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Kenninji:  Il tempio Zen più antico di Kyoto

Kenninji: Il tempio Zen più antico di Kyoto

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Tempo di lettura: 5 minuti

Il Kenninji è uno dei templi zen più antichi e affascinanti di Kyoto, situato nel cuore del quartiere di Gion. Fondato nel 1202 dal monaco Eisai, introduttore del Buddhismo Zen Rinzai in Giappone, il tempio offre ai visitatori un’esperienza unica tra arte, storia e spiritualità.

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Cosa vedere nel tempio Kenninji

Chi era Eisai?

Eisai (1141-1215) è stato un monaco buddhista giapponese e il fondatore della scuola Zen Rinzai in Giappone. Dopo aver studiato in Cina, dove entrò in contatto con il Buddhismo Chan (la versione cinese dello Zen), tornò in patria con l’intento di diffonderne gli insegnamenti. Fu anche un grande promotore del consumo del tè verde, ritenendolo benefico per la meditazione e la salute, e contribuì alla diffusione della sua coltivazione in Giappone.

La Storia del Kenninji

La fondazione del Kenninji è legata al ritorno di Eisai dalla Cina, dove aveva studiato lo Zen. Desideroso di diffondere questa pratica in Giappone, scelse Kyoto per erigere un tempio dedicato. Nonostante le numerose ricostruzioni dovute a incendi e guerre, il Kenninji ha mantenuto intatta la sua essenza spirituale nel corso dei secoli.

Gli Edifici Principali del Kenninji

Il complesso del Kenninji è composto da diversi edifici storici, ognuno con la propria importanza:

  • Hatto (Sala del Dharma): la sala principale del tempio, celebre per l’imponente dipinto del Doppio Drago sul soffitto, realizzato nel 2002 per celebrare gli 800 anni dalla fondazione del tempio.

  • Hojo (Residenza dell’abate): un elegante edificio che ospita dipinti su porte scorrevoli (fusuma) di artisti famosi e un raffinato giardino zen.

  • Chokushimon (Porta Imperiale): una delle antiche porte del tempio, riservata in passato all’uso esclusivo dell’imperatore.

  • Ryuo-den (Sala del Drago): una sala dedicata alla venerazione del Drago, considerato il protettore del tempio e dell’acqua.

  • Yatate-mon: una porta dal design unico, un tempo utilizzata come accesso secondario.

  • Fumon-in e Reigen-in: sottotempi collegati al complesso principale, utilizzati per pratiche zen e meditazione.

Il Doppio Drago e le Divinità del Vento e del Tuono

Uno degli elementi più affascinanti del Kenninji è il maestoso dipinto del Doppio Drago sul soffitto della sala principale, realizzato nel 2002 per commemorare gli 800 anni del tempio. Le creature mitologiche, simbolo di protezione, sembrano prendere vita tra le nuvole, creando un’atmosfera suggestiva.

Un altro capolavoro è la rappresentazione delle divinità del vento e del tuono, opera dell’artista Tawaraya Sōtatsu. Sebbene l’originale sia conservato nel Museo Nazionale di Kyoto, una replica è esposta nel tempio, permettendo ai visitatori di ammirare questa iconica opera d’arte.

Tempio Kenninji Kyoto cosa vedere Giappone

Giardini Zen

Il Kenninji è circondato da splendidi giardini zen che incarnano la filosofia della semplicità e della serenità. Il giardino del “Cerchio, Triangolo e Quadrato” simboleggia la perfezione della natura e i principi fondamentali dello Zen, mentre il giardino di sabbia bianca invita alla meditazione con le sue linee armoniose e minimaliste.

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Conclusione

Per apprezzare appieno la bellezza e la spiritualità del Kenninji, consiglio di visitarlo al mattino presto, quando la quiete avvolge il tempio e i giardini. Situato a pochi passi dalla trafficata zona di Gion, il tempio offre un rifugio di pace lontano dalla frenesia cittadina. L’ingresso è a pagamento, ma il costo è accessibile e vale ogni yen speso per l’esperienza unica che offre.

Se stai pianificando un viaggio a Kyoto, il Kenninji è una tappa imperdibile per immergerti nella cultura zen e scoprire uno dei tesori nascosti della città.

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Kyoto Tower: il punto panoramico più controverso della città

Kyoto Tower: il punto panoramico più controverso della città

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Tempo di lettura: 4 minuti

Kyoto è la città dei templi, dei giardini zen e delle strade che sembrano sospese nel tempo. Ma proprio qui, nel cuore dell’antica capitale del Giappone, svetta un’eccezione inaspettata: la Kyoto Tower. Con i suoi 131 metri di altezza, questa torre bianca dalla forma slanciata domina il panorama urbano, offrendo una vista impareggiabile sulla città e sulle montagne circostanti. Ma è davvero un’icona da non perdere o un corpo estraneo nel panorama di Kyoto?

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Cosa vedere nella Kyoto Tower

Un’architettura che divide

Inaugurata nel 1964, la Kyoto Tower è sempre stata al centro di opinioni contrastanti. La sua forma richiama quella di una candela, simbolo di luce e guida, ma molti la vedono più come un elemento di disturbo in una città che ha sempre rifiutato i grattacieli. La struttura in acciaio si poggia su un edificio che ospita negozi, ristoranti e persino un sento, un tipico bagno pubblico giapponese. Un mix curioso che da un lato affascina e dall’altro fa storcere il naso chi vuole Kyoto simbolo di tradizione.

Un panorama che vale il viaggio

Salire sulla Kyoto Tower significa cambiare completamente prospettiva. Dall’osservatorio, situato a 100 metri di altezza, si può ammirare l’intera città: dai tetti delle case tradizionali alle pagode dei templi, fino al profilo delle montagne Higashiyama. Nelle giornate più limpide, si riesce persino a scorgere il Monte Hiei. Il momento migliore per la visita? Al tramonto, quando Kyoto si illumina con un mix perfetto di luci calde e ombre misteriose.

I lati negativi

Ma non è tutto oro quel che luccica. Per molti, la Kyoto Tower è un pugno nell’occhio in una città che ha fatto della conservazione della sua estetica un punto d’orgoglio. Inoltre, rispetto ad altre torri panoramiche del Giappone, l’altezza non è particolarmente impressionante e il prezzo del biglietto d’ingresso secondo me è un po’ alto rispetto a quello che offre. Se cerchi una vista d’effetto senza spendere troppo, potresti preferire punti panoramici gratuiti come la terrazza della stazione di Kyoto.

Vale la pena visitarla?

Se sei a Kyoto per la prima volta e vuoi vedere la città da una prospettiva diversa, la Kyoto Tower può essere un’esperienza interessante. Non ha il fascino dei templi millenari né l’atmosfera dei giardini zen, ma rappresenta un contrasto affascinante tra passato e presente. Se ami i panorami e vuoi scattare foto spettacolari, potrebbe valere la pena darle una possibilià. Ma se cerchi solo un punto di osservazione senza troppi fronzoli, potresti trovare alternative più adatte. La scelta è tua!

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Tsukuda: il volto segreto di Tokyo

Tsukuda: il volto segreto di Tokyo

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Tsukuda è un quartiere unico nel cuore di Tokyo che conserva un’atmosfera storica e tranquilla, in netto contrasto con il ritmo frenetico della metropoli. Situata lungo il fiume Sumida, quest’area offre una miscela affascinante di tradizione e modernità, rendendola una destinazione perfetta per chi cerca un’esperienza autentica. 

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14 giorni in Giappone: l'itinerario che consiglio

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Cosa vedere a Tsukuda

Le origini e la storia di Tsukuda

Tsukuda-jima è un’isola artificiale con una storia che risale al periodo Edo. Fu creata per ospitare i pescatori provenienti da Osaka che portarono con sé la tradizione del “tsukudani”, un piatto conservato in salsa di soia ancora oggi famoso in Giappone. Passeggiare lungo le strade strette di quest’isola è come fare un tuffo nel passato.

Durante la mia visita, sono rimasto colpito dalla tranquillità di questa zona, un piccolo angolo di storia che sembra quasi dimenticato nel tempo. Le case basse e tradizionali contrastano con i moderni grattacieli visibili sullo sfondo, creando uno skyline unico e suggestivo.

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Santuario Sumiyoshi

Il Santuario Sumiyoshi è uno dei luoghi più emblematici di Tsukuda. Dedicato alle divinità protettrici dei marinai e dei viaggiatori, questo santuario è noto per la sua architettura tradizionale e l’atmosfera serena. Una visita qui offre un momento di pace e la possibilità di ammirare le usanze religiose giapponesi.

Le origini del Santuario Sumiyoshi risalgono al periodo Edo, quando venne costruito per proteggere i pescatori e i marinai che vivevano a Tsukuda. È uno dei santuari Sumiyoshi presenti in Giappone, noti per il loro legame con il mare e la navigazione. L’architettura del santuario, con il suo tipico stile Sumiyoshi-zukuri, riflette l’influenza dei santuari deicati alle divinità del mare della zona di Osaka, città di origine dei pescatori che si stabilirono qui.

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Parco Tsukuda

Per una vista mozzafiato sul fiume Sumida e sullo skyline di Tokyo, il Parco Tsukuda è una tappa obbligata. Questo spazio verde è ideale per una passeggiata rilassante o un picnic. Da qui, si possono scattare splendide foto degli edifici moderne che si ergono sulla baia.

Camminando per il parco, ho avuto modo di apprezzare come Tokyo sia davvero una città d’acqua, un aspetto che spesso si dimentica. Il riflesso degli edifici sul fiume e l’atmosfera tranquilla del parco creano un’armonia perfetta.

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Case tradizionali e stradine

Uno degli aspetti più affascinanti di Tsukuda è la presenza di case tradizionali in legno e stradine acciottolate che evocano il Giappone di un tempo. Esplorare questi angoli nascosti permette di scoprire il lato più autentico di Tokyo.

Durante il mio giro, mi ha colpito particolarmente un edificio in legno in stile tradizionale che sembra raccontare storie di un’epoca lontana.

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Tsukudakobashi

Il ponte Tsukudakobashi è uno dei simboli storici di Tsukuda. Costruito originariamente nel periodo Edo, collegava l’isola di Tsukuda con la terraferma e fungeva da punto di passaggio per i pescatori e gli abitanti locali. La versione attuale del ponte, sebbene ristrutturata, mantiene l’aspetto e il fascino del passato con la sua struttura semplice.

Attraversando Tsukudakobashi, si può percepire l’antica atmosfera del quartiere e godere di una prospettiva unica sulle case tradizionali e sui moderni grattacieli che lo circondano. È un luogo perfetto per scattare foto e immergersi nella storia di questa affascinante area.

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Tsukuda Machikado Museum

Questo piccolo museo locale è una tappa imperdibile per chi vuole approfondire la storia e le tradizioni di Tsukuda. Al suo interno sono esposti oggetti antichi, documenti e fotografie che raccontano la vita quotidiana di questo affascinante quartiere. Inoltre, è possibile ammirare un magnifico mikoshi, il palanchino sacro utilizzato durante il matsuri di Tsukuda, una festa tradizionale che anima il quartiere con colori e tradizioni.

Residenza della famiglia Iida

La Residenza della famiglia Iida è una storica dimora risalente al periodo Taisho con successivi ampliamenti negli anni Showa. Originariamente appartenente a un grossista di pesce, questa residenza è sopravvissuta sia al Grande Terremoto del Kanto che ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, mantenendo intatta l’atmosfera del villaggio di pescatori dell’epoca.

All’interno, si possono osservare dettagli come un pavimento in terra battuta, un pozzo e una vasca per i pesci, che offrono uno spaccato autentico della vita quotidiana di allora. Recentemente restaurata, questa residenza è stata riconosciuta come Bene Culturale Tangibile e rappresenta un’importante testimonianza della storia di Tsukuda.

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Tsukudani

Non puoi visitare Tsukuda senza assaggiare il famoso “tsukudani”. Questo piatto è composto da ingredienti come pesce, alghe o molluschi cotti lentamente in salsa di soia dolce. Per una degustazione autentica, ti consiglio di visitare Tsukuda Minamoto Tanakaya, un negozio storico vicino al ponte Tsukuda Ohashi. Qui puoi acquistare tsukudani preparati secondo le ricette tradizionali.

Se preferisci un pasto completo, esplora i piccoli ristoranti e caffè lungo le stradine del quartiere, dove il tsukudani viene spesso servito come accompagnamento a piatti locali. Tra i locali più consigliati dai giapponesi ci sono Tsukudani Marukyu, conosciuto per la sua storia di lunga tradizione iniziata 160 anni fa, e Tsukuda Tenyasu, famoso per la preparazione artigianale di questo piatto.

Tsukudani cosa mangiare tokyo giappone

Conclusione

Tsukuda è una gemma nascosta di Tokyo che combina storia, cultura e bellezze naturali. Che tu sia un appassionato di storia, un amante della cucina o semplicemente in cerca di una pausa dal trambusto della città, questo quartiere ha qualcosa da offrire.

Camminando per le sue strade in una mattina fredda e nuvolosa, ho avuto l’impressione di trovarmi in un’altra Tokyo, lontana dal caos cittadino. La prossima volta che visiti Tokyo, non perderti l’opportunità di esplorare Tsukuda!

Mappa di Tsukuda

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teamLab Borderless Tokyo: il museo digitale a Azabudai Hills

teamLab Borderless Tokyo: il museo digitale a Azabudai Hills

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Tempo di lettura: 5 minuti

Dopo il successo mondiale della sua prima sede a Odaiba, il teamLab Borderless riapre a Tokyo, all’interno del futuristico complesso Azabudai Hills, portando l’arte digitale a un nuovo livello.
Il nuovo teamLab Borderless: MORI Building DIGITAL ART MUSEUM è stato inaugurato nel febbraio 2024, offrendo un’esperienza ancora più immersiva e coinvolgente.

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Cosa vedere al teamLab Borderless: MORI Building DIGITAL ART MUSEUM

Leggi anche: Cosa vedere a Tokyo

Un museo senza confini: arte digitale in movimento

Questo innovativo museo d’arte digitale non ha pareti, cornici o percorsi fissi. Le installazioni si muovono liberamente, si trasformano davanti agli occhi del visitatore e interagiscono con l’ambiente circostante.

Il concetto di “Borderless” riflette l’essenza del museo: un luogo dove arte, tecnologia, natura e corpo umano si fondono, creando uno spazio sensoriale unico al mondo

Borderless World

È la parte più iconica del museo. Un labirinto di luce e suoni, dove ogni stanza è collegata all’altra e nulla resta immobile. Le opere digitali si muovono, cambiano forma, passano attraverso i muri. Puoi restare fermo e vedere il mondo trasformarsi intorno a te, oppure seguirle, lasciarti guidare dal flusso. Qui dentro, l’arte ha vita propria. Non ci sono confini, solo emozioni che scorrono da una parete all’altra.

Forest of Resonating Lamps

Una stanza che sembra uscita da un sogno. Decine di lanterne sospese che si accendono al tuo passaggio, reagendo ai movimenti in modo armonioso e silenzioso. Il colore di una lanterna si propaga alle altre, come un’onda di luce che attraversa la stanza. Ogni visita è diversa, ogni passo crea una nuova combinazione. Un’esperienza poetica, delicata, perfetta per rallentare e respirare bellezza.

Athletics Forest

Qui l’arte si vive con il corpo. Un’area pensata per il movimento, per saltare, arrampicarsi, esplorare. Le superfici sono irregolari, i pavimenti inclinati, gli spazi sorprendenti. Ogni azione genera una reazione visiva: una cascata di luci, un suono improvviso, una nuova forma che appare. Non serve essere bambini per divertirsi. Serve solo lasciarsi andare.

Future Park

Una zona creativa, pensata per i più piccoli, ma irresistibile anche per gli adulti. Puoi disegnare un animale e vederlo prendere vita su un grande schermo. Puoi creare città, inventare scenari, interagire con quello che hai appena immaginato. È uno spazio collaborativo, che premia la fantasia. Perfetto se viaggi in famiglia, ma anche se vuoi tornare bambino per qualche minuto.

EN Tea House

Una sala da tè dove ogni tazza diventa un’opera d’arte. Ordini il tuo tè, ti siedi, aspetti. E poi succede qualcosa: un fiore di luce sboccia nella tua tazza, fluttua sopra il liquido, reagisce ai tuoi movimenti.  Un rituale lento e ipnotico, che unisce tradizione giapponese e innovazione tecnologica. Qui l’esperienza diventa contemplazione.

 

Il collettivo teamLab Tokyo

Tutto questo è stato creato dal teamLab, un collettivo artistico fondato nel 2011 e formato come è scritto nel loro sito da “un gruppo interdisciplinare di ultratecnologi” che cercano di unire arte, scienza, tecnologia, design e lo studio della natura. teamLab è formato da artisti, programmatori, ingegneri, esperti di CG animation, matematici e architetti che avevano già dato prova delle loro capacità all’Expo di Milano nel 2015 con due installazione nel Padiglione Giapponese. Grazie all’appoggio di Mori Building Co e lavorando due anni al progetto teamLab è riuscito a creare qualcosa di nuovo, un modo nuovo,secondo me, di fare e vivere l’arte.

Dove fare i biglietti per MORI Building Digital Art Museum

I biglietti si possono acquistare direttamente al museo oppure qui, vi consiglio di prenderli online in anticipo perchè vengono fatte entrare un numero limitato di persone al giorno per cui vanno esauriti velocemente, e se avete la possibilità evitate i weekend e andate un po’ prima dell’apertura così evitate le lunghe file che si creano durante la giornata. Io sono andato di venerdì alle 10 del mattino,il biglietto l’avevo preso sul sito un mese prima, per entrare ho atteso circa 15 minuti, ma quando sono uscito alle 13 c’era una fila di persone di più di 100 metri e un cartello diceva che per quel giorno non si potevano più acquistare biglietti al museo perché esauriti.

Perché visitare il teamLab Borderless a Tokyo

Il teamLab Borderless Tokyo è molto più di un museo: è un viaggio immersivo in un mondo digitale senza confini, dove la tecnologia incontra l’emozione, e l’arte prende vita davanti ai tuoi occhi.
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Yamadera: un viaggio nella spiritualità giapponese

Yamadera: un viaggio nella spiritualità giapponese

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Ci sono luoghi in Giappone che sembrano fuori dal tempo, e Yamadera è sicuramente uno di questi. Situato nella prefettura di Yamagata nel Tohoku, a breve distanza in treno da Sendai, questo tempio millenario si arrampica sulle pendici di una montagna, invitando chi lo visita a un viaggio non solo fisico, ma anche spirituale. Il suo nome ufficiale è Risshaku-ji, ma tutti lo conoscono semplicemente come Yamadera, il “Tempio della Montagna”.

Yamadera è famosa anche per aver ispirato il grande poeta Matsuo Basho, che qui compose uno dei suoi haiku più celebri: “Il silenzio / tra i suoni delle cicale / penetra nelle rocce”. Questo luogo sembra incarnare perfettamente lo spirito del haiku, con la sua bellezza semplice e il senso di unione tra uomo e natura.

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Cosa vedere a Yamadera

Le origini e la storia di Yamadera

Il tempio di Yamadera è stato fondato nell’852 d.C. dal monaco Ennin, conosciuto anche come Jikaku Daishi, una importante figura del Buddhismo Tendai in Giappone. Ennin scelse questa montagna per la sua tranquillità e per l’energia spirituale che emana, rendendola il luogo ideale per la meditazione e la ricerca interiore.

Yamadera è stato un centro spirituale per secoli, attirando monaci e fedeli da tutto il Paese. Il nome “Risshaku-ji” si riferisce alla missione del tempio di promuovere la giusta condotta e la via del Dharma. Durante il periodo Heian, il tempio ricevette il sostegno imperiale, diventando un importante centro di preghiera e riflessione.

Nel corso del tempo, Yamadera ha superato momenti difficili, inclusi incendi e guerre, ma ogni volta è stato ricostruito con dedizione. La sua posizione, incastonata nella montagna, ha contribuito a preservarne la sacralità e l’aura mistica.

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ll villaggio ai piedi della montagna

Il viaggio a Yamadera comincia già dalla piccola stazione ferroviaria, dove appena usciti ci si trovo difronte alla vista della montagna da affrontare che promette un’avventura un po’ stancante ma sicuramente indimenticabile. Il villaggio ai piedi del tempio, che ne prende il nome di Yamadare, è pittoresco, con negozietti che vendono omiyage (souvenir) e specialità locali come il konjac, una radice gelatinosa spesso trasformata in spiedini.

Passeggiare per queste stradine è un piacere: si sente il profumo del legno delle costruzioni e si percepisce un’atmosfera di calma che prepara alla salita.

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La scalinata dei mille gradini

Il cuore dell’esperienza di Yamadera è la sua lunga scalinata di pietra, composta da più di mille gradini che si snodano attraverso la foresta. Ogni passo è un invito alla meditazione. Ai lati del percorso, statue di Jizo, il protettore dei viaggiatori, sembrano osservarti con benevolenza, mentre gli alberi secolari creano un tetto naturale che filtra la luce del sole.

La salita è impegnativa, ma con calma si raggiunge la fine. Ogni tanto ci si ferma per riprendere fiato e ammirare le piccole lanterne di pietra, le incisioni sui muri di roccia, o semplicemente il panorama che si apre tra gli alberi. È un cammino che invita a rallentare e a riflettere, in perfetta sintonia con lo spirito del luogo.

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foto di Fumihiko Ueno, CC BY 3.0, Link

Godaido

Dopo la salita, si arriva al punto più iconico di Yamadera: il padiglione Godaido. Sporgendosi dalla roccia, questo piccolo edificio offre una vista mozzafiato sulla vallata sottostante.

È uno di quei luoghi che valgono la salita: la bellezza del panorama e della natura giapponese. Arrivati qui il vento è fresco, e il silenzio è rotto solo dal canto degli uccelli e dal fruscio delle foglie. Rimanere qui, anche solo per qualche minuto, è come fermare il tempo.

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I templi nascosti

Yamadera non è un unico edificio, ma un complesso di templi e padiglioni sparsi lungo la montagna. Tra questi, il Kaisando è dedicato al fondatore del tempio, Jikaku Daishi, e si trova in una posizione tranquilla, circondato da boschi.

Un altro luogo degno di nota è il Nokyodo, una piccola sala dove i visitatori possono lasciare le loro preghiere scritte su tavolette votive. Ogni angolo di Yamadera sembra raccontare una storia, e ogni struttura è intrisa di una sacralità che si percepisce nell’aria.

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Quando visitare Yamadera

Yamadera offre un fascino unico in ogni stagione, ma ci sono periodi particolarmente suggestivi:

  • Primavera (aprile-maggio): i ciliegi in fiore decorano il paesaggio, creando un contrasto incantevole con la montagna.
  • Estate (giugno-agosto): il verde rigoglioso della foresta e il fresco della montagna rendono piacevole la salita anche nelle giornate più calde.
  • Autunno (ottobre-novembre): le foglie che cambiano colore dipingono Yamadera con tonalità rosse, arancioni e dorate, regalando viste indimenticabili.
  • Inverno (dicembre-febbraio): la neve trasforma il tempio in un luogo magico, con un silenzio ancora più profondo e un’atmosfera da fiaba.

Dove mangiare a Yamadera

Dopo una visita al tempio di Yamadera, devi assolutamente gustare le specialità locali nei ristoranti situati ai piedi della montagna. Ecco alcuni dei più consigliati:

  • Enzou: specializzato in soba preparati con ingredienti locali, offre un ambiente tradizionale e accogliente.
  • Endo: Rinomato per i suoi piatti a base di soba e tempura, è apprezzato per la qualità degli ingredienti e l’atmosfera autentica.
  • Basho Chaya:Un’accogliente casa da tè che serve dolci tradizionali giapponesi e tè verde, ideale per una pausa rilassante dopo l’escursione.
  • Taimenseki: offre una varietà di piatti locali, tra cui il famoso imoni (stufato di patate e carne), in un ambiente rustico e tradizionale.
  • Mitoya: Conosciuto per i suoi deliziosi spiedini di konnyaku, una specialità locale a base di radice di konjac, perfetti come snack post-escursione.
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Conclusione

Visitare Yamadera è più di un’escursione: è un viaggio nella spiritualità giapponese. Ogni gradino della sua scalinata, ogni tempio nascosto tra gli alberi, ogni scorcio sulla valle invita a fermarsi, respirare e ritrovare una connessione con la natura e con sé stessi.

Che tu sia un amante della natura, un appassionato di storia o semplicemente alla ricerca di un momento di pace, Yamadera è un luogo che non dimenticherai.

Mappa di Yamadera

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Ishinomaki: cosa vedere Tra Manga e Memoria dello Tsunami

Ishinomaki: cosa vedere Tra Manga e Memoria dello Tsunami

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Ishinomaki, una tranquilla città nella regione del Tohoku, è situata a circa un’ora di treno da Sendai. Questa città ha un forte legame con il mangaka Shotaro Ishinomori, creatore di personaggi iconici come Kamen Raider e Cyborg 009. Le sue opere sono famose in Italia per le versioni anime  arrivati da noi in tv negli  anni ‘80 come Cyborg 009, Hela Supergirl, Chobin, il principe stellare e Ryu il ragazzo delle caverne.

Ishinomaki, è anche tristemente nota per essere stata una delle località più colpite dal devastante tsunami del 2011. Visitare Ishinomaki significa immergersi in una dimensione culturale unica e riflettere sulla forza della natura e sulla resilienza umana.

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Cosa vedere a Ishinomaki

Mangattan Liner

Parte dell’esperienza di Ishinomaki è il viaggio stesso, e il Mangattan Liner rende questo tragitto indimenticabile. Questo treno speciale, decorato con i personaggi dei manga di Shotaro Ishinomori, offre un assaggio del mondo fantastico che attende i visitatori. L’interno è curato nei minimi dettagli, con sedili colorati e decorazioni che celebrano l’opera del famoso mangaka.

Più di un semplice mezzo di trasporto, il Mangattan Liner è un’estensione del museo e della Manga Road, un invito a lasciarsi trasportare dalla creatività e dalla bellezza delle storie illustrate. Salire su questo treno significa entrare già nell’atmosfera di Ishinomaki.

Per ulteriori dettagli sul Mangattan Liner, visita la pagina ufficiale: Mangattan Liner su Tohoku Kanko.

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foto di Rsa - Own work, CC BY-SA 3.0, Link

Mangattan Museum

Una tappa imprescindibile è il Mangattan Museum, il museo  dedicato al leggendario mangaka Shotaro Ishinomori. Situato lungo la riva del fiume Kitakami, il museo ospita tavole originali, esposizioni temporanee (quanto l’ho visitato c’era quella dedicata ai 45 anni di Kamen Rider), e riproduzioni dei personaggi più iconici di Ishinomori. Non è possibile scattare foto all’interno, ma le installazioni e gli ambienti creati sono una vera celebrazione dell’arte mangaka.

Passeggiando nel museo, non si può fare a meno di pensare all’impatto che questi personaggi hanno avuto nella cultura giapponese e internazionale. Queste creazioni non sono solo manga, ma vere e proprie icone che hanno segnato e cresciuto intere generazioni di giapponesi e sono ancora amati dai bambini di oggi e di ieri. 

Il museo ha vissuto una prova durissima durante il devastante tsunami del 2011. L’acqua ha raggiunto i 6,5 metri al piano terra, distruggendo ogni cosa al suo interno e trascinandola nel fiume. Tuttavia, grazie alla prontezza dello staff, tutti i visitatori sono stati evacuati pochi minuti dopo il terremoto e non ci sono state vittime. Nei dieci giorni successivi al disastro, il personale ha iniziato a rimuovere le macerie e il fango, e da metà aprile si sono uniti volontari da tutto il Giappone per sostenere le operazioni di recupero dei materiali.

In un primo momento sembrava impossibile immaginare la riapertura del museo. Tuttavia, un’ondata di solidarietà e incoraggiamento da parte di persone di tutto il Paese ha dato nuova speranza. Circa 10.000 messaggi, scritti su pannelli di compensato che coprivano le finestre distrutte, hanno trasformato il museo in un simbolo di resilienza e rinascita. Dopo un anno e otto mesi, il 17 novembre 2012, il Mangattan ha finalmente riaperto le sue porte, rappresentando una rinascita per l’intera comunità di Ishinomaki.

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Manga Road

Percorrendo la Manga Road, una strada che collega la stazione ferroviaria al Mangattan Museum, ci si imbatte in statue dei personaggi creati da Ishinomori. Questo percorso è un omaggio al suo contributo culturale e una piacevole passeggiata per gli appassionati di manga. Durante la ricostruzione post-tsunami, anche questa strada ha subito importanti lavori di restauro.

Camminare lungo questa strada è come entrare in un mondo fantastico. Le statue sembrano quasi prendere vita, e ogni passo ti avvicina all’universo di Ishinomori. Ma allo stesso tempo, è impossibile ignorare i segni della distruzione passata, che conferiscono al luogo un’aura particolare.

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Ex Scuola Elementare di Kadonowaki

L’ex scuola elementare di Kadonowaki è una testimonianza del disastro del 2011 e delle sue conseguenze. Il piano terra è segnato dall’acqua e dal fuoco, distrutta prima dallo tsunami e poi da un incendio. Oggi, è un museo della memoria. Qui si trovano resti di veicoli, prefabbricati che ospitarono gli sfollati e campioni geologici che dimostrano come l’area sia stata periodicamente colpita da tsunami nel corso della storia.

Ma c’è anche poesia: disegni e parole dei sopravvissuti invitano a riflettere. La scuola, con i suoi muri danneggiati e la sua storia, è un simbolo potente di quello che è stato e di quello che potrebbe ancora essere.

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Hiyoriyama Park

Per comprendere appieno l’impatto del disastro del 2011, consiglio visitare il Hiyoriyama Park, situato su una collina che offre un punto di osservazione sull’area colpita dallo tsunami. Guardando l’orizzonte, si vede un paesaggio trasformato, dove una volta c’erano case e industrie, ora c’è un parco della memoria. Qui, fotografie mostrano il prima e il dopo dello tsunami, raccontando una storia di perdita e resistenza.

Questa collina non è solo un punto panoramico, ma un luogo di riflessione. Qui, si sente il peso della storia e la forza delle persone che hanno deciso di trasformare il dolore in memoria.

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Mercato Genki

Per chi vuole scoprire la vita quotidiana della città, il Mercato Genki è il posto giusto. Qui, tra banchi di pesce fresco e street food, si respira l’energia della comunità locale. Un piatto di sashimi appena preparato è il modo migliore per concludere una giornata di esplorazione.

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Le Opere di Ricostruzione

Ishinomaki è un esempio di come una città possa rialzarsi dopo una tragedia. Mentre alcune zone sono ancora in fase di ricostruzione, altre sono state trasformate in spazi pubblici e memoriali. Camminando per la città, si possono vedere i segni del passato, come le fondamenta delle case scomparse, ma anche i progressi e la speranza di un futuro migliore.

Osservando queste aree, si prova una strana sensazione. Da un lato, c’è l’ammirazione per la resilienza della comunità, dall’altro, una profonda malinconia per tutto ciò che è andato perduto.

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Isola di Tashirojima

Conosciuta come “l’Isola dei Gatti”, Tashirojima è una destinazione unica e affascinante per gli amanti degli animali. Questa piccola isola, situata non lontano da Ishinomaki, ospita un numero di gatti che supera di gran lunga quella umana. I gatti sono considerati portatori di fortuna e prosperità dagli abitanti locali, e la loro presenza ha reso l’isola un luogo di interesse turistico.

Tashirojima è anche famosa per i suoi alloggi a tema manga, noti come “Manga Island”, progettati da artisti per offrire un’esperienza unica. Raggiungibile in traghetto da Ishinomaki, l’isola è perfetta per una gita di un giorno, con percorsi panoramici, spiagge tranquille e, naturalmente, tanti gatti amichevoli che accolgono i visitatori.

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Isola di Kinkasan

Un’altra meta imperdibile nelle vicinanze di Ishinomaki è l’isola di Kinkasan, considerata uno dei luoghi sacri del Giappone. L’isola è famosa per il suo santuario, il Koganeyama-jinja, dedicato alla divinità della prosperità e della ricchezza. Si dice che visitare l’isola tre anni di seguito porti fortuna e prosperità.

Kinkasan è anche un paradiso naturale, con cervi che vagano liberamente e sentieri escursionistici che conducono a panorami mozzafiato sull’oceano. L’atmosfera tranquilla e spirituale rende l’isola un luogo ideale per una giornata di relax. Per raggiungerla, è necessario prendere un traghetto da Ishinomaki.

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Foto di No machine-readable author provided. CC BY-SA 3.0, Link

Dove mangiare a Ishinomaki

Dopo aver visitato Ishinomaki, potrai gustare la cucina giapponese in diversi ristoranti questo è anche un modo per contribuire alla rinascita dell’economia locale colpita dalla tragedia dello tsunami. Ecco alcuni dei più consigliati:

  • Yahataya: questo ristorante tradizionale offre una cucina giapponese raffinata, specializzato in piatti a base di pesce fresco come sashimi e grigliate, oltre a una selezione di piatti stagionali che celebrano i sapori locali.
  • Ryotei Toribun Wing Merry: un ristorante elegante che serve piatti tradizionali giapponesi. Il menù include tempura croccante, pesce alla griglia e deliziosi bento box. Un’ottima scelta per chi cerca un’esperienza autentica.
  • Shochiku: questo accogliente ristorante propone piatti giapponesi casalinghi come donburi (ciotole di riso con condimenti), zuppe calde e piccoli contorni preparati con ingredienti freschi e locali.
  • Funaya: rinomato per il pesce fresco e i frutti di mare, Funaya offre un’ampia scelta di sushi, sashimi e donbori (ciotole di riso ricoperte di pesce fresco), in un’atmosfera rilassante.
  • Imamura: questo ristorante raffinato propone un menù degustazione che include sashimi di alta qualità, piatti di carne wagyu e tempura leggerissima. È perfetto per una cena speciale.

Conclusione

La prima volta che ho visitato Ishinomaki è stata nel 2016, a 5 anni dal terremoto del 2011. La scelta di visitarla era dettata non solo dalla mia passione per i manga ma anche per testimoniare la rinascita della regione del Tohoku

Ishinomaki è un luogo che non si dimentica. Ogni strada, ogni edificio racconta una storia di sofferenza e speranza. Camminando per le sue strade, guardando le foto del prima e dopo, si percepisce una sensazione difficile da descrivere. È malinconica, certo, ma anche piena di speranza. Consiglio a tutti un viaggio a Ishinomaki perchè è una lezione di vita, un viaggio nel cuore di una terra che, nonostante tutto, continua a guardare avanti.

Mappa di Ishinomaki

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