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Tokyo Dome City: tra sport, attrazioni e Spa a Tokyo

Tokyo Dome City: tra sport, attrazioni e Spa a Tokyo

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Tempo di lettura: 6 minuti

Hai mai sentito nominare il Tokyo Dome? Se come me ami la musica probabilmente si. Per anni in occidente  il Tokyo Dome è stato un luogo “leggendario” in cui si tenevano i concerti più importanti di tutta l’Asia. Ogni leggenda ha un fondo di verità, infatti dagli anni ‘90 ha ospitato le esibizioni di star  internazionali della musica come U2, Guns N’ Roses, Michael Jackson e molti altri. Ma per i giapponesi è principalmente lo stadio in cui si svolgono le partite del loro sport più amato: il baseball.  Al Tokyo Dome  giocano in casa i Yomiuri Giants, conosciuti come Tokyo Giants, una delle squadre professionistiche più storiche, forti ed amate di tutto il Giappone.

Nei dintorni del Tokyo Dome si è sviluppata Tokyo Dome City, una zona di spazi sportivi, attrazioni, SPA, negozi e molto altro.

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Cosa vedere a Tokyo Dome City

Tokyo Dome

Il Big Egg, come è soprannominato il Tokyo Dome per la sua forma, è uno stadio coperto da 55,000 spettatori. Inaugurato nel 1988 è stato costruito dopo la demolizione  dello storico Korakuen Stadium casa dei Yomiuri Giants dal 1937. Oltre a ospitare partite di baseball ed eventi al Tokyo Dome si svolgono partite di basket, calcio e football oltre che incontri di arti marziali e wrestling.

Anche se non siete appassionati di baseball non mancate comunque di visitare lo store ufficiale dei  Yomiuri Giants. Noi italiani siamo abituati solo agli store ufficiali dei club calcistici e vedere che, anche se cambia lo sport, la passione che lega i tifosi alla propria squadra è sempre la stessa, può essere un bell’insegnamento! E sono sicuro che un gadget, una t-shirt o un cappellino dei  Yomiuri Giants lo porterete a casa…

Tokyo Dome cosa vedere Giappone

LaQua

LaQua? Che sia un caso l’assonanza con “l’acqua”? Probabilmente no. Sembrerà impossibile ma sotto questo certo commerciale a 1700 metri di profondità c’è una sorgente termale dalle acque curative. Acqua termale usata per riempire sia le vasche interne che esterne della spa che occupa il 6° piano del centro commerciale LaQua. La Spa dispone anche di docce termali, vasche per pediluvio e diversi tipi di saune. Se vi state ponendo la fatidica domanda “possono entrare anche se ho dei tatuaggi?”La risposta è no. Il resto dell’edifico è occupato da negozi, centri estetici e ristoranti.

Laqua Tokyo Dome CIty cosa vedere Giappone
By Kakidai - Own work, CC BY-SA 4.0, Link

Tokyo Dome City Attractions

Il parco divertimenti incastrato tra il Tokyo Dome e LaQua offre diverse attrazione per adulti e bambini a pagamento. Alcune delle attrazioni le possiamo anche trovare nei nostri luna park ma 2 sono uniche e un po’ folli:

  • Big-O, una ruota panoramica senza il classico perno centrale, ma che si muove su una rotaia. 15 minuti di giro da cui ammirare il panorama su Tokyo e se nel mentre vi viene una voglia irrefrenabile di cantare non preoccupatevi, Big-O è l’unica ruota panoramica al mondo fornita di cabine con karaoke.
  • Thunder Dolphin, montagne russe che hanno la particolarità di infilarsi prima in un “buco” nella parte di LaQua e poi attraversare il centro di Big-O. Veramente emozionante!

Il prezzo di ogni singola attrazione non è molto economico per cui se siete interessanti a trascorre qualche ora al parco vi con viene valutare uno dei pass che vi da accessi illimitati alle attrazioni.

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Tokyo Dome Hotel

Questo gigantesco hotel a 4 stelle da 43 piani e 1006 stanze è stato costruito nel 2000. Oggi il design delle camere può sembrare forse un po’ datato ma la vista che potete ammirare dalla vostra camera rimane tra le migliori di tutta Tokyo…sempre che vi fate assegnare una stanza ai piani alti.

Sparsi nei vari piani ci sono vari ristoranti, bar, sale per banchetti e addirittura una sala da ballo che può ospitare fino a 1000 persone! Di sicuro al Tokyo Dome Hotel fanno le cose in grande…

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Se non è vostra intenzione vedere un partita di baseball allora Tokyo Dome City non è sicuramente tra le prime mete che consiglio di visitare a Tokyo. Ma se avete voglia di passare un pomeriggio diverso tra divertimenti e relax potrebbe essere un idea inserirla nel vostro itinerario. E se andate a LaQua Spa non dimenticate di scrivermi come è, avendo tatuaggi e non sono potuto entrare…

Mappa del Tokyo Dome City

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Tsukiji: il leggendario mercato del pesce di Tokyo

Tsukiji: il leggendario mercato del pesce di Tokyo

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Tempo di lettura: 7 minuti

Ci sono posti talmente unici e incredibili che anche se non esistono più restano nella leggenda, talmente incredibili che se ne parla ancora come se non fossero mai stati chiusi.

È il caso del mercato del pesce di Tsukiji, a Tokyo, che fino al 6 Ottobre 2018, per ben 83 anni é stato il più grande mercato del mondo nel suo genere.

Attualmente, di questo mercato situato nel distretto omonimo di Tsukiji, resta solamente la parte “turistica” ovvero qualche isolato brulicante di negozi di utensili per la cucina, coltellerie, e sushi-ya (alcuni di questi ristoranti di sushi sono considerati tra i migliori della città), mentre il mercato vero e proprio, dove il pesce veniva preparato e venduto, nonché la parte dove si teneva la famosa asta del tonno, sono state trasferite nel nuovissimo mercato di Toyosu, 3 km a sud.

Da cuoco e grande amante della cucina giapponese ho un bellissimo ricordo del “vecchio” mercato di Tsukiji (visitato per la prima volta nel lontano 2008), dove un’ incredibile varietà di pesce e molluschi freschissimi, molto spesso vivi (si parla di più di 450 specie differenti) veniva esposta in interminabili file di bancarelle grondanti acqua ghiacciata e che unite in maniera ordinata creavano un enorme dedalo di circa 230 mila metri quadri!

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mercato del pesce tsukiji tokyo cosa vedere in giappone

Il mercato di Tsukiji prima della chiusura

Al tempo il mercato dava lavoro a circa 60mila persone ed era diviso in tre settori ben distinti:

  • Il primo, il mercato interno, era dedicato al tonno, indiscutibilmente il re di Tsukiji, luogo dove si teneva anche la leggendaria asta.
  • Il secondo, il mercato esterno, era dedicato alla vendita di tutto il pesce principalmente indirizzata ai professionisti.
  • La terza parte, quella attualmente ancora esistente é la zona adiacente, occupata da vari negozi e ristoranti e ovviamente luogo di perdizione per appassionati di cucina come me.

Il mercato apriva al pubblico alle 5.30 del mattino, momento topico nel quale i ristoratori potevano reperire la migliore mercanzia per i loro ristoranti.

La cosa singolare é che anche i sushi-ya adiacenti aprivano alla stessa ora, era quindi possibile, volendo, fare colazione con un delizioso “setto” di nigiri di pesce freschissimo e a prezzi spesso molto competitivi. L’asta del tonno, però, era senza dubbio il momento più importante dell’intera giornata al mercato di Tsukiji.

L’accesso al pubblico era consentito solo alcuni giorni alla settimana e solo 120 persone, divise in due gruppi di 60, potevano assistere all’asta in due determinati orari. Per partecipare era necessario registrarsi presentandosi alle 4.30 di mattina e sperare di essere tra i primi 120 fortunati del giorno. 

La zona dedicata all’asta si divideva in due hall, la prima dedicata ai tonni congelati che arrivavano da tutte le parti del mondo e di un peso medio di 60 kg ( ma in alcuni casi anche il triplo), e la seconda ai tonni freschi, dove la media si alzava (120 kg) e dove sono ste effettuate la maggior parte di vendite record che spesso hanno fatto il giro del mondo per le cifre da capogiro.

Da sapere che la prima asta annuale é considerata di buon auspicio per le vendite (e anche per la pubblicità che ne consegue) é quindi il momento in cui tutti i compratori non badano letteralmente a spese per aggiudicarsi il tonno migliore.

Negli ultimi anni é Kyoshi Kimura, CEO della famosissima catena “Sushi zanmai” a detenere il record di acquisti folli, compreso il record mondiale del 2019 di 2,7 milioni di Euro per un tonno “bluefin” di 278 kg ( circa 9700 Euro al Kg) pescato a largo di Aomori!!!

sushi zanmai tsukiji tokyo cosa vedere in giappone

Il mercato di Tsukiji oggi

La notorietà dovuta alla sua struttura unica, ha attirato con il passare degli anni sempre più turisti che per forza di cose hanno cominciato a complicare, con la loro presenza, il già febbrile viavai dei lavoratori che con i loro carrelli trasportavano tra le viuzze i pregiati prodotti ittici, creando pian piano un malcontento generale.

La struttura inoltre cominciava a sentire il peso degli anni e cominciava ad aver problemi nello stare al passo con le norme igieniche, sempre più fiscali.

Con l’avvento inoltre delle olimpiadi del 2020, si é capito che l’ubicazione del mercato avrebbe creato problemi per lo spostamento degli atleti in città, e viene quindi presa la decisione di trasferire il tutto nell’attuale mercato di Toyosu, che verrà definitivamente effettuata (dopo non poche complicanze) l’11 ottobre 2018.

Non ho ancora avuto l’opportunità di visitare il nuovo mercato di Toyosu (nel prossimo viaggio non mancherò), ma dalle voci sembra abbia perso molto dello charme del mitico Tsukiji.

In ogni caso la “vecchia” parte adiacente di Tsukiji, é sempre aperta e continua ad attirare turisti di tutto il mondo, soprattutto per l’altissima qualità dei suoi ristoranti e per i magnifici coltelli che si possono acquistare (spesso anche a prezzi concorrenziali).

Dove mangiare a Tsukiji

Tra i ristoranti da provare ci sono sicuramente:

Tsukiji Sushidai Honkan cosa vedere in Giappone

Tsukiji Sushidai Honkan

Piccolo ristorante di circa dieci posti, estremamente popolare (buon segno). Contate almeno un ora di coda all’ora di pranzo per mangiare (altro buon segno). Qualità prezzo impareggiabile. Hanno anche una succursale a Toyosu.

Tsukiji Kagura Sushi cosa vedere in Giappone

Tsukiji Kagura Sushi

Piccolo ristorante che prepara il sushi nello stile Edo, il famoso Edomae Sushi, seguendo il metodo originale. Non é propriamente economico, ma se volete assolutamente assaggiare l’essenza di questo piatto, senza per forza andare in bancarotta, é qui che dovete venire.

Tsunao Tsukiji cosa vedere in Giappone

Tsunao

Se amate il tonno é qui che dovete venire! Sushi-ya pazzesco, che fa delle varie parti del tonno il suo punto di forza. Molto frequentato, preparatevi a fare un po’ di coda.

Sushi Zanmai Tsukiji cosa vedere in Giappone

Sushi Zanmai

Non potevano mancare i ristoranti della famosa catena del “re del tonno”, ne troverete ben 5 in quest’area! Non é forse il migliore, vista la concorrenza, ma resta un ottimo ristorante che per via della sua notorietà e della suo ottimo rapporto qualità/prezzo, non é mai vuoto.

Tsukiji Kanno & Tsukiji Domburi Ichiba

Tsukiji Kanno & Tsukiji Domburi Ichiba

Se preferite i Kaisendon, le famose tazze di riso con pesce crudo e frutti di mare posati sopra, questi due piccolissimi locali adiacenti sono veramente incredibili ed offrono pasti veloci e di grande qualità a prezzi contenuti. Ikura-don e Uni-don imperdibili!

Anche se purtroppo il “cuore” del leggendario mercato non é più lo stesso, il particolare stile del quartiere adiacente e l’altissima qualità della cucina dei suoi ristoranti giustifica sicuramente una visita mattutina, che sicuramente rimarrà tra i più bei ricordi del vostro viaggio.

Mappa di Tsukiji

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Yasukuni: il santuario più controverso di Tokyo

Yasukuni: il santuario più controverso di Tokyo

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Tempo di lettura: 9 minuti

Ogni anno 5 milioni di Giapponesi visitano il Santuario Yasukuni a Tokyo. Già un numero così alto di visitatori fa capire l’importanza di questo santuario ma stranamente se chiedete ai turisti stranieri che visitano la capitale e che affollano Asakusa e il Meiji Jingu se lo conoscono, la risposta è: no. Mi sono chiesto il motivo di questa poca notorietà, dopotutto i giapponesi hanno la capacità di rendere turistiche le cose più assurde. Forse la motivazione va ricercata nella sua storia così controversa.

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Una storia controversa

Il santuario Yasukuni è stato fondato dall’imperatore Meiji nel 1869 per commemorare le anime di chi era morto durante la “Rivoluzione giapponese” che riportò il potere politico nelle mani dell’imperatore dopo secoli di dominio dello Shogunato Tokugawa. Alla commemorazione si aggiunsero successivamente tutte le anime di chi era morto nelle guerre che coinvolsero il Giappone fino al 1954, anno in cui si concluse la prima guerra d’indocina.

2.466.532 sono i nomi delle anime presenti nei documenti del santuario. Uomini, donne, bambini, animali di compagnia e criminali di guerra. Si, avete letto bene, al santuario Yasukuni si celebrano criminali di guerra, e di questi 14 hanno creato le proteste più feroci perché considerati di classe A. Ma facciamo un passo indietro, alla fine della seconda guerra mondiale i leader militari e politici del Giappone sconfitto furono processati e condannati durante il Processo di Tokyo per crimini di classe A cioè crimini contro la pace, di classe B crimini di guerra, e classe C per crimini contro l’umanità. I condannati dal tribunale furono esclusi dalla sepoltura a Yasukuni fino a quando, con la fine dell’occupazione degli alleati, il ministero della salute giapponese iniziò a inviare al santuario le informazione dei criminali di classe B e C per essere inseriti nel “libro delle anime”, spesso anche a insaputa dei familiari dei defunti. I primi tentativi per inserire anche i 14 criminali di classe A, che includevano primi ministri e generali, iniziarono nel 1966 con l’invio della richiesta da parte del ministero, ma bisogna aspettare il 1978 quando con una cerimonia segreta i 14 sono stati sepolti a Yasukuni. Un anno dopo la notizia diventa di dominio pubblico e da quel momento l’imperatore Hiroito e il suo successore non hanno più visitato il santuario. Al contrario di politici e primi ministri, che negli anni hanno continuato a partecipare alle cerimonie rendendo omaggio ai caduti e scatenando ogni volta proteste da parte dei governi di Cina e Corea, che a distanza di anni non hanno ancora ricevuto le scuse ufficiali da parte del Giappone per i crimini e le vittime causate dalle sue mire espansionistiche. Come se tutto questo non bastasse, su richiesta del capo sacerdote del santuario, nel 1980 Papa Giovanni Paolo II tenne in Vaticano una messa per le anime commemorate a Yasukuni, comprese quelle dei 1618 criminali di guerra. Un giorno sarà messa la parola fine a questa controversa storia? Ho qualche dubbio…

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Cosa vedere al Santuario Yasukuni

Lasciando da parte storia, polemiche e controversie è indubbio che il Santuario Yasukuni è uno dei più importanti del Giappone e di Tokyo. Lo si capisce appena arrivati. Per accedere all’area del santuario bisogna superare un gigantesco torii in acciaio, alto 25 metri e largo 34, che alla sua costruzione, nel 1921, era il più grande del Giappone. Proseguendo si supera un secondo torii, il più grande in bronzo di tutto il Paese del Sol Levante. Ci si trova poi difronte a un portale in legno con due grandi crisantemi in bronzo che rappresentano il sigillo imperiale. Ma bisogna superare un terzo torii prima di trovarsi finalmente difronte al Haiden, la principale sala della preghiera e limite invalicabile per chi viene in visita al santuario. Come succede in tutti i santuari shintoisti l’Hoden, l’edificio principale e dimora delle divinità, che in questo caso sono i caduti in guerra divinizzati, è accessibile quasi solo esclusivamente ai sacerdoti.

Santuario Yasukuni Cosa vedere a Tokyo

All’interno dell’area del santuario ci sono diversi monumenti e anche qui non ne mancano alcuni controversi, come quello che onora il giudice indiano Radha Binod Pal. Descritto qui come uno dei pochi a dichiarare innocenti tutti gli imputati del Processo di Tokyo, in realtà era sicuro delle atrocità commesse ma riteneva che il tribunale fosse “unilaterale per cui ingiusto”. Famosa è anche la statua del pilota kamikaze, e qui mi ha colpito molto la devozione con cui viene pregata e la quantità di offerte lasciate ai suoi piedi, da questo si capisce come molti giapponesi rispettino ancora oggi la figura dei piloti suicidi. Infatti i Kamikaze erano molto legati al santuario ed erano soliti dire prima di partire per una missione, che si sarebbero incontrati di nuovo a Yasukuni dopo la morte. Curiose sono le tre statue in onore dei cavalli, dei piccioni viaggiatori e dei cani uccisi in guerra a cui vengono lasciate di solito in dono bottiglie d’acqua.

Statua Kamikaze Santuario Yasukuni Cosa vedere a Tokyo

Museo Yushukan

Fa parte del santuario anche lo Yushukan, un museo commemorativo delle guerre giapponesi che espone armi e cimeli tra cui il temibile aereo da caccia Zero e una locomotiva a vapore modello C56 che percorreva la linea che collegava la Thailandia alla Birmania. Quello che non troverete scritto nella didascalia è che stata costruita dai giapponesi tra il 1940 e il 1944 utilizzando prigionieri di guerra e lavoratori del sud-est asiatico, tutti costretti a lavorare in condizioni disumane. Inoltre tra i Cannoni, carri armati e aerei è esposto il poco conosciuto siluro Kaiten, progettato per essere guidato dall’interno da un uomo che si lanciava in un attacco suicida contro le navi nemiche. Sono poi esposti oggetti appartenuti ad alcuni soldati, lettere dei piloti Kamikaze, le foto e i ritratti dei caduti commemorati nel santuario. Certo il museo sembra più una celebrazione dello spirito guerriero giapponese che una testimonianza degli orrori della guerra, non a caso anche lo Yushukan è al centro di molte polemiche. Il museo viene accusato di un certo revisionismo storico nelle didascalie e di minimizzare, se non omettere, i crimini e gli orrori commessi dal Giappone durante i suoi tentativi di colonizzare l’Asia. Ma anche in questo caso, lasciando da parte le controversie, la visita al museo è interessante perché dà la possibilità di vedere alcuni cimeli di guerra, come lo ZERO, di cui abbiamo letto solo nei libri di storia. Ingresso: Adulti 1000 yen – Bambini 300 yen Orari: 9.00 – 16.30 (ultimo ingresso ore 16)

Museo Yushukan Santuario Yasukuni Cosa vedere a Tokyo

Quando andare al Santuario Yasukuni

Se il santuario è interessante da visitare tutto l’anno, ci sono tre momenti assolutamente da non mancare.:

  • Nei primi giorni di gennaio quando i giapponesi affollano Yasukuni per le preghiere di capodanno, ed è in questo periodo che vengono aperte le botti di sakè donate al santuario che potete assaggiare facendo un’offerta. E Non mancano le bancarelle dove provare del buon street food tipico. A gennaio l’atmosfera è contrastante, se da un lato si commemorano i caduti dall’altra si festeggia mangiando.
  • Dal 13 al 16 luglio quando si tiene il festival Mitama, che corrisponde al periodo dell’Obon quando si celebrano gli spiriti dei morti. Nel giardino del santuario vengono appese 30.000 lanterne che di sera sono uno spettacolo incredibile.
  • Durante l’Hanami. Lo sbocciare dei ciliegi del Santuario Yasukuni sono il riferimento dell’ Agenzia Meteorologica giapponese per annunciare l’inizio dell’Hanami in Giappone. Yasukuni è uno dei luoghi di Tokyo più amati dai giapponesi per ammirare la fioritura, allora perché non unirsi ai festeggiamenti?
Festival Mitama Santuario Yasukuni Cosa vedere a Tokyo
By やきいも

Forse alla fine della lettura sarete un po’ perplessi se visitare o meno il Santuario Yasukuni. Però la sua storia, le polemiche, il revisionismo non vi devono fermare. Il Santuario nell’aspetto non è diverso da molti altri ma quello che lo rende speciale è l’atmosfera. In questo “angolo” di Tokyo la frenesia della metropoli lascia spazio alla vera devozione. Non dimenticherò mai quel momento durante la mia visita in cui un uomo suonava al tramonto l’ocarina in onore di un kamikaze, anche questo è il Giappone che non ti aspetti…

Mappa del Santuario Yasukuni

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Museo architettonico all’aperto di Edo-Tokyo

Museo architettonico all’aperto di Edo-Tokyo

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Tempo di lettura: 7 minuti

27 anni è l’età media di un edificio giapponese. 30 sono gli anni stabiliti per legge come limite di vita di una costruzione. E se in Italia spesso un edificio vecchio è considerato storico, in Giappone è solamente vecchio. Aggiungiamoci terremoti e incendi che nei secoli hanno distrutto vaste aree urbane, si comprende come il Giappone rischia di non avere testimonianze di come è cambiata nei secoli l’architettura degli edifici, soprattutto in una metropoli in continuo mutamento come Tokyo.

A porre rimedio a tutto questo ci pensa il Museo architettonico all’aperto di Edo-Tokyo, dove sono stati trasferiti e ricostruiti importanti edifici storici di Tokyo e non solo. Gli edifici sono 30 e la maggior parte risale al periodo Meiji (1868-1912) e alcuni del periodo Edo.

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Cosa vedere al Museo Edo Tokyo

Quello che rende speciale il museo dal mio punto di vista è la possibilità di entrare negli edifici e vedere come si viveva nel periodo Edo e Meiji. Interessanti sono gli edifici del periodo Meiji, che testimoniano il periodo in cui il Giappone iniziò ad aprirsi all’occidente e decise di modernizzarsi copiandone stili e modi di vivere. Infatti si passa da edifici all’apparenza tradizionali con interni occidentali a viceversa, edifici dal design europeo ma con stanze in stile giapponese.

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Case in movimento

Tra tutti gli edifici del museo mi ha colpito la storia della residenza Hachirouemon Mitsui appartenuta a una delle famiglie più potenti del Giappone. Dopo che la precedente abitazione era stata distrutta dai bombardamenti, nel 1952 il capofamiglia Mitsui decise che la sua nuova residenza sarebbe stata costruita a Tokyo nel prestigioso quartiere di Nishi-Azabu.

La particolarità della residenza è che per la costruzione sono stati utilizzati anche materiali e oggetti provenienti da altri edifici legati ai Matsui. La stanza degli ospiti e la sala da pranzo provengono da una residenza di Kyoto del 1897. Una delle stanze con i tatami invece proviene da una villa di famiglia che si trovava a Oiso. E il lampadario al secondo piano prima illuminava gli interni della Banca Mitsui.

È strano pensare che per costruire un edificio nuovo si utilizzano materiali di case storiche che si trovano a centinaia di chilometri di distanza, ma in Giappone non è una cosa inusuale, ad esempio l’importante santuario di Ise ogni 20 anni viene smontato e ricostruito con nuovi materiali e i vecchi vengono donati per la costruzione di altri santuari. Dopotutto molti degli edifici del museo hanno una storia analoga, nessuno prima del 1993, anno di apertura, si trovava qui. La residenza Hachirouemon Mitsui è “arrivata” nel 1996 quando viene donata dalla famiglia Mitsui al governo di Tokyo che la sposta nell’area museo.

Hachirouemon Mitsui Museo all’aperto dell’architettura di Edo-Tokyo

Fare shopping nell’antica Tokyo

Quello che non manca nella moderna Tokyo sono quartieri dedicati allo shopping, ma era la stessa cosa in passato? La risposta è si. Ovviamente non così estesa come ora ma con la stessa idea di via commerciale costellata di negozi come dimostra un’ampia zona del museo, dove sono stati collocati diversi edifici che un tempo erano attività commerciali.

Oltre all’esterno gli edifici sono stati restaurati all’interno utilizzando anche le riproduzioni degli oggetti e degli strumenti del periodo. Per cui tra gli altri ritroviamo il fioraio, la drogheria, la cartoleria, il bar, il negozio di ombrelli di carta, quello di saké, di salse di soia e non manca la Koban, la sottostazione di polizia di quartiere.

Se poi vi siete sempre chiesti come è un vero Sento, il bagno pubblico giapponese, è stato portato qui il Kadakara-yu, un lussuoso Sento che esternamente assomiglia a un tempio. Non è il primo bagno pubblico che visito ma di sicuro è il più grande e poi è l’unica occasione in cui sono potuto entrare in un Sento vestito…per cui se siete tra quelli che non vogliono mostrarsi nudi ad altre persone ma volete vedere cosa c’è all’interno di un Sento solo per questo merita una visita al Museo.

Museo all’aperto dell’architettura di Edo-Tokyo

Hayao Myazaki e la città incantata

Se siete appassionati delle opere dello Studio Ghibli il museo per voi è una tappa obbligatoria. Il Maestro Myazaki ha disegnato “Edomaru” la mascotte del museo e durante la lavorazione de “La Città Incantata” ha visitato più volte il museo per prende ispirazione dagli edifici per progettare quelli visti nel film. Sono 5 gli edifici del museo che potete ritrovare ne “La Città Incantata”:

  • Il Bar Kakiya è il bar dove i genitori di Chihiro vengono trasformati in maiali.
  • Gli interni del Kodakara-yu sono stati d’ispirazione per il design del bagno pubblico del film.
  • L’interno della cartoleria Takei Sanshoodo è uguale a dove lavora Kamaji nel bagno pubblico del “La Città Incantata”.
  • La residenza di Korekiyo Takahashi, un importante politico del periodo Meiji, ha ispirato l’ambientazione delle scene in cui Haku è ferito.
  • Il vagone del Tram che un tempo collegava le stazioni Shibuya, Shinbashi e Kanda custodito nell’area del museo nel film è diventato il treno che Chihiro prende per raggiungere Zeniba.

 

Hayao Myazaki, Studio Ghibli al Museo all’aperto dell’architettura di Edo-Tokyo

Il Museo architettonico all’aperto di Edo-Tokyo si raggiunge in 45 minuti di treno dalla stazione di Shinjuku (Chuo Line della JR scendere a Musashi-Koganei Station) e sono pochi i turisti occidentali che lo visitano nonostante siano molti i motivi per farlo. Non è un museo solo per appassionati di architettura, io non lo sono, ma è per tutti. Per chi vuole conoscere come era la Tokyo che “non c’è più”, per chi vuole fuggire dal caos dei quartieri più affollati e visitare un luogo tranquillo e rilassante visto che il museo è all’interno di un parco. È anche un luogo adatto ai bambini, che possono liberamente esplorare degli edifici “fantastici” e curiosare ovunque. Ma la cosa più importante è che in un unico luogo potete visitare edifici di stili ed epoche che altrimenti per vedere sareste costretti a viaggiare attraverso il Giappone come faccio io…ma so che non sempre è possibile…e un’ultima cosa, se ci veniva spesso anche il Maestro Miyazaki vuol dire che forse non è solo un museo ma qualcosa di più…incantato.

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i 7 Santuari della fortuna a Tokyo

i 7 Santuari della fortuna a Tokyo

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È il mattino del primo di gennaio a Tokyo. Seduto in un vagone della metro, sono uno dei pochi passeggeri e dal finestrino guardo la capitale del Giappone e vedo strade quasi deserte e negozi chiusi. A capodanno Tokyo si ferma, è un giorno di vacanza per quasi tutti i giapponesi e molti si recano ai templi per i riti di buon auspicio per il nuovo anno. Ai templi e santuari più famosi si formano lunghe code non solo di giapponesi ma anche di turisti, per cui ho deciso di andare a Nihonbashi e fare qualcosa di ancora più tradizionale: il pellegrinaggio dei 7 santuari delle Divinità della Fortuna.

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14 giorni in Giappone: l'itinerario che consiglio

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Il pellegrinaggio dei 7 santuari delle divinità della fortuna

Le 7 divinità della fortuna

Le shichifukujin, o 7 divinità della fortuna, hanno origine antica ma solo una, Ebisu, è di origine giapponese. Alcune sono derivazioni di divinità induiste come: Benzaiten, Bishamonten, Daikokuten; le altre, Fukurokuju, Hotei, Jurojin si pensa siano di origine cinese. Sono sempre stati Dei venerati da diverse classi sociali che rivolgevano loro preghiere per avere beneficio e successo nelle proprie professioni ma è dal 1400 che vengono sempre rappresentate in gruppo e ancora oggi sono tra le più venerate in Giappone per avere in cambio fortuna.

shichifukujin le 7 divinità della forutuna a Tokyo

Nihonbashi

Sono molti i santuari dedicati alle 7 divinità in Giappone e a Tokyo si possono scegliere diversi pellegrinaggi da fare, la mia scelta è caduta su quello del quartiere di Nihonbashi dove il pellegrinaggio è molto sentito dagli abitanti per via dell’anima commerciale del quartiere. Dopotutto fin dal periodo Edo, Nihonbashi é stata una zona mercantile, oltre a essere il punto di arrivo della Nakasendo, l’antica via postale che collegava Edo a Kyoto. Secoli dopo sempre a Nihonbashi apre il primo grande magazzino della catena Mitsukoshi e il mercato ittico predecessore di quello di Tsukiji. E ancora oggi Nihonbashi è il centro finanziario di Tokyo. Si sa che negli affari ci vuole anche fortuna ed è un bene avere delle divinità portafortuna al proprio fianco per cui ogni capodanno negozianti, manager e commercianti con la propria famiglia vanno in visita ai 7 santuari, pregano e acquistano amuleti, tanti amuleti…

Nihonbashi cosa vedere a Tokyo
By Kakidai - Own work, CC BY-SA 4.0, Link

Koami Jinja

Per iniziare il pellegrinaggio dei 7 santuari scendo alla stazione di Nihonbashi e a piedi in un quartiere completamente deserto raggiungo il primo santuario: Koami Jinja. Mentre mi avvicino incrocio una lunghissima fila di persone in attesa di entrare a pregare in questo piccolo santuario incastrato tra due edifici. Il Koami jinja fondato nel 1466 è la dimora della divinità della ricchezza Zeni-arai-no-i, secondo la tradizione purificando delle monete nel pozzo del santuario e custodendole nel portafoglio come amuleti dovrebbero portare fortuna nel guadagnare denaro. Dalla mia visita non sono diventato ricco ma è anche vero che non ho fatto la fila perché il mio interesse era per l’altra divinità venerata al santuario: Fukurukuju. Rappresentato come un vecchio dalla testa pelata a forma di cetriolo è una delle 7 divinità della fortuna, il suo nome è formato dai kanji che significano felicità-richezza-longevità. Come già detto non sono diventato ricco, per cui la combo Zeni-arai-no-i + Fukurukuju non mi ha portato fortuna in quel senso, felicità? Come direbbe Tonino Carotone: a momenti. Longevità? È ancora presto per dirlo ma speriamo…

Koami Jinja Nihonbashi cosa vedere a Tokyo

Chanoki Jinja

Seconda tappa è Chanoki Jinja, conosciuto anche come il santuario dell’Albero da Tè perché un tempo era circondato da prati verdi e “alberi da tè”. Arrivando mi accorgo che prati e alberi hanno lasciato spazio però ad asfalto e cemento. Come si intuisce dalle due statue di volpe ai lati dell’entrata questo piccolo santuario è dedicato a Inari, la divinità shintoista del riso e dell’abbondanza. Ma dal 1985 è venerato anche Hotei una delle 7 divinità della fortuna. Conosciuto, erroneamente, in occidente come il Buddha che ride, Hotei è rappresentato come un monaco grassoccio sempre sorridente che ama essere circondato dalle persone e in particolare dai bambini, e secondo la tradizione porta felicità e abbondanza.

Chanoki Jinja Nihonbashi cosa vedere a Tokyo

Suitengu Jinja

Il terzo santuario che visito è il Suitengu Jinja, è il più grande e importante del pellegrinaggio perché qui si viene a pregare per riuscire a concepire dei figli e avere un parto sicuro. Il santuario si trova in una posizione sopraelevata rispetto alla strada perché è costruito sopra a un sistema antisismico per proteggere le mamme e i bambini in visita. Inoltre nel 2018 in occasione del 200° anniversario dalla fondazione del santuario l’edificio principale è stato ricostruito per questo tutto appare fin troppo perfetto e moderno. Al mio arrivo c’è molta gente in coda, soprattutto giovani coppie, donne incinte e genitori con bambini nati da poco, tutti in attesa di poter pregare Suiten, il dio dell’acqua, ma anche Benzaiten l’unica delle 7 divinità dalle sembianze femminili i cui benefici sono portare saggezza, eloquenza e conoscenza a chi la prega. In molti vengono qui anche per fotografare nel cortile del santuario la statua di un cane con il suo cucciolo ma a colpirmi è stata un’altra statua, quella di un Kappa femmina che allatta il suo piccolo. Il Kappa è una creatura del folklore giapponese che ho visto rappresentata in molti modi durante i miei viaggi in Giappone ma solo qui al Suitengu ho avuto l’occasione di vedere una statua di un Kappa così particolare che rappresenta la maternità. La visita al santuario e l’incontro con Benzaiten mi ha portato un po’più di saggezza? Forse sí o forse sto solo invecchiando e si sa che con gli anni teoricamente si diventa più saggi…

Suitengu Jinja Nihonbashi cosa vedere a Tokyo

Matsushima Jinja

Faccio un po’ fatica a trovare il quarto santuario perché non potevo immaginare che “quello” era il Matsushima Jinja. Di santuari circondati da condomini ne ho visti molti a Tokyo ma mai mi era capitato di vederne uno dentro un condominio. In pratica hanno costruito un edificio di molti piani attorno al santuario e se non fosse per il torii rosso all’esterno lo si potrebbe scambiare per la reception del palazzo. E pensare che il Matsushima Jinja ha più di 700 anni di storia e che a quel tempo al posto del condominio c’era un’isola ricoperta di pini circondata dal mare, e da qui il nome Matsu, pino e shima, isola. Al Matsushima Jinja si venerano ben 14 divinità, dopotutto è un condominio e tra i condomini c’è anche Daikoku, la divinità della fortuna protettrice dell’agricoltura e ovviamente della casa (e dei condomini?) che porta abbondanza e ricchezza.

Matsushima Jinja Nihonbashi cosa vedere a Tokyo

Suehiro Jinja

I successivo santuario è il Suehiro Jinja, anche questo è piccolo e incastrato tra due edifici. La cosa che lo rende interessante è la sua storia. Attorno al 1600, prima di Nihonbashi, qui si trovava Yoshiwara il quartiere a luci rosse di Edo e il santuario era dedicato a Inari che veniva venerata come il guardiano del quartiere. Quando nel 1675 durante i lavori di ristrutturazione dell’edificio principale fu trovato un suehiro, un ventaglio che si regala agli sposi durante un matrimonio e che secondo la tradizione porta fortuna il santuario ne prese il nome e divenne anche la dimora di Bishamonten una delle divinità della fortuna ma anche dio della guerra e dei guerrieri. Bishamonten viene rappresentato in armatura, in una mano ha una lunga lancia e nell’altra una pagoda in cui è contenuto il suo potere divino che dona a chi lo prega. Oggi ci sono molte persone in attesa per la preghiera che hanno attratto la mia attenzione ma sono sicuro che in un altro giorno dell’anno non mi sarei nemmeno accorto della sua presenza perché a Tokyo di santuari così ce ne sono molti. Mi chiedo se, come per il Suehiro Jinja, per ogni piccolo e anonimo santuario che ho incrociato ci sia sempre una leggenda o storia affascinante legata all’origine. Probabilmente la risposta è: si.

Suehiro Jinja Nihonbashi cosa vedere a Tokyo

Kasamainari jinja

Il santuario Kasamainari jinja è il sesto del mio pellegrinaggio e almeno questo non è stritolato tra gli edifici ma è circondato da un piccolo, ma curato, giardino. Da come si può intuire dal nome e dalle statue di volpi il santuario è dedicato a Inari, la dea dell’abbondanza, ma come negli altri casi il santuario è devoto anche a una delle divinità della fortuna: Jurojin. Un vecchietto alto 90 centimetri dalla lunga barba bianca che incarna il dio della longevità. L’importanza del santuario deriva dall’essere la filiale a Tokyo del Kasamainari di Ibaraki, uno dei tre santuari dedicati a Inari più importanti del Giappone. Se il Kasamainari di Ibaraki viene visitato da 3 milioni di persone all’anno questa filiale a Nihonbashi credo non abbia lo stesso seguito, dopotutto anche a capodanno in attesa c’erano solo poche persone.

Kasamainari jinja ihonbashi cosa vedere a Tokyo

Suginomori Jinja

Termino il pellegrinaggio con il Suginomori Jinja. Fondato più di 1000 anni fa è uno dei più antichi di Tokyo. Distrutto e ricostruito più volte l’attuale risale al 1931, la particolarità del santuario è il colore bianco degli edifici, una cosa che raramente ho visto. A Suginomori viene venerato Ebisu che tra le 7 divinità della fortuna è il protettore dei pescatori e dei mercanti. Sapendo che per Nihonbashi il commercio è sempre stato importante mi sarei aspettato un santuario più grande nonostante le sue dimensioni siano di molto superiori a quelle di altri santuari che ho visitato durante il mio pellegrinaggio. Come spesso accade nella tradizione shintoista la devozione e importanza di un santuario non è rappresentata dalla sua dimensione, o non solo da questa, ma dai Matsuri, i festival religiosi. Ogni 3 anni a maggio si svolge il Reitaisai dove tutto il quartiere partecipa alla processione che parte dal Suginomori e porta per le strade del quartiere un pesante mikoshi, una sorta di portantina con un santuario portatile che custodisce temporanemente la divinità. Anche oggi sono molte le persone in attesa per pregare e sicuramente alcuni sono i proprietari dei negozi che ho visto chiusi camminando per Nihonbashi che sono venuti a chiede a Ebisu prosperità per la propria attività, e visti i tempi ce n’è sempre bisogno!

Suginomori Jinja Nihonbashi cosa vedere a Tokyo

Mi lascio alle spalle Suginomori e mi dirigo alla vicina stazione di Shin-Nihonbashi con la certezza di aver partecipato a qualcosa di molto sentito dai giapponesi, che forse non avrò compreso fino in fondo ma che mi ha aiutato ad avvicinarmi al loro modo di vivere la tradizione e la spiritualità. Il pellegrinaggio dei 7 santuari delle divinità delle fortuna non lo consiglio per la bellezza dei santuari, che da come avete capito spesso non sono nulla di così particolare, ma per la possibilità unica di partecipare a un rito più intimo e sentito che il semplice “andare al tempio a capodanno” come fanno molti turisti.

Mappa dei 7 santuari

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Shibamata: il quartiere nostalgico di Tokyo

Shibamata: il quartiere nostalgico di Tokyo

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Tempo di lettura: 10 minuti

Sono sempre alla ricerca di scoprire i lati più storici, particolari e retrò di Tokyo e nel mio girovagare tra i quartieri della capitale giapponese mi sono trovato a Shibamata, una delle shitamachi di Tokyo. Le shitamachi sono quelle zone sopravvissute ai bombardamenti della seconda guerra mondiale che mantengono l’aspetto di un tempo e sono pervase da un’atmosfera quasi nostalgica verso i tempi andati. Quasi sconosciuto tra i turisti Shibamata è molto frequentato dagli abitanti di Tokyo che vogliono fuggire dalla frenesia degli altri quartieri e trascorrere qualche ora in un luogo più “umano” dove l’atmosfera è più quella di un piccolo paese che di una metropoli.

Shibamata è conosciuta e amata dai giapponesi anche perché è stata il set della serie di film “Otoko wa Tsurai Yo” e il protagonista Tora-san aveva la sua casa proprio in questo quartiere. Entrata nel Guinness dei primati come la serie più longeva con lo stesso attore protagonista, è’ composta da ben 48 film prodotti dal 1969 al 1995. La serie è così conosciuta e amata che nel quartiere ci sono diverse statue dedicate al protagonista tra cui la più importante nel piazzale della stazione di Shibamata.

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Cosa vedere a Shibamata

Shibamata Taishakuten

Uno dei luoghi che spinge i giapponesi a visitare Shibamata è il Tempio di Shibamata Taishakuten, uno dei templi più belli di tutta Tokyo. Il tempio buddhista fondato nel 1629 risale al 1929 e da allora mantiene inalterato il suo aspetto. Superato il magnifico portale in legno ci si trova nel piazzale del tempio il quale è nascosto da dei pini, ma se guardate bene vi accorgerete che è un unico albero che assomiglia a un bonsai cresciuto troppo…L’albero chiamato Zui-ryu-no-matsu, che significa pino del drago fortunato, prende il suo nome dai suoi lunghi rami che lo fanno assomigliare a un drago, un ramo è lungo 12 metri e un’altro addirittura 14 metri. Non è il pino a rendere speciale il tempio ma le sue incisioni in legno, come bellezza fanno concorrenza a quelle di Nikko. Se i vari edifici sono comunque decorati, per vedere il vero “tesoro” bisogna accedere all’area dietro la sala Taishakudo e pagando 400 yen si possono ammirare le straordinarie incisioni delle pareti che riproducono scene dei sutra buddhisti e del folklore giapponese. Compreso nel prezzo c’è anche l’accesso al Suikeien, il giardino tradizionale del tempio che è attraversato da una passerella coperta che permette di ammirare il giardino anche se piove, cosa che non ho mai visto in altri luoghi!

Shibamata Taishakuten cosa vedere a Tokyo, Giappone

Taishakuten Sando

Per accedere al Tempio bisogna attraversare una stretta via costellata di negozi e ristoranti, alcuni dei quali mantengono l’aspetto originale del periodo Edo e altri del periodo Meiji. Questo dona alla zona un’atmosfera molto particolare e affascinante, se pensiamo che siamo a Tokyo. Mentre passeggiate potete assaggiare alcune delle specialità di Shibamata come i dango e l’anguilla.

Shibamata cosa vedere a Tokyo, Giappone

Yamamoto-tei

Sempre vicino al tempio si trova la storica residenza di un noto imprenditore di Tokyo che è stata aperta al pubblico. La residenza ha un’architettura che unisce lo stile giapponese con quello occidentale creando un’armonia che non stona, come invece accade di solito. Il vero motivo per visitare Yamamoto-tei, è il giardino che è considerato tra i più belli del Giappone. Certo avrete letto questa frase per tutti i giardini di cui ho parlato nel sito, ma in questo caso a dirlo è Sukiya Living, una rivista statunitense dedicata ai giardini giapponesi che per 15 anni di fila l’ha messo tra i primi dieci! Il giardino ospita anche una casa da tè dove sorseggiare un buon tè accompagnato da un dolce tradizionale ammirando il paesaggio e nel mentre potete meditare se almeno questa volta l’affermazione “tra i più belli del Giappone” è vera.

Shibamata Yamamoto-tei  cosa vedere a Tokyo, Giappone
By ohkubo, CC BY-SA 3.0, Link
Leggi anche: Cosa vedere a Tokyo

Museo Tora-San

Se come me non avevate mai sentito parlare di Tora-san e dei film di cui è protagonista, non vi verrebbe mai in mente di visitare il museo a lui dedicato. Ma potrebbe essere un errore. All’interno del museo sono stati ricreati i set che riproducono il negozio di dango e la tipografia presenti nei film utilizzando anche oggetti di scena, inoltre ci sono la riproduzione dell’entrata della vecchia stazione di Shibamata e un esemplare di quello che potremmo definire come un “tram a trazione umana”, una specie di risciò in legno che assomiglia a un vagone. Tutto questo permette di vedere come era la vita nella Tokyo degli anni ’60-’70, invece in un’altra area del museo è stata riprodotta con dei diorami la Shibamata degli anni ’30, per cui anche se non siete fan di Tora-san visitate il museo così da dare uno sguardo al passato recente di Shibamata e di Tokyo e forse capirete perché i giapponesi hanno nostalgia di quell’epoca. Ingresso 500 yen

Museo Tora-san Shibamata cosa vedere a Tokyo, Giappone

Il fiume Edogawa

Shibamata è delimitato a est dal fiume Edogawa e la zona lungo gli argini è una vasta area verde dove consiglio di fare una passeggiata. Ci sono diversi capi da baseball liberi per cui, soprattutto nei weekend, si può assistere a partite e allenamenti di squadre amatoriali. Inoltre è l’unica zona di Tokyo in cui si pratica ancora il “Yagiri no Watashi”, l’attraversata del fiume attraverso barche tradizionali senza motore. Questo era il mezzo utilizzato a Tokyo prima della costruzione di ponti e a Shibamata si può ancora raggiungere in barca l’altra sponda del fiume come si è fatto negli ultimi 400 anni. La zona del fiume Edogawa è talmente bella e apprezzata che è finita in ben 2 classifiche, quella dei 100 paesaggi che rappresentano il Giappone durante l’era Heisei (1989 -2019) e quella dei 100 paesaggi sonori del Giappone, cioè i 100 luoghi in cui prevalgono i suoni naturali e tradizionali (?!?). Ma chi si inventa queste classifiche? Comunque confermo, la zona del fiume è molto bella a prescindere dal posto in classifica!

Fiume Edogawa Shibamata cosa vedere a Tokyo, Giappone

Cosa mangiare a Shibamata

Non si può visitare Shibamata e non assaggiare alcune delle sue specialità che potete provare lungo la via dello shopping, queste sono secondo me quelle che non potete perdervi!

Unaju

La specialità di Shibamata è l’unaju, l’anguilla grigliata adagiata su un letto di riso servita in una Jubako, scatola laccata che fa da piatto. Il posto migliore per mangiare unaju è da Yebisuya che da 230 anni griglia l’anguilla sul carbone e la ricopre con una salsa dalla ricetta segreta. Yebisuya offre anche la possibilità di scegliere vari set con l’anguilla, in cui poter assaggiare altre specialità come il sashimi di carpa o la carpa bollita nella zuppa di miso.

Unnaju Shibamata cosa vedere a Tokyo, Giappone

Kusa Dango

I dango sono degli “gnocchi” di farina di riso dalla consistenza gommosa che si possono mangiare un po’ ovunque in Giappone, ma a Shibamata hanno una versione unica, il kusa dango. All’impasto tradizionale vengono aggiunte le foglie bollite e pestate di artemisia, che dona al dango un colore verde e un gusto particolare. Il kusa dango viene servito con un’abbondante porzione di pasta di azuki, i fagioli dolci giapponesi. Il posto migliore dove mangiare il kusa dango è da Takagiya, il negozio è stato anche set di “Otoko wa Tsurai Yo” ed è stato il modello per il set che si trova nel museo di Tora-san. Da Takagiya si possono provare anche altre varietà di dango come quello alla griglia o ricoperto di salsa di soia e alghe. So che a molti non piace la consistenza molliccia del dango, ma vi consiglio di provare assolutamente il kusa dango.

Kusa Dango  hibamata cosa vedere a Tokyo, Giappone

Senbei

Un tempo la zona di Shibamata era conosciuta per la coltivazione del riso, da questo la tradizione dei kusa dango ma anche dei senbei, i “cracker” di riso tipici giapponesi. Lungo la via che porta la Shibamata Taishakuten ci sono diversi negozi che li vendono, ma il più famoso è Asanoya, che utilizza la tecnica tradizionale per produrli. Qui per fare i senbei viene utilizzata la farina di una particolare qualità di riso proveniente dalla prefettura di Ibaraki, e una volta ricoperti di salsa di soia sono grigliati sul carbone ardente. Il gusto salato all’inizio può sembrare un po’ troppo intenso ma dubito che dopo aver assaggiato un senbei di Asanoya vi fermerete al primo…

Senbei Shibamata cosa vedere a Tokyo, Giappone

Sempre lungo la via dello shopping ci sono altri luoghi conosciuti per le loro specialità, come Yamatoya dove servono tempura utilizzando la stessa ricetta da 150 anni e che era la preferita dall’attore che impersonava Tora-san. O come Matsuya no Ame che dal 1868 produce dolci e caramelle tradizionali giapponesi che ancora oggi, come un tempo, vengono tagliate a mano con un coltello. È nella volontà di mantenere testardamente le stesse ricette di un tempo che si comprende lo spirito che anima ancora Shibamata, un quartiere orgogliosamente retrò che non accetta il cambiamento, che vuole mantenere il suo legame con il passato e non perderlo come hanno fatto gli altri quartieri di Tokyo. Non so se questo sia merito di Tora-san, o della voglia nostalgica dei giapponesi, quello che è certo è che dopo averlo visitato, Shibamata è diventato uno dei miei quartieri preferiti di Tokyo.

Mappa di Shibamata

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