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Kibiji: in bicicletta sulle orme di Momotaro

Kibiji: in bicicletta sulle orme di Momotaro

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Tempo di lettura: 6 minuti

La storia di Momotaro, il ragazzo nato da una pesca, che in compagnia di una scimmia, un cane e un fagiano combatte gli Oni, i demoni, è conosciuta fin dal periodo Edo. L’origine della leggenda deriva probabilmente da quella più antica, che racconta dello scontro tra il principe Kibitsuhiko e il demone Ura, che ebbe luogo nel regno di Kibi (corrisponde oggi alla prefettura di Okayama). La pianura di Kibi, centro del regno, si trova vicino a Okayama ed è attraversata da una pista ciclabile di 17 chilometri dove, oltre a essere circondati da uno splendido paesaggio di risaie, si possono visitare luoghi storici come templi, santuari e antichi tumuli, alcuni dei quali legati alla figura di Kibitsuhiko.

Il percorso ciclabile inizia dalla stazione di Bizen-Ichinomiya e finisce a quella di Soja, ma può essere compiuto anche in senso inverso. La bicicletta può essere noleggiata vicino le stazioni e lasciata in quella d’arrivo.

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Cosa vedere a Kibiji

Dalla stazione di Okayama prendete il treno “KIBI LINE” e scendete alla fermata Bizen-Ichinomiya. Noleggiate la bicicletta nel negozio vicino alla stazione e iniziate a pedalare per seguire le orme di Momotaro.

Santuario Kibitsuhiko

Il santuario è la dimora della versione divinizzata di Kibitsuhiko e, secondo la leggenda, qui si trovava la sua casa. Il Santuario è stato fondato nel 1697 ma gli edifici attuali risalgono al 1936 quando sono stati ricostruiti, dopo che un incendio gli aveva distrutti. Una statua di Momotaro vi attende nel parcheggio e, se volete essere protetti contro la sfortuna, al tempio vendono ciondoli a forma di pesca. La cosa più affascinante del santuario è un cedro di 1000 anni diventato il suo simbolo.

By Aimaimyi - Own work, CC BY-SA 3.0, Link

Santuario Kibitsu

Questo è il luogo dove Kibitsuhiko ha combattuto il demone Ura. Kibitsuhiko con una freccia trafisse un occhio a Ura, il quale per fuggire si trasformò in un uccello. Ed è qui che sorge il santuario più importante della pianura di Kibi. Sono due le cose che lo rendono interessante. La prima è che l’edificio principale è l’unico esistente costruito nello stile architettonico Kibitsu-zukuri, la seconda è il corridoio in legno lungo 360 metri, che inizia dal retro del santuario e conduce giù dalla collina.

Santuario Koikui

Il piccolo santuario Koikui è poco interessante, ma situato dove continuò l’epica battaglia tra Kibitsuhiko e Ura. Kibitsuhiko si trasformò in falco e si mise all’inseguimento di Ura, che per sfuggirgli da uccello si trasformò in carpa e si gettò nel fiume, che diventò rosso per il sangue che fuoriusciva dall’occhio ferito. Kibitsuhiko non si perse d’animo e diventato un cormorano catturò finalmente Ura. Da questa storia nasce il nome del santuario che significa: “delle carpe mangiate”.

By Saigen Jiro - Own work, CC0, Link

Tsukuriyama

Questo luogo non è legato alla leggenda ma è comunque interessante, in quanto si trova il tumulo più grande della pianura e uno tra i più grandi del Giappone. Risale probabilmente al quinto secolo e non si ha la certezza di chi vi sia sepolto. Lo si nota subito, si presenta come una verde collina che emerge tra le risaie. Una scalinata porta sulla cima dove si trova un piccolo santuario. Nella zona ci sono diversi tumuli di differenti dimensioni, e alcuni anche lungo il percorso ciclabile, ma secondo me questo è quello più interessante e che va visitato.

By Copyright © National Land Image Information (Color Aerial Photographs), Ministry of Land, Infrastructure, Transport and Tourism, Attribution, Link

Tempio Bitchu Kokubunji

Pedalando vedrete all’orizzonte una pagoda molto alta: quella è l’ultima tappa. La pagoda ha 5 piani, è alta circa 34 metri ed è stata l’ultima a essere costruita in Giappone nel 1821. Accanto si trova il tempio buddhista Bitchu Kokubunji, fondato nel 741 per poi essere distrutto e abbandonato per lungo tempo, fino a quando non è stato ricostruito nello stesso periodo della pagoda.

By Saigen Jiro - Own work, CC0, Link

Altri pochi chilometri vi separano dalla stazione di Soja, dove lascerete la bicicletta. Io ho fatto il percorso in estate e il caldo e il sole cocente l’ha reso particolarmente impegnativo, ma nelle altre stagioni posso assicurarvi che sarà un’esperienza indimenticabile. Aldilà dei luoghi storici e leggendari, quello che più mi ha colpito, è stata la possibilità di vedere il Giappone rurale. Piccoli villaggi, risaie, e vecchi contadini dai cappelli tradizionali chini a raccogliere i prodotti della terra. Questo è proprio il Giappone che non ti aspetti….

Mappa di Kibiji

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Okayama: il castello del corvo

Okayama: il castello del corvo

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Okayama per molti turisti è solo una delle fermate intermedie che fa lo Shinkansen, quando da Osaka vanno a Hiroshima, e solo in pochi scendono qui. Quelli che lo fanno è per visitare il Korakuen, uno dei giardini più belli del Giappone, ma Okayama è anche il luogo dove secondo la leggenda è nato Momotaro “il ragazzo pesca”, un famoso personaggio del folklore giapponese, di cui possono seguire le orme come ho fatto io in bicicletta.

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Cosa vedere a Okayama

Giardino Korakuen

l Korakuen è considerato uno dei tre giardini più belli del Giappone, assieme a quello di Kanazawa e Mito. Il giardino è stato costruito nel 1687 per volere del signore locale, il Daimyo Ikeda, come luogo in cui la sua famiglia potesse rilassarsi ma anche per poter accogliere i propri ospiti. La cosa particolare è che il giardino non ha subito molte modifiche nel tempo, nonostante un’inondazione prima e i bombardamenti poi, l’abbiano distrutto. È stato possibile ricostruirlo uguale perchè è rappresentato in molti dipinti del periodo Edo e descritto nei documenti e nei progetti delle famiglia Ikeda.

Il Korakuen è molto vasto ed è stato progettato con una passeggiata panoramica circolare da cui ammirare il giardino in tutti i suoi paesaggi e pare che lo stagno centrale con i suoi tre isolotti rappresentano il lago Biwa vicino a Kyoto. Il lago Biwa è uno scenario così suggestivo per i giapponese che in origine anche lo stagno del parco di Ueno a Tokyo lo rappresentava, forse perché il lago più grande del Giappone… Nel giardino sono presenti piantagioni di tè e riso, case da tè, un’abitazione, un palco per il teatro Noh, una zona per il tiro con l’arco oltre a boschi di aceri per ammirare il Momiji e di prugni e ciliegi per l’Hanami. Il Daimyo Ikeda voleva che rappresentasse in qualche modo tutto il Giappone.

Il Korakuen è suggestivo in ogni stagione e ha una caratteristica unica per un giardino giapponese: la dimensione dei prati, voluta così per stimolare l’apertura della mente grazie agli ampi spazi. Non so se la mia mente si sia aperta durante il mio passeggiare tra i prati e sentieri del Korakuen, ma posso confermare che, come voleva il Daimyo Ikeda, la sensazione che ho avuto è di un luogo estremamente rilassante.

Orari 8:00 – 17:00 (dal 20 marzo a settembre chiude alle 18.00) Ingresso: 410 yen o 580 yen compresa l’entrata al castello.

Castello di Okayama

Il castello di Okayama, chiamato anche castello del corvo, per il colore nero dei muri esterni, è stato costruito nel 1567 e distrutto quasi completamente dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Nel 1966 è stato ricostruito e infatti è talmente bello e perfetto da sembrare finto, ma non per questo meno affascinante. All’interno sono esposte spade originali e oggetti vari, e per chi vuole sentirsi un Daimyo o una principessa per il tempo di una foto, sono disponibili kimono e parrucche con l’acconciatura in stile Edo.

Per calarsi ancora di più nell’atmosfera c’è la possibilità di salire su un Kago, il palanchino giapponese! Se anche quest’esperienza non vi bastasse all’interno del castello si può partecipare a un workshop e creare la propria la ceramica con la tecnica locale chiamata Bizen. E se tutto questo non vi ha già fatto dimenticare di essere in un castello giapponese potreste provare con il famoso semifreddo del castello, orgogliosamente chiamato “Castle Parfait” servito nel caffetteria che c’è all’interno dell’edificio. L’unico vero motivo, secondo me, per visitare gli interni del castello è la vista panoramica dal sesto piano, da cui si può ammirare anche il Korakuen .

Orari 9:00 – 17:30 (ultimo ingresso alle 17:30) Ingresso: 320 yen o 580 yen compresa l’entrata al castello.

Sulle orme di Momotaro

A pochi minuti di treno dalla stazione di Okayama si raggiunge il punto da cui inizia un percorso ciclabile che attraversa la pianura di Kibi. Lungo il percorso si ha la possibilità di vedere il Giappone rurale, fatto di risaie e piccoli villaggi, e di visitare diversi luoghi legati alla leggenda che ha dato origine a quella di Momotaro. Il percorso non è impegnativo e c’è un servizio di noleggio biciclette. È una di quelle esperienze bellissime che si possono fare a Okayama.

Se i luoghi d’interesse di Okayama sono solo due, è anche vero, che si possono visitare diversi luoghi nei dintorni ancora meno conosciuti ma molto affascinanti. Nel mio viaggio ho soggiornato due giorni, ma volendo se ne possono fare di più, perché la posizione strategica di Okayama potrebbe essere una valida alternativa a Hiroshima. Vi raccomando, non mancate di fare la pedalata attraverso la pianura di Kibi, perché è un’esperienza che non dimenticherete… fidatevi!

Mappa di Okayama

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Yanaka: il quartiere rétro di Tokyo

Yanaka: il quartiere rétro di Tokyo

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Tempo di lettura: 7 minuti

Yanaka è uno dei quartieri di Tokyo che amo di più, mi sembra di ritrovarmi più in un paese che in una metropoli: strade strette, case tradizionali, decine di templi nascosti tra le viuzze e un ritmo di vita lento. Qui non c’è la frenesia di Shinjuku o Shibuya, a Yanaka si respira ancora l’atmosfera della Tokyo di un tempo.

Yanaka è il quartiere di Tokyo che resiste. Resiste al grande terremoto del Kanto del 1923 che distrugge buona parte di Tokyo. Resiste ai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Resiste al cambiamento che vuole che i vecchi edifici vengano spazzati via per lasciare spazio a grattacieli e a centri commerciali. Se Yanaka ancora oggi mantiene l’aspetto della Tokyo d’altri tempi è merito dei suoi abitanti, che si sono uniti in un comitato per difenderla da chi avrebbe voluto, che una zona così vicina a Ueno si omologasse al resto della metropoli. A Yanaka non resistono solo vecchi edifici, templi e santuari, ma anche artigiani, che nei loro piccoli negozi producono e vendono prodotti ormai introvabili altrove.

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Cosa vedere a Yanaka

Shitamachi Museum Annex

Questo edificio tradizionale è stato una rivendita di sakè dal 1910 fino al 1986 ed ora è un piccolo museo gratuito, dove l’interno riproduce il negozio originale e in cui sono custoditi vecchi utensili e oggetti usati quando era ancora in attività.

SCAI The Bathhouse

Prima di essere un museo d’arte moderna che da spazio ad artisti d’avanguardia giapponesi e stranieri, era un bagno pubblico costruito circa 200 anni fa. Del bagno pubblico il museo mantiene inalterata la facciata, invece gli interni sono stati trasformati in una grande sala bianca dove sono esposte le opere. Anche se non vi interessa l’arte moderna una visita la si può fare, dopotutto l’ingresso è gratuito.

Jomyoin

Il Jomyoin è un tempio buddista famoso per le 25.000 statue di Jizo, il protettore dei bambini e dei viaggiatori. Il tempio è stato fondato nel 1666 ma è stato nel 1876 che un monaco devoto al Jizo decise di scolpire 1000 statue, una volta raggiunta la meta si prefisse di arrivare a 84.000 che corrisponde al numero degli insegnamenti del Buddha. Ovviamente non ci riuscì perché un numero così alto presupponeva un lavoro infinito come infinita era la sua devozione.Il fatto che nel tempio ci siano “solo” 25.000 statue lo rende comunque un luogo unico.

Cimitero di Yanaka

Il cimitero di Yanaka è uno dei più importanti e grandi di Tokyo ed ospita circa 7000 tombe. Il cimitero è così vasto che ha una sua Koban, la stazione della polizia di quartiere. Dimenticatevi l’atmosfera dei cimiteri occidentali quella di Yanaka assomiglia più a quella di un rilassante parco. Sui sentieri che l’attraversano si vedono persone che passeggiano, altre che fanno footing e in primavera quando i ciliegi del viale principale fioriscono si affolla di gente. Le tombe sono sia moderne che antiche, tra cui alcune di personaggi storici giapponesi come quella dell’ultimo shogun Tokugawa. Consiglio di fare un passeggiata per il cimitero per rilassarsi e anche comprendere il differente modo che hanno di vivere i cimiteri i Giapponesi. Non stupitevi se all’interno troverete anche un parco giochi per bambini con l’altalena e altre giostrine… dopotutto qui vita e morte convivono in armonia.

Tempio Tennoji

Prima che il cimitero di Yanaka diventasse pubblico era di proprietà del tempio Tennnoji, il quale è stato fondato nel 1274 ed è uno dei più antichi di Yanaka. Quello che rende curioso il tempio è che è circondato da un muro in cemento dal design moderno che contrasta con l’antico edificio interno e con il giardino ben curato dove si trova una grande statua del Buddha risalente al 1690.

Museo della scultura di Asakura

Questo edificio in cemento armato che poco c’entra con l’aspetto di Yanaka è stata la casa e lo studio del famoso scultore Asakura Fumio ed ora è un museo a lui dedicato. Ma non fatevi ingannare dalla facciata in cemento, dietro si nasconde un edificio tradizionale, un giardino tipico giapponese e il giardino pensile più antico di Tokyo. Se vi piacciono i gatti sappiate che erano i soggetti preferiti di Asakura e che a loro è dedicata un’intera sala del museo. Orari 9:30 – 16:30 Chiuso il lunedì e giovedì. Ingresso 500 yen.

By Nesnad - Own work, CC BY 3.0, Link

Yanaka Ginza

Yanaka Ginza è una breve via commerciale costellata però da ben 70 negozi ed è il cuore pulsante del quartiere. Scesa la sua ripida scalinata vi troverete in un’altra epoca, quella della vecchia Tokyo. Lungo Yanaka Ginza si susseguono negozi di tutti i tipi frequentati principalmente dagli abitanti del quartiere. Tra un macellaio, un negozio di vestiti e un barbiere troverete anche sakè, tè, bento box, ceramiche, e se avete fame potete mangiare uno spiedino alla griglia appena cotto o un taiyaki ripieno di crema a forma di gatto. Yanaka Ginza è il luogo ideale per acquistare souvenir, i prezzi sono bassi e si possono trovare cose molto particolari e interessanti.

Yanaka resiste, per ora, anche al turismo di massa che ormai affolla i quartieri più famosi di Tokyo. Se è vero che a Yanaka Ginza negli ultimi anni si vedono più turisti è altrettanto vero che nessun storico negozio ha chiuso per lasciare spazio a un Starbucks o a un Daiso. Anzi Yanaka ha fatto del suo essere orgogliosamente retro la sua forza ed è per questo che la consiglio a chi vuole vedere uno dei volti più “genuini” di Tokyo.

Mappa di Yanaka

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Asakusa: la guida completa al quartiere storico di Tokyo

Asakusa: la guida completa al quartiere storico di Tokyo

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Tempo di lettura: 12 minuti

Ogni giorno il quartiere di Asakusa viene preso d’assalto da migliaia di turisti che vengono qui per vedere il Sensoji, uno dei templi più importanti e famosi di Tokyo. Asakusa però non è sempre stata così “spirituale”, nel periodo Edo era il quartiere del divertimento, dei teatri Kabuki, della case da tè, dove le geisha si esibivano, ma anche delle numerose prostitute che popolavano la zona dei bordelli. Nei primi del Novecento ad Asakusa aprì il primo cinema di Tokyo e i teatri continuarono a prosperare fino a quando il quartiere non fu distrutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Dopo la ricostruzione Asakusa perse il primato di quartiere del “divertimento” a favore di Shinjuku e Shibuya, ma i suoi teatri e locali notturni sono ancora un punto di riferimento per i giapponesi e, non a caso, qui hanno mosso i primi passi artisti del calibro di Takeshi Kitano.

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14 giorni in Giappone: l'itinerario che consiglio

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Cosa vedere a Asakusa

Tempio Sensoji

Il Sensoji è l’attrazione principale di Asakusa, il tempio buddista è stato fondato nel 645 dopo che, secondo la leggenda, due fratelli pescarono nel vicino fiume Sumida una statua della dea Kannon che ogni volta veniva rigettata nel fiume ricompariva nella rete. L’accesso principale al tempio avviene attraverso il portale Kaminarimon, dove è appesa la gigantesca lanterna rossa con dipinti in nero gli ideogrammi “Kaminari” e “Mon”: la porta del tuono. A difesa del portale ci sono le statue di Raijin e Fujin , il dio del tuono e del vento.

Superato il Kaminarimon inizia la Nakamise, un viale costellato di negozi che vendono souvenir tipici giapponesi di tutti i tipi. C’è un po’ di tutto da oggetti pregiati e originali a molta roba a basso costo non prodotta in Giappone, sicuramente non è qui che farete un affare, come in ogni luogo estremamente turistico i prezzi sono più alti.

Alla fine della Nakamise si trova Hozomon, il secondo imponente portale del tempio, superato ci si trova di fronte al Hondo, l’edificio principale, con a lato la pagoda a 5 piani. L’edificio principale è visitabile e all’interno si trovano diverse statue tra cui la principale di Kannon.

Se di giorno il Sensoj è così affollato che si fa fatica a camminare, è vero che di sera quando tutto è chiuso non c’è quasi nessuno. Ed è la sera il momento che preferisco per visitare il Sensoji quando regna il silenzio ed è il momento ideale per fare foto. Il rosso vermiglio che domina il Sensoji diventa ancora più vivido illuminato dai fari accesi fino alle 23. Non mancare poi di fare un passeggiata per la Nakamise per ammirare le decorazione delle serrande dei negozi.

Vicino al Hondo si trova il Santuario di Asakusa, dedicato ai tre uomini che hanno avuto un ruolo fondamentale nelle creazione del Sensoji e che secondo la tradizione shintoista sono diventati delle divinità. Il santuario è l’unico edificio di Asakusa che non è stato colpito e distrutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.

By Kakidai - Own work, CC BY-SA 3.0, Link

Shin Nakamise

Dall’area del Sensoji iniziano diverse vie coperte costellate di negozi e ristoranti, la principale è la Nuova (shin) Nakamise dove accanto ai normali negozi si trovano anche alcuni che vendono souvenir e artigianato giapponese.

Parco divertimenti Hanayashiki

Il Parco divertimenti Hanayashiki è stato inaugurato nel 1853, ed è il più antico del Giappone. Negli anni 30 inizia una fase di declino e poi di abbandono. Riapre nel 1949 e da allora non so quanto sia stato rinnovato, ma il suo aspetto “vintage” lo ha ancora. Ammetto l’ho sempre visto dall’esterno perché le giostre sono adatte più ai bambini che agli adulti. Ingresso 900 yen

By Nesnad - Own work, CC BY 4.0, Link

Centro informazioni turistiche di Asakusa

Di recente costruzione il centro informazioni turistiche di Asakusa è un edificio dal design moderno che ha all’ottavo piano un punto panoramico gratuito per poter vedere tutta l’area del Sensoji dall’alto. La vista è molto bella e si ha la possibilità di vedere quante persone affollano la Nakamise! Forse il Sensoj è più bello da qui che in mezzo a tutta quella gente…

Orange Street

L’arancione è il vostro colore preferito? Ad Asakusa c’è una piccola zona di negozi dove l’arancione è ovunque: nelle strade, nelle insegne e nel nome. Arancione è anche Orante-kun, la mascotte della via, che fa capolino sopra le caselle postali. Oltre ai negozi la cosa che rende interessante Orange Street è la versione giapponese della “Walk of Fame”. Sul marciapiede di fronte alla Sala Pubblica di Asakusa dove si trovano le impronte delle mani di attori, tra cui Kitano, animatori, artisti e personaggi famosi.

Rokku

Rokku era la vecchia zona dei divertimenti di Asakusa e di Tokyo. Degli antichi fasti del passato non rimane molto ma ancora oggi ci sono teatri, cinema e pachinko. E dove Don Quijote ha uno dei suoi negozi più famosi, Il Donki, come viene chiamato: è una catena di grandi negozi famosa per i prezzi bassi e per il fatto che ci si trova di tutto. Ogni parete, scaffale, angolo è riempito di prodotti fino al soffitto, non per niente è famoso tra i turisti per la possibilità di trovare l’introvabile. La particolarità della sede di Asakusa è che ospita ristoranti, karaoke e un teatro.

Dempoin

Questa laterale della Nakamise è la via commerciale più interessante di Asakusa. Molti negozi appartengono alla stessa famiglia da generazioni che porta avanti la produzione e vendita di prodotti dell’artigianato tradizionale giapponese. Infatti si possono acquistare prodotti unici, che si trovano solo qui, come ventagli, fermacapelli, Kanzashi, gli addobbi per le acconciature da Geisha, ma anche tessuti. Famoso è il negozio di pettini Yonoya, prodotti ancora in modo artigianale dalla lavorazione del Kanehira E, un agrifoglio giapponese. Anche l’aspetto dei negozi pare immutato nel tempo e sembra di essere tornati a quando Tokyo si chiamava Edo.

Cosa mangiare a Asakusa

Sono molti i posti dove mangiare ad Asakusa e alcuni sono famosi per cui bisogna prepararsi a fare la fila.

Asakusa Kagetsudo

Il negozio di melon pan più famoso di tutta Tokyo e non solo, non c’è turista che non lo voglia provare. Il melon pan prende il nome dalla somiglianza con la buccia del melone, anche se a me ricorda più una tartaruga… la parte esterna è croccante al contrario dell’interno molto soffice e dolce, lo si trova anche farcito con creme varie o con la marmellata di azuki, fagioli dolci giapponesi. Asakusa Kagetsudo è in attività dal 1945 e ogni giorno centinaia di persone si mettono in coda per provare il loro melon pan, ma è così buono? Considero il melon pan uno dei dolci giapponesi più sopravvalutati, oltre al fatto che lo si può mangiare anche in altri posti, non è nemmeno il dolce più buono in assoluto e poi attendere così tanto per me non ha senso… Nel caso avete la fortuna di passare quando non c’è attesa allora provatelo, perché no? Alla fine è una questione di gusti.

Magurobito Kaminarimon 

Se volete mangiare un ottimo sushi dove provare quello di Magurobito. Nonostante abbia altre sedi un’altra a Asakusa e due Ueno che preparano del buon sushi quella che si trova vicino al Kaminarimon è la migliore. Si mangia in piedi e i posti sono pochi, la qualità è ottima per cui i prezzi non sono economici. Spesso si creano lunghe code per cui consiglio di andare in orari non di pranzo e cena almeno per assaggiare qualche nigiri.

Yoroiya Ramen

Il miglior ramen che potete mangiare vicino alla Nakamise lo trovate da Yoroiya Ramen. Anche qui spesso c’è la fila, ma l’attesa non va mai oltre i 20-30 minuti. Il ramen preparato è quello con il brodo a base di shoyu, salsa di soia, per cui molto gustoso, condito con gli ingredienti classici come uova, bamboo e fettine di maiale. Non è il migliore che potete mangiare a Tokyo ma se avete fame e siete in zona io consiglio di provarlo!

Onigiri Asakusa Yadoroku

Questo è un posto speciale, unico! Se pensate che gli onigiri siano solo quelle semplici “polpette” di riso con un’alga e poco altro che di solito si comprano come spuntino nei konbini, vi sbagliate. Da Onigiri Asakusa Yadoroku, gli onigiri sono una delizia che viene preparata con cura e dedizione dallo chef dopo che avrete scelto l’ingrediente con cui riempirlo. I posti sono pochi e qualche volta c’è da attendere, ma vi assicuro che qui vale la pena di attendere, e se il prezzo vi sembrerà alto dopo averli mangiati capirete il perché… questi non sono solo “polpette” di riso!

Suzukien Nanaya Gelato

Se vi piace il tè verde e il gelato, questo è il vostro paradiso. Qui potete provare una delle “7 sfumature di verde”, 7 gusti al tè verde di diversa intensità oltre ad altri gusti, tra cui il mio preferito, quello al sesamo che si accosta benissimo al tè verde. Da provare!

Asakusa è questo ma anche molto altro, c’è molto da visitare, scoprire, comprare e mangiare… ma purtroppo spesso gli si dedica solo il tempo necessario per visitare il Sensoji per questo ti consiglio di alloggiarci così da poter “vivere” meglio questo vivace e creativo quartiere di Tokyo.

Mappa di Asakusa

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Ameyoko: il mercato più bello di Tokyo

Ameyoko: il mercato più bello di Tokyo

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Se mi si chiede qual è Il mercato più bello di Tokyo, la mia risposta è Ameyoko! Una zona pedonale tra la stazione di Ueno e di Okachimachi in cui un mercato si sviluppa lungo, ma anche sotto, i binari sopraelevati della linea Yamanote. Dopo la seconda guerra mondiale in questa zona si sviluppò il mercato nero di prodotti americani, negli anni successivi si è trasformato in uno dei mercati più variegati e vivaci di Tokyo.

Ad Ameyoko si dice che si possa trovare tutto e non si fa fatica a crederlo, la zona è costellata di negozi di abbigliamento, dolci, souvenir, ma anche bancarelle di frutta e pesce fresco, il tutto animato da divertenti imbonitori che cercano di attrarre clienti. E non mancano ristoranti di tutti i tipi, caffetterie e izakaya.

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Cosa vedere a Ameyoko

Un Tatakiuri di cioccolato

Il negozio di cioccolata Shimura e il suo proprietario sono un’istituzione ad Ameyoko. E’ uno dei pochi che pratica ancora il Tatakiuri, in piedi su uno sgabello infila una dopo l’altra confezioni di cioccolato e caramelle in una borsa fino a riempirla completamente, mentre a voce alta conta le confezioni e ripete “1000 yen”. Infatti è questo il prezzo che si paga, non importa il numero di confezioni, l’importo è sempre lo stesso, per questo i clienti lo incitano ripetendo “di più, di più, di più”. Il Tatakiuri di Shimura è uno “spettacolo” che non dovete perdere!

foto by Kim Ahlström

Niki no kashi

Niki no kashi è il “paradiso” della dolcezza e la mecca delle caramelle. Sono 5000 i prodotti che riempiono gli scaffali del negozio, tra caramelle, cioccolatini e snack. Se cercate i famosi KitKat giapponesi qui troverete un varietà incredibile di gusti, alcuni veramente strani. Piuttosto dei KitKat consiglierei i Pocky, conosciuti da noi come Mikado, che oltre ad avere una grande varietà di gusti sono originali del Giappone, li trovate al secondo piano e ce ne sono a non finire…

foto By Dick Thomas Johnson

Marishiten Tokudaiji

Se volete prendervi una pausa dallo shopping e dalle persone che affollano Ameyoko potete visitare questo piccolo tempio. La posizione sopraelevata rispetto alla strada e l’essere incastrato tra cartelli pubblicitari, palazzi e la ferrovia rende l’atmosfera del tempio un po’ surreale. Nonostante questo Marishiten Tokudaiji ha una sua importanza, il tempio risale a circa 400 anni fa e custodisce la statua della divinità Marishiten che è sopravvissuta nei secoli agli incendi e ai terremoti che più volte hanno distrutto il tempio. Per questo i giapponesi vengono a pregare la statua, che non è visibile, per essere protetti dai disastri. Il tempio ospita altre statue, però visibili, come quella del cinghiale che, se strofinata, dona forza fisica, spirituale e finanziaria… motivo in più per visitare il tempio!

foto By t-mizo

Cosa mangiare a Ameyoko

Ad Ameyoko ci sono molti ristoranti economici in cui provare i piatti tipici giapponesi. I miei preferiti sono:

Izakaya Isomaru Suisan

Ricorda più una pescheria che un ristorante, ma questa è la caratteristica che rende unica questa catena di locali, che ha anche una sede a Ameyoko. Il pesce servito è talmente fresco che nuota ancora vivo nelle vasche, stessa cosa per crostacei e frutti di mare. La specialità della casa sono dei buonissimi Kaseidon (ciotole di riso ricoperte di pesce crudo) dal rapporto qualità-prezzo molto buono.

Wakasa ya Ueno-ten

Questo piccolo ristorante dall’atmosfera un po’ retrò serve principalmente Kaseidon di pesce sia crudo che cotto molto buoni.

Asahikawa Miso Ramen Bankara

Se vi piace il Ramen dovete provare assolutamente questo ristorante, ma dovete avere molta fame perché il ramen nonostante sia molto buono non è per niente leggero. Il brodo di miso è molto grasso e le fette di carne non sono da meno oltre a essere belle spesse, ma se il livello di “grassume” non vi basta c’è anche la versione con un bel pezzo di burro che lentamente si scioglie nel brodo…

Ramen Takahashi

Questo piccolo ristorante dall’aspetto moderno è nascosto in una stradina laterale di Ameyoko. Serve un ottimo ramen con vari tipi di brodo e con la possibilità di scegliere i prodotti, sempre di buona qualità, con cui condirlo, il tutto accompagnato con una ciotola di riso.

Ameyoko è per me un luogo imperdibile per chi visita Tokyo. In ogni mio viaggio ci sono tornato e spesso vengo qui per mangiare e per fare gli ultimi acquisti prima di ripartire perché posso confermare che ad Ameyoko si trova veramente di tutto!

Mappa di Ameyoko

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Kawagoe: La piccola “Tokyo” del passato

Kawagoe: La piccola “Tokyo” del passato

Home » Giappone » Pagina 21

Tempo di lettura: 5 minuti

Kawagoe è una città della prefettura di Saitama che si raggiunge in 30 minuti di treno da Tokyo. Viene anche chiamata la piccola Edo (Edo è l’antico nome di Tokyo), perché la strada principale è costellata di edifici risalenti al periodo Edo. Inoltre Kawagoe in passato è stata il “magazzino” di Tokyo,  nel periodo Edo i  ricchi mercati di questa città rifornivano la capitale di merci.

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Cosa vedere a Kawagoe

Il distretto dei magazzini

La zona dai cui deriva il nome di “Piccola Edo” è Kurazukuri. Questo è il nome sia della strada che attraversa il distretto, sia dello stile dei negozi che la costellano. La particolarità di questi edifici è che non sono fatti solo in legno, come si era solito fare nel periodo Edo, ma con spesse pareti in argilla. Questo materiale rende l’edificio ignifugo e più resistente ai tentativi di intrusione, ma rende estremamente costosa la sua costruzione per cui veniva utilizzato solo per i magazzini. Ma per i mercanti di Kawagoe avere anche degli appariscenti negozi in stile Kurazukuri era un modo per ostentare le loro ricchezza.

Alcuni edifici sono sopravvissuti fino ad oggi e ospitano ristoranti, caffè e negozi.

Nonostante l’aspetto che può ricordare il Giappone del passato quello che manca è l’atmosfera “antica”. Il distretto è attraversato da auto e bus che circolano lungo la strada principale, che di sicuro non c’erano durate il periodo Edo…

Foto By Kanchi1979 - Own work, CC BY-SA 4.0, Link

Campana del tempo

Il simbolo di Kawagoe è una torre a tre piani alta 16 metri la cui campana suona da più di 350 anni ogni giorno alle 6, 12, 15 e 18.

Foto By Aimaimyi - Own work, CC BY-SA 3.0, Link

La via dei dolci

Kashiya Yokocho è una stretta stradina vicino al distretto dei magazzini costellata di negozi che vendono dolci e snack tradizionali giapponesi.  Dopo il grande terremoto del Kanto del 1923 i laboratori dolciari di Kashiya Yokocho  iniziarono a rifornire Tokyo aumentando così la produzione e rendendo possibile l’apertura di molti negozi di dolci, alcuni dei quali aperti ancora oggi. Caramelle e dolci a base di patate dolci e fagioli azuki sono i prodotti tipici di Kawagoe da provare qui!

Foto By At by At - Own work, CC BY-SA 3.0, Link

Honmaru Goten

Honmaru Goten è l’unico edificio rimasto del castello di Kawagoe ed è stato residenza e ufficio del signore locale. Costruito nel 1848 oggi è diventato un museo dove è possibile visitare le varie stanze e il giardino. Almeno una volta nella vita hai sognato di sentirti come un samurai?  Se si, allora siediti con il signore feudale in riunione con due vassalli e immortala il momento con una foto… e se loro non battono ciglio non preoccuparti, sono dei manichini travestiti.

Orari: 9:00 – 17:00 (utlimo ingresso 30 mimuti prima della chiusura). Chiuso il lunedi,

Ingresso; 100 Yen per gli adulti 

Tempio Kitain

Il tempio è stato costruito nel 830 ed è uno dei principali della scuola buddista Tendai. Nel 1638 buona parte degli edifici vengono distrutti da un incendio, il terzo shogun Tokugawa decise di aiutare nella ricostruzione facendo spostare qui degli edifici del castello di Edo. Oggi questi sono gli unici originali che rimangono del castello di Tokyo. Il motivo per visitarlo è il suo valore storico più che la bellezza; più interessanti sono le 540 statue di pietra dalle buffe espressioni che rappresentano i discepoli di Buddha che si trovano nelle vicinanze del tempio.

 Orari: 8:50 – 16: 30 Ingresso: 400 yen

Nelle area del Kitain c’è anche un piccolo santuario, Semba Toshogu dedicato al Ieyasu, il primo shoghun del clan Tokugawa. 

Kawagoe non è ancora così turistica come Kamakura e può essere una valida escursione per chi vuole vedere qualcosa di storico senza allontanarsi troppo da Tokyo e “respirare” l’atmosfera di un tempo passato.

Mappa di Kawagoe

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