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Higashi Honganji: il tempio della corda di capelli umani

Higashi Honganji: il tempio della corda di capelli umani

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Tempo di lettura: 5 minuti

Poco distante dalla stazione di Kyoto e dalla Kyoto Tower c’è un importante tempio: l’Higashi Honganji. Questo tempio viene spesso snobbato da chi visita l’antica capitale del Giappone perché attratto dai luoghi d’interesse di Kyoto più famosi, senza sapere che l’Higashi Honganji custodisce una delle cose più strane che si possano vedere in Giappone: una spessa corda di capelli umani!

14 giorni in Giappone: l'itinerario che consiglio

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Cosa vedere al Higashi Honganji di Kyoto

La storia del tempio inizia nel 1602 quando lo Shogun Tokugawa cominciò a temere il potere sempre maggiore della scuola Buddista Jodo Shinshu così decise di dividerla in due sotto-scuole: la Higashi Honganji e la Nishi Honganji, e così le rispettive sedi presero il nome della scuola. L’Higashi Honganji si trova in questo stesso luogo dal 1658, nei secoli gli edifici sono andati distrutti più volte e quelli attuali risalgono al 1895.

Sono tre gli edifici principali del tempio, tutti in legno e tutti colpiscono soprattutto per la loro grandezza. Il primo edificio che si incontra è il portale Goei-do-mon, finemente decorato con motivi dorati, è alto 31 metri.

Una volta entrati ci si trova di fronte alla Sala del Fondatore che con i suoi 76 metri di lunghezza e 58 metri di altezza è uno degli edifici in legno più grandi al mondo. Da come si intuisce l’edificio è dedicato al fondatore della scuola Jodo Shinshu, il monaco Shinran. All’interno della Sala del Fondatore troviamo lampadari dorati e decorazioni ricoperte d’oro che riproducono divinità buddiste. Nonostante tutto l’oro che ci circonda la Sala del Fondatore non trasmette mai una sensazione di opulenza, ma sempre un’atmosfera di luogo spirituale, determinato forse dai molti fedeli che vengo qui a pregare. Dopotutto la Scuola Jodo Shinshu è la più seguita in Giappone.

Alla destra della Sala del Fondatore si trova la Sala di Amida al cui interno è racchiusa una statua del Buddha Amida e vari ritratti di personaggi importanti della Scuola Jodo Shinshu.

Higashi Honganji Goei-do-mon kyoto cosa vedere giappone

Goei-do-mon

Higashi Honganji Goei-dō kyoto cosa vedere giappone

Sala del Fondatore (Foto di 663highland)

Higashi Honganji Sala Amida kyoto cosa vedere giappone

Sala Amida

I due edifici sono collegati da un corridoio dove sono esposti vari oggetti utilizzati per la costruzione del tempio tra cui la corda di capelli umani. Per la ricostruzione del 1895 furono utilizzate pesanti travi ricavate dai tronchi delle foreste attorno a Kyoto. All’epoca le corde utilizzate si spezzavano sotto il peso delle grandi travi utilizzate per il tetto delle due sale. Fu così che le devote del tempio donarono i propri capelli che venivano intrecciati con della canapa per realizzare delle corde molto più resistenti. La più grande raggiungeva i 110 metri di lunghezza e i 40 centimetri di larghezza per un peso di 1000 chili. Immaginate la quantità di capelli utilizzati? Incredibile!

Higashi Honganji  cosa vedere Kyoto

Higashi Honganji non sarà tra i luoghi più consigliati di Kyoto, ma per la sua posizione e per tutto quello che avete letto consiglio assolutamente di aggiungerlo al vostro itinerario!

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Stazione di Kyoto: la guida completa

Stazione di Kyoto: la guida completa

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Tempo di lettura: 8 minuti

La stazione di Kyoto è per tutti il primo luogo dell’antica capitale che si vede. Sia che viaggiate con lo shinkansen da Tokyo, o con un treno da Osaka o un più economico bus notturno, la stazione di Kyoto sarà il vostro punto di arrivo. Kyoto la si immagina come un città tradizionale, di edifici in legno e templi antichi per cui l’impatto con il metallo e vetro della stazione può spaesare.

La stazione di Kyoto è dopo quella di Nagoya la più grande del Giappone. Se provenite da Tokyo forse vi sarete già abituati alle stazioni enormi e labirintiche della capitale dove orientarsi è una sfida, invece la stazione di Kyoto nonostante le dimensioni è tutto il contrario. Progettata dall’architetto Hiroshi Hara e aperta nel 1997 la stazione, grazie ai suoi ampi spazi, dà una sensazione di grande accoglienza e semplicità dove perdersi sembra (quasi) impossibile. Scesi ai binari e superati i controlli del biglietto vi troverete di fronte ad un’alta volta di vetro e tubi in acciaio chiamata Matrix e la sensazione è di trovarsi in una città del futuro e non del passato!

L’edificio è alto 70 metri e lungo 470 metri, come succede sempre nelle grandi città del Giappone non è solo una stazione dei treni. Shinkansen, treni, metro, bus locali e a lunga percorrenza, tutti partono e arrivano qui, ma nella stazione si trovano anche un Hotel, tre centri commerciali, ristoranti, negozi e centri informazioni. Come spesso consiglio, le stazioni giapponesi possono essere un punto di riferimento per lo shopping ma soprattutto per mangiare.

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14 giorni in Giappone: l'itinerario che consiglio

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Fare shopping alla Stazione di Kyoto

Fare shopping alla stazione di Kyoto potrebbe essere l’ideale per una giornata piovosa o se avete qualche ora prima di partire e la volete occupare con gli ultimi acquisti, ma c’è una cosa di cui dovete tenere conto: la quantità di negozi.

Nel lato ovest della stazione ci sono i grandi magazzini Isetan, 10 piani di negozi che vendono di tutto: abbigliamento, souvenir,  cancelleria e cibo confezionato come bento e dolci. Ammetto che un paio di volte ci ho provato a visitarlo, ma l’ho sempre trovato troppo dispersivo e poco interessante.

Come ogni stazione giapponese che si rispetti anche quella di Kyoto si estende per ben 2 piani sottoterra ed è qui, lontano dalla luce del sole che si trovano altri 2 centri commerciali. Il primo dal nome italiano è Porta, si trova sotto la piazzetta da dove partono i bus locali e conta ben 100 tra negozi e ristoranti. Il motivo per cui vengo qui spesso sono i ristoranti, in alcuni si mangia bene e si spende poco soprattutto a pranzo.

Il secondo centro commerciale sotterraneo è The cube che si trova sotto la stazione, si sviluppa su due piani, il più interessante è il primo in cui potete trovare souvenir e prodotti tradizionali come tsukemono, le verdure in salamoia, e dolci wagashi. Il secondo piano ospita negozi d’abbigliamento, accessori e cosmesi. The Cube tra i tre è sicuramente, per me, il meno dispersivo e più interessante.

stazione kyoto shopping giappone

Foto di Dennis Amith

Cosa mangiare alla Stazione di Kyoto

La stazione di Kyoto nei miei viaggi nell’antica capitale è il punto di riferimento per pranzare quando sono nei dintorni. Come avete letto sopra ci sono molti ristoranti a Porta, io preferisco comunque il decimo piano della stazione in cui si trova Kyoto Ramen Koji, conosciuta come Ramen Street. Qui si trovano 8 ristoranti di ramen, ognuno è specializzato in una versione tipica di una zona del Giappone, tra cui il ramen di Sapporo, Tokyo e Fukuoka. Se non siete come me voraci di Ramen economici e gustosi, sempre al decimo piano ci sono alcuni ristoranti del centro commerciale Isetan. Come se non bastasse, ben fornito di ristoranti è l’undicesimo piano, diviso tra Isetan e The Cube, ne ospita diversi che offrono piatti della cucina tradizionale giapponese tra cui sukiyaki, shabu-shabu, tempura, tonkatsu e molto altro. Essendo di un livello più alto i piatti sono più costosi, ma se venite a pranzo potete scegliere tra uno dei tanti set che nonostante  un prezzo più contenuto, sono comunque sostanziosi e composti da più pietanze così da poter assaggiare diverse specialità.

stazione kyoto cosa mangiare giappone

Cosa vedere alla Stazione di Kyoto

Osservatorio

All’interno della stazione sotto l’ampia volta noterete diverse scale mobili che salgono. Prendete quella dal lato ovest e una di seguito all’altra salite, fino a quando vi troverete sul tetto della stazione, dove si trova un giardinetto con delle panchine. La cosa più interessante è che da questa posizione si può osservare dall’alto i dintorni della stazione. Anche se non si capisce per quale motivo hanno scelto come protezione dei vetri leggermente oscurati. Bella la vista, un po’ meno le foto che risulteranno sempre scure!

Stazione Kyoto cosa vedere Giappone

Skyway

Una delle uscite della Ramen Street è collegata al Skyway, un tunnel di tubi e vetro che percorre tutta la lunghezza della stazione. Situato a 45 metri di altezza dal Skyway si può ammirare una bella vista sia sulla Kyoto Tower e dintorni che nell’interno della stazione. Al termine del tunnel attraverso una scala mobile scenderete in una piazzetta, sul lato sinistro oltre a trovare altre vetrate da cui ammirare i dintorni si trova un’incredibile riproduzione della stazione realizzata con i Lego.  Il modello lungo quasi 5 metri e alto uno è stato fatto per commemorare il 50° anniversario dello sbarco in Giappone della Lego e il 15° anno dall’apertura della stazione. È un pezzo unico che riproduce fedelmente la stazione e ha necessitato di ben 720 ore di lavoro per realizzarlo.

Stazione Kyoto cosa vedere Giappone

Deposito bagagli

La stazione è disseminata di armadietti per i bagagli, ma invece di cercare affannosamente quello libero, consiglio di andare al deposito bagagli che si trova al primo piano sotterraneo. Per accedere scendete la scala mobile che trovate di fronte a voi quando oltrepassate il controllo biglietti all’uscita centrale. Oltre al deposito temporaneo si può richiedere anche la spedizione del bagaglio alla vostra tappa successiva. Questo è un servizio che uso spesso quando ho delle tappe di pochi giorni tra Kyoto e Tokyo per cui preferisco viaggiare leggero e spedire il mio bagaglio direttamente all’Hotel di Tokyo.

tazione kyoto deposito bagagli

Come avete letto la Stazione di Kyoto per quello che offre diventerà sicuramento un punto di riferimento per chi di voi visiterà l’antica capitale e nonostante il suo aspetto futuristico strida con il resto delle cose che vedrete a Kyoto, ritengo che abbia un suo fascino. Sicuramente quella di Kyoto è la stazione più affascinante che ho visto in tutto il Giappone!

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Pontocho: il vicolo tradizionale di Kyoto

Pontocho: il vicolo tradizionale di Kyoto

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Tanti anni fa durante il mio primo viaggio in Giappone mi trovavo a Kyoto e tra le cose da vedere mi ero segnato: Pontocho. Non sapevo cosa avrei trovato, ma il primo problema era stato individuare l’entrata al distretto di Pontocho. Quando finalmente ho trovato l’ingresso di questo stretto vicolo parallelo al fiume Kamo era ancora giorno e devo ammettere che ne sono rimasto deluso. È vero che il vicolo è costellato di edifici tradizionali, ma non sembrava molto diverso da una delle laterali di Gion. Chissà  cosa avrà mai di così speciale Pontocho, mi sono chiesto mentre tornavo sui miei passi e uscivo dal vicolo. Il mio soggiorno a Kyoto è continuato senza troppo pensare alla mezza delusione di Pontocho, fino a quando una sera mentre esploravo la Shijo-dori, la mia attenzione è caduta su uno stretto vicolo parallelo al fiume Kamo illuminato da alcune lanterne. Senza pensarci troppo sono entrato ma dopo pochi passi mi è sorto un dubbio: un vicolo stretto lungo il fiume? Non è che questo è quella “mezza delusione” di Pontocho? Ebbene si…è dopo il tramonto che Pontocho mostra il suo vero volto! Ora che lo sapete non fate il mio stesso errore…Pontocho non vi deluderà, venite di sera!

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Cosa vedere a Pontocho

Pontocho è effettivamente “solo” un vicolo di 600 metri, ma si racconta che sia stato un quartiere del divertimento fin dal 1670 e che qui sia nato il teatro Kabuki. Nonostante il passare dei secoli Pontocho ha dimostrato una certa resilienza. Mentre tutto attorno i vecchi edifici venivano demoliti per far spazio a quelli nuovi e Kyoto mutava, questa manciata di edifici tradizionali in legno schiacciati tra il fiume e la modernità hanno resistito e continuano a farlo. Da sempre ogni sera le lanterne rosse vengono accese e i locali sono pronti ad accogliere i clienti, a differenza di Gion, a Pontocho non ci sono solo ristoranti esclusivi e costosi e per questo ha un atmosfera più accogliente e allegra. A Pontocho potete trovare ristoranti costosi che preparano la sofisticata cucina Kaiseki, ma anche alcuni specializzati in Yakitori, semplici spiedini di carne di pollo, altri in sushi, tempura e gli immancabili ristoranti italiani per i nostalgici di casa.

A Pontocho potrete anche incrociare qualche geisha che svolta in un vicoletto ed entra in un’anonima porta di qualche edificio, se guardate bene non vedrete insegne o menu appesi che fanno capire il tipo di locale in cui è entrata, ma solo un campanello con nome. A Pontocho c’è un “mondo nascosto” fatto di locali così esclusivi che l’accesso è permesso solo se si è presentati da qualcuno ed è qui che si esibiscono le geisha per qualche facoltoso cliente e difficilmente potrete essere tra di loro…

Pontocho cosa vedere kyoto

Ma a Pontocho da maggio a settembre c’è qualcosa che possono fare tutti, cenare su una kawayuka. Tutti i ristoranti lato fiume ogni anno costruiscono delle palafitte su cui appoggiare una terrazza dove i clienti posso mangiare. Questa usanza tipicamente giapponese serve per poter sopportare meglio la calura estiva grazie alla frescura procurata dallo scorrere dell’acqua del fiume. Sono molti i ristoranti in cui cenare in questo modo ma non esitate a prenotare soprattutto di venerdì e sabato. Questa è una delle esperienze che non possono mancare durante l’estate a Kyoto. La vista del fiume, le lanterne che illuminano la serata  renderà la vostra cena indimenticabile!

Pontocho cosa vedere kyoto
Foto by Antonio Tajuelo

A Kyoto si possono trovare molti luoghi tradizionali affascinanti ma bisogna ammettere che Pontocho è un luogo dall’atmosfera particolare, forse per via delle lanterne rosse? O i profumi che escono dalle cucine dei locali? O il fatto che è un vicolo stretto per cui si cammina vicini anche tra sconosciuti… Non so il motivo ma ogni volta che sono a Kyoto ci torno, percorro quei 600 metri affascinato da quello che mi circonda come se quella fosse la prima volta e non ho ancora capito cosa rende speciale Pontocho. E voi l’avete capito?

Mappa di Pontocho

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Roppongi: guida al quartiere per stranieri di Tokyo

Roppongi: guida al quartiere per stranieri di Tokyo

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Roppongi è il quartiere più internazionale di Tokyo e per questo non è tra i miei preferiti. Durante i miei innumerevoli viaggi in Giappone le volte che sono stato a Roppongi si contano sulle dita di una mano: 2. Il motivo è semplice, quando viaggio voglio entrare in contatto con le realtà più genuine del Paese che visito e, non sentendo la nostalgia dell’Italia, non cerco mai un luogo che mi ricordi “casa”.

L’origine della sua internazionalità Roppongi la deve al dopoguerra, quando l’esercito statunitense e gli Alleati occuparono la zona portando all’apertura di negozi, locali e bordelli per i loro ufficiali. Con l’abbandono degli occupanti il quartiere di Roppongi non perse la sua peculiarità perché negli anni divenne la sede di molte ambasciate e di aziende straniere. Se di giorno Roppongi è un luogo frequentato da uomini d’affari giapponesi e stranieri per lavoro, di notte cambia volto. Fin dagli anni ‘60 Roppongi è stato sinonimo di divertimento notturno, allora per le discoteche oggi per i pub, night club e hostess club per stranieri. Di notte Roppongi è molto frequentata soprattutto dagli stranieri che  vivono a Tokyo e che vengono qui per divertirsi e socializzare con i propri “simili”, ma anche da giapponesi che vogliono conoscere stranieri e amano la loro cultura. Purtroppo questo ha reso Roppongi poco giapponese e di sera in alcuni casi può anche essere “pericolosa”. Molti vi potrebbero dire che è un retaggio del passato e il fatto che la yakuza non abbia più il controllo dei locali perché ha trasferito i suoi interessi altrove può essere solo che un bene, ma questo nella realtà ha lasciato un “vuoto” che è stato sicuramente colmato. Non a caso oggi la maggior parte dei locali del divertimento di Roppongi sono gestiti da cinesi e africani… Con questo non dico che sia un quartiere pericoloso ma sicuramente bisogna avere una certa attenzione di sera se si frequentano i locali per stranieri, cosa che non si deve avere in nessun’altra zona di Tokyo.

Ma Roppongi non è solo questo per fortuna, negli ultimi anni grazie all’apertura di molti musei d’arte è diventato uno dei centri culturali di Tokyo ed è questo uno dei motivi che mi ha spinto a visitarla.

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14 giorni in Giappone: l'itinerario che consiglio

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Cosa vedere a Roppongi

Roppongi Hills

Roppongi Hills è stato terminato nel 2003 ed è un complesso di edifici voluti e costruiti dal magnate giapponese Minori Mori che ha creato una “città nella città” dove  chi vi abita può trovare tutto quello di cui ha bisogno a pochi passi. Per cui abbiamo 793 appartamenti di lusso, negozi, boutique, ristoranti, cinema, parchi e un anfiteatro. Su tutto questo svetta la Mori Tower, un grattacielo di 54 piani e 238 metri al cui interno si trovano ancora altri appartamenti, negozi, ristoranti, cinema. Oltre a un Hotel, uffici di importanti compagnie, ma anche 2 cose che mi hanno spinto a visitare Roppongi Hills.

Roppongi Hills cosa vedere a Tokyo Giappone

Osservatorio e Mori Art Museum

La prima è l’osservatorio posto in cima alla Mori Tower da cui ammirare una fantastica vista sullo skyline di Tokyo, la seconda, e più interessante, il Mori Art Museum. Questo museo d’arte moderna giapponese e internazionale ha un approccio innovativo e coinvolgente che ha lo scopo di rendere fruibile l’arte a tutti sia adulti sia bambini. Scordatevi quei musei noiosi e spesso poco comprensibili a chi non ha una conoscenza di base, al Mori Art Museum ci si può anche divertire conoscendo l’arte moderna. Le mostre sono sempre temporanee e di solito sono 2 in contemporanea, per cui vi consiglio di visitare il sito ufficiale per sapere cosa è esposto durante il vostro soggiorno a Tokyo. Spesso ci sono esibizioni dedicate alla cultura pop giapponese per cui non è raro trovare mostre a tema manga e anime.

Mori Art Museum Roppongi Hills cosa vedere a Tokyo Giappone
By Syced - Own work, CC BY-SA 3.0, Link

Roppongi Hills Bon Odori

L’ultimo weekend di agosto l’anfiteatro di Roppongi Hills ospita un festival di danza Bon Odori, la tradizionale danza della festa dei morti. Al centro viene costruito un yagura, il palco dove si esibiscono i cantanti tradizionali accompagnati dal possente suono dei Taiko, i tamburi giapponesi. Insieme a loro ci sono anche alcuni che eseguono la danza Bon Odori. Ma il vero evento si svolge attorno al yagura dove centinaia di persone vestite in yukata danzano girando attorno al palco. La partecipazione è libera per cui potete anche voi farvi trascinare dal ritmo e gettarvi nella “mischia”. Per l’occasione l’anfiteatro viene illuminato da lanterne e tutto attorno ci sono bancarelle dove si può provare il tipico cibo di strada dei festival giapponesi. Una bontà! Come avete capito, che siate o no dei ballerini provetti, se siete a Tokyo in questo periodo, il Roppongi Hills Bon Odori è uno dei pochi motivi per visitare il quartiere di sera.

Roppongi Bon Odori cosa vedere a Tokyo Giappone
By Pocsywe - Own work, CC BY-SA 4.0, Link

National Art Center Tokyo

Aperto nel 2007 il National Art Center Tokyo è il museo d’arte più grande del Giappone. Ospita solo esibizioni temporanee e sicuramente ha un approccio meno Pop del Mori Art Museum ma qui vengono esposte opere di immenso valore ed importanza che possono interessare chiunque sia appassionato di arte giapponese e internazionale. In ogni caso il National Art Center Tokyo è un “capolavoro” di architettura metabolistica a opera dell’architetto Kisho Kurokawa che ha creato un immenso spazio vuoto in un edificio dalle forme ondulate che lo rende affascinante e unico, per cui se siete a Roppongi va visitato anche se non siete interessati alle mostre del momento che si possono trovare nel sito ufficiale del museo.

National Art Center Tokyo
By Kakidai - Own work, CC BY-SA 4.0, Link

Non ci sono molti altri luoghi d’interesse a Roppongi e avrete capito che i motivi per visitarlo sono solo due, come le volte che l’ho visitato io. Il primo sono le mostre d’arte e il secondo il festival. Nel mio caso la prima volta è stata quando su Tokyo imperversava un tifone per cui ho guardato cosa c’era al Mori Art Museum e con mia sorpresa ho scoperto una mostra dedicata allo Studio Ghibli e ho aspettato che il tifone passasse mentre mi tuffavo nel mondo fantastico uscito dalla mente di Hayao Miyazaki. La seconda è stata durante un afoso agosto in cui ero a Tokyo e cercando qualche festival tradizionale mi sono imbattuto nel Roppongi Hills Bon Odori. C’era tantissima gente e dalla mia posizione sopraelevata vedere tutte quelle persone vestite negli abiti tradizionali ballare all’unisono è stata un’esperienza indimenticabile. Nonostante le premesse di questo articolo avete capito che per visitare Roppongi qualche motivo c’è, ora sta a voi decidere se tra questi c’è quello giusto per voi!

Mappa di Roppongi

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Ikebukuro: shopping, cultura pop e tradizione

Ikebukuro: shopping, cultura pop e tradizione

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Ikebukuro è un’ area di Tokyo che fa parte del quartiere di Toshima, spesso descritta come la Akihabara per ragazze, ma anche come un luogo ideale per fare acquisti e divertirsi. Questo però non basta ad attrarre i turisti che spesso preferiscono visitare Shinjuku, Shibuya e Akihabara a Ikebukuro. Nella realtà Ikebukuro è molto più dell’essere “un altro quartiere dello shopping di Tokyo” come dicono molti. Ikebukuro rappresenta,secondo me, alla perfezione il dualismo della società giapponese. Se da un lato è moderno ed è un punto di riferimento per lo shopping sfrenato e la cultura pop, dall’altro mantiene un forte legame con le tradizioni attraverso i suoi antichi templi e i festival tradizionali. Per cui prima di rinunciare a visitarlo ti invito ad arrivare alla fine di questa guida su cosa vedere a Ikebukuro e forse cambierai idea.

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14 giorni in Giappone: l'itinerario che consiglio

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Cosa vedere a Ikebukuro

L’attacco dei giganti…commerciali

Ikebukuro è luogo di scontro a suon di offerte e sconti di due aziende: Tobu e Seibu. Le due si dividono la stazione di Ikebukuro: sopra l’uscita est c’è il centro commerciale Tobu e sopra l’uscita ovest quello Seibu. Ma perché proprio sopra la stazione? Il motivo è che Tobu e Seibu gestiscono anche le linee ferroviarie che attraversano la capitale e che hanno termine proprio alla stazione di Ikebukuro.

Negli ultimi anni a Ikebukuro si è accesa una nuova faida, questa volta tra negozi di elettronica, quella tra Bic Camera e Yamada Denki. Bic Camera aprì il suo primo negozio proprio a Ikebukuro nel 1978 ed è stata la dominatrice incontrastata del settore a Ikebukuro fino al 2007 quando Yamada Denki ha aperto una nuova sede proprio difronte.

Per chi vuole fare shopping visitare questi centri commerciali potrebbe essere una buona idea, ma bisogna mettere in conto che potrebbe volerci del tempo perché Tobu e Seibu hanno il primato di essere tra i più grandi centri commerciali di Tokyo!

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Occhio ai Gufi

Camminando per Ikebukuro incrocerete spesso statue di gufi, ma anche murales, cassette della posta e altro a forma dell’animale simbolo (non) ufficiale di Ikebukuro. Questo legame tra Ikebukuro se il gufo nasce da un gioco di parole: gli ideogrammi che compongono il nome Ikebukoro sono stagno, Ike 池, e borsa, 袋 Fukoro, ma anche Gufo si pronuncia sempre Fukoro. E in un paese come il Giappone dove tutto può diventare una mascotte questa similitudine non poteva non essere il motivo per far nascere la mascotte di Ikebukuro.

Sono due le statue di gufo più importanti, la prima rappresentata con i suoi cuccioli è all’uscita est della stazione e, come Hachiko è il punto d’incontro di Shibuya, questa lo è per Ikebukuro.

La seconda che rappresentata un gufo sopra un libro si trova a Naka-Ikebukuro Park, ed è il luogo di raduno degli appassionati di anime, manga, cultura pop che si ritrovano qui per incontrarsi, scambiarsi opinioni ma anche per sfoggiare il loro nuovo cosplay.

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Sunshine City

Uno dei luoghi più famosi di Ikebukuro è Sunshine City, un complesso composto da quattro edifici tra cui al centro Sunshine 60, un grattacielo di 240 metri. Oltre a negozi, ristoranti, uffici e hotel il Sunshine City ospita alcune interessanti attrazioni:

Sunshine Aquarium

Un aquario che si sviluppa su tre piani, il primo dedicato agli oceani e ai suoi abitanti. Il secondo ai fiumi, ai laghi e alle coste per cui non ci sono solo pesci ma anche rane, serpenti, tartarughe e vari mammiferi tra cui le foche del lago Baikal. Il terzo piano in realtà è il tetto del grattacielo che ospita l’aquario, dove è stato ricreato l’habitat per pinguini, leoni marini, lontre e pellicani. Orari e biglietti qui

Sky Circus Sunshine 60 Observatory Ikebukuro cosa vedere tokyo

Sky Circus Sunshine 60 Observatory

All’ultimo piano del Sunshine 60 si trova un osservatorio da cui ammirare Tokyo da un altezza di 251 metri. Non sarà il Tokyo Sky Tree ma è decisamente più economico ed inoltre offre al suo interno alcune attrazioni di realtà virtuale e sensoriali che possono piacere sia ai bambini che agli adulti. Orari e biglietti qui

Namjatown Ikebukuro cosa vedere tokyo

Namjatown

Un parco a tema fondato dalla famosa casa di videogame Namco, a differenza di quello che si può pensare questo non è dedicato ai videogiochi. All’interno ci sono alcune giostre per bambini e due aree dedicate a cibo, una ai gyoza e la seconda ai dessert. Spesso a Namjatown vengono organizzate mostre ed eventi dedicati ai personaggi di anime, manga e videogame per cui se siete appassionati consiglio di controllare la pagina ufficiale durante il vostro soggiorno a Tokyo.

GashaPon Department Store Ikebukuro cosa vedere tokyo

GashaPon Department Store

Durante il vostro viaggio a Tokyo vi siete sicuramente imbattuti nelle gashpon, i distributori di capsule con all’interno una “sorpresa” a tema, che spaziano dai personaggi degli anime fino alle riproduzioni di divinità shintoiste. Se come me ne siete attratti e spesso ci inserite compulsivamente quei 200-300 yen che vi rimangono in tasca, al Sunshine City c’è un luogo che dovete assolutamente visitare: il GashaPon Department Store. Dove ci sono ben 3000 macchinette ad attendervi, un vero e proprio paradiso per voi ma un inferno probabilmente per il vostro portafoglio, siete avvisati!

Sunshine City kebukuro cosa vedere tokyo

Otome Road

Ikebukuro è spesso indicata come la Akihabara per ragazze e questo per i negozi specializzati in manga e anime per ragazze e donne, che si trovano nell’area chiamata Otome Road. Questa definizione è relativamente recente, ma è anche vero che fin dagli anni 80 Ikebukuro ha attratto otaku di anime e manga per via del negozio Animate e per le convention di Dojinshi, le riviste di manga amatoriali che reinterpretano i personaggi di anime, manga e videogame in chiave comica, parodistica ma che erotica e omoerotica molto amati in Giappone. Il cambiamento al “femminile” di Otome Road è arrivato nei primi anni 2000 quando il negozio Animate decise di puntare su prodotti per un pubblico femminile e la libreria K-Books si specializzò in Dojinshi per donne. Negli anni successivi aprirono altre sedi di famose catene come Mandarake e Comic Toranoana con prodotti rivolti sempre al pubblico femminile. Nel 2005 ha aperto a Otome Road Swallowtail Butler Café il primo Maid Café per ragazze dove dei “maggiordomi” sono pronti a servire con amore e devozione le clienti. So che quello che avete appena letto pare strano e incomprensibile, ma spero di essere riuscito a incuriosirvi. Sia che siate interessati o meno a questo genere di cose fate comunque un giro per Otome Road, potreste rimanere stupiti di quello che leggono le giapponesi.

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Foto by Antonio Tajuelo

Scuola Jiyu Gakuen Myonichikan

Questo edificio dall’aspetto curioso, che non ha nulla di giapponese, era la scuola femminile cristiana Jiyu Gakuen costruita nel 1921 dal famoso architetto americano Frank Lloyd. Nonostante i bombardamenti che rasero al suolo Ikebukuro durante la seconda guerra mondiale la Jiyu Gakuen non fu colpita, alcuni sostengono perché l’edificio era “cristiano”, ma quale sia la motivazione questo ha permesso alla scuola di arrivare intatta fino a noi. Oggi dopo un restauro è diventato un luogo di eventi e matrimoni ma è anche aperto al pubblico che può visitare le varie aule e sale arredate con i mobili originali progettati dallo stesso Frank Lloyd che hanno una forma che richiama le linee della facciata della scuola. All’interno c’è anche un piccolo museo dedicato a Frank Lloyd che sarà lì ad attendervi in versione marionetta, una cosa davvero inquietante!

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Foto By jmho - jmho's file, CC0, Link

Tempio Zoshigaya Kishimojindo

Poco lontano dal caos della stazione di Ikebukuro c’è un luogo di pace immerso in una silenziosa zona residenziale: il Tempio Zoshigaya Kishimojindo. Fondato nel 1578, ill tempio è dedicato a Kishimojin la dea protettrice del parto e della crescita dei bambini. Qui si viene a pregare per la tranquillità famigliare ma anche per avere successo negli studi. Il tempio ha il suo fascino per il contrasto che si viene a creare con la vicina area commerciale di Ikebukuro, e potrebbe essere una meta da aggiungere come momento di pausa dalla confusione, ma se il tempo è poco potete anche evitarlo tranne nel periodo di ottobre. Perché tra il 17 e 18 ottobre il tempio è al centro del festival Oeshiki, durante il quale, alla sera, gruppi in processione partendo dalla stazione portano la propria lanterna gigante al tempio e durante il tragitto si aggiungono altri partecipanti con la propria lanterna creando uno spettacolo incredibile. Come in ogni festival giapponese anche in questo non mancano musica, balli e soprattutto cibo di strada tradizionale. Se il 18 ottobre siete a Tokyo, sapete già cosa mettere nel vostro itinerario: Ikebukuro!

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Tempio Gokokuji

Sono pochi i luoghi di Tokyo che sopravvivendo a incendi, terremoti e bombardamenti sono arrivati fino ai giorni nostri, uno di questi è il tempio Gokokuji. Situato in una tranquilla zona di Ikebukuro questo tempio buddista fu costruito nel 1681 per volontà dello shogun Tokugawa. Gli edifici del tempio sono stati per la maggior parte costruiti o ricostruiti in epoche successive ma testimoniano comunque i vari stili architettonici utilizzati nei templi dal periodo Edo fino ai primi del ‘900.

Il tempio Gokokuji è spesso fuori dagli itinerari turistici, forse perché poco conosciuto o per la sua distanza dalla stazione di Ikebukuro, per questo è visitato principalmente dai giapponesi, ma per la sua importate testimonianza di una Tokyo che non esiste più vi consiglio di percorrere a piedi i 20 minuti di strada che lo separano dalla stazione, non ve ne pentirete!

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La zona a luci rosse

Uscendo dalla stazione a ovest vi troverete in quella che è la zona a luci rosse di Ikebukuro, non avrà le dimensioni della Kabukicho di Shinjuko ma è comunque ben fornita di ristoranti, locali, karaoke, hostess club e intrattenimento per adulti. Non mancano poi i Love Hotel per chi vuole concludere la serata in “bellezza”. Come Kabukicho anche questa non è una zona pericolosa, solo che a differenza di Kabukicho che è diventata nel tempo un’attrazione turistica, questa è rimasta ancora solo un luogo per giapponesi che vengono a divertirsi, per cui forse è più genuina, se possiamo definire genuina una zona a luci rosse….

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Il Sindacato Yakuza

La Yakuza, l’organizzazione criminale giapponese per antonomasia, è molto diversa da tutte le altre perché spesso ha un “volto” pubblico e riconosciuto per cui non è raro che abbiano attività legali e uffici nelle città giapponesi. La Kyokuto-Kay è una di queste ed ha i propri “uffici” a Ikebukuro ma non temete questo non ne fa un quartiere pericoloso, anzi… Ovviamente non vi indico l’indirizzo, così evitiamo che qualcuno vada a farsi un selfie davanti all’edificio e poi dica che l’ha letto sul mio sito e poi ricevo un invito che non posso rifiutare…. Ne scrivo solo per dimostrare una volta di più le contraddizioni del Giappone, questa è una di quelle tante cose che non ci si aspetta del Paese del Sol Levante.

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Se siete arrivati fino a qui, non ho molto altro da aggiungere, spero solo di essere riuscito a incuriosirvi e che abbiate trovato un motivo per aggiungere Ikebukuro al vostro itinerario di Tokyo. Un’ultima cosa per raggiungere in treno la stazione di Ikebukuro da Shibuya ci si mette 16 minuti e da Shinjuku solo 6 minuti, ora che lo sapete non avete più scuse per non visitare Ikebukuro.

Mappa di Ikebukoro

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Harajuku: la culla della moda giovanile di Tokyo

Harajuku: la culla della moda giovanile di Tokyo

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Tempo di lettura: 10 minuti

Harajuku, assieme a Shibuya e Shinjuku è tra i quartieri di Tokyo più famosi in occidente. Ma già in questa affermazione c’è un errore: Harajuku non è un quartiere di Tokyo. So che molti siti e guide lo definiscono così, forse per comodità o per omologazione, ma se prendete la lista dei 23 quartieri speciali di Tokyo non lo troverete. Nella realtà Harajuku è la zona di Shibuya che si estende dall’omonima stazione a Omotesando. Chiarito questo posso finalmente dire perché Harajuku è così conosciuta in Occidente e cosa c’è da vedere.

La sua notorietà Harajuku la deve al fatto che è considerata il centro della cultura e della moda giovanile di Tokyo. Questo fin dagli anni ‘70 quando i giovani in cerca dell’ultimo capo alla moda si spostano da Shinjuku a Harajuku grazie all’apertura di nuovi grandi magazzini che vendono abbigliamento e accessori. Sempre in quel periodo la zona diventa pedonale la domenica attirando così migliaia di persone. Poi negli anni ‘80 i marciapiedi di Harajuku  diventano il palco per i Takenoko-zoku, gruppi di adolescenti che indossano tute larghe e colorate che ballano al ritmo della musica che esce dai giganteschi stereo portatili che vanno di moda in quegli anni. A cavallo tra gli anni 90 e i 2000 nella zona di Harajuku aprono negozi di abbigliamento a basso costo di catene internazionali e allo stesso tempo fioriscono molti negozi di moda indipendente creando ancora più interesse per Harajuku e lanciando nuove tendenze per l’abbigliamento. Anche se oggi il fenomeno sta scemando, Jingu Bashi, il ponte che collega la stazione di Harajuku con il Santuario Meiji è da sempre la “passerella” domenicale dei giovani di Tokyo dove sfoggiare i loro outfit più creativi e di tendenza, qui hanno “sfilato” stili come:  Lolita e Gothic Lolita, Visual Kei, Aristocrat e anche Cosplay dei personaggi degli anime. Per chi lo visita oggi, nonostante i cambiamenti rimane, soprattutto di domenica uno dei quartieri più “spumeggianti” di Tokyo.

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Cosa vedere a Harajuku

Takeshita Dori

Questa stretta strada lunga 400 metri è stata la culla delle mode alternative di Tokyo, e anche se oggi sopravvivono alcuni storici negozi di abbigliamento in cui trovare dei capi dallo stile unico, è anche vero che molti negozi negli anni hanno chiuso per lasciare spazio a catene che si trovano un po’ ovunque a Tokyo. Takeshita Dori avrà forse venduto la sua anima alternativa per quella più commerciale ma si può  ancora ritrovare, soprattutto nei vicoli laterali, un po’ dello spirito ribelle di un tempo. 

Takeshita Street

Omotesando

Quella che un tempo era la via di accesso al Santuario Meiji oggi è una strada costellata di negozi, ristoranti e caffè. A differenza di Takeshita Dori qui i negozi  si rivolgono ad una clientela più adulta e anche più facoltosa, infatti sono molti i brand di lusso che hanno una boutique a Omotesando. Anche se non siete interessati a  spendere tutto il vostro budget di viaggio in qualcosa di costoso e firmato ad Omotesando c’è uno dei luoghi più instagrammati di Tokyo: Tokyu Plaza Omotesando, il cui ingresso è un caleidoscopio. Si entra attraverso un tunnel circondati da specchi di diversa angolazione su cui si possono vedere riflessi i pedoni che passano fuori, grazie a un gioco di specchi. Il tutto crea un effetto affascinante e unico.

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Meiji Jingu

Il santuario Meiji è il più importante di Tokyo ed è dedicato all’imperatore Meiji e alla sua consorte. Oltrepassato l’imponente Torii ci si trova circondati da una fitta foresta attraversata da sentieri che ci conducono al santuario. Meiji Jingu è un luogo di pace e silenzio che ci fa dimenticare immediatamente di essere nel cuore di Tokyo.

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Parco Yoyogi

Il parco di Yoyogi è il mio preferito tra quelli di Tokyo. Durante le mie “estati giapponesi” ho spesso trascorso le ore della domenica pomeriggio a osservare i giapponesi mentre fanno attività al parco. Forse vi sembrerà strana questa cosa se si pensa ai nostri parchi, ma in tutto il Giappone i parchi pubblici, soprattutto la domenica, diventano un luogo di ritrovo e dove svolgere attività all’aperto.  Ma al Parco Yoyogi non vedrete solo chi fa footing, troverete chi prova coreografie di danza da solo o in gruppo,  musicisti che si esercitano in solitaria con il proprio strumento, mentre altri praticano gli sport più disparati. Il parco è frequentato  da persone di tutti i tipi come famiglie che fanno picnic,  studenti intenti a studiare, giovani coppie che passeggiano e gli immancabili nonni giapponesi che fanno ginnastica. Poi durante l’estate il parco e i dintorni diventano il teatro di molti eventi, festival e concerti, per cui se durante il resto dell’anno una visita al parco Yoyogi è consigliata, d’estate alla domenica è una tappa obbligata!

Parco Yoyogi cosa vedere Tokyo

Cat Street

Non fatevi trarre in inganno dal nome, in questa zona di Harajuku non ci sono gatti per strada né Neko Cafè. Cat Street in realtà è una tranquilla area pedonale per persone alla moda che cercano qualcosa di più sobrio, adulto e ricercato di quello che si può trovare a Takeshita Street e a Omotesando. La particolarità di Cat Street è che a fianco al negozio di tendenza si trova quello che vende abiti di seconda mano. Interessante è anche che oltre alle boutique di lusso di brand internazionali ci sono negozi, come il famoso Ragtag, che vendono prodotti di designer giapponesi e, cosa di non poco conto, qui ci sono anche negozi per uomini alla moda.  Cat Street è conosciuta anche per i caffè e ristoranti che a differenza dei negozi però sono adatti a tutte le tasche per cui è l’ideale per chi vuole mangiare lontano dal caos delle altre zone di Harajuku. Come spesso accade a Tokyo i negozi di Cat Street aprono e chiudono in continuazione per cui ogni volta che la visitate potete trovare qualcosa di diverso dalla volta precedente, motivo in più per ritornarci! Ultimo consiglio, perdetevi nei vicoli laterali perchè è lì che potrete trovare le cose più sorprendenti.

Harajuku Cat street cosa vedere Tokyo
By Rs1421 - Own work, CC BY-SA 3.0, Link

Stazione di Harajuku

La stazione di Harajuku è stata uno degli edifici più iconici e probabilmente più amati di tutta Tokyo. In una metropoli in perenne mutamento la storica stazione ha mantenuto inalterato il suo aspetto degli anni ‘20 resistendo ai cambiamenti e continuando a testimoniare com’era la vecchia Tokyo. Questo fino al 2016 quando è stato deciso di costruire una nuova stazione e che la vecchia sarebbe stata demolita dopo le Olimpiadi 2020. Le motivazioni sono legate al fatto che essendo in legno era a rischio incendi e che non era più in grado di contenere il numero di passeggeri odierni. Pare che sarà smantellata e al suo posto sarà ricostruita una copia simile all’ originale a commemorare la storica stazione. Capisco le motivazioni, ma la nuova stazione è un moderno edificio come tanti altri e non ha nulla del carattere della vecchia stazione, e se per chi arriverà per la prima volta ad Harajuku non farà nessuna differenza perchè come me ha sempre identificato Harajuku con la sua stazione proverà di sicuro un po’ nostalgia per i tempi passati.

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Super Yosakoi Festival

Se siete a Tokyo l’ultimo fine settimana di agosto dovete assolutamente andare a Omotesando. Lungo la via si svolge il Super Yosakoi Festival dove circa 100 squadre provenienti da tutto il Giappone si esibiscono in danze Yosakoi. Lo Yosakoi è uno stile di danza che unisce elementi tradizionali con alcuni moderni in cui  le squadre indossano yukata dai colori sgargianti e sono accompagnati dalla mascotte del luogo d’origine e danzano mentre seguono un camion decorato a tema da cui esce la musica da ballare e che fa anche da palco per ballerini e musicisti. So che descritto così ricorda un po’ il carnevale, ma nella realtà è qualcosa di completamente diverso che si fa fatica a descrivere per cui, come già scritto, dovete andarci! Non ve ne pentirete!

Super Yosakoi Festival Harajuku

In conclusione Harajuku è sicuramente una delle mete che non può mancare per chi visita Tokyo la prima volta, ma è anche un luogo in cui tornare più volte nel tempo. Perché sono molte le cose da vedere e fare ma soprattutto perché Harajuku è sempre in mutamento però con lo stesso spirito che sempre la contraddistingue, quello di non inseguire le mode e i trend del momento ma quello di anticipare i tempi per creare le tendenze del futuro!

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