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Ueno: tutto quello che c’è da sapere sul parco più famoso di Tokyo

Ueno: tutto quello che c’è da sapere sul parco più famoso di Tokyo

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Tempo di lettura: 23 minuti

Prima di venire la prima volta, avevo l’idea di Ueno formata guardando anime e manga degli anni ’90. Un parco con un laghetto, coppie su barchette a remi, ciliegi in fiore. Come sempre la realtà è più complicata e più interessante.

Ueno vale una giornata intera, non una mezza mattinata. Il parco in sé è gratuito, ma al suo interno si nascondono un santuario ricoperto d’oro, un tempio sospeso sulla collina, uno stagno con una storia che attraversa secoli, uno dei santuari più antichi e nascosti di Tokyo, cinque musei importanti e lo zoo più antico del Giappone. Se vai convinto di “darci un’occhiata veloce”, torni a casa con la lista delle cose non viste ancora più lunga.

La distanza da Asakusa è di soli 2 km a piedi, il che rende Ueno una tappa naturale per chi alloggia nel nord di Tokyo o arriva dall’aeroporto di Narita in Skyliner.

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Informazioni pratiche su Ueno

Come arrivareJR Yamanote / Keihin-Tohoku → Ueno Station (uscita Park Exit), 5 min a piedi. Tokyo Metro Ginza/Hibiya → Ueno Station, 10 min. Da Narita: Keisei Skyliner fino a Ueno in ~36 min.
Ingresso al parcoGratuito
Museo Nazionale di Tokyo1.000 yen (adulti) · Under 18 e over 70: gratis · Mar–dom 9:30–17:00, ven–sab fino alle 20:00 · Chiuso lunedì
Museo Nazionale di Scienze630 yen (adulti) · Mar–dom 9:00–17:00 · Chiuso lunedì
Zoo di Ueno600 yen (adulti) · Bambini under 12: gratis · Mar–dom 9:30–17:00, ultimo ingresso 16:00 · Chiuso lunedì
Museo d'Arte Occidentale500 yen (coll. permanente) · Chiuso lunedì
Museo Shitamachi300 yen (adulti) · Mar–dom 9:30–16:30
Toshogu — cortile interno500 yen · accesso al vialetto: gratuito
Gojo Tenjin-sha / Hanazono InariGratuito · 9:00–17:00
Noleggio barche (stagno)~700–800 yen / 30 minuti · verifica prezzi aggiornati in loco
Stagione miglioreFine marzo–inizio aprile (hanami) · autunno per il foliage · evita luglio–agosto
Budget orientativo1.600–2.100 yen se visiti zoo + 2 musei. Il parco e i templi non costano nulla.
Voto Rudy⭐⭐⭐⭐⭐ per il Museo Nazionale · ⭐⭐⭐⭐ per il parco in generale

Cosa vedere a Ueno

La storia, quella che non ti aspetti

Ueno non è sempre stato un parco pubblico. Per quasi tre secoli è stato il territorio del tempio Kaneiji, fondato nel 1625 dallo shogun Tokugawa Hidetada come tempio protettore della capitale Edo, quella che oggi chiamiamo Tokyo. Era uno dei complessi religiosi più grandi e potenti del Giappone, con oltre 35 strutture al suo interno e migliaia di monaci.

Poi, nel maggio del 1868, tutto cambiò in pochi giorni. Durante la Battaglia di Ueno, le forze imperiali che volevano restaurare il potere dell’imperatore Meiji sconfissero i fedeli dello shogunato asserragliati qui, circa 2.000 uomini detti Shōgitai. Le truppe imperiali diedero fuoco all’edificio principale. In un solo giorno, secoli di storia bruciarono. Su 35 strutture, ne sopravvissero pochissime.

Camminare oggi per il parco sapendo questo cambia la prospettiva. Quella pagoda a cinque piani visibile dall’esterno dello zoo? Era qui. Quei templi che la maggior parte dei visitatori sfiora senza fermarsi? Erano qui. Il parco è nato sopra le macerie di qualcosa che non c’è più, e lo senti, se ci pensi.

Santuario di Toshogu

È il punto più bello del parco, senza esitazione. Il Santuario di Toshogu è dedicato allo shogun Tokugawa Ieyasu, colui che unificò il Giappone nel 1603, e fu costruito nel 1627. Sopravvisse miracolosamente alla battaglia del 1868, al terremoto del 1923 e ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Il portone principale, il Karamon, è completamente ricoperto d’oro. Non è una metafora: c’è oro sulle decorazioni, sulle lanterne, sulle colonne. Il contrasto con la vegetazione intorno è visivamente assurdo. Arrivi aspettandoti un santuario come tanti, e trovi qualcosa di completamente diverso.

Le 48 lanterne in pietra lungo il vialetto d’accesso sono state donate da feudatari da tutto il Giappone, una forma di omaggio al potere dei Tokugawa che si è cristallizzata in pietra quasi 400 anni fa e sono ancora qui a testimoniarlo. Vale la pena fermarsi a guardarle.

Accesso al vialetto: gratuito. Accesso al cortile principale con il Karamon dorato: 500 yen. Secondo me è uno dei 500 yen meglio spesi a Tokyo.

Tempio Toshogu a Ueno, Tokyo

Tempio Kiyomizu Kannon

Il nome non è un caso: il Tempio Kiyomizu Kannon è ispirato al celebre Kiyomizu-dera di Kyoto, e come quello si trova su una terrazza con vista, in questo caso sullo stagno Shinobazu. Non aspettarti la stessa grandiosità. Il tempio è piccolo, raccolto, e le somiglianze architettoniche con Kyoto sono limitate.

Vale la salita, non ci vogliono più di 5 minuti, per la vista sullo stagno dall’alto, per l’atmosfera (quasi nessun turista occidentale si ferma qui), e per una curiosità: ogni settembre, nel tempio viene officiata una cerimonia in cui vengono bruciate le bambole portate in dono da donne che desideravano avere figli e che ora ringraziano. È dedicato a Kannon, dea della misericordia. Entra nella categoria delle cose che non trovi sulle guide standard.

Tempio Kaneji

Del grande Kaneiji originale rimane poco. Il tempio attuale, a nord-ovest del parco, fuori dall’area più frequentata  è un’ombra di quello che era. All’interno del parco sopravvivono la pagoda a cinque piani, visibile dall’esterno dello zoo, e alcune strutture sparse.

Devo essere onesto: il tempio, così com’è oggi, non mi ha trasmesso granché da un punto di vista visivo. Il valore è nella storia che ci sta dietro, quella che ho raccontato prima, non nell’esperienza di oggi. Ma se hai letto fin qui, avrai già un motivo in più per fermarti davanti alla pagoda invece di passarci accanto.

Leggi anche: Cosa vedere a Tokyo

Lo stagno Shinobazu: una storia che dura da secoli

Quello che immaginavo fosse un “laghetto romantico” è in realtà uno stagno con una storia secolare che non ha niente a che fare con le barchette a pedali.

Lo stagno Shinobazu si è formato quando il mare della baia di Tokyo si ritirò, trasformando la zona in palude. Nel Seicento, il monaco Jigen Daishi ne modificò la forma per ricordare il lago Biwa di Kyoto, aggiungendo un’isola artificiale al centro. Poi arrivò il periodo Meiji e una parte fu interrata per una pista da corsa per cavalli. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu prosciugato per trasformarlo in risaie. Dopo la guerra rischiò di diventare un campo da baseball, il progetto andò avanti per anni e ci mancò poco che si realizzasse. Per fortuna nel 1949 fu deciso di ripristinarlo.

Lo stagno è diviso in tre parti. La zona dei cormorani a nord-ovest ospita circa 10.000 uccelli tra migratori e stanziali. La zona del loto a est fiorisce in estate, solitamente luglio e agosto, con uno spettacolo che vale il viaggio da solo. La zona delle barche è quella che ho visto nei manga: pedalò a forma di cigno, attivi dal 1939. Ci sono entrato. Funziona.

Il Tempio Bentendo: l’isola al centro dello stagno

Sull’isola artificiale al centro dello stagno si trova il Tempio Bentendo, dedicato a Benzaiten, divinità dell’acqua, della musica e della prosperità. L’isola fu costruita sul modello dell’isola di Chikubu nel lago Biwa, altro riferimento al Biwa che il monaco Jigen Daishi ha dato al suo progetto paesaggistico. Si raggiunge a piedi attraverso il pontile che attraversa la zona dei loto.

Il tempio è piccolo, frequentato soprattutto da locali. Durante il nuovo anno giapponese, all’inizio di gennaio, si affolla di persone che vengono a pregare, Benzaiten è tra le Sette Divinità della Fortuna. Se ci vai in quel periodo, metti in conto la folla.

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Gojo Tenjin-sha: il santuario più antico

Il Gojo Tenjin-sha è uno dei santuari più antichi di Tokyo, e uno dei meno visitati dai turisti stranieri nonostante si trovi a pochi passi dallo stagno. La leggenda vuole che fosse fondato quasi 1.900 anni fa da Yamato Takeru no Mikoto, il guerriero leggendario che unificò il Giappone e che si fermò qui in segno di gratitudine agli dei. Nella forma attuale risale al 1928, dopo essere stato spostato più volte.

Le divinità principali sono Okuninushi no Mikoto e Sukunahikona no Mikoto, i due dei che, secondo il Kojiki e il Nihon Shoki, girarono il Giappone diffondendo la conoscenza della medicina. Per questo ci vengono famiglie con malati gravi, studenti di medicina, persone che cercano guarigione. L’atmosfera è diversa da quella del Toshogu, meno imponente, più raccolta.

Nel recinto del Gojo Tenjin-sha si trova anche il Hanazono Inari Shrine, con il suo tunnel di torii vermiglio, l’Inarizaka, che scende lungo la collina verso lo stagno. Inari è la divinità della fertilità e del riso, e i torii sono stati donati nel tempo da famiglie e aziende in segno di ringraziamento.

 L’Ana Inari: il santuario nella grotta

Lungo il percorso del Hanazono Inari, quasi nascosto nella collina, c’è un cancello vermiglio più piccolo degli altri. Si apre su un corridoio stretto e buio, scavato nella roccia, che porta a un piccolo altare. È l’Ana Inari, letteralmente “santuario Inari nella grotta”. Santuari di questo tipo, ricavati direttamente nel suolo o nella roccia, sono rarissimi in Giappone.

L’origine esatta non è documentata, ma la tradizione vuole che la grotta fosse già un luogo sacro prima ancora che venisse costruito il complesso del Kaneiji nel Seicento. L’oscurità del corridoio, le statuette di kitsune, le volpi messaggere di Inari, con i loro bavaglini rossi, la sensazione di entrare letteralmente sotto terra per pregare: è uno di quei posti che o ignori completamente o non dimentichi.

Le fotografie all’interno dell’Ana Inari sono vietate. Puoi documentare il cancello d’ingresso e il corridoio dall’esterno, ma una volta dentro si rispetta il divieto. È piccolo e puoi visitarlo in pochi minuti, ma vale la pena cercare il cancello invece di passarci accanto.

Il 3 febbraio, per il Setsubun, si svolge qui una cerimonia particolare chiamata Ukera-no-shinji: dopo il lancio dei fagioli contro gli spiriti maligni, si vendono gli ukera-mochi, dolci di riso abbinati a un’erba chiamata okera. Si dice che grigliarli e mangiarli ti protegga dalle malattie per un anno intero. Ne ho comprato uno con un po’ di scetticismo… ma non si sa mai.

Come arrivarci: dal vialetto principale del parco, segui i cartelli verso lo stagno Shinobazu. Il Gojo Tenjin-sha si trova sul pendio tra il Kiyomizu Kannon e lo stagno. La maggior parte dei visitatori gli passa davanti senza riconoscerlo.

È uno di quei posti che metto sempre quando accompagno qualcuno a Ueno, non perché sia spettacolare, ma perché dà una misura di quanto si perde se si resta sul percorso standard. Se vuoi una giornata a Ueno con qualcuno che conosce questi angoli, c’è il servizio di guida privata in fondo all’articolo.

Gojo ueno cosa vedere Tokyo

I musei del parco di Ueno

Ueno ha il più alto numero di musei nazionali per chilometro quadrato in tutto il Giappone. Non è una battuta. All’interno o nelle immediate vicinanze del parco trovi cinque istituzioni di livello internazionale. Il problema è che non si visitano tutte in un giorno, a meno che non voglia uscirne stordito. Meglio sceglierne uno o due.

Se stai costruendo l’itinerario di Tokyo e non sai come bilanciare Ueno con il resto della città, è esattamente il tipo di domanda che si risolve in mezz’ora di consulenza , senza arrivare lì e scoprire che hai saltato il museo sbagliato o che avevi il giorno sbagliato.

Museo Nazionale di Tokyo

È il museo più grande e più antico del Giappone, fondato nel 1872. Raccoglie oltre 117.000 opere, di cui 89 sono Tesori Nazionali. La collezione permanente: armature samurai, sculture buddhiste, ceramiche, ukiyo-e, reperti archeologici, richiede almeno 2–3 ore per una visita decente. Io ogni volta ne passo di più.

L’edificio principale, l’Honkan, risale al 1937 e mescola lo stile imperiale giapponese con l’architettura dell’era Showa. Vale la pena anche solo guardarlo dall’esterno, prima di entrare. Nel cortile, quando il giardino è aperto (di solito in primavera e autunno), c’è una teahouse che poca gente trova.

Ingresso collezione permanente: 1.000 yen (adulti). Gratis per under 18 e over 70. Mostre temporanee: biglietto separato. Aperto martedì–domenica 9:30–17:00, venerdì e sabato fino alle 20:00. Chiuso il lunedì.

Museo Nazionale di Scienze Naturali

Il Museo Nazionale di Scienze Naturali è quello con il grande scheletro di balenottera blu appeso al soffitto all’entrata. La sezione sui dinosauri è ben curata, con scheletri montati in postura naturale. C’è anche una sezione interattiva di fisica e robotica, più orientata ai bambini ma onestamente non noiosa nemmeno per gli adulti. Ingresso: 630 yen. Aperto martedì–domenica 9:00–17:00.

Museo Nazionale d’Arte Occidentale

L’edificio è stato progettato da Le Corbusier nel 1959 ed è dal 2016 patrimonio dell’Umanità UNESCO. La collezione permanente è focalizzata sull’arte europea, soprattutto Impressionismo e Post-Impressionismo: Monet, Renoir, Rodin. Se sei interessato all’architettura, vale la pena anche solo l’esterno. Ingresso collezione permanente: 500 yen.

Museo Shitamachi

È il museo che apprezzo di più e che consiglio di meno ai turisti con poco tempo, il che è un paradosso che devo spiegare. Il Museo Shitamachi racconta il quartiere popolare di Tokyo tra la fine del periodo Meiji e l’inizio dello Showa, prima che terremoti e bombardamenti lo cancellassero. Gli ambienti sono ricostruiti in scala reale: una bottega di caramelle, una casa operaia, un bagno pubblico. Ci cammini dentro.

Senza un minimo di contesto storico, si rischia di non capire cosa si sta guardando. Se conosci già un po’ il periodo, o se hai visto qualcosa sull’atmosfera dello shitamachi,  è uno dei musei più toccanti che troverai a Tokyo. Ingresso: 300 yen.

Lo zoo di Ueno: senza panda, ma non senza sorprese

Quando esci dalla stazione di Ueno, i cartelli con i panda sono ancora ovunque. Ma i panda non ci sono più. Xiao Xiao e Lei Lei, i gemelli nati allo zoo nel 2021, sono tornati in Cina il 27 gennaio 2026, anticipo di un mese rispetto alla scadenza dell’accordo di prestito bilaterale. Il Giappone è per la prima volta senza panda dal 1972, da quando Cina e Giappone normalizzarono le relazioni diplomatiche. I genitori Ri Ri e Shin Shin erano già rientrati in Cina a settembre 2024.

C’è anche un sottofondo diplomatico: il governo giapponese ha chiesto alla Cina un nuovo prestito, ma le relazioni tra i due paesi si sono deteriorate dopo le dichiarazioni del primo ministro Takaichi sulla Taiwan. La risposta, per ora, è stata un silenzio eloquente. Non è detto che i panda tornino presto. Forse non tornano affatto. Lo zoo ha ancora i cartelli, ma l’enclosure è vuota.

Detto questo, lo zoo di Ueno è il più antico del Giappone, inaugurato nel 1882, e ospita molto altro. Lo Shoebill, una specie di pellicano preistorico con lo sguardo fisso nel vuoto, è diventato un’icona in Giappone proprio grazie agli esemplari di Ueno. I polari bianchi, con la loro piscina osservabile attraverso il vetro. Gli elefanti asiatici, specie in via di estinzione. L’area degli animali giapponesi, accanto alla pagoda a cinque piani che sopravvisse alla Battaglia di Ueno.

Devo essere diretto anche su un’altra cosa: lo zoo risente della sua età. Alcune gabbie hanno dimensioni che fanno storcere il naso. Non ho visto animali maltrattati, ma qualcuno sembrava annoiato. Il confronto con zoo moderni è impietoso. Lo dico non per scoraggiarti, ma perché arrivi sapendolo.

Per i bambini è fantastico. Per chi voleva i panda: questa volta no. Ingresso: 600 yen (adulti). Under 12: gratis. Aperto martedì–domenica 9:30–17:00. Chiuso lunedì.

Zoo Ueno cosa vedere Tokyo

Quando andare a Ueno: i festival per stagione

Ueno non è solo un posto da vedere, è un posto che cambia completamente a seconda del periodo in cui ci vai. C’è un matsuri quasi ogni stagione, ognuno con un carattere diverso. Non tutti sono da “turista in Giappone”: alcuni sono cerimonie molto locali, frequentate quasi solo da residenti di Taito Ward. Quelli sono, spesso, i più interessanti.

Gennaio-Febbraio: peonie invernali e l’Ukera-no-shinji

Il giardino di peonie del Toshogu apre anche in inverno, una cosa che quasi nessuno sa. Le piante sono protette da strutture di paglia chiamate waragoya, piccole capanne coniche che coprono ogni fiore. L’effetto visivo è strano e bellissimo: un giardino innevato con queste capanne di paglia sparse dappertutto, e dentro ognuna una peonia in fiore. Pochissima gente. Se sei a Tokyo in gennaio o febbraio, è uno dei momenti migliori per il Toshogu. Ingresso al giardino: 1.000 yen.

Il 3 febbraio, per il Setsubun, al Gojo Tenjin-sha si tiene l’Ukera-no-shinji, già descritto nella sezione dedicata al santuario. È una cerimonia con più di 1.000 anni di storia documentata: il dramma dello oni sconfitto, il fuoco dell’ukera, la vendita degli ukera-mochi. Libero, raro, quasi senza turisti stranieri.

Febbraio-Marzo: Ume Matsuri allo Yushima Tenjin

Tecnicamente è a 10 minuti a piedi da Ueno Park, non dentro il parco. Ma lo Yushima Tenjin è nell’orbita naturale di Ueno e si abbina perfettamente a una giornata lì, quindi lo cito.

Lo Yushima Tenjin è un santuario dedicato a Sugawara no Michizane, il dio della cultura e dell’apprendimento, e lo stesso Tenjin che è anche co-divinità del Gojo Tenjin-sha. Ogni anno da inizio febbraio a inizio marzo si tiene l’Ume Matsuri: le prugne del giardino, circa 300 piante, fioriscono prima dei ciliegi, in una gamma di bianchi e rosa che ha una qualità visiva completamente diversa dall’hanami. Meno spettacolare, più elegante.

Durante il festival ci sono bancarelle di cibo, concerti di musica tradizionale nei weekend, e a volte matrimoni shintoisti che puoi osservare dall’esterno del cortile. È tutto gratuito. Il motivo per cui lo consiglio: è meno conosciuto dei ciliegi, il parco non è affollato, e Yushima ha un carattere completamente diverso da Ueno, silenzioso, un po’ fuori dal tempo.

Fine marzo-inizio aprile: Ueno Sakura Matsuri

L’Ueno Sakura Matsuri è il festival più conosciuto del parco, e anche il più affollato. Circa 800 somei-yoshino lungo il viale principale, 800 lanterne appese che si accendono al tramonto, bancarelle di cibo, musica dal vivo, il Kotobuki Lion Dance dell’Edo. È autentico: i giapponesi vengono qui a fare hanami da oltre 400 anni, da quando il monaco Tenkai fece piantare i primi ciliegi sui terreni del Kaneiji.

La verità sull’affollamento: durante il picco il parco è talmente pieno che camminare è difficile. Se vuoi la foto con poca gente, vai all’alba. Se preferisci l’atmosfera della folla, la sera, con i teli blu dei picnic e i chioschi accesi, è effettivamente bella a modo suo. Sono due esperienze diverse, entrambe valide.

La fioritura dura in media 10–14 giorni, ma la data cambia ogni anno in base alle temperature invernali. Non pianificare con due mesi di anticipo sperando di indovinare il picco. Prima di partire controlla le previsioni su Japan Meteorological Corporation o Weathernews Japan. Nel tour di primavera finalizzo sempre l’itinerario nelle settimane precedenti la partenza, proprio per questo.

Aprile-maggio: Festival delle Peonie al Toshogu (Botan Matsuri)

Il Botan Matsuri è una delle cose meno conosciute di Ueno tra i visitatori stranieri, e una delle più belle. Nel giardino di peonie del Toshogu, aperto nel 1980 come simbolo dell’amicizia sino-giapponese, fioriscono circa 600 piante di 110 varietà, arrivate da Cina, Francia e America. Il risultato è una sequenza di colori, rosso scarlatto, bianco puro, rosa antico, bordeaux, in uno spazio raccolto che ha ancora le lanterne di pietra intorno.

Il giardino è all’interno del recinto del Toshogu, quindi già di per sé vale i 500 yen del cortile interno. Il biglietto per le peonie costa 1.000 yen in più. Non è un’attrazione per tutti, ma se sei a Ueno in quel periodo, di solito da inizio aprile a inizio maggio, è un’alternativa silenziosa all’hanami. Niente folla, niente teli blu.

25 maggio: Gran Matsuri del Gojo Tenjin-sha

Ogni anno il 25 maggio, il Gojo Tenjin-sha celebra il suo festival principale. È una processione con mikoshi, i santuari portatili, portati a spalla per le strade al suono di flauti, tamburi e canti rituali. La processione è così lunga che non si vede la fine dall’inizio. Qualcosa che vale la pena fermarsi a guardare, anche solo cinque minuti.

Ogni pochi anni, non è un ciclo fisso, si tiene la versione grande, con la mikoshi portata in giro per tutto il parco di Ueno. Se capita durante la tua visita, non ignorarla: un matsuri di quartiere autentico, frequentato quasi solo da residenti, è una cosa rara a Tokyo quanto un santuario nella roccia.

Luglio-agosto: Ueno Natsu Matsuri

Il Natsu Matsuri dura un mese intero, dalla seconda settimana di luglio alla seconda di agosto, e si svolge intorno allo stagno Shinobazu. È alla sua 74ª edizione nel 2025, il che dovrebbe già dire qualcosa sulla solidità della tradizione.

Cosa succede durante il mese: ogni giorno c’è un mercato dell’antiquariato sul bordo del laghetto, dalle 14:00 alle 20:00. I venerdì, sabato e domenica ci sono bancarelle di cibo, musica dal vivo, taiko, shamisen, danze, e il bon odori, la danza tradizionale in cerchio aperta a tutti. Sull’Hasumi Deck vengono appesi 3.000 campanelli a vento (furin) che suonano con la brezza che sale dallo stagno.

La notte del 17 luglio (data che può variare di qualche giorno): il toro nagashi, lanterne di carta galleggianti sull’acqua dello stagno, accese al tramonto. È uno dei momenti visivamente più forti di Ueno in tutto l’anno. Vale la pena pianificare la visita intorno a quella sera se sei a Tokyo in quel periodo.

Nota tecnica: il Natsu Matsuri coincide con la fioritura del loto sulla zona est dello stagno. Se vai la mattina presto, entro le 9:00, i fiori sono aperti e l’atmosfera è completamente diversa da quella del pomeriggio festival. Due ore di differenza, due posti diversi.

L’estate a Tokyo è calda e umida in modo genuinamente difficile. Il Natsu Matsuri è bello, ma arrivaci la sera, non alle 14:00 sotto il sole. E porta qualcosa da bere.

Zoo Ueno cosa vedere Tokyo
Foto di EllieBellie25 - Own work, CC BY-SA 4.0, Link

Il consiglio di Rudy

Ueno richiede una giornata, non mezza. Come strutturarla:

Mattina (9:00–12:00): Santuario di Toshogu appena apre, poi Gojo Tenjin-sha + Hanazono Inari, poi Kiyomizu Kannon e giro dello stagno Shinobazu.

Pomeriggio (13:00–17:00): Uno o due musei. Il Museo Nazionale di Tokyo è imprescindibile. Se ti interessa la storia naturale, aggiungi quello delle Scienze.

Zoo: Solo se sei con bambini. Senza panda, il tempo si spende meglio nei musei o a esplorare i santuari.

Stagione: primavera per l’hanami e le peonie, autunno per l’atmosfera. Luglio–agosto per il Natsu Matsuri (ma il caldo è brutale, vai la sera). Inverno per le peonie sotto la paglia al Toshogu. Evita le mezze giornate d’agosto in piena estate.

Per combinare Ueno con Asakusa, Akihabara e il resto del nord di Tokyo in un itinerario sensato, contattami per una consulenza, è una di quelle pianificazioni che sembra semplice e non lo è.

Domande frequenti su Ueno

Vale la pena passarci solo un paio d'ore?

Puoi farlo, ma stai comunque vedendo meno della metà di quello che c’è. Se hai solo due ore, scegli: o fai il parco con i templi (gratis, subito), o vai diretto al Museo Nazionale. Non puoi fare entrambe le cose con calma.

Ueno è adatta per i bambini?

Sì. Lo zoo è la prima attrazione ovvia, anche senza panda, Shoebill, elefanti e polari bianchi funzionano. Il Museo delle Scienze con i dinosauri e il laghetto con le barchette completano bene una giornata con bambini.

Quanto costa visitare Ueno in totale?

Il parco è gratuito. Zoo + Museo Nazionale + Museo delle Scienze: circa 2.230 yen. I templi nel parco sono gratuiti o con offerta libera, tranne il cortile interno del Toshogu (500 yen).

C'è qualcosa di aperto di lunedì?

Quasi nulla di pagamento. Zoo, musei nazionali e la maggior parte delle attrazioni sono chiuse il lunedì. Il parco, i templi e il Gojo Tenjin-sha sono accessibili, ma non è il giorno giusto per Ueno.

I panda ci sono ancora?

No. Xiao Xiao e Lei Lei sono tornati in Cina il 27 gennaio 2026. Prima di loro, i genitori Ri Ri e Shin Shin a settembre 2024, e la sorella Xiang Xiang nel 2023. Il Giappone è senza panda per la prima volta dal 1972. Al momento non ci sono piani confermati per nuovi prestiti.

Ci sono festival a Ueno oltre all'hanami?

Sì, e sono distribuiti su tutto l’anno. A febbraio l’Ukera-no-shinji al Gojo Tenjin-sha (cerimonia rarissima, oltre 1.000 anni di storia). A febbraio–marzo l’Ume Matsuri allo Yushima Tenjin vicino al parco. Ad aprile–maggio il Botan Matsuri con le peonie al Toshogu. Il 25 maggio il Gran Matsuri del Gojo Tenjin-sha con la processione di mikoshi. Luglio–agosto il Natsu Matsuri: un mese intero di eventi intorno allo stagno, con il toro nagashi del 17 luglio come momento clou.

Com'è Ueno durante l'hanami?

Affollato oltre ogni misura. Vai all’alba per le foto tranquille, la sera per l’atmosfera dei picnic illuminati. Non aspettarti una passeggiata tranquilla nei momenti di punta.

Posso combinare Ueno con Asakusa nella stessa giornata?

Dipende da quanto vuoi fare a Ueno. Solo parco senza musei: sì, Asakusa è a 2 km a piedi. Con un museo: scegli uno dei due e dedicagli la giornata intera. Non cercare di fare tutto.

Mappa di Ueno

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Ikebukuro: shopping, cultura pop e tradizione

Ikebukuro: shopping, cultura pop e tradizione

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Tempo di lettura: 12 minuti

Ikebukuro è un’ area di Tokyo che fa parte del quartiere di Toshima, spesso descritta come la Akihabara per ragazze, ma anche come un luogo ideale per fare acquisti e divertirsi. Questo però non basta ad attrarre i turisti che spesso preferiscono visitare Shinjuku, Shibuya e Akihabara a Ikebukuro. Nella realtà Ikebukuro è molto più dell’essere “un altro quartiere dello shopping di Tokyo” come dicono molti. Ikebukuro rappresenta,secondo me, alla perfezione il dualismo della società giapponese. Se da un lato è moderno ed è un punto di riferimento per lo shopping sfrenato e la cultura pop, dall’altro mantiene un forte legame con le tradizioni attraverso i suoi antichi templi e i festival tradizionali. Per cui prima di rinunciare a visitarlo ti invito ad arrivare alla fine di questa guida su cosa vedere a Ikebukuro e forse cambierai idea.

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Cosa vedere a Ikebukuro

L’attacco dei giganti…commerciali

Ikebukuro è luogo di scontro a suon di offerte e sconti di due aziende: Tobu e Seibu. Le due si dividono la stazione di Ikebukuro: sopra l’uscita est c’è il centro commerciale Tobu e sopra l’uscita ovest quello Seibu. Ma perché proprio sopra la stazione? Il motivo è che Tobu e Seibu gestiscono anche le linee ferroviarie che attraversano la capitale e che hanno termine proprio alla stazione di Ikebukuro.

Negli ultimi anni a Ikebukuro si è accesa una nuova faida, questa volta tra negozi di elettronica, quella tra Bic Camera e Yamada Denki. Bic Camera aprì il suo primo negozio proprio a Ikebukuro nel 1978 ed è stata la dominatrice incontrastata del settore a Ikebukuro fino al 2007 quando Yamada Denki ha aperto una nuova sede proprio difronte.

Per chi vuole fare shopping visitare questi centri commerciali potrebbe essere una buona idea, ma bisogna mettere in conto che potrebbe volerci del tempo perché Tobu e Seibu hanno il primato di essere tra i più grandi centri commerciali di Tokyo!

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Occhio ai Gufi

Camminando per Ikebukuro incrocerete spesso statue di gufi, ma anche murales, cassette della posta e altro a forma dell’animale simbolo (non) ufficiale di Ikebukuro. Questo legame tra Ikebukuro se il gufo nasce da un gioco di parole: gli ideogrammi che compongono il nome Ikebukoro sono stagno, Ike 池, e borsa, 袋 Fukoro, ma anche Gufo si pronuncia sempre Fukoro. E in un paese come il Giappone dove tutto può diventare una mascotte questa similitudine non poteva non essere il motivo per far nascere la mascotte di Ikebukuro.

Sono due le statue di gufo più importanti, la prima rappresentata con i suoi cuccioli è all’uscita est della stazione e, come Hachiko è il punto d’incontro di Shibuya, questa lo è per Ikebukuro.

La seconda che rappresentata un gufo sopra un libro si trova a Naka-Ikebukuro Park, ed è il luogo di raduno degli appassionati di anime, manga, cultura pop che si ritrovano qui per incontrarsi, scambiarsi opinioni ma anche per sfoggiare il loro nuovo cosplay.

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Sunshine City

Uno dei luoghi più famosi di Ikebukuro è Sunshine City, un complesso composto da quattro edifici tra cui al centro Sunshine 60, un grattacielo di 240 metri. Oltre a negozi, ristoranti, uffici e hotel il Sunshine City ospita alcune interessanti attrazioni:

Sunshine Aquarium

Un aquario che si sviluppa su tre piani, il primo dedicato agli oceani e ai suoi abitanti. Il secondo ai fiumi, ai laghi e alle coste per cui non ci sono solo pesci ma anche rane, serpenti, tartarughe e vari mammiferi tra cui le foche del lago Baikal. Il terzo piano in realtà è il tetto del grattacielo che ospita l’aquario, dove è stato ricreato l’habitat per pinguini, leoni marini, lontre e pellicani. Orari e biglietti qui

Sky Circus Sunshine 60 Observatory Ikebukuro cosa vedere tokyo

Sky Circus Sunshine 60 Observatory

All’ultimo piano del Sunshine 60 si trova un osservatorio da cui ammirare Tokyo da un altezza di 251 metri. Non sarà il Tokyo Sky Tree ma è decisamente più economico ed inoltre offre al suo interno alcune attrazioni di realtà virtuale e sensoriali che possono piacere sia ai bambini che agli adulti. Orari e biglietti qui

Namjatown Ikebukuro cosa vedere tokyo

Namjatown

Un parco a tema fondato dalla famosa casa di videogame Namco, a differenza di quello che si può pensare questo non è dedicato ai videogiochi. All’interno ci sono alcune giostre per bambini e due aree dedicate a cibo, una ai gyoza e la seconda ai dessert. Spesso a Namjatown vengono organizzate mostre ed eventi dedicati ai personaggi di anime, manga e videogame per cui se siete appassionati consiglio di controllare la pagina ufficiale durante il vostro soggiorno a Tokyo.

GashaPon Department Store Ikebukuro cosa vedere tokyo

GashaPon Department Store

Durante il vostro viaggio a Tokyo vi siete sicuramente imbattuti nelle gashpon, i distributori di capsule con all’interno una “sorpresa” a tema, che spaziano dai personaggi degli anime fino alle riproduzioni di divinità shintoiste. Se come me ne siete attratti e spesso ci inserite compulsivamente quei 200-300 yen che vi rimangono in tasca, al Sunshine City c’è un luogo che dovete assolutamente visitare: il GashaPon Department Store. Dove ci sono ben 3000 macchinette ad attendervi, un vero e proprio paradiso per voi ma un inferno probabilmente per il vostro portafoglio, siete avvisati!

Sunshine City kebukuro cosa vedere tokyo

Otome Road

Ikebukuro è spesso indicata come la Akihabara per ragazze e questo per i negozi specializzati in manga e anime per ragazze e donne, che si trovano nell’area chiamata Otome Road. Questa definizione è relativamente recente, ma è anche vero che fin dagli anni 80 Ikebukuro ha attratto otaku di anime e manga per via del negozio Animate e per le convention di Dojinshi, le riviste di manga amatoriali che reinterpretano i personaggi di anime, manga e videogame in chiave comica, parodistica ma che erotica e omoerotica molto amati in Giappone. Il cambiamento al “femminile” di Otome Road è arrivato nei primi anni 2000 quando il negozio Animate decise di puntare su prodotti per un pubblico femminile e la libreria K-Books si specializzò in Dojinshi per donne. Negli anni successivi aprirono altre sedi di famose catene come Mandarake e Comic Toranoana con prodotti rivolti sempre al pubblico femminile. Nel 2005 ha aperto a Otome Road Swallowtail Butler Café il primo Maid Café per ragazze dove dei “maggiordomi” sono pronti a servire con amore e devozione le clienti. So che quello che avete appena letto pare strano e incomprensibile, ma spero di essere riuscito a incuriosirvi. Sia che siate interessati o meno a questo genere di cose fate comunque un giro per Otome Road, potreste rimanere stupiti di quello che leggono le giapponesi.

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Foto by Antonio Tajuelo

Scuola Jiyu Gakuen Myonichikan

Questo edificio dall’aspetto curioso, che non ha nulla di giapponese, era la scuola femminile cristiana Jiyu Gakuen costruita nel 1921 dal famoso architetto americano Frank Lloyd. Nonostante i bombardamenti che rasero al suolo Ikebukuro durante la seconda guerra mondiale la Jiyu Gakuen non fu colpita, alcuni sostengono perché l’edificio era “cristiano”, ma quale sia la motivazione questo ha permesso alla scuola di arrivare intatta fino a noi. Oggi dopo un restauro è diventato un luogo di eventi e matrimoni ma è anche aperto al pubblico che può visitare le varie aule e sale arredate con i mobili originali progettati dallo stesso Frank Lloyd che hanno una forma che richiama le linee della facciata della scuola. All’interno c’è anche un piccolo museo dedicato a Frank Lloyd che sarà lì ad attendervi in versione marionetta, una cosa davvero inquietante!

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Foto By jmho - jmho's file, CC0, Link

Tempio Zoshigaya Kishimojindo

Poco lontano dal caos della stazione di Ikebukuro c’è un luogo di pace immerso in una silenziosa zona residenziale: il Tempio Zoshigaya Kishimojindo. Fondato nel 1578, ill tempio è dedicato a Kishimojin la dea protettrice del parto e della crescita dei bambini. Qui si viene a pregare per la tranquillità famigliare ma anche per avere successo negli studi. Il tempio ha il suo fascino per il contrasto che si viene a creare con la vicina area commerciale di Ikebukuro, e potrebbe essere una meta da aggiungere come momento di pausa dalla confusione, ma se il tempo è poco potete anche evitarlo tranne nel periodo di ottobre. Perché tra il 17 e 18 ottobre il tempio è al centro del festival Oeshiki, durante il quale, alla sera, gruppi in processione partendo dalla stazione portano la propria lanterna gigante al tempio e durante il tragitto si aggiungono altri partecipanti con la propria lanterna creando uno spettacolo incredibile. Come in ogni festival giapponese anche in questo non mancano musica, balli e soprattutto cibo di strada tradizionale. Se il 18 ottobre siete a Tokyo, sapete già cosa mettere nel vostro itinerario: Ikebukuro!

Zoshigaya Kishimojindo Ikebukuro cosa vedere tokyo

Tempio Gokokuji

Sono pochi i luoghi di Tokyo che sopravvivendo a incendi, terremoti e bombardamenti sono arrivati fino ai giorni nostri, uno di questi è il tempio Gokokuji. Situato in una tranquilla zona di Ikebukuro questo tempio buddista fu costruito nel 1681 per volontà dello shogun Tokugawa. Gli edifici del tempio sono stati per la maggior parte costruiti o ricostruiti in epoche successive ma testimoniano comunque i vari stili architettonici utilizzati nei templi dal periodo Edo fino ai primi del ‘900.

Il tempio Gokokuji è spesso fuori dagli itinerari turistici, forse perché poco conosciuto o per la sua distanza dalla stazione di Ikebukuro, per questo è visitato principalmente dai giapponesi, ma per la sua importate testimonianza di una Tokyo che non esiste più vi consiglio di percorrere a piedi i 20 minuti di strada che lo separano dalla stazione, non ve ne pentirete!

Tempio Gokokuji Ikebukuro cosa vedere tokyo

La zona a luci rosse

Uscendo dalla stazione a ovest vi troverete in quella che è la zona a luci rosse di Ikebukuro, non avrà le dimensioni della Kabukicho di Shinjuko ma è comunque ben fornita di ristoranti, locali, karaoke, hostess club e intrattenimento per adulti. Non mancano poi i Love Hotel per chi vuole concludere la serata in “bellezza”. Come Kabukicho anche questa non è una zona pericolosa, solo che a differenza di Kabukicho che è diventata nel tempo un’attrazione turistica, questa è rimasta ancora solo un luogo per giapponesi che vengono a divertirsi, per cui forse è più genuina, se possiamo definire genuina una zona a luci rosse….

Tempio Gokokuji Ikebukuro cosa vedere tokyo

Il Sindacato Yakuza

La Yakuza, l’organizzazione criminale giapponese per antonomasia, è molto diversa da tutte le altre perché spesso ha un “volto” pubblico e riconosciuto per cui non è raro che abbiano attività legali e uffici nelle città giapponesi. La Kyokuto-Kay è una di queste ed ha i propri “uffici” a Ikebukuro ma non temete questo non ne fa un quartiere pericoloso, anzi… Ovviamente non vi indico l’indirizzo, così evitiamo che qualcuno vada a farsi un selfie davanti all’edificio e poi dica che l’ha letto sul mio sito e poi ricevo un invito che non posso rifiutare…. Ne scrivo solo per dimostrare una volta di più le contraddizioni del Giappone, questa è una di quelle tante cose che non ci si aspetta del Paese del Sol Levante.

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Se siete arrivati fino a qui, non ho molto altro da aggiungere, spero solo di essere riuscito a incuriosirvi e che abbiate trovato un motivo per aggiungere Ikebukuro al vostro itinerario di Tokyo. Un’ultima cosa per raggiungere in treno la stazione di Ikebukuro da Shibuya ci si mette 16 minuti e da Shinjuku solo 6 minuti, ora che lo sapete non avete più scuse per non visitare Ikebukuro.

Mappa di Ikebukoro

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Sugamo: il quartiere per nonne alla moda di Tokyo

Sugamo: il quartiere per nonne alla moda di Tokyo

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Tempo di lettura: 7 minuti

Se Harajuku è la zona alla moda dei giovani di Tokyo, Sugamo è quella delle nonne alla moda. E il rosso è il colore che fa sempre tendenza a Sugamo. Questo si legge spesso di Sugamo. Incuriosito, una mattina salgo sul treno della linea Yamanote e raggiungo la “Sugamo Station”.

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Cosa vedere a Sugamo

Una Tokyo d’altri tempi

Sugamo si trova tra Ikebukuro e Yanaka e si presenta come una delle tante zone residenziali della capitale. Ma non mi faccio ingannare dalle apparenze, so che devo raggiungere Jizo-dori, la via dello shopping, per vedere le nonne in cerca dell’ultimo capo alla “moda”. Per cui uscito dalla stazione costeggio la strada principale fino a quando non incrocio l’insegna, ovviamente rossa, che indica l’inizio della Jizo-dori.

Superata l’insegna, è come aver oltrepassato un portale spazio-temporale. Mi trovo in una Tokyo d’altri tempi, più lenta e vivibile. La jizo-dori è costellata di negozi ed edifici che devono avere come minimo l’età di chi la frequenta per fare acquisti. Infatti non dico di essere l’unico ad avere meno di sessant’anni ma di sicuro sono uno dei pochi… sarà che mi piace la Tokyo vintage perché mi pare più umana, ma questo mix di edifici a pochi piani con insegne dallo stile retrò e dalle tende da sole logore a proteggere indumenti per nonnine e prodotti della tradizione rende ai miei occhi l’atmosfera di Sugamo particolarmente affascinante.

La storia di Sugamo è collegata a quella della Nakasendo, l’antica via postale che collegava Tokyo, allora ancora Edo, a Kyoto. Nella Jizo-Dori si trovavano i primi punti di ristoro per chi doveva percorrere la Nakasendo e questo ha contribuito allo sviluppo della zona e della sua attitudine al commercio viva ancora oggi. Solo che non sono più i viandani ma le nonne e gli anziani il motore degli affari della zona.

Sugamo a Tokyo cosa vedere in Giappone

Le mutande rosse alla moda

Se vi state chiedendo perché Sugamo è diventata una zona frequentata da anziani, il motivo è una statua. La statua di Togenuki Jizo del Tempio Koganji che, secondo la tradizione, ha proprietà curative, tra cui quella di far passare i dolori, ed è da sempre meta di pellegrinaggio. Ma è nel 1891 con il trasferimento da Ueno a qui del Tempio e, soprattutto nel dopoguerra, che la processione di anziani acciaccati aumenta sempre di più, portando l’apertura di negozi adatti ai nuovi frequentatori della zona. Però la vera notorietà arriva negli anni ‘70 quando una nota rivista del tempo definisce Sumago “Harajuku delle nonne”.

Sono passati 30 anni da quando le nonne cominciarono a richiedere mutande rosse e il motivo è che, secondo la medicina tradizionale cinese, gli indumenti rossi “riscaldano”, ma anche perché secondo la tradizione giapponese regalare un indumento rosso a chi ha superato i 60 anni porta fortuna. E ancora oggi gli indumenti intimi rossi fanno bella mostra nei negozi che costellano la Jizo-Dori.

 

Jizo Dori Sugamo a Tokyo cosa vedere in Giappone

Mochi killer

Non sono venuto per acquistare un bel paio di mutande rosse per il prossimo capodanno per cui percorro la Jizo-dori fino a quando non trovo un negozio che vende lo Shio-Daifuku, la specialità di Sugamo. Un mochi, il dolce di riso gommoso ripieno di pasta di fagioli azuki a cui, a differenza dei soliti Daifuku, viene aggiunto del sale per smorzare la dolcezza dei fagioli rossi. I Shio-Daifuku sono buoni ma attenzione a masticarli bene, il mochi è così gommoso che ogni anno più di qualche anziano si soffoca mentre lo mangia. Non vorreste essere la prossima vittima del mochi killer!

Shio-Daifuku sugamo cosa mangiare tokyo

Koganji

A metà della Jizo-dori arrivo finalmente al Koganji, il tempio che ha reso Sugamo quello che è. Viene visitato da milioni di persone ogni anno attratte dalle proprietà curative del luogo. In realtà l’aspetto del tempio non è nulla di particolare, anzi è quasi deludente per chi come me ne ha visti a centinaia. Il portale e gli edifici sono in cemento e nulla fa trasparire la storia antica che risale al 1596, quando il tempio fu fondato come parte della corrente Zen Soto.

Il potere curativo del Koganji deriva dalla presenza della statua di Togenuki Jizo che però non è visibile al pubblico, ma con 100 yen è possibile acquistare un piccolo amuleto che riproduce l’immagine di Togenuki Jizo. L’immagine va mangiata dopo aver ingoiato un osso o messa sulla parte dolorante così da poter guarire. Con altri 100 yen si può anche acquistare un piccolo panno con cui asciugare la statua della dea Kannon presente nel tempio. Dopo averla bagnata e asciugata si strofina il panno sulla parte che si vuole curare. Arai Kannon è il nome del rito che è così sentito che nel 1992 la statua è stata sostituita con una nuova perché la precedente era stata tutta consumata dai strofinamenti. È vero io non ho ingoiato ossi, nè mangiato carta e nemmeno asciugato la dea Kannon, e sono anche rimasto un po’ deluso dall’aspetto del tempio, ma non ho dubbi nell’affermare che il Koganji non è un luogo per turisti come me, ma per devoti. Devoti, spesso sofferenti, che cercano una cura ai propri mali e che credono nel potere divino che abita in questo tempio. Seduto su una panchina ad osservare la lunga processione di anziani in visita, che pregano con fervore, ha reso, però, l’atmosfera del tempio speciale e coinvolgente.

La Jizo-Dori e il Koganji sono molto frequentati tutti i giorni ma in particolare il 4, 14 e 24 del mese perché più propizi per le divinità del luogo e in cui si svolgono dei festival nel tempio.

Koganji Sugamo a Tokyo cosa vedere in Giappone

Non so se sia una caso, ma nella zona di Sugamo ci sono diversi Love Hotel, dove le coppie vanno a trascorrere qualche “ora d’amore”. Nel mio “film mentale” vedo queste coppie di anziani passeggiare per la Jizo-dori, acquistare delle mutande rosse, sopravvivere al mochi killer e rinvigoriti dal potere del Kongaji rinchiudersi un paio di ore in un Love Hotel. Sarà solo una fantasia, ma mi piace immaginare che sia così. E questo rende ancora di più Sugamo una zona di Tokyo speciale e da scoprire…

Mappa di Sugamo

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Yanaka: il quartiere rétro di Tokyo

Yanaka: il quartiere rétro di Tokyo

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Tempo di lettura: 7 minuti

Yanaka è uno dei quartieri di Tokyo che amo di più, mi sembra di ritrovarmi più in un paese che in una metropoli: strade strette, case tradizionali, decine di templi nascosti tra le viuzze e un ritmo di vita lento. Qui non c’è la frenesia di Shinjuku o Shibuya, a Yanaka si respira ancora l’atmosfera della Tokyo di un tempo.

Yanaka è il quartiere di Tokyo che resiste. Resiste al grande terremoto del Kanto del 1923 che distrugge buona parte di Tokyo. Resiste ai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Resiste al cambiamento che vuole che i vecchi edifici vengano spazzati via per lasciare spazio a grattacieli e a centri commerciali. Se Yanaka ancora oggi mantiene l’aspetto della Tokyo d’altri tempi è merito dei suoi abitanti, che si sono uniti in un comitato per difenderla da chi avrebbe voluto, che una zona così vicina a Ueno si omologasse al resto della metropoli. A Yanaka non resistono solo vecchi edifici, templi e santuari, ma anche artigiani, che nei loro piccoli negozi producono e vendono prodotti ormai introvabili altrove.

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Cosa vedere a Yanaka

Shitamachi Museum Annex

Questo edificio tradizionale è stato una rivendita di sakè dal 1910 fino al 1986 ed ora è un piccolo museo gratuito, dove l’interno riproduce il negozio originale e in cui sono custoditi vecchi utensili e oggetti usati quando era ancora in attività.

SCAI The Bathhouse

Prima di essere un museo d’arte moderna che da spazio ad artisti d’avanguardia giapponesi e stranieri, era un bagno pubblico costruito circa 200 anni fa. Del bagno pubblico il museo mantiene inalterata la facciata, invece gli interni sono stati trasformati in una grande sala bianca dove sono esposte le opere. Anche se non vi interessa l’arte moderna una visita la si può fare, dopotutto l’ingresso è gratuito.

Jomyoin

Il Jomyoin è un tempio buddista famoso per le 25.000 statue di Jizo, il protettore dei bambini e dei viaggiatori. Il tempio è stato fondato nel 1666 ma è stato nel 1876 che un monaco devoto al Jizo decise di scolpire 1000 statue, una volta raggiunta la meta si prefisse di arrivare a 84.000 che corrisponde al numero degli insegnamenti del Buddha. Ovviamente non ci riuscì perché un numero così alto presupponeva un lavoro infinito come infinita era la sua devozione.Il fatto che nel tempio ci siano “solo” 25.000 statue lo rende comunque un luogo unico.

Cimitero di Yanaka

Il cimitero di Yanaka è uno dei più importanti e grandi di Tokyo ed ospita circa 7000 tombe. Il cimitero è così vasto che ha una sua Koban, la stazione della polizia di quartiere. Dimenticatevi l’atmosfera dei cimiteri occidentali quella di Yanaka assomiglia più a quella di un rilassante parco. Sui sentieri che l’attraversano si vedono persone che passeggiano, altre che fanno footing e in primavera quando i ciliegi del viale principale fioriscono si affolla di gente. Le tombe sono sia moderne che antiche, tra cui alcune di personaggi storici giapponesi come quella dell’ultimo shogun Tokugawa. Consiglio di fare un passeggiata per il cimitero per rilassarsi e anche comprendere il differente modo che hanno di vivere i cimiteri i Giapponesi. Non stupitevi se all’interno troverete anche un parco giochi per bambini con l’altalena e altre giostrine… dopotutto qui vita e morte convivono in armonia.

Tempio Tennoji

Prima che il cimitero di Yanaka diventasse pubblico era di proprietà del tempio Tennnoji, il quale è stato fondato nel 1274 ed è uno dei più antichi di Yanaka. Quello che rende curioso il tempio è che è circondato da un muro in cemento dal design moderno che contrasta con l’antico edificio interno e con il giardino ben curato dove si trova una grande statua del Buddha risalente al 1690.

Museo della scultura di Asakura

Questo edificio in cemento armato che poco c’entra con l’aspetto di Yanaka è stata la casa e lo studio del famoso scultore Asakura Fumio ed ora è un museo a lui dedicato. Ma non fatevi ingannare dalla facciata in cemento, dietro si nasconde un edificio tradizionale, un giardino tipico giapponese e il giardino pensile più antico di Tokyo. Se vi piacciono i gatti sappiate che erano i soggetti preferiti di Asakura e che a loro è dedicata un’intera sala del museo. Orari 9:30 – 16:30 Chiuso il lunedì e giovedì. Ingresso 500 yen.

By Nesnad - Own work, CC BY 3.0, Link

Yanaka Ginza

Yanaka Ginza è una breve via commerciale costellata però da ben 70 negozi ed è il cuore pulsante del quartiere. Scesa la sua ripida scalinata vi troverete in un’altra epoca, quella della vecchia Tokyo. Lungo Yanaka Ginza si susseguono negozi di tutti i tipi frequentati principalmente dagli abitanti del quartiere. Tra un macellaio, un negozio di vestiti e un barbiere troverete anche sakè, tè, bento box, ceramiche, e se avete fame potete mangiare uno spiedino alla griglia appena cotto o un taiyaki ripieno di crema a forma di gatto. Yanaka Ginza è il luogo ideale per acquistare souvenir, i prezzi sono bassi e si possono trovare cose molto particolari e interessanti.

Yanaka resiste, per ora, anche al turismo di massa che ormai affolla i quartieri più famosi di Tokyo. Se è vero che a Yanaka Ginza negli ultimi anni si vedono più turisti è altrettanto vero che nessun storico negozio ha chiuso per lasciare spazio a un Starbucks o a un Daiso. Anzi Yanaka ha fatto del suo essere orgogliosamente retro la sua forza ed è per questo che la consiglio a chi vuole vedere uno dei volti più “genuini” di Tokyo.

Mappa di Yanaka

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Ameyoko: il mercato più bello di Tokyo

Ameyoko: il mercato più bello di Tokyo

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Tempo di lettura: 6 minuti

Se mi si chiede qual è Il mercato più bello di Tokyo, la mia risposta è Ameyoko! Una zona pedonale tra la stazione di Ueno e di Okachimachi in cui un mercato si sviluppa lungo, ma anche sotto, i binari sopraelevati della linea Yamanote. Dopo la seconda guerra mondiale in questa zona si sviluppò il mercato nero di prodotti americani, negli anni successivi si è trasformato in uno dei mercati più variegati e vivaci di Tokyo.

Ad Ameyoko si dice che si possa trovare tutto e non si fa fatica a crederlo, la zona è costellata di negozi di abbigliamento, dolci, souvenir, ma anche bancarelle di frutta e pesce fresco, il tutto animato da divertenti imbonitori che cercano di attrarre clienti. E non mancano ristoranti di tutti i tipi, caffetterie e izakaya.

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Cosa vedere a Ameyoko

Un Tatakiuri di cioccolato

Il negozio di cioccolata Shimura e il suo proprietario sono un’istituzione ad Ameyoko. E’ uno dei pochi che pratica ancora il Tatakiuri, in piedi su uno sgabello infila una dopo l’altra confezioni di cioccolato e caramelle in una borsa fino a riempirla completamente, mentre a voce alta conta le confezioni e ripete “1000 yen”. Infatti è questo il prezzo che si paga, non importa il numero di confezioni, l’importo è sempre lo stesso, per questo i clienti lo incitano ripetendo “di più, di più, di più”. Il Tatakiuri di Shimura è uno “spettacolo” che non dovete perdere!

foto by Kim Ahlström

Niki no kashi

Niki no kashi è il “paradiso” della dolcezza e la mecca delle caramelle. Sono 5000 i prodotti che riempiono gli scaffali del negozio, tra caramelle, cioccolatini e snack. Se cercate i famosi KitKat giapponesi qui troverete un varietà incredibile di gusti, alcuni veramente strani. Piuttosto dei KitKat consiglierei i Pocky, conosciuti da noi come Mikado, che oltre ad avere una grande varietà di gusti sono originali del Giappone, li trovate al secondo piano e ce ne sono a non finire…

foto By Dick Thomas Johnson

Marishiten Tokudaiji

Se volete prendervi una pausa dallo shopping e dalle persone che affollano Ameyoko potete visitare questo piccolo tempio. La posizione sopraelevata rispetto alla strada e l’essere incastrato tra cartelli pubblicitari, palazzi e la ferrovia rende l’atmosfera del tempio un po’ surreale. Nonostante questo Marishiten Tokudaiji ha una sua importanza, il tempio risale a circa 400 anni fa e custodisce la statua della divinità Marishiten che è sopravvissuta nei secoli agli incendi e ai terremoti che più volte hanno distrutto il tempio. Per questo i giapponesi vengono a pregare la statua, che non è visibile, per essere protetti dai disastri. Il tempio ospita altre statue, però visibili, come quella del cinghiale che, se strofinata, dona forza fisica, spirituale e finanziaria… motivo in più per visitare il tempio!

foto By t-mizo

Cosa mangiare a Ameyoko

Ad Ameyoko ci sono molti ristoranti economici in cui provare i piatti tipici giapponesi. I miei preferiti sono:

Izakaya Isomaru Suisan

Ricorda più una pescheria che un ristorante, ma questa è la caratteristica che rende unica questa catena di locali, che ha anche una sede a Ameyoko. Il pesce servito è talmente fresco che nuota ancora vivo nelle vasche, stessa cosa per crostacei e frutti di mare. La specialità della casa sono dei buonissimi Kaseidon (ciotole di riso ricoperte di pesce crudo) dal rapporto qualità-prezzo molto buono.

Wakasa ya Ueno-ten

Questo piccolo ristorante dall’atmosfera un po’ retrò serve principalmente Kaseidon di pesce sia crudo che cotto molto buoni.

Asahikawa Miso Ramen Bankara

Se vi piace il Ramen dovete provare assolutamente questo ristorante, ma dovete avere molta fame perché il ramen nonostante sia molto buono non è per niente leggero. Il brodo di miso è molto grasso e le fette di carne non sono da meno oltre a essere belle spesse, ma se il livello di “grassume” non vi basta c’è anche la versione con un bel pezzo di burro che lentamente si scioglie nel brodo…

Ramen Takahashi

Questo piccolo ristorante dall’aspetto moderno è nascosto in una stradina laterale di Ameyoko. Serve un ottimo ramen con vari tipi di brodo e con la possibilità di scegliere i prodotti, sempre di buona qualità, con cui condirlo, il tutto accompagnato con una ciotola di riso.

Ameyoko è per me un luogo imperdibile per chi visita Tokyo. In ogni mio viaggio ci sono tornato e spesso vengo qui per mangiare e per fare gli ultimi acquisti prima di ripartire perché posso confermare che ad Ameyoko si trova veramente di tutto!

Mappa di Ameyoko

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