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Ginkakuji: la guida al padiglione d’argento di Kyoto

Ginkakuji: la guida al padiglione d’argento di Kyoto

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Tempo di lettura: 7 minuti

Il Ginkakuji è uno dei tempi zen di Kyoto che più mi ha trasmesso un senso di pace e tranquillità.  Il suo nome significa Padiglione d’argento e sì, ha un legame con il Kinkakuji. Entrambi hanno una storia simile ma il Ginkakuji a differenza ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo della cultura giapponese.

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Cosa vedere al Ginkakuji

Voglio essere come mio nonno!

La storia del Ginkakuji inizia nel 1460 quando lo shogun Ashikaga Yoshimasa iniziò a progettare di costruire ai piedi del monte Higashiyama una villa con giardino dove si sarebbe ritirato una volta lasciato il suo ruolo di shogun al figlio.

Yoshimasa voleva seguire le orme di suo nonno Yoshimitsu che si fece costruire una villa ai piedi del monte Kinugasayama che poi divenne il Kinkakuji (o il Tempio del Padiglione d’Oro).  Yoshimasa non si fermò qui perché prese dal Kinkakuji sia l’architettura che la destinazione che doveva avere dopo la sua morte, essere trasformato in un tempio zen.

I lavori di costruzione della villa iniziarono nel 1482 e l’anno successivo con il completamento del primo edificio, il Palazzo dell’eternità, Yoshimasa passò il comando al figlio e si trasferì. Negli anni successivi furono aggiunti altre sale ed edifici e nel 1489 si iniziò la costruzione del Ginkaku, il Padiglione d’argento.  A qualche mese dall’inizio dei lavori Yoshimasa si ammalò e morì prima di vederlo completato.

Il Ginkakuji è d’argento?

La risposta è no. Nell’idea di Yoshimasa c’era l’intenzione di ricoprire il padiglione con una lamina argentata ma con la sua morte il progetto rimase incompiuto. Successivamente si pensò anche di portare a termine il desiderio di Yoshimasa ma venne deciso di lasciarlo incompiuto in modo di seguire uno dei principi del buddismo zen: il wabi-sabi, l’accettazione della transitorietà e dell’imperfezione.

Solo nel periodo Edo si iniziò a chiamarlo con il nome di Ginkakuji, Tempio del Padiglione d’argento, probabilmente in contrapposizione a Kinkakuji. In realtà il nome ufficiale del Ginkakuji è Jisho-ji che si rifà al nome buddista di Yoshimasa: Jishoin. 

La culla della cultura giapponese

Di solito quando uno shogun si ritirava sceglieva un luogo dove vivere in solitudine, meditare e attendere la morte.  Per Ashikaga Yoshimasa non fu così. Siamo nel periodo Muromachi e il Giappone tiene importati relazioni con la Cina da qui vengono forti influenze culturali ed estetiche che durante il suo shogunato Yoshimasa interpretò e reinventò in chiave nipponica. Durante il suo ritiro continuò ma si spinse oltre, divenne mecenate di talentuosi artisti con cui si intratteneva e confrontava. E proprio tra le mura della sulla villa si sviluppò la cerimonia del tè, l’ikebana (l’arte di disporre i fiori), il teatro Noh, la pittura Sumi-e e tutta quella che noi consideriamo come estetica zen. Questo fenomeno prende il nome di Cultura Higashiyama, dal luogo in cui si trovava la villa, che andava in direzione contraria alla cultura Kitayama sviluppata dal nonno di Yoshimasa, se quest’ultima rimase prerogativa degli aristocratici dell’epoca la cultura Higashiyama influenzò tutte le classi sociali del Giappone lasciando un segno così profondo che ancora possiamo coglierne i frutti.

Il Ginkakuji oggi

Mentre nei secoli Kyoto bruciava e veniva distrutta da guerre e terremoti il Padiglione d’Argento rimaneva intatto. Oggi il Ginkakuji è un complesso formato di vari edifici immersi nella natura e circondati da un bellissimo giardino. La visita del Ginkakuji segue un percorso obbligato che permette di osservare dall’esterno gli edifici principali e il giardino. I luoghi più importanti sono:

  • Ginkakujigaki. L’accesso al tempio avviene superando un portale e percorrendo una strada dritta lunga 50 metri fiancheggiata da alti alberi e da una staccionata in bambù. Come sempre accade nei templi zen tutto ha uno scopo. Questo percorso divide il mondo esterno da quello sacro del tempio e serve a chi lo percorre a purificare la sua mente dai pensieri legati alla vita di “fuori”.
  • Hojo. La sala principale costruita nel periodo Edo costudisce l’immagine del Buddha e altre immagini sacre.  Lo stile dell’edificio nonostante sia successivo alla morte di Yoshimasa mantiene l’influenza delle sue idee nell’aspetto.
  • Gingaku. Il Padiglione d’argento è il simbolo del tempio, l’edificio è quello originale e la sua architettura imita quella del Kinkakuji, con la sola differenza di avere 2 piani invece di 3. Il piano terra si rifà ai palazzi del periodo Heian e quello superiore ha lo stile cinese di una sala Zen. All’interno si trova una statua della dea Kannon ma non è possibile vederla perché non si può accedere al Gingaku. Considerato tesoro nazionale nel 2008 è terminato una lungo restaurato che lo ha riportato al suo antico e incompleto splendore.
  • Togudo. Costruito nello stesso periodo del Gingaku è l’unico altro edificio originale del tempio e al suo interno è custodita una statua del Buddha Amitabha. Probabilmente se non si è studiosi del buddismo difficilmente si conoscono le differenze tra le varie rappresentazioni del Buddha, vi basti sapere che quello di Kamakura è l’iconografica classica del Amitabha.
Ginkakuji Kyoto cosa vedere Giappone

Foto del Honjo

Il Giardino del Ginkakuji

Il giardino del Ginkakuji è una delle più straordinarie espressioni dell’arte del giardino giapponese, incarnando alla perfezione i principi dello Zen e del wabi-sabi. Progettato per essere contemplato e indurre uno stato meditativo, il giardino è suddivisi in due principali aree: il giardino di sabbia secca o Karesansui, e il giardino di muschio.

  • Il Giardino di Sabbia Secca. Appena entrati, verrete accolti dal famoso “Mare di Sabbia d’Argento” (Ginsadan) e dal “Cono di Sabbia” (Kogetsudai). Questi elementi simboleggiano l’oceano e il Monte Fuji, rispettivamente, e sono progettati per essere contemplati come paesaggi astratti. La sabbia accuratamente rastrellata e le forme geometriche precise invitano alla meditazione e alla riflessione, rappresentando l’impermanenza e l’imperfezione, concetti chiave del wabi-sabi e del pensiero Zen. Il Ginsadan, con la sua superficie piatta e ondulata, riflette la luce della luna creando un’atmosfera serena, mentre il Kogetsudai, con la sua forma conica, richiama la maestosità del Monte Fuji, simbolo della bellezza naturale del Giappone.
  • Il Giardino di muschio. Proseguendo, ci si immerge nel verde lussureggiante del giardino di muschio. Seguendo un sentiero che sale lungo il fianco della collina si attraversa un bosco ricoperto di muschio. Il percorso culmina con un punto panoramico da cui ammirare il Ginkakuji e dintorni.
Ginkakuji Kyoto cosa vedere Giappone

Il Ginkakuji nonostante sia una meta turistica di Kyoto non è ancora così affollato e preso d’assalto dai turisti da perdere la sua atmosfera zen. Poi se vi capiterà di visitarlo, come è successo a me, in un giorno di leggera pioggia con pochi turisti avrete occasione cogliere l’essenza del Ginkakuji come l’aveva pensata e voluta Ashikaga Yoshimasa.

 

Mappa del Ginkakuji

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Hiroshima: cosa vedere nella città simbolo di pace e rinascita

Hiroshima: cosa vedere nella città simbolo di pace e rinascita

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Tempo di lettura: 12 minuti

Se c’è un luogo in Giappone che dovrebbe essere visitato da chiunque almeno una volta nella vita è Hiroshima. Tutti ne abbiamo letto nei libri di storia, e sappiamo l’immane tragedia che l’ha colpita la mattina del 6 agosto 1945, ma esserci è tutta un’altra cosa. Oggi Hiroshima è una città vivace, che non dimentica il passato e allo stesso tempo guarda al futuro con speranza.

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Il Parco della Pace

Il Parco della Pace di Hiroshima è un luogo carico di storia, significato e speranza; che invita a riflettere sul passato, a onorare le vittime della tragedia nucleare del 1945 e a impegnarsi per un futuro di pace per tutte le generazioni presenti e future. Nell’area del Parco della Pace si trovano luoghi che vanno visitati a prescindere.

Il Memoriale della Pace

L’ A-Bomb Dome o Memoriale della Pace di Hiroshima è l’iconico edificio un tempo sede della fiera commerciale cittadina, si trovava a 150 metri dal punto dell’esplosione della bomba atomica. La sua struttura in cemento gli permise di non essere spazzato completamente via. Quello che rimase dell’edificio è stato lasciato così come era per essere da monito contro le armi nucleari.  

Memoriale della Pace Hiroshima cosa vedere Giappone

Museo della Pace

Dovete visitarlo. Non ci sarebbe molto altro da scrivere sul Museo della Pace ma vi darò comunque qualche informazione.

Per prima cosa, prendete necessariamente l’audioguida, è in italiano, così sarete accompagnati da spiegazioni, testimonianze e suoni mentre osserverete fotografie, ricostruzioni e oggetti personali.  Sarete così trasportati nei giorni bui e difficili che hanno seguito l’esplosione atomica, ma sarete anche testimoni della forza e resilienza del popolo di Hiroshima nel cammino verso la ricostruzione e la rinnovata speranza. La visita del Museo della Pace non è facile, la realtà di quei giorni viene sbattuta in faccia, foto e racconti sono crudi, mostrando cose che forse non vorremmo vedere, e una volta usciti vi sentirete colpiti nel profondo. Ed è giusto così, perché lo scopo del museo è insegnarci sì cosa è successo ma anche spingerci a fare in modo che una tragedia del genere non ricapiti più.

Museo della Pace Hiroshima cosa vedere Giappone

A-bombed Phoenix Trees

Questo albero, un parasole cinese, si trovava a 1,3 km dal punto dell’esplosione della bomba atomica e fu colpito in pieno dai raggi di calore e dal vento. Foglie e rami furono spazzati via e metà del troco bruciò, l’albero sembrava morto ma nella primavera del 1946 spuntarono i primi germogli diventando così simbolo di rinascita per la gente di Hiroshima. Nel 1973 l’albero venne spostato nel Parco della Pace, si temeva che questo potesse causarne la morte ma invece ancora una volta sopravvisse.  Sono passati quasi 80 anni e a ogni primavera dai suoi germogli vengono ricavati semi per far nascere degli alberi chiamati “parasole cinese bombardato atomicamente di seconda generazione” che vengono donati alle scuole in visita al Parco della Pace da piantare nei loro cortili così da diffondere un messaggio di rinascita e speranza.

A-bombed Phoenix Trees Hiroshima cosa vedere Giappone

Cenotafio per le Vittime della bomba atomica

Lasciate che tutte le anime qui riposino in pace, perché non ripeteremo il male. Queste sono le parole incise sul Cenotafio per le Vittime della bomba atomica. Il monumento oltre a commemorare le vittime costudisce il registro di tutte le persone conosciute che hanno perso la vita a causa dell’attacco nucleare.

Cenotafio per le Vittime della bomba atomica Hiroshima

Fiamma della Pace

La Fiamma della Pace è un’altra testimonianza tangibile dell’impegno di Hiroshima per la pace nel mondo. Questa fiamma arde continuamente dal 1964 e rimarrà accesa finché non saranno eliminate tutte le armi nucleari dal mondo, simboleggiando la speranza di un futuro senza conflitti e violenza. Purtroppo il momento in cui verrà spenta la fiamma è ancora lontano.

Fiamma della Pace Hiroshima

Hiroshima National Peace Memorial Hall

Un’altra tappa essenziale nel Parco della Pace è l’Hiroshima National Peace Memorial Hall. Questo luogo di commemorazione offre una prospettiva unica sulla tragedia, consentendo a chi lo visita di conoscere le vite delle vittime e di riflettere sulla devastazione causata dalla bomba atomica. La sala principale con la sua forma circolare permette di vedere a 360° la distruzione dal punto di vista dell’ospedale di Shima ipocentro dell’esplosione.  In una seconda sala vengono proiettati nomi e foto delle vittime che possono essere ricercate anche attraverso dei computer disponibili per i visitatori. Come sono messe a disposizione nella biblioteca le testimonianze scritte e i video dei sopravvissuti. Attraverso mostre e testimonianze il Hiroshima National Peace Memorial ci vuole ricordare il costo in vite umane delle guerre e che ogni vittima ha un volto, un nome e una storia.

Hiroshima National Peace Memorial Hall

Sadako Sasaki e Monumento alla pace dei bambini

Nel cuore del Parco della Pace si trova il monumento dedicato a Sadako Sasaki, la giovane sopravvissuta all’attacco atomico che a 11 anni si ammalò di leucemia a causa delle radiazioni nucleari. Nella speranza di guarire Sadako intraprese il progetto di realizzare mille origami di gru, secondo la tradizione giapponese chi riesce a raggiungere il traguardo può realizzare un desiderio. Sadako morì prima di riuscire a completare le mille gru ma il suo desiderio rivive e si realizza ogni giorno nel Parco della Pace grazie ai visitatori e alle scolaresche che lasciano in dono gru di carta.

Il Monumento alla pace dei bambini è stato voluto dai compagni di classe di Sadako, dopo la sua morte iniziarono una raccolta di fondi per realizzare un luogo dove commemorare lei e tutti i bambini morti a causa della bomba atomica. Costruito nel 1958 ha alla base una lastra di marmo con una scritta che vale più di mille parole “Questo è il nostro grido, questa è la nostra preghiera: per costruire la pace nel mondo”.

Monumento alla pace dei bambini Hiroshima

Mentre si lascia il Parco della Pace ci si porta dentro la consapevolezza di quanto è successo in questo luogo ma allo stesso tempo è inevitabile pensare come sia possibile che dopo questa immane tragedia siano proliferate le armi nucleari e che ancora oggi nel mondo ci siano 12.512 teste nucleari e che qualcuno ancora minacci di usarle. Ci sarà un futuro luminoso e pieno di speranza per tutte le generazioni future?

Cosa vedere a Hiroshima

Castello di Hiroshima

Il Castello di Hiroshima chiamato anche Castello della Carpa fu costruito nel 1590 per volere del signore locale Mori Terumoto. A differenza di molti altri castelli quello di Hiroshima non fu demolito durante il periodo Meiji e continuò a essere usato come struttura militare. Il 6 agosto 1945 la bomba atomica rase al suolo la città e distrusse i pilastri del mastio facendolo collassare su sé stesso.

Nel 1958 venne completata la ricostruzione del mastio in cemento in parte ricoperto di legno. Questa soluzione rende il castello molto simile nell’aspetto all’originale. L’interno ospita un museo sulla storia di Hiroshima del castello e dall’ultimo piano si ha una vista a 360° sulla città.

Il castello di Hiroshima dall’esterno ha un aspetto molto affascinante e non sembra di essere di fronte a una ricostruzione in cemento, per questo anche se non volete visitare l’interno consiglio di fare una passeggiata nei dintorni per ammirarne la bellezza.

Castello Hiroshima cosa vedere Giappone

Giardino Shukkeien

A sud-est del castello si trova il giardino Shukkeien, non è un caso che il nome si possa tradurre come “giardino del paesaggio in miniatura”. Passeggiando per il Shukkeien si attraversano valli, colline, montagne e laghi in miniatura. Venne fondato nel 1620 dal signore feudale Asano Nagaakira come giardino della sua villa e fu progettato seguendo i dettami della tradizione cinese di modellare degli scorci panoramici in miniatura.

Il cuore dello Shukkeien è lo stagno Takuei, che ospita più di 10 isolotti grandi e piccoli ed è costellato di montagne, valli, ponti, pergole e case da tè. Il tutto è posizionato lungo un sentiero attraverso il quale si può passeggiare per l’intero giardino, non a caso questa tipologia era conosciuta come giardini circolari.

Come potete immaginare è stato distrutto nel 1945 per poi essere ricostruito come era in origine. Il giardino Shukkeien è affascinante in ogni stagione. Durante la primavera quando i ciliegi in fiore tingono il giardino di rosa e bianco. D’estate per trovare refrigerio dal caldo, e in autunno quando le foglie degli alberi si colorano di rosso, arancione e giallo, creando uno scenario incredibile. In inverno nonostante gli alberi spogli se lo trovaste ricoperto di neve potreste assistere a qualcosa di unico.

Un ultimo consiglio, fermatevi nella casa da tè, e rilassatevi sorseggiando in silenzio del tè verde contemplando l’incredibile paesaggio che vi circonda. Sarà un momento indimenticabile del vostro viaggio in Giappone.

Giardino Shukkeien  Hiroshima cosa vedere Giappone

Hiroshima Hondori Shotengai

Hondori Street è una via pedonale coperta rinomata per i suoi negozi alla moda, i caffè accoglienti e i ristoranti deliziosi. Situata nelle vicinanze del Parco della Pace, è il luogo ideale non solo per lo shopping e per mangiare ma anche un’occasione per vedere come vivono la loro quotidianità gli abitanti di Hiroshima, dopotutto Hondori Street non è un luogo turistico ma il cuore vibrante della città.

Hiroshima Hondori cosa vedere Giappone
Foto di そらみみ - Own work, CC BY-SA 4.0, Link

Okonomimura

Cosa mangiare a Hiroshima? La risposta non può che essere: Okonomiyaki. La versione di Hiroshima dell’okonomiyaki è un piatto assolutamente da provare. Il luogo ideale dove farlo è Okonomimura, una sorta di “villaggio gastronomico” che offre una vasta selezione di ristoranti specializzati nell’okonomiyaki, che la farciscono con ingredienti gustosi come carne, frutti di mare, verdure e uova. Una volta scelto il ristorante che più vi attrae, sedetevi e gustatevi questo piatto iconico di Hiroshima!

Okonomimura Hiroshima cosa vedere Giappone

L’isola di Miyajima

A mezz’ora di treno dal centro di Hiroshima si trova il porto dove prendere il traghetto per Miyajima, l’isola più magica del Giappone. Famosa per il suo torii che sembra fluttuare sul mare è uno dei luoghi più turistici e visitati del Paese del Sol Levante. Per scoprire cosa vedere a Miyajima consiglio di leggere la guida che ho scritto

Miyajima isola itsukushima cosa_vedere Giappone

In conclusione Hiroshima è molto più di una destinazione turistica. Visitare questa città è un’esperienza che lascia il segno e arricchisce. Hiroshima ci insegna che è sempre possibile emergere dal buio e rinascere avendo speranza nel futuro.

Mappa di Hiroshima

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Arashiyama: cosa vedere oltre alla foresta di bambù

Arashiyama: cosa vedere oltre alla foresta di bambù

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Tempo di lettura: 14 minuti

Chi visita Kyoto di solito include Arashiyama tra le mete imprescindibili, spesso attratti principalmente dalla famosa e instagrammabile foresta di bambù. Tuttavia, Arashiyama offre molto più di questo. Dal mio punto di vista, la foresta di bambù è uno dei luoghi meno interessanti, ma su questo ci torneremo più avanti.

Arashiyama si trova a ovest di Kyoto, in una zona circondata da verdi montagne e attraversata dal fiume Katsura. Fin dal periodo Heian, era frequentata dai nobili che amavano immergersi nella bellezza della natura circostante, passeggiando lungo il ponte Togetsukyo per ammirare la fioritura in primavera e il foliage in autunno. Anche oggi, Arashiyama continua ad essere molto visitata in queste stagioni e durante i weekend. Tuttavia, con l’aumento del turismo di massa a Kyoto, Arashiyama ha subito le conseguenze. Le aree lungo il fiume, le vie principali e la foresta di bambù sono spesso affollate. Fortunatamente, non tutta Arashiyama è così. Attraverso questa guida, è possibile scoprire alcuni luoghi immersi nella natura e nel silenzio che permettono di cogliere l’autentica essenza di Arashiyama.

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Cosa vedere a Arashiyama

La foresta di bambù

All’inizio di questo articolo, ho fatto un’affermazione che va controcorrente rispetto a ciò che la maggior parte delle persone sostiene, ma cercherò di spiegare meglio il mio punto di vista. Innanzitutto, è importante chiarire che non stiamo parlando di una vera e propria foresta, bensì di un boschetto di bambù, e poi sappiate che non sono nemmeno così rari in Giappone le foreste di bambù. Nel caso di Arashiyama, si attraversa una stretta stradina circondata da alti bambù, così densi che a tratti è difficile persino vedere il sole. Tuttavia, questa esperienza si esaurisce in poche centinaia di metri, che si percorrono in pochi minuti.

Ciò che può compromettere la bellezza del luogo è il notevole affollamento di persone che si accalcano per scattare foto. A volte, il flusso è così intenso che diventa difficile camminare. Potreste chiedervi: ma le foto spettacolari senza nessuno che vedo sui social? Queste foto sono spesso scattate al mattino presto.

Non intendo sconsigliare la visita alla “foresta” di bambù, ma è importante non aspettarsi qualcosa di unico e imperdibile. Il successo di questo luogo è spesso attribuibile più a Instagram e ai social media che alla reale bellezza del sito.

Arashiyama foresta bambù cosa vedere Giappone

Ponte Togetsukyo

Il nome “Togetsukyo” significa “Ponte che attraversa la Luna” ed è stato costruito in legno per la prima volta nel 836, diventando da allora il simbolo di Arashiyama. Ricostruito più volte, nel 1934 il legno fu sostituito con un più duraturo cemento. Togetsukyo era così noto e frequentato in passato che è il protagonista di un ukiyo-e della serie “Vedute famose di oltre sessanta province” di Hiroshige. Non sorprende: dal centro del ponte si può ammirare l’intera bellezza naturale che rende lo scenario di Arashiyama così incredibile.

Purtroppo, il ponte è l’unica via di collegamento tra le due sponde del fiume, quindi vi transitano auto, bus e camion. Nei giorni più affollati, si creano code e l’immagine poetica immortalata nell’ukiyo-e di Hiroshige è offuscata dallo smog e dalla confusione. Come per la foresta di bambù, il momento migliore per passeggiare sul ponte e immergersi nell’atmosfera dei nobili del periodo Heian è al mattino presto.

Arashiyama Togetsukyo cosa vedere Giappone

Sagano

La zona comunemente chiamata Arashiyama comprende due parti: Sagano a nord del ponte e Arashiyama a sud. È proprio a Sagano che si trovano le principali attrazioni come la foresta di bambù e il Tempio Tenryuji, oltre alle stazioni dei treni. Sagano è anche la zona in cui si concentrano ristoranti, caffè e negozi, dove è possibile trovare souvenir e street food di tutti i tipi. Nonostante sia molto turistica, Sagano offre ancora cose interessanti e curiose, quindi consiglio di fare un giro tra i negozi.

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Parco delle scimmie Iwatayama

Il Parco delle Scimmie di Iwatayama è una delle attrazioni più amate di Arashiyama. Per raggiungerlo da Sagano, oltrepassate il ponte e girate a destra lungo la riva del fiume. Poco dopo, vedrete una scalinata accanto alla foto di una scimmia: quella è l’entrata al parco. Tuttavia, dovrete prima percorrere una ripida scalinata per una decina di minuti, superare un santuario e poi arriverete al parco delle scimmie.

È importante fare una precisazione quelle che vedrete non sono scimmie, ma macachi giapponesi. La popolazione di macachi nella zona conta circa 150 esemplari che sono liberi di scorrazzare. Come per i cervi di Nara, anche i macachi possono diventare aggressivi nonostante siano abituati alla presenza umana. Pertanto, ci sono delle regole da seguire per evitare situazioni pericolose:

  1. Non cercare di toccare o accarezzare i macachi, poiché potrebbero interpretarlo come un’invasione del loro territorio.
  2. Evitare di fissare negli occhi i macachi, poiché potrebbero considerarlo una sfida.
  3. Non dare da mangiare ai macachi né esporre oggetti che possono attirare la loro attenzione.

Se desiderate dare da mangiare alle scimmie, puoi farlo pagando un extra oltre ai 550 yen di ingresso al parco. Vivendo l’esperienza dello zoo all’incontrario, voi in gabbia e i macachi liberi che vengono a prendersi il cibo che gli passate attraverso la rete. Questa esperienza insolita consente di capire il punto di vista degli animali nello zoo, ma serve anche a proteggere i visitatori dai macachi che potrebbero diventare aggressivi per il cibo.

Se non siete appassionato di scimmie, considerate comunque di visitare il Parco delle Scimmie di Iwatayama per il panorama mozzafiato che offre. Nonostante si trovi a soli 160 metri sul livello del mare, è possibile ammirare non solo Arashiyama, ma anche Kyoto su cui spicca la Kyoto Tower.

Per visitare il parco ci vuole circa un’ora per cui il mio consiglio è che se avete abbastanza tempo a disposizione anche se non siete fan delle scimmie lo includerei nelle cose da vedere ad Arashiyama in caso contrario per quanto il panorama sia bello tralascerei la visita al Parco delle scimmie Iwatayama.

Arashiyama Parco scimmie Iwatayama cosa vedere Giappone

Tempio Tenryuji

Il Tempio Tenryuji, designato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, rappresenta il tempio zen più importante di Kyoto. Fondato nel 1339 per volontà dello shogun Ashikaga, il tempio fu dedicato al defunto imperatore Go-Daigo. Ashikaga, dopo aver sostenuto a lungo l’imperatore, si rivoltò contro di lui, costruendo il tempio come un atto di riconciliazione con Go-Daigo. A capo del tempio fu posto il monaco Muso Soseki, fondatore della setta Zen Rinzai, che si occupò anche della progettazione del giardino.

Gli edifici del tempio sono stati distrutti innumerevoli volte da incedi e guerre, quelli attuali risalgono al periodo Meiji. Più fortuna ha avuto il giardino che non è stato intaccato ed è giunto ai giorni nostri come lo aveva progettato il monaco Muso Soseki.

Ed è proprio il giardino il motivo principale per visitare il Tenryuji. È un vero capolavoro paesaggistico, che riflette l’essenza stessa della filosofia zen, dove ogni elemento è perfettamente integrato per creare un’atmosfera di pace e armonia.

La stagione migliore per visitare il Tenryuji è in autunno, quando le foglie degli alberi si tingono di rosso e arancione, creando uno spettacolo mozzafiato. Tuttavia, il giardino offre una magia unica in ogni stagione ed è un luogo imperdibile per chi visita Arashiyama.

Al momento dell’ingresso, è possibile acquistare due tipi di biglietti: uno da 500 yen, che consente l’accesso solo al giardino, e uno da 800 yen, che include anche l’accesso agli edifici. Consiglio la prima opzione, poiché, come già accennato, il vero motivo per visitare il Tempio Tenryuji è il giardino. Gli interni degli edifici, oltre ad essere più recenti, potrebbero non essere altrettanto interessanti. Inoltre, di solito le pareti scorrevoli sono aperte, consentendo ai visitatori di ammirare l’interno mentre esplorano il giardino.

Arashiyama Tenryuji cosa vedere Giappone

Saga-Toriimoto

Nascosto tra verdi colline nella zona più esterna e rurale di Arashiyama, si trova il suggestivo quartiere di Saga-Toriimoto. Ricco di storia e fascino tradizionale, rappresenta un’oasi di tranquillità lontana dal caos della foresta di bambù e di Sagano.

Saga-Toriimoto è famosa per le sue strade lastricate fiancheggiate da antiche case di legno e negozi artigianali, risalenti per lo più al periodo Meiji. Nella parte bassa della strada si trovano edifici nello stile delle Machiya, le case da tè, mentre salendo verso il Tempio Otagi Nenbutsuji si incontrano edifici con tetto in paglia. Non lasciatevi ingannare dall’aspetto più rurale: sotto quei tetti si trovano lussuosi ristoranti kaiseki che, da 400 anni, servono i pellegrini che si recano ai templi della zona.

Nonostante sia poco conosciuta tra i turisti, Saga-Toriimoto ha un importante valore storico e culturale, tanto che è considerata uno dei 4 distretti da preservare, insieme a Gion e Sanneizaka. Personalmente, è la zona che preferisco di Arashiyama, anche perché per raggiungerla a piedi si attraversa immersi nel silenzio una zona di antiche residenze, e si incontrano piccoli cafè, gallerie d’arte e negozi d’artigianato locale.

E se siete alla ricerca di ceramiche, fermatevi da Kotouen, il negozio gestito da padre e figlio che producono in modo artigianale tazze, piatti, vasi, vassoi e statuette di Tanuki e animali. Ogni pezzo è fatto a mano, quindi potete portarvi a casa qualcosa di veramente unico. Che siate o meno alla ricerca di qualcosa, Kotouen è una tappa obbligata.

Arashiyama Saga-Toriimoto cosa vedere Giappone
Foto di 663highland - Own work, CC BY 2.5, Link

Adashino Nenbutsuji

Nella zona di Saga-Toriimoto si trova un tempio molto particolare: Adashino Nenbutsuji. Il tempio si trova in una zona un tempo conosciuta come Adashino, che nel periodo Heian veniva utilizzata come cimitero. Non tutti venivano sepolti qui: i cadaveri dei più poveri e senza famiglia venivano semplicemente abbandonati in fosse comuni aperte. Per portare pace alle anime dei defunti, nel 811 il monaco Kobo Daishi fece raccogliere e seppellire le ossa abbandonate, fondando il tempio Nyorai-ji. Successivamente, il monaco Honen fece costruire una sala per praticare il Nenbutsu, il pregare ripetendo il nome del Buddha. Da allora, il tempio fu chiamato Nenbutsuji. Adashino continuò per secoli ad essere un luogo di sepolture, ed era disseminato di statue, steli e stupa. È nel 1913 che venne deciso di riunirne circa 8000 nel tempio di Adashino Nenbutsuji, in modo da dare un unico luogo in cui pregare.

Adashino Nenbutsuji è un luogo affascinante e carico di spiritualità che raggiunge il suo culmine il 23 e 24 agosto di ogni anno, quando le statue vengono illuminate da candele per celebrare e non dimenticare le anime di chi è qui sepolto.

Arashiyama Adashino Nenbutsuji cosa vedere Giappone
Foto di Zairon - Own work, CC BY-SA 4.0, Link

Otagi Nenbutsuji

A monte di Saga-Toriimoto si trova uno dei templi più curiosi di tutto il Giappone ed uno dei miei preferiti, l’Otagi Nenbutsuji. Inizialmente costruito nel 770 nella zona di Higashiyama, il tempio fu successivamente distrutto dall’esondazione del fiume Kamogawa, per essere ricostruito a nord-est di Kyoto. Ma questo non lo salvò dal lento e inesorabile abbandono che portò al crollo di parte degli edifici. Rimase in piedi solo il portale, la sala principale e una minore. Per tentare di recuperarlo, nel 1922 gli edifici furono smontati e ricostruiti nell’attuale posizione. Ma la sorte avversa non aveva ancora finito di giocare con il destino del tempio. Nel 1950 un tifone danneggiò vistosamente il tempio. La rinascita iniziò nel 1955 con l’arrivo dell’alto sacerdote Kocho Nishimura. Il sacerdote era anche uno scultore e per attrarre nuovi pellegrini per 10 anni, dal 1981 al 1991, scolpì 1200 statue di Rakan, i discepoli del Buddha. La genialità, o la follia, del sacerdote è stata quella di ritrarre i Rakan con espressioni buffe in attività non proprio spirituali. Provate a cercare i miei preferiti: il Rakan con un walkman, quello con la racchetta da tennis e quello con la macchina fotografica.

Le statue, nonostante siano recenti, sono ricoperte di muschio ed erose dalla pioggia, donando loro un aspetto ancora più surreale. Come surreale e strana è l’atmosfera del tempio. È arroccato sulla montagna ed immerso in un silenzio interrotto solo dal verso di qualche animale. Camminando tra le statue, con quelle buffe e inquietanti espressioni, sembra di essere i protagonisti di un film horror giapponese. Ogni tanto guardatevi alle spalle, che non ci sia un Rakan con in mano una spada che si sia voltato verso di voi…

Arashiyama Otagi Nenbutsuji cosa vedere Giappone

Cosa fare a Arashiyama

In conclusione di questa guida, vorrei consigliarvi due attività interessanti che potete fare a Arashiyama. La prima è partecipare a una gita in barca sul fiume; la seconda è prendere il treno romantico di Sagano che parte dalla stazione Saga Torokko. Il treno è d’epoca e percorre lentamente un percorso panoramico lungo il fiume. L’ideale è prendere il treno all’andata e la barca al ritorno, così da godere appieno della bellezza naturalistica di Arashiyama. Questa è un’esperienza imperdibile in autunno durante l’apice del foliage, quando le montagne si tingono di rosso e arancione.

Come avete capito, Arashiyama offre così tanto che visitarla solo per la foresta di bambù non ha nessun senso. Organizzate bene il vostro itinerario pensando di dedicare almeno mezza giornata, se non di più, alla scoperta di un’area di Kyoto amata da sempre per la sua bellezza.

Mappa di Arashiyama

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Tokyo in 4 Giorni: Itinerario tra Cultura, Divertimento e Tradizione

Tokyo in 4 Giorni: Itinerario tra Cultura, Divertimento e Tradizione

Home » Giappone » Pagina 11

Tempo di lettura: 16 minuti

Decidere cosa vedere a Tokyo in soli 4 giorni può essere complicato. La città è enorme e offre tantissime cose da fare e da vedere, quindi fare una scelta non è facile. Ecco l’itinerario che ho preparato per i miei viaggi di gruppo in Giappone. L’obiettivo è mostrare il meglio di Tokyo in pochi giorni, cercando di accontentare tutti i gusti. Naturalmente, potete personalizzare l’itinerario in base ai vostri interessi, seguendo le mie guide sui vari quartieri di Tokyo.

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Cosa vedere a Tokyo in 4 giorni

14 giorni in Giappone: l'itinerario che consiglio

Ho girato il Giappone da solo per anni, poi ho cominciato a portarci gli altri. Questo PDF è quello che consiglierei a un amico che parte per la prima volta: la sequenza giusta, i posti che non trovi negli altri itinerari, i numeri reali.

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Giorno 1: Ueno – Asakusa – Akihabara

Cosa vedere a Ueno

Dal vostro hotel, partite la mattina per raggiungere il Parco di Ueno. Prima di tutto, andate a vedere il tempio Kyomizu Kannon e il santuario Toshogu. Poi dirigetevi verso i tre laghetti con al centro il tempio Bentendo. Camminate lungo le rive del laghetto delle barche per godervi al meglio l’atmosfera del parco. Ci sono anche musei importanti nella zona, ma vi serve tempo per visitarli, quindi decidete se volete includerli nel vostro giro. Personalmente, nella mia guida su Ueno, sconsiglio di visitare lo zoo.

Dopo aver visto il parco, dirigetevi al vicino mercato di Ameyoko. Inizia dall’uscita centrale della stazione di Ueno e si estende fino all’uscita di Okachimachi. È una zona pedonale piena di negozi di abbigliamento, dolci, souvenir e bancarelle di frutta e pesce fresco. Troverete anche molti ristoranti, caffetterie e izakaya, quindi se è ora di pranzo e siete ancora lì, vi consiglio di fermarvi ad Ameyoko per pranzare.

Dalla stazione di Ueno, prendete la linea “Ginza” della metro in direzione Asakusa per passare alla prossima tappa della giornata.

Cosa vedere a Asakusa

Asakusa è uno dei quartieri più visitati di Tokyo e di solito è molto affollato, quindi preparatevi a fare la coda e cercate di goderne al meglio, anche se può essere un po’ difficile. Appena usciti dalla stazione, andate al Centro informazioni turistiche di Asakusa e salite fino all’ottavo piano per ammirare la vista panoramica e godervi un momento di tranquillità prima di dirigervi al Tempio Sensoji. Fate la foto di rito sotto la grande lanterna del portale Kaminarimon e poi camminate lungo la Nakamise, la strada piena di negozi che porta all’edificio principale del Sensoji. La Nakamise è così affollata di turisti e negozi di souvenir che può essere difficile camminarci nei giorni più affollati. Se volete evitare la folla, c’è un vicolo poco frequentato sul retro dei negozi. Oltre alla Nakamise, c’è un secondo portale; una volta passato, arriverete all’Hondo, l’edificio principale del tempio.

Dopo aver visitato l’area del Sensoji, potete esplorare i dintorni di Asakusa. Il quartiere ha molto da offrire e se volete saperne di più, vi consiglio di leggere la mia guida.

Cosa vedere a Akihabara

È il momento di esplorare il quartiere più otaku di Tokyo. Tornate alla stazione di Asakusa e prendete di nuovo la linea “Ginza” della metro fino a Ueno. Seguite le indicazioni per le linee JR e passate attraverso il gate verso il binario 3. Qui potete prendere il treno della Yamanote line che vi porta in pochi minuti alla stazione di Akihabara. Una volta lì, seguite le indicazioni per “Electric Town Gate”. Una volta usciti, vi troverete nel paradiso degli amanti delle anime, manga e videogiochi. Sul mio sito troverete una guida ai migliori negozi, e devo avvertirvi: “state attenti a non spendere troppo!”

Anche se la cultura pop giapponese non è la vostra passione o se avete dei pregiudizi verso questo mondo, ignorare Akihabara sarebbe un errore. È un quartiere vivace e colorato, dove l’amore per gli anime, i manga e i videogiochi si respira nell’aria e si vede nell’entusiasmo dei fan che riempiono i negozi alla ricerca di nuovi pezzi per le loro collezioni.

Giorno 2: Harajuku – Shibuya – Shinjuku

Cosa vedere a Harajuku

Iniziate la giornata prendendo la linea della JR Yamanote e scendete alla fermata di Harajuku. Uscite dalla “West Exit” e dirigetevi verso la prima tappa del vostro itinerario a Tokyo: il Santuario Meiji. Riconoscerete l’entrata dal gigantesco torii in legno; una volta oltrepassato, vi troverete nell’area sacra del santuario. Seguendo il largo viale, raggiungerete l’edificio principale dedicato all’imperatore Meiji e a sua moglie. Questo santuario, uno dei luoghi più sacri della capitale, offre un momento di serenità in mezzo alla foresta, lontano dal trambusto della metropoli. Assaporate questa atmosfera sacra perché il resto della giornata vi immergerete nella vivace, rumorosa e alla moda Tokyo!

Per vivere appieno questo contrasto, dopo la visita al santuario, tornate alla stazione di Harajuku, girate a destra e seguite la strada fino a quando sulla sinistra vedrete una stretta via con un’insegna colorata che recita “Takeshita Street”. Questo viale di 400 metri è stato il cuore delle mode alternative di Tokyo dagli anni ’80. Oggi, sebbene molti negozi alternativi siano stati sostituiti da catene trendy e punti di street food, Takeshita Street rimane un luogo colorato e vivace che merita assolutamente una visita.

Alla fine di Takeshita Street, è ora di raggiungere la vostra prossima destinazione: Shibuya. Avete due opzioni, tornare alla stazione di Harajuku e prendere la Yamanote che in 3 minuti vi porterà a Shibuya o raggiungerla a piedi. Consiglio la seconda opzione: la passeggiata dura solo 15-20 minuti e attraversando Cat Street (troverete la mappa nell’articolo dedicato ad Harajuku), attraverserete una zona molto trendy con molti negozi, caffè e ristoranti.

Cosa vedere a Shibuya

Shibuya non ha bisogno di presentazioni, è semplicemente l’incrocio più famoso al mondo. Ci sono poche cose fondamentali da visitare: la statua di Hachiko, la zona spagnola e quella dei Love Hotel. Dopo di che, potete esplorare la zona nei dintorni dell’incrocio, circondata da centri commerciali, negozi, ristoranti e locali.

Se volete vedere l’incrocio dall’alto, potete prenotare con largo anticipo un biglietto per lo Shibuya Sky, l’osservatorio in cima al nuovo grattacielo Shibuya Scramble Square.

Quando siete pronti a lasciare Shibuya, tornate in stazione e riprendete la Yamanote in direzione Shinjuku.

Cosa vedere a Shinjuku

Arrivati alla stazione di Shinjuku, prendetevi qualche minuto per orientarvi. Ogni giorno passano da questa stazione 3 milioni di persone, ed è così grande che è facile perdersi. Il modo migliore per uscire è seguire le indicazioni per “East Gate”.

Sperando che abbiate trovato l’uscita indicata, vi troverete di fronte a Studio Alta, un centro commerciale che può essere il vostro punto di riferimento per ritrovare la stazione. Accanto a Studio Alta, c’è il megaschermo con il famoso gatto 3D che si vede spesso nei reels e nei video di chi è stato a Tokyo. Proseguendo per la zona pedonale ai piedi del gatto, arriverete a una strada a due corsie, e se osservate attentamente dall’altro lato, troverete un’insegna rossa a forma di pesce. Quella è l’entrata di Kabukicho, il quartiere a luci rosse di Tokyo. Visitare Kabukicho è una delle esperienze imprescindibili; oltre ai locali per adulti, troverete molti ristoranti e locali “normali”. Negli ultimi anni, Kabukicho è diventata una destinazione molto turistica, quindi esplorate tranquillamente i suoi vicoli. Non dimenticate di fare la foto di rito con la testa di Godzilla che spunta dall’Hotel Gracery, altrimenti non potrete dire di essere stati davvero a Kabukicho!

A seconda del tempo a disposizione, potete decidere se esplorare la zona a sud della stazione, una vasta area pedonale con molti ristoranti, locali e negozi, oppure dirigervi a ovest della stazione nella zona amministrativa di Shinjuku. Tra i moderni grattacieli si trova il Tokyo Metropolitan Government Building, uno degli edifici più alti della città, dove al 45° piano c’è un osservatorio gratuito con una vista incredibile sulla capitale. Consiglio di visitarlo al tramonto o di sera.

L’offerta di ristoranti a Shinjuku è vasta e variegata, quindi la cena qui è d’obbligo. Poiché la vostra giornata non è ancora finita, vi aspetta una delle zone più iconiche di Tokyo: Golden Gai. Nelle vicinanze di Kabukicho, troverete una zona di edifici bassi e datati che sono in realtà bar e piccoli ristoranti. In poche centinaia di metri, troverete oltre 200 locali che possono ospitare al massimo 5-10 persone ciascuno. Se avete visto la serie Netflix “Midnight Diner: Tokyo Stories”, sapete cosa vi aspetta, quindi non perdete l’occasione di concludere il vostro secondo giorno a Tokyo con un’esperienza indimenticabile a Golden Gai!

Giorno 3: Palazzo Imperiale  – Tsukiji – Odaiba

Cosa vedere al Palazzo Imperiale di Tokyo

Al mattino, dirigetevi alla Stazione di Tokyo. Una volta lì, seguite le indicazioni per “Marunouchi North Exit” o “Marunouchi South Exit”; entrambe vi porteranno nella direzione del Palazzo Imperiale. Una volta fuori, seguite il largo viale di fronte a voi e, dopo aver superato un canale, vi troverete nell’area del Palazzo Imperiale. Come descritto nella mia guida, potete visitare solo la zona dei Giardini Orientali e il perimetro esterno. Quest’area è piuttosto vasta, quindi vi consiglio di concentrarvi principalmente sui Giardini Orientali.

Cosa vedere a Tsukiji

Successivamente, dirigetevi al mercato del pesce di Tsukiji. Per prima cosa, raggiungete la stazione di Hibiya, a sud della stazione di Tokyo, vicino al Parco Hibiya. Prendete la linea Hibiya della metro, che in una decina di minuti vi porterà alla stazione di Tsukiji. È importante precisare che molti definiscono ancora questo luogo come il mercato del pesce di Tokyo, ma in realtà è stato spostato a Toyosu. Quello che rimane a Tsukiji è il mercato “esterno”, con pescherie, negozi e ristoranti. Nonostante i cambiamenti, rimane uno dei mercati più vivaci e interessanti di Tokyo, perfetto per gustare ottimo pesce fresco a prezzi convenienti e provare del delizioso street food.

Dopo pranzo, potreste visitare il Giardino Hamarikyu, un bel parco che include un laghetto con una casa da tè in stile del periodo Edo e offre una vista sulla Tokyo Tower. Il giardino si trova a soli 10 minuti dal mercato ed è vicino alla stazione che vi porterà all’ultima tappa del giorno: Odaiba.

Cosa vedere a Odaiba

Dal Giardino Hamarikyu, potete camminare per 10 minuti fino alla stazione di Shiodome, da dove parte la Yurikamome, la monorotaia a guida autonoma, che vi porterà attraverso il Rainbow Bridge all’isola artificiale di Odaiba.

A Odaiba, ci sono molte cose da fare e vedere. La principale attrazione è la statua a grandezza naturale di 20 metri del robot Gundam Unicorn, che si “trasforma” agli orari prestabiliti, un sogno per gli appassionati! Anche se non siete fan, è comunque una tappa imperdibile, essendo un simbolo della cultura pop giapponese e un’attrazione unica da vedere qui.

Un altro luogo unico è il Miraikan, il Museo nazionale della scienza emergente e dell’innovazione, che offre esperienze coinvolgenti per adulti e bambini.

Odaiba è anche ottima per lo shopping, con centri commerciali come Driver City e Aqua City che offrono una vasta gamma di negozi, ristoranti, sale giochi e musei. Fate attenzione all’orario, perché Odaiba può facilmente rapirvi per ore.

Prima del tramonto, dirigetevi verso la zona ovest di Odaiba, oltre l’Aqua City e l’Hotel Hilton, dove troverete la statua della libertà e potrete ammirare lo straordinario skyline di Tokyo. Il momento in cui il sole cala e le luci degli edifici illuminano la città è indimenticabile e un’ottima conclusione per la vostra giornata.

Giorno 4:  Shibamata  – Yanaka – Ikebukuro

Cosa vedere a Shibamata

Dopo aver visitato i quartieri più conosciuti e turistici è arrivato il giorno di scoprire i volti più giapponesi di Tokyo. Aprite Google Maps e cercate “Shibamata Station”, e trovate la linea più comoda per arrivarci dalla vostra sistemazione.

Sicuramente ci sarà da fare qualche cambio treno ma ne vale la pena di raggiungere Shibamata, uno dei quartieri più nostalgici e retrò di tutta la capitale. Situato al confine est di Tokyo lungo le sponde del fiume Edogawa, la zona è stata risparmiata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale permettendo così ad alcuni edifici tradizionali di resistere fino ad oggi. Molti si affacciano sulla strada che porta al Shibamata Taishakuten, uno dei templi più belli di tutta Tokyo.

A Shibamata non hanno resistito fino a oggi solo gli edifici, ma anche le tradizioni culinarie. Specialità come l’anguilla alla griglia, il dango verde e i tipici “cracker” di riso tipici giapponesi sono preparate nello stesso modo da centinaia di anni.

Dopo aver mangiato una o più specialità di Shibamata raggiungete il fiume Edogawa, e godetevi di un momento rilassante seduti sulla sponda prima di tornare verso la stazione.

Cosa vedere a Yanaka

Prendete il treno della linea Kesei in direzione Takasago, qui cambiate con il treno che parte dal binario 1 o 2 in direzione Ueno. La vostra fermata è Nippori.

Usciti dal “West Gate” percorrete la strada che vi troverete difronte. Noterete subito che il paesaggio urbano è diverso, gli edifici hanno pochi piani e lo stile è datato, vi trovate a Yanaka un altro dei quartieri tradizionali e sopravvissuti ai bombardamenti. Nella zona si trova uno dei cimiteri più importati di Tokyo e numerosi templi e santuari. Per decidere se visitarli o meno leggete la guida a Yanaka che ho scritto.

Quello che non potete perdere è Yanaka Ginza una via commerciale, frequentata principalmente dagli abitanti del quartiere, costellata di negozi come fruttivendoli e pescherie, ma anche altri più particolari dove acquistare tè, ceramiche e artigianato da portare a casa come souvenir. Non manca lo street food come spiedini di carte, calamari alla griglia e tayaki.

Quello che contraddistingue Yanaka Ginza e tutto il quartiere è l’atmosfera, sembra di essere in piccolo paese piuttosto che in una metropoli. Sono sicuro che ve ne innamorate.

Cosa vedere a Ikebukuro

A questo punto della giornata, in base all’orario potreste decidere di tornare visitare Shibuya, l’incrocio di sera è qualcosa di strabiliante. Oppure ritornare ad Asakusa per cenare e poi visitare nuovamente il Sensoji, di sera è chiuso per cui non ci sono molti visitatori, ma è gli edifici principali vengono illuminati e questo dona al tempio un’atmosfera magica e riacquistando un’aurea di spiritualità.

Se invece volete continuare a scoprire i quartieri di Tokyo e volete fare shopping ritornate alla stazione di Nippori prendete la Yamanote Line in direzione Ikebukuro, la vostra prossima tappa.

Ikebukuro è un quartiere di Tokyo ancora poco frequentato dai turisti ed è conosciuto soprattutto come l’Akihabara per ragazze, grazie ai numerosi negozi dedicati alle appassionate di manga, anime e J-Pop. Tuttavia, Ikebukuro non si limita solo allo shopping nerd; offre anche numerosi centri commerciali e negozi dove è possibile trovare di tutto. Se desiderate divertirvi, non mancano sale giochi, karaoke e locali.

Inoltre, se vi recate al Sunshine City, tra molti negozi e ristoranti, troverete un acquario, un osservatorio e il negozio di gashpon più grande del mondo: un paradiso per tutti gli appassionati dei distributori di capsule con all’interno una “sorpresa” a tema.

​In conclusione, posso dire che quattro giorni sono sufficienti per visitare molti dei luoghi principali di Tokyo e con questo itinerario riuscirete a scorgere i molti volti della capitale e coglierne alcune contraddizioni.

Come consiglio sempre, per ottimizzare il vostro tempo, pianificate bene gli spostamenti e partite dalla vostra sistemazione non più tardi delle 9 del mattino. Scegliete cosa è più importante per voi: visite, shopping, cibo o esperienze. E infine non esagerate, concentratevi su poche cose vissute appieno anziché molte viste superficialmente. Tokyo è così unica che tornerete sicuramente per esplorarla ancora!

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Tokyo in 3 giorni: cosa vedere e itinerario completo

Tokyo in 3 giorni: cosa vedere e itinerario completo

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Tempo di lettura: 15 minuti

Cosa vedere a Tokyo in 3 giorni è una domanda difficile a cui rispondere, la capitale del Giappone è così vasta e ci sono così tante cose da vedere e fare che scegliere è sempre difficile. Quello che segue è l’itinerario che ho costruito per i miei tour di gruppo in Giappone. L’idea è quella di dare la possibilità di vedere quello che è per me il meglio di Tokyo e che possa interessare a tutti avendo a disposizione pochi giorni. Ciò non toglie che potete adattare l’itinerario in base ai vostri interessi seguendo le mie guide ai quartieri di Tokyo

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Cosa vedere a Tokyo in 3 giorni

14 giorni in Giappone: l'itinerario che consiglio

Ho girato il Giappone da solo per anni, poi ho cominciato a portarci gli altri. Questo PDF è quello che consiglierei a un amico che parte per la prima volta: la sequenza giusta, i posti che non trovi negli altri itinerari, i numeri reali.

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Giorno 1: Ueno – Asakusa – Akihabara

Cosa vedere a Ueno

Dal vostro Hotel raggiungete al mattino il Parco di Ueno. Visitate prima il tempio Kyomizu Kannon e il santuario Toshogu per poi dirigervi verso la zona dei tre stagni con al centro il tempio Bentendo. Passeggiate lungo le sponde dello stagno delle barche così da apprezzare al meglio l’atmosfera del parco.  La zona del parco ospita musei molto importanti ma che necessitano di tempo per essere visitati per cui valutate se includerli nel vostro tour. Come ho scritto nella mia guida a Ueno, sconsiglio di visitare lo zoo.

Una volta visitato il parco dirigetevi al vicino mercato di Ameyoko. L’inizio del mercato è di fronte all’uscita centrale della stazione di Ueno e termina a quella di Okachimachi. La zona è interamente pedonale ed è costellata di negozi d’abbigliamento, dolci, souvenir e bancarelle di frutta e pesce fresco.  Inoltre ci sono molti ristoranti, caffetterie e izakaya per cui se a ora di pranzo siete ancora in zona, consiglio di pranzare ad Ameyoko.

Dalla stazione di Ueno prendete la linea “Ginza” della metro in direzione Asakusa così da spostarvi verso la prossima tappa della giornata.

Cosa vedere a Asakusa

Asakusa è uno dei quartieri di Tokyo più turistici e di solito è molto affollato per cui armatevi di pazienza e cercate di godervelo al meglio, anche se non è facile. Una volta usciti dalla stazione dirigetevi al Centro informazioni turistiche di Asakusa e salite all’ottavo piano così da ammirare la vista panoramica e godervi l’ultimo momento di tranquillità prima di dirigervi verso il Tempio Sensoji. Fate la foto di rito sotto il lanternone del portale Kaminarimon e poi percorrete la Nakamise, il viale che porta all’edificio principale del Sensoji. La Nakamise con i suoi numerosi negozi di souvenir e dolci tradizionali attrae così tanto i turisti che nei giorni più affollati si fa fatica a camminare. Volendo evitare il caos sul retro dei negozi c’è un vicolo parallelo alla Nakamise poco frequentato. Oltre alla Nakamise c’è un secondo portale, una volta superato vi troverete l’Hondo, l’edificio principale.

Una volta visitata l’area del Sensoji potete decidere di esplorare i dintorni. Asakusa ha molto da offrire e se volete approfondire consiglio di leggere la mia guida.

Cosa vedere a Akihabara

È ora di visitare il quartiere più nerd di Tokyo, ritornate alla stazione di Asakusa e riprendete la linea “Ginza” della metro fino alla stazione di Ueno e qui seguite le indicazioni per le linee JR e una volta superato il gate dirigetevi al binario 3. Qui passa il treno della Yamanote line che in pochi minuti vi porta alla stazione di Akihabara dove dovete seguire le indicazioni per “Electric Town Gate”. Una volta usciti siete nel paradiso degli appassionati di anime, manga e videogame. Sul sito trovate la guida ai migliori negozi, e c’è poco altro da dire se non: “attenti a non spendere troppo!”.

Se invece la cultura pop giapponese non vi interessa o siete tra quelli che ancora hanno pregiudizi verso questo “mondo”, snobbare Akihabara sarebbe un errore. Perché è un quartiere colorato e gioioso dove la passione per tutto quello che gira attorno ad anime, manga e videogame è palpabile e si percepisce nell’entusiasmo degli appassionati che affollano i negozi alla ricerca di qualcosa da aggiungere alla loro collezione.

Giorno 2: Harajuku – Shibuya – Shinjuku

Cosa vedere a Harajuku

Iniziate la giornata prendendo la linea della JR Yamanote e scendete alla fermata Harajuku. Uscite dalla “West Exit” per dirigervi poi verso la prima tappa della vostra giornata a Tokyo: il Santuario Meiji. L’entrata si riconosce da un gigantesco torii in legno, superandolo vi troverete nell’area sacra del santuario. Seguendo l’ampio viale raggiungerete l’edificio principale. Il santuario è dedicato all’imperatore Meiji che ha traghettato il Giappone nell’era moderna e a sua moglie. È uno dei luoghi più importanti e sacri della capitale ed è incredibile come una volta immersi nella foresta non si abbia più la sensazione di essere in una metropoli. Assaporate questo momento di sacralità e spiritualità perché durante il resto della giornata vi immergerete nella Tokyo più vibrante, rumorosa e alla moda!

Proprio per vivere al meglio questo contrasto una volta conclusa la visita al santuario tornate sui vostri passi fino alla stazione di Harajuku, girate a destra e proseguite fino a quando sulla vostra sinistra non vedrete una stretta via e un’insegna colorata con scritto “Takeshita Street”. Questa via lunga 400 metri è stata dagli anni ’80 dello scorso millennio la culla delle mode alternative di Tokyo. Oggi sono rimasti pochi negozi “alternativi”, molti sono stati sostituiti da catene di negozi e di street food di tendenza, ma rimane un luogo colorato e vivace che va assolutamente visitato.

Arrivati alla fine di Takeshita street è ora di raggiungere la vostra prossima meta: Shibuya. Avete due scelte, ritornare alla stazione di Harajuku e risalire sulla Yamanote che in 3 minuti vi porta alla stazione di Shibuya o arrivarci a piedi. Consiglio quest’ultima soluzione, la passeggiata dura solo 15-20 minuti e se prendete Cat Street (trovate la mappa nell’articolo dedicato ad Harajuku) per arrivare a Shibuya attraverserete una zona molto alla moda costellata di negozi, cafè e ristoranti.

Cosa vedere a Shibuya

Shibuya non ha bisogno di presentazioni, è “solo” l’incrocio più famoso del mondo. Sono poche le cose fondamentali da visitare. La statua di Hachiko, la zona spagnola e quella dei Love Hotel, poi sta a voi scoprire Shibuya passeggiando per le strade nei dintorni dell’incrocio. Il tempo che passerete a Shibuya lo deciderete voi, è indubbio che usciti dalla stazione vi troverete circondati da qualcosa di incredibile ma una volta metabolizzato l’incrocio, i megaschermi, le luci, i colori e i suoni, la zona nei dintorni è un insieme di centri commerciali, negozi, ristoranti, locali e nulla di più.

Se volete vedere l’incrocio dall’alto dove prenotare con largo anticipo un biglietto per lo Shibuya Sky, l’osservatorio in cima al nuovo grattacielo Shibuya Scramble Square.

Quando ne avrete abbastanza di Shibuya tornate in stazione e riprendete la Yamanote direzione Shinjuku.

Cosa vedere a Shinjuku

Scesi al binario della stazione di Shinjuku prendetevi qualche minuto per capire dove siete. Ogni giorno da questa stazione passano 3 milioni di persone e le sue dimensioni superano l’immaginazione di un normale turista, per cui perdersi è un attimo. L’unico modo per uscirne senza troppe difficoltà è seguire le indicazioni per “East Gate”.

Nella speranza che siate riusciti ad arrivare all’uscita che vi ho indicato vi troverete di fronte a Studio Alta, un centro commerciale che deve essere il vostro faro per ritrovare la stazione e l’entrata giusta.  A fianco a Studio Alta c’è il megaschermo con il famoso gatto 3D che ormai si vede in ogni reels e video di chi è stato a Tokyo. Proseguendo per la zona pedonale ai piedi del gatto arriverete a una strada a 2 corsie, dall’altro lato se osservate bene c’è un’insegna rossa a forma di pesce. Quella è l’entrata di Kabukicho, il quartiere a luci rosse di Tokyo. Visitare Kabukicho è una delle cose da fare assolutamente, oltre i locali d’intrattenimento per adulti ci sono molti ristoranti e locali “normali”. Negli ultimi anni Kabukicho è cambiata molto diventando una meta molto turistica per cui non fatevi problemi a girovagare per i suoi vicoli. Non dimenticate di fare la foto di rito con il testone di Godzilla che spunta da sopra l’Hotel Gracery, altrimenti non potrete dire di esser stati a Kabukicho!

In base al tempo a disposizione potete decidere di visitare la zona sud della stazione. Una vasta area pedonale che si estende parallela alla stazione dove ci sono molti ristoranti, locali e negozi.

In alternativa a ovest della stazione nella zona amministrativa di Shinjuku tra i moderni grattacieli si trova il Tokyo Metropolitan Government Building uno degli edifici più alti della città dove al 45esimo piano si trova un osservatorio gratuito dove ammirare l’incredibile panorama della capitale dall’alto. Consiglio di andarci al tramonto o alla sera.

L’offerta di ristoranti a Shinjuku è immensa, ce ne sono di tutti i tipi e costi, per cui la cena qui è d’obbligo. Anche perché la vostra giornata non è finita, vi aspetta una delle zone più iconiche di Tokyo: Golden Gai. Nelle vicinanze di Kabukicho si trova una zona di edifici bassi e datati che non sono altro che bar e piccoli ristoranti. In poche centinaia di metri sono concentrati più di 200 locali che al massimo possono ospitare 5-10 persone. Se avete visto la serie Netflix “Midnight Diner: Tokyo Stories” è ambientata qui e sapete cosa vi aspetta, quindi non mancate di concludere a Golden Gai il vostro secondo giorno a Tokyo, sarà un’esperienza indimenticabile!

Giorno 3: Palazzo Imperiale  – Tsukiji – Odaiba

Cosa vedere al Palazzo Imperiale di Tokyo

Al mattino raggiungete la Stazione di Tokyo, una volta scesi seguite le indicazioni per “Marunouchi North Exit” o “Marunouchi South Exit”, entrambe vi faranno uscire nella direzione del Palazzo Imperiale. Una volta fuori è impossibile sbagliare strada, percorrete il grande viale di fronte a voi e una volta superato un canale sarete nell’area del palazzo Imperiale. Se avete letto la mia guida sapete che è visitabile solo la zona dei Giardini Orientali e il perimetro esterno. La zona è molto estesa per cui potrebbe occuparvi molto tempo, per questo consiglio di visitare principalmente i Giardini Orientali.

Cosa vedere a Tsukiji

La tappa successiva è il mercato del pesce di Tsukiji, per prima cosa raggiungete la stazione di Hibiya che si trova a sud della stazione di Tokyo vicino al Parco Hibiya.  Prendete la linea Hibiya della metro che vi porta in una decina di minuti alla stazione di Tsujiki. Qui bisogna fare una precisazione, molti sul web si ostinano a definirlo come il mercato del pesce di Tokyo, questo era corretto fino a qualche anno fa ma ora non lo è più. Il mercato del pesce dove si fanno ogni giorno le aste del tonno è stato spostato a Toyosu e quello di Tsukiji è stato demolito per far spazio a un parcheggio. Quello che rimane è il mercato “esterno” con pescherie, negozi e ristoranti e nonostante il cambiamento rimane uno dei mercati più vivaci e interessanti di Tokyo dove mangiare dell’ottimo pesce. Sicuramente arriverete qui per l’ora di pranzo e quale posto migliore dove mangiare sushi e sashimi freschissimi a un prezzo economico, se non a Tsukiji. E se il pesce crudo non vi fa impazzire ci sono molte bancarelle che offrono dell’eccellente street food!

Finito di pranzare potreste visitare il Giardino Hamarikyu un bel parco con diversi aspetti tradizionali tra cui un laghetto con una casa da tè nello stile del periodo Edo. Dal Giardino si può ammirare anche la Tokyo Tower in lontananza. Il Giardino Hamarikyu è a soli 10 minuti dal mercato ed è vicino alla stazione che vi porterà all’ultima tappa del giorno: Odaiba.

Cosa vedere a Odaiba

Dall’entrata del giardino in 10 minuti a piedi raggiungete la stazione di Shiodome da dove parte la Yurikamome, la famosa monorotaia a guida autonoma, che vi porterà attraversando il Rainbow Bridge all’isola artificiale di Odaiba.

A Odaiba ci sono molte cose che potete fare e vedere. Le principali sono la statua a grandezza naturale di 20 metri del robot Gundam Unicorn che a orari precisi si “trasforma” come nel famoso anime. Un sogno che si realizza per ogni appassionato! Se non siete degli appassionati, non importa dovete vederlo perché è un simbolo della cultura pop giapponese e perché è qualcosa che potete vedere solo qui.

Altro luogo unico è il Miraikan, il Museo nazionale della scienza emergente e dell’innovazione. Non pensate a qualcosa di noioso e per soli appassionati di tecnologia, il Miraikan mostra il presente e il futuro immergendo il visitatore in esperienze che possono coinvolgere ed entusiasmare adulti e bambini.

Odaiba è ottimo anche per lo shopping, nei centri commerciali Driver City e Aqua City troverete di tutto: negozi, ristoranti, sale giochi, musei e tanto altro.  Il rischio di trascorrere delle ore all’interno è alto ma controllate sempre bene l’orario, dopotutto se ho messo Odaiba come ultima tappa un motivo c’è.

Per scoprirlo poco prima del tramonto dirigetevi verso la zona ovest, oltre l’Aqua City e l’hotel Hilton, dove si trova la statua della libertà (che non è una copia). Bella la statua ma siete qui per ammirare lo straordinario skyline di Tokyo al tramonto. Il momento in cui il sole cala e le luci degli edifici illuminano la capitale è qualcosa che non dimenticherete facilmente, ed è il modo migliore per salutare Tokyo.

​Arrivati alla fine di questa breve guida gli ultimi consigli che mi sento di dare è che ogni zona che ho descritto avrebbe bisogno di molto tempo per essere esplorata, sicuramente più di quello che avete a disposizione. Per cui cercate sempre di ottimizzare i tempi, studiando prima gli spostamenti e partendo dalla vostra sistemazione non più tardi delle 9 del mattino, ma nemmeno prima, altrimenti finirete schiacciati nella metro e nei treni durante la rush hour.  E poi scegliete a cosa dare priorità: visite, shopping, cibo, esperienze…ma non esagerate rinunciate a qualcosa piuttosto, meglio poche cose vissute al 100% che tante viste velocemente e con superficialità. Fidatevi, questa non sarà la prima e l’ultima volta che vedrete Tokyo, questa incredibile metropoli è così unica che è impossibile non innamorarsene e volerci tornare al più presto!

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Shirakawa-go: i villaggi più tradizionali e magici del Giappone

Shirakawa-go: i villaggi più tradizionali e magici del Giappone

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Tempo di lettura: 12 minuti

Mentre progettavo il mio primo viaggio in Giappone, oltre a Tokyo e Kyoto volevo inserire qualche tappa diversa, più tradizionale e meno turistica. Durante le mie ricerche mi ero imbattuto nelle foto di questi particolari edifici dal tetto spiovente, ricoperti di neve. Villagio Ogimachi a Shirakawa-go, questo era il nome del luogo ritratto nella foto, mi dissi subito “devo andarci” e fu così che Shirakawa-go finì nell’itinerario del primo viaggio in Giappone.  A distanza di anni considero ancora Shirakawa-go, e Gokoyama, i luoghi più “magici” che si possano visitare in Giappone.

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Cosa vedere a Shirakawa-go e Gokayama

La regione di Shirakawa-go e la vicina Gokayama racchiudono tra verdi risaie e alte montagne villaggi sospesi nel tempo con storia e tradizioni risalenti a migliaia di anni fa. Se i primi insediamenti avvengono più di 5000 anni fa è attorno al 1700 che compaiano i primi edifici dal caratteristico stile gassho-zukuri. Traducibile come “costruito a mani di preghiera”, il nome si ispira alla forma del tetto degli edifici. Un tetto particolarmente spiovente e spesso per sopportare il peso della molta neve che in inverno cade sulle Alpi Giapponesi. Ma non è l’unica cosa a cui era utile un tetto del genere. Durante il periodo Edo l’allevamento di bachi e la produzione di seta era l’attività principale degli abitanti di Shirakawa-go e di Gokayama e nell’ampio sottotetto delle case avveniva la lavorazione.

A questo punto bisogna fare una precisazione, quasi sempre quando si parla di Shirakawa-go si intende il villaggio Ogimachi. Sono il primo a essere caduto per anni in questo errore, un po’ per colpa delle informazioni sul web e un po’ per come viene pubblicizzato il villaggio in Giappone. La cosa è talmente diffusa che non c’è più distinzione ma provo lo stesso a mettere un po’ di ordine in questa confusione, per cui da questo punto in poi userò i termini nel modo corretto.

Cosa vedere a Ogimachi

Il villaggio Ogimachi è il più grande e famoso della regione di Shirakawa-go, reso patrimonio Unesco nel 1995 e formato da decine di case e fattorie in stile gassho-zukuri. Si, è quello che tutti vogliono visitare e che sarà protagonista di buona parte di questa guida. Fatta questa premessa torniamo a quelle cose che si possono fare e vedere a Shirakawa-go.

Shirakawago cosa vedere Giappone

Casa Wanda

Uno dei tesori di Shirakawa-go, é la fattoria gassho-zukuri appartenuta alla famiglia più ricca di Ogimachi, visitarla vi trasporterà indietro nel tempo. Qui, potrete esplorare gli interni tradizionali, con tatami e stufe a carbone, immergendovi completamente nella passata vita quotidiana del villaggio.

Casa Kanda

Un’altra perla del villaggio è casa Kanda, ha una particolare architettura e un pittoresco giardino. Dall’ultimo piano si può ammirare una bella vista panoramica delle montagne circostanti.

Casa Nagase

L’edificio è appartenuto per 250 anni alla famiglia Nagase. Tre generazioni di Nagase sono stati i medici del villaggio Ogimachi, per questo ora che la casa è un museo, sono esposte attrezzature mediche appartenute alla famiglia risalenti al periodo Edo.

Tempio Myozenji

Il tempio Myozenji è stato il centro del culto buddhista di Ogimachi fin dalle origini. Caratteristica unica del tempio è avere il tetto che riprende lo stile gassho-zukuri piuttosto che le tradizionali tegole. Inoltre accanto si trova la residenza del sacerdote che è l’edificio in stile gassho-zukuri più grande del villaggio ed è l’unico ad avere le pareti in terra intonacata così da essere più resistenti al fuoco. Trasformato oggi in museo è sicuramente tra i più interessanti da visitare.

Museo all’aperto Gasshozukuri Minkaen

Gli anni 50-60 sono stati un periodo di grandi trasformazioni per la prefettura di Gifu, la costruzione di dighe ha causato la distruzione di interi villaggi tradizionali e in contemporanea l’emigrazione dalle campagne alle grandi città ha portato allo spopolamento delle zone montane con l’abbandono di case tradizionali in stile gassho-zukuri. Molte sono andate perse tranne quelle del villaggio di Kazura dove nel 1968 gli abitanti decisero di salvare i loro edifici in stile gassho-zukuri vendendoli con la possibilità anche di trasferirli.  Nel 1969 alcuni di questi furono comprati e ricostruiti in un’area vicino a Ogimachi che divenne in seguito il Museo all’aperto Gasshozukuri Minkaen. Negli anni successivi altri edifici furono trasferiti da zone nei dintorni di Shirakawa-go. Oggi il museo conta 26 edifici, tra fattorie, magazzini e case.

Se visitate Shirakawa-go per poche ore, sconsiglio di visitare il Museo all’aperto Gasshozukuri Minkaen, dopotutto è come se fosse un “riassunto” del villaggio Ogimachi.

Shirakawago cosa vedere Giappone

Punto panoramico Shiroyama

Da dove vengono fatte le foto a Shirakawa-go che si vedono sempre? Dal punto panoramico Shiroyama. È molto facile da raggiungere, si trova a 15 minuti a piedi dalla stazione dei bus.  Attraversate le risaie vicino al parcheggio dei bus e dirigetevi a nord. La salita non è per niente impegnativa, fate solo attenzione in inverno quando la strada potrebbe essere ghiacciata. Nel caso non vogliate raggiungere a piedi il punto panoramico, da Casa Wada parte un bus navetta.

Festiva delle luci

Uno dei momenti più affascinanti per visitare Shirakawa-go è in inverno quando i tetti sono ricoperti da metri di neve bianchissima. Per esaltare questo momento le domeniche di gennaio e febbraio le fattorie vengono illuminate, per creare degli eventi che attirano moltissimi visitatori. I turisti sono così tanti che l’organizzazione è stata costretta a limitarne il numero. Ora per poter assistere a questo incredibile spettacolo bisogna o prenotare un tour con un bus turistico o, se avete un’auto, un posto nel parcheggio di Shirakawa-go. In alternativa si può soggiornare in una delle fattorie in stile gassho-zukuri trasformate in alloggi tradizionali.

Shirakawago Festival luci inverno cosa vedere Giappone

Dormire a Shirakawago

Una delle esperienze più belle che si possono fare nel villaggio Ogimachi è soggiornare almeno una notte in una fattoria. Sono circa una dozzina quelle che sono state trasformate in minshuku, degli alloggi tradizionali a gestione famigliare. Gli interni delle fattorie per quanto adattate a struttura ricettiva rimangono molto fedeli all’originale, con pareti in legno, tatami e il tradizionale camino irori a scaldare la sala da pranzo.  Oltre al pernottamento di solito sono incluse cena e colazione tradizionali. Il prezzo a persona varia dai 10.000 ai 15.000 yen, potrebbe sembrare molto ma è un’esperienza unica, genuina al 100%. L’unico problema è che le richieste sono molte e i posti pochi, per cui è difficile prenotare, anche perché bisogna passare attraverso il sito dell’ente del turismo di Shirakawa-go e come spesso accade con i sistemi di prenotazione giapponesi, sono molto poco intuitivi.

Consigli su Shirakawago

Ogimachi da tranquillo villaggio rurale si è trasformato negli ultimi anni in una meta turistica molto affollata, soprattutto di domenica e durante le festività giapponesi. Il mio primo consiglio è di evitare, se potete, i fine settimana e le festività giapponesi, come la Golden Week. Il secondo è, arrivate presto. Io di solito prendo il primo bus da Kanazawa, in modo di arrivare verso le 9.30 a Ogimachi e quindi essere lì prima dell’arrivo dei bus privati dai cui scendono orde di turisti.

Iniziate la visita dal punto panoramico e poi proseguite con il villaggio. Scegliete le fattorie che volete visitare e poi girovagate senza meta per il villaggio, sarà sicuramente una bella scoperta. Se avete fame ci sono alcuni ristoranti e qualche negozio che vende street food. Sono comunque pochi rispetto alla mole di turisti per cui potrebbe capitare di dover attendere parecchio. Non mancano negozi di souvenir e artigianato locale, tutto molto turistico ma qualcosa d’interessante c’è.

Se per secoli il villaggio di Ogimachi è stato difficilmente raggiungibile, oggi si trova lungo la strada che collega Takayama a Kanazawa. La tratta è percorsa dai bus della linea Nohi, che sono l’unico modo per raggiungere Ogimachi se non avete un’auto. Ci sono più corse al giorno alcune non necessitano di prenotazione altre sì, in ogni caso consiglio di prenotare sempre il posto e con almeno un mese di anticipo soprattutto se avete intenzione di visitare Shirakawa-go in primavera o inverno

Cosa vedere a Ainokura

Se cercate un’esperienza più tradizionale e meno turistica sicuramente il villaggio Ainokura è quello che la può offrire. Ainokura è un villaggio di 20 fattorie in stile gassho-zukuri nella zona più remota della regione di Gokayama. Posizionato in una valle circondata da montagne è ancora oggi molto isolato e difficilmente raggiungibile se non in auto o con uno dei pochi bus giornalieri. Questo isolamento ha mantenuto vive tradizioni, danze e musiche locali. Durante il periodo Edo a Ainokura si allevavano bachi da seta e si producevano sale di salnitro e carta washi e ancora oggi si può vedere come questa veniva prodotta.

Le fattorie di Ainokura hanno un’età che va dai 100 ai 350 anni e la maggior parte sono residenze private e solo alcune sono state convertite in musei, minshuku e uno, preciso solo uno, in ristorante-negozio.

Gokayama Ainokura cosa vedere Giappone

Museo del folklore di Ainokura

La residenza della famiglia Ozaki è stata trasformata in un piccolo museo dove si possono vedere gli strumenti utilizzati un tempo dagli abitanti dei Ainokura.

Museo dell’industria tradizionale di Ainokura

La residenza della famiglia Nakatani è stata convertita in un museo dove poter osservare gli strumenti e il processo produttivo dalla carta washi.

Laboratorio di produzione della carta Washi

Come ho spiegato ad Ainokura si produceva carta Washi e in questo negozio oltre ad acquistarla si può partecipare a dei laboratori per imparare a produrla.

Punto panoramico

Dal grande parcheggio alle porte di Ainokura parte un sentiero. Attraversando delle risaie si sale sul fianco della montagna, dove potete ammirare un magnifico panorama di Ainokura e della valle. Il sentiero anche se un po’ in salita dura soltanto una decina di minuti.

Consigli su Ainokura

Sarebbe un errore pensare che ad Ainokura ci sia poco da vedere rispetto a Ogimachi perché l’attrazione vera di Ainokura è il villaggio stesso. Passeggiando tra le fattorie scoprirete piccoli templi e santuari, alberi centenari e pietre con impresse le orme di un Tengu, una creatura del folklore giapponese. Probabilmente sarete immersi nel silenzio e tra i pochi turisti nel villaggio.

Ho trascorso una notte ad Ainokura in inverno e il villaggio era ricoperto di neve, immerso in un’atmosfera davvero magica. Ho soggiornato in una fattoria, cenando con i prodotti locali mentre il camino irori scoppiettava e riscaldava la stanza comune, la notte ho dormito sul tatami nel futon invernale, scaldato da una sola stufetta a gas. Mi è sembrato di fare un salto indietro nel tempo di 50, 100 anni! Quel giorno ad Ainokura è stata una delle esperienze più belle di tutti i viaggi che ho fatto in Giappone. Per questo seguite il mio consiglio, se avete intenzione di visitare Ainokura dove includere una notte in una fattoria.

Per raggiungere il villaggio con i mezzi pubblici potete prendere un bus da Shirakawa-go che in 45 minuti vi porta alla fermata più vicina di Ainokuraguchi. E fare come ho fatto io, prendere il mattino successivo il bus per Takaoka e poi proseguire in treno fino a Kanazawa.

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Consigli

In conclusione Shirakawa-go e Gokoyama con i suoi villaggi di Ogimachi e Ainokura sono dei luoghi unici in tutto il Giappone e per chi vuole conoscere gli aspetti più tradizionali della cultura giapponese sono sicuramente delle tappe da includere nel proprio viaggio. Sicuramente sono di parte ma se dovessi scegliere consiglierei di visitare Ainokura, per farlo bisogna pianificare bene il viaggio. In ogni caso visitando Ogimachi al mattino presto e seguendo i miei consigli sarà comunque una esperienza indimenticabile. Fidatevi!

Mappa di Shirakawa-go

Mappa di Ainokura

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