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Tokyo Tower: guida al simbolo più amato di Tokyo

Tokyo Tower: guida al simbolo più amato di Tokyo

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Tempo di lettura: 7 minuti

C’è un punto, tra i quartieri ordinati di Minato e le strade che vanno verso Roppongi, in cui Tokyo smette di correre e si lascia guardare dall’alto. È lì che sorge la Tokyo Tower, la torre rossa che da oltre sessant’anni illumina la città e accompagna ogni tramonto con la sua luce calda e familiare.

Vista da lontano sembra quasi irreale, un sogno in metallo e vernice arancione che si staglia nel cielo come un faro. Ma quando ci arrivi ai piedi, con il vento che soffia tra le travi e la folla che si ferma a scattare foto, capisci che non è solo un monumento: è parte del respiro stesso di Tokyo.

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Cosa vedere alla Tokyo Tower

Una storia che racconta la rinascita

La Tokyo Tower nasce nel 1958, in un Giappone che si rialzava dalle macerie della guerra e cominciava a credere di nuovo nel futuro. L’idea era quella di costruire una torre radio e televisiva che potesse coprire l’intera area di Kanto, ma finì per diventare qualcosa di molto più grande: un simbolo di rinascita.

Alta 333 metri, ispirata alla Torre Eiffel ma con un’anima tutta giapponese, la Tokyo Tower divenne presto il punto più alto del Paese. I colori arancio e bianco, imposti dalle norme aeronautiche, le conferirono quella personalità vivace che ancora oggi la distingue. Da allora non è più solo un’infrastruttura: è il cuore luminoso di una città che non dorme mai.

Salire sulla torre

Entrare nella Tokyo Tower è come attraversare due epoche. Al piano terra si trova il moderno FootTown, un piccolo mondo fatto di caffè, negozi e spazi espositivi. Lì puoi comprare un dolcetto a forma di torre, sorseggiare un matcha latte e persino incontrare Noppon, la mascotte gemella della torre, metà rossa e metà blu.

Da lì si sale verso il Main Deck, a 150 metri d’altezza. Le vetrate si aprono su Tokyo come un mare di luci, e i pavimenti trasparenti regalano quella leggera vertigine che ti fa sorridere di nervosismo. Se la giornata è limpida, puoi scorgere in lontananza la sagoma perfetta del Monte Fuji.

Più in alto ancora c’è il Top Deck, a 250 metri, raggiungibile solo su prenotazione. È uno spazio più intimo e futuristico, dove pareti di specchi e luci morbide amplificano la sensazione di sospensione. Da lassù, Tokyo sembra un mosaico infinito, un universo che brilla.

Visitare la Tokyo Tower

La torre è aperta ogni giorno dalle nove del mattino fino alle undici di sera. Il biglietto per il Main Deck costa circa 1.500 yen, mentre per salire al Top Deck serve un ticket dedicato, attorno ai 3.000 yen. È consigliato prenotare online: non solo per evitare code, ma anche per usufruire di sconti e pacchetti speciali come il nuovo Tokyo Diamond Tour, che include entrambi i livelli e un accesso esclusivo.

La torre si raggiunge facilmente in metro: la stazione più vicina è Akabanebashi, sulla linea Ōedo, ma anche Onarimon e Hamamatsucho sono a pochi minuti a piedi. Se arrivi da Zojo-ji, il grande tempio buddhista ai suoi piedi, potrai ammirare la Tokyo Tower incorniciata dalle lanterne e dai rami dei ciliegi: una delle immagini più iconiche della città.

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Il momento giusto per salire

Ogni ora del giorno regala una sfumatura diversa. Al mattino la luce è limpida, i colori nitidi, e la città appare ordinata e calma. Al tramonto, invece, Tokyo cambia volto: il cielo si tinge di rosa, i grattacieli si accendono, e la torre comincia a brillare con le prime luci della sera.

È in quel momento, quando la giornata finisce e la notte comincia ad arrivare, che la Tokyo Tower mostra il suo volto più poetico. Le sue illuminazioni stagionali, il “Diamond Veil” in inverno, le tonalità dorate d’estate, cambiano costantemente, rendendo ogni visita diversa dalla precedente.

Un’icona della cultura pop giapponese

La Tokyo Tower non è solo una meraviglia architettonica: è anche un personaggio della cultura pop.
Negli anni è apparsa in decine di film, anime e manga, diventando il simbolo visivo di Tokyo nel mondo.

È stata distrutta e ricostruita mille volte da Godzilla, come se incarnasse la resilienza della capitale. È il punto d’incontro romantico di Usagi e Mamoru in Sailor Moon, il luogo dove si consumano addii e promesse nei film di Shunji Iwai, e la silenziosa testimone dei cataclismi in Tokyo Magnitude 8.0.

Perfino nei mondi immaginari di Digimon o Your Lie in April appare come sfondo di emozioni universali: la malinconia, la speranza, la voglia di non arrendersi.
La Tokyo Tower, più che un edificio, è una presenza: rappresenta la città che si rialza, l’amore che resiste, e il tempo che passa lasciando intatta la memoria.

Consigli dal mio viaggio

La prima volta che sono salito sulla Tokyo Tower era una sera d’inverno. Il vento era freddo, ma l’aria limpida e il cielo incredibilmente chiaro. Da lassù Tokyo sembrava infinita, un mare di luce che respirava piano. Ho aspettato il momento in cui le luci si sono accese, una dopo l’altra, fino a trasformare la città in un universo dorato.

Da allora torno spesso, ogni volta in orari diversi. A volte la mattina presto, quando la città si sveglia in silenzio; altre volte al tramonto, per vedere il sole sparire dietro il Fuji-san.
Se posso darti un consiglio, arriva quando il giorno sta finendo: potrai vivere la doppia magia della luce e della notte, e scendere poi fino al tempio Zojo-ji per vedere la torre brillare alle sue spalle.

C’è qualcosa di profondamente umano in quella vista. La Tokyo Tower non è solo ferro e vernice: è la luce che ricorda a questa città , e a chi la guarda, di non smettere mai di guardare in alto.

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Yokohama in un giorno: itinerario, attrazioni e cibo

Yokohama in un giorno: itinerario, attrazioni e cibo

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Tempo di lettura: 17 minuti

Yokohama è una città che sorprende sempre. A 30 minuti di treno da Tokyo, sembra quasi un mondo a parte: più rilassata, affacciata sul mare, con quartieri che mescolano influenze straniere, modernità e angoli tradizionali. È stata una delle prime città del Giappone ad aprirsi al commercio internazionale nel 1859, e questo spirito cosmopolita lo si respira ancora passeggiando tra le sue strade.

Visitare Yokohama in un giorno è possibile, ma attenzione: è una città che rischia di farti venire voglia di tornare (o almeno è così per me)!

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Cosa vedere a Yokohama

Minato Mirai e Landmark Tower

Minato Mirai 21 è il cuore moderno di Yokohama, un quartiere che fino a pochi decenni fa era fatto solo di moli e cantieri navali. Oggi, invece, è diventato il “porto del futuro”, con grattacieli che si riflettono nell’acqua, centri commerciali immensi e passeggiate sul mare dove la città si mostra nella sua versione più internazionale.

Il simbolo indiscusso di quest’area è la Landmark Tower, che con i suoi 296 metri è stata per anni l’edificio più alto del Giappone. Salire fino allo Sky Garden al 69° piano è un’esperienza imperdibile: gli ascensori ultraveloci impiegano appena 40 secondi per catapultarti in cima, e da lassù si apre una vista che spazia dalla baia di Yokohama al Monte Fuji, se la giornata è limpida. Al calare della sera le luci della città creano un paesaggio urbano tra i più suggestivi del Paese, tanto che questa zona viene spesso scelta come location per dorama e film romantici. Anche se conme di sera, il quando è tutto è illuminato,  sembra di essere dentro a Blade Runner o Cyberpunk 2077!

Proprio accanto alla torre si trova un’attrazione che rende la zona ancora più scenografica: la Yokohama Air Cabin, una funivia urbana unica in Giappone. In pochi minuti collega la stazione di Sakuragichō con i Red Brick Warehouse, sorvolando la baia e i palazzi di Minato Mirai. Prendere la cabinovia al tramonto o di sera è un’esperienza spettacolare, con la città che si illumina sotto di te e la ruota panoramica Cosmo Clock 21 che domina l’orizzonte.

Nei dintorni non mancano altri luoghi da visitare: il complesso commerciale Queen’s Square, ideale per shopping e pause caffè,  e il tranquillo Rinkō Park, perfetto per passeggiare al tramonto con vista sul porto. Poco distante trovi anche la Nippon Maru, la storica nave scuola trasformata in museo, e il centro congressi Pacifico Yokohama, con la sua architettura a forma di vela che ormai è parte dello skyline.

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Cosmo World e il Cosmo Clock 21

Proprio accanto a Minato Mirai si trova uno dei luoghi più iconici e fotografati di Yokohama: il Cosmo World, un parco divertimenti urbano che sembra incastrato tra grattacieli e centri commerciali. Non è un parco immenso come quelli di Tokyo, ma ha il fascino unico di trovarsi nel cuore della città, affacciato sulla baia.

Il simbolo indiscusso è la ruota panoramica Cosmo Clock 21: inaugurata nel 1989, con i suoi 112 metri è stata per anni la più grande del mondo. La particolarità? Non è solo una ruota panoramica, ma anche un gigantesco orologio digitale che scandisce le ore con le sue luci colorate. Vederla illuminarsi di notte, riflessa sull’acqua, è uno degli spettacoli più romantici e suggestivi di Yokohama.

Salire a bordo è un’esperienza che vale la pena, soprattutto al tramonto o la sera: in circa 15 minuti di giro la città si apre intorno a te, con Minato Mirai da un lato e il mare dall’altro. Ogni cabina può ospitare quattro persone, e alcune sono completamente trasparenti — non proprio l’ideale se soffri di vertigini, ma perfette per chi cerca un pizzico di brivido in più.

Oltre alla ruota panoramica, Cosmo World ha attrazioni per tutte le età: montagne russe che si tuffano in un finto laghetto, sale giochi in perfetto stile giapponese e aree dedicate ai bambini. L’ingresso al parco è gratuito e si paga solo per le giostre: questo lo rende un posto ideale anche per chi vuole solo fare una passeggiata, scattare qualche foto e respirare l’atmosfera da “città futuristica sul mare”.

Per un tocco in più, puoi concludere la serata con una passeggiata verso il vicino Yamashita Park, ammirando lo skyline illuminato: Cosmo Clock 21 sarà sempre lì, a ricordarti che sei nel cuore pulsante della Yokohama moderna.

Chinatown

Entrare a Chinatown a Yokohama è come varcare una porta che ti porta in un altro paese. Fondata nel 1859, quando la città si aprì al commercio internazionale, questa comunità è cresciuta fino a diventare la più grande Chinatown del Giappone e una delle più animate al mondo.

Le sue strade sono un tripudio di colori: lanterne rosse che si accendono al tramonto, insegne luminose, templi decorati con draghi e fenici. Passeggiando non si smette mai di stupirsi, e spesso ci si trova a guardare in alto tanto quanto in basso, perché ogni dettaglio,  dai tetti dorati alle bancarelle fumanti, racconta una cultura diversa ma allo stesso tempo comune a quella giapponese.

Il cuore spirituale del quartiere è il tempio Kanteibyo, dedicato al dio della prosperità Guan Yu. Con le sue decorazioni intricate e i colori sgargianti, è un luogo che unisce religiosità e spettacolo. Non è raro vedere turisti e giapponesi accendere incensi o fermarsi qualche minuto in preghiera.

Ma il vero protagonista di Chinatown è il cibo. Qui potresti passare un’intera giornata solo a mangiare, seguendo i profumi che escono dalle cucine. Tra gli Street food consiglio di provare:

  • i bao al vapore ripieni di carne o anko, soffici e caldi, perfetti da addentare mentre cammini
  • i celebri yaki shoronpo, ravioli croccanti con all’interno un brodo bollente, ma attenzione al primo morso, potresti scottarti!
  • i panda-man, panini dolci a forma di panda, che conquistano soprattutto i più piccoli
  • gli egg tart in stile cantonese, fragranti e appena sfornati, ideali come dolce conclusione

Chinatown è anche il luogo perfetto per lasciarsi andare: non serve avere una lista precisa, basta seguire il flusso, entrare in una via laterale, farsi guidare dai profumi e concedersi qualche assaggio qua e là. È un quartiere che stimola tutti i sensi, e che di sera, con le lanterne accese, diventa ancora più affascinante.

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Giardino Sankeien

Se Minato Mirai rappresenta la Yokohama del futuro, il Giardino Sankeien è la sua finestra sul passato. Questo grande giardino tradizionale giapponese si trova un po’ fuori dal centro, in una zona più tranquilla della città, e vale assolutamente la deviazione.

Fu creato all’inizio del Novecento da Hara Sankei, un ricco commerciante di seta che trasformò la sua passione per l’arte e l’architettura in un progetto unico: non solo piantò alberi e scavò stagni, ma trasferì qui interi edifici storici provenienti da Kyoto, Kamakura e altre città, salvandoli dall’abbandono. Così il suo giardino divenne un luogo dove natura e architettura si fondono, raccontando secoli di storia giapponese in un solo colpo d’occhio.

Passeggiando tra i sentieri si rimane incantati dalla pagoda a tre piani del tempio di Tomyoji, che spunta elegante tra gli alberi e regala prospettive da cartolina, soprattutto al tramonto. Ma il Sankeien è soprattutto un giardino che muta con le stagioni: in primavera i ciliegi si specchiano negli stagni e tingono il paesaggio di rosa, d’estate le ninfee e i fiori di loto sbocciano come piccoli gioielli sull’acqua, in autunno gli aceri incendiano i viali con i loro colori intensi e in inverno la neve copre di silenzio tetti e ponticelli, trasformando l’intero parco in un luogo quasi meditativo.

Non mancano le case da tè, dove ci si può fermare a sorseggiare un matcha accompagnato da wagashi, i dolcetti tradizionali giapponesi, osservando in silenzio le carpe koi che nuotano nello stagno. È uno di quei posti che riescono a farti dimenticare di essere a pochi chilometri da una delle città più moderne del Giappone.

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Foto di Joe deSousa , CC0, Link

Cup Noodles Museum

Tra i musei più curiosi di Yokohama c’è il Cup Noodles Museum, dedicato a uno dei simboli del Giappone moderno: il ramen istantaneo. L’idea di questo spazio nasce per raccontare la vita e le invenzioni di Momofuku Andō, l’uomo che nel 1958 creò il primo ramen istantaneo e che, qualche anno dopo, rivoluzionò il mondo con i famosi cup noodles.

Il museo non è una semplice esposizione di confezioni colorate. È pensato per essere interattivo e divertente: qui si può scoprire come sono nati i noodles istantanei, ripercorrere la storia del loro successo mondiale e soprattutto cimentarsi in attività pratiche. La più amata è il laboratorio dove ognuno può creare il proprio cup noodle personalizzato: si sceglie il tipo di zuppa, gli ingredienti, il disegno del bicchiere e alla fine si porta a casa un souvenir unico e… commestibile.

Il percorso si completa con installazioni multimediali, mostre che spiegano come il ramen istantaneo abbia influenzato le abitudini alimentari del Giappone e perfino un’area dedicata al “ramen nello spazio”, perché Andō progettò una versione pensata per essere mangiata dagli astronauti.

È un luogo che piace a tutti, dai bambini agli adulti, perché riesce a trasformare un gesto quotidiano come aprire un cup noodle in una storia fatta di creatività, innovazione e un pizzico di ironia. Visitandolo si capisce bene come un’idea nata da un piccolo laboratorio possa diventare un fenomeno globale, capace di raccontare un pezzo della modernità giapponese.

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Foto di KCyamazaki - Own work, CC BY-SA 4.0, Link

Shin-Yokohama Ramen Museum

Se il Cup Noodles Museum racconta l’invenzione del ramen istantaneo, il Shin-Yokohama Ramen Museum celebra invece il ramen tradizionale, quello vero, che da semplice piatto popolare è diventato una delle cucine più amate al mondo.

Aperto nel 1994, è un museo che sembra più un parco a tema. Appena si entra si trovano pannelli e mostre che raccontano la storia del ramen, le sue origini cinesi e la sua diffusione in Giappone, con tutte le varianti regionali. Ma la vera magia si scopre scendendo al piano sotterraneo: qui si apre una perfetta ricostruzione della Tokyo degli anni ’50, con stradine, lanterne e insegne che sembrano uscite da un film in bianco e nero.

In questo scenario nostalgico si trovano diversi piccoli ristoranti, ognuno specializzato in un tipo di ramen proveniente da varie parti del Giappone: dal tonkotsu di Kyūshū al miso di Hokkaidō, fino a versioni più particolari che raramente si trovano fuori dalle loro regioni d’origine. La cosa bella, e che consiglio di scegliere, è che si possono ordinare anche porzioni ridotte, le cosiddette mini bowl, così da assaggiarne più di uno nello stesso giro.

L’atmosfera è vivace, tra il profumo del brodo che invade le vie e i visitatori che si spostano di locale in locale come in un piccolo matsuri gastronomico. È un’esperienza che va oltre il semplice “mangiare ramen”: qui si respira la cultura giapponese del dopoguerra, quando questo piatto divenne un simbolo di rinascita e di vita quotidiana.

Il consiglio è di arrivare nel tardo pomeriggio e rimanere per cena: così ci si può godere con calma sia la parte museale sia l’esperienza del ramen, chiudendo la giornata di visita a Yokohama con un viaggio nel tempo e nei sapori del Giappone.

Yamashita Park e Red Brick Warehouse

Se vuoi respirare l’anima marittima di Yokohama, non c’è posto migliore di Yamashita Park, un lungo giardino affacciato sulla baia che corre parallelo alla passeggiata costiera. Aperto nel 1930, il parco nacque come simbolo di rinascita dopo il grande terremoto del Kanto del 1923, quando le macerie della città vennero usate per bonificare l’area e creare un nuovo spazio verde per i cittadini.

Oggi è uno dei luoghi più amati per una passeggiata lenta, soprattutto al tramonto, quando la luce dorata si riflette sull’acqua e gli edifici moderni di Minato Mirai si accendono in lontananza. È anche un posto molto vissuto dai giapponesi: qui si incontrano famiglie in gita, coppie che si fermano a guardare le navi passare e artisti di strada che animano i vialetti. Non è raro imbattersi in eventi stagionali, mercatini o spettacoli all’aperto.

Poco distante dal parco si trovano i celebri Red Brick Warehouse, due ex magazzini portuali costruiti agli inizi del ’900 e oggi riconvertiti in uno dei centri culturali e commerciali più vivaci della città. Le strutture in mattoni rossi, sopravvissute a incendi e terremoti, conservano un fascino industriale che si sposa perfettamente con la modernità del quartiere circostante. All’interno ospitano boutique di design, negozi artigianali, ristoranti e spazi espositivi: un luogo dove fare shopping diverso dal solito e magari fermarsi a cena con vista sulla baia.

Durante l’inverno, nella piazza davanti ai magazzini, viene allestita una pista di pattinaggio sul ghiaccio e mercatini natalizi che attirano tantissimi visitatori. In estate, invece, qui si svolgono festival musicali e birrerie all’aperto che trasformano l’area in un punto di ritrovo per giovani e turisti.

Se vuoi concederti un momento speciale, ti consiglio di arrivare ai Red Brick nel tardo pomeriggio: da qui si gode una delle vedute più suggestive dello skyline di Yokohama, con la Landmark Tower e il Cosmo Clock che si accendono all’orizzonte, mentre la baia si tinge di luci e riflessi.

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Anpanman Museum

Se stai viaggiando con bambini piccoli, l’Anpanman Children’s Museum è una piccola “magia” che vale la pena sperimentare. Anche se non conosci Anpanman (personaggio amatissimo in Giappone) e non capisci la lingua, l’atmosfera colorata, le scenografie interattive e il movimento continuo di bambini rendono comunque l’esperienza piacevole e coinvolgente.

È vicino a Minato Mirai, quindi logisticamente comodo, e al mattino i bambini hanno più energie per godersi giochi e spettacoli. Dopo due ore (che bastano per esplorare il museo e fare una pausa merenda a tema), puoi proseguire a piedi verso la Landmark Tower e il resto di Minato Mirai.

In alternativa, se vuoi un ritmo più rilassato, puoi inserirlo nel pomeriggio, dopo aver visitato Minato Mirai e la Landmark Tower. In questo modo i bambini trovano un po’ di svago dopo le attrazioni “da grandi”, e tu puoi approfittarne per una pausa nei negozi o al caffè del museo.

Considera che i piccoli si stancano presto: difficilmente ci passerai più di due ore. Per questo l’ideale è combinarlo con attività vicine, senza lunghi spostamenti.

Se invece sei senza bambini, puoi tranquillamente saltarlo e dedicare quel tempo in più al Sankeien Garden o a Chinatown, che hanno molto più da offrire a un pubblico adulto.

Cosa mangiare a Yokohama

Yokohama è una città che si racconta anche a tavola, con piatti che uniscono tradizione locale e influenze esterne.

Uno dei simboli gastronomici nati qui è l’iekei ramen, dal brodo denso e saporito. Per provarlo nella sua versione originale l’indirizzo da segnare è Yoshimuraya (vicino alla stazione di Yokohama), il locale storico che ha dato il via a questo stile.

Più delicato ma altrettanto tipico è il sanmamen, un ramen servito con verdure saltate sopra il brodo. Un buon posto per assaggiarlo è vicino a Chinatown dove c’è Gyokusentei, un ristorante storico che propone il sanmamen nella sua forma più autentica, perfetto per una pausa tra una visita e l’altra..

Se vuoi un salto nella storia, Yokohama è stata la porta d’ingresso della carne bovina in Giappone e qui nasce il gyū-nabe, considerato l’antenato del sukiyaki. Il luogo migliore dove provarlo oggi è Janomeya, un ristorante storico che da oltre un secolo prepara gyū-nabe con carne di altissima qualità. L’atmosfera richiama quella delle taverne di una volta, ma con un tocco elegante, e la posizione a Isezakichō lo rende facilmente raggiungibile dopo una passeggiata a Minato Mirai o una visita a Chinatown.

Per un’esperienza più legata all’anima internazionale della città, Chinatown rimane il cuore pulsante della gastronomia cinese in Giappone. Oltre allo street food da provare lungo le vie, ci sono ristoranti che meritano una sosta più lunga: Manchinro, elegante e tradizionale, conosciuto per la cucina cantonese; Jūkeihanten Shinkan, con un menu vario e piatti ben curati; e Yokohama Daihanten, che conserva un’atmosfera un po’ rétro ed è perfetto per chi cerca un pranzo abbondante in stile cinese.

Per gli amanti dei dolci, due tappe imperdibili: la Pompadour Motomachi Honten, catena di panetterie nata proprio a Yokohama nel 1969, dove trovare pane dolce e salato di qualità, e il Yokohama Pudding, un budino cremoso venduto in graziosi vasetti di vetro, disponibile in negozi come Yokohama Pudding 96 Fukupun.

Se ti viene fame nella zona di Minato Mirai, offre tante opzioni: dai pancake soffici e famosi del Bills Yokohama nei Red Brick Warehouse, alla birra artigianale di Antenna America, fino ai piatti eleganti di shabu-shabu e sukiyaki al Seryna Yokohama. E se vuoi semplicemente sorseggiare qualcosa con la città ai tuoi piedi, il bar panoramico dello Sky Garden è la scelta giusta.

Mangiare a Yokohama significa viaggiare con il palato: dal ramen robusto delle taverne popolari al pudding delicato che racconta l’anima dolce della città. Un percorso che unisce passato e presente, proprio come fa Yokohama in ogni suo angolo.

Conclusione

Yokohama non è una semplice gita fuori porta da Tokyo, ma una città con una personalità tutta sua. Qui il Giappone si mostra diverso: più rilassato, con il respiro del mare e il fascino di un passato fatto di commerci e aperture al mondo. È il luogo dove puoi salire su un grattacielo e poco dopo perderti tra lanterne cinesi, dove un giardino antico convive con musei dedicati al ramen e con ruote panoramiche illuminate che segnano l’orizzonte.

È anche una città che si assaggia: dal ramen nato qui e diventato famoso in tutto il Paese, al budino che addolcisce una passeggiata sul porto, fino allo street food che rende Chinatown un’esperienza di viaggio a sé.

Visitare Yokohama significa lasciarsi sorprendere, scoprire una città che non vive all’ombra di Tokyo ma che brilla di luce propria. E quando alla sera ti ritroverai sul lungomare di Yamashita Park, con lo skyline illuminato alle spalle e il profumo del mare davanti, capirai che questa città non è stata solo una parentesi, ma una tappa che resterà nei tuoi ricordi più autentici del Giappone.

 

Mappa di Yokohama

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Kagurazaka: Il Quartiere Francese di Tokyo tra Geisha e Bistrot

Kagurazaka: Il Quartiere Francese di Tokyo tra Geisha e Bistrot

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Tempo di lettura: 8 minuti

C’è un angolo di Tokyo chiamato Kagurazaka che sembra galleggiare tra due mondi: uno fatto di  vicoli silenziosi e case basse in legno, e l’altro pieno di locali con e insegne scritte in francese. Durante il mio viaggio in Giappone, ci sono tornato più volte. Ogni visita è stata diversa, ma sempre avvolta da una sensazione di tranquilla eleganza. Kagurazaka non è ancora una tappa turistica, e forse proprio per questo conserva una sua anima unica.

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Cosa vedere a Kagurazaka

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Il quartiere delle Geisha di Tokyo

Kagurazaka ha origini che risalgono al periodo Edo, quando l’area si sviluppò come una delle principali vie d’accesso al castello di Edo, l’attuale Palazzo Imperiale. Grazie alla sua posizione strategica, divenne presto un importante centro commerciale e culturale.

Durante l’epoca Meiji, Kagurazaka si trasformò in uno dei più rinomati quartieri delle geisha della città. Le sue strade acciottolate ospitavano numerose ochaya, le case da tè dove si esibivano le geisha, e ancora oggi è possibile respirare quell’atmosfera raffinata e discreta passeggiando tra i suoi vicoli.

Nel dopoguerra, la presenza dell’Istituto Franco-Giapponese e di diverse scuole francesi contribuì a creare un legame forte con la cultura francese, rendendo Kagurazaka un quartiere unico, capace di unire Oriente e Occidente in modo armonioso.

Un quartiere tra due mondi

Kagurazaka si trova nel cuore di Tokyo, non lontano da Iidabashi. Una volta era uno dei quartieri delle geisha più importanti della città, e ancora oggi alcune case da tè tradizionali sono in attività. Se hai fortuna, potresti persino intravedere una geisha uscire da una porta scorrevole in legno, soprattutto al calar della sera.

Ma accanto a questo volto antico, Kagurazaka ha anche un’anima europea, in particolare francese. Qui si trovano scuole francesi, panetterie artigianali e ristoranti raffinati che propongono cucina d’oltralpe. Non è raro sentir parlare francese per strada. Questa fusione culturale dona al quartiere un’atmosfera bohemien, difficile da trovare in altri quartieri di Tokyo.

Passeggiare nei vicoli lastricati

Uno dei piaceri più semplici, e più belle, è perdersi tra i vicoli in pietra come Hyogo Yokocho. Questo vicolo storico, uno dei pochi rimasti intatti dal periodo Edo, rappresenta l’essenza più autentica di Kagurazaka. Pavimentato con pietre scure e incorniciato da alti muri in terra battuta, Hyogo Yokocho è un luogo dove il silenzio regna sovrano.

Durante la sera, le luci soffuse delle lanterne tradizionali creano un’atmosfera intima e quasi magica, ideale per una passeggiata romantica. È uno di quei luoghi di Tokyo che non si dimenticano facilmente. In queste viuzze silenziose, fiancheggiate da muri in terra e case in legno, il tempo sembra essersi fermato.

Kagurazaka a Tokyo cosa vedere in Giappone

Tempio Zenkoku-ji

Non perdere il tempio Zenkoku-ji, dove si venera Bishamonten, una delle sette divinità della fortuna. Fondato nel 1595 dallo shogun Tokugawa Ieyasu, lo Zenkoku-ji  è particolarmente amato dai locali, che lo frequentano regolarmente per pregare Bishamonten, divinità buddista guerriera ma anche protettore delle arti e della ricchezza. Durante il festival di primavera, il tempio diventa il cuore pulsante del quartiere, tra bancarelle e celebrazioni tradizionali. Salendo i gradini che portano al tempio, ti sembrerà di lasciarti alle spalle la Tokyo frenetica per entrare in un mondo di serenità.

 

Kagurazaka a Tokyo cosa vedere in Giappone

Cosa mangiare a Kagurazaka 

A Kagurazaka puoi trovare ristoranti raffinati che offrono cucina francese, giapponese e fusione che unisce le due tradizioni culinarie. Se sei in cerca di esperienze gastronomiche più particolari, non perdere:

  • Kagurazaka Ishikawa: ristorante kaiseki tre stelle Michelin, dove ogni piatto è un’opera d’arte che segue il ritmo delle stagioni.
  • 124. KAGURAZAKA: ristorante yakitori elegante e riservato, segnalato dalla Guida Michelin, specializzato in spiedini di pollo preparati con cura secondo la tradizione giapponese.
  • Bettei Torijaya: celebre per l’oyakodon, il comfort food giapponese per eccellenza, preparato con ingredienti selezionati.

E per una pausa dolce o un caffè con vista:

  • Akagi Café: un angolo di quiete affacciato sul moderno Santuario Akagi, disegnato da Kengo Kuma.
  • Shimada Café: un piccolo gioiello nascosto in una traversa di Kagurazaka, noto per i suoi dolci artigianali e l’ambiente curato. Ideale anche per lavorare al computer o leggere.
  • Canal Café: affacciato sul fiume, offre un’atmosfera rilassata e romantica, perfetta anche per una cena leggera al tramonto.
  • Kagurazaka Saryō: dolci giapponesi wagashi realizzati secondo tradizione, perfetti da gustare con una tazza di tè verde.

Visitare la via principale

Kagurazaka-dori è la via principale del quartiere e ne rappresenta l’anima vibrante. Inizia dalla stazione di Iidabashi e prosegue in lieve salita, fiancheggiata da edifici bassi, insegne colorate e un mix affascinante di tradizione e modernità. Durante il giorno, la strada pullula di vita: botteghe di artigianato, gastronomie tradizionali, caffetterie e negozi di dolci giapponesi attirano passanti e curiosi. Non mancano negozi di kimono, cartolerie storiche e ristoranti di cucina francese e giapponese. Il fine settimana quando la strada diventa pedonale è il momento migliore per visitarla .

Tra i negozi più caratteristici lungo Kagurazaka-dori, ti consiglio:

  • Tansuya Kagurazaka: catena specializzata in kimono nuovi e di seconda mano, perfetta per chi vuole vivere l’esperienza dell’abbigliamento tradizionale giapponese, anche con il supporto per la vestizione.
  • NOREN Kagurazaka: oggetti giapponesi reinterpretati in chiave moderna, come borse in furoshiki e accessori origami.
  • Rakuzan: negozio di tè giapponese, celebre per il suo hojicha tostato sul momento.

Di sera, quando si accendono le lanterne e le luci soffuse dei locali filtrano attraverso le finestre in legno, Kagurazaka-dori assume un’atmosfera intima e sognante. È il momento perfetto per esplorarla con lentezza, fermandosi per una cena elegante o solo per una tazza di tè.

Kagurazaka a Tokyo cosa vedere in Giappone

Il Festival di Kagurazaka

Il quartiere è bello in ogni stagione, ma in estate si tiene il Kagurazaka Matsuri, uno degli eventi più vivaci e amati della zona. Si svolge solitamente a fine luglio e trasforma le strade del quartiere in un tripudio di suoni, colori e allegria.

Il festival è diviso in due parti: il primo giorno è dedicato alle tradizioni locali e alle bancarelle, con lanterne, yukata e profumo di street food nell’aria. Il clou dell’evento arriva con le danze Awa Odori, che si tengono nella seconda metà del festival. Queste danze, originarie della prefettura di Tokushima, coinvolgono gruppi in abiti tradizionali che sfilano e ballano lungo Kagurazaka-dori al ritmo di tamburi e flauti.

Partecipare al Kagurazaka Matsuri è un’esperienza coinvolgente, che permette di scoprire il volto più festoso e autentico del quartiere. È anche l’occasione perfetta per gustare piatti tipici, acquistare souvenir artigianali e vivere qualcosa di profondamente giapponese.

Perché visitare Kagurazaka

Kagurazaka non è solo un luogo da visitare, è un luogo da vivere lentamente. Perfetto per chi cerca una Tokyo diversa, fatta di dettagli, silenzi e sensazioni. Ideale per chi non vuole seguire il solito itinerario turistico ma vuole scoprire uno volti più genuini della capitale del Giappone.

Mappa di Kagurazaka

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teamLab Planets Tokyo: Cammina nell’acqua, galleggia tra i fiori

teamLab Planets Tokyo: Cammina nell’acqua, galleggia tra i fiori

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Tempo di lettura: 6 minuti

C’è un posto a Tokyo dove l’arte non si guarda. Si attraversa. Si tocca. Si sente sotto i piedi. Un luogo dove cammini scalzo dentro vasche d’acqua tiepida, perdi l’equilibrio in stanze che affondano e ti ritrovi circondato da fiori sospesi che respirano con te.

Sto parlando di teamLab Planets TOKYO DMM, uno dei due spettacolari musei immersivi creati dal celebre collettivo artistico giapponese teamLab (l’altro è il famoso teamLab Borderless, situato ora ad Azabudai Hills). teamLab Planets si trova a Toyosu, a pochi minuti dalla baia di Tokyo.

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Cosa vedere al teamLab Planets TOKYO DMM

Leggi anche: Cosa vedere a Tokyo

Un’esperienza sensoriale firmata teamLab

Appena entri, ti chiedono di toglierti le scarpe. Non è solo una formalità. È l’inizio di un viaggio in cui il corpo diventa lo strumento principale di esplorazione. Ogni stanza ti mette alla prova: con l’acqua, con la luce, con la materia. Le opere digitali create dal collettivo teamLab si muovono, si deformano, cambiano a seconda della tua presenza. Tu entri, e l’arte ti risponde.

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Le installazioni principali: quando l’arte si attraversa

The Infinite Crystal Universe

Un tunnel fatto di specchi e luci LED. Ti trovi immerso in uno spazio infinito, come un cielo stellato tridimensionale che si accende e si spegne intorno a te. Puoi controllare la luce con il tuo smartphone, creando galassie e comete. Ma anche solo camminare lentamente è sufficiente: ogni tuo passo cambia la composizione della stanza. È come muoversi dentro una costellazione viva.

Drawing on the Water Surface Created by the Dance of Koi and People

Cammini dentro una grande vasca d’acqua tiepida, con le proiezioni di carpe koi che nuotano attorno ai tuoi piedi. Si spostano quando ti avvicini, si moltiplicano, cambiano colore. Se le tocchi, si trasformano in fiori di luce che si disperdono sulla superficie dell’acqua. Un’installazione che ti costringe a rallentare, a stare attento a ogni passo e a meravigliarti come un bambino.

Floating Flower Garden

Una stanza riempita da migliaia di orchidee vere, sospese in aria. Appena entri, i fiori si alzano lentamente, creando uno spazio vuoto solo per te. È come se il giardino ti riconoscesse, ti accogliesse, ti lasciasse respirare con lui. Il profumo è reale. Il silenzio, totale. Un’esperienza meditativa firmata teamLab, che ti isola dal mondo esterno e ti avvolge in una calma irreale.

Soft Black Hole – Your Body Becomes a Space That Influences Another Space

Una stanza nera, completamente imbottita. Il pavimento affonda sotto i piedi, ti costringe a cercare l’equilibrio, a usare mani e gambe.
Ogni movimento si trasmette agli altri visitatori. È uno spazio che ti destabilizza, letteralmente, ma che ti fa riflettere su come occupiamo e modifichiamo lo spazio intorno a noi.

Expanding Three-dimensional Existence in Transforming Space

Una sala dove pareti, pavimento e soffitto sono ricoperti da proiezioni digitali continue. Figure geometriche si espandono, collassano, esplodono nello spazio.  La percezione si perde. Non sai più se stai camminando o galleggiando. Un’esperienza visiva potente e ipnotica, nello stile inconfondibile del collettivo teamLab.

 

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Il collettivo teamLab

Tutto questo nasce dal genio del collettivo artistico teamLab, fondato nel 2001 e composto – come amano definirsi loro stessi – da un “gruppo interdisciplinare di ultratecnologi”, che da anni lavorano per creare opere capaci di unire arte, scienza, tecnologia, design e natura.

Il collettivo è formato da artisti, programmatori, ingegneri, matematici, architetti e specialisti di animazione digitale (CG animation). teamLab aveva già conquistato il pubblico italiano nel 2015 con due spettacolari installazioni realizzate nel Padiglione Giapponese all’Expo di Milano.

Dopo due anni di ricerca e progettazione, con il supporto di DMM.com, teamLab ha dato vita a teamLab Planets, creando un museo immersivo dove arte e corpo si fondono in un’esperienza sensoriale unica e coinvolgente. Un nuovo modo di vivere l’arte, in cui il visitatore è parte attiva e protagonista assoluto delle opere stesse.

Cosa rende unico teamLab Planets rispetto al Borderless?

A differenza del teamLab Borderless, dove le opere digitali migrano da una stanza all’altra, qui l’interazione è diretta, fisica, corporea.
Cammini nell’acqua, tocchi, perdi l’equilibrio, ti fermi. Il corpo è il vero protagonista di questo museo.

Dove fare i biglietti per il teamLab Planets TOKYO DMM

I biglietti per il teamLab Planets si possono acquistare sia direttamente al museo che sul qui. Ti consiglio però assolutamente di prenderli online in anticipo, perché ogni giorno possono entrare solo un numero limitato di persone e si esauriscono in fretta.

Dove mangiare nei dintorni di teamLab Planets

Dopo un’esperienza sensoriale così intensa, ecco tre luoghi imperdibili dove gustare del buon cibo giapponese:

  • Toyosu Senkyaku Banrai, un nuovissimo villaggio gastronomico tradizionale, a soli 5 minuti a piedi. Sushi, ramen e street food per tutti i gusti.

  • Sushidai al Toyosu Market, storico ristorante famoso per l’omakase e il sushi freschissimo, a 10 minuti a piedi.

  • LaLaport Toyosu, centro commerciale fronte mare, con tantissimi ristoranti per un pasto più veloce.

Il mio consiglio

Vai al mattino, nei giorni feriali, e prenditi tutto il tempo. TeamLab Planets non è solo una mostra. È un luogo dove rallentare, stupirsi, riconnettersi con i sensi. Se ti lasci andare, potresti uscirne diverso da come sei entrato.

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Tsukuda: il volto segreto di Tokyo

Tsukuda: il volto segreto di Tokyo

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Tempo di lettura: 7 minuti

Tsukuda è un quartiere unico nel cuore di Tokyo che conserva un’atmosfera storica e tranquilla, in netto contrasto con il ritmo frenetico della metropoli. Situata lungo il fiume Sumida, quest’area offre una miscela affascinante di tradizione e modernità, rendendola una destinazione perfetta per chi cerca un’esperienza autentica. 

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14 giorni in Giappone: l'itinerario che consiglio

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Cosa vedere a Tsukuda

Le origini e la storia di Tsukuda

Tsukuda-jima è un’isola artificiale con una storia che risale al periodo Edo. Fu creata per ospitare i pescatori provenienti da Osaka che portarono con sé la tradizione del “tsukudani”, un piatto conservato in salsa di soia ancora oggi famoso in Giappone. Passeggiare lungo le strade strette di quest’isola è come fare un tuffo nel passato.

Durante la mia visita, sono rimasto colpito dalla tranquillità di questa zona, un piccolo angolo di storia che sembra quasi dimenticato nel tempo. Le case basse e tradizionali contrastano con i moderni grattacieli visibili sullo sfondo, creando uno skyline unico e suggestivo.

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Santuario Sumiyoshi

Il Santuario Sumiyoshi è uno dei luoghi più emblematici di Tsukuda. Dedicato alle divinità protettrici dei marinai e dei viaggiatori, questo santuario è noto per la sua architettura tradizionale e l’atmosfera serena. Una visita qui offre un momento di pace e la possibilità di ammirare le usanze religiose giapponesi.

Le origini del Santuario Sumiyoshi risalgono al periodo Edo, quando venne costruito per proteggere i pescatori e i marinai che vivevano a Tsukuda. È uno dei santuari Sumiyoshi presenti in Giappone, noti per il loro legame con il mare e la navigazione. L’architettura del santuario, con il suo tipico stile Sumiyoshi-zukuri, riflette l’influenza dei santuari deicati alle divinità del mare della zona di Osaka, città di origine dei pescatori che si stabilirono qui.

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Parco Tsukuda

Per una vista mozzafiato sul fiume Sumida e sullo skyline di Tokyo, il Parco Tsukuda è una tappa obbligata. Questo spazio verde è ideale per una passeggiata rilassante o un picnic. Da qui, si possono scattare splendide foto degli edifici moderne che si ergono sulla baia.

Camminando per il parco, ho avuto modo di apprezzare come Tokyo sia davvero una città d’acqua, un aspetto che spesso si dimentica. Il riflesso degli edifici sul fiume e l’atmosfera tranquilla del parco creano un’armonia perfetta.

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Case tradizionali e stradine

Uno degli aspetti più affascinanti di Tsukuda è la presenza di case tradizionali in legno e stradine acciottolate che evocano il Giappone di un tempo. Esplorare questi angoli nascosti permette di scoprire il lato più autentico di Tokyo.

Durante il mio giro, mi ha colpito particolarmente un edificio in legno in stile tradizionale che sembra raccontare storie di un’epoca lontana.

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Tsukudakobashi

Il ponte Tsukudakobashi è uno dei simboli storici di Tsukuda. Costruito originariamente nel periodo Edo, collegava l’isola di Tsukuda con la terraferma e fungeva da punto di passaggio per i pescatori e gli abitanti locali. La versione attuale del ponte, sebbene ristrutturata, mantiene l’aspetto e il fascino del passato con la sua struttura semplice.

Attraversando Tsukudakobashi, si può percepire l’antica atmosfera del quartiere e godere di una prospettiva unica sulle case tradizionali e sui moderni grattacieli che lo circondano. È un luogo perfetto per scattare foto e immergersi nella storia di questa affascinante area.

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Tsukuda Machikado Museum

Questo piccolo museo locale è una tappa imperdibile per chi vuole approfondire la storia e le tradizioni di Tsukuda. Al suo interno sono esposti oggetti antichi, documenti e fotografie che raccontano la vita quotidiana di questo affascinante quartiere. Inoltre, è possibile ammirare un magnifico mikoshi, il palanchino sacro utilizzato durante il matsuri di Tsukuda, una festa tradizionale che anima il quartiere con colori e tradizioni.

Residenza della famiglia Iida

La Residenza della famiglia Iida è una storica dimora risalente al periodo Taisho con successivi ampliamenti negli anni Showa. Originariamente appartenente a un grossista di pesce, questa residenza è sopravvissuta sia al Grande Terremoto del Kanto che ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, mantenendo intatta l’atmosfera del villaggio di pescatori dell’epoca.

All’interno, si possono osservare dettagli come un pavimento in terra battuta, un pozzo e una vasca per i pesci, che offrono uno spaccato autentico della vita quotidiana di allora. Recentemente restaurata, questa residenza è stata riconosciuta come Bene Culturale Tangibile e rappresenta un’importante testimonianza della storia di Tsukuda.

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Tsukudani

Non puoi visitare Tsukuda senza assaggiare il famoso “tsukudani”. Questo piatto è composto da ingredienti come pesce, alghe o molluschi cotti lentamente in salsa di soia dolce. Per una degustazione autentica, ti consiglio di visitare Tsukuda Minamoto Tanakaya, un negozio storico vicino al ponte Tsukuda Ohashi. Qui puoi acquistare tsukudani preparati secondo le ricette tradizionali.

Se preferisci un pasto completo, esplora i piccoli ristoranti e caffè lungo le stradine del quartiere, dove il tsukudani viene spesso servito come accompagnamento a piatti locali. Tra i locali più consigliati dai giapponesi ci sono Tsukudani Marukyu, conosciuto per la sua storia di lunga tradizione iniziata 160 anni fa, e Tsukuda Tenyasu, famoso per la preparazione artigianale di questo piatto.

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Conclusione

Tsukuda è una gemma nascosta di Tokyo che combina storia, cultura e bellezze naturali. Che tu sia un appassionato di storia, un amante della cucina o semplicemente in cerca di una pausa dal trambusto della città, questo quartiere ha qualcosa da offrire.

Camminando per le sue strade in una mattina fredda e nuvolosa, ho avuto l’impressione di trovarmi in un’altra Tokyo, lontana dal caos cittadino. La prossima volta che visiti Tokyo, non perderti l’opportunità di esplorare Tsukuda!

Mappa di Tsukuda

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teamLab Borderless Tokyo: il museo digitale a Azabudai Hills

teamLab Borderless Tokyo: il museo digitale a Azabudai Hills

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Tempo di lettura: 5 minuti

Dopo il successo mondiale della sua prima sede a Odaiba, il teamLab Borderless riapre a Tokyo, all’interno del futuristico complesso Azabudai Hills, portando l’arte digitale a un nuovo livello.
Il nuovo teamLab Borderless: MORI Building DIGITAL ART MUSEUM è stato inaugurato nel febbraio 2024, offrendo un’esperienza ancora più immersiva e coinvolgente.

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Cosa vedere al teamLab Borderless: MORI Building DIGITAL ART MUSEUM

Leggi anche: Cosa vedere a Tokyo

Un museo senza confini: arte digitale in movimento

Questo innovativo museo d’arte digitale non ha pareti, cornici o percorsi fissi. Le installazioni si muovono liberamente, si trasformano davanti agli occhi del visitatore e interagiscono con l’ambiente circostante.

Il concetto di “Borderless” riflette l’essenza del museo: un luogo dove arte, tecnologia, natura e corpo umano si fondono, creando uno spazio sensoriale unico al mondo

Borderless World

È la parte più iconica del museo. Un labirinto di luce e suoni, dove ogni stanza è collegata all’altra e nulla resta immobile. Le opere digitali si muovono, cambiano forma, passano attraverso i muri. Puoi restare fermo e vedere il mondo trasformarsi intorno a te, oppure seguirle, lasciarti guidare dal flusso. Qui dentro, l’arte ha vita propria. Non ci sono confini, solo emozioni che scorrono da una parete all’altra.

Forest of Resonating Lamps

Una stanza che sembra uscita da un sogno. Decine di lanterne sospese che si accendono al tuo passaggio, reagendo ai movimenti in modo armonioso e silenzioso. Il colore di una lanterna si propaga alle altre, come un’onda di luce che attraversa la stanza. Ogni visita è diversa, ogni passo crea una nuova combinazione. Un’esperienza poetica, delicata, perfetta per rallentare e respirare bellezza.

Athletics Forest

Qui l’arte si vive con il corpo. Un’area pensata per il movimento, per saltare, arrampicarsi, esplorare. Le superfici sono irregolari, i pavimenti inclinati, gli spazi sorprendenti. Ogni azione genera una reazione visiva: una cascata di luci, un suono improvviso, una nuova forma che appare. Non serve essere bambini per divertirsi. Serve solo lasciarsi andare.

Future Park

Una zona creativa, pensata per i più piccoli, ma irresistibile anche per gli adulti. Puoi disegnare un animale e vederlo prendere vita su un grande schermo. Puoi creare città, inventare scenari, interagire con quello che hai appena immaginato. È uno spazio collaborativo, che premia la fantasia. Perfetto se viaggi in famiglia, ma anche se vuoi tornare bambino per qualche minuto.

EN Tea House

Una sala da tè dove ogni tazza diventa un’opera d’arte. Ordini il tuo tè, ti siedi, aspetti. E poi succede qualcosa: un fiore di luce sboccia nella tua tazza, fluttua sopra il liquido, reagisce ai tuoi movimenti.  Un rituale lento e ipnotico, che unisce tradizione giapponese e innovazione tecnologica. Qui l’esperienza diventa contemplazione.

 

Il collettivo teamLab Tokyo

Tutto questo è stato creato dal teamLab, un collettivo artistico fondato nel 2011 e formato come è scritto nel loro sito da “un gruppo interdisciplinare di ultratecnologi” che cercano di unire arte, scienza, tecnologia, design e lo studio della natura. teamLab è formato da artisti, programmatori, ingegneri, esperti di CG animation, matematici e architetti che avevano già dato prova delle loro capacità all’Expo di Milano nel 2015 con due installazione nel Padiglione Giapponese. Grazie all’appoggio di Mori Building Co e lavorando due anni al progetto teamLab è riuscito a creare qualcosa di nuovo, un modo nuovo,secondo me, di fare e vivere l’arte.

Dove fare i biglietti per MORI Building Digital Art Museum

I biglietti si possono acquistare direttamente al museo oppure qui, vi consiglio di prenderli online in anticipo perchè vengono fatte entrare un numero limitato di persone al giorno per cui vanno esauriti velocemente, e se avete la possibilità evitate i weekend e andate un po’ prima dell’apertura così evitate le lunghe file che si creano durante la giornata. Io sono andato di venerdì alle 10 del mattino,il biglietto l’avevo preso sul sito un mese prima, per entrare ho atteso circa 15 minuti, ma quando sono uscito alle 13 c’era una fila di persone di più di 100 metri e un cartello diceva che per quel giorno non si potevano più acquistare biglietti al museo perché esauriti.

Perché visitare il teamLab Borderless a Tokyo

Il teamLab Borderless Tokyo è molto più di un museo: è un viaggio immersivo in un mondo digitale senza confini, dove la tecnologia incontra l’emozione, e l’arte prende vita davanti ai tuoi occhi.
Se stai pianificando un viaggio in Giappone, questa tappa è assolutamente imperdibile.

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