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Kappabashi Dori: la mecca della cucina in Giappone

Kappabashi Dori: la mecca della cucina in Giappone

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Tempo di lettura: 7 minuti

Che siate come me grandi appassionati di cucina giapponese o che stiate semplicemente cercando un souvenir dal paese del sol levante, dovete assolutamente venire a fare un salto in questo atipico quartiere conosciuto anche come Kitchen Town.Esistono due ipotesi sull’origine del nome Kappabashi…

14 giorni in Giappone: l'itinerario che consiglio

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La prima riguarda i samurai, che nel passato durante i giorni di pioggia indossavano una specie di impermeabile chiamato “Amagappa” e che stendevano per asciugarlo in un ponte nella zona.

La seconda si rifà al tempio Sogenji, situato in quella zona, chiamato anche Kappa-Dera perché dedicato proprio alla folkloristica creatura.

Leggi anche: Cosa vedere a Tokyo

Qualunque sia l’origine del nome una cosa è certa, qui tutto riguarda la cucina e la ristorazione in generale, a partire dalla grande testa di Chef posizionata all’inizio della strada che sovrasta i minuscoli turisti al loro arrivo. Questa via di 800 metri è costellata da decine di negozi che vendono tutto quello che vi serve nell’ambito culinario, giapponese (in priorità) o occidentale. Alcuni negozi sono delle specie di “bazar”, dove la merce è alla rinfusa, e dove troverete un po’ di tutto a prezzi abbastanza economici, altri invece essendo specializzati vi permetteranno di trovare materiale altamente professionale e di gran valore.

Una menzione speciale ovviamente alle magnifiche coltellerie presenti, alcune aperte da quasi un secolo, come la famosa KAMATA HAKENSHA, luogo di culto per appassionati di lame dove oltre a trovare il vostro coltello, lo potrete far incidere (gratuitamente) e potete partecipare a un corso (novizio o pro) per imparare a affilarlo.

Leggi anche : La guida ai coltelli giapponesi

Tra i negozi del quartiere ne troverete alcuni che vendono rappresentazioni di piatti, giapponesi e non, in PVC. I Sampuru (dall’inglese « sample » modello) sono incredibili riproduzioni di pietanze, talmente realistiche da sembrare vere. Vengono esposte nelle vetrine dei ristoranti per rappresentare fedelmente i piatti serviti all’interno e molto pratiche per l’ignaro turista che in questo modo capisce già cosa potrà mangiare per il prezzo proposto. I prezzi di queste piccole opere d’arte non sono bassi, i modelli più coreografici valgono anche 500€, ma se non volete spendere tanto, dei piccoli portachiavi a 5-10 € potrebbero fare al caso vostro.

Passeggiando fra i negozi a un certo punto vi imbatterete nella statua di un Kappa, questo famoso Yokai è dall’anno 2000 la mascotte del quartiere……

Sapete perchè?

La leggenda vuole che intorno al 1900 un certo Kappaya Kihachi, cominciò un opera di drenaggio per bonificare la zona e renderla prospera. I grandi sforzi dell’uomo, impietosirono un Kappa, che decise di velocizzare il lavoro aiutandolo di nascosto nelle ore notturne. Grazie al suo aiuto il quartiere velocemente rifiorì. Nel novantesimo anno dell’anniversario di questa leggenda venne eretta la statua del nobile Yokai.

I 7 negozi migliori

Essendo presenti decine di negozi (170 per l’esattezza) di ottima qualità non è facile scegliere, di seguito una lista con la mia top 7 personale.

Kamata Hakensha

Forse la miglior coltelleria di Kappabashi.

Takaso

Se cercate ceramiche e vasellame.

Kitchen World

Bazar enorme, che vende tutto per la cucina.

Sato Foodsample

Per piccoli souvenir Sampuru.

Kamaasa

Altra coltelleria tradizionale di altissimo livello.

Ganso Shokuhin

Qui troverete Sampuru INCREDIBILI (come anche i prezzi…)

Kappabashi Sanwa

Piccola menzione particolare per il negozio di Sakè  “Kappabashi Sanwa”, dove per la prima volta grazie ad una piccola degustazione ho cominciato ad apprezzare il famoso vino di riso. Il posto è piccolo e moderno e la gentilissima proprietaria avendo lavorato per qualche anno in Italia come cuoca, parla correttamente la nostra lingua. Vi spiegherà molti interessanti aneddoti su questa bevanda e sulle sue varietà. Da provare.

Come arrivare a Kappabashi

Arrivare a Kappabashi è piuttosto facile, dalla stazione di Asakusa (essendo un tipico punto di arrivo) camminate per 10 minuti a Ovest, oppure scendete alla stazione di Tawaramachi. Da sapere che in generale i negozi di Kappabashi sono aperti dalle 10 alle 17 da lunedì a venerdì. Sabato alcuni restano chiusi, mentre domenica solo una piccola parte restano aperti.

Mappa di Kappabashi

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Sakaiminato la città degli spiriti di Shigeru Mizuki

Sakaiminato la città degli spiriti di Shigeru Mizuki

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SHIGERU MIZUKI: L’UOMO CHE SUSSURRAVA AGLI YOKAI

Chi come me è un estimatore dei manga un po’ “vintage” o della letteratura folkloristica giapponese avrà sicuramente già sentito parlare di Shigeru Mizuki. Questo mangaka, da qualche anno purtroppo scomparso è stato sicuramente il più grande esponente nella letteratura sugli Yokai, gli spiriti della mitologia giapponese.  Le sue opere, anche a causa del periodo di pubblicazione, non hanno mai veramente sfondato in Europa, lo resero però molto famoso nel paese del sol levante dove da molti è considerato un maestro. La sua opera più famosa “Kitaro dei cimiteri” (Gegege No Kitaro) è stata tradotta in moltissime lingue e da essa sono state tratte tre serie animate, due film e alcuni videogiochi.

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La vita

14 giorni in Giappone: l'itinerario che consiglio

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Shigeru Mura, in arte Shigeru Mizuki, è nato a Kohama, nella periferia di Osaka, l’8 marzo 1922 e a pochi mesi di vita si trasferì a Sakaiminato, nella provincia di Tottori, con la sua famiglia che possedeva un’impresa di trasporto del cotone.

Secondo di tre figli, passa tutta la sua infanzia a Sakaiminato dove comincia a fantasticare sulle creature del folklore grazie ai racconti della vecchia badante NoNonBâ..

Nel 1942 viene arruolato nell’esercito giapponese e inviato in Papua Nuova Guinea, dove durante la seconda guerra mondiale perde il braccio sinistro (era mancino) a seguito di un bombardamento.

Sempre in quel periodo contrae la malaria e in fin di vita viene soccorso e guarito da una tribù locale che gli offre inoltre un alloggio, del terreno e lo accoglie come membro dopo il matrimonio con una ragazza del posto.

Alla fine della guerra viene incitato a tornare in Giappone, per rivedere i suoi genitori, cosa che fa controvoglia. L’occupazione del paese del sol levante gli nega inoltre la possibilità di ritornare in Nuova Guinea dalla sua amata.

Tra il 1950 e il 1957 sormonta il suo trauma dovuto alla guerra e decide di diventare fumettista (una sua vecchia passione) imparando a disegnare con il braccio destro. Si sposa di nuovo con la figlia di un mercante di saké, in un matrimonio combinato.

A partire dal 1993 grazie al grande successo del suo lavoro, che portò anche svariati premi della critica, la cittadina di Sakaiminato dedicò a Mizuki una via disseminata di statue dei suoi personaggi, un museo dedicato alla sua vita e opere e vari commerci a tema Yokai. Questo viale, tuttora molto visitato, è conosciuto come “Shigeru Mizuki Road”

Verrà sempre ricordato oltre che per le sue opere anche per i suoi sette consigli:

  1. Non puntare solamente al successo, alla gloria o alla vittoria.
  2. Continuate a fare le cose che vi riescono meglio.
  3. Non paragonatevi agli altri, ma esplorate costantemente le cose che vi piacciono.
  4. Credete nel potere dell’amore.
  5. Talento e salario viaggiano separatamente e tremendi sforzi possono affaticare l’individuo, così come infondergli conoscenza.
  6. Siate pigri (elogio della serenità).
  7. Credete nel mondo che non potete vedere.

Sakaiminato

La città in cui Mizuki ha passato l’infanzia, è diventata piuttosto famosa tra i giapponesi per via dei vari riferimenti dedicati ai suoi lavori. Se siete appassionati di Manga “Old Style” una visita è d’obbligo.

Non è di facile accesso visto che partendo da Shin-Osaka (per esempio) ci metterete non meno di 4 ore con diversi cambi di treno. Il premio sarà comunque una piccola cittadina sul mare estremamente poco turistica (soprattutto per quanto riguarda gli stranieri), ricca di riferimenti ai Manga (sopratutto Kitaro) e in cui si mangiano dei frutti di mare eccellenti!

Shigeru Mizuki Museum

Da non perdere assolutamente il bellissimo Shigeru Mizuki Museum, dove avrete tutte le informazioni necessarie sul maestro e i sui suoi personaggi (biglietto ridotto per i turisti occidentali!), e se avete fortuna potrete anche incrociate qualche personaggio in carne ed ossa……

Da sapere inoltre che tutte le infrastrutture sono visitabili senza problema anche dalle persone portatrici di handicap, proprio come lo era Shigeru Mizuki.

Se volete vedere Sakaiminato prendete da Shin-Osaka lo Shinkansen Sakura direzione Kagoshima e scendete a Okayama. Da li LTD EXP Yakumo e scendete a Yonago. Una volta qui non vi resta che prendere il “trenino di Kitaro” Jr Sakai Line per Sakaiminato e al capolinea vi ritroverete nel fantastico mondo degli Yokai!

Qui di seguito una mappa della Shigeru Mizuki Road con alcuni luoghi d’interesse, negozi e ristoranti dove ho potuto mangiare.

1. Mizuki Shigeru Road

L’inizio della strada dedicata al Maestro Mizuki

2. Hotel Sakaiminato Yunagi no Yu Onyado Nono

Ottimo Hotel ben posizionato in cui soggiornare (oltretutto uno dei pochi). Onsen superlativa con vista panoramica, ma attenzione…. no tatuaggi!

3. Tairyomalu

Kaiten sushi eccellente con enorme scelta di pesce. Ordini direttamente dal tablet anche in inglese e francese. Unico neo, in bassa stagione, la sera chiude quando ne ha voglia…..

4. Donya

 Izakaya dove si mangia bene e abbondante, anche se da fuori non si direbbe…

5. Chiyomusubi Okasora Honten

Fabbrica/rivenditore di sakè con possibilità di degustazione. Andateci al ritorno dalla passeggiata, perché il sakè di Kitaro picchia duro!

6. Gelati al gusto fantasma (三平茶屋 )

Piccolo negozio che fa principalmente piccoli Hamburger bizzarri e gelati al gusto fantasma!

7. Negozio di souvenir (鬼太郎はうす)

Negozio di souvenir sul mondo di Kitaro. OBBLIGATORIO comperare qualcosa!

8. Spiedini di calamaro (浜のごっつぉ屋)

Pasticceria/snack dove tutto ha la forma dei personaggi del famoso manga. Tutto molto kawaii, ma il top resta lo spiedino di calamaro dalla forma di Itta Momen (personaggio simile a un lenzuolo).

9. Statua di Shigeru Mizuki con la moglie

Durante l’Hanami il canale dietro il monumento è circondato da sakura rosa.

10. Statua di Kitaro

Il personaggio più famoso non ha bisogno di spiegazioni.

11. Sennonekoku

Forse il negozio che mi è piaciuto di più. Qui troverete veramente tanta roba, dai dvd originali di Kitaro alle sue birre (deliziose).

12. Negozio di Sembei e Dorayaki (いこいの館 鬼太郎)

Altro negozio di squisitezze, qui la specialità sono i Sembei (crackers di riso) e i Dorayaki (pasticcini morbidi farciti alla marmellata di azuki).

13. Negozio di caramelle (豆とも)

Anche qui darete di matto….gadget e caramelle come se piovesse!

14. Taiyoken

Ristorante di Ramen senza grosse pretese, ma molto economico e discretamente buono .E poi le guarnizioni del ramen sono a forma di Kitaro…..

15. Shigeru Mizuki Museum

Siamo arrivati! Questo posto è il cuore di Sakaiminato. Imperdibile per gli appassionati e molto carino anche per chi capita li per caso. Alla fine del museo nella sala dei souvenir potrete comprare i numeri originali dei manga di Mizuki (in giapponese ovviamente).

UN SALUTO DA SAKAIMINATO A TUTTI!  Ge-Ge-Ge-ge-ge and ge…………..

Opere consigliate di Shigeru Mizuki

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I 3 panorami più belli del Giappone

I 3 panorami più belli del Giappone

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Tempo di lettura: 7 minuti

Chiunque conosca il Giappone sa quanto i paesaggi del suo territorio possano essere incredibili, e quanto la sua conformazione geografica permetta panorami molto diversi tra loro. Per quanto questo paese possa essere incantevole a tutte le latitudini, esistono tre posti imperdibili, di facile accesso, che in varie epoche hanno ispirato svariati artisti locali e che meritano assolutamente una visita.

Nihon Sankei: i tre panorami giapponesi da vedere almeno una volta nella vita.

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Le “Tre vedute” (Sankei) nascono come elenco stilato da Hayashi Razan, letterato e consigliere dei primi quattro shogun Tokugawa, nel 1643.
Questa è la mia breve guida alle “Tre vedute” più belle del Giappone.

Miyajima

Il tori rosso nel mare di fronte al Santuario di Miyajima

Quest’isola conosciuta anche come Itsukushima è situata nella parte occidentale del mare interno di Seto, proprio davanti a Hiroshima, nella regione dello Chugoku. Essendo straordinariamente bella ed interessante da visitare oltre che piuttosto facile da raggiungere è presa ogni giorno d’assalto dai turisti che purtroppo ne rovinano un po’ l’atmosfera tranquilla. Resta comunque uno dei posti da non mancare assolutamente durante il soggiorno in Giappone dato che la veduta sul tori rosso davanti al santuario sulla spiaggia è il sito più fotografato del paese, tanto si dimostra superlativo. La particolarità di questa struttura è che essendo costruita sull’acqua può essere, a seconda delle ore del giorno parzialmente sommersa e irraggiungibile a piedi. Nell’isola vivono liberi daini, considerati sacri protettori del luogo, e una grande comunità di scimmie.

Altri luoghi di interesse della piccola isola sono l’Hokoku Shrine, il Toyokuni Shrine con la sua bellissima pagoda, il piccolo acquario pubblico e soprattutto il monte Misen, del quale vi consiglio caldamente di raggiungere la vetta (funicolare e poi a piedi) per godere di un panorama indimenticabile. Per rendersi a Miyajima prendete la linea San-Yo dalla stazione di Hiroshima in direzione di Iwakuni e scendete a Miyajimaguchi station. Da li prendete il traghetto (compreso nel JRP) che in circa 15 minuti vi porterà a destinazione.
Da tenere presente che l’ultimo traghetto parte dall’isola per ritornare a Hiroshima alle 18.30 circa e che quasi tutti i ristoranti del posto chiudono più o meno alla stessa ora.
Un consiglio: se potete, dormite in uno dei pochi Ryokan dell’isola, e fatevi un giretto la sera (una volta partiti tutti i turisti) e la mattina presto (prima che arrivino). Questo vi permetterà di visitare questo posto in silenzio e con un’altra, unica, incredibile atmosfera..

Matsumoto castello nagano

Matsushima

260 isole coperte di pini nella Baia di Matsushima

Matsushima è una cittadina della prefettura di Miyagi, molto vicina a Sendai, nella regione del Tohoku. La baia di questa cittadina oltre ad essere una delle tre vedute più belle del Giappone è anche un vecchio tesoro culturale da più di un millennio.
Le Isole Matsushima sono il risultato di un fenomeno geologico unico: ciascuna è la punta visibile di un antica valle coperta dall’acqua in balia di movimenti tettonici. All’interno dell’arcipelago, la profondità del mare non supera i 10 metri. Il tempo ha permesso di riformare queste isole e l’erosione ha dato loro tutte le forme possibili, alcune anche molto bizzarre. I pini approfittando delle favorevoli condizioni naturali hanno coperto l’arcipelago di un fitto verde finendo per renderlo un paesaggio unico in Giappone. È possibile vedere questo spettacolo dalla terraferma, da vari punti panoramici o da più vicino, approfittando di uno degli innumerevoli battelli che attraversano la baia.
Altri punti di interesse di questa zona sono il castello di Matsushima (per la visuale che offre) e le due isolette raggiungibili a piedi: Oshima con le sue grotte decorate e la sua passeggiata tra i pini, e Fukuura-jima, con il suo ponte lungo 252 metri e le sue viste incantevoli.
Per arrivare a Matsushima prendete dalla stazione di Sendai la linea Senseki in direzione di Takagimachi, e dopo circa 40 minuti scendete a Matsushimakaigan Station. La baia dista 10 minuti a piedi.

Matsumoto Museum of Art

Amanohashidate

“Il ponte nel cielo” che attraversa la baia di Miyazu

L’ultimo dei tre Nihon Sankei, e a mio avviso il più bello, si trova in prefettura di Kyoto, a nord della famosa città delle Geisha, nella regione del Kansai. È formato da una lingua di sabbia lunga quasi 4 Km e larga circa 25 metri che rilega le due estremità della baia.
Amanohashidate significa “il ponte del cielo” e, in effetti, guardando il paesaggio dal sovrastante parco Kasamatsu e mettendo la testa in basso, tra le gambe, si ha l’impressione di trovarsi di fronte a un ponte sospeso nel cielo.
La passeggiata per attraversarla, circondati dagli 8000 pini che vi crescono, si può fare sia a piedi che in bicicletta.
Alle estremità della lingua di sabbia si trovano due funicolari, la prima, vicinissima alla stazione dei treni nella quale molto probabilmente arriverete, vi porterà dopo una breve salita ad un piccolo parco giochi molto Kawaii (View Land) che vi offrirà un promontorio da togliere il fiato. La seconda, sempre dopo una piacevole salita, vi porterà al parco di Kasamatsu, che oltre a offrirvi un’altra visuale sul « ponte nel cielo » da un’altra prospettiva, è anche il punto di partenza del bus che vi condurrà al tempio Nariai-ji, uno dei 33 dedicati alla Dea Kannon nonché meta del più importante pellegrinaggio nella parte occidentale del Giappone. Amanohashidate è molto suggestiva e molto poco turistica, se avete inoltre l’occasione di andarci durante l’Hanami avrete il privilegio di vedere dei paesaggi che non scorderete facilmente.
Per arrivarci partendo da Shin-Osaka prendete il LTD EXP Konotori e scendete a Fukuchiyama. Da li prendete LTD EXP Hashidate e dopo circa 2h40 totali sarete a Amanohashidate. Se invece partite da Kyoto Station prendete LTD EXP Kinosai sino a Fukuchiyama. Da li prendete, a seconda dell’orario, LTD Tango Relay o LTD Hashidate e in un totale di 2 h arriverete a destinazione.

Matsumoto Museum of Art
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Dotonbori dove mangiare: i 13 migliori ristoranti

Dotonbori dove mangiare: i 13 migliori ristoranti

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Dotonbori è sicuramente la zona con la maggior concentrazione di ristoranti a Osaka,  e trovare un ristorante non è sicuramente un problema…….ma tra le centinaia quale scegliere? Seguite le indicazioni del mio “food tour” per trovare il posto che fa al caso vostro!
Partendo dalla zona principale di Dotombori, l’Ebisu Bridge, seguite la mappa dove ho indicato i ristoranti a tema, a mio avviso molto validi, trai i quali potrete provare le 5 specialità di Osaka. Alcuni molto coreografici non saranno difficili da trovare, altri invece un pochino più nascosti…..(a fine articolo trovate la mappa da usare su smartphone).
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Leggi:  5 piatti che devi provare a Osaka

Dove mangiare a Dotonbori

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KUKURU

Per cominciare con il must di Osaka il vulcanico takoyaki.

KANI DORAKU

Specializzato in granchio, vi sfido a non trovarlo!

TORIKIZOKU

Se vi piacciono gli yakitori è qui che dovete venire.

OSAKA OHSHO

Il tempio dei gyoza.

GYUGAKU DOTOMBORI EBISUBASHI

Yakiniku a volontà!

SUSHI ZANMAI

La catena di sushi-ya che non ha bisogno di presentazioni.

KINRYU RAMEN

L’enorme drago all’entrata indicherà la via del ramen.

ISOMARU SUISAN

Uno dei miei locali preferiti, izakaya incredibile che prepara il kani-miso più buono del mondo!!

OKONOMIYAKI MIZUNO

Non sapete che okonomiyaki scegliere? Qui ci sono tutti…

KUSHINKATSU JANJAN DOTOMBORI

In questo piccolissimo locale, farete a gara a chi mangia più spiedini fritti accompagnati da birra fredda!

SUKIYA

Pochi soldi, ma affamati e con voglia di qualcosa di buono? Questa catena specializzata in Gyudon fa al caso vostro.

TSURUTONTAN SOEMONCHO

Izakaya dal menu molto vario, dove potrete assaggiare dell’ottimo kitsune-udon

ZAUO FISHING RESTAURANT

Più che un pasto un’esperienza…Avete fame? Bene, pescatevi da soli il vostro pesce!!!

E come sempre  ITADAKIMASU!!!!!

 

Mappa di Dotonbori

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5 piatti che devi provare a Osaka

5 piatti che devi provare a Osaka

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Chi è stato a Osaka avrà sicuramente visitato Dotonbori, l’area commerciale di Namba costeggiata dal canale e brulicante di insegne colorate, frequentatissima da turisti e non, per l’intensa vita notturna. Se arrivate a Dotonbori la sera, quando tutto è illuminato, vi sembrerà di entrare in un parco giochi, dove tutto brilla di luci colorate, oggetti meccanizzati si muovono sulle pareti e insegne di ogni genere super scenografiche attireranno la vostra attenzione lasciandovi letteralmente a bocca aperta. Per non parlare poi dei profumini deliziosi che aleggiano nell’aria… Dotobnori è sicuramente una delle zone di Osaka (e forse anche del Giappone) con la più alta densità di ristoranti, alcuni dei quali diventati ormai dei veri e propri “must”. Qui potrete assaggiare praticamente tutte le specialità della regione del Kansai, delle quali soprattutto 5 non dovrete assolutamente lasciarvi scappare.

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TAKOYAKI

Il nome significa polipo (tako) grigliato (yaki) e consiste in piccole sfere di pastella simile alla crêpe, che restano semi-liquide all’interno e che contengono generalmente polipo cotto e cipollotto. Vengono servite di solito su delle piccole barchette di carta e cosparse di kewpie (maionese giapponese), otafuku (salsa dolce brunastra), sansho (una bacca ridotta in polvere simile al pepe verde ma facente parte della famiglia degli agrumi) e l’immancabile katsuobushi (fiocchi di bonito essiccato). A Dotonbori non potete girare la testa senza notare un insegna che li proponga, è uno street food originario di queste zone, ma molto diffuso in tutto il Giappone. Piuttosto economico viene infilzato con degli stuzzicadenti e mangiato in piedi. Attenzione (senza esagerare) al calore iniziale del piatto, è incandescente. Sono in molti a essersi pentiti di non aver aspettato…

takoyaki osaka

OKONOMIYAKI

Il nome significa “quello che vuoi” (okonomi) grigliato (yaki) e si presenta come una specie di pancake farcito e condito con vari ingredienti. Generalmente è composto da uova, acqua, farina di grano, brodo dashi (preparato con fiocchi di bonito) nagaimo grattuggiato (un tubero asiatico ricco di amido), verza sminuzzata e a seconda della scelta, gamberi, calamari o pancetta. Viene cotto alla piastra e condito inoltre in modo molto simile ai takoyaki, quindi con kawpie, Sansho, otafuku e katuobushi. Come dice il nome, comunque, potremmo aggiungere un po’ quello che vogliamo (è un po’ un piatto svuota frigo). Divertente il fatto che in alcuni ristoranti muniti di tavolino con piastra, ci verranno portati gli ingredienti separati e dovremmo esibirci personalmente nella realizzazione del piatto! Questa specialità sembra nata nella zona del Kansai alla fine degli anni 30 come evoluzione di una semplice frittella di grano (funoyaki) alla quale, grazie alla ripresa economica, vennero aggiunti i più svariati ingredienti. L’unico posto che ne rivendica la paternità oltre a Osaka è Hiroshima, dove la preparazione standard viene resa più corposa dall’aggiunta di noodles saltati (yakisoba) e da una maggior quantità di verza e otafuku. Questa declinazione viene chiamata modanyaki. Ne esiste inoltre una versione meno famosa e dalla consistenza più morbida chiamata monjayaki, preparata spesso nella zona del Kanto.

okonomiyaki osaka

GYOZA

Questi fagottini di pasta farciti di origine cinese (Jaozi), simili a dei ravioli, sono da moltissimo tempo diffusi in Giappone tanto da esserne divenuti parte della gastronomia classica. Nel Kansai sono particolarmente rinomati e declinati in centinaia di versioni. La ricetta di base comprende oltre ad acqua, farina e uova per la pasta, anche carne di maiale macinata, verza, salsa di soia, zenzero, aglio, sakè, nira (erba cipollina giapponese) e olio di sesamo, ma si possono trovare versioni con frutti di mare, vegetariane e addirittura dolci! La cottura tipica avviene in due fasi, la prima consiste nel grigliare solo un lato del Gyoza per renderlo croccante, la seconda nell’aggiungere acqua e coprire con un coperchio i fagottini, in modo che si completi la cottura al vapore. Meno comunemente i Gyoza vengono cucinati in brodo o fritti, ma in ogni caso sempre accompagnati da shoyu (salsa di soia) addizionata ad aceto di riso e in alcuni casi olio piccante. Sono sicuramente, vista la somiglianza ai nostri ravioli, una delle pietanze giapponesi più apprezzate dagli occidentali. E pensare che in origine questi fagottini furono inventati in Cina da un farmacista per riscaldare le orecchie delle persone povere….

gyoza osaka

KUSHIKATSU

Letteralmente spiedino (kushi) e cotoletta di maiale (katsu) dato che questa specialità è nata come uno spiedino di maiale impanato e fritto. Negli anni la varietà di ingredienti utilizzati per questo piatto è aumentata esponenzialmente, tanto che adesso potremmo trovarlo tranquillamente a base di funghi, tofu, radice di loto, polipo e addirittura formaggio! Un po’ come nel caso dell’ okonomiyaki alcuni ristoranti muniti di friggitrice privata al tavolo, ci permetteranno di divertirci nella cottura degli spiedini che poi intingeremo nella salsa otafuku e accompagneremo con foglie di verza a discrezione. Una regola importante è che nella ciotola contenente la salsa otafuku dovremmo intingere lo spiedino una sola volta (non quindi intingerlo, morderlo e intingerlo ancora), per il semplice fatto che la salsa è comune per i vari commensali del ristorante. Il kushikatsu potremmo trovarlo tranquillamente in tutta Osaka, ma il quartiere Shinsekai (il mio preferito in assoluto) lo ha particolarmente messo in evidenza. In questo quartiere “vintage” gli spiedini fritti sono onnipresenti, si mangiano accompagnati da birra fredda e leggera e il tutto a dei prezzi molto bassi per incentivarne il consumo in quantità….un po’ il paradiso insomma!

KUSHIKATSU osaka

KITSUNE UDON

Ovvero una zuppa calda di udon (noodles di farina di grano piuttosto spessi), con in aggiunta un rettangolo di tofu fritto (aburaage) tagliato a fettine o in certi casi intero. Il nome deriva dalla credenza popolare nella quale il piatto preferito dalle volpi (kitsune), e dalla loro protetta, la divinità Inari, fosse proprio il tofu fritto. Anche se il piatto è prettamente invernale lo si consuma in qualsiasi mese dell’anno, come il famoso ramen, a cui é simile. Altri ingredienti della pietanza sono il naruto (una polpetta di pesce simile al surimi facente parte dei kamaboko), cipollotto e shichimi togarashi (un mix di spezie contenente peperoncino piccante). Mi raccomando, per gustarla appieno ispiratevi dai giapponesi! Quando la mangiate risucchiate e fate rumore!

KITSUNE UDON osaka

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Matsumoto: uno dei castelli più belli del Giappone!

Matsumoto: uno dei castelli più belli del Giappone!

Home » Giappone » Pagina 27

Tempo di lettura: 7 minuti

Matsumoto è una tranquilla città ad un’ora di treno da Nagano. Il motivo principale per visitarla è il suo bellissimo castello. In realtà visitandola scoprirete una città vivace in cui convivono passato e presente, arte tradizionale e moderna tutto in perfetta armonia. La vostra visita a Matsumoto non si può fermare solo al castello, scoprite con me cosa ha da offrire…

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Cosa vedere a Matsumoto

Il castello di Matsumoto

Sono molti i castelli che si possono visitare in Giappone ma pochi sono originali. Tra questi c’è il castello di Matsumoto che vanta il primato di essere il più antico tra tutti quelli sopravvissuti a incendi e distruzioni. La costruzione del castello è iniziata nel 1592 con l’edificazione del mastio principale e di quello secondario. Essendo ben fortificati resistettero ai conflitti tra clan che infiammarono il Giappone nei successivi 50 anni durante il “Periodo degli Stati belligeranti”. Tornata la pace nel 1635 al castello vennero aggiunte una terza torre di difesa e una per l’osservazione e contemplazione della luna. Il Castello di Matsumoto ha una caratteristica che lo rende unico: avere il mastio secondario e le torri adiacenti a quello principale. Altra particolarità è essere stato costruito in pianura e non, come avviene di solito, in cima a una collina.

Quello che però salta all’occhio di chi vede per la prima volta il castello di Matsumoto è il colore nero del legno che ricopre le mura.  Questa particolarità rende il suo aspetto elegante ma allo stesso tempo minaccioso. L’interno del castello è completamente in legno e le ripide scale portano all’ultimo piano da cui ammirare i dintorni del castello con in lontananza le alpi giapponesi.  A differenza di molti altri castelli originali qui sono esposte anche armi e armature risalenti al periodo degli Stati belligeranti. So che per molti il castello più bello del Giappone è quello di Himeji, ma per me no. Forse perché è stato il primo in assoluto che ho visto, ma considero il castello di Matsumoto uno dei più belli del Giappone, se non il più bello…

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Nakamachi e Nawate

Mentre raggiungete il castello dalla stazione deviate per la Nakamachi Dori. Una strada costellata di antichi magazzini, dal caratteristico colore bianco e nero, che sono stati convertiti in caffè, ristoranti e negozi.  Qui si possono acquistare prodotti d’artigianato giapponese come ceramiche e oggetti laccati.

Sempre in direzione del castello superato il ponte, troverete Nawate dori. Conosciuta come la via delle rane, una fila di negozietti che vendono oggetti di tutti i tipi a tema “rana”. Il motivo di questa fissazione per le rane nasce dal vicino canale dove in estate gracidano cori di rane. Inoltre rana in giapponese si dice Kaeru che significa anche “tornare a casa” per cui un oggetto con una rana è un amuleto per avere un “buon ritorno a casa”.  Quando si viaggia in Giappone non si vorrebbe mai tornare a casa ma avere un rana di Matsumoto con sé potrebbe rendere il ritorno meno duro…

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Scuola Kaichi (temporaneamente chiusa per restauro)

Prima dell’apertura del Giappone all’occidente solo i figli dei samurai avevano un’istruzione elevata, invece il resto delle classi più basse poteva ricevere una forma di istruzione solo grazie ai templi buddisti.  La modernizzazione del Giappone nel periodo Meiji coinvolse anche l’istruzione. Nel 1872 con la riforma del sistema scolastico aprirono in Giappone le prime scuole in stile occidentale. Tra queste c’era la scuola Kaichi di Matsumoto. La popolazione, la cui maggior parte era contadina, donò il 70% dei fondi per la costruzione. Desideravano che anche i propri figli, che fino a quel momento non avevano avuto la possibilità, studiassero per avere un futuro migliore. La costruzione della scuola iniziò nel 1873 e terminò tre anni più tardi.

La scuola esternamente ricorda lo stile europeo con una torre centrale ottagonale, ma in realtà la tecnica di costruzione fu molto giapponese. Vennero usate travi di un tempio abbandonato per i pilastri e fango e bambù per le pareti.  Tutto questo perché i fondi erano pochi e bisognava risparmiare. L’unica cosa veramente occidentale è del vetro importato dalla Francia usato per le vetrate.

Oggi la scuola è visitabile e contiene ancora gli arredi originali e materiale didattico di un tempo. Visitare la scuola Kaichi è come fare un viaggio nel tempo, e dà la possibilità di vedere da vicino una scuola giapponese come quelle dei cartoni animati degli anni ’70.

Matsumoto cosa vedere in Giappone
Foto di Wiiii - Own work, CC BY-SA 3.0, Link

Matsumoto City Museum of Art

Yayoi Kusama è sicuramente una delle artiste contemporanee più geniali e famose del Giappone. Conosciuta in tutto il mondo per le sue opere colorate ed eccentriche, e soprattutto i pois che Kusama usa per ricoprire qualsiasi cosa.

Yayoi Kusama è nata a Matsumoto e come si può immaginare nel museo d’arte contemporanea della città ampio spazio è dedicato alle sue opere. Già all’ingresso del museo si viene accolti da dei giganteschi tulipani creati da Kusama e all’interno si trovano dipinti e sculture dell’artista. Il museo è un luogo imperdibile per ogni fan di Yayoi Kusama ma anche per chi non lo è. Impossibile non rimanere catturati dal folle e colorato mondo di Yayoi Kusama!

Matsumoto City Museum of Art
Foto di 663highland - Own work, CC BY-SA 4.0, Link

Festival di Matsumoto

In estate il giardino del castello ospita due importanti festival che attirano qui molte persone: il Festiva Taiko, il festival dei tamburi giapponesi, e il Festival del Takigi-Noh con rappresentazioni del teatro Noh nel giardino del castello all’aperto illuminato dalle torce. Un avvertimento, se il i tamburi taiko sono estremamente coinvolgenti non si può dire lo stesso per il teatro Noh, che per un non-appassionato può risultare al quanto indigesto e noioso.

Raggiugere Matsumoto non è sicuramente comodo ed è il motivo per cui molti non la visitano. Ma se la vostra intenzione è di vedere un Giappone diverso, fuori dai soliti circuiti turistici, allora aggiungete Matsumoto come tappa al vostro itinerario mentre percorrete la Nakasendo o andate a Kanazawa. Sono sicuro che non ve ne pentirete!

Mappa di Matsumoto

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