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Roppongi: guida al quartiere per stranieri di Tokyo

Roppongi: guida al quartiere per stranieri di Tokyo

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Tempo di lettura: 8 minuti

Roppongi è il quartiere più internazionale di Tokyo e per questo non è tra i miei preferiti. Durante i miei innumerevoli viaggi in Giappone le volte che sono stato a Roppongi si contano sulle dita di una mano: 2. Il motivo è semplice, quando viaggio voglio entrare in contatto con le realtà più genuine del Paese che visito e, non sentendo la nostalgia dell’Italia, non cerco mai un luogo che mi ricordi “casa”.

L’origine della sua internazionalità Roppongi la deve al dopoguerra, quando l’esercito statunitense e gli Alleati occuparono la zona portando all’apertura di negozi, locali e bordelli per i loro ufficiali. Con l’abbandono degli occupanti il quartiere di Roppongi non perse la sua peculiarità perché negli anni divenne la sede di molte ambasciate e di aziende straniere. Se di giorno Roppongi è un luogo frequentato da uomini d’affari giapponesi e stranieri per lavoro, di notte cambia volto. Fin dagli anni ‘60 Roppongi è stato sinonimo di divertimento notturno, allora per le discoteche oggi per i pub, night club e hostess club per stranieri. Di notte Roppongi è molto frequentata soprattutto dagli stranieri che  vivono a Tokyo e che vengono qui per divertirsi e socializzare con i propri “simili”, ma anche da giapponesi che vogliono conoscere stranieri e amano la loro cultura. Purtroppo questo ha reso Roppongi poco giapponese e di sera in alcuni casi può anche essere “pericolosa”. Molti vi potrebbero dire che è un retaggio del passato e il fatto che la yakuza non abbia più il controllo dei locali perché ha trasferito i suoi interessi altrove può essere solo che un bene, ma questo nella realtà ha lasciato un “vuoto” che è stato sicuramente colmato. Non a caso oggi la maggior parte dei locali del divertimento di Roppongi sono gestiti da cinesi e africani… Con questo non dico che sia un quartiere pericoloso ma sicuramente bisogna avere una certa attenzione di sera se si frequentano i locali per stranieri, cosa che non si deve avere in nessun’altra zona di Tokyo.

Ma Roppongi non è solo questo per fortuna, negli ultimi anni grazie all’apertura di molti musei d’arte è diventato uno dei centri culturali di Tokyo ed è questo uno dei motivi che mi ha spinto a visitarla.

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Cosa vedere a Roppongi

Roppongi Hills

Roppongi Hills è stato terminato nel 2003 ed è un complesso di edifici voluti e costruiti dal magnate giapponese Minori Mori che ha creato una “città nella città” dove  chi vi abita può trovare tutto quello di cui ha bisogno a pochi passi. Per cui abbiamo 793 appartamenti di lusso, negozi, boutique, ristoranti, cinema, parchi e un anfiteatro. Su tutto questo svetta la Mori Tower, un grattacielo di 54 piani e 238 metri al cui interno si trovano ancora altri appartamenti, negozi, ristoranti, cinema. Oltre a un Hotel, uffici di importanti compagnie, ma anche 2 cose che mi hanno spinto a visitare Roppongi Hills.

Roppongi Hills cosa vedere a Tokyo Giappone

Osservatorio e Mori Art Museum

La prima è l’osservatorio posto in cima alla Mori Tower da cui ammirare una fantastica vista sullo skyline di Tokyo, la seconda, e più interessante, il Mori Art Museum. Questo museo d’arte moderna giapponese e internazionale ha un approccio innovativo e coinvolgente che ha lo scopo di rendere fruibile l’arte a tutti sia adulti sia bambini. Scordatevi quei musei noiosi e spesso poco comprensibili a chi non ha una conoscenza di base, al Mori Art Museum ci si può anche divertire conoscendo l’arte moderna. Le mostre sono sempre temporanee e di solito sono 2 in contemporanea, per cui vi consiglio di visitare il sito ufficiale per sapere cosa è esposto durante il vostro soggiorno a Tokyo. Spesso ci sono esibizioni dedicate alla cultura pop giapponese per cui non è raro trovare mostre a tema manga e anime.

Mori Art Museum Roppongi Hills cosa vedere a Tokyo Giappone
By Syced - Own work, CC BY-SA 3.0, Link

Roppongi Hills Bon Odori

L’ultimo weekend di agosto l’anfiteatro di Roppongi Hills ospita un festival di danza Bon Odori, la tradizionale danza della festa dei morti. Al centro viene costruito un yagura, il palco dove si esibiscono i cantanti tradizionali accompagnati dal possente suono dei Taiko, i tamburi giapponesi. Insieme a loro ci sono anche alcuni che eseguono la danza Bon Odori. Ma il vero evento si svolge attorno al yagura dove centinaia di persone vestite in yukata danzano girando attorno al palco. La partecipazione è libera per cui potete anche voi farvi trascinare dal ritmo e gettarvi nella “mischia”. Per l’occasione l’anfiteatro viene illuminato da lanterne e tutto attorno ci sono bancarelle dove si può provare il tipico cibo di strada dei festival giapponesi. Una bontà! Come avete capito, che siate o no dei ballerini provetti, se siete a Tokyo in questo periodo, il Roppongi Hills Bon Odori è uno dei pochi motivi per visitare il quartiere di sera.

Roppongi Bon Odori cosa vedere a Tokyo Giappone
By Pocsywe - Own work, CC BY-SA 4.0, Link

National Art Center Tokyo

Aperto nel 2007 il National Art Center Tokyo è il museo d’arte più grande del Giappone. Ospita solo esibizioni temporanee e sicuramente ha un approccio meno Pop del Mori Art Museum ma qui vengono esposte opere di immenso valore ed importanza che possono interessare chiunque sia appassionato di arte giapponese e internazionale. In ogni caso il National Art Center Tokyo è un “capolavoro” di architettura metabolistica a opera dell’architetto Kisho Kurokawa che ha creato un immenso spazio vuoto in un edificio dalle forme ondulate che lo rende affascinante e unico, per cui se siete a Roppongi va visitato anche se non siete interessati alle mostre del momento che si possono trovare nel sito ufficiale del museo.

National Art Center Tokyo
By Kakidai - Own work, CC BY-SA 4.0, Link

Non ci sono molti altri luoghi d’interesse a Roppongi e avrete capito che i motivi per visitarlo sono solo due, come le volte che l’ho visitato io. Il primo sono le mostre d’arte e il secondo il festival. Nel mio caso la prima volta è stata quando su Tokyo imperversava un tifone per cui ho guardato cosa c’era al Mori Art Museum e con mia sorpresa ho scoperto una mostra dedicata allo Studio Ghibli e ho aspettato che il tifone passasse mentre mi tuffavo nel mondo fantastico uscito dalla mente di Hayao Miyazaki. La seconda è stata durante un afoso agosto in cui ero a Tokyo e cercando qualche festival tradizionale mi sono imbattuto nel Roppongi Hills Bon Odori. C’era tantissima gente e dalla mia posizione sopraelevata vedere tutte quelle persone vestite negli abiti tradizionali ballare all’unisono è stata un’esperienza indimenticabile. Nonostante le premesse di questo articolo avete capito che per visitare Roppongi qualche motivo c’è, ora sta a voi decidere se tra questi c’è quello giusto per voi!

Mappa di Roppongi

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Ikebukuro: shopping, cultura pop e tradizione

Ikebukuro: shopping, cultura pop e tradizione

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Tempo di lettura: 12 minuti

Ikebukuro è un’ area di Tokyo che fa parte del quartiere di Toshima, spesso descritta come la Akihabara per ragazze, ma anche come un luogo ideale per fare acquisti e divertirsi. Questo però non basta ad attrarre i turisti che spesso preferiscono visitare Shinjuku, Shibuya e Akihabara a Ikebukuro. Nella realtà Ikebukuro è molto più dell’essere “un altro quartiere dello shopping di Tokyo” come dicono molti. Ikebukuro rappresenta,secondo me, alla perfezione il dualismo della società giapponese. Se da un lato è moderno ed è un punto di riferimento per lo shopping sfrenato e la cultura pop, dall’altro mantiene un forte legame con le tradizioni attraverso i suoi antichi templi e i festival tradizionali. Per cui prima di rinunciare a visitarlo ti invito ad arrivare alla fine di questa guida su cosa vedere a Ikebukuro e forse cambierai idea.

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Cosa vedere a Ikebukuro

L’attacco dei giganti…commerciali

Ikebukuro è luogo di scontro a suon di offerte e sconti di due aziende: Tobu e Seibu. Le due si dividono la stazione di Ikebukuro: sopra l’uscita est c’è il centro commerciale Tobu e sopra l’uscita ovest quello Seibu. Ma perché proprio sopra la stazione? Il motivo è che Tobu e Seibu gestiscono anche le linee ferroviarie che attraversano la capitale e che hanno termine proprio alla stazione di Ikebukuro.

Negli ultimi anni a Ikebukuro si è accesa una nuova faida, questa volta tra negozi di elettronica, quella tra Bic Camera e Yamada Denki. Bic Camera aprì il suo primo negozio proprio a Ikebukuro nel 1978 ed è stata la dominatrice incontrastata del settore a Ikebukuro fino al 2007 quando Yamada Denki ha aperto una nuova sede proprio difronte.

Per chi vuole fare shopping visitare questi centri commerciali potrebbe essere una buona idea, ma bisogna mettere in conto che potrebbe volerci del tempo perché Tobu e Seibu hanno il primato di essere tra i più grandi centri commerciali di Tokyo!

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Occhio ai Gufi

Camminando per Ikebukuro incrocerete spesso statue di gufi, ma anche murales, cassette della posta e altro a forma dell’animale simbolo (non) ufficiale di Ikebukuro. Questo legame tra Ikebukuro se il gufo nasce da un gioco di parole: gli ideogrammi che compongono il nome Ikebukoro sono stagno, Ike 池, e borsa, 袋 Fukoro, ma anche Gufo si pronuncia sempre Fukoro. E in un paese come il Giappone dove tutto può diventare una mascotte questa similitudine non poteva non essere il motivo per far nascere la mascotte di Ikebukuro.

Sono due le statue di gufo più importanti, la prima rappresentata con i suoi cuccioli è all’uscita est della stazione e, come Hachiko è il punto d’incontro di Shibuya, questa lo è per Ikebukuro.

La seconda che rappresentata un gufo sopra un libro si trova a Naka-Ikebukuro Park, ed è il luogo di raduno degli appassionati di anime, manga, cultura pop che si ritrovano qui per incontrarsi, scambiarsi opinioni ma anche per sfoggiare il loro nuovo cosplay.

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Sunshine City

Uno dei luoghi più famosi di Ikebukuro è Sunshine City, un complesso composto da quattro edifici tra cui al centro Sunshine 60, un grattacielo di 240 metri. Oltre a negozi, ristoranti, uffici e hotel il Sunshine City ospita alcune interessanti attrazioni:

Sunshine Aquarium

Un aquario che si sviluppa su tre piani, il primo dedicato agli oceani e ai suoi abitanti. Il secondo ai fiumi, ai laghi e alle coste per cui non ci sono solo pesci ma anche rane, serpenti, tartarughe e vari mammiferi tra cui le foche del lago Baikal. Il terzo piano in realtà è il tetto del grattacielo che ospita l’aquario, dove è stato ricreato l’habitat per pinguini, leoni marini, lontre e pellicani. Orari e biglietti qui

Sky Circus Sunshine 60 Observatory Ikebukuro cosa vedere tokyo

Sky Circus Sunshine 60 Observatory

All’ultimo piano del Sunshine 60 si trova un osservatorio da cui ammirare Tokyo da un altezza di 251 metri. Non sarà il Tokyo Sky Tree ma è decisamente più economico ed inoltre offre al suo interno alcune attrazioni di realtà virtuale e sensoriali che possono piacere sia ai bambini che agli adulti. Orari e biglietti qui

Namjatown Ikebukuro cosa vedere tokyo

Namjatown

Un parco a tema fondato dalla famosa casa di videogame Namco, a differenza di quello che si può pensare questo non è dedicato ai videogiochi. All’interno ci sono alcune giostre per bambini e due aree dedicate a cibo, una ai gyoza e la seconda ai dessert. Spesso a Namjatown vengono organizzate mostre ed eventi dedicati ai personaggi di anime, manga e videogame per cui se siete appassionati consiglio di controllare la pagina ufficiale durante il vostro soggiorno a Tokyo.

GashaPon Department Store Ikebukuro cosa vedere tokyo

GashaPon Department Store

Durante il vostro viaggio a Tokyo vi siete sicuramente imbattuti nelle gashpon, i distributori di capsule con all’interno una “sorpresa” a tema, che spaziano dai personaggi degli anime fino alle riproduzioni di divinità shintoiste. Se come me ne siete attratti e spesso ci inserite compulsivamente quei 200-300 yen che vi rimangono in tasca, al Sunshine City c’è un luogo che dovete assolutamente visitare: il GashaPon Department Store. Dove ci sono ben 3000 macchinette ad attendervi, un vero e proprio paradiso per voi ma un inferno probabilmente per il vostro portafoglio, siete avvisati!

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Otome Road

Ikebukuro è spesso indicata come la Akihabara per ragazze e questo per i negozi specializzati in manga e anime per ragazze e donne, che si trovano nell’area chiamata Otome Road. Questa definizione è relativamente recente, ma è anche vero che fin dagli anni 80 Ikebukuro ha attratto otaku di anime e manga per via del negozio Animate e per le convention di Dojinshi, le riviste di manga amatoriali che reinterpretano i personaggi di anime, manga e videogame in chiave comica, parodistica ma che erotica e omoerotica molto amati in Giappone. Il cambiamento al “femminile” di Otome Road è arrivato nei primi anni 2000 quando il negozio Animate decise di puntare su prodotti per un pubblico femminile e la libreria K-Books si specializzò in Dojinshi per donne. Negli anni successivi aprirono altre sedi di famose catene come Mandarake e Comic Toranoana con prodotti rivolti sempre al pubblico femminile. Nel 2005 ha aperto a Otome Road Swallowtail Butler Café il primo Maid Café per ragazze dove dei “maggiordomi” sono pronti a servire con amore e devozione le clienti. So che quello che avete appena letto pare strano e incomprensibile, ma spero di essere riuscito a incuriosirvi. Sia che siate interessati o meno a questo genere di cose fate comunque un giro per Otome Road, potreste rimanere stupiti di quello che leggono le giapponesi.

Otome Road Ikebukuro cosa vedere tokyo
Foto by Antonio Tajuelo

Scuola Jiyu Gakuen Myonichikan

Questo edificio dall’aspetto curioso, che non ha nulla di giapponese, era la scuola femminile cristiana Jiyu Gakuen costruita nel 1921 dal famoso architetto americano Frank Lloyd. Nonostante i bombardamenti che rasero al suolo Ikebukuro durante la seconda guerra mondiale la Jiyu Gakuen non fu colpita, alcuni sostengono perché l’edificio era “cristiano”, ma quale sia la motivazione questo ha permesso alla scuola di arrivare intatta fino a noi. Oggi dopo un restauro è diventato un luogo di eventi e matrimoni ma è anche aperto al pubblico che può visitare le varie aule e sale arredate con i mobili originali progettati dallo stesso Frank Lloyd che hanno una forma che richiama le linee della facciata della scuola. All’interno c’è anche un piccolo museo dedicato a Frank Lloyd che sarà lì ad attendervi in versione marionetta, una cosa davvero inquietante!

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Foto By jmho - jmho's file, CC0, Link

Tempio Zoshigaya Kishimojindo

Poco lontano dal caos della stazione di Ikebukuro c’è un luogo di pace immerso in una silenziosa zona residenziale: il Tempio Zoshigaya Kishimojindo. Fondato nel 1578, ill tempio è dedicato a Kishimojin la dea protettrice del parto e della crescita dei bambini. Qui si viene a pregare per la tranquillità famigliare ma anche per avere successo negli studi. Il tempio ha il suo fascino per il contrasto che si viene a creare con la vicina area commerciale di Ikebukuro, e potrebbe essere una meta da aggiungere come momento di pausa dalla confusione, ma se il tempo è poco potete anche evitarlo tranne nel periodo di ottobre. Perché tra il 17 e 18 ottobre il tempio è al centro del festival Oeshiki, durante il quale, alla sera, gruppi in processione partendo dalla stazione portano la propria lanterna gigante al tempio e durante il tragitto si aggiungono altri partecipanti con la propria lanterna creando uno spettacolo incredibile. Come in ogni festival giapponese anche in questo non mancano musica, balli e soprattutto cibo di strada tradizionale. Se il 18 ottobre siete a Tokyo, sapete già cosa mettere nel vostro itinerario: Ikebukuro!

Zoshigaya Kishimojindo Ikebukuro cosa vedere tokyo

Tempio Gokokuji

Sono pochi i luoghi di Tokyo che sopravvivendo a incendi, terremoti e bombardamenti sono arrivati fino ai giorni nostri, uno di questi è il tempio Gokokuji. Situato in una tranquilla zona di Ikebukuro questo tempio buddista fu costruito nel 1681 per volontà dello shogun Tokugawa. Gli edifici del tempio sono stati per la maggior parte costruiti o ricostruiti in epoche successive ma testimoniano comunque i vari stili architettonici utilizzati nei templi dal periodo Edo fino ai primi del ‘900.

Il tempio Gokokuji è spesso fuori dagli itinerari turistici, forse perché poco conosciuto o per la sua distanza dalla stazione di Ikebukuro, per questo è visitato principalmente dai giapponesi, ma per la sua importate testimonianza di una Tokyo che non esiste più vi consiglio di percorrere a piedi i 20 minuti di strada che lo separano dalla stazione, non ve ne pentirete!

Tempio Gokokuji Ikebukuro cosa vedere tokyo

La zona a luci rosse

Uscendo dalla stazione a ovest vi troverete in quella che è la zona a luci rosse di Ikebukuro, non avrà le dimensioni della Kabukicho di Shinjuko ma è comunque ben fornita di ristoranti, locali, karaoke, hostess club e intrattenimento per adulti. Non mancano poi i Love Hotel per chi vuole concludere la serata in “bellezza”. Come Kabukicho anche questa non è una zona pericolosa, solo che a differenza di Kabukicho che è diventata nel tempo un’attrazione turistica, questa è rimasta ancora solo un luogo per giapponesi che vengono a divertirsi, per cui forse è più genuina, se possiamo definire genuina una zona a luci rosse….

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Il Sindacato Yakuza

La Yakuza, l’organizzazione criminale giapponese per antonomasia, è molto diversa da tutte le altre perché spesso ha un “volto” pubblico e riconosciuto per cui non è raro che abbiano attività legali e uffici nelle città giapponesi. La Kyokuto-Kay è una di queste ed ha i propri “uffici” a Ikebukuro ma non temete questo non ne fa un quartiere pericoloso, anzi… Ovviamente non vi indico l’indirizzo, così evitiamo che qualcuno vada a farsi un selfie davanti all’edificio e poi dica che l’ha letto sul mio sito e poi ricevo un invito che non posso rifiutare…. Ne scrivo solo per dimostrare una volta di più le contraddizioni del Giappone, questa è una di quelle tante cose che non ci si aspetta del Paese del Sol Levante.

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Se siete arrivati fino a qui, non ho molto altro da aggiungere, spero solo di essere riuscito a incuriosirvi e che abbiate trovato un motivo per aggiungere Ikebukuro al vostro itinerario di Tokyo. Un’ultima cosa per raggiungere in treno la stazione di Ikebukuro da Shibuya ci si mette 16 minuti e da Shinjuku solo 6 minuti, ora che lo sapete non avete più scuse per non visitare Ikebukuro.

Mappa di Ikebukoro

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Harajuku: la culla della moda giovanile di Tokyo

Harajuku: la culla della moda giovanile di Tokyo

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Tempo di lettura: 10 minuti

Harajuku, assieme a Shibuya e Shinjuku è tra i quartieri di Tokyo più famosi in occidente. Ma già in questa affermazione c’è un errore: Harajuku non è un quartiere di Tokyo. So che molti siti e guide lo definiscono così, forse per comodità o per omologazione, ma se prendete la lista dei 23 quartieri speciali di Tokyo non lo troverete. Nella realtà Harajuku è la zona di Shibuya che si estende dall’omonima stazione a Omotesando. Chiarito questo posso finalmente dire perché Harajuku è così conosciuta in Occidente e cosa c’è da vedere.

La sua notorietà Harajuku la deve al fatto che è considerata il centro della cultura e della moda giovanile di Tokyo. Questo fin dagli anni ‘70 quando i giovani in cerca dell’ultimo capo alla moda si spostano da Shinjuku a Harajuku grazie all’apertura di nuovi grandi magazzini che vendono abbigliamento e accessori. Sempre in quel periodo la zona diventa pedonale la domenica attirando così migliaia di persone. Poi negli anni ‘80 i marciapiedi di Harajuku  diventano il palco per i Takenoko-zoku, gruppi di adolescenti che indossano tute larghe e colorate che ballano al ritmo della musica che esce dai giganteschi stereo portatili che vanno di moda in quegli anni. A cavallo tra gli anni 90 e i 2000 nella zona di Harajuku aprono negozi di abbigliamento a basso costo di catene internazionali e allo stesso tempo fioriscono molti negozi di moda indipendente creando ancora più interesse per Harajuku e lanciando nuove tendenze per l’abbigliamento. Anche se oggi il fenomeno sta scemando, Jingu Bashi, il ponte che collega la stazione di Harajuku con il Santuario Meiji è da sempre la “passerella” domenicale dei giovani di Tokyo dove sfoggiare i loro outfit più creativi e di tendenza, qui hanno “sfilato” stili come:  Lolita e Gothic Lolita, Visual Kei, Aristocrat e anche Cosplay dei personaggi degli anime. Per chi lo visita oggi, nonostante i cambiamenti rimane, soprattutto di domenica uno dei quartieri più “spumeggianti” di Tokyo.

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Cosa vedere a Harajuku

Takeshita Dori

Questa stretta strada lunga 400 metri è stata la culla delle mode alternative di Tokyo, e anche se oggi sopravvivono alcuni storici negozi di abbigliamento in cui trovare dei capi dallo stile unico, è anche vero che molti negozi negli anni hanno chiuso per lasciare spazio a catene che si trovano un po’ ovunque a Tokyo. Takeshita Dori avrà forse venduto la sua anima alternativa per quella più commerciale ma si può  ancora ritrovare, soprattutto nei vicoli laterali, un po’ dello spirito ribelle di un tempo. 

Takeshita Street

Omotesando

Quella che un tempo era la via di accesso al Santuario Meiji oggi è una strada costellata di negozi, ristoranti e caffè. A differenza di Takeshita Dori qui i negozi  si rivolgono ad una clientela più adulta e anche più facoltosa, infatti sono molti i brand di lusso che hanno una boutique a Omotesando. Anche se non siete interessati a  spendere tutto il vostro budget di viaggio in qualcosa di costoso e firmato ad Omotesando c’è uno dei luoghi più instagrammati di Tokyo: Tokyu Plaza Omotesando, il cui ingresso è un caleidoscopio. Si entra attraverso un tunnel circondati da specchi di diversa angolazione su cui si possono vedere riflessi i pedoni che passano fuori, grazie a un gioco di specchi. Il tutto crea un effetto affascinante e unico.

Harajuku a Tokyo cosa vedere in Giappone

Meiji Jingu

Il santuario Meiji è il più importante di Tokyo ed è dedicato all’imperatore Meiji e alla sua consorte. Oltrepassato l’imponente Torii ci si trova circondati da una fitta foresta attraversata da sentieri che ci conducono al santuario. Meiji Jingu è un luogo di pace e silenzio che ci fa dimenticare immediatamente di essere nel cuore di Tokyo.

Meiji Jingu tokyo cosa vedere

Parco Yoyogi

Il parco di Yoyogi è il mio preferito tra quelli di Tokyo. Durante le mie “estati giapponesi” ho spesso trascorso le ore della domenica pomeriggio a osservare i giapponesi mentre fanno attività al parco. Forse vi sembrerà strana questa cosa se si pensa ai nostri parchi, ma in tutto il Giappone i parchi pubblici, soprattutto la domenica, diventano un luogo di ritrovo e dove svolgere attività all’aperto.  Ma al Parco Yoyogi non vedrete solo chi fa footing, troverete chi prova coreografie di danza da solo o in gruppo,  musicisti che si esercitano in solitaria con il proprio strumento, mentre altri praticano gli sport più disparati. Il parco è frequentato  da persone di tutti i tipi come famiglie che fanno picnic,  studenti intenti a studiare, giovani coppie che passeggiano e gli immancabili nonni giapponesi che fanno ginnastica. Poi durante l’estate il parco e i dintorni diventano il teatro di molti eventi, festival e concerti, per cui se durante il resto dell’anno una visita al parco Yoyogi è consigliata, d’estate alla domenica è una tappa obbligata!

Parco Yoyogi cosa vedere Tokyo

Cat Street

Non fatevi trarre in inganno dal nome, in questa zona di Harajuku non ci sono gatti per strada né Neko Cafè. Cat Street in realtà è una tranquilla area pedonale per persone alla moda che cercano qualcosa di più sobrio, adulto e ricercato di quello che si può trovare a Takeshita Street e a Omotesando. La particolarità di Cat Street è che a fianco al negozio di tendenza si trova quello che vende abiti di seconda mano. Interessante è anche che oltre alle boutique di lusso di brand internazionali ci sono negozi, come il famoso Ragtag, che vendono prodotti di designer giapponesi e, cosa di non poco conto, qui ci sono anche negozi per uomini alla moda.  Cat Street è conosciuta anche per i caffè e ristoranti che a differenza dei negozi però sono adatti a tutte le tasche per cui è l’ideale per chi vuole mangiare lontano dal caos delle altre zone di Harajuku. Come spesso accade a Tokyo i negozi di Cat Street aprono e chiudono in continuazione per cui ogni volta che la visitate potete trovare qualcosa di diverso dalla volta precedente, motivo in più per ritornarci! Ultimo consiglio, perdetevi nei vicoli laterali perchè è lì che potrete trovare le cose più sorprendenti.

Harajuku Cat street cosa vedere Tokyo
By Rs1421 - Own work, CC BY-SA 3.0, Link

Stazione di Harajuku

La stazione di Harajuku è stata uno degli edifici più iconici e probabilmente più amati di tutta Tokyo. In una metropoli in perenne mutamento la storica stazione ha mantenuto inalterato il suo aspetto degli anni ‘20 resistendo ai cambiamenti e continuando a testimoniare com’era la vecchia Tokyo. Questo fino al 2016 quando è stato deciso di costruire una nuova stazione e che la vecchia sarebbe stata demolita dopo le Olimpiadi 2020. Le motivazioni sono legate al fatto che essendo in legno era a rischio incendi e che non era più in grado di contenere il numero di passeggeri odierni. Pare che sarà smantellata e al suo posto sarà ricostruita una copia simile all’ originale a commemorare la storica stazione. Capisco le motivazioni, ma la nuova stazione è un moderno edificio come tanti altri e non ha nulla del carattere della vecchia stazione, e se per chi arriverà per la prima volta ad Harajuku non farà nessuna differenza perchè come me ha sempre identificato Harajuku con la sua stazione proverà di sicuro un po’ nostalgia per i tempi passati.

Stazione Harajuku a Tokyo cosa vedere in Giappone

Super Yosakoi Festival

Se siete a Tokyo l’ultimo fine settimana di agosto dovete assolutamente andare a Omotesando. Lungo la via si svolge il Super Yosakoi Festival dove circa 100 squadre provenienti da tutto il Giappone si esibiscono in danze Yosakoi. Lo Yosakoi è uno stile di danza che unisce elementi tradizionali con alcuni moderni in cui  le squadre indossano yukata dai colori sgargianti e sono accompagnati dalla mascotte del luogo d’origine e danzano mentre seguono un camion decorato a tema da cui esce la musica da ballare e che fa anche da palco per ballerini e musicisti. So che descritto così ricorda un po’ il carnevale, ma nella realtà è qualcosa di completamente diverso che si fa fatica a descrivere per cui, come già scritto, dovete andarci! Non ve ne pentirete!

Super Yosakoi Festival Harajuku

In conclusione Harajuku è sicuramente una delle mete che non può mancare per chi visita Tokyo la prima volta, ma è anche un luogo in cui tornare più volte nel tempo. Perché sono molte le cose da vedere e fare ma soprattutto perché Harajuku è sempre in mutamento però con lo stesso spirito che sempre la contraddistingue, quello di non inseguire le mode e i trend del momento ma quello di anticipare i tempi per creare le tendenze del futuro!

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Sugamo: il quartiere per nonne alla moda di Tokyo

Sugamo: il quartiere per nonne alla moda di Tokyo

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Tempo di lettura: 7 minuti

Se Harajuku è la zona alla moda dei giovani di Tokyo, Sugamo è quella delle nonne alla moda. E il rosso è il colore che fa sempre tendenza a Sugamo. Questo si legge spesso di Sugamo. Incuriosito, una mattina salgo sul treno della linea Yamanote e raggiungo la “Sugamo Station”.

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Cosa vedere a Sugamo

Una Tokyo d’altri tempi

Sugamo si trova tra Ikebukuro e Yanaka e si presenta come una delle tante zone residenziali della capitale. Ma non mi faccio ingannare dalle apparenze, so che devo raggiungere Jizo-dori, la via dello shopping, per vedere le nonne in cerca dell’ultimo capo alla “moda”. Per cui uscito dalla stazione costeggio la strada principale fino a quando non incrocio l’insegna, ovviamente rossa, che indica l’inizio della Jizo-dori.

Superata l’insegna, è come aver oltrepassato un portale spazio-temporale. Mi trovo in una Tokyo d’altri tempi, più lenta e vivibile. La jizo-dori è costellata di negozi ed edifici che devono avere come minimo l’età di chi la frequenta per fare acquisti. Infatti non dico di essere l’unico ad avere meno di sessant’anni ma di sicuro sono uno dei pochi… sarà che mi piace la Tokyo vintage perché mi pare più umana, ma questo mix di edifici a pochi piani con insegne dallo stile retrò e dalle tende da sole logore a proteggere indumenti per nonnine e prodotti della tradizione rende ai miei occhi l’atmosfera di Sugamo particolarmente affascinante.

La storia di Sugamo è collegata a quella della Nakasendo, l’antica via postale che collegava Tokyo, allora ancora Edo, a Kyoto. Nella Jizo-Dori si trovavano i primi punti di ristoro per chi doveva percorrere la Nakasendo e questo ha contribuito allo sviluppo della zona e della sua attitudine al commercio viva ancora oggi. Solo che non sono più i viandani ma le nonne e gli anziani il motore degli affari della zona.

Sugamo a Tokyo cosa vedere in Giappone

Le mutande rosse alla moda

Se vi state chiedendo perché Sugamo è diventata una zona frequentata da anziani, il motivo è una statua. La statua di Togenuki Jizo del Tempio Koganji che, secondo la tradizione, ha proprietà curative, tra cui quella di far passare i dolori, ed è da sempre meta di pellegrinaggio. Ma è nel 1891 con il trasferimento da Ueno a qui del Tempio e, soprattutto nel dopoguerra, che la processione di anziani acciaccati aumenta sempre di più, portando l’apertura di negozi adatti ai nuovi frequentatori della zona. Però la vera notorietà arriva negli anni ‘70 quando una nota rivista del tempo definisce Sumago “Harajuku delle nonne”.

Sono passati 30 anni da quando le nonne cominciarono a richiedere mutande rosse e il motivo è che, secondo la medicina tradizionale cinese, gli indumenti rossi “riscaldano”, ma anche perché secondo la tradizione giapponese regalare un indumento rosso a chi ha superato i 60 anni porta fortuna. E ancora oggi gli indumenti intimi rossi fanno bella mostra nei negozi che costellano la Jizo-Dori.

 

Jizo Dori Sugamo a Tokyo cosa vedere in Giappone

Mochi killer

Non sono venuto per acquistare un bel paio di mutande rosse per il prossimo capodanno per cui percorro la Jizo-dori fino a quando non trovo un negozio che vende lo Shio-Daifuku, la specialità di Sugamo. Un mochi, il dolce di riso gommoso ripieno di pasta di fagioli azuki a cui, a differenza dei soliti Daifuku, viene aggiunto del sale per smorzare la dolcezza dei fagioli rossi. I Shio-Daifuku sono buoni ma attenzione a masticarli bene, il mochi è così gommoso che ogni anno più di qualche anziano si soffoca mentre lo mangia. Non vorreste essere la prossima vittima del mochi killer!

Shio-Daifuku sugamo cosa mangiare tokyo

Koganji

A metà della Jizo-dori arrivo finalmente al Koganji, il tempio che ha reso Sugamo quello che è. Viene visitato da milioni di persone ogni anno attratte dalle proprietà curative del luogo. In realtà l’aspetto del tempio non è nulla di particolare, anzi è quasi deludente per chi come me ne ha visti a centinaia. Il portale e gli edifici sono in cemento e nulla fa trasparire la storia antica che risale al 1596, quando il tempio fu fondato come parte della corrente Zen Soto.

Il potere curativo del Koganji deriva dalla presenza della statua di Togenuki Jizo che però non è visibile al pubblico, ma con 100 yen è possibile acquistare un piccolo amuleto che riproduce l’immagine di Togenuki Jizo. L’immagine va mangiata dopo aver ingoiato un osso o messa sulla parte dolorante così da poter guarire. Con altri 100 yen si può anche acquistare un piccolo panno con cui asciugare la statua della dea Kannon presente nel tempio. Dopo averla bagnata e asciugata si strofina il panno sulla parte che si vuole curare. Arai Kannon è il nome del rito che è così sentito che nel 1992 la statua è stata sostituita con una nuova perché la precedente era stata tutta consumata dai strofinamenti. È vero io non ho ingoiato ossi, nè mangiato carta e nemmeno asciugato la dea Kannon, e sono anche rimasto un po’ deluso dall’aspetto del tempio, ma non ho dubbi nell’affermare che il Koganji non è un luogo per turisti come me, ma per devoti. Devoti, spesso sofferenti, che cercano una cura ai propri mali e che credono nel potere divino che abita in questo tempio. Seduto su una panchina ad osservare la lunga processione di anziani in visita, che pregano con fervore, ha reso, però, l’atmosfera del tempio speciale e coinvolgente.

La Jizo-Dori e il Koganji sono molto frequentati tutti i giorni ma in particolare il 4, 14 e 24 del mese perché più propizi per le divinità del luogo e in cui si svolgono dei festival nel tempio.

Koganji Sugamo a Tokyo cosa vedere in Giappone

Non so se sia una caso, ma nella zona di Sugamo ci sono diversi Love Hotel, dove le coppie vanno a trascorrere qualche “ora d’amore”. Nel mio “film mentale” vedo queste coppie di anziani passeggiare per la Jizo-dori, acquistare delle mutande rosse, sopravvivere al mochi killer e rinvigoriti dal potere del Kongaji rinchiudersi un paio di ore in un Love Hotel. Sarà solo una fantasia, ma mi piace immaginare che sia così. E questo rende ancora di più Sugamo una zona di Tokyo speciale e da scoprire…

Mappa di Sugamo

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Kanda Myojin: il santuario degli otaku e dell’elettronica

Kanda Myojin: il santuario degli otaku e dell’elettronica

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Tempo di lettura: 6 minuti

Kanda è una zona di Tokyo “incastrata” tra Akihabara e il Palazzo Imperiale poco conosciuta tra i turisti stranieri. È sempre stata una zona principalmente residenziale e universitaria frequentata in gran parte da studenti. Tutto è cambiato quando il santuario principale di Kanda, il Kanda Myojin, è diventato il luogo di lavoro di Nozomi Tojo, una delle protagoniste dell’anime “Love Live!”. Il santuario, riprodotto fedelmente nell’anime, è diventato così meta di pellegrinaggio degli otaku, i fan, dell’anime. In Giappone i santuari vivono principalmente delle donazioni e della vendita di omamori ed Ema, rispettivamente amuleti e tavolette votive. L’aumento di visitatori al santuario che ha portato “Love Live!” ha spinto il Kanda Myojin a creare omamori ed ema a tema “Love Live!” da affiancare a quelli più tradizionali. Ed è stata un’idea vincente visto l’afflusso di appassionati!

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Kanda Myojin cosa vedere a Tokyo

Il Kanda Myojin in versione anime

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Cosa vedere a Kanda

Un santuario molto antico

La storia del Kanda Myojin è antica. Il santuario è stato fondato quasi 1300 anni fa però si trovava in una posizione diversa da quella attuale. Come spesso accade i santuari in Giappone vengono ricostruiti e spostati più volte durante i secoli. Il Kanda Myojin si trova nella posizione attuale dal 1616, distrutto dal grande terremoto del Kanto del 1923, successivamente è stato ricostruito non più in legno ma in cemento, permettendogli così di resistere ai bombardamenti che hanno distrutto Tokyo durante la seconda guerra mondiale.

Sono tre le principali divinità venerate al santuario, due delle quali, Daikokuten ed Ebisu, fanno parte delle Sette divinità della fortuna protagoniste del pellegrinaggio che i giapponesi fanno i primi giorni dell’anno nuovo. Pregare le divinità porta ricchezza e prosperità, per questo il Kanda Myojin è visitato anche da uomini d’affari oltre che da otaku.

Kanda Myojin cosa vedere a Tokyo

L’amuletto antivirus

Il legame del Kanda Myojin con Akihabara, vista la vicinanza, inizia prima di “Love Line!”. Akihabara prima di essere la mecca di appassionati di manga, anime e videogame era la “Electric Town”, la città dell’elettronica. Per cui prima degli appassionati di “Love Line!” erano quelli di elettronica a visitare il Kanda Myojin per poter acquistare amuleti per benedire e proteggere i propri dispositivi da eventuali danni. Il Santuario è stato sempre al passo con i tempi, ecco che così mette a disposizione dei fedeli l’amuleto per proteggere le informazioni contenute nei pc da virus e hacker. Con solo 1000 yen puoi avere “The Information Technology (IT) Charm” e puoi dire addio all’antivirus…ehm..forse no, per sicurezza meglio avere anche quello oltre la protezione divina…

Kanda Myojin cosa vedere a Tokyo

Preghiere in stile anime

All’interno dell’area del Santuario di Kanda sono molti i riferimenti ai personaggi degli anime ma sono soprattutto gli Ema che dimostrano questo incredibile legame tra gli otaku e il Kanda Myojin. Se andate a vedere le tavolette appese non vedrete solo delle scritte che esprimono i desideri dei visitatori, come avviene in tutti i santuari, ma dei disegni bellissimi. Perchè qui al Kanda Myojin gli otaku hanno preso l’abitudine di disegnare sulle Ema la loro interpretazione dei personaggi di anime manga per esprimere i loro desideri e preghiere. Vi assicuro che spesso la bellezza dei disegni supera quella dell’originale!

Kanda Myojin cosa vedere a Tokyo

Kanda Festival

Il santuario è anche al centro di uno dei tre matsuri, festival religiosi, più importanti di Tokyo: il Kanda Matsuri. Il festival si svolge durante gli anni dispari a metà maggio, e il suo apice si svolge il weekend a ridosso del 15 maggio. Il sabato vengono portate in processione i tre mikoshi, delle portantine decorate che diventano la dimora temporanea delle tre divinità che di solito risiedono al Kanda Myojin. I mikoshi vengono portati attraverso le strade di Kanda, Nihonbashi, Otemachi e Akihabara accompagnati da sacerdoti, musicisti e persone in abiti tradizionali seguite da migliaia di fedeli e turisti.

Il sabato è il giorno della processione principale ma anche la domenica proseguono i rituali, quando da diversi santuari di Kanda e Nihonbashi partono in processione mikoshi che ospitano divinità locali per portarle al santuario di Kanda.

Se siete a Tokyo nei giorni del Kanda Matsuri non mancate di partecipare, troverete una capitale diversa: vitale, gioiosa e vibrante di colori e musica tradizionale. I matsuri sono sicuramente una delle cose della cultura tradizionale giapponese che amo di più, durante i miei viaggi estivi ho avuto la fortuna di partecipare a molti festival e la considero una di quelle occasioni per entrare in contatto con quel “Giappone che non ti aspetti…” che sempre cerco.

Kanda Festival Tokyo

Foto di Marufish

Che sia il periodo del Kanda Matsuri, o siate appassionati o meno di anime e manga, non mancate di visitare il Kanda Myojin se siete ad Akihabara, perché il santuario da’ la possibilità di vedere come solo in Giappone il sacro e il profano, la fede e la cultura pop, si uniscano in un solo luogo.

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Palazzo imperiale di Tokyo e Giardini Orientali

Palazzo imperiale di Tokyo e Giardini Orientali

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A Tokyo possiamo visitare il palazzo dell’imperatore? Questa è una delle domande che spesso mi vengono fatte da chi vuole visitare per la prima volta la capitale del Giappone. Quando rispondo “No, solo l’esterno, l’imperatore ci vive” di solito l’espressione è un misto di stupore e delusione, delusione che aumenta quando preciso che è un luogo d’interesse di Tokyo trascurabile.

Infatti i giardini interni sono l’unica area visitabile più vicina al palazzo imperiale di Tokyo, ma è aperta al pubblico solo il 23 febbraio, giorno del compleanno dell’imperatore, e il 2 gennaio per il saluto del capodanno quando la famiglia imperiale si affaccia dal balcone per salutare il popolo giapponese.
Il resto dell’anno sono disponibili delle visite guidate dei Giardini interni che durano 75 minuti e sono prenotabili sul sito ufficiale o lo stesso giorno presso il portale Kikyomon.

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Cosa vedere al Palazzo Imperiale di Tokyo

I Giardini Orientali del Palazzo Imperiale

Il palazzo imperiale è circondato da una estesa zona verde, l’area è la stessa in cui si trovava il castello di Edo. Del castello rimangono i fossati, le massicce mura e i cancelli che si possono vedere visitando l’unica parte di libero accesso: i giardini orientali. I giardini ricoprono la zona che un tempo era adibita a ultima difesa del castello Edo che è andato distrutto durante un incendio nel 1873.
I giardini si dividono in due zone. La zona in cima a una collina in cui si possono vedere ancora le fondamenta di una torre e che ospita un ampio prato. Seconda è la zona ai piedi della collina in cui un tempo si trovava il palazzo del castello che è stato sostituito da bel giardino Ninomaru in stile giapponese .

Palazzo imperiale tokyo cosa vedere giappone

I giardini orientali sono un luogo di pace nel frenetico cuore politico ed economico di Tokyo, ed è spesso frequentato da chi lavora e vive nei dintorni ma per un turista sono altri, secondo me, i giardini da visitare, come ad esempio il Shinjuku Gyoen. È anche vero che il palazzo imperiale con i suoi giardini si trova a pochi passi dalla Stazione di Tokyo, una delle principali della capitale, da cui sicuramente prima o poi passerete durante il vostro viaggio a Tokyo per cui potreste valutare di scendere e dedicare un po’ di tempo per visitare i giardini orientali. Ma se il vostro tempo è poco, il mio consiglio è proseguite verso la vostra meta!

La fioritura dei ciliegi

Nel caso siate a Tokyo tra fine marzo e i primi di aprile, dimenticate il mio consiglio. Scendete alla stazione di Tokyo, attraversate i giardini orientali, superate il parco Kitanomaro fino al fossato più esterno. Nella zona lungo il fossato, chiamata Chidorigafuchi, in primavera fioriscono più di 170 tipi di ciliegi che regalano una delle più spettacolari hanami di tutta Tokyo. Sia di giorno che di sera lo spettacolo della fioritura è fantastica, ma se volete ammirarla da un punto di vista unico, noleggiate un barchetta e remate lungo il fossato circondati da ciliegi così da rendere ancora più indimenticabile il vostro hanami.

Dieta di sera, un curiosa esperienza…

La dieta del titolo non è quello che pensate, è in realtà l’organo legislativo giapponese la cui sede si trova nelle vicinanze del Palazzo imperiale.  Il Palazzo Nazionale della Dieta è decisamente un edificio maestoso nel suo stile occidentale ma sicuramente non è tra i luoghi di Tokyo a cui dedicare del tempo. Però di sera la zona nei dintorni può diventare il teatro di un esperienza alquanto curiosa: vedere i giapponesi manifestare contro il Governo.  Ogni sera i manifestanti si raggruppano lungo i marciapiedi delle strade che conducono al palazzo governativo per protestare per i motivi più disparati motivi. Lo fanno in modo educato, ordinato e senza spostarsi dalla zona a loro assegnata. A controllarli ci sono sempre degli agenti e spesso questi sono più dei manifestanti. Si, perché alcune manifestazioni sono fatte da 10, 5 persone e addirittura da solo una, che con striscioni, megafoni o gridando esprimono le proprie idee e il proprio dissenso. Ogni sera si svolgono più manifestazioni contemporaneamente per cui durante la vostra passeggiata incontrerete pacifisti,  nazionalisti, no-nucleare ma anche chi ha motivazioni davvero molto curiose. La domanda che mi sono posto, e che forse vi porrete anche voi, è: che senso ha creare ogni sera delle “micro manifestazioni”? Ottengono qualcosa? Non ha più senso fare un grande manifestazione? Io non mi sono dato una risposta, e voi? Fatemelo sapere nei commenti…

Ps. Per noi queste manifestazioni incuriosiscono ma quelle persone stanno lottando per le loro idee per cui non dimenticate il rispetto e se volete scattare un foro chiedete prima perché non tutti sono favorevoli a essere fotografati…

Tokyo Dome Hotel cosa vedere Giappone

Mappa del Palazzo Imperiale di Tokyo

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