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Tipi di sushi che si mangiano in Giappone

Tipi di sushi che si mangiano in Giappone

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Tempo di lettura: 7 minuti

Il sushi è diventato in poco tempo il piatto giapponese più famoso e di sicuro lo avrai mangiato nella tua città in uno dei tanti  ristoranti giapponesi (che in realtà sono spesso cinesi) che hanno aperto negli ultimi anni. Ma i tipi di sushi proposti da questi ristoranti  sono gli stessi che si trovano in Giappone? La risposta ovviamente è: NO.

Durante un viaggio in Giappone  la prima cosa che vorrai mangiare sarà sicuramente il sushi (e il ramen) ma ti troverai a dover scegliere tra diversi  tipi per cui ho creato questa guida per aiutarti.

Curiosità

In Romanji, il sistema per scrivere le parole giapponesi con le nostre lettere, nelle parole composte come Nigiri-zushi o Maki-zushi, sushi è scritto con la lettera Z per rendere conto alla deformazione della pronuncia delle parole composte giapponesi chiamata “rendaku”.

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Nigiri-zushi

Conosciuto anche come Edo-mae-zushi (sushi nello stile di Edo) è l’originale forma del sushi moderno ovvero una pallina ovale, modellata a mano, di riso acidulato con una fettina di pesce (o altro ingrediente) posata sopra. Il nome deriva dal verbo “Nigiru” che vuol dire stringere. Questa varietà di Sushi è infatti preparata stringendo il riso, per dargli forma, nel palmo della mano.

Gunkan-maki

È una particolare preparazione del Nigiri-zushi. La pallina di riso ovale viene avvolta da una striscia di alga nori un pò più alta, in modo da creare un “involucro” dove poter adagiare ingredienti di piccole dimensioni quali uova di pesce, tartare o differenti molluschi. Il termine “Gunkan” significa “nave da guerra“, forma che questa preparazione dovrebbe ricordare.

Maki-zushi

Questa varietà di sushi, molto apprezzata all’estero, è nata anni dopo rispetto al Nigiri-zushi. Si prepara disponendo il riso sull’alga nori e posando poi al centro uno o più ingredienti. Grazie alla stuoia di bambù (makisu) si arrotola il tutto creando un cilindro, tagliato in seguito in 6/8 pezzi a seconda della varietà. Il nome deriva dal verbo “Maku” arrotolare.

Hosomaki-zushi

Varietà di Maki-zushi contenente un solo ingrediente, in modo da risultare il più sottile dei Maki. Il suo nome deriva dall’aggettivo “Hosoi” che significa infatti fino.

Futomaki-zushi

Varietà di Maki-zushi contenente più ingredienti (5-6), in modo da risultare il più spesso dei Maki. Il suo nome deriva dall’aggettivo “Futoi” che significa grosso.

Uramaki-zushi

Varietà di Maki-zushi preparati invertendo la posizione degli ingredienti e ottenendo cosi un Maki con nori all’interno e riso all’esterno. A questa varietà appartengono i California-Maki, famosissimi Maki “non giapponesi” attualmente diffusi anche nel paese del sol levante. Il nome deriva da “Ura”, ovvero contrario, visto che la loro preparazione è, in un certo senso, eseguita al contrario.

Curiosità
Sembra che i California-maki siano stati inventati da alcuni chef giapponesi espatriati in California, che per far apprezzare il Sushi ai palati americani decisero di nascondere l’alga nori all’interno della preparazione, di rimpiazzare il pesce crudo con pesce bollito o marinato e di utilizzare degli ingredienti molto apprezzati in loco, l’avocado e la maionese.

Temaki-zushi

Preparazione a forma conica e di considerevoli dimensioni (10 cm), comprendente diversi ingredienti. Il suo nome deriva da “Te” ovvero mano, perché è il solo Maki-zushi ad essere arrotolato a mano, senza l’utilizzo del Makisu.

Oshi-zushi

Particolare preparazione della città di Osaka. Viene preparata con l’utilizzo dell’ “Oshibako” una scatolina di legno di forma rettangolare. In questa ricetta il riso viene pressato con l’ingrediente (neta), in modo da ottenere un parallelepipedo che viene in seguito tagliato. Il suo nome deriva da “Oshi” che vuol dire pressato e sembra che la sua preparazione risalga all’antica tradizione  giapponese in cui riso e pesce venivano schiacciati insieme per la conservazione.

Inari-zushi

In questo Sushi lo su-meshi è inserito in un pezzetto di pelle di tofu fritto dolce (aburaage), a forma di tasca. Si chiama cosi per via della divinità Inari, protettrice della fertilità, del riso e dell’agricoltura. Questo speciale tofu zuccherato veniva un tempo offerto dai contadini a questo Kami, per migliorare le produzioni agricole.

Chirashi-zushi

Qui il riso si trova in una scodella (Don) e vengono adagiati sopra i vari ingredienti. Il suo nome deriva da “chi-ra-su” ovvero spargere, proprio come gli ingredienti sopra lo su-meshi di questa preparazione. Ne esistono due varietà:

  • Edomae Chirashi-zushi (nello stile di Edo), dove il pesce crudo è adagiato sopra il riso in modo decorativo.
  • Gomoko-zushi (nello stile del Kansai), dove il riso è mescolato con pesce cotto e crudo.

Attenzione!!
Non confondete il Chirashi-zushi con il Domburi. Il riso è condito con aceto solo nel primo. Inoltre nel Domburi sono presenti in genere una o massimo due varietà di pesce.

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Se stai organizzando un viaggio "fai da te" in Giappone ma vuoi per qualche giorno una guida che parli italiano che ti faccia scoprire i lati nascosti del Paese del Sol Levante, usa il  nostro servizio di guide turistiche.

Scopri come partecipare a un corso di cucina giapponese in Giappone ospite di una famiglia giapponese.

Guida agli ingredienti della cucina giapponese

Guida agli ingredienti della cucina giapponese

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Tempo di lettura: 20 minuti

Gli ingredienti della cucina giapponese sono piuttosto diversi dai nostri. I sapori dolce, agro e salato caratterizzano questa gastronomia particolarmente delicata e dagli aromi sottili e equilibrati. Per chi volesse cimentarsi nella realizzazione di alcuni piatti giapponesi ho preparato una carrellata degli ingredienti più comuni.

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Salsa di soia o Shoyu

La salsa di soia ottenuta dalla fermentazione dei fagioli di soia e del grano. Usata in moltissime ricette giapponesi per dare sapidità. Ne esistono principalmente 5 varietà:

  1. Koikuchi: Tipica della zona del Kanto prodotta con metà soia e metà grano.
  2. Usukuchi: Tipica del Kansai, è leggermente più salata della precedente ma di colore più chiaro dovuto all’utilizzo di un liquido di fermentazione del riso (Amazake).
  3. Tamari: Tipica della zona del Chubu, è prodotta con molta soia e poco frumento, risulta quindi essere più scura e forte in sapidità.
  4. Shyro: Al contrario della Tamari ha molto frumento e poca soia, risultando quindi più chiara e meno sapida.
  5. Saishikomi: Ottenuta da una doppia fermentazione che la rende scura e dalla sapidità molto intensa.

Sakè

Il vino di riso giapponese oltre ad essere la bevanda più consumata nel Paese del Sol Levante è spesso usato in cucina per insaporire i piatti.

Alga Nori

Alga molto utilizzata nella cucina giapponese soprattutto nei maki-zushi e nel ramen. Il Giappone e la Cina sono il più grandi produttori mondiali.

Mirin

Alcool ottenuto dalla fermentazione del riso glutinoso simile al sakè ma più dolce, utilizzato quasi esclusivamente in cucina.

Wasabi

Il rafano giapponese, dal sapore pungente e dalle proprietà antibatteriche viene spesso accostato a sushi e sashimi.

Azuki

Fagiolo di origine asiatica di piccole dimensioni e di colore porpora. Ingrediente base di molti dolci giapponesi come ad esempio il Dorayaki.

Anko

Marmellata di fagioli azuki.

Tofu

Cagliata di fagioli di soia, molto usato nella cucina asiatica e vegetariana e dall’alto contenuto proteico.

Aburaage

Fettine di tofu fritto. Ingrediente indispensabile per il Kitsune-udon.

Dashi

Tipico brodo chiaro della cucina giapponese, usato come base di zuppe e salse. Si ottiene facendo bollire l’alga Kombu e il Katsuobushi e filtrando il tutto.

Kombu

Alga importantissima nella cucina giapponese utilizzata per ammorbidire e addolcire ingredienti e preparazioni. E’ la fonte dell’umami (il 5 gusto) per molti piatti.

Katsuobushi

Fiocchi di Bonito (tonnetto) essiccato, ingrediente base del dashi, ma molto utilizzato per condire piatti tipici quali Okonomiyaki e Takoyaki.

Tsukemono

Verdure marinate agro-dolci giapponesi.

Daikon

L’ortaggio più utilizzato in Giappone, della famiglia dei ravanelli si mangia crudo, stufato o in agro-dolce.

Kamaboko

Simile a una polpetta di pesce, prodotta frullando la polpa del pesce bianco e cuocendola al vapore. Viene colorata e servita a fettine come stuzzichino o come ingrediente del ramen.

Panko

Il pangrattato giapponese, più grossolano di quello utilizzato nella cucina occidentale e ottenuto a partire dalla mollica del pane. Adatto per fritture croccanti.

Gari

Fettine di zenzero marinato.

Miso

Pasta di fagioli di soya fermentati. Ne esistono due versioni: rossa (più gustosa) e bianca (più delicata). Ingrediente base, insieme al dashi, per la famosissima zuppa di miso.

Shiso

Pianta aromatica simile alla menta, utilizzata per infusioni o come decorazione.

Edamame

Fagioli di soia nel baccello, non ancora maturi, cotti al vapore e salati. Perfetti come aperitivo.

Karashi

Senape giapponese dal gusto intenso.

Sansho

Polvere verde ottenuta macinando una bacca essiccata simile al pepe, ma della famiglia degli agrumi.

Shichimi togarashi

Mix di spezie contenente peperoncino, sesamo nero, sansho, shiso, scorza di arancia e mandarino essiccate e alga nori. Utilittata spesso nelle zuppe udon e ramen.

Goma obura

Olio di sesamo.

Komezu

Aceto di riso giapponese.

Natto

Fagioli di soia fermentati, dalla consistenza viscosa sono molto amati dai giapponesi a colazione per le loro proprietà digestive.

Mochigome

Riso glutinoso adatto per i dolci giapponesi.

Renkon

Radice di loto, si consuma bollita o fritta nel kushikatsu.

Umeboshi

Prugne salate ottime per la digestione.

Udon

Noodels di farina di grano piuttosto spessi e morbidi.

Soba

Noodels di farina di grano saraceno consumate sia calde che fredde (zaru soba). Si possono trovare anche di colore verde per l’aggiunta di tè matcha.

Matcha

Tè verde giapponese di cui esistono molte varietà.

Nagaimo

Varietà di tubero asiatico ricco di amido, utilizzato tra l’altro per preparare l’Okonomiyaki.

Otafuku

Condimento denso e dolciastro preparato da base vegetale. Ne esistono molte varianti e serve per condire o “laccare” specialità giapponesi quali yakitori, tonkatsu, takoyaki e okonomiyaki.

Kewpie

Maionese giapponese, più delicata di quella occidentale.

Konnyaku

Ingrediente poco calorico e molto usato nelle diete vegetariane. Gelatinoso di consistenza è ricavato dalla pianta di Konjac.

Wakame

Varietà di alga molto apprezzata in insalata o zuppa.

Shimeji

Varietà di funghi simili ai chiodini, usati in zuppe e grigliate.

Shitake

Varietà di funghi profumata molto utilizzata in molteplici piatti giapponesi.

Enoki

Varietà di funghi fini e bianchi utilizzati spesso per lo shabu-shabu.

Matsutake

Varietà di funghi brunastri piuttosto pregiati utilizzati spesso nella cucina Kaiseki.

Somen

Noodels di farina di frumento molto fini, consumati spesso freddi in insalata.

Takenoko

Germoglio di bambù servito spesso come accompagnamento.

Yuba

Pellicina proteica che si forma sulla superficie del latte di soia una volta bollito .Viene servita in vari modi, spesso come aggiunta di riso o soba.

Mentaiko

Uova di merluzzo aromatizzate spesso al peperoncino. Di origine coreana è usato spesso in Giappone come condimento di omurice o pasta.

Fagioli di soia

Pianta leguminosa molto utilizzata dai giapponesi. Se ne ricava il latte, e di conseguenza il tofu, l’okara e la salsa di soia. Quando è ancora verde si chiama edamame ed è consumata come stuzzichino.

Kanten

Meglio conosciuto come Agar-Agar è un gelificante ottenuto da un’alga, usato principalmente in pasticceria.

Kuroname

Varietà di fagioli di soya scuri, utilizzati per particolari tipi di tofu e di pasticceria.

Myoga

Pianta della famiglia dello zenzero, se ne consumano i bulbi, crudi o cotti, dal sapore delicato e leggermente pungente.

Niboshi

Piccole sardine essiccate, utilizzate quotidianamente dai giapponesi per la preparazione di brodi. Ne esistono versioni zuccherate e ricoperte di sesamo, da consumare come snack.

Okara

Residuo solido della soia, una volta estratto il latte. È un’ingrediente molto di moda attualmente nella cucina vegana, perché versatile e ricco di proteine.

Sudachi

Piccolo agrume giapponese simile al lime. Molto aspro (quasi due volte un limone normale) viene utilizzato come guarnizione ai piatti di pesce grigliati.

Umibudo

Alga dalla forma che ricorda i grappoli d’uva e per questo conosciuta come « uva di mare ». Molto di moda nei ristoranti moderni per la sua ricchezza in sali minerali, il suo colore brillante e la sua forma decorativa.

Salsa di soia o Shoyu

La salsa di soia ottenuta dalla fermentazione dei fagioli di soia e del grano. Usata in moltissime ricette giapponesi per dare sapidità. Ne esistono principalmente 5 varietà:

  1. Koikuchi: Tipica della zona del Kanto prodotta con metà soia e metà grano.
  2. Usukuchi: Tipica del Kansai, è leggermente più salata della precedente ma di colore più chiaro dovuto all’utilizzo di un liquido di fermentazione del riso (Amazake).
  3. Tamari: Tipica della zona del Chubu, è prodotta con molta soia e poco frumento, risulta quindi essere più scura e forte in sapidità.
  4. Shyro: Al contrario della Tamari ha molto frumento e poca soia, risultando quindi più chiara e meno sapida.
  5. Saishikomi: Ottenuta da una doppia fermentazione che la rende scura e dalla sapidità molto intensa.

Sakè

Il vino di riso giapponese oltre ad essere la bevanda più consumata nel Paese del Sol Levante è spesso usato in cucina per insaporire i piatti.

Alga Nori

Alga molto utilizzata nella cucina giapponese soprattutto nei maki-zushi e nel ramen. Il Giappone e la Cina sono il più grandi produttori mondiali.

Mirin

Alcool ottenuto dalla fermentazione del riso glutinoso simile al sakè ma più dolce, utilizzato quasi esclusivamente in cucina.

Wasabi

Il rafano giapponese, dal sapore pungente e dalle proprietà antibatteriche viene spesso accostato a sushi e sashimi.

Azuki

Fagiolo di origine asiatica di piccole dimensioni e di colore porpora. Ingrediente base di molti dolci giapponesi come ad esempio il Dorayaki.

Anko

Marmellata di fagioli azuki.

Tofu

Cagliata di fagioli di soia, molto usato nella cucina asiatica e vegetariana e dall’alto contenuto proteico.

Aburaage

Fettine di tofu fritto. Ingrediente indispensabile per il Kitsune-udon.

Dashi

Tipico brodo chiaro della cucina giapponese, usato come base di zuppe e salse. Si ottiene facendo bollire l’alga Kombu e il Katsuobushi e filtrando il tutto.

Kombu

Alga importantissima nella cucina giapponese utilizzata per ammorbidire e addolcire ingredienti e preparazioni. E’ la fonte dell’umami (il 5 gusto) per molti piatti.

Katsuobushi

Fiocchi di Bonito (tonnetto) essiccato, ingrediente base del dashi, ma molto utilizzato per condire piatti tipici quali Okonomiyaki e Takoyaki.

Tsukemono

Verdure marinate agro-dolci giapponesi.

Daikon

L’ortaggio più utilizzato in Giappone, della famiglia dei ravanelli si mangia crudo, stufato o in agro-dolce.

Kamaboko

Simile a una polpetta di pesce, prodotta frullando la polpa del pesce bianco e cuocendola al vapore. Viene colorata e servita a fettine come stuzzichino o come ingrediente del ramen.

Panko

Il pangrattato giapponese, più grossolano di quello utilizzato nella cucina occidentale e ottenuto a partire dalla mollica del pane. Adatto per fritture croccanti.

Gari

Fettine di zenzero marinato.

Miso

Pasta di fagioli di soya fermentati. Ne esistono due versioni: rossa (più gustosa) e bianca (più delicata). Ingrediente base, insieme al dashi, per la famosissima zuppa di miso.

Shiso

Pianta aromatica simile alla menta, utilizzata per infusioni o come decorazione.

Edamame

Fagioli di soia nel baccello, non ancora maturi, cotti al vapore e salati. Perfetti come aperitivo.

Karashi

Senape giapponese dal gusto intenso.

Sansho

Polvere verde ottenuta macinando una bacca essiccata simile al pepe, ma della famiglia degli agrumi.

Shichimi togarashi

Mix di spezie contenente peperoncino, sesamo nero, sansho, shiso, scorza di arancia e mandarino essiccate e alga nori. Utilittata spesso nelle zuppe udon e ramen.

Goma obura

Olio di sesamo.

Komezu

Aceto di riso giapponese.

Natto

Fagioli di soia fermentati, dalla consistenza viscosa sono molto amati dai giapponesi a colazione per le loro proprietà digestive.

Mochigome

Riso glutinoso adatto per i dolci giapponesi.

Renkon

Radice di loto, si consuma bollita o fritta nel kushikatsu.

Umeboshi

Prugne salate ottime per la digestione.

Udon

Noodels di farina di grano piuttosto spessi e morbidi.

Soba

Noodels di farina di grano saraceno consumate sia calde che fredde (zaru soba). Si possono trovare anche di colore verde per l’aggiunta di tè matcha.

Matcha

Tè verde giapponese di cui esistono molte varietà.

Nagaimo

Varietà di tubero asiatico ricco di amido, utilizzato tra l’altro per preparare l’Okonomiyaki.

Otafuku

Condimento denso e dolciastro preparato da base vegetale. Ne esistono molte varianti e serve per condire o “laccare” specialità giapponesi quali yakitori, tonkatsu, takoyaki e okonomiyaki.

Kewpie

Maionese giapponese, più delicata di quella occidentale.

Konnyaku

Ingrediente poco calorico e molto usato nelle diete vegetariane. Gelatinoso di consistenza è ricavato dalla pianta di Konjac.

Wakame

Varietà di alga molto apprezzata in insalata o zuppa.

Shimeji

Varietà di funghi simili ai chiodini, usati in zuppe e grigliate.

Shitake

Varietà di funghi profumata molto utilizzata in molteplici piatti giapponesi.

Enoki

Varietà di funghi fini e bianchi utilizzati spesso per lo shabu-shabu.

Matsutake

Varietà di funghi brunastri piuttosto pregiati utilizzati spesso nella cucina Kaiseki.

Somen

Noodels di farina di frumento molto fini, consumati spesso freddi in insalata.

Takenoko

Germoglio di bambù servito spesso come accompagnamento.

Yuba

Pellicina proteica che si forma sulla superficie del latte di soia una volta bollito .Viene servita in vari modi, spesso come aggiunta di riso o soba.

Mentaiko

Uova di merluzzo aromatizzate spesso al peperoncino. Di origine coreana è usato spesso in Giappone come condimento di omurice o pasta.

Fagioli di soia

Pianta leguminosa molto utilizzata dai giapponesi. Se ne ricava il latte, e di conseguenza il tofu, l’okara e la salsa di soia. Quando è ancora verde si chiama edamame de è consumata come stuzzichino.

Kanten

Meglio conosciuto come Agar-Agar è un gelificante ottenuto da un’alga, usato principalmente in pasticceria.

Kuroname

Varietà di fagioli di soya scuri, utilizzati per particolari tipi di tofu e di pasticceria.

Myoga

Pianta della famiglia dello zenzero, se ne consumano i bulbi, crudi o cotti, dal sapore delicato e leggermente pungente.

Niboshi

Piccole sardine essiccate, utilizzate quotidianamente dai giapponesi per la preparazione di brodi. Ne esistono versioni zuccherate e ricoperte di sesamo, da consumare come snack.

Okara

Residuo solido della soia, una volta estratto il latte. È un’ingrediente molto di moda attualmente nella cucina vegana, perché versatile e ricco di proteine.

Sudachi

Piccolo agrume giapponese simile al lime. Molto aspro (quasi due volte un limone normale) viene utilizzato come guarnizione ai piatti di pesce grigliati.

Umibudo

Alga dalla forma che ricorda i grappoli d’uva e per questo conosciuta come « uva di mare ». Molto di moda nei ristoranti moderni per la sua ricchezza in sali minerali, il suo colore brillante e la sua forma decorativa.

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Come si prepara il sushi

Come si prepara il sushi

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Tempo di lettura: 6 minuti

Dietro il piatto giapponese più famoso e all’apparenza così semplice, c’è un mondo. Gli ingredienti utilizzati per il sushi sono innumerevoli ma i principali sono tre.

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Ingredienti del Sushi

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Il sushi meshi

Chiamato anche Shari o Su-meshi è la preparazione a base di riso cotto per assorbimento dell’acqua e mescolato con una soluzione di aceto di riso (komezu), zucchero e sale (occasionalmente anche alga Kombu e Sakè). La varietà di riso utilizzata è la Japonica dal grano corto e ricco di amido (prima di cuocerlo lo si lava più volte in modo da eliminarne l’eccesso), risulta colloso a fine cottura permettendone la manipolazione. Esistono alcune varianti regionali nella preparazione dello Su-meshi, nella regione del Kanto ad esempio si utilizza più sale mentre in quella del Kansai più zucchero.

L’alga Nori

Questa varietà di alga marina, onnipresente nella cucina giapponese, è coltivata raccolta, essiccata, pressata e ridotta in fogli principalmente nella regione meridionale del Kyushu, ma anche in Cina, Corea e addirittura in Galles. Il Giappone resta comunque il più grande produttore con 11 miliardi di pezzi annui e la città rinomata per la sua coltivazione è Shimabara. Grazie alle sue caratteristiche organolettiche l’equilibrata presenza di vitamine, sali minerali e Omega 3 nonché all’elevato contenuto proteico è spesso consigliata in vari tipi di diete, inoltre a causa della sua utilizzazione nella preparazione del Maki-zushi si posiziona sul gradino più alto del podio nella classifica delle alghe maggiormente consumate al mondo.

Il Neta

Il neta é l’ingrediente che diversifica il pezzo di sushi, si tratta solitamente di pesce, mitili o crostacei, ma anche verdura e in qualche raro caso carne. Di seguito una tabella con alcuni degli ingredienti più frequenti.

Sushi tipi

Utensili per preparare il sushi

Se volete cimentarvi nella preparazione del sushi avrete bisogno dei seguenti attrezzi:

Rice cooker

Se è vero che possiamo, con un po’ di esperienza, cuocere il riso in una normale pentola dal fondo spesso, è anche vero che con un rice cooker otterremmo più facilmente un risultato ottimale.

Hangiri

La ciotola che i giapponesi usano per finalizzare la preparazione dello su-meshi. Di diametro compreso tra i 30 cm e il metro, è fabbricata in legno, materiale che assorbe velocemente l’umidità in eccesso del riso, permettendo inoltre un rapido raffreddamento.

Shamoji

Paletta in bambù per mescolare il riso.

Uchiwa

Ventaglio per raffreddare il riso più velocemente.

Makisu

La famosa stuoia in bambù necessaria per realizzare i Maki-zushi.

Cosa serve per mangiare il sushi

Se invece (come la maggior parte di noi) il sushi preferite mangiarlo vi basteranno:

Hashi

O Otemoto  sono le famose “bacchette” utilizzate in quasi tutte le tavole asiatiche. Sono in generale di legno o bambù, ma possono essere fabbricate in altri materiali, come metallo, plastica e addirittura osso.

Hashi-oki

questi appoggia bastoncini, oltre a assicurare l’igiene, rendono la tavola molto decorativa, sono infatti spesso a forma di piccole foglie, fiori, verdure o animaletti graziosi. Molto Kawaii insomma!

Geta

I piattini di legno chiamati cosi per la loro somiglianza con i famosi sandali dei samurai

Adesso che sapete cosa vi serve per preparare il sushi non vi resta che provare a farlo in casa e poi a mangiarlo…ITADAKIMASU!!

Leggi anche:

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Il Sushi non è nato in Giappone! Origini e storia del sushi

Il Sushi non è nato in Giappone! Origini e storia del sushi

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Tempo di lettura: 4 minuti

È facile dire Sushi! Ormai è di moda, tutti ne parlano, tutti lo mangiano…..Ma quanto ne sai del Sushi e delle sue origini? Prima di partire per il tuo viaggio in Giappone ti  faccio scoprire come è nato il piatto  giapponese più famoso del mondo!

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Cosa significa Sushi

Sushi letteralmente vuol dire “dal sapore aspro” e si intende principalmente del riso condito con aceto, detto “su-meshi”, abbinato ad un altro ingrediente (abitualmente pesce crudo o frutti di mare) chiamato “neta”. Da questa combinazione nascono poi un’incredibile quantità di varianti che si differenziano per forma, quantità e tipologia di ingredienti.

Le origini del Sushi

La prima forma di Sushi giunse in Giappone dalla Cina (per alcuni addirittura dalla Corea) circa 2000 anni fa, ed è strettamente legata all’inizio della coltivazione del riso nel territorio nipponico. Il “Narezushi” (come viene oggi chiamata questa preparazione che possiamo ancora degustare nella prefettura di Nara) più che un piatto era un sistema di conservazione del pesce, dove quest’ultimo veniva eviscerato, salato e arrotolato nel riso fermentato per diversi mesi. Il riso veniva poi scartato e veniva mangiato solo il pesce.

La svolta avvenne intorno al 1300, quando si cominciò a non gettare più il riso fermentato e a mangiarlo con il pesce crudo e fresco dando vita alla pietanza denominata “Namanare”, passando cosi’ da metodo di conservazione a piatto vero e proprio.

Durante l’epoca Edo (1603-1867) il Giappone rimase quasi completamente isolato dal resto del mondo e cominciò a “personalizzare” la sua cucina (oltre che molti aspetti socioculturali) senza alcuna influenza esterna. In questo periodo si diffuse “l’Haya-zushi” (sushi veloce), nel quale non si aspettava più che il riso inacidisse naturalmente e lo si mescolava con aceto, pesce e altri ingredienti.

La creazione del Sushi “moderno” arriva intorno al 1800 grazie all’intelligenza di Hanaya Yohei, cuoco padrone di un Yatai (chiosco ambulante), che per evitare di far marcire il pesce, lo scottava leggermente o lo marinava in aceto o salsa di soia, per poi in seguito tagliarlo in fettine sottili e disporlo su palline di riso acidulato. Una piccola aggiunta di Wasabi (rafano Giapponese) camuffava, in caso, sapori forti dovuti alla difficile conservazione.

Pratico da mangiare divenne rapidamente un piatto molto apprezzato che grazie ai vari Yatai ambulanti si diffuse (soprattutto dopo il grande terremoto del Kanto) in tutto il Giappone.

Era nato il Sushi. ITADAKIMASU!!

Curiosità

Il Sushi viene scoperto dall’ occidente nel 1953, quando il principe Akihito lo offrì ad alcuni ufficiali americani durante un ricevimento all’ ambasciata giapponese a Washington.

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I 13 Ramen più famosi del Giappone

I 13 Ramen più famosi del Giappone

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Il Ramen sta al Giappone come la Pasta sta all’ Italia, e come in Italia ogni regione ha le sue ricette di pasta caratteristiche cosi in Giappone ogni regione ha le sue zuppe di Ramen. Se nel tuo viaggio in Giappone vuoi provare uno dei piatti più buoni e low cost del paese del sol levante  ecco la mia guida delle più famose zuppe di Ramen giapponese divisa per regione.

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Hokkaido

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Asahikawa Ramen

Dal 1947 ad Ashikawa, preparano un Ramen diventato cosi famoso da aver un festival estivo dedicato. La bizzarra caratteristica di questo piatto è di essere “sigillato” da una colata di strutto che mantiene intatti i colori degli ingredienti. È un Ramen di base shoyu con carne di maiale,scalogno, germogli di bambù e strutto.

Sapporo Ramen

Sapporo con la sua famosa « Ramen Alley » é un po’ la mecca dei fanatici di questa pietanza. Si dice che alla fine degli anni 50 un cliente abbia chiesto un’aggiunta di noodels alla sua zuppa di miso e maiale, da qui la nascita del piatto.
È un Ramen di base miso, con carne di maiale macinata, scalogno, germogli di bambu, mais, zenzero, aglio e burro.

Hakodate Ramen

In questa città si dice sia nato lo Shio Ramen, le caratteristiche di questa varietà sono il brodo di pollo chiaro, leggero e salato, e la stracottura nei noodels per creare un effetto « cremoso ».
È un Ramen di base shio con arrosto di maiale, uovo, scalogno, bambu, nori, spinaci e Narutomaki.

Honshu

Kitakata Ramen

A Kitakata c’é la piu’ grande concentrazione di rivendita Ramen per abitante di tutto il Giappone, uno ogni 300 abitanti!!! Qui il piatto viene consumato perfino a colazione….
È un Ramen di base shoyu, con carne di maiale, scalogno e germogli di bambu.

Yokohama «Lakei» Ramen

A Yokohama si trova il famosissimo Ramen Museum, quindi in questa città le cose si fanno particolarmente serie. Ai clienti è spesso proposta la scelta dell’intensità del brodo, della quantità di sale e della cottura dei noodels.
È un Ramen di base tonkotsu/shoyu, con carne di maiale, nori, spinaci, aglio, zenzero, uovo e pasta piccante di fagioli.

Nagoya «Taiwan» Ramen

È il più «cinese» dei Ramen giapponesi. Deve il suo nome alle origini del cuoco che lo portò in città, per far sentire gli operai immigrati un po’ a casa.
È un Ramen di base shoyu, con carne di maiale macinata, cipollotto, peperoncino scalogno e aglio.

Kyoto Ramen

Qui le varianti di brodo sono due, l’assari-kei (brodo chiaro di pollo e maiale) e il kotterri-kei denso quasi come una crema.
Sono Ramen di base shoyu e seconda del tipo di brodo le guarnizioni variano.

Tokyo «Tsukemen» Ramen

È la prima versione di Ramen destrutturato. Nacque quando un famoso cuoco edochiano decise di porre da un lato la ciotola con il brodo e dall’altra i noodels già cotti da inzuppare al momento.
È un Ramen di base shoyu, con carne di maiale, scalogno, bambù e Narutomaki.

Onomichi Ramen

Questa ricetta è caratterizzata da molto pollo e poco maiale nel brodo, ma in compenso arricchita da abbondante pancetta come guarnizione. Nella
rivendita che inventò il piatto, i giapponesi ci vanno in pellegrinaggio!
È un Ramen di base shoyu, con pancetta, scalogno, germogli di bambù e strutto.

Kyushu

Hakata Ramen

Il mio preferito!! Qui il piatto è contraddistinto dal brodo biancastro, denso e gustosissimo ottenuto dalla lunghissima bollitura (si parla addirittura di giorni!) delle ossa di maiale. In questo Ramen i noodles si mangiano molto « al dente ».
È un ramen di base tonkotsu, con carne di maiale, scalogno, nori, zenzero in salamoia (Gari), aglio e senape piccante (Karashi).

Kumamoto Ramen

La caratteristica di questa ricetta é la presenza massiccia d’aglio che viene aggiunto in forma di spicchi fritti nell’ olio di sesamo .
È un Ramen di base tonkotsu, con carne di maiale,scalogno, nori, funghi, cavolo, aglio fritto e olio all’ aglio.

Kagoshima Ramen

Preparato con un brodo leggero di pollo e maiale, rifinito con cipolle caramellate e noodels a scelta spessi o sottili,  secondo la moda di Taiwan o di Okinawa.
È un Ramen di base tonkotsu-shoyu con carne di maiale, scalogno, germogli di soia, funghi e cipolla caramellata.

Shikoku

Tokushima Ramen

Il brodo preparato con ossa di maiale sembra derivi dall’abbondante presenza di fabbriche di trasformazione di carni di maiale presenti in zona.
Ramen semplice ma spesso differenziato nelle rivendite in nero, giallo e bianco, per differenziare il grado di sapidità.
È un Ramen di base tonkotsu-shoyu, con scalogno, pancetta, germogli di bambu/soia e uovo (a volte anche crudo).

Scegli il tuo preferito e inizia a mangiare…ITADAKIMASU!!

Continua scoprendo le origini e gli ingredienti della zuppa di Ramen

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Ramen: origine e ingredienti della zuppa giapponese

Ramen: origine e ingredienti della zuppa giapponese

Home » Cucina giapponese » Pagina 4

Tempo di lettura: 8 minuti

Chiunque abbia fatto un viaggio in Giappone o si interessi a questo meraviglioso paese avrà sentito sicuramente parlare di uno dei suoi  piatti più rappresentativi: il Ramen. Questo piatto diffusissimo in tutto il paese del sol levante (e ormai in tutto il mondo) e di cui ne esistono molteplici varianti, è costituito principalmente da un brodo, da un condimento, da dei noodles e da vari ingredienti per guarnire. Ma cominciamo dall’inizio…..

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Origine della parola Ramen

Per « Ramen » si intende spesso il nome della ricetta, la zuppa quindi, ma in verità é il nome della varietà di noodels. Sarebbe più corretto dire « zuppa di Ramen » quindi. La parola « Ramen » è infatti una storpiatura giapponese della parola cinese « Lamian » che significa « tagliatelle tirate a mano ». Ma perché cinese?

Le origini del Ramen

Il Ramen pur essendo considerata una pietanza tradizionale nipponica é in verità di origine cinese. Già nei primi del 900’ infatti i ristoranti di Shanghai e Canton servivano in chioschetti ambulanti, scodelle di tagliolini in brodo con varie guarnizioni. Ma fu solamente dopo la seconda guerra mondiale, grazie alla farina economica portata dagli americani che il Ramen comincio’ a diffondersi in Giappone. Molti soldati nipponici infatti, rientrati dalla Cina e diventati pratici nel confezionare noodles, utilizzarono questa nuova risorsa americana per riprodurre il diffusissimo piatto nel proprio territorio.

Col passare degli anni le varie prefetture del Giappone hanno modificato e adattato la ricetta originale alle disponibilità del territorio, con gli ingredienti tipici del posto, per questo, come vedremo in seguito, di Ramen ne esistono svariate tipologie.

Da sapere, che fino agli anni 50 il Ramen era chiamato “Shina Soba” dove “Shina” stava per “Cina”. Col passare degli anni il nome fu cambiato in Ramen perché la parola ” Shina/Cina” era considerata offensiva.

L’invenzione del ramen istantaneo

Una data importante per questo piatto è il 1958, anno in cui Momofuku Ando, inventore giapponese, creò quella che per i nipponici rimane la più grande invenzione del XX secolo, i noodles istantanei. Fondo’ in seguito l’ormai famosissima Nissin Food, che permise al piatto di diffondersi (grazie alla praticità e al basso prezzo) in maniera esponenziale. Il ramen istantaneo infatti, anche non essendo paragonabile qualitativamente ad un ramen artigianale preparato da mani esperte, permette di avere un pasto caldo per pochi Yen e in pochi minuti, solo con l’aggiunta di un po’ d’acqua calda……..GENIALE!

ramen istantaneo

Ingredienti del Ramen

Come detto in precedenza gli ingredienti principali del Ramen sono quattro, brodo (rigorosamente animale), condimento (detto Tare o Kaeshi), noodels e guarnizione. Vediamoli nel dettaglio…..

Il Brodo

Il brodo per il Ramen a seconda della ricetta, é ottenuto dalla bollitura di vari ingredienti quali pollo, ossa di maiale o manzo, alga Kombu, Katsubushi (fiocchi di bonito) e ancora Niboshi (sardine essiccate) o funghi shitake. Grazie all’addizione di un condimento possiamo classificare il brodo in 4 varianti da cui poi derivano le innumerevoli ricette ramen:

  • Shio (letteralmente sale): Brodo chiaro con aggiunta di sale marino. E’ considerato la base del Ramen originale. Città specializzata Hakodate.
  • Shoyu (salsa di soia): Brodo insaporito dalla famosa salsa scura. Città specializzata Tokyo.
  • Miso (pasta di soia fermentata): Brodo insaporito e reso piu’ denso dalla saporita pasta di soia. Città specializzata Sapporo.
  • Tonkotsu: Qui c’é una variante. Il brodo non é caratterizzato da un aggiunta, ma da un vero e proprio procedimento di fabbricazione. Il brodo Tonkotsu é infatti ottenuto dalla bollitura prolungata di ossa di maiale che permettono di ottenere un liquido biancastro e cremoso (e assolutamente delizioso). Città specializzata Hakata.
  • Toripaitan: Questo tipo di brodo è stato aggiunto alle tipologie di base solo nell’anno 2000 (anche se sempre esistito). La si può considerare una variante del Tonkotsu, ma a differenza di quest’ultimo, non preparato con ossa di maiale, ma con pelle e ossa di pollo. Il risultato è un liquido denso, ricco e profumato (grazie all’aggiunta di verdure aromatiche). Il colore brunastro è dovuto alla bollitura a fuoco vivo, praticata per ottenere più nutrimenti dalle ossa.
Ramen brodo dashi

Il Condimento (Tare/Kaeshi)

Il Tare é l’ingrediente che spesso il consumatore non considera ma che da carattere e specificità al piatto. E’ difficile categorizzare il Tare, può essere infatti preparato con vari metodi e con molteplici ingredienti in generale può essere definito come una riduzione di salsa (una specie di fondo di cottura) o un miscuglio di condimenti come ad esempio zucchero, sakè, salsa di soia e mirin (condimento liquido dolce simile al sakè). Lo si aggiunge nella scodella e all’ aggiunta del brodo si mescola bene.

I Noodles

I tagliolini che saranno la parte più consistente del piatto sono principalmente formati da farina di frumento, acqua e sale (in qualche caso anche uova) e possono essere di vario spessore, lisci o arricciati. Sono cotti qualche minuto in acqua bollente e deposti nella scodella subito dopo il Tare.

Li possiamo principalmente dividere in tre varianti:

Hosomen: Dritti e sottili.

Chubosomen: Leggermente arricciati.

Futomen: piuttosto spessi.

Solitamente per i Ramen leggeri si utilizzano noodels arricciati, per quelli ricchi noodels lisci.

Ramen noodles

Le guarnizioni

E qui potrei scrivere dieci pagine! La quantità di ingredienti aggiunti alla fine nella scodella varia infatti da regione a regione, da prefettura a prefettura, da città a città. Mi limiterò a descrivere le più comuni:

Uovo marinato

Bollito 6 minuti circa, raffreddato in acqua ghiacciata, sgusciato e quindi immerso in una soluzione di shoyu, zenzero e mirin. Assume dopo qualche ora un colorito brunastro.

Chashu

Arrosto di maiale, cotto a lungo e in seguito affettato.

Narutomaki

Decorazione culinaria giapponese facente parte dei kamaboko ovvero un panetto di pasta di pesce frullata e cotta al vapore (come il surimi). Il nome Narutomaki deriva dal nome della città Naruto (Shikoku) nota per i suoi vortici e Maki (rotolo, cilindro).

Alga Nori

La famosa alga usata per i Maki-zushi.

E ancora: cipollotto, sesamo, zenzero marinato, scalogno, spinaci, maiale macinato, mais, cavolo cinese, germogli di soia o bambù ecc.

Non ti resta che cominciare a mangiare…ITADAKIMASU!!

Leggi la mia guida ai 13 Ramen più famosi del Giappone

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