanno inoltre da decoro a questi graziosi e salutari piatti. Zuppa di miso e riso bianco sono ovviamente presenti per accompagnare il tutto.

Attualmente in molti posti, l’esperienza Shojin per certi versi è molto simile a quella Kaiseki. Si tratta infatti di un pasto tradizionale giapponese che combina una moltitudine di piccoli piatti eseguiti con differenti modi di cottura per un’esperienza gustativa completa. I due concetti di cucina si combinano a meraviglia visto che la Shojin ryori ricerca l’armonia con la natura negli ingredienti scelti, l’arte del Kaiseki si basa sull’armonia tra i gusti, la consistenza e l’aspetto del cibo, con l’unica differenza che un pasto Kaiseki non deve per forza essere vegano.

Per seguire questa linea che si basa sull’armonia, le varie pietanze sono servite quasi tutte in tazze o piatti di forma rotonda per dare a chi mangia una rappresentazione “cosmica”  del mondo.

Una cucina centenaria che sta pian piano, grazie alle moderne tipologie di alimentazione, ritornando in primo piano e che offre oltre che bellezza e piacere del palato anche indiscutibili effetti benefici per l’organismo.

Non ci resta che provarla…ITADAKIMASU!!!!!

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