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Takayama: l’anima del Giappone tradizionale

Takayama: l’anima del Giappone tradizionale

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Tempo di lettura: 15 minuti

Se qualcuno mi chiedesse in quale città del Giappone mi piacerebbe vivere per un periodo, la risposta sarebbe sicuramente: Takayama. L’atmosfera genuinamente retrò, il quartiere storico perfettamente conservato, i templi e santuari che ne fanno da cornice e il silenzio che permea i suoi vicoli di sera donano a Takayama un’anima unica o almeno è così che la percepisco. Aggiungiamoci poi che Takayama è ancora lontana dalle rotte del turismo di massa per cui è perfetta per chi ricerca il “vero Giappone” o come preferisco dire io: “un altro Giappone”. 

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Cosa vedere a Takayama

Quartiere storico

Takayama si trova nella regione montuosa di Hida e, fin dall’antichità, gli abitanti erano noti per la conoscenza delle montagne e delle piante che vi crescono. Inoltre erano abili falegnami e questa dote si può ancora vedere nel quartiere storico di Takayama, dove le due strade principali sono costellate di edifici in legno risalenti al periodo Edo. La zona, un tempo abitata da mercanti, non ha ancora perso la sua anima. Oggi si possono trovare negozi di artigianato locale, cafè e produttori di sakè. Dopotutto Takayama ha alle spalle 300 anni di produzione di sakè, al suo apice durante il periodo Edo erano ben 56 le Sakagura, o case del sakè, in città. Attualmente ne sono rimaste solo 7, facilmente riconoscibili mentre passeggiate per le vie storiche dai Sugidama, grosse sfere fatte con foglie di cedro appese all’entrata. Nei Sakagura, oltre alla possibilità di acquistare del sakè in bottiglia o nel tradizionale barilotto, è possibile anche fare dei percorsi di assaggio delle diverse tipologie di sakè. Takayama è il luogo ideale per conoscere e apprezzare al meglio il sakè e la sua tradizione

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Takayama Jinya

La grande capacità di lavorare il legno ricavato dal taglio delle foreste della regione di Hida mise gli abitati di Takayama sotto il diretto controllo dello Shogun di Edo (Tokyo). Il controllo avveniva tramite il Takayama Jinya, la sede del governo locale. Oltre agli uffici amministrativi l’ampio edificio ospitava alloggi per i funzionari provenienti da Edo, un tribunale e altri ambienti, attualmente tutti visitabili. Infatti il Takayama Jinya è l’unico edificio di questo genere arrivato ai giorni nostri salvandosi alla furia rinnovatrice giapponese grazie al fatto di essere rimasto in uso fino al 1968. Restaurato, è stato trasformato in museo, dove camminando sui tatami si attraversano le varie aree e stanze così da poter comprendere come si viveva nel periodo Edo. Se lo visiterete in inverno avrete una prova di quanto erano freddi gli edifici giapponesi, per cui mettetevi dei calzettoni spessi, visto che per entrare bisogna togliersi giustamente le scarpe.  Accanto all’edificio principale si trova un grande magazzino del 1600 che serviva a contenere il riso. Nel periodo Edo oltre a essere un alimento, il riso era anche una moneta di scambio. Viene detto che fosse il magazzino tradizionale di riso più grande del Giappone, ma a queste cose non so mai se credere. Se sia vero o solo una mossa pubblicitaria poco importa, dopotutto l’interno è stato trasformato in museo, dove potete trovare oggetti, documenti e mappe in uso ai funzionari governativi. Se siete alla ricerca dei luoghi più storici e unici del Giappone sicuramente non potete fare a meno di visitare il Takayama Jinya.

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Santuario Sakurayama Hachimangu

Il santuario più importante di Takayama è il Sakurayama Hachimangu, si trova nella zona più a est della città ai piedi di una collina.  Le origini del santuario sono legate a una leggenda: il principe Takefurukuma-no-mikoto prima di andare a combattere contro un demone con 2 teste, 4 braccia e 4 gambe, consacrò il santuario alla versione divinizzata del padre imperatore e pregò per aver successo nella sfida con il demone. Secoli dopo nel 1683 il santuario fu ampliato e consacrato a protettore di Takayama. Il Sakurayama Hachimangu non è un luogo turistico e spesso è immerso nel silenzio interrotto solo dal battito delle mani di qualche fedele in preghiera.

Uno dei motivi per visitarlo è la possibilità di vedere 4 dei carri utilizzati durante l’importante festival dal santuario. Sono esposti nel Takayama Matsuri Yatai Kaikan, il grande edificio prima della scalinata che porta al santuario. Dal lato opposto si trova il Nikkoukan dove è esposta una riproduzione in scala 1:10 del santuario Toshogu di Nikko. Per crearlo ci sono voluti 33 artigiani e 15 anni di lavoro. Il modello è stato creato attorno al 1920 e comprende i 28 edifici del Toshogu tra cui la sala principale e la pagoda, ogni dettaglio è riprodotto con la massima precisione. Per rendere ancora più affascinante la visita il Nikkoukan ha una particolare illuminazione che varia in base all’orario, così da riprodurre la luce dal tramonto all’alba di Nikko.

Dal Santuario Sakurayama Hachimangu partono un percorso di 4 chilometri che conduce al luogo in cui si trovano le rovine del castello di Takayama. Si attraversano diversi santuari e templi immersi nella natura passando per le zone meno turistiche e più tranquille di Takayama.

Se cercate un luogo “speciale” seguite queste indicazioni. Scesa la scalinata del Sakurayama Hachimangu girate a sinistra, poco dopo incrocerete un’altra scalinata con ai lati delle lanterne. Salite i ripidi gradini fino al tempio Sooin. Questo è un luogo che in pochi conoscono da cui si può ammirare una splendida vista sulla città di Takayama!

Sakurayama Hachimangu Takayama cosa vedere Giappone
Foto di 663highland - Own work, CC BY 2.5, Link

Santuario Hie

Il santuario Hie è stato fondato nel 1141 ed è immerso in una foresta dove alcuni degli alberi hanno più di 1000 anni. Il santuario di Hie è dedicato alla sicurezza della famiglia ed è al centro del Sanno Matsuri, il festival primaverile di Takayama.

Ho scoperto per caso il santuario Hie mentre girovagavo per Takayama in inverno durante una nevicata. Cercando riparo sono stato attratto da questo viale costellato di lanterne di pietra e circondato da alberi secolari che svettavano verso il cielo. Dopo averlo percorso mi sono trovato in questo santuario immerso nella foresta. L’edificio principale era modesto ma l’atmosfera che ho trovato, merito forse della neve che lo ricopriva, era magica e per cui non posso fare a meno di consigliarlo.

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Takayama Shōwa-kan Museum

C’è un luogo non segnato in nessuna guida che per me è una tappa imprescindibile quando accompagno i miei gruppi a Takayama ed è il Takayama Shōwa-kan Museum. Questo è più di un museo, è un viaggio nel tempo. Superato il negozio di dolciumi e caramelle vintage e oltrepassata la soglia, verrete catapultati in un vicolo del Giappone degli anni ’50 e ’60. Un barbiere, uno studio fotografico, una stazioncina della polizia, negozi, un ristorante di ramen e anche una abitazione sono riprodotti perfettamente utilizzando oggetti e arredi dell’epoca. Al secondo piano c’è la ricostruzione di un’aula scolastica e degli interni di una casa tradizionale. Quello che rende speciale e unico il Takayama Shōwa-kan Museum è che si può vivere come negli anni ’50 e ’60. Ci si può ad esempio vestire con gli yukata a disposizione, improvvisare una lezione nella classe, farsi fotografare seduti sul tatami mentre sulla tv in bianco e nero va in onda il primo episodio di Astro Boy (Tetsuwan Atom).

Nel museo sono esposti una miriade di oggetti tra cui macchine fotografiche giapponesi e “robottoni” come Mazinga Z e Goldrake. Colpisce per i memorabilia del periodo del dopoguerra che fondevano elementi americani con quelli giapponesi creando uno stile unico. Vi assicuro che il mondo nostalgico del Takayama Shōwa-kan Museum è così coinvolgente che, una volta usciti, rimpiangerete anche voi i “bei tempi andati…”.

Takayama Shōwa-kan Museum

Mercato del mattino

Una delle particolarità di Takayama è il riuscire a mediare tra le esigenze del turismo e quelle degli abitanti locali, che non vogliono rinunciare alle proprie abitudini. Una di queste è andare ai mercati mattutini. Una tradizione nata attorno al 1800 come mercato di gelsi per l’allevamento dei bachi da seta. Svolto all’interno del tempio Betsuin, un secolo dopo il mercato diventò itinerante fino quando nel 1960 trovò collocamento nella posizione attuale. Ogni giorno dalle 6 (7 in inverno) alle 12 circa trenta bancarelle si posizionano lungo il fiume Miyagawa e di fronte al Takayama Jinya. Vendono frutta e verdura di stagione, fiori, verdure in salamoia (tsukemono) ma anche articoli d’artigianato locale. Non mancano il cibo da strada e souvenir particolari. Consiglio di andare al mattino presto così da unirvi ai cittadini di Takayama mentre fanno i loro acquisti per vivere la realtà di un mercato rurale e intanto assaggiare qualcosa di tipico e portare a casa una sarubobo, la tipica bambolina portafortuna di Takayama.

Takayama Mercato cosa vedere Giappone

Hida Folk Village

L’Hida Folk Village di Takayama è un museo a cielo aperto nato con lo scopo di preservare 30 edifici e 8000 utensili utilizzati nella regione di Hida. Sarebbero andati persi nel dopoguerra con lo sviluppo economico del Giappone, che ha portato allo spopolamento della zona e all’allagamento dei villaggi a causa della costruzione di alcune dighe. La missione è preservarli per le future generazioni di Giapponesi, perché “per conoscere il futuro, devi conoscere il passato” dice il motto dell’Hida Folk Village.

Gli edifici sono stati smontati e rimontati con cura nell’area, in modo da formare un vero e proprio villaggio rurale con case, magazzini, un santuario e un mulino.  Alcune case sono nel tipico stile gassho-zukuri (che significa “a mani in preghiera”per via della forma), con un tetto spesso e pendente per sopportare il peso della neve che in questa zona cade in grande quantità.

All’interno delle case sono esposti oggetti e ogni mattina viene acceso l’irori, il tipico focolare incassato nel pavimento che è il cuore caldo delle case tradizionali giapponesi.

Tutti gli edifici dell’Hida Folk Village di Takayama sono visitabili e all’interno troverete degli artigiani che mostrano come realizzare utensili da lavoro in legno, intrecciare la paglia di riso e altri lavori che si facevano un tempo.

L’Hida Folk Village è esterno rispetto al centro e per raggiungerlo ci si impiega dalla stazione circa 30 minuti a piedi o 10 minuti di bus. Per questo motivo e per la sua somiglianza con Shirakawa-go spesso viene tralasciato da chi visita Takayama. È un errore, perché a differenza del più famoso e turistico Shirakawa-go, qui avrete la possibilità di vivere appieno cosa significava risiedere nei villaggi rurali della regione di Hida.

Non ha nulla a che fare con l’Hida Folk Village ma se venite a piedi e siete appassionati di orsacchiotti, non veri ma di peluche, dovete assolutamente visitare l’Hida Takayama Teddy Bear Eco Village, dove verrete accolti da 1.000 “adorabili” orsi, tra cui pezzi storici e orsetti rivisitati da artisti famosi giapponesi ed esteri. Come dimenticare l’orsetto vestito come Michael Jackson nel videoclip di Thriller. Gli orsi si possono abbracciare e fotografare, così chi vuole portarsi a casa una foto che immortali il momento più coccoloso del viaggio in Giappone, lo può fare.

Se non ne avete ancora abbastanza di peluche, vicino c’è un negozio con annesso il Cafè dell’Orsetto dove è possibile mangiare una coppa gelato a forma di orsetto, con seduti a fianco un…orso…un’esperienza veramente kawaii!

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Festival di Takayama

Come ho scritto i due santuari principali di Takayama sono al centro di due festival, uno in primavera e l’altro in autunno. I festival, o matsuri, di Takayama sono assieme al Gion Matsuri di Kyoto e al Chichibu Yomatsuri tra i più importanti del Giappone. I matsuri di Takayama si svolgono dal 14 al 15 aprile e dal 9 al 10 ottobre in modo simile.  I carri vengono spostati dai magazzini sparsi per Takayama ed esposti nelle vie della città. Alcuni carri fanno da palcoscenico alle marionette meccaniche Karakuri che ad orari prestabiliti propongono spettacoli di danza. Nel mentre il primo giorno dal santuario parte una processione che porta per le vie di Takayama il mikoshi, una sorta di santuario temporaneo della divinità, che farà ritorno a “casa” il pomeriggio del giorno dopo. Il momento più atteso dei festival è alle 18.15-18.30 del primo giorno, quando i carri vengono trascinati per le vie della città. I carri, oltre a essere finemente decorati, sono illuminati da lanterne di carta che di sera rendono l’atmosfera del matsuri ancora più magica.

I festival di Takayama attirano centinaia di migliaia di persone ogni anno, per cui se avete intenzione di essere in città in quei giorni, consiglio di prenotare con largo anticipo la vostra sistemazione in hotel o in ryokan.

Gli altri giorni dell’anno i carri sono chiusi nei magazzini ma visitando Matsuri no Mori Museum potete vedere 6 repliche dei carri a grandezza naturale e 11 in scala. Sono esposte anche marionette meccaniche Karakuri e paraventi laccati d’oro. La cosa più incredibile e assurda, e solo per questo meriterebbe di essere visitata, è che il museo è scavato dentro una montagna. Si percorre un tunnel di 70 metri che si apre su una cupola lunga 40 metri e alta 20. Tutto questo per delle repliche…va a capire i giapponesi. 

Il Matsuri no Mori Museum è in una zona molto distante dal centro e l’unico modo per raggiungerlo è prendere il bus delle linee Sarubobo, per questo lo consiglio solo se state qualche giorno a Takayama.

Takayama Festival cosa vedere Giappone

Carne di Hida

Tutti hanno sentito parlare della carne di Kobe come la più pregiata e buona al mondo ma pochi sanno che la carne di Hida è considerata superiore. Questa razza nata nel 1981 dall’incrocio del manzo di Kobe con quello di Gifu, ha una qualità eccezionale, merito dell’ambiente montano fatto di acqua pura e di aria pulita in cui crescono i manzi, e degli allevatori che per 14 mesi se ne prendono cura.

A Takayama ci sono molti ristoranti in cui assaggiare il manzo di Hida, ma bisogna essere pronti a spendere anche 80 euro per soli 150 grammi di carne A5, la qualità massima. Due ristoranti di Takayama molto apprezzati per la carne di Hida sono Hidagyu Maruaki e Kitchen Hida.

Se non volete spendere troppo e vi accontentate di un assaggio per le vie del quartiere storico potete provare il sushi con il manzo di Hida da Hida Kotte Ushi o gli spiedini da Jugemu.

Un’altra alternativa è andare a pranzo nei ristoranti in cui propongono i “ranchi-setto”, che sta per lunch-set, e non sono altro che menù fissi a un prezzo conveniente. Tra i ristoranti che ho provato a Takayama consiglio Matsuki Ushi, dove il set con il manzo di Hida costa 20 euro, è vero che non uscirete dal ristorante sazi ma almeno avrete mangiato dell’ottima carne senza aver speso tanto!

Carne Hida Takayama cosa mangiare Giappone

So che chi visita Takayama di solito gli dedica qualche ora dopo aver visto Shirakawa-go, per poi ripartire verso Kyoto. Probabilmente anche voi avete questa intenzione, ma spero che con questa mia guida di Takayama dove ho condiviso molti luoghi particolari frutto delle mie esplorazioni, decidiate di dedicare più tempo per scoprire la città del Giappone “dove vivere”

Mappa di Takayama

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Kasuga Taisha il santuario più importante di Nara

Kasuga Taisha il santuario più importante di Nara

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Tempo di lettura: 4 minuti

Oltre il parco dei cervi immerso in una foresta primordiale si trova Il santuario più importante di Nara: il Kasuga Taisha.  L’origine del santuario nasce da una leggenda in cui si racconta che la divinità Takemikazuchi a dorso di un cervo bianco salì in cima al Monte Mikasa di Nara e ne fece la sua dimora. Nel 768 il capo clan della famiglia Fujiwara fece costruire ai piedi del monte il Kasuga Taisha come santuario dedicato a Takemikazuchi e ad altre 3 divinità.

L’architettura del Kasuga Taisha è molto particolare e affascinate, gli edifici hanno pareti bianche incorniciate tra colonne e travi rosso vermiglio.  Gli spessi tetti di corteccia sono decorati con delle travi che sembrano formare una “X”. Tutti questi elementi hanno preso il nome di Kasuga-zukuri, uno stile ripreso poi in molti altri santuari del Giappone.

Il Kasuga Taisha fino al periodo Edo è stato come vuole la tradizione: ricostruito dalle fondamenta ogni 20 anni. Successivamente rispettando la stessa cadenza gli edifici sono stati riparati seguendo dei rituali codificati nella cerimonia chiamata Shikinen Zotai. Questo ha permesso al Kasuga Taisha di mantenere inalterato il suo aspetto ma anche la sua aurea spirituale.

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Kasuga Taisha Nara cosa vedere Giappone

Le particolarità del Kasuga Taisha non finiscono qui, per arrivare al santuario si percorre un viale costellato di lanterne di pietra e una volta entrati nel santuario si notano lanterne in bronzo appese sotto i portici. Si possono contare in tutto 3000 lanterne donate da altrettanti 3000 santuari ausiliari sparsi per il Giappone.

Il Kasuga Taisha è l’unico santuario shintoista ad avere una parte a pagamento. Pagando 500 yen si attraversano i portici dove sono appese le lanterne per poi immergersi nel buio di una sala illuminata solo da lanterne. Inoltre si possono vedere da vicino i 4 edifici principali dedicale alle divinità e altri edifici minori, cosa rara, di solito nei santuari questa area è preclusa ai visitatori.

Nell’area attorno al Kasuga Taisha ci sono altri edifici e santuari ausiliari, 15 di questi immersi nella foresta primordiale sono dedicati a 15 divinità della fortuna e fanno parte di una sorta di pellegrinaggio chiamato Kasuga Wakamiya in cui ci si ferma in ogni santuario a pregare per avere protezione. Uno di questi, il santuario Wakamiya dal 15 al 18 dicembre è al centro di un festival dove tra persone in abiti tradizionali particolari e uomini in armatura, che praticano riti, danze e arti antiche vi sembrerà essere stati magicamente catapultati nel tempo dei samurai.

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La natura in cui è immerso il Kasuga Taisha viene chiamata non a caso foresta primordiale perché dal 841 è stata vietata la caccia e il disboscamento. Questo ha reso la vegetazione così fitta che quasi impedisce ai raggi del sole di filtrare. Se, come me, vi allontanate dalle zone più visitate e vi mettete in ascolto, “sentirete” sicuramente la forza di questo luogo sacro così antico. Qui è possibile credere di essere nella casa di una divinità.

Il Kasuga Taisha è uno dei luoghi che non potete non visitare a Nara, è vero che negli ultimi anni è diventato molto più turistico rispetto a quando lo visitai la prima volta, ma vi assicuro che il suo fascino non è mutato. Se seguite il mio consiglio di esplorare la foresta primordiale e vi capita di incontrare un vecchio a dorso di un cervo bianco, ricordatevi che siete a casa sua…

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Nara: cosa vedere in un giorno

Nara: cosa vedere in un giorno

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Tempo di lettura: 14 minuti

“Ma è vero che in Giappone i cervi ti salutano con un inchino?” è la domanda che mi fanno più spesso. La risposta è: sì, a Nara, vicino a Kyoto. Ma Nara non è solo la città dei cervi. È stata la prima capitale stabile del Giappone, dal 710 al 784, e i suoi templi contano tra i più importanti del paese. Con mezza giornata vedi i grandi nomi: Todaiji, il parco dei cervi, Kasuga Taisha. Con una giornata intera scopri anche Naramachi e il Nigatsudo, la parte di Nara che quasi nessuna guida racconta.

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Informazioni pratiche su Nara

Come arrivare da KyotoJR Nara Line (rapido Miyakoji): 45 min, ¥720. Kintetsu Kyoto Line: 45-50 min, ¥760 (limited express 35 min, ¥1.280)
Come arrivare da OsakaKintetsu Namba Line (limited express): 35 min, ¥680. JR Yamatoji Line da Osaka Station: 50 min, ¥800
Ingresso Parco di NaraGratuito, sempre aperto
Todaiji (Daibutsuden)¥800 adulti, ¥400 bambini 6-12 anni. Orari: 7:30-17:30 (apr-ott), 8:00-17:00 (nov-mar)
Kasuga TaishaIngresso esterno gratuito. Santuario interno ¥700. Museo ¥700. Orari: 6:00-18:00 (apr-set), 6:30-17:00 (ott-mar)
Naramachi (case storiche)Koshi-no-Ie e Nigiwai-no-Ie: gratuite. Imanishike Shoin: a pagamento, verifica orari sul posto
Budget indicativoMezza giornata: ¥2.500-3.000 a persona. Giornata intera con Naramachi: ¥4.000-5.000
Stagione migliorePrimavera (sakura ad aprile) o autunno (momiji a novembre). I cervi si vedono tutto l'anno
Quanto tempo serveMezza giornata per il centro (Todaiji, parco, Kasuga Taisha). Giornata intera con Naramachi e Nigatsudo
Voto⭐⭐⭐⭐

Un po’ di storia, prima di partire

Nara è stata, dal 710 al 784, la prima capitale stabile del Giappone. Questo periodo viene chiamato nella storia giapponese “periodo Nara”. L’influsso cinese fu fondamentale: la città venne progettata prendendo a modello la capitale cinese dell’epoca, con una struttura a griglia attraversata da quattro grandi strade. Anche a livello religioso l’influenza fu enorme. Il buddismo, arrivato dalla Cina, diventò la fede dominante e Nara si trasformò in uno dei luoghi buddisti più importanti del Giappone, meta di pellegrinaggi da tutto il paese.

Oggi, a più di mille anni di distanza, alcuni templi testimoniano ancora la magnificenza che aveva Nara in quel periodo. Ed è per questo che la città resta una delle mete più visitate del Giappone.

Il Parco dei cervi

La maggior parte dei luoghi d’interesse di Nara si trova nel Parco di Nara, ma nulla attrae l’attenzione dei turisti come i cervi che si muovono liberi al suo interno. E non si parla di qualche cervo: sono circa 1.500. Analizzando i loro geni si è scoperto che probabilmente sono qui dal 768, anno della fondazione del santuario Kasuga, dove risiede la divinità Takemikazuchi, che secondo la leggenda appare spesso in sella a un cervo bianco.

I cervi erano considerati così sacri che chi osava ucciderli veniva condannato a morte. È anche per questo che hanno potuto proliferare indisturbati per oltre mille anni.

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Tempio Todaiji

Il principale luogo d’interesse di Nara è il Todaiji, un tempio buddista al cui interno si trova una delle statue in bronzo del Buddha più grandi che puoi vedere in Giappone.

Il Todaiji fu fondato nel 752 grazie alle donazioni di riso, legno e stoffa fatte da 2.600.000 persone, di cui 350.000 si offrirono come manodopera per costruire gli edifici del complesso. Tra tutti, la Sala del Grande Buddha aveva dimensioni colossali, con due pagode ai lati alte 100 metri, poi distrutte da un terremoto. Il tutto rappresentava alla perfezione il potere che il tempio e il buddismo avevano in quell’epoca, a Nara e in tutto il Giappone.

Distrutta e ricostruita due volte, la Sala del Grande Buddha che vedi oggi risale al 1709. Nonostante sia stata fino a 25 anni fa l’edificio in legno più grande al mondo, è comunque un terzo più piccolo rispetto all’originale

Tempio Todaij Nara cosa vedere Giappone

Nigatsudo

Una volta uscito dalla Sala del Grande Buddha, la maggior parte dei turisti si allontana velocemente dall’area del Todaiji. Non fare questo errore. All’uscita, gira a sinistra: vedrai una collina con una scalinata. Saliteci e troverai uno dei luoghi che preferisco di Nara: il Nigatsudo.

Per arrivarci troverai prima la grande campana del Todaiji e poi una suggestiva scalinata circondata da muri in pietra. Quando vedi un tempio con una terrazza sul fianco della collina, quello è il Nigatsudo. Affronta l’ultima ripida scalinata per ammirare Nara dall’alto. Il Nigatsudo assomiglia un po’ a un Kiyomizu-dera in miniatura.

In sé il tempio non è molto diverso da tanti altri, ma ha una bella atmosfera, non ci sono molti turisti, la vista è spettacolare e c’è il tè gratis. Hai letto bene: è l’unico tempio in tutto il Giappone che ho visitato, e ne ho visitati davvero molti, che offre il tè ai visitatori.

Proseguendo oltre la terrazza c’è una sala che serviva ad accogliere fedeli e pellegrini in visita, dove potevano riposare e riprendere le forze. Ancora oggi si mantiene la tradizione. Prendi un bicchiere e serviti un po’ di tè caldo. L’unica regola è che dopo aver bevuto tu lavi bene il bicchiere, per lasciarlo pulito al prossimo visitatore. Anche questa è una di quelle piccole cose che fanno del Giappone un luogo che ti fa sentire sempre accolto.

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Foto di 663highland - Own work, CC BY 2.5, Link

Kofukuji

Se arrivi in treno a Nara e raggiungi il parco a piedi, passerai per il tempio Kofukuji. Portato da Kyoto a Nara nel 710, quando questa diventò capitale del Giappone, il Kofukuji era il tempio buddista di famiglia del potente clan Fujiwara, che al suo apice contava oltre 150 edifici al suo interno.

Tra guerre e incendi molti edifici sono stati distrutti, ma alcuni sono stati ricostruiti più volte, così che oggi possano ancora testimoniare l’importanza che il Kofukuji aveva.

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Kasuga Taisha

Oltre il parco dei cervi, immerso in una foresta primordiale, si trova il santuario più importante di Nara: il Kasuga Taisha. La sua origine nasce da una leggenda: si racconta che la divinità Takemikazuchi, a dorso di un cervo bianco, salì in cima al Monte Mikasa e ne fece la sua dimora. Nel 768 il capo del clan Fujiwara fece costruire ai piedi del monte il Kasuga Taisha, dedicato a Takemikazuchi e ad altre tre divinità.

L’architettura del santuario è molto particolare: gli edifici hanno pareti bianche incorniciate tra colonne e travi rosso vermiglio. I tetti, spessi e ricoperti di corteccia, sono decorati con travi che sembrano formare una “X”. Questo stile ha preso il nome di Kasuga-zukuri, ripreso poi in molti altri santuari del Giappone

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Naramachi: il quartiere che quasi nessuno visita

Naramachi è una zona di Nara che molti turisti non conoscono. Spesso non viene nemmeno pubblicizzata dall’ufficio turistico cittadino. Dopotutto, bastano cervi e templi ad attrarre milioni di visitatori ogni anno.

Nel periodo Edo era il quartiere dei mercanti di Nara, dove si trovavano magazzini e residenze. Molti aspetti di quell’epoca sono rimasti intatti, comprese le strade strette costellate di machiya, le tradizionali case a schiera in legno con il negozio sulla strada e l’abitazione sul retro. Alcune di queste si possono visitare:

  • Koshi-no-Ie: una machiya completamente visitabile, con il negozio sulla parte davanti e l’abitazione sul retro
  • Nigiwai-no-Ie: una casa di commercianti costruita nel 1917, con un giardino interno dove cogliere alcuni aspetti della vita di un tempo
  • Imanishike Shoin: la residenza di un alto sacerdote del Kofukuji, con un bel giardino e una sala da tè. È di proprietà della famiglia Imanishi, che da 130 anni produce sakè e ha un negozio dove fare una degustazione

Prima di Naramachi, l’area faceva parte del tempio Gangoji, uno dei più grandi di Nara. Della grandezza di un tempo rimane ben poco, solo un paio di edifici abbastanza trascurabili. Se l’entrata fosse gratuita lo consiglierei per completezza, ma con un ingresso a pagamento ti consiglio di vederlo da fuori e proseguire nella tua visita di Nara.

Negli ultimi anni a Naramachi hanno aperto alcuni ristoranti e caffè, e questo ha fatto aumentare i visitatori. Ma resta una zona tranquilla e poco turistica, dove si respira l’atmosfera giapponese che preferisco: quella fatta di silenzi e tradizione.

Naramachi cosa vedere Giappone
Foto di 663highland - Own work, CC BY 2.5, Link

Cosa mangiare a Nara

Nara ha una cucina meno conosciuta di Kyoto o Osaka, ma ha le sue specialità, e vale la pena cercarle invece di accontentarsi del primo ramen vicino alla stazione.

Kakinoha-zushi è il piatto simbolo: sushi di sgombro o salmone, pressato a mano e avvolto in una foglia di cachi. La foglia non è decorativa: ha proprietà antibatteriche, ed è così che centinaia di anni fa il pesce arrivava fresco fino a Nara, città lontana dal mare. Si mangia freddo, anche come spuntino da passeggio nel parco.

Chagayu è l’altra specialità, ed è collegata direttamente a quello che hai appena visitato: è la zuppa di riso al tè verde tostato che i monaci del Todaiji mangiano da oltre 1.200 anni, prima delle cerimonie. Delicata, quasi neutra: o la trovi confortante o la trovi insipida, sta a te scoprirlo.

Narazuke sono verdure (di solito shirouri, un tipo di melone) messe sotto sale nei residui di lavorazione del sakè per mesi o anni. Il sapore è forte, quasi alcolico. Si mangiano come contorno, in piccole quantità.

Per provare kakinoha-zushi e chagayu insieme, vado da Hiraso (柿の葉ずし 平宗), proprio a Naramachi: locale storico, aperto dal 1861. Orario 10:00-21:00, chiuso il lunedì (aperto nei festivi, chiuso il giorno successivo). Fascia di prezzo 1.000-3.000 yen a persona. È a 10 minuti a piedi dalla stazione Kintetsu Nara, quindi si combina bene con la visita a Naramachi che hai appena fatto.

Come inserire Nara nel tuo itinerario

Nara sta bene incastrata tra Kyoto e Osaka: è a 45 minuti dalla prima e 35-50 dalla seconda, quindi qualunque delle due usi come base funziona. Il punto è un altro: quanti giorni dare a ciascuna. Chi ha 10-14 giorni in Giappone spesso arriva a Kansai con solo 3-4 giorni totali da dividere tra Kyoto, Osaka e Nara, e finisce per trattare Nara come un ripiego da mezza giornata anche quando meriterebbe di più.

Se il tuo itinerario tocca anche Fushimi Inari, la combinazione più naturale è: Fushimi Inari la mattina presto (prima delle 8, quando c’è poca gente), poi la stessa linea JR Nara ti porta dritto a Nara nel primo pomeriggio. Ti porta via l’intera giornata: se vuoi fare bene entrambe le cose, mettile in conto come una tappa unica, non due mezze giornate separate.

Vale la pena fermarsi più di mezza giornata?

Negli itinerari, di solito a Nara viene dedicata una mezza giornata come gita in giornata da Kyoto. Anche io, la prima volta, ho seguito il solito percorso: Kofukuji, parco dei cervi, Todaiji, Kasuga Taisha, e via verso la destinazione successiva.

Qualche anno dopo sono tornato a Nara per restarci qualche giorno, e mi sono accorto di quanto avevo tralasciato la prima volta. Mi sono reso conto che anche io, come molti turisti, avevo più foto di cervi che di qualsiasi altra cosa.

Capisco che non tutti hanno il tempo di soggiornare a Nara. Ma se ce l’hai, vale la pena. Una mezza giornata ti regala i grandi nomi: Todaiji, parco dei cervi, Kasuga Taisha. Una giornata intera ti regala Nara per davvero, con Naramachi e il Nigatsudo che quasi nessuno racconta.

Il consiglio di Rudy

Il consiglio che mi sento di dare è di uscire dai percorsi prestabiliti e perderti un po’ nel parco, nella foresta primordiale e nei vicoli di Naramachi. È così che scopri la vera anima della prima capitale del Giappone, non solo la versione da cartolina con i cervi.

Nara è una delle tappe fisse di tutti i miei tour di gruppo: la vedo sempre con occhi diversi ogni volta che ci torno, e ogni gruppo trova qualcosa di nuovo da notare. Se invece organizzi da solo e non sai come incastrare Nara con Kyoto e Osaka nei giorni giusti, è una delle domande più comuni che risolvo in consulenza.

Mappa di Nara

Domande frequenti su Nara

Quanti giorni servono per vedere Nara?

Mezza giornata basta per i grandi nomi: Todaiji, parco dei cervi, Kasuga Taisha. Se hai anche una giornata intera, aggiungi Naramachi e il Nigatsudo, che quasi nessuno visita.

I cervi di Nara sono pericolosi?

No, ma non sono animali domestici. Alcuni scalciano o mordono se hai in mano cibo e non glielo dai. Compra i biscotti (shika senbei) dai venditori ufficiali e tienili ben visibili, nel caso ti senti assalita lasciali cadere e allontanti.

Si paga per entrare nel Parco di Nara?

No, il parco è gratuito e sempre aperto. Paghi solo per entrare negli edifici specifici: Todaiji, il santuario interno di Kasuga Taisha, alcuni musei.

Quanto costa entrare al Todaiji?

800 yen per adulti, 400 yen per bambini dai 6 ai 12 anni. Il biglietto dà accesso alla Sala del Grande Buddha (Daibutsuden).

Come si arriva a Nara da Kyoto e da Osaka?

Da Kyoto: JR Nara Line, 45 minuti, 720 yne (coperta dal Japan Rail Pass). Da Osaka: Kintetsu Namba Line, 35 minuti, 680 yen, oppure JR Yamatoji Line da Osaka Station in 50 minuti.

Posso vedere Nara e Fushimi Inari nello stesso giorno?

È una delle combinazioni più classiche. Fai Fushimi Inari al mattino presto, poi prendi la JR Nara Line e continua verso Nara. Funziona bene, ma ti porta via l’intera giornata.

Qual è il periodo migliore per visitare Nara?

Primavera, per i sakura ad aprile, o autunno, per i momiji a novembre. I cervi si vedono tutto l’anno, quindi su quello non c’è un periodo sbagliato.

Vale la pena visitare Naramachi?

Sì, se hai più di mezza giornata. È la parte di Nara che quasi nessun turista italiano vede: vicoli tranquilli, case machiya del periodo Edo, una sakeria che produce da 130 anni. Se hai fretta, salta pure. Ma è quello che distingue chi visita Nara da chi la scopre davvero.

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Kofukuji il grande tempio buddhista di Nara

Kofukuji il grande tempio buddhista di Nara

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Tempo di lettura: 6 minuti

Se arrivate in treno a Nara e raggiungete il parco a piedi passerete per il tempio Kofukuji. Portato da Kyoto a Nara nel 710 quando questa diventò capitale del Giappone, il Kofukuji era il tempio buddista di famiglia del potente clan Fujiwara che al suo apice contava oltre 150 edifici al suo interno.

Tra guerre e incendi molti edifici sono stati distrutti ma alcuni sono stati ricostruiti più volte così che ancora oggi possano testimoniare l’importanza del Kofukuji.

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Gli edifici del Kofukuji da vedere sono:

Chu-kondo. La Sala d’Oro Centrale, ricostruita recentemente come era nel periodo Nara dopo che 300 anni fa un incendio la distrusse. L’edificio di un rosso vermiglio è imponente ma l’essere nuovo e così perfetto in ogni dettaglio ai miei occhi appare quasi finto. E ai vostri?

Tempio Kofukuji Nara cosa vedere Giappone

Tokondo. La Sala d’Oro Orientale la cui ultima ricostruzione risale al 1415 che nonostante le dimensioni più piccole è più “genuina”. Al suo interno sono costudite diverse statue buddhiste considerate tesori nazionali tra cui la principale: il Buddha della Medicina.

Tempio Kofukuji Nara cosa vedere Giappone
Foto di 663highland - Own work, CC BY 2.5, Link

Gojunoto. La pagoda a 5 piani che si trova nell’area del Kofukuji è stata ricostruita nel 1426 ed alta 50 metri ed è la seconda pagoda più alta del Giappone e come giustamente si direbbero i cittadini di Nara: “lo è solo per 7 metri…però!”. Aldilà delle dimensioni è affascinate che una struttura in legno così alta sia stata costruita senza chiodi ma usando solo un sistema di incastri. All’interno della pagoda sono costudite delle statue ma purtroppo non è possibile entrare.

Tempio Kofukuji Nara cosa vedere Giappone

Sanjunoto. La pagoda a 3 piani è uno degli edifici più antichi tra quelli rimasti e risale al 1181. Essendo alta “solo” 19 metri spesso viene snobbata per la sorella più alta e il motivo è comprensibile anche perché il vero tesoro è all’interno della pagoda e non può essere visto.  Porte e travi sono finemente decorate e dipinte, e su ogni lato del primo piano sono dipinte 1000 immagini del Buddha: a est il Buddha della Medicina, a sud il Buddha della Fortuna, a ovest il Buddha dell’Illuminazione e a nord il Buddha della Compassione.

Tempio Kofukuji Nara cosa vedere Giappone
Foto di 663highland - Own work, CC BY 2.5, Link

Hokuendo. La Sala Rotonda Settentrionale è un edificio ottagonale ricostruito nel 1210, edifici di questa forma sono rari in Giappone ed è una testimonianza di come questa tipologia di architettura importata dalla Cina abbia influenzato Nara in tempi antichi. All’interno ci sono sculture ma anche in questo caso non possono essere viste.

Tempio Kofukuji Nara cosa vedere Giappone
Foto di 663highland - Own work, CC BY 2.5, Link

Nanendo. La Sala Rotonda Meridionale di solito è il primo edificio che si incrocia quando si arriva la Kofukuji. La sua ricostruzione è più recente, risale al 1789, l’edificio è un interessate mix che fonde aspetto ottagonale della Sala Rotonda Settentrionale con elementi del periodo Edo come la tettoia ondulata sul lato aperto alla preghiera. Infatti a differenza della Sala Rotonda Settentrionale questo è un luogo di culto in cui si venera la dea Kannon. Inoltre è anche luogo di pellegrinaggio perché inserita nel Saigoku che consiste nel visitare i 33 templi dedicati alla dea Kannon che si trovano nel Giappone occidentale.

Tempio Kofukuji Nara cosa vedere Giappone

Kokuhokan. Sala del Tesolo Nazionale è l’edificio più moderno del Kofukuji, è adibito all’ esposizione e conservazione di statue e sculture buddiste salvate dalla distruzione che gli edifici del Kofukuji hanno subito nei secoli a causa di guerre, incendi ma anche dalle demolizioni del periodo Meiji quando per volontà politica lo shintoismo e il buddismo furono separati. Sicuramente il “tesoro” più affascinante che potete vedere è una statua di più di 5 metri della dea Kannon dalla mille braccia.

Tempio Kofukuji Nara cosa vedere Giappone
Foto di I, KENPEI, CC BY-SA 3.0, Link

L’area del Kofukuji è gratuita ma alcuni edifici sono a pagamento per cui spesso chi lo si visita lo fa perché è sulla via verso il parco e si sofferma principalmente sulla pagoda a 5 piani. Dopotutto è uno degli edifici più iconici di Nara. Non sono molti quelli che dedicano del tempo a visitare tutti gli edifici, e sicuramente il prezzo non aiuta. 500 yen per la Sala d’Oro Centrale e 900 yen per La Sala d’Oro Orientale più Sala del Tesolo Nazionale forse sono un po’ esagerati ma se siete come me appassionati di templi giapponesi allora non potete non visitare tutto il Kofukuji.

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Todaiji il colossale tempio di Nara

Todaiji il colossale tempio di Nara

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Tempo di lettura: 3 minuti

Il principale luogo d’interesse di Nara è il Todaiji. Un Tempio buddista al cui interno si trova una delle statue in bronzo del Buddha più grandi che potete vedere in Giappone.

Il Todaiji fu fondato nel 752 grazie alle donazioni di riso, legno, stoffa fatte da 2.600.000 persone di cui 350.000 si offrirono come manodopera per la costruzione degli edifici del Todaiji. Tra tutti gli edifici la Sala del Grande Buddha era di dimensioni colossali e aveva ai lati due pagode alte 100 metri, andate poi distrutte in un terremoto, il tutto rappresentava alla perfezione il potere che aveva il tempio e il buddismo in quell’epoca a Nara e in Giappone.

Distrutta e ricostruita due volte la Sala del Grande Buddha che potete visitare oggi risale al 1709 e nonostante sia stata fino a 25 anni fa l’edificio in legno più grande al mondo è comunque un terzo più piccolo rispetto all’originale!

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Tempio Todaij Nara cosa vedere Giappone

Un edificio così grande serve a ospitare la statua di 15 metri del Daibutsu, il Grande Buddha. La statua rappresenta il Buddha in posizione seduto con alle spalle una aureola dorata dal diametro di 27 metri.

Un edificio colossale per un Buddha colossale, ma non solo. All’interno della Sala del Grande Buddha si trovano altre statue più piccole di divinità buddiste, ma sempre di grandi dimensioni. Inoltre si possono osservare i modelli in scala delle tre versioni del Todaiji così da rendersi conto come era e come è cambiato.

Tutto al Todaiji è di grandi dimensioni, anche il portale per accedervi. Il Nandaimon o Grande Porta Sud è un imponente portale in legno risalente alla fine del 1300 che costudisce due altrettanto imponenti statue in legno dei guardiani Nio.

Girando attorno al Daibutsu incrocerete delle persone che cercano di infilarsi dentro un foro per attraversare una delle colonne portanti della Sala del Grande Buddha. Le dimensioni del foro corrispondono a quelle di una narice del Daibutsu e si dice che chi riesce ad attraversarlo nella prossima vita raggiungerà l’illuminazione. Sono molte le persone che si mettono in fila, alcune ci riescono, molte no, ma non ho mai visto nessuno rimanere incastrato per cui perché non provarci?

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Tutto sul Parco di Nara dove i cervi si inchinano

Tutto sul Parco di Nara dove i cervi si inchinano

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Tempo di lettura: 4 minuti

La maggior parte dei luoghi d’interesse di Nara si trovano nel Parco di Nara, ma nulla attrae l’interesse dei turisti come i cervi che si muovono liberi al suo interno, e non si parla di qualche cervo ma di 1500.  Analizzando i geni dei cervi si è scoperto che sono qui probabilmente dal 768, anno della fondazione del Santuario Kasuga dove risiede la divinità Takemikazuchi che appare spesso in sella a un cervo bianco.  I cervi erano così sacri che chi osava ucciderli veniva condannato a morte e così hanno potuto proliferare in maniera indisturbata!

Oggi i cervi non sono più sacri e anche se considerati patrimonio naturale, che può essere anche tradotto come “patrimonio turistico”, da qualche tempo ne vengono abbattuti un centinaio all’anno proprio per limitarne la proliferazione.

Voglio precisare che i cervi non sono addomesticati e non sono lì per farsi le foto con voi, sono animali selvatici che ogni anno fanno finire all’ospedale un centinaio di turisti. Per cui comprate pure i cracker, fatevi circondare da un’orda affamata di simpatici “Bambi”, godetevi il momento e scattate le foto, ma se vedete che diventano insistenti non pensate che stiano giocando anzi, potrebbero diventare aggressivi e non a caso spesso li si vede mordere vestiti e zaini dei turisti.

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Parco di Nara cervi cosa vedere Giappone

Il Parco di Nara ha forse un lato “oscuro”: la malnutrizione. I cervi sono troppi per la superfice del parco così l’erba non è sufficiente a saziare tutti ed inoltre i cracker venduti ai turisti sono fatti con farina di frumento e crusca di riso due alimenti non adatti a nutrirli in modo corretto. Tutto questo secondo alcuni ricercatori rende i cervi di Nara piccoli, magri e sotto peso. Non è d’accordo l’ente che gestisce il parco che si oppone a questa tesi. Però non c’è dubbio che durante la pandemia con la chiusura del Giappone al turismo molti cervi non avendo molto da mangiare si aggiravano magrissimi per la città.     

Voglio concludere con la risposta alla domanda iniziale “Ma è vero che in Giappone i cervi ti salutano con un inchino?” No non è vero. Veramente pensate che un cervo selvatico si inchini per rispetto? O è più logico pensare a un gesto di sfida nei confronti di un altro animale che potrebbe avere del cibo? A voi la risposta.

Un’ultima cosa. Quello che ho scritto non vuol ridimensionare le vostre aspettative, visitare il parco di Nara è un’esperienza unica e ogni volta che lo visito mi faccio un selfie con un cervo e mi diverto con loro, ma trovo giusto che siate consapevoli di ogni aspetto e che non siate tra gli incauti turisti tornati a casa con un bel morso di cervo oltre a un po’ della loro cacca sotto le scarpe…   

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