Giappone cosa vedere Tour Viaggi
Monte Yoshino: il monte sacro dei ciliegi in fiore

Monte Yoshino: il monte sacro dei ciliegi in fiore

Home » Giappone » Pagina 19

Tempo di lettura: 9 minuti

Il monte Yoshino nella prefettura di Nara è famoso in tutto il Giappone come uno dei migliori luoghi per vedere i ciliegi in fiore. Sono più di 30.000 gli alberi di Sakura! Se durante l’hanami è molto affollato negli altri periodi dell’anno il monte Yoshino è un luogo molto tranquillo da vedere. Io l’ho visitato un lunedì di giugno e la città di Yoshino era quasi del tutto deserta e questo mi ha permesso di visitare in completa pace i molti templi e santuari disseminati sul monte. Questo è un luogo sacro che ha avuto un ruolo centrale nello Shugendo, un culto che unisce gli elementi sciamanici dello shintoismo e quelli esoterici del buddismo ponendo al centro il culto della montagna e l’ascetismo. Il monte è anche il punto d’inizio del pellegrinaggio sacro per il Monte Omine e questo gli ha valso la nomina come patrimonio UNESCO.

14 giorni in Giappone: l'itinerario che consiglio

Ho girato il Giappone da solo per anni, poi ho cominciato a portarci gli altri. Questo PDF è quello che consiglierei a un amico che parte per la prima volta: la sequenza giusta, i posti che non trovi negli altri itinerari, i numeri reali.

Scaricalo gratis, arriva subito via email.

banner pocketwifi 2025

Cosa vedere a Yoshino

La fioritura del monte Yoshino

I primi ciliegi sono stati piantati circa 1300 anni fa e ora ricoprono tutta la montagna. La particolarità è che i ciliegi sono stati piantati a quote differenti per cui lo sbocciare dei fiori avviene in modo progressivo in qualche giorno, dal punto più basso a quello più alto del monte. Di solito la fioritura inizia a fine marzo e il percorso per ammirare l’hanami inizia dalla stazione di Yoshino e sale attraversando la città e incrociando templi, parchi, zone picnic e punti panoramici. Se non volete affrontare la ripida parte iniziale del percorso c’è un servizio di funivia, però potrebbe esserci da attendere un po’ nei periodi più affollati. Nonostante la folla lo spettacolo dei ciliegi in fiore sul monte Yoshino è una delle cose più straordinarie che si possano vedere a primavera in Giappone.

Petali e Saké

Percorrendola nel periodo giusto, vi capiterà di assistere ad un fenomeno di fioritura comprendente varie sfumature, che vanno dal rosa tenue al rosa molto marcato a seconda della varietà della pianta e dell’altezza in cui si trova. Durante il percorso non mancheranno inoltre piccoli stand che vendono prodotti locali, come funghi arrostiti, aji grigliati (il sugarello giapponese), tsukemono e uno splendido Saké del posto! Se durante la camminata una leggera brezza muoverà i rami dei ciliegi, facendo cadere i petali come neve rosa, quell’attimo, come é successo a me, vi rimarrà nel cuore per sempre.

fioritura a Yoshino, Nara cosa vedere in Giappone

Santuario Yoshimizu

Il santuario Yoshimizu è stato fondato nel 8° secolo e faceva parte del culto Shugendo fino a quando nel periodo Meiji, per volere dell’imperatore, Shintoismo e Buddismo non furono separate. Oggi il Santuario è un luogo di culto shintoista dove poter anche ammirare pareti scorrevoli,finemente decorate, armi e vari oggetti risalenti al 1336 periodo in cui l’imperatore Go-Daigo rese il santuario il suo palazzo imperiale. Durante l’hanami il santuario è uno dei punti di osservazione migliori dove ammirare i ciliegi fioriti sul monte.

Orario: 9-17 Ingresso: 400 yen

Yoshimizu  a Yoshino, Nara cosa vedere in Giappone

Tempio Kinpusenji

il Kinpusenji è uno dei templi principali dello Shugendo e l’edificio principale, lo Zao-do, con i suoi 34 metri d’altezza è la struttura in legno più alta del Giappone seconda solo al Todaiji di Nara. Patrimonio dell’UNESCO il tempio è il luogo da cui partono i pellegrini verso il monte Omine e all’interno, oltre la gigantesca lanterna, si trovano le tre statue alte 7 metri di Zao Gongen. Questa particolare divinità dalla pelle blu e dall’aspetto feroce altro non è che un’incarnazione del Buddha nello Shughendo che diventa la protettrice delle montagne. Le statue hanno più di 1300 anni e assieme al Tempio sono una testimonianza unica di quello che è lo Shughendo ed è sicuramente il tempio che più mi ha colpito durante il soggiorno a Yoshino. L’imponenza dell’edificio, la quasi assenza di visitatori e la consapevolezza di essere in un luogo sacro per un culto così misterioso ed esoterico ha reso la visita del tempio Kinpusenji un’esperienza molto affascinante.

Orario: 8:30-16:30 Ingresso: 500 yen

Kinpusenji  a Yoshino, Nara cosa vedere in Giappone

Sul monte Yoshino ci sono altri templi legati allo Shugendo come il Sakuramotobou. Il tempio risalente a 1350 anni fa che custodisce la statua di En no Guoja, il fondatore del culto, e nel cortile si erge un grande ciliegio piangente che ne è simbolo (Orario: 8-17 Ingresso: 400 yen). Altro tempio è il Chikurin-in in cui alloggiavano i pellegrini e chi si ritirava sul monte Yoshino per seguire le pratiche Shugendo. Oggi gli alloggi sono stati trasformati in una ryokan e chiunque vi può soggiornare, ma i prezzi sono alti e durante l’hanami bisogna prenotare con largo anticipo. Anche se non siete ospiti della ryokan una visita al tempio è resa interessante dal suo giardino, il Gunpoen. Progettato in stile “paesaggistico” dal maestro Sen no Rikyu, il giardino si sviluppa tra uno stagno circondato da ciliegi e da una collina dove poter osservare il panorama sui dintorni. (Orario: 8:30-16 Ingresso: 400 yen)

Sakuramotobou  a Yoshino, Nara cosa vedere in Giappone
Sakuramotobo foto di 663highland - Own work, CC BY 2.5,
Chikurinin a Yoshino, Nara cosa vedere in Giappone
Chikurinin foto di 663highland - Own work, CC BY 2.5,

Se non siete stanchi di vedere templi e santuari di interessante rimangono il piccolo santuario Mikumari e il tempio Nyoirinji. il Mikumari è dedicato alla divinità della fertilità ed è noto per lo stile architettonico unico e per i particolari tetti fatti con strati di corteccia. Il santuario è il più distante dalla stazione, circa 70 minuti, e chiude alle 16 per cui valutate bene il vostro tempo a disposizione o rischiate di trovarlo chiuso come è successo a me. Meno distante si trova il Nyoirinji, il tempio è composto da vari edifici e una pagoda ed era il preferito dall’imperatore Go-Daigo, per questo ospita i mausolei dell’imperatore e di sua moglie. Come per il Mikumari la chiusura è alle 16 e dista circa un’ora a piedi dalla stazione.

Mikumari a Yoshino, Nara cosa vedere in Giappone
Mikumari foto di 8-hachiro - Own work, CC BY-SA 4.0,
Nyoirinji  a Yoshino, Nara cosa vedere in Giappone
Nyoirinji foto di 663highland - Own work, CC BY 2.5,

Il monte Yoshino si raggiunge in treno in 2 ore da Osaka o da Nara per cui è possibile visitarlo in giornata ma vedendo solamente i luoghi d’interesse principali. Ma se non è periodo di hanami consiglio di trascorrere qui una notte così da avere il tempo di visitare i principali luoghi dello Shugendo, ammirare i panorami, che anche se non c’è la fioritura sono comunque bellissimi, godervi la pace di questi luoghi e soggiornare in una ryokan assaporando una cena tradizionale giapponeseSul monte non ci sono konbini e c’è un unico ristorante che chiude alle 17 per cui io ho scelto di soggiornare presso la Ryokan Miyoshino Sakuraan, la più economica che ho trovato con inclusa la cena e la colazione preparata dalla simpatica proprietaria che quando a saputo che ero italiano ha voluto mostrarmi le foto del suo viaggio in Italia laughing!.  Vi assicuro che Yoshino saprà conquistarvi come ha fatto con me! 

Ryokan a Yoshino, Nara cosa vedere in Giappone

La mia cena alla Ryokan Miyoshino Sakuraan

Fare un viaggio in Giappone è il tuo sogno? Partecipa ai viaggi di gruppo organizzati da noi.

Se stai organizzando un viaggio "fai da te" in Giappone ma vuoi per qualche giorno una guida che parli italiano che ti faccia scoprire i lati nascosti del Paese del Sol Levante, usa il  nostro servizio di guide turistiche.

Scopri come partecipare a un corso di cucina giapponese in Giappone ospite di una famiglia giapponese.

Shibamata: il quartiere nostalgico di Tokyo

Shibamata: il quartiere nostalgico di Tokyo

Home » Giappone » Pagina 19

Tempo di lettura: 10 minuti

Sono sempre alla ricerca di scoprire i lati più storici, particolari e retrò di Tokyo e nel mio girovagare tra i quartieri della capitale giapponese mi sono trovato a Shibamata, una delle shitamachi di Tokyo. Le shitamachi sono quelle zone sopravvissute ai bombardamenti della seconda guerra mondiale che mantengono l’aspetto di un tempo e sono pervase da un’atmosfera quasi nostalgica verso i tempi andati. Quasi sconosciuto tra i turisti Shibamata è molto frequentato dagli abitanti di Tokyo che vogliono fuggire dalla frenesia degli altri quartieri e trascorrere qualche ora in un luogo più “umano” dove l’atmosfera è più quella di un piccolo paese che di una metropoli.

Shibamata è conosciuta e amata dai giapponesi anche perché è stata il set della serie di film “Otoko wa Tsurai Yo” e il protagonista Tora-san aveva la sua casa proprio in questo quartiere. Entrata nel Guinness dei primati come la serie più longeva con lo stesso attore protagonista, è’ composta da ben 48 film prodotti dal 1969 al 1995. La serie è così conosciuta e amata che nel quartiere ci sono diverse statue dedicate al protagonista tra cui la più importante nel piazzale della stazione di Shibamata.

[dipl_table_of_contents title=”Indice” title_background=”RGBA(255,255,255,0)” content_custom_padding=”5px|5px|5px|5px|true|true” admin_label=”DP Table of Contents” _builder_version=”4.27.4″ _module_preset=”default” title_font=”|600|||||||” title_text_color=”gcid-primary-color” number_text_color=”RGBA(255,255,255,0)” border_width_all=”0px” global_module=”263652″ locked=”off” global_colors_info=”{%22gcid-primary-color%22:%91%22title_text_color%22%93}”][/dipl_table_of_contents]
14 giorni in Giappone: l'itinerario che consiglio

Ho girato il Giappone da solo per anni, poi ho cominciato a portarci gli altri. Questo PDF è quello che consiglierei a un amico che parte per la prima volta: la sequenza giusta, i posti che non trovi negli altri itinerari, i numeri reali.

Scaricalo gratis, arriva subito via email.

banner pocketwifi 2025

Cosa vedere a Shibamata

Shibamata Taishakuten

Uno dei luoghi che spinge i giapponesi a visitare Shibamata è il Tempio di Shibamata Taishakuten, uno dei templi più belli di tutta Tokyo. Il tempio buddhista fondato nel 1629 risale al 1929 e da allora mantiene inalterato il suo aspetto. Superato il magnifico portale in legno ci si trova nel piazzale del tempio il quale è nascosto da dei pini, ma se guardate bene vi accorgerete che è un unico albero che assomiglia a un bonsai cresciuto troppo…L’albero chiamato Zui-ryu-no-matsu, che significa pino del drago fortunato, prende il suo nome dai suoi lunghi rami che lo fanno assomigliare a un drago, un ramo è lungo 12 metri e un’altro addirittura 14 metri. Non è il pino a rendere speciale il tempio ma le sue incisioni in legno, come bellezza fanno concorrenza a quelle di Nikko. Se i vari edifici sono comunque decorati, per vedere il vero “tesoro” bisogna accedere all’area dietro la sala Taishakudo e pagando 400 yen si possono ammirare le straordinarie incisioni delle pareti che riproducono scene dei sutra buddhisti e del folklore giapponese. Compreso nel prezzo c’è anche l’accesso al Suikeien, il giardino tradizionale del tempio che è attraversato da una passerella coperta che permette di ammirare il giardino anche se piove, cosa che non ho mai visto in altri luoghi!

Shibamata Taishakuten cosa vedere a Tokyo, Giappone

Taishakuten Sando

Per accedere al Tempio bisogna attraversare una stretta via costellata di negozi e ristoranti, alcuni dei quali mantengono l’aspetto originale del periodo Edo e altri del periodo Meiji. Questo dona alla zona un’atmosfera molto particolare e affascinante, se pensiamo che siamo a Tokyo. Mentre passeggiate potete assaggiare alcune delle specialità di Shibamata come i dango e l’anguilla.

Shibamata cosa vedere a Tokyo, Giappone

Yamamoto-tei

Sempre vicino al tempio si trova la storica residenza di un noto imprenditore di Tokyo che è stata aperta al pubblico. La residenza ha un’architettura che unisce lo stile giapponese con quello occidentale creando un’armonia che non stona, come invece accade di solito. Il vero motivo per visitare Yamamoto-tei, è il giardino che è considerato tra i più belli del Giappone. Certo avrete letto questa frase per tutti i giardini di cui ho parlato nel sito, ma in questo caso a dirlo è Sukiya Living, una rivista statunitense dedicata ai giardini giapponesi che per 15 anni di fila l’ha messo tra i primi dieci! Il giardino ospita anche una casa da tè dove sorseggiare un buon tè accompagnato da un dolce tradizionale ammirando il paesaggio e nel mentre potete meditare se almeno questa volta l’affermazione “tra i più belli del Giappone” è vera.

Shibamata Yamamoto-tei  cosa vedere a Tokyo, Giappone
By ohkubo, CC BY-SA 3.0, Link
Leggi anche: Cosa vedere a Tokyo

Museo Tora-San

Se come me non avevate mai sentito parlare di Tora-san e dei film di cui è protagonista, non vi verrebbe mai in mente di visitare il museo a lui dedicato. Ma potrebbe essere un errore. All’interno del museo sono stati ricreati i set che riproducono il negozio di dango e la tipografia presenti nei film utilizzando anche oggetti di scena, inoltre ci sono la riproduzione dell’entrata della vecchia stazione di Shibamata e un esemplare di quello che potremmo definire come un “tram a trazione umana”, una specie di risciò in legno che assomiglia a un vagone. Tutto questo permette di vedere come era la vita nella Tokyo degli anni ’60-’70, invece in un’altra area del museo è stata riprodotta con dei diorami la Shibamata degli anni ’30, per cui anche se non siete fan di Tora-san visitate il museo così da dare uno sguardo al passato recente di Shibamata e di Tokyo e forse capirete perché i giapponesi hanno nostalgia di quell’epoca. Ingresso 500 yen

Museo Tora-san Shibamata cosa vedere a Tokyo, Giappone

Il fiume Edogawa

Shibamata è delimitato a est dal fiume Edogawa e la zona lungo gli argini è una vasta area verde dove consiglio di fare una passeggiata. Ci sono diversi capi da baseball liberi per cui, soprattutto nei weekend, si può assistere a partite e allenamenti di squadre amatoriali. Inoltre è l’unica zona di Tokyo in cui si pratica ancora il “Yagiri no Watashi”, l’attraversata del fiume attraverso barche tradizionali senza motore. Questo era il mezzo utilizzato a Tokyo prima della costruzione di ponti e a Shibamata si può ancora raggiungere in barca l’altra sponda del fiume come si è fatto negli ultimi 400 anni. La zona del fiume Edogawa è talmente bella e apprezzata che è finita in ben 2 classifiche, quella dei 100 paesaggi che rappresentano il Giappone durante l’era Heisei (1989 -2019) e quella dei 100 paesaggi sonori del Giappone, cioè i 100 luoghi in cui prevalgono i suoni naturali e tradizionali (?!?). Ma chi si inventa queste classifiche? Comunque confermo, la zona del fiume è molto bella a prescindere dal posto in classifica!

Fiume Edogawa Shibamata cosa vedere a Tokyo, Giappone

Cosa mangiare a Shibamata

Non si può visitare Shibamata e non assaggiare alcune delle sue specialità che potete provare lungo la via dello shopping, queste sono secondo me quelle che non potete perdervi!

Unaju

La specialità di Shibamata è l’unaju, l’anguilla grigliata adagiata su un letto di riso servita in una Jubako, scatola laccata che fa da piatto. Il posto migliore per mangiare unaju è da Yebisuya che da 230 anni griglia l’anguilla sul carbone e la ricopre con una salsa dalla ricetta segreta. Yebisuya offre anche la possibilità di scegliere vari set con l’anguilla, in cui poter assaggiare altre specialità come il sashimi di carpa o la carpa bollita nella zuppa di miso.

Unnaju Shibamata cosa vedere a Tokyo, Giappone

Kusa Dango

I dango sono degli “gnocchi” di farina di riso dalla consistenza gommosa che si possono mangiare un po’ ovunque in Giappone, ma a Shibamata hanno una versione unica, il kusa dango. All’impasto tradizionale vengono aggiunte le foglie bollite e pestate di artemisia, che dona al dango un colore verde e un gusto particolare. Il kusa dango viene servito con un’abbondante porzione di pasta di azuki, i fagioli dolci giapponesi. Il posto migliore dove mangiare il kusa dango è da Takagiya, il negozio è stato anche set di “Otoko wa Tsurai Yo” ed è stato il modello per il set che si trova nel museo di Tora-san. Da Takagiya si possono provare anche altre varietà di dango come quello alla griglia o ricoperto di salsa di soia e alghe. So che a molti non piace la consistenza molliccia del dango, ma vi consiglio di provare assolutamente il kusa dango.

Kusa Dango  hibamata cosa vedere a Tokyo, Giappone

Senbei

Un tempo la zona di Shibamata era conosciuta per la coltivazione del riso, da questo la tradizione dei kusa dango ma anche dei senbei, i “cracker” di riso tipici giapponesi. Lungo la via che porta la Shibamata Taishakuten ci sono diversi negozi che li vendono, ma il più famoso è Asanoya, che utilizza la tecnica tradizionale per produrli. Qui per fare i senbei viene utilizzata la farina di una particolare qualità di riso proveniente dalla prefettura di Ibaraki, e una volta ricoperti di salsa di soia sono grigliati sul carbone ardente. Il gusto salato all’inizio può sembrare un po’ troppo intenso ma dubito che dopo aver assaggiato un senbei di Asanoya vi fermerete al primo…

Senbei Shibamata cosa vedere a Tokyo, Giappone

Sempre lungo la via dello shopping ci sono altri luoghi conosciuti per le loro specialità, come Yamatoya dove servono tempura utilizzando la stessa ricetta da 150 anni e che era la preferita dall’attore che impersonava Tora-san. O come Matsuya no Ame che dal 1868 produce dolci e caramelle tradizionali giapponesi che ancora oggi, come un tempo, vengono tagliate a mano con un coltello. È nella volontà di mantenere testardamente le stesse ricette di un tempo che si comprende lo spirito che anima ancora Shibamata, un quartiere orgogliosamente retrò che non accetta il cambiamento, che vuole mantenere il suo legame con il passato e non perderlo come hanno fatto gli altri quartieri di Tokyo. Non so se questo sia merito di Tora-san, o della voglia nostalgica dei giapponesi, quello che è certo è che dopo averlo visitato, Shibamata è diventato uno dei miei quartieri preferiti di Tokyo.

Mappa di Shibamata

Fare un viaggio in Giappone è il tuo sogno? Partecipa ai viaggi di gruppo organizzati da noi.

Se stai organizzando un viaggio "fai da te" in Giappone ma vuoi per qualche giorno una guida che parli italiano che ti faccia scoprire i lati nascosti del Paese del Sol Levante, usa il  nostro servizio di guide turistiche.

Scopri come partecipare a un corso di cucina giapponese in Giappone ospite di una famiglia giapponese.

Odaiba: cosa vedere sull’isola artificiale di Tokyo

Odaiba: cosa vedere sull’isola artificiale di Tokyo

Home » Giappone » Pagina 19

Tempo di lettura: 10 minuti

Odaiba è una delle mie zone preferite di Tokyo, non c’è viaggio in Giappone in cui non abbia trascorso almeno qualche ora su questa isola artificiale nella baia di Tokyo. Amo la sua atmosfera rilassata, gli ampi spazi e la spettacolare vista sullo skyline della capitale.

La storia di Odaiba inizia nel 1853 quando vengono costruite nella baia di Tokyo 6 batterie per proteggere la capitale dagli attacchi via mare, infatti quell’anno erano arrivate le prime navi comandate dal commodoro Perry ed erano viste dallo shogun Tokugawa come dei potenziali nemici. Negli anni 40 con l’apertura del porto di Tokyo le batterie, tranne due, vengono distrutte per far passare le navi.

Una di queste alla fine degli anni ‘70 finisce per essere unita a un’isola discarica, dando forma alla futura Odaiba. In pieno boom economico nasce il progetto utopico e futuristico di “Tokyo Teleport Town” che avrebbe trasformato l’isola discarica in una zona residenziale e commerciale per 100.000 abitanti. Dopo aver speso quasi 1000 miliardi di yen per la riqualifica nel 1995 il progetto viene abbandonato. Per via della distanza con i quartieri centrali di Tokyo sono poche erano le persone che si trasferirono e molti dei lotti restano invenduti portando al fallimento delle società che si occupano dello sviluppo del progetto.

Lo scoppio della bolla speculativa e il crollo dei prezzi del mercato immobiliare dà il colpo di grazia alla rinascita di Odaiba fino a quando alla fine degli anni ‘90, con il miglioramento dei collegamenti con la terraferma, alcune importanti aziende, come la Fuji Television, non trasferirono la loro sede sull’isola e in seguito aprono grandi hotel, centri commerciali e musei. Dalle ceneri del “Tokyo Teleport Town” nasce l’attuale Odaiba.

[dipl_table_of_contents title=”Indice” title_background=”RGBA(255,255,255,0)” content_custom_padding=”5px|5px|5px|5px|true|true” admin_label=”DP Table of Contents” _builder_version=”4.27.4″ _module_preset=”default” title_font=”|600|||||||” title_text_color=”gcid-primary-color” number_text_color=”RGBA(255,255,255,0)” border_width_all=”0px” global_module=”263652″ locked=”off” global_colors_info=”{%22gcid-primary-color%22:%91%22title_text_color%22%93}”][/dipl_table_of_contents]
14 giorni in Giappone: l'itinerario che consiglio

Ho girato il Giappone da solo per anni, poi ho cominciato a portarci gli altri. Questo PDF è quello che consiglierei a un amico che parte per la prima volta: la sequenza giusta, i posti che non trovi negli altri itinerari, i numeri reali.

Scaricalo gratis, arriva subito via email.

banner pocketwifi 2025

Cosa vedere a Odaiba

Il Gundam gigante

La statua a grandezza naturale del Gundam è uno dei simboli di Odaiba e anche se non siete appassionati di anime non potete non rimanere affascinati da questa riproduzione in scala 1:1 alta quasi 20 metri di uno dei robot più amati e famosi del Giappone. Nel 2017 il vecchio Rx -78 è stato sostituito con il più moderno RX-0 Unicorn. Il Gundam ogni giorno a orari prestabiliti (11, 13, 15, 17) si trasforma come la sua controparte nell’anime dalla versione Unicorn, a quella Destroyer, una cosa incredibile che fa diventare realtà il sogno di chi come me è cresciuto con i cartoni animati dei robottoni. Alle spalle del Gundam c’è il centro commerciale Diver City al cui interno c’è l’imperdibile negozio ufficiale “Gundam Base”. Leggi l’articolo completo.

Gundam Base Tokyo a Odaiba cosa vedere

teamLab Borderless (Chiuso)

Nel 2018 ha aperto a Odaiba il Tokyo MORI Building Digital Art Museum: teamLab Borderless, uno straordinario “Museo d’arte digitale” di 10.000 metri quadrati divisi in 5 aree tematiche. La cosa unica del teamLab Borderless è che non ci sono opere d’arte da ammirare ma sarete dentro l’opera d’arte: le immagini proiettate sui muri sono in continuo mutamento e cambieranno anche in base alle vostre interazioni. La musica, i suoni, le luci e le immagini vi catapulteranno in un mondo strano e colorato che vuole esaltare la bellezza della natura. L’ho visitato in più occasioni e ogni volta mi ha stupito ed emozionato perché il teamLab Borderless più che un museo è un’esperienza. Leggi l’articolo completo.

Tokyo MORI Building Digital Art Museum teamLab Borderless

Miraikan

Il Museo nazionale della scienza emergente e dell’innovazione è qualcosa di più di un semplice museo. Lo scopo del Miraikan è di far conoscere e capire dal punto di vista scientifico e tecnologico qual è il futuro prossimo dell’umanità e lo fa permettendo al visitatore di entrare in contatto diretto con l’innovazione attraverso esposizioni, workshop ed esperienze interattive. Lo spazio, l’ambiente, la vita, la tecnologia e robotica sono alcuni dei temi con cui si fa esperienza al Miraikan. La cosa che mi ha colpito è che il museo è pensato sia per gli adulti che per i bambini con diverse esperienze in base all’età, anche se a dire il vero io ho fatto anche le cose per i più piccoli perché credo che tutti abbiamo sognato da bambini di essere uno scienziato “pazzo” che fa esperimenti…e quale occasione migliore se non quella di provare tutto quello che c’è al Miraikan.

Miraikan cosa vedere a Odaiba, Tokyo
Leggi anche: Cosa vedere a Tokyo

Fuji TV

L’edificio della Fuji Tv lo si riconosce dalla sfera sospesa tra le due ali della struttura, che è diventato uno dei simboli di Odaiba ma anche di Tokyo. La sfera, chiamata “Hachitama”, si trova al 25° piano ed ospita un osservatorio, però come posizione non è tra le migliori della capitale e visto il costo, 500 yen, non so se consigliarlo. Inoltre all’interno dell’edificio si possono visitare il set del programma “Mezamashi TV” e una galleria dedicata alle produzioni dell Fuji TV, queste però secondo me sono più interessanti per un giapponese che per un italiano, meglio la visita allo shop ufficiale al l7° piano dove si trovano molti gadget degli anime trasmessi dalla TV come Dragon Ball e One Piece.

Fuji TV cosa vedere a Odaiba, Tokyo

Statua della Libertà

Se vi state chiedendo cosa ci fa una Statua della Libertà a Odaiba, sappiate che in giro per il mondo ce ne sono diverse. Nel 1998 una replica è stata donata dalla Francia al Giappone per celebrare gli intensi scambi commerciali tra le due nazioni e doveva essere esposta a Odaiba fino al 1999, ma dopo il grande successo, l’anno successivo ne è stata posizionata una nuova replica nel punto in cui si trova ancora oggi. La visione di questa Statua della libertà in miniatura, dopotutto è alta solo 18 metri, con alle spalle lo skyline di Tokyo, il Rainbow Bridge che assomiglia al ponte di Brooklyn e la Tokyo Tower che è una copia della Torre Eiffel, è un po’ strana, ma comunque ha un suo fascino e a dimostrazione di questo c’è che nessuno resiste dal non fotografarla.

Statua della Libertà  cosa vedere a Odaiba, Tokyo

Oedo Onsen Monogatari (Chiuso)

Le Onsen, le terme giapponesi, sono “un must” per chi fa un viaggio in Giappone, ma se non avete altre possibilità di provarle, a Odaiba ce ne sono di diversi tipi tutte nello stesso luogo. Non fatevi ingannare dal fatto che vi trovate su un’isola artificiale che era una discarica, l’acqua è veramente termale e viene pompata da una fonte profonda 1400 metri. Oedo Onsen Monogatari lo possiamo definire come un parco a tema “Onsen”, dove si indossa rigorosamente lo yukata e in cui sono stati riprodotti gli ambienti tradizionali delle località termali giapponesi e ci si può rilassare in grandi piscine termali sia interne che esterne. Oedo Onsen Monogatari ha anche un’area che riproduce l’atmosfera e gli ambienti dei matsuri, i festival estivi tradizionali, in cui si possono provare cibi tipici ma anche partecipare a giochi e danze tradizionali. Lo yukata incluso nel prezzo, circa 20 €, e viene consegnato all’entrata, l’accesso non è consentito a chi ha tatuaggi e non c’è assolutamente modo di aggirare questa regola ferrea!

Oedo Onsen Monogatari  cosa vedere a Odaiba, Tokyo

Dove mangiare a Odaiba

Se avete fame a Odaiba ci sono molti posti dove mangiare, dopotutto ogni centro commerciale, e sull’isola ce ne sono diversi, ha un piano dedicato alla ristorazione, ma il mio posto preferito è al Diver City. Appena superata l’entrata alle spalle del Gundam Unicorn vi troverete in un “food court” gigantesco, questa vasta area è costellata di ristoranti self-service che offrono di tutto tra cui molti tipi di ramen, okonomiyaki e yakisoba. E se l’atmosfera da “mensa” non vi piace, sempre al Diver City ci sono altri ristoranti al piano 2 e 6. Invece se siete ghiotti di Takoyaki, le “polpette con il polipo” tipiche di Osaka, a Odaiba c’è il Takoyaki Museum dove assaggiarne diversi tipi.

Conclusione

Di cose da vedere a Odaiba ce ne sono molte altre ma queste sono le mie preferite, il consiglio più importante che mi sento di dare è quello sul momento in cui visitare l’isola. Programmate la vostra visita in modo da poter vedere il tramonto. L’immagine del sole che tramonta oltre lo skyline di Tokyo, le luci dei grattacieli che si accendono, il Rainbow Bridge e la Tokyo Tower illuminate sono uno spettacolo che non dimenticherete mai e che se, come me, tornerete a Tokyo pìù volte vorrete di sicuro rivedere!

Mappa di Odaiba

Fare un viaggio in Giappone è il tuo sogno? Partecipa ai viaggi di gruppo organizzati da noi.

Se stai organizzando un viaggio "fai da te" in Giappone ma vuoi per qualche giorno una guida che parli italiano che ti faccia scoprire i lati nascosti del Paese del Sol Levante, usa il  nostro servizio di guide turistiche.

Scopri come partecipare a un corso di cucina giapponese in Giappone ospite di una famiglia giapponese.

Narai: l’antica città postale sulla Nakasendo

Narai: l’antica città postale sulla Nakasendo

Home » Giappone » Pagina 19

Tempo di lettura: 5 minuti

I samurai, mercanti e monaci erranti che percorrevano la Nakasendo, l’antica via postale che collegava Kyoto a Tokyo, sapevano che arrivati a Narai erano a metà del loro viaggio. Narai come Tsumago e Magome era una Juku, una città postale dove i viaggiatori trovavano riparo e ristoro , della valle del Kiso. Chiamata anche “Narai dalle mille case” per la sua estensione e la sua importanza, la città ancora oggi mantiene inalterato il suo aspetto di Juku. Il tratto di circa un chilometro di Nakasendo che attraversa Narai è costellata di edifici perfettamente restaurati, alcuni trasformati in negozi d’artigianato, ristoranti e ryokan.

[dipl_table_of_contents title=”Indice” title_background=”RGBA(255,255,255,0)” content_custom_padding=”5px|5px|5px|5px|true|true” admin_label=”DP Table of Contents” _builder_version=”4.27.4″ _module_preset=”default” title_font=”|600|||||||” title_text_color=”gcid-primary-color” number_text_color=”RGBA(255,255,255,0)” border_width_all=”0px” global_module=”263652″ locked=”off” global_colors_info=”{%22gcid-primary-color%22:%91%22title_text_color%22%93}” theme_builder_area=”post_content”][/dipl_table_of_contents]
Giappone tour viaggio di gruppo

Cosa vedere a Narai

Residenze Storiche

Sono due residenze i luoghi d’interesse di Narai più importanti, la prima appartenuta al mercante di pettini Nakamura è stata costruita nel 1830 e da allora non è mai stata modificata. All’interno sono esposti vari oggetti tra cui i bellissimi pettini che venivano commercializzati da Nakamura inoltre si ha la possibilità di vedere come si viveva 190 anni fa. La residenza Nakamura ha avuto anche un ruolo fondamentale nella conservazione di Narai perché, quando negli anni 60 il museo a cielo aperto di Kawasaki fece un’offerta per spostarla al suo interno, i cittadini si opposero e questa presa di coscienza dell’importanza della città postale diede via al processo di salvaguardia di Narai. La seconda residenza è Kamidonya Shiryokan, appartenuta alla famiglia di mercanti che durante il periodo Edo noleggiava cavalli e guide per chi percorreva la Nakasendo. La residenza fungeva anche da ufficio e al suo interno si possono vedere più di 400 oggetti tra documenti, ceramiche, lacche e strumenti usati nella vita comune di quel tempo. Entrambe le residenze sono perfettamente conservate e adibite a museo.

Narai cosa vedere Giappone

Daiho-ji

Curioso è il tempio Daiho-ji in cui è custodita una statua senza testa. Si racconta che la statua rappresentava la Vergine Maria, la quale durante il periodo Edo quando la religione cristiana era fuori legge in Giappone fu scoperta e decapitata da degli ufficiali dello Shogun Tokugawa (consiglio la visione del film “Silence” di Martin Scorsese per capire meglio la storia dei cristiani in Giappone).

Santuario Shizume

Se oggi è abbastanza semplice percorre la Nakasendo, durante il periodo Edo non era così, molti viandanti morivano durante il viaggio e nel cimitero del Santuario Shizume ne sono sepolti circa 200. Il santuario era anche il luogo dove i viaggiatori si fermavano a pregare per ringraziare di essere arrivati vivi fino a Narai o per richiedere protezione durante il viaggio che dovevano intraprendere.

Nakansendo Narai guida Giappone

Kosatsuba

Se come me arrivate a Narai da Yahubra percorrendo a piedi la Nakasendo alle porte della città troverete una costruzione chiamata Kosatsuba, che era una sorta di bacheca in cui venivano appese delle tavolette con le leggi e gli ordini emanati dallo Shogun Tokygawa che i viaggiatori dovevano rispettare.

Ponte Kiso Ohashi

Non sarà antico ma il Ponte Kiso Ohashi che attraversa il fiume Narai costruito nel 1991 è con i suoi 33 metri di lunghezza uno dei ponti in legno più lunghi del Giappone. Però antichi erano gli alberi utilizzati per la costruzione, sono stati usati cipressi di più di 300 anni…il ponte sarà anche un’affascinante opera ingegneristica ma avrei preferito che gli alberi non fossero abbattuti.

Narai cosa vedere Giappone
Foto By Qurren (talk) - Own work, CC BY-SA 3.0, Link

Perchè visitare Narai

Narai assomiglia molto a una Tsumago con molti meno turisti e questo potrebbe essere un valore aggiunto per renderla ancora più affascinante, ma rispetto a quest’ultima Narai permette il traffico lungo la via principale, e se è vero che ho incrociato pochi mezzi che l’attraversavano, questo rovina quella “magia” che ti fa sembrare di essere ancora al tempo dei samurai. Ma al di là di questo Narai resta una di quelle mete alternative che consiglio di visitare a chi vuole vedere come era una città postale durante il periodo Edo.

Mappa di Narai

Fare un viaggio in Giappone è il tuo sogno? Partecipa ai viaggi di gruppo organizzati da noi.

Se stai organizzando un viaggio "fai da te" in Giappone ma vuoi per qualche giorno una guida che parli italiano che ti faccia scoprire i lati nascosti del Paese del Sol Levante, usa il  nostro servizio di guide turistiche.

Scopri come partecipare a un corso di cucina giapponese in Giappone ospite di una famiglia giapponese.

Nakasendo: la guida all’antica via postale del Giappone

Nakasendo: la guida all’antica via postale del Giappone

Home » Giappone » Pagina 19

Tempo di lettura: 5 minuti

Quando immagino il Giappone del passato vedo un samurai senza padrone che solitario cammina lungo un sentiero circondato da foreste. Fino a quando all’orizzonte si intravedono contadini piegati sulle risaie. Finalmente c’è un villaggio e una locanda dove il samurai può mangiare, bere saké e passare la notte al coperto. Per poi ripartire il giorno dopo per il suo viaggio…

Non immaginate il mio stupore quando ho scoperto che alcuni dei sentieri percorsi dai samurai esistono ancora e sono percorribili. Fanno parte di quella che è chiamata Nakasendo. Una via che tra il 1600 e la fine del 1800 collegava l’antica capitale Kyoto a Edo, come veniva chiamata allora Tokyo. Lungo la Nakasendo, all’incirca ogni 10 chilometri, sorgevano 69 Juku, le città postali, dove samurai, mercanti, monaci erranti e signori locali potevano fermarsi e trovare vitto, alloggio ma anche “intrattenimento”. Durante il mio primo viaggio in Giappone ho voluto visitare il tratto più famoso, quello che collega Magome e Tsumago. È stata una delle esperienze più belle di quel viaggio, per cui mi ero ripromesso che avrei percorso ancora la Nakasendo. Anni e viaggi dopo ho deciso di percorre di nuovo l’antica via postale, delle 69 juku e dei 530 chilometri di sentieri lastricati in pietra che collegavano la vecchia capitale con quella futura resta ben poco, la parte più preservata è quella che attraversa la valle del Kiso nelle le Alpi giapponesi. Per cui decido di percorrere a piedi e in solitaria 4 tratti della Nakasendo che sembrano essere i più preservati e naturalistici. 4 giorni per 4 zone in cui seguirò le orme del mio immaginario samurai attraversando anche io foreste, risaie e fermandomi in qualche juku.

[dipl_table_of_contents title=”Indice” title_background=”RGBA(255,255,255,0)” content_custom_padding=”5px|5px|5px|5px|true|true” admin_label=”DP Table of Contents” _builder_version=”4.27.4″ _module_preset=”default” title_font=”|600|||||||” title_text_color=”gcid-primary-color” number_text_color=”RGBA(255,255,255,0)” border_width_all=”0px” global_module=”263652″ locked=”off” global_colors_info=”{%22gcid-primary-color%22:%91%22title_text_color%22%93}” theme_builder_area=”post_content”][/dipl_table_of_contents]
Giappone tour viaggio di gruppo

Il racconto del mio cammino di 4 giorni

Nakasendo Magome Tsumago guida Giappone

1° Giorno: da Magome a Tsumago

Raggiungo al mattino Magome in bus dalla vicina stazione di Nakatsugawa. La “mia” Nakasendo inizia da questa città postale, che assieme a Tsumago è la più visitata dai turisti perché le meglio conservate, e il sentiero che le collega lo si percorre in 3 ore e non è particolarmente difficile. Continua…

Nakasendo Tsumago Nagiso Nogiri guida Giappone

2° Giorno: da Tsumago a Nojiri

Ore 7 mi sveglio con la faccia congelata ma tutto sommato ho dormito al caldo. Nella stanza comune il fuoco è acceso e la mia colazione tradizionale è già pronta. Non è molto diversa dalla cena: riso, salmone grigliato, funghi, radici di montagna e l’immancabile zuppa di miso.  Continua…

Nakansendo Narai guida Giappone

3° Giorno: da Yabuhara a Narai

La ryokan mi stupisce con un strana colazione: riso, verdure fresche, mini wurstel, un “non identificato salume” con sopra un uovo in camicia e tre fette quasi trasparenti di mela…Dalla stazione prendo il treno che mi porta a Yabuhara dove inizia il tratto di Nakasendo di oggi.   Continua…

Nakasendo Karuizawa Sakamoto guida Giappone

4° Giorno: da Karuizawa a Sakamoto

La scelta di percorrere questo tratto della Nakasendo è dettato dal fatto che è l’ultimo prima della pianura del Kanto, in cui si trovava Edo. Del suo passato di città postale a Karuizawa non c’è nulla, alla fine dell’800 i missionari occidentali la scelsero per via della sua altitudine    Continua…

Consigli per organizzare il cammino

Se hai intenzione di percorrere anche tu la Nakasendo, considera che dei tratti che ho percorso i migliori sono: Magome – Tsumago e Yabuhara a Narai. È vero che sono i più brevi ma sono anche quelli con le città postali meglio conservate e i sentieri naturalistici più affascinanti.

Il periodo migliore è a metà novembre quando le foglie degli aceri giapponesi diventano delle mille sfumature di arancione e rosso, il momiji è uno spettacolo eccezionale, emozionante, di una bellezza che per me supera anche quelle della fioritura dei ciliegi in primavera.

Un minimo di preparazione fisica è necessaria, come scarpe e bacchette da trekking. Indossa abbigliamento tecnico perché in autunno e primavera le temperature possono variare molto e in estate ci sono frequenti piogge. L’inverno giapponese è rigido e in queste zone nevica molto per cui lo sconsiglio.

Qui sotto trovi una mappa in cui ho cercato di ricostruire tutto il mio percorso e i luoghi di interesse, non è stato facile e mi ci è voluto molto tempo, forse ci sono anche delle imprecisioni, ma spero ti possa essere d’aiuto a non perderti come è successo a me… Buon cammino!

Mappa della Nakasendo

Fare un viaggio in Giappone è il tuo sogno? Partecipa ai viaggi di gruppo organizzati da noi.

Se stai organizzando un viaggio "fai da te" in Giappone ma vuoi per qualche giorno una guida che parli italiano che ti faccia scoprire i lati nascosti del Paese del Sol Levante, usa il  nostro servizio di guide turistiche.

Scopri come partecipare a un corso di cucina giapponese in Giappone ospite di una famiglia giapponese.

Nakasendo: da Yabuhara a Narai

Nakasendo: da Yabuhara a Narai

Home » Giappone » Pagina 19

Tempo di lettura: 5 minuti

3° Giorno: Da Yabuhara a Narai (6 km – 3 ore)

La ryokan mi stupisce con un strana colazione: riso, verdure fresche, mini wurstel, un “non identificato salume” con sopra un uovo in camicia e tre fette quasi trasparenti di mela…

Giappone tour viaggio di gruppo
Nakasendo colazione tradizionale ryokan

Colazione a Kiso-Fukushima

Dalla stazione prendo il treno che mi porta a Yabuhara dove inizia il tratto di Nakasendo di oggi. Yabuhara era la 35° juku della Nakasendo ma come Nojiri e Midoro gli edifici che raccontano il suo passato di città postale sono veramente pochi, la maggior parte è stata sostituita da moderni edifici per cui attraverso Yabuhara fermandomi a visitare solo il tempio Gokuraji e il vicino Santuario di Yabuhara, entrambi sono poco interessanti ma ho apprezzato la tranquillità che dona il bosco in cui sono immersi. Proseguo su un breve tratto cittadino che sale fino all’entrata del sentiero che porta al Passo Torii, il punto più alto della Nakasendo.

Nakasendo guida al Passo Torri verso Narai

Entrata sentiero per il Passo Torii

Il primo tratto è ancora lastricato in pietra come un tempo era tutta la Nakasendo, ma dopo poco torna a essere un “normale” sentiero e cammino su un tappeto di foglie cadute mentre sale sempre di più fino a quando la foresta dirada e appare una scala con in cima Torii in pietra. Superato mi trovo di fronte a un piccolo santuario che custodisce diverse statue da cui si può ammirare un bellissimo panorama su Yabuhara alle cui spalle si erge il monte Ontake(3067 m), il vulcano più alto del Giappone dopo il monte Fuji. Ontake era un monte sacro e un tempo i viaggiatori si fermavano qui al Santuario Toriitoge Mitake per pregarlo prima di continuare il cammino.

Nakasendo Santuario Toriitoge Mitake guida Giappone

Santuario Toriitoge Mitake

Anch’io come i viandanti dopo aver ammirato il monte proseguo per la mia strada, da qui inizia la discesa, lungo il sentiero incrocio l’ippocastano sacro. Secondo la leggenda nella sua cavità una coppia che non poteva avere figli trovò un bambino abbandonato. Da allora chi non riesce ad avere un bambino usa la sua corteccia per fare un infuso “benedetto”.

Nakasendo guida al Passo Torri verso Narai

Ippocastano Sacro

La foresta si fa più fitta e buia, quasi spettrale al pensiero che qui furono uccisi in una imboscata 500 samurai del Clan Takeda che guidati dal loro Damyo cercarono di invadere la valle del Kiso. Il sentiero a un certo punto torna ad essere lastricato e sbuca su una stradina asfaltata che conduce a Narai, la città postale meta di oggi.

Alle porte della città c’è il Kosatsuba, che era una sorta di bacheca di legno in cui venivano appese delle tavolette con le leggi e gli ordini emanati dallo Shogun Tokygawa, che i viaggiatori dovevano rispettare. Superato mi ritrovo in una città postale perfettamente restaurata che non ha nulla da invidiare alla più turistica Tsumago, se non fosse per qualche auto che purtroppo attraversa la Nakasendo mi sembrerebbe di essere stato catapultato di nuovo nel periodo Edo. Il tratto che ho percorso oggi per quanto breve è stato è stato il più affascinante sia dal punto di vista storico che naturalistico.

Leggi la mia guida a cosa vedere a Narai

Narai cosa vedere Giappone

Narai

Dopo aver visitato Narai vado alla stazione per prendere il treno che in tre ore mi porterà alla prossima tappa Karuizawa, una delle città più esclusive del Giappone, dove mi sono dovuto accontentare di un semplice hotel visti i prezzi delle sistemazioni tradizionali.

Fare un viaggio in Giappone è il tuo sogno? Partecipa ai viaggi di gruppo organizzati da noi.

Se stai organizzando un viaggio "fai da te" in Giappone ma vuoi per qualche giorno una guida che parli italiano che ti faccia scoprire i lati nascosti del Paese del Sol Levante, usa il  nostro servizio di guide turistiche.

Scopri come partecipare a un corso di cucina giapponese in Giappone ospite di una famiglia giapponese.