Giappone cosa vedere Tour Viaggi
Tempura: la frittura tradizionale giapponese

Tempura: la frittura tradizionale giapponese

Home » Cucina giapponese » Pagina 3

Tempo di lettura: 6 minuti

Quando si parla di fritture spesso in molti storcono il naso….di questi tempi in cui tutto il cibo è « fitness » e salutare, in cui il colesterolo minaccia la salute di molti, la cucina fritta è stata un po’ “demonizzata”. Ma diciamo la verità, chi può resistere ad un ingrediente, vegetale o animale che sia, caldo croccante e saporito? Magari da intingere in una buona salsa per dargli quel tocco speciale in più? La cucina giapponese, già di per sé poco grassa, presenta una tecnica di frittura che permette di ottenere ingredienti leggeri oltre che croccanti e gustosi, la tempura.

L’origine della Tempura

Per tradizione il nome “Tempura” si fa risalire all’incontro, nel XVI secolo, dei giapponesi con i missionari cristiani, che all’inizio di ogni stagione osservavano tre giorni di digiuno. Durante questi periodi, chiamati “quattro tempora” i cristiani si cibavano solo di verdura e pesce (unici ingredienti che la ricetta originale della Tempura richiede). Sembra strano però che una frittura possa essere associata ad un digiuno, ma effettivamente la sua preparazione, se ben realizzata risulta davvero molto più leggera e sana di molti altri tipi di pietanze fritte.

Ingredienti della Tempura

Tre ingredienti compongono principalmente questa frittura giapponese:

banner pocketwifi 2025

La pastella

Composta da due ingredienti, farina di riso e acqua frizzante ghiacciata. La tecnica consiste nel miscelare i due componenti con le bacchette in modo « blando » , cosi da creare grumi che permetteranno di ottenere una miglior croccantezza. Inoltre grazie alla presenza delle bolle d’aria dell’acqua frizzante, che rimarranno imprigionate dall’immediata solidificazione dell’impasto dovuto allo shock termico dell’acqua ghiacciata e dell’olio bollente, otterremmo un risultato molto leggero e estremamente croccante.

L’olio

L’olio da usare per questa preparazione è quello di sesamo, che resiste bene alle alte temperature prolungate e conferisce un tipico gusto. Essendo però piuttosto costoso, si preferisce spesso  sostituirlo con olio di semi di girasole ottenendo comunque buoni risultati. Fattori importanti da tener presenti sono la temperatura dell’olio, 180°C (può variare per qualche particolare ingrediente) e la quantità di ingredienti da immergere nello stesso, che non deve mai essere abbondante, per evitare che l’olio scenda troppo di temperatura e venga assorbito dalla pastella.

Gli ingredienti da impanare

I migliori ingredienti della tempura sono ovviamente gli ingredienti di stagione (sia verdure che pesce), diversi quindi ogni mese, ragion per cui questo piatto è possibile consumarlo al meglio tutto l’anno. Tra i più comuni troviamo senza dubbio il gambero (ebiten) che viene spesso aggiunto ad altri piatti come il riso (tendon) o la zuppa di udon, e il calamaro. Tra i vegetali invece troviamo spesso verdure sode, come la melanzana, la zucca, la radice di loto, la patata dolce e i funghi shitake. Tra le carni quella di pollo è sicuramente la più utilizzata, ma attenzione! La Tempura di pollo è chiamata toriten e si differenzia enormemente dall’altro pollo fritto giapponese , il karaage.

LO SAPEVI?

La cosa più importante nella preparazione della Tempura è il….rumore! I migliori ristoranti specializzati in questa pietanza non hanno musica di sottofondo perché la sola cosa che si deve sentire è lo sfrigolio dell’olio. I posti più richiesti dagli intenditori inoltre sono quelli nel bancone proprio davanti al posto di cottura per poter udire meglio il suono!

Preparare e presentare la tempura

  • Per cominciare è buona norma tenere gli ingredienti da friggere un’ora in frigo.
  •  Nel frattempo preparate la pastella non troppo omogenea (mescolarla con le bacchette renderà semplice l’azione) e preparate l’olio di frittura nel Wok a 180°C.
  • Verificate la temperatura con un termometro da cucina o in mancanza versate una goccia di pastella nell’olio. Se torna subito in superficie e non imbrunisce troppo velocemente la temperatura è giusta.
  • Passate l’ingrediente nella farina di riso, di seguito nella pastella, alla quale avrete aggiunto qualche cubetto di ghiaccio, e immergetelo nell’olio.
  • I tempi di cottura variano a seconda degli ingredienti, ma restano rapidi. Normalmente una volta leggermente dorata, la Tempura è pronta e viene messa a scolare al caldo (di solito sulla griglia a bordo del Wok).
  • Ripetete l’operazione senza mai riempire troppo il recipiente di cottura.
  •  Disponete infine i vari pezzi in modo armonioso (seguendo per esempio la cromaticità) nel tipico piatto di legno (Agedai), che mantiene il calore, munito di carta assorbente (Tenshi), oppure in un cestino di bambù.
  • Servitela infine accompagnata da Daikon grattuggiato e salsa Tentsuyu (Shoyu-Mirin-Dashi).

Fare un viaggio in Giappone è il tuo sogno? Partecipa ai viaggi di gruppo organizzati da noi.

Se stai organizzando un viaggio "fai da te" in Giappone ma vuoi per qualche giorno una guida che parli italiano che ti faccia scoprire i lati nascosti del Paese del Sol Levante, usa il  nostro servizio di guide turistiche.

Scopri come partecipare a un corso di cucina giapponese in Giappone ospite di una famiglia giapponese.

Wagyu o Kobe? La guida alla carne Giapponese

Wagyu o Kobe? La guida alla carne Giapponese

Home » Cucina giapponese » Pagina 3

Tempo di lettura: 9 minuti

La carne di manzo giapponese, da molti definita la migliore al mondo fa molto parlare di sé, i gourmet ne decantano le pregiate caratteristiche creando grande curiosità, qualche leggenda, ma sopratutto tantissima confusione!
Ogni volta che si parla di Wagyu c’é sempre poca chiarezza, molti sono convinti che Kobe e Wagyu siano sinonimi, ma non è proprio cosi….

[dipl_table_of_contents title=”Indice” title_background=”RGBA(255,255,255,0)” content_custom_padding=”5px|5px|5px|5px|true|true” admin_label=”DP Table of Contents” _builder_version=”4.27.4″ _module_preset=”default” title_font=”|600|||||||” title_text_color=”gcid-primary-color” number_text_color=”RGBA(255,255,255,0)” border_width_all=”0px” global_module=”263652″ locked=”off” global_colors_info=”{%22gcid-primary-color%22:%91%22title_text_color%22%93}”][/dipl_table_of_contents]

Guida completa alla carne giapponese Wagyu

Con il termine Wagyu che letteralmente significa “manzo giapponese” si definisce una delle quattro razze bovine giapponesi ovvero:

banner pocketwifi 2025
Per Kobe invece si intende uno specifico tipo di manzo Wagyu, la razza di manzo giapponese nero (manzo Tajima), che per avere questa denominazione e di conseguenza il sigillo imperiale e il famoso “timbro del crisantemo” deve possedere dieci requisiti ben precisi:
  1. Deve essere di razza “manzo giapponese nero”.
  2. Deve essere nato e allevato nella prefettura di Hyogo.
  3. Deve essere femmina che non ha mai partorito o maschio castrato.
  4. Il peso della carcassa deve essere compreso tra 260 e 470 Kg per i maschi e tra i 230 e 470 per le femmine.
  5. Devo essere di età compresa tra i 28 e i 60 mesi.
  6. L’allevatore deve far parte dell’associazione di Kobe e seguirne i metodi di allevamento.
  7. Sia gli acquirenti che i venditori devono far parte dell’associazione ufficiale di Kobe.
  8. Deve essere venduto nell’area di Hyogo.
  9. La quantità di carne utilizzabile deve essere di grado A o B.
  10. Il rapporto di marmorizzazione deve essere compreso tra il 6° e 12° livello.
Possiamo quindi considerare il Kobe come una sorta di D.O.C.G. del Wagyu, che lo differenzia per la qualità organolettica superiore alla media e di conseguenza dal prezzo nettamente più elevato.

Classificazione del Wagyu

Il manzo giapponese viene qualitativamente classificato in base ad alcune scale.

  • La scala della quantità di carne commestibile per capo, divisa in:

A-  72% in su (sopra la media)
B- Tra 69% e 72% (nella media)
C- Sotto il 69% (sotto la media)

(nel riquadro a sinistra si può vedere come una razza Tajima per essere considerata A/B 4 deve avere un livello di marmorizzazione tra il 3/5, mentre per il Kobe il livello deve essere 6/7 e per ambire al livello A/B 5 tra l’8 e il 12).

  • La scala della qualità, che si rifà al grado di marmorizzazione:

1- Scarso (marmorizzazione 1)
2- Sotto la media (marmorizzazione 2)
3- Nella media (marmorizzazione 3-4)
4- Buono (marmorizzazione 5-7)
5- Eccellente (marmorizzazione 8-12)

  • Il grado di marmorizzazione ovvero la distribuzione del grasso all’interno del tessuto muscolare, che va da 1 a 12.
  • Il grado di colore del grasso che va da 1 a 7.
  • Il grado di colore della carne che va da 1 a 7.

 

Di conseguenza possiamo affermare che il più alto livello qualitativo del Wagyu, quello che qualsiasi essere umano dovrebbe assaggiare almeno una volta nella vita è A5.

I migliori Wagyu del Giappone

Manzo  di Kobe

Il manzo di Kobe della prefettura di Hyogo é il marchio più famoso di carne Wagyu giapponese al mondo. Questo manzo proviene da una sottospecie di Japanese Black chiamata manzo Tajima. In Giappone è uno dei primi tre marchi di Wagyu.

Manzo di Ohmi

La seconda delle tre marche di Wagyu più famose del Giappone. Il manzo Homi proviene dalla prefettura di Shiga ed è la varietà più antica dei razza giapponese nera, allevata anche più a lungo del manzo Kobe. È nota per la consistenza fine della sua marmorizzazione che conferisce alle carni un sapore dolce.

Manzo di Matsusaka

Il terzo dei primi tre marchi di carne Wagyu proviene dalla prefettura di Mie. A Causa della posizione relativamente remota, questa carne non è molto famosa al di fuori del Giappone, anche se negli ultimi anni con il boom della carne di manzo giapponese sta pian piano espandendosi. Per alcuni è considerata superiore addirittura al manzo Kobe.

Manzo di Hida

Un gradino sotto ai tre “campioni” c’è il manzo Hida della prefettura di Gifu, manzo sempre derivante dal manzo Tajima. La caratteristica di questo Wagyu è di avere le
fibre muscolari più sottili e una marmorizzazione che appare su tutti i tagli anche quelli comunemente più magri, rendendola estremamente tenera e succosa.

Meno famosi, ma di qualità comunque superiore troviamo anche:
Manzo giapponese nero

  • Miyazaki Beef: della prefettura di Myazaki, secondo produttore di Japanese Black del Giappone.
  • Yonezawa Beef: della prefettura di Yamagata.
  • Hitachi Beef: prefettura di Ibaraki.
  • Kazusa Beef: prefettura di Chiba.

Manzo giapponese a corno corto

  • Iwate Beef: caratterizzata da una carne più povera di grassi, rispetto ad altri Wagyu,restando comunque incredibilmente tenera.

Manzo giapponese bruno

  • Akaushi Beef: Della prefettura di Kumamoto.

Curiosità
La leggenda dice che il manzo Kobe venga massaggiato mentre ascolta musica classica e beve birra…Ovviamente non è vero, questa idea viene da un vecchio film comico degli anni 70 che per ironizzare su questi pregiatissimi bovini li rappresentava in modo esageratolaughing

Come si mangia la carne di Wagyu

I Giapponesi sono ovviamente abili maestri nella preparazione di questa pregiata carne, e comunemente la apprettano in 5 modi, tutti diversi tra loro.

Bistecca alla plancha

Il modo più classico, ma a mio avviso il migliore, per apprezzare al  meglio questa straordinaria carne. Basta poco, un po’ di sale marino, dell’aglio fritto, pepe macinato e il gioco è fatto!

Yakiniku

Questo metodo di cottura molto conviviale permette ai commensali di grigliare piccoli bocconi di carne sulla brace direttamente al tavolo! Consigliatissimo a chi vuole fare una bella mangiata!

Sukiyaki

Preparazione del tipo Nabemono. In questo caso le fettine sottilissime di carne vengono velocemente bollite in una miscela di Shoyu, Mirin e zucchero, dentro una pentola di terracotta (Nabe) e successivamente immersi nell’uovo sbattuto.

Shabu Shabu

Simile come procedimento al Sukiyaki, ma in questo caso la carne sarà bollita in un brodo Dashi insieme ad altri ingredienti come verdure, funghi e noodels.

Nigiri-zushi

Serve che ve lo descriva?

Per finire se siete in Giappone, fatevi un regalo come ho fatto io, chiudete gli occhi aprite il portafoglio e concedetevi almeno una volta il sapore incredibile questo ingrediente unico al mondo!! ITADAKIMASU!!!!!

Fare un viaggio in Giappone è il tuo sogno? Partecipa ai viaggi di gruppo organizzati da noi.

Se stai organizzando un viaggio "fai da te" in Giappone ma vuoi per qualche giorno una guida che parli italiano che ti faccia scoprire i lati nascosti del Paese del Sol Levante, usa il  nostro servizio di guide turistiche.

Scopri come partecipare a un corso di cucina giapponese in Giappone ospite di una famiglia giapponese.

Dotonbori dove mangiare: i 13 migliori ristoranti

Dotonbori dove mangiare: i 13 migliori ristoranti

Home » Cucina giapponese » Pagina 3

Tempo di lettura: 4 minuti

Dotonbori è sicuramente la zona con la maggior concentrazione di ristoranti a Osaka,  e trovare un ristorante non è sicuramente un problema…….ma tra le centinaia quale scegliere? Seguite le indicazioni del mio “food tour” per trovare il posto che fa al caso vostro!
Partendo dalla zona principale di Dotombori, l’Ebisu Bridge, seguite la mappa dove ho indicato i ristoranti a tema, a mio avviso molto validi, trai i quali potrete provare le 5 specialità di Osaka. Alcuni molto coreografici non saranno difficili da trovare, altri invece un pochino più nascosti…..(a fine articolo trovate la mappa da usare su smartphone).
[dipl_table_of_contents title=”Indice” title_background=”RGBA(255,255,255,0)” content_custom_padding=”5px|5px|5px|5px|true|true” admin_label=”DP Table of Contents” _builder_version=”4.27.4″ _module_preset=”default” title_font=”|600|||||||” title_text_color=”gcid-primary-color” number_text_color=”RGBA(255,255,255,0)” border_width_all=”0px” global_module=”263652″ locked=”off” global_colors_info=”{%22gcid-primary-color%22:%91%22title_text_color%22%93}”][/dipl_table_of_contents]

Leggi:  5 piatti che devi provare a Osaka

Dove mangiare a Dotonbori

banner pocketwifi 2025

KUKURU

Per cominciare con il must di Osaka il vulcanico takoyaki.

KANI DORAKU

Specializzato in granchio, vi sfido a non trovarlo!

TORIKIZOKU

Se vi piacciono gli yakitori è qui che dovete venire.

OSAKA OHSHO

Il tempio dei gyoza.

GYUGAKU DOTOMBORI EBISUBASHI

Yakiniku a volontà!

SUSHI ZANMAI

La catena di sushi-ya che non ha bisogno di presentazioni.

KINRYU RAMEN

L’enorme drago all’entrata indicherà la via del ramen.

ISOMARU SUISAN

Uno dei miei locali preferiti, izakaya incredibile che prepara il kani-miso più buono del mondo!!

OKONOMIYAKI MIZUNO

Non sapete che okonomiyaki scegliere? Qui ci sono tutti…

KUSHINKATSU JANJAN DOTOMBORI

In questo piccolissimo locale, farete a gara a chi mangia più spiedini fritti accompagnati da birra fredda!

SUKIYA

Pochi soldi, ma affamati e con voglia di qualcosa di buono? Questa catena specializzata in Gyudon fa al caso vostro.

TSURUTONTAN SOEMONCHO

Izakaya dal menu molto vario, dove potrete assaggiare dell’ottimo kitsune-udon

ZAUO FISHING RESTAURANT

Più che un pasto un’esperienza…Avete fame? Bene, pescatevi da soli il vostro pesce!!!

E come sempre  ITADAKIMASU!!!!!

 

Mappa di Dotonbori

Fare un viaggio in Giappone è il tuo sogno? Partecipa ai viaggi di gruppo organizzati da noi.

Se stai organizzando un viaggio "fai da te" in Giappone ma vuoi per qualche giorno una guida che parli italiano che ti faccia scoprire i lati nascosti del Paese del Sol Levante, usa il  nostro servizio di guide turistiche.

Scopri come partecipare a un corso di cucina giapponese in Giappone ospite di una famiglia giapponese.

10 regole da conoscere quando si mangia il sushi

10 regole da conoscere quando si mangia il sushi

Home » Cucina giapponese » Pagina 3

Tempo di lettura: 4 minuti

Essendo un prodotto consumato principalmente per delle occasioni speciali e non come cibo di tutti i giorni, il sushi richiede qualche piccolo accorgimento su come essere mangiato.

[dipl_table_of_contents title=”Indice” title_background=”RGBA(255,255,255,0)” content_custom_padding=”5px|5px|5px|5px|true|true” admin_label=”DP Table of Contents” _builder_version=”4.27.4″ _module_preset=”default” title_font=”|600|||||||” title_text_color=”gcid-primary-color” number_text_color=”RGBA(255,255,255,0)” border_width_all=”0px” global_module=”263652″ locked=”off” global_colors_info=”{%22gcid-primary-color%22:%91%22title_text_color%22%93}”][/dipl_table_of_contents]
banner pocketwifi 2025
Il sushi può essere portato alla bocca sia con le bacchette (hashi) che con le dita.
In genere non si aggiunge wasabi al sushi. Il sushi-chef ne aggiungerà direttamente alla preparazione se la varietà di pesce presente lo richiede.
Non si deve mettere il wasabi nella salsa di soia.
Lo zenzero (gari) si mangia a piccole dosi tra una varietà di sushi e un’altra (non quindi insieme al sushi). Serve per “pulire la bocca” dal gusto della primo boccone in modo da apprezzare meglio il seguente.
Il sushi si intinge leggermente nella salsa di soia (shoyu) dalla parte del pesce, non del riso.
Il sushi di norma si mangia in un boccone.
Nel caso si dovesse aggiungere salsa di soia ad un Gunkan-maki, la tecnica consiste nell’utilizzare le bacchette per prendere un pezzettino di zenzero e intingerlo nella salsa in modo da utilizzarlo come una specie di pennellino.
Se si prende un pezzo di sushi da un piatto da portata comune ad altri , si usa l’estremità delle bacchette più spessa, quella che non porteremo alla bocca.
Anche se non esiste una vera e propria regola, in genere il sushi viene degustato cominciando dai sapori più delicati e finendo con quelli più intensi.
Quando si finisce di mangiare si appoggiano le bacchette sopra al piattino della salsa di soia.

Fare un viaggio in Giappone è il tuo sogno? Partecipa ai viaggi di gruppo organizzati da noi.

Se stai organizzando un viaggio "fai da te" in Giappone ma vuoi per qualche giorno una guida che parli italiano che ti faccia scoprire i lati nascosti del Paese del Sol Levante, usa il  nostro servizio di guide turistiche.

Scopri come partecipare a un corso di cucina giapponese in Giappone ospite di una famiglia giapponese.

Dove mangiare sushi in Giappone

Dove mangiare sushi in Giappone

Home » Cucina giapponese » Pagina 3

Tempo di lettura: 5 minuti

Siete in viaggio in Giappone e vi chiedete dove potete mangiare sushi?…. ovunque! Dai ristoranti ai mercatini, dai supermercati alle bancarelle il sushi è onnipresente!

[dipl_table_of_contents title=”Indice” title_background=”RGBA(255,255,255,0)” content_custom_padding=”5px|5px|5px|5px|true|true” disabled_on=”on|on|off” admin_label=”Indice” _builder_version=”4.27.6″ _module_preset=”default” title_font=”|600|||||||” title_text_color=”gcid-primary-color” number_text_color=”#0C71C3″ border_width_all=”0px” global_module=”263652″ saved_tabs=”all” locked=”off” global_colors_info=”{%22gcid-primary-color%22:%91%22title_text_color%22%93}” theme_builder_area=”post_content”][/dipl_table_of_contents]
banner pocketwifi 2025

Mercato del pesce

I puristi consigliano di mangiarlo ai mercati del pesce, scelta logica vista l’incredibile freschezza del prodotto, la grande varietà e i prezzi contenuti. Verranno però a mancare la comodità e il decoro di un vero ristorante nonché spesso la “finezza” di questo piatto.

Mangiare sushi al mercato

Sushi-ya

Ovvero i ristoranti specializzati in sushi. Si distinguono dalla tipica “Noren”, tendina con il nome del ristorante appesa fuori, e ne esistono di vari tipi, con prezzi che variano dal medio all’alto. La qualità è in generale di standard elevato, la scelta ampia e rapportata alla stagionalità. Nei sushi-ya è spesso possibile mangiare al bancone di fronte allo chef (di solito sono in due con qualche assistente).
Si può ordinare in tre modi:

  • Okimari (Menu fisso)
  • Okonomi (alla carta)
  • Omakase (sceglie lo chef per voi dopo che gli avete specificato il vostro budget)

I Sushi-ya tradizionali sono spesso molto piccoli per cui riservate per tempo!

ristorante sushi-ya

Kaiten-Sushi

Ovvero dei particolari “Sushi-ya” dotati di un nastro trasportatore e di piattini colorati che specificano il prezzo dei vari Sushi. Nei Kaiten più moderni gli ordini vengono presi dal cliente direttamente da un tablet! In questi ristoranti avremmo spesso un prodotto di media qualità, dalla discreta varietà e dai prezzi piuttosto contenuti. Il caratteristico nastro oltre ad essere originale (almeno le prime volte) permette al pasto di diventare molto ludico e conviviale. I Kaiten-Sushi nascono sulla fine degli anni 50 a Osaka, grazie a un gestore che nel tentativo di abbassare i costi, inventò il “sushi girevole” che passava davanti ai clienti senza bisogno di camerieri. Il successo fu immediato e ben presto il signor Shirahishi, il proprietario/inventore, aprì più di 250 ristoranti in tutto il Giappone!!!

kaiten sushi

Izakaya

I “Pub giapponesi” come vengono chiamati, offrono una varietà di sushi piuttosto scarsa ma spesso di ottima fattura e dai prezzi medi. Del resto a differenza dei sushi-ya questi locali offrono molte altre specialità, quindi sono perfetti per chi vuole apprezzare differenti piatti.

izakaya

Ryotei

Qui si fa veramente sul serio, questi locali di alto livello servono del cibo che sfiora lo stato dell’arte, la famosa cucina “Kaiseki ryori”, il non plus ultra del perfezionismo. Estremamente cari e dalla qualità, decoro e servizio ineccepibili, questi ristoranti non servono sempre sushi (la cucina è molto varia e segue la stagionalità degli ingredienti), ma se avrete l’occasione (fortuna) di mangiarlo in uno di questi posti, dubito che ve lo scorderete facilmente.

ryotei

Supermercato

Sorprendentemente il sushi che possiamo mangiare preconfezionato in piccole scatole plastificate al supermercato è buono, certo non paragonabile a quello preparato in un ristorante, ma comunque di discreto livello e soprattutto dai prezzi molto contenuti. Il fatto che viene preparato in giornata, conservato in frigorifero, e gettato la sera ne assicura la freschezza ma purtroppo ne altera un pò la piacevolezza al palato.

sushi al konbini

Adesso che sapete dove cercare il sushi non vi resta che scegliere in base a dove vi trovate e al vostro budget, se invece il vostro è un viaggio low cost il giusto compromesso qualità-prezzo è il Kaiten-sushi…ITADAKIMASU!!

Leggi anche:

Fare un viaggio in Giappone è il tuo sogno? Partecipa ai viaggi di gruppo organizzati da noi.

Se stai organizzando un viaggio "fai da te" in Giappone ma vuoi per qualche giorno una guida che parli italiano che ti faccia scoprire i lati nascosti del Paese del Sol Levante, usa il  nostro servizio di guide turistiche.

Scopri come partecipare a un corso di cucina giapponese in Giappone ospite di una famiglia giapponese.

5 piatti che devi provare a Osaka

5 piatti che devi provare a Osaka

Home » Cucina giapponese » Pagina 3

Tempo di lettura: 7 minuti

Chi è stato a Osaka avrà sicuramente visitato Dotonbori, l’area commerciale di Namba costeggiata dal canale e brulicante di insegne colorate, frequentatissima da turisti e non, per l’intensa vita notturna. Se arrivate a Dotonbori la sera, quando tutto è illuminato, vi sembrerà di entrare in un parco giochi, dove tutto brilla di luci colorate, oggetti meccanizzati si muovono sulle pareti e insegne di ogni genere super scenografiche attireranno la vostra attenzione lasciandovi letteralmente a bocca aperta. Per non parlare poi dei profumini deliziosi che aleggiano nell’aria… Dotobnori è sicuramente una delle zone di Osaka (e forse anche del Giappone) con la più alta densità di ristoranti, alcuni dei quali diventati ormai dei veri e propri “must”. Qui potrete assaggiare praticamente tutte le specialità della regione del Kansai, delle quali soprattutto 5 non dovrete assolutamente lasciarvi scappare.

[dipl_table_of_contents title=”Indice” title_background=”RGBA(255,255,255,0)” content_custom_padding=”5px|5px|5px|5px|true|true” disabled_on=”on|on|off” admin_label=”Indice” _builder_version=”4.27.6″ _module_preset=”default” title_font=”|600|||||||” title_text_color=”gcid-primary-color” number_text_color=”#0C71C3″ border_width_all=”0px” global_module=”263652″ saved_tabs=”all” locked=”off” global_colors_info=”{%22gcid-primary-color%22:%91%22title_text_color%22%93}” theme_builder_area=”post_content”][/dipl_table_of_contents]
banner pocketwifi 2025

TAKOYAKI

Il nome significa polipo (tako) grigliato (yaki) e consiste in piccole sfere di pastella simile alla crêpe, che restano semi-liquide all’interno e che contengono generalmente polipo cotto e cipollotto. Vengono servite di solito su delle piccole barchette di carta e cosparse di kewpie (maionese giapponese), otafuku (salsa dolce brunastra), sansho (una bacca ridotta in polvere simile al pepe verde ma facente parte della famiglia degli agrumi) e l’immancabile katsuobushi (fiocchi di bonito essiccato). A Dotonbori non potete girare la testa senza notare un insegna che li proponga, è uno street food originario di queste zone, ma molto diffuso in tutto il Giappone. Piuttosto economico viene infilzato con degli stuzzicadenti e mangiato in piedi. Attenzione (senza esagerare) al calore iniziale del piatto, è incandescente. Sono in molti a essersi pentiti di non aver aspettato…

takoyaki osaka

OKONOMIYAKI

Il nome significa “quello che vuoi” (okonomi) grigliato (yaki) e si presenta come una specie di pancake farcito e condito con vari ingredienti. Generalmente è composto da uova, acqua, farina di grano, brodo dashi (preparato con fiocchi di bonito) nagaimo grattuggiato (un tubero asiatico ricco di amido), verza sminuzzata e a seconda della scelta, gamberi, calamari o pancetta. Viene cotto alla piastra e condito inoltre in modo molto simile ai takoyaki, quindi con kawpie, Sansho, otafuku e katuobushi. Come dice il nome, comunque, potremmo aggiungere un po’ quello che vogliamo (è un po’ un piatto svuota frigo). Divertente il fatto che in alcuni ristoranti muniti di tavolino con piastra, ci verranno portati gli ingredienti separati e dovremmo esibirci personalmente nella realizzazione del piatto! Questa specialità sembra nata nella zona del Kansai alla fine degli anni 30 come evoluzione di una semplice frittella di grano (funoyaki) alla quale, grazie alla ripresa economica, vennero aggiunti i più svariati ingredienti. L’unico posto che ne rivendica la paternità oltre a Osaka è Hiroshima, dove la preparazione standard viene resa più corposa dall’aggiunta di noodles saltati (yakisoba) e da una maggior quantità di verza e otafuku. Questa declinazione viene chiamata modanyaki. Ne esiste inoltre una versione meno famosa e dalla consistenza più morbida chiamata monjayaki, preparata spesso nella zona del Kanto.

okonomiyaki osaka

GYOZA

Questi fagottini di pasta farciti di origine cinese (Jaozi), simili a dei ravioli, sono da moltissimo tempo diffusi in Giappone tanto da esserne divenuti parte della gastronomia classica. Nel Kansai sono particolarmente rinomati e declinati in centinaia di versioni. La ricetta di base comprende oltre ad acqua, farina e uova per la pasta, anche carne di maiale macinata, verza, salsa di soia, zenzero, aglio, sakè, nira (erba cipollina giapponese) e olio di sesamo, ma si possono trovare versioni con frutti di mare, vegetariane e addirittura dolci! La cottura tipica avviene in due fasi, la prima consiste nel grigliare solo un lato del Gyoza per renderlo croccante, la seconda nell’aggiungere acqua e coprire con un coperchio i fagottini, in modo che si completi la cottura al vapore. Meno comunemente i Gyoza vengono cucinati in brodo o fritti, ma in ogni caso sempre accompagnati da shoyu (salsa di soia) addizionata ad aceto di riso e in alcuni casi olio piccante. Sono sicuramente, vista la somiglianza ai nostri ravioli, una delle pietanze giapponesi più apprezzate dagli occidentali. E pensare che in origine questi fagottini furono inventati in Cina da un farmacista per riscaldare le orecchie delle persone povere….

gyoza osaka

KUSHIKATSU

Letteralmente spiedino (kushi) e cotoletta di maiale (katsu) dato che questa specialità è nata come uno spiedino di maiale impanato e fritto. Negli anni la varietà di ingredienti utilizzati per questo piatto è aumentata esponenzialmente, tanto che adesso potremmo trovarlo tranquillamente a base di funghi, tofu, radice di loto, polipo e addirittura formaggio! Un po’ come nel caso dell’ okonomiyaki alcuni ristoranti muniti di friggitrice privata al tavolo, ci permetteranno di divertirci nella cottura degli spiedini che poi intingeremo nella salsa otafuku e accompagneremo con foglie di verza a discrezione. Una regola importante è che nella ciotola contenente la salsa otafuku dovremmo intingere lo spiedino una sola volta (non quindi intingerlo, morderlo e intingerlo ancora), per il semplice fatto che la salsa è comune per i vari commensali del ristorante. Il kushikatsu potremmo trovarlo tranquillamente in tutta Osaka, ma il quartiere Shinsekai (il mio preferito in assoluto) lo ha particolarmente messo in evidenza. In questo quartiere “vintage” gli spiedini fritti sono onnipresenti, si mangiano accompagnati da birra fredda e leggera e il tutto a dei prezzi molto bassi per incentivarne il consumo in quantità….un po’ il paradiso insomma!

KUSHIKATSU osaka

KITSUNE UDON

Ovvero una zuppa calda di udon (noodles di farina di grano piuttosto spessi), con in aggiunta un rettangolo di tofu fritto (aburaage) tagliato a fettine o in certi casi intero. Il nome deriva dalla credenza popolare nella quale il piatto preferito dalle volpi (kitsune), e dalla loro protetta, la divinità Inari, fosse proprio il tofu fritto. Anche se il piatto è prettamente invernale lo si consuma in qualsiasi mese dell’anno, come il famoso ramen, a cui é simile. Altri ingredienti della pietanza sono il naruto (una polpetta di pesce simile al surimi facente parte dei kamaboko), cipollotto e shichimi togarashi (un mix di spezie contenente peperoncino piccante). Mi raccomando, per gustarla appieno ispiratevi dai giapponesi! Quando la mangiate risucchiate e fate rumore!

KITSUNE UDON osaka

Fare un viaggio in Giappone è il tuo sogno? Partecipa ai viaggi di gruppo organizzati da noi.

Se stai organizzando un viaggio "fai da te" in Giappone ma vuoi per qualche giorno una guida che parli italiano che ti faccia scoprire i lati nascosti del Paese del Sol Levante, usa il  nostro servizio di guide turistiche.

Scopri come partecipare a un corso di cucina giapponese in Giappone ospite di una famiglia giapponese.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Riceverai notizie, articoli, itinerari e curiosità sul Giappone.

Saprai in anteprima i nostri prossimi tour di gruppo in Giappone

Trattamento dati personali

Grazie per esserti iscritto! Rudy